Adric
30-07-2007, 11:20
La Svezia piange, il cinema in lutto: è morto il grande Ingmar Bergman
Poche parole, dell'agenzia svedese TT. La sorella di Ingmar Bergman ha fatto sapere che il fratello è morto. Se ne va un grande del cinema mondiale.
Il regista svedese Ingmar Bergman è morto. Lo ha ha annunciato l'agenzia svedese TT citando la sorella del cineasta Eva. Una vita dedicata al cinema, quella del grande regista nord europeo.
UN MAESTRO. Insieme a quelli di Chaplin, Ford, Kurosawa, Fellini e pochi altri, il nome di Ingmar Bergman è uno di quelli che si accosta per antonomasia al Cinema con la C maiuscola, anche se da circa dieci anni il maestro svedese aveva abbandonato il grande schermo per il teatro e, in misura minore, la tv. Dopo "Fanny e Alexander" (1985), cinque ore per la tv ridotte a tre per il cinema e con il quale ha vinto il suo terzo Oscar, Bergman si era ritirato nella sua casa di Karlaplan, in una delle zone più eleganti di Stoccolma, dove leggeva e scriveva per il teatro, con la sola eccezione della sceneggiatura di "Con le migliori intenzioni" diretto da Bille August e vincitore della Palma d' oro a Cannes.
LA CARRIERA. L' esordio nel cinema, dopo un' importante esperienza teatrale come regista al Teatro Reale dell' Opera di Stoccolma, avviene con la sceneggiatura di "Spasimo" di Alf Sjoberg (1944). Dell' anno successivo è la sua prima regia, "Crisi". I film dei primi dieci anni di attività, da "Crisi" a "Sorrisi di una notte d' estate" (1955), benché in parte già anticipatori dei temi che lo renderanno celebre (la memoria famigliare, l angoscia, la morte, i valori religiosi, i fallimenti esistenziali), sono caratterizzati da una vena malinconica e melodrammatica.
FILMOGRAFIA. Si tratta di "Nave per l' India", "Musica nelle tenebre", entrambi del 1947, "Prigione" (1948), "Estate d' amore" (1950), "Una vampata d' amore" (1953), "Una lezione d'amore" (1954), "Sogni di donna" (1954), fino a "Sorrisi di una notte d' estate". Il primo capolavoro è "Il settimo sigillo" (1956), cui segue "Il posto delle fragole" (1957, tra i più premiati del regista) e "Il volto" (1958). Dopo "La fontana della vergine" (1959, primo Oscar), inizia la trilogia su uno dei temi a lui più cari, quello dell'incomunicabilità: a "Come in uno specchio" (1961, secondo Oscar) seguono "Luci d' inverno" (1962) e "Il silenzio" (1963). Dopo film che alternano sperimentalismo e realismo ("Persona", del 1966 o "La vergogna", del 1968) è la volta di un altro capolavoro riconosciuto internazionalmente, "Sussurri e grida" (1972), cui segue "Scene da un matrimonio" (1973), realizzato per la tv e poi adattato per il cinema. Nel 1974 realizza il sogno di adattare per il cinema "Il flauto magico" e, dopo un poco convincente "L' uovo del serpente" (1977), è la volta del riuscito duetto famigliare "Sinfonia d' autunno" (1978). Prima di "Fanny e Alexander" ha realizzato ancora un film a sfondo psicanalitico: "Un mondo di marionette" (1980). Al Festival di Cannes ha vinto un premio alla regia nel 1958 per "Alle soglie della vita". Ha scritto una discussa autobiografia, "Lanterna magica".
30/07/2007 10:52
(Unione Sarda)
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Il popolare attore francese è morto ieri a 79 anni dopo una lunga malattia
In oltre 50 anni di carriera aveva girato 135 film con registi come Sautet e Chabrol
Il cinema perde Michel Serrault
indimenticabile Zaza nel Vizietto
In Italia era conosciuto per il ruolo di amante di Tognazzi ne "La cage aux folles" del 1978
di SILVIA FUMAROLA
Michel Serrault in una scena del "Vizietto", girato nel 1978 con Ugo Tognazzi
ROMA - Se ne va un grande del cinema francese, che ha legato al suo nome a registi come Sautet e Chabrol. Michel Serrault, impagabile protagonista di tante commedie di successo, è morto ieri a 79 anni, dopo una lunga malattia. Serrault era stato ricoverato per alcune settimane all'ospedale americano di Neuilly per recarsi a fine giugno nella sua casa di Honfleur.
Una lunga carriera cinematografica, con 135 film e tre Cesar, ne hanno fatto uno degli attori francesi più popolari con grandi prove sia nel registro drammatico che in quello comico in particolare nella sua interpretazione di uno dei due omosessuali de "La cage aux folles"("Il vizietto") diretto da Eduard Molinaro girato nel 1978 con Ugo Tognazzi. In oltre cinquanta anni di carriera, ha dato prova di sapersi trasformare come nessuno, diretto da registi come Clouzot, Chabrol, Mocky, Lautner, Audiard, Blier e Kassovitz.
Per Sautet in "Nelly e Monsieur Arnaud", accanto alla bellissima Emmanuelle Beart, ha interpretato il ruolo di un giudice piegato dalla vita borghese e dagli obblighi. Cristina Comencini, che l'ha diretto in "Buon Natale, buon anno", gli aveva affidato la parte del marito di Virna Lisi, una coppia piccolo borghese che sfuggiva agli obblighi familiari e per cercare un po' d'intimità si rifugiava in alberghi fuori mano.
Serrault era nato il 24 gennaio 1928 a Brunoy nell'Essonne in una famiglia modesta e molto religiosa, il padre per tirare avanti faceva due lavori, di giorno il rappresentante e la sera maschera in teatro. Michel a 14 anni entra in seminario tentando di far coabitare le sue passioni: "far ridere e occuparmi di Dio". Durerà poco, sceglie l'universo dello spettacolo, ma non ha mai abbandonato la fede. Da ragazzo canta in un coro in Chiesa, la sua è una vita da romanzo. Destinato al seminario, appunto, rinuncia perché s'innamora di una ragazza incontrata nel metrò. La passione per la recitazione lo porta a frequentare il Centre du Spectacle per un paio d'anni. Prova a entrare in Conservatorio, senza riuscirci.
Finita la guerra, nel 1946 firma il primo contratto per una tournée teatrale in Germania. Ma sarà il cinema il suo futuro. Ha un aspetto anonimo, non ha la presenza di Noiret, il fascino di Trintignant, lo sguardo di Piccoli, ma è un grande attore versatile, perfetto per la commedia e per regalare ai personaggi, al di là dell'apparenza, una vena malinconica segreta. Renzo Martinelli lo chiama nel 2001 per "Vajont", il film che ricostruisce la tragedia del 1963. Serrault interpretava Semenza, uno degli ingegneri che danno l'ok per costruire il bacino artificiale. Amava l'Italia, e il pubblico italiano ricambiava l'affetto: per tutti era rimasto Albin, detto Zaza, l'amante di Tognazzi nel "Vizietto", di cui girò anche il seguito.
(30 luglio 2007)
(Repubblica)
Poche parole, dell'agenzia svedese TT. La sorella di Ingmar Bergman ha fatto sapere che il fratello è morto. Se ne va un grande del cinema mondiale.
Il regista svedese Ingmar Bergman è morto. Lo ha ha annunciato l'agenzia svedese TT citando la sorella del cineasta Eva. Una vita dedicata al cinema, quella del grande regista nord europeo.
UN MAESTRO. Insieme a quelli di Chaplin, Ford, Kurosawa, Fellini e pochi altri, il nome di Ingmar Bergman è uno di quelli che si accosta per antonomasia al Cinema con la C maiuscola, anche se da circa dieci anni il maestro svedese aveva abbandonato il grande schermo per il teatro e, in misura minore, la tv. Dopo "Fanny e Alexander" (1985), cinque ore per la tv ridotte a tre per il cinema e con il quale ha vinto il suo terzo Oscar, Bergman si era ritirato nella sua casa di Karlaplan, in una delle zone più eleganti di Stoccolma, dove leggeva e scriveva per il teatro, con la sola eccezione della sceneggiatura di "Con le migliori intenzioni" diretto da Bille August e vincitore della Palma d' oro a Cannes.
LA CARRIERA. L' esordio nel cinema, dopo un' importante esperienza teatrale come regista al Teatro Reale dell' Opera di Stoccolma, avviene con la sceneggiatura di "Spasimo" di Alf Sjoberg (1944). Dell' anno successivo è la sua prima regia, "Crisi". I film dei primi dieci anni di attività, da "Crisi" a "Sorrisi di una notte d' estate" (1955), benché in parte già anticipatori dei temi che lo renderanno celebre (la memoria famigliare, l angoscia, la morte, i valori religiosi, i fallimenti esistenziali), sono caratterizzati da una vena malinconica e melodrammatica.
FILMOGRAFIA. Si tratta di "Nave per l' India", "Musica nelle tenebre", entrambi del 1947, "Prigione" (1948), "Estate d' amore" (1950), "Una vampata d' amore" (1953), "Una lezione d'amore" (1954), "Sogni di donna" (1954), fino a "Sorrisi di una notte d' estate". Il primo capolavoro è "Il settimo sigillo" (1956), cui segue "Il posto delle fragole" (1957, tra i più premiati del regista) e "Il volto" (1958). Dopo "La fontana della vergine" (1959, primo Oscar), inizia la trilogia su uno dei temi a lui più cari, quello dell'incomunicabilità: a "Come in uno specchio" (1961, secondo Oscar) seguono "Luci d' inverno" (1962) e "Il silenzio" (1963). Dopo film che alternano sperimentalismo e realismo ("Persona", del 1966 o "La vergogna", del 1968) è la volta di un altro capolavoro riconosciuto internazionalmente, "Sussurri e grida" (1972), cui segue "Scene da un matrimonio" (1973), realizzato per la tv e poi adattato per il cinema. Nel 1974 realizza il sogno di adattare per il cinema "Il flauto magico" e, dopo un poco convincente "L' uovo del serpente" (1977), è la volta del riuscito duetto famigliare "Sinfonia d' autunno" (1978). Prima di "Fanny e Alexander" ha realizzato ancora un film a sfondo psicanalitico: "Un mondo di marionette" (1980). Al Festival di Cannes ha vinto un premio alla regia nel 1958 per "Alle soglie della vita". Ha scritto una discussa autobiografia, "Lanterna magica".
30/07/2007 10:52
(Unione Sarda)
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Il popolare attore francese è morto ieri a 79 anni dopo una lunga malattia
In oltre 50 anni di carriera aveva girato 135 film con registi come Sautet e Chabrol
Il cinema perde Michel Serrault
indimenticabile Zaza nel Vizietto
In Italia era conosciuto per il ruolo di amante di Tognazzi ne "La cage aux folles" del 1978
di SILVIA FUMAROLA
Michel Serrault in una scena del "Vizietto", girato nel 1978 con Ugo Tognazzi
ROMA - Se ne va un grande del cinema francese, che ha legato al suo nome a registi come Sautet e Chabrol. Michel Serrault, impagabile protagonista di tante commedie di successo, è morto ieri a 79 anni, dopo una lunga malattia. Serrault era stato ricoverato per alcune settimane all'ospedale americano di Neuilly per recarsi a fine giugno nella sua casa di Honfleur.
Una lunga carriera cinematografica, con 135 film e tre Cesar, ne hanno fatto uno degli attori francesi più popolari con grandi prove sia nel registro drammatico che in quello comico in particolare nella sua interpretazione di uno dei due omosessuali de "La cage aux folles"("Il vizietto") diretto da Eduard Molinaro girato nel 1978 con Ugo Tognazzi. In oltre cinquanta anni di carriera, ha dato prova di sapersi trasformare come nessuno, diretto da registi come Clouzot, Chabrol, Mocky, Lautner, Audiard, Blier e Kassovitz.
Per Sautet in "Nelly e Monsieur Arnaud", accanto alla bellissima Emmanuelle Beart, ha interpretato il ruolo di un giudice piegato dalla vita borghese e dagli obblighi. Cristina Comencini, che l'ha diretto in "Buon Natale, buon anno", gli aveva affidato la parte del marito di Virna Lisi, una coppia piccolo borghese che sfuggiva agli obblighi familiari e per cercare un po' d'intimità si rifugiava in alberghi fuori mano.
Serrault era nato il 24 gennaio 1928 a Brunoy nell'Essonne in una famiglia modesta e molto religiosa, il padre per tirare avanti faceva due lavori, di giorno il rappresentante e la sera maschera in teatro. Michel a 14 anni entra in seminario tentando di far coabitare le sue passioni: "far ridere e occuparmi di Dio". Durerà poco, sceglie l'universo dello spettacolo, ma non ha mai abbandonato la fede. Da ragazzo canta in un coro in Chiesa, la sua è una vita da romanzo. Destinato al seminario, appunto, rinuncia perché s'innamora di una ragazza incontrata nel metrò. La passione per la recitazione lo porta a frequentare il Centre du Spectacle per un paio d'anni. Prova a entrare in Conservatorio, senza riuscirci.
Finita la guerra, nel 1946 firma il primo contratto per una tournée teatrale in Germania. Ma sarà il cinema il suo futuro. Ha un aspetto anonimo, non ha la presenza di Noiret, il fascino di Trintignant, lo sguardo di Piccoli, ma è un grande attore versatile, perfetto per la commedia e per regalare ai personaggi, al di là dell'apparenza, una vena malinconica segreta. Renzo Martinelli lo chiama nel 2001 per "Vajont", il film che ricostruisce la tragedia del 1963. Serrault interpretava Semenza, uno degli ingegneri che danno l'ok per costruire il bacino artificiale. Amava l'Italia, e il pubblico italiano ricambiava l'affetto: per tutti era rimasto Albin, detto Zaza, l'amante di Tognazzi nel "Vizietto", di cui girò anche il seguito.
(30 luglio 2007)
(Repubblica)