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View Full Version : Proposta DS per il futuro PD; fa paura Veltroni? Piace?


AtenaPartenos
21-06-2007, 11:18
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=187238&START=0&2col=


Possiamo stare tranquilli. Walter Veltroni - tuttora sindaco di Roma in vista di futuri fulgidi destini - è attento ai problemi del Paese, e d’uno di essi si sta occupando con grande intensità. È il problema della morte di Pier Paolo Pasolini, la notte tra l’uno e il 2 novembre del 1975. La conoscenza di Veltroni con Pasolini è stata occasionale: lo vide - Veltroni tredicenne o quattordicenne - perché seguiva con curiosità, nella stagione sessantottina, alcune riunioni studentesche del liceo Tasso. Adesso Veltroni aderisce, con la sua autorità, a una «controindagine» sull’assassinio dello scrittore. Il delitto dell’idroscalo di Ostia, ha detto Veltroni ad Aldo Cazzullo del Corriere della Sera, «è un mistero indagato in libri e film. Ora noi chiediamo alla magistratura di andare sino in fondo».
In realtà, oltre che da libri e film, quel mistero è stato indagato, proprio dalla magistratura, in una serie di processi pubblici, nei quali sono state ascoltate tutte le possibili testimonianze e sviscerati tutti gli scenari plausibili. I giudici sono approdati alla conclusione che lo scempio orribile di Pasolini sia appartenuto alla macabra ritualità degli ammazzamenti d’omosessuali: ed hanno individuato il colpevole in un ragazzo di vita romano, Pino Pelosi detto «la rana»: che ha scontato diversi anni di prigione, e che ha ripetuto a lungo d’essere l’unico responsabile del crimine. Nel 2005 ha mutato versione. L’omicidio di gruppo avrebbe avuto un punitivo sfondo politico nei confronti di Pasolini, uomo di sinistra, e Pelosi avrebbe taciuto perché terrorizzato dalle minacce rivolte a lui e alla sua famiglia. A molti volonterosi l’attendibilità del Pelosi è parsa indubitabile. Da lì l’incarico dato dal Comune di Roma all’avvocato e senatore ds Guido Calvi perché chieda e ottenga «una nuova inchiesta e un vero processo». Dovendosi evidentemente intendere, con l’avallo di Walter Veltroni, che i precedenti processi fossero inquinati, e che le sentenze emesse fossero adulterate.
A Cazzullo - che è un bravissimo giornalista ma che in questa occasione non ha incalzato il suo interlocutore con obbiezioni ovvie - Veltroni confida che il suo desiderio di riaprire il caso non riguarda solo la giustizia e la storia, ma la politica perché «la fine di Pasolini fu uno degli spartiacque di quella stagione». E questo «è un motivo in più per scoprire la verità». Negata nei processi falsi, roba degna del non rimpianto Vishinski, pubblico accusatore nell’Urss staliniana. È che se una sentenza non convince Walter Veltroni e, orrore, nemmeno Dacia Maraini, Andrea Camilleri e Gianni Borgna, si tratta sicuramente di fuffa. E poi ci sarebbe anche il romanzo «Petrolio» che adombra - oltre alla desolante realtà di abbiezioni sessuali - anche un nesso con la morte di Enrico Mattei, il petroliere per eccellenza. Altro che Pelosi.
Questo rimestare nel fango d’un fait divers piuttosto banale alla ricerca di retroscena tenebrosi - l’affiorare della P2 e dei servizi segreti è immancabile - rientra nella più logora ripetitività di certe recite italiane: che vengono alimentate anche quando non hanno un minimo di fondamento. Accade perfino che per dare sostanza alla trama del complotto contro Pasolini - «Pelosi fu solo l’esca» - venga riproposta positivamente, dalla sinistra, una fantasiosa e sballata ricostruzione di Oriana Fallaci, demolita dalle risultanze processuali. Centinaia di intellettuali italiani e stranieri hanno risposto all’appello di Veltroni per la controindagine: queste chiamate alle armi hanno sempre molto successo, centinaia furono anche coloro che sottoscrissero un documento contro il «commissario torturatore» Calabresi.
L’andazzo dell’inchiesta infinita e successiva alle tappe processuali normali - inchiesta che non otterrà alcun risultato concreto, ma servirà a diffondere sospetti e accuse - è così consueto che non l’avremmo rilevato se non fosse per l’intervento, in prima persona, di Walter Veltroni. Che viene proposto agli italiani come possibile futuro leader d’un grande partito, che gode di vasta popolarità, ma che con la sua sortita su Pasolini desta allarme. È con questi criteri, e con questo rispetto per il normale svolgimento delle procedure giudiziarie, che Veltroni vuole alimentare il suo cursus honorum? C’è di che preoccuparsi.

joesun
21-06-2007, 11:23
CVD, è iniziata la crociata del giornale contro veltroni :asd:

AtenaPartenos
21-06-2007, 11:23
http://news.kataweb.it/item/283485/berlusconi-tra-favelas-e-droga-roma-e-capitale-degrado


Roma “è precipitata nel degrado”, “è diventata la capitale della droga, ho letto una inchiesta del Corriere della Sera che mi ha colpito molto.

Così Silvio Berlusconi attacca al gestione del sindaco Veltroni. ”A Roma è aumentato l’esercito dei disperati, che vive addirittura in baracche di bottiglie di vetro. Ci sono più di 2000 persone che vivono per strada, e mi dicono 9000 in grotte e favelas lungo il corso del fiume Tevere. Si verificano 61 scippi al giorno e c’è una drammatica emergenza per gli alloggi con gli affitti che arrivano ad oltre il 50 per cento degli stipendi, e il nuovo piano regolatore non prevede nulla“. Inoltre ”sono aumentate di molto le tasse, ed è in arrivo l’aumento sulla tassa sui rifiuti, e voglio stendere un velo pietoso sull’Ici, sul traffico e sulla manutenzione delle strade…“, osserva il leader di Forza Italia nel corso di un collegamento telefonico con un convegno di Forza Italia.

Korn
21-06-2007, 11:29
lol postate tutte le notiziuole provenienti dal cdx su veltroni :asd:

AtenaPartenos
21-06-2007, 11:32
lol postate tutte le notiziuole provenienti dal cdx su veltroni :asd:

Bè io ragiono a forchetta. Se fa paura, qualcosa significherà...

trallallero
21-06-2007, 11:45
Bè io ragiono a forchetta. Se fa paura, qualcosa significherà...

e fa paura si! se l´intera Italia diventa come Roma stiamo a posto :rolleyes:

generals
21-06-2007, 11:46
ma il leader del PD non doveva essere scelto dalla base? :confused: magari un personaggio nuovo? Quì si opera sempre con la cooptazione e sono sempre gli stessi (già si parla di vice, uno fassino e l'altro franceschini o rutelli)...Cominciamo bene.....:doh:

giannola
21-06-2007, 12:01
ma il leader del PD non doveva essere scelto dalla base? :confused: magari un personaggio nuovo? Quì si opera sempre con la cooptazione e sono sempre gli stessi (già si parla di vice, uno fassino e l'altro franceschini o rutelli)...Cominciamo bene.....:doh:

:doh: :muro: :mc: :mbe:

lasciamo perdere cosa penso di del partito defunto. :O

AtenaPartenos
21-06-2007, 12:03
:doh: :muro: :mc: :mbe:

lasciamo perdere cosa penso di del partito defunto. :O

Non parliamo del partito democratico... Ma di Veltroni. E' un leader che mette paura?

giannola
21-06-2007, 12:05
Non parliamo del partito democratico... Ma di Veltroni. E' un leader che mette paura?

vorrei vedere se non mettesse paura con la sua capcità di attrarre consensi, soprattutto in maniera non populista come Berlusconi.

Il problema è che mette paura ai suoi stessi alleati, che potrebbero essere disposti a venderlo al giornale, pur di indebolirlo.

AtenaPartenos
21-06-2007, 12:08
vorrei vedere se non mettesse paura con la sua capcità di attrarre consensi, soprattutto in maniera non populista come Berlusconi.

ok
se impone una impronta buona al pd dovrebbe poterti piacere allora.

Il problema è che mette paura ai suoi stessi alleati, che potrebbero essere disposti a venderlo al giornale, pur di indebolirlo.

E quindi dovrebbe piacerti ancora di più lui, e il futuro partito democratico. O stan tentando di bruciarlo o forse le cose potrebbero pure prendere una piega non del tutto negativa.

giannola
21-06-2007, 12:12
ok
se impone una impronta buona al pd dovrebbe poterti piacere allora.


E quindi dovrebbe piacerti ancora di più lui, e il futuro partito democratico. O stan tentando di bruciarlo o forse le cose potrebbero pure prendere una piega non del tutto negativa.

la non candidatura di veltroni è stato il motivo per cui non ho votato alle primarie (farsa) e non ho votato il csx alle scorse elezioni.

Korn
21-06-2007, 12:15
ah sti cazzi meglio cuffaro allora :asd:

Onisem
21-06-2007, 12:15
Solo Il Giornale può accostare Veltroni ipotetico segretario del PD con le indagini sulla morte di Pasolini. Possibile non avessero informative-cacca dei servizi deviati di prima mano? Sono ancora in fase di fabbricazione quelle?

AtenaPartenos
21-06-2007, 12:17
la non candidatura di veltroni è stato il motivo per cui non ho votato alle primarie (farsa) e non ho votato il csx alle scorse elezioni.

Quindi neanche per il CSX hai votato... aarrgghh, allora purtroppo devo ricredermi sulla tua imparzialità.

Comunque, grossomodo, concordo.

AtenaPartenos
21-06-2007, 12:18
Solo Il Giornale può accostare Veltroni ipotetico segretario del PD con le indagini sulla morte di Pasolini. Possibile non avessero informative-cacca dei servizi deviati di prima mano? Sono ancora in fase di fabbricazione quelle?

Ecco, questa è una tematica da approfondire.
Potrebbero aspettare di pubblicare qualche cosa di succoso solo dopo l'ufficializzazione della candidatura, così da bruciarlo meglio e in una volta sola.

Pareri di CDX?

joesun
21-06-2007, 12:19
Solo Il Giornale può accostare Veltroni ipotetico segretario del PD con le indagini sulla morte di Pasolini. Possibile non avessero informative-cacca dei servizi deviati di prima mano? Sono ancora in fase di fabbricazione quelle?

dai da quando si vocifera la sua candidatura a segretario è passato poco tempo..


sono al forno, se hai pazienza di aspettare te le servono calde calde :D

AtenaPartenos
21-06-2007, 12:19
la non candidatura di veltroni è stato il motivo per cui non ho votato alle primarie (farsa) e non ho votato il csx alle scorse elezioni.

Se lo candidano e vince ti ricrederai vs il PD?

indelebile
21-06-2007, 12:28
Saranno stupende le nuove primarie, sarà una ripetizione delle "primarie di Prodi" tutti a votarlo e nessun aversario....

Nockmaar
21-06-2007, 12:38
e fa paura si! se l´intera Italia diventa come Roma stiamo a posto :rolleyes:

Ma tu sei nato, cresciuto e abiti a Roma?

trallallero
21-06-2007, 12:42
Ma tu sei nato, cresciuto e abiti a Roma?

ci ho vissuto per 5 anni (Marino) e poi per 10 anni (vicino Ciampino) e altri 5 anni (Torvaianica).

giannola
21-06-2007, 12:50
ah sti cazzi meglio cuffaro allora :asd:

Non mi risulta che si sia anche candidato a presidente del consiglio :O :D

Quindi neanche per il CSX hai votato... aarrgghh, allora purtroppo devo ricredermi sulla tua imparzialità.

Comunque, grossomodo, concordo.

No, infatti.
La mia imparzialità sta nel fatto che in tutte le democrazie che si rispettino un candidato che ha fatto flop nelle sue politiche una volta, abbia la compiacenza di non ripresentarsi.
Qui a parte Prodi e Berlusconi sembra che non si voglia nessun altro.:O
Poi se questo è essere imparziali, vabbè sono imparziale.;)

Se lo candidano e vince ti ricrederai vs il PD?

Se lo candidano, passa le primarie e non si mette a dire e fare fesserie in campagna elettorale, lo voto.
:)

AtenaPartenos
21-06-2007, 12:55
Ma tu sei nato, cresciuto e abiti a Roma?

magari è cresciuto, nato e vissuto a milano, dove è uguale se non peggio, e dove c'è sempre stato un sintoco leghista e ora forzista.

AtenaPartenos
21-06-2007, 12:56
ci ho vissuto per 5 anni (Marino) e poi per 10 anni (vicino Ciampino) e altri 5 anni (Torvaianica).

Appunto, non direi Roma, allora, ma direi Ciampino, Marino, Torvaianica.

AtenaPartenos
21-06-2007, 12:57
...
No, infatti.
La mia imparzialità sta nel fatto che in tutte le democrazie che si rispettino un candidato che ha fatto flop nelle sue politiche una volta, abbia la compiacenza di non ripresentarsi.
Qui a parte Prodi e Berlusconi sembra che non si voglia nessun altro.:O
Poi se questo è essere imparziali, vabbè sono imparziale.;)

...
:)

Pensavo tu fossi un deluso votante del CSX...

giannola
21-06-2007, 13:05
Pensavo tu fossi un deluso votante del CSX...

semplicemente sono coerente coi miei principi.
Oltre a 945 parlamentari i partiti sono pieni di potenziali candidati, non vedo il motivo di riproporre un modello che non ha funzionato una volta e sta mal funzionando adesso.

Ero ieri ad una festa di rifondazione, non ti dico che cosa pensano di Prodi e della maggioranza tanto già lo sapete:)

trallallero
21-06-2007, 13:17
Appunto, non direi Roma, allora, ma direi Ciampino, Marino, Torvaianica.

gia´, e tutti sanno che sono distanti centinaia di km da Roma.

magari è cresciuto, nato e vissuto a milano, dove è uguale se non peggio, e dove c'è sempre stato un sintoco leghista e ora forzista.
no comment

indelebile
21-06-2007, 13:18
Veltroni e il rischio del remake

Ilvo Diamanti

Forse non è entusiasta di "scendere in campo" così presto. Lontano (forse) dalle elezioni. In Italia, soprattutto, conviene sempre stare fuori. Assistere. Incombere. Essere chiamati in causa. Intervenire nel dibattito, esprimere una posizione, lanciare una parola d'ordine. Ma senza essere coinvolti. Fino all'ultimo minuto. Perché, quando prendi parte, la magia svanisce in fretta. Da "santo subito" si diventa "bersaglio". Di tutti. Avversari e soprattutto amici. Anche di quelli che prima incitavano a entrare nell'agone, a spenderti in prima persona. A essere generoso. Però, è difficile per Walter Veltroni continuare a lungo a fare il predestinato che si schermisce. E attende, il più a lungo possibile, prima di esporsi. Per evitare il fuoco nemico e quello amico. Ormai, la corsa è lanciata. A ottobre gli elettori del Partito Democratico voteranno, direttamente, per il segretario. Non per un portavoce indicato da Prodi. O per qualche altra carica di scarso valore. Troppo seria la situazione in cui versano la maggioranza e il governo per alimentare ulteriormente la delusione degli elettori.

Il gioco, quindi, si fa duro. Perché in gioco c'è la leadership futura e presente. Condivisa con - e contesa a - Prodi. Piero Fassino, al quale non può venire imputata mancanza di generosità, ha pensato bene di rompere lui gli, gli indugi. E ha candidato Veltroni. Da troppo tempo in attesa "sul bordo del fiume" , come ha osservato Salvatore Vassallo sul "Corriere della Sera". Lo ha costretto a nuotare. Ad affrontare le acque insidiose della contesa con gli altri candidati. Forse. Perché qui c'è un problema ancora irrisolto. Veltroni, oggi, è davvero il più popolare fra i leader del centrosinistra. Non c'è sondaggio che non lo veda largamente in testa, nelle scelte dei sostenitori e degli elettori del Partito Democratico. Se, però, intende confermare e perfino rafforzare questa posizione, non si può affidare a un referendum dall'esito scontato. A un altro plebiscito. Come quello tributato a Prodi, alle primarie del 2005. A un altro rito collettivo intorno a un solo celebrante. Prodi è l'inventore e il testimone dell'Ulivo. L'unico ad avere sconfitto Berlusconi. E costretto ad abbandonare, nel 1998, non dagli avversari politici, ma dai presunti alleati. Veltroni no. E' il sindaco di Roma. Un passato comunista definitivamente passato. Lontano. Perfino incomprensibile. Perché nulla, in lui, evoca quell'eredità scomoda. Da cui lo distaccano, anzitutto, ragioni fisionomiche e di stile. Veltroni. duro nella sostanza e lieve all'apparenza. Il più amato e atteso, dagli elettori dell'Ulivo e del PD.
E', però, un leader fra altri leader. Per questo non può essere promosso e "trainato" dalle tradizionali logiche di partito. Da intese trasversali, fra segreterie. Che prevedano, magari, una sorta di ticket: lui alla segreteria di partito con un uomo della Margherita accanto. Per dire: Franceschini. E, per completare, il quadro, un altro, che raccolga la rappresentanza della "società civile". Non può. Ne uscirebbe indebolito. Un leader come altri della prima e, soprattutto, seconda Repubblica. Frutto di compromessi. Secondo l'aurea regola "cancelli". Perché i leader forti emergono sempre da lotte dure e aspre. Senza esclusione di colpi. Com'è avvenuto (almeno fino agli anni Settanta) anche nella prima Repubblica, nei partiti di massa. Come avviene negli altri Paesi. Per dire: Sarkozy e Ségolène Royal non sono mica stati portati dagli altri leader di partito. Non Sarkò, che ha dovuto affrontare l'opposizione irriducibile di Chirac. Non Ségò, che ha avuto contro tutti gli "elefanti" socialisti. Compreso il suo "compagno segretario", François Hollande. Che ne ha mal sopportato l'ascesa. Perché non sopportava il fatto di diventare il "segretario consorte". E in Inghilterra: Tony Blair, che, dal 1994, ha "conquistato" Labour e ne ha modificato la stessa identità, facendone un partito nuovo. Oggi, per dieci anni, "cede" il passo a Gordon Brown. Un successore che non ha scelto, non gli piace; e che, se non bastasse, sua moglie Chèrie detesta apertamente.

Non può, Veltroni, proporsi come il candidato necessario e predestinato. La sua legittimazione ne uscirebbe danneggiata. Se è bravo, carismatico e popolare - e indubbiamente lo è - deve sfruttare queste doti per "conquistare" il partito. Contro altri candidati disposti a sfidarlo. Candidati veri e credibili. I leader principali: Fassino, Rutelli, D'Alema. Le eterne promesse, in attesa di essere promosse da un leader: Dario Franceschini ed Enrico Letta (bravi e preparati; ma, fin qui, perfetti come assistenti). Poi, i sindaci e i governatori del Nord: Chiamparino e Illy (aspetteranno un altro disastro elettorale per conquistarsi spazio politico?). E magari qualche grande firma di cui tanto si discute. E che tanto fa discutere. Montezemolo accanto a Monti. O viceversa. Se decidessero di "traghettare" il PD verso il centro, invece di attendere che la sinistra affondi lasciando aperto lo spazio di centro...

Una competizione vera, tra candidati veri, con progetti veri. Poche parole e poche idee, ma chiare e distinte. Per coinvolgere gli elettori del PD, galvanizzarli. Farli uscire dalla depressione che li ha attanagliati. Scoraggiati. La leadership del Partito Democratico, val bene una "lotta"; leale e aperta. E quindi dura. Selettiva. Altrimenti è difficile che gli elettori e i sostenitori del PD affollino di nuovo i seggi, per confermare una scelta già scritta. Per partecipare un nuovo plebiscito. A sostegno di un candidato pre-stabilito. Dalle segreterie dei partiti. E pre-annunciato. Dai giornali e dalle agenzie di sondaggi.
E' già avvenuto una volta. Allestire il remake, o peggio, le repliche di quello spettacolo, ancora nella memoria di tutti - come sa Veltroni, che è un cinefilo fine - è molto rischioso. Potrebbe risolversi in un flop.

(21 giugno 2007)


Buona analisi..manca il problema nordista...

trallallero
21-06-2007, 13:27
... Potrebbe risolversi in un flop.
speriamo in un [I]plof

AtenaPartenos
21-06-2007, 13:50
gia´, e tutti sanno che sono distanti centinaia di km da Roma.

Ma stai scherzando vero? Tu non sai cos'è Roma, visto che hai vissuto in 3 comuni diversi da Roma...Questo è un dato di fatto.



no comment
Certo che nocomment, visto che le favelas, le tasse e la criminalità è la stessa che a Roma. Forse perché il problema non è il sindaco ma la grande città?

AtenaPartenos
21-06-2007, 13:50
speriamo in un plof

Ecco, secondo me su queste paure potrebeb costruirsi qualcosa.

AtenaPartenos
21-06-2007, 13:52
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/06_Giugno/21/berlusconi_veltroni.shtml


BERLUSCONI: FATTI LORO» - «Fatti loro». Questa l'unica battuta che Silvio Berlusconi ha concesso ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulla candidatura di Veltroni alla guida del Pd, giungendo all'assemblea della Confcommercio.

BOSSI: «NON PRENDE VOTI AL NORD» - Veltroni è molto difficile che possa prendere voti al Nord. È il parere del leader della Lega Nord Umberto Bossi. «Il problema non è Veltroni segretario del Pd, può anche diventare il segretario. Contenti loro... contenti tutti!. Il problema è come può un segretario come Veltroni prendere i voti al Nord. È difficile».

Matrixbob
21-06-2007, 14:02
A me piace ed ha almeno 20 anni in meno di Berlusconi.
Fa anche molto meno show alla americana ed è + istituzionale.

Bossi dice che non prenderebbe voti al Nord, beh io abito a 50Km da Torino e lo votereri tranquillamente.
Obbio la Lega nel N-E ha fatto un fotino che + che Lega non vota.

trallallero
21-06-2007, 14:12
Ma stai scherzando vero? Tu non sai cos'è Roma, visto che hai vissuto in 3 comuni diversi da Roma...Questo è un dato di fatto.
:doh: scusa! mi sono confuso con Zagarolo!
Roma ... Roma ... no, non la conosco ma ne ho sentito parlare :)

Lorekon
21-06-2007, 14:22
Solo Il Giornale può accostare Veltroni ipotetico segretario del PD con le indagini sulla morte di Pasolini. Possibile non avessero informative-cacca dei servizi deviati di prima mano? Sono ancora in fase di fabbricazione quelle?

aspettate, il botto più grosso arriverà successivamente, se e quando WV sarà segretario.

Veltroni a Roma sembra abbia inciuciato parecchio con Caltagirone, nel senso che Caltagirone ha fatto dei begli affari immobiliari a Roma, speculazioni, etc... e in cambio ovviamente Vetroni ha avuto un occhio di riguardo sui suoi giornali (tra cui il Messaggero; Caltagirone è un editore e ha parecchie testate).

E' quindi altamente probabile che qua o là ci sia qualche piccolo motivo di recriminazione sulla concessione di licenze etc... (niente di illegale, non necessariamente diciamo).

Profetizzo che il Giornale e Libero andranno a scavare proprio in quella dierzione e monteranno un caso, speriamo solo che siano abbastanza a stuti da non affidarsi ai soliti Igor Marini, Scaramella etc... ma a qualcuno di un pò più affidabile.

qualche link

http://www.06blog.it/post/962/prezzi-delle-case-roma-supera-milano
http://www.carta.org/rivista/settimanale/2002/37/37Caltagirone.htm

se a ciò aggiungiamo che Caltagirone è coinvolto nell'affare RCS, e secondo Ricucci, in quello Unipol-BNL, e che presumibilmente qualche palazzina sarà stata data da costruire a qualche coop edilizia ("rossa" quindi), il piatto è pronto.

Al Giornale basta solo andare a leggere le carte (ammesso che siano capaci di capire il contenuto)

dantes76
21-06-2007, 14:29
e fa paura si! se l´intera Italia diventa come Roma stiamo a posto :rolleyes:

be meglio come milano, che vende metroweb per 32 mln di euro, e qualche settimana dopo , metroweb firma un accordo con telecom che versa nelle casse di metroweb 60mln di euro... un affare la vendita di metroweb, soc milanese nata con i soldi dei milanesi..e svenduta a come perle ai porci...

Lorekon
21-06-2007, 14:30
riguardo il punto "politico", a me pare che lanciare Veltroni sia un modo per:

- dare l'impressione (l'impressione) di una vigorosa sterzata a sinistra del PD, senza pagare il prezzo politico, ovvero dare la sterzata sui contenuti. (a questo si accompagna la questione delle elezione diretta del segretario da parte della base, anch'essa una manovra per rimediare alla pessima immagine del PD causata dalla stesura del programma da parte di "saggi" - cioè scagnozzi dei partiti - anzichè frutto di una discussione interna che prevedesse anche un confronto con la base; il loro problema è che tutto ciò si rifletteva negativamenet sui numeri, cioè insomma l'avrebbero votatoproprio in pochi sto PD fatto così com'era)

- bruciare sul tempo la candidatura di Rutelli, che doveva ancora montare, in questa fase è l'unico che se lo prenderebbe in saccoccia se WV venisse eletto.
Tutto sta adesso nel capire se Veltroni sarà in grado di fornire sufficientigaranzie all'ala centrista del PD, ma d'altra parte sono anni che ci lavora, tessendo una rete di buoni rapporti con la Santa Sede dalla posizione privilegiata in cui è, ovvero da sindaco di Roma che di favori al Vaticano ne può fare e anche parecchi.



il mio parere personale è chein fondo il nome del segretario conti relativamente, a me interessa vedere i contenuti, il programma, l'azione politica. Il resto è tutta facciata.

AtenaPartenos
25-06-2007, 08:44
quella di Veltroni è una candidatura che fa paura, non c'è che dire.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=188322



Sulle primarie della Cdl si accende la polemica tra Forza Italia e Alleanza Nazionale. Da un lato il presidente della federazione romana di An, Gianni Alemanno, a spingere ancora sul pedale dell’acceleratore: «Prima dell’estate è necessario che tutta la Cdl si ritrovi in una convention programmatica aperta, per cominciare a rilanciare il progetto politico del centrodestra». Un appuntamento «per tornare a fissare le priorità» e che rappresenti «la nostra risposta alla sfida lanciata con la discesa in campo di Walter Veltroni». E dall’altro il suo omologo azzurro, il coordinatore regionale di Fi Francesco Giro, a frenare bruscamente: «Con il passare dei giorni e delle ore quella di Gianni Alemanno sulle primarie non sembra più una proposta ma un ultimatum e questo non ci sembra il modo migliore di procedere e al contrario ingenera in noi qualche sospetto», dice Giro. «Chi le propone a ogni piè sospinto - prosegue il coordinatore azzurro - deve rendersi conto che non sono un fatto meramente organizzativo, ma politico. Per farle all’interno della CdL, bisogna prima incontrarsi, rivitalizzare le ragioni dello stare insieme. Come si fa a parlare di primarie se la CdL non si confronta, se non ha organizzato prima eventi politici comuni in città e provincia?».
Giro, a quando risale l’ultimo faccia a faccia con Alemanno, manifestazione del 2 dicembre scorso a parte?
«Ci siamo visti anche dopo il 2 dicembre. Però... diciamo che mi sento regolarmente con Francesco Aracri, coordinatore regionale di An. Un po’ meno con Alemanno, ma ci sarà occasione per discutere. Alle Comunali ci hanno rimproverato di essere stati l’anello debole della catena... Bene, mi sono dedicato al partito, ora siamo molto più forti. Quindi avanti tutta...per il Campidoglio».
Ma prima, Veltroni permettendo, sarà la volta della Provincia. A quando il candidato?
«Tra ottobre e novembre».
Quali sono gli errori che la coalizione non deve ripetere, dopo la sconfitta alle Comunali?
«Innanzitutto non aspettare, come un anno fa, l’ultimo mese per scegliere il candidato unico».
Lei condanna quindi la formula calcistica delle tre punte?
«Per la verità io sono stato fra i sostenitori delle tre punte, ma solo perché non eravamo riusciti a trovare un’intesa. Troppe pregiudiziali. Ora bisogna evitare quell’errore, mettere da parte gli egoismi, fare spazio se serve anche a candidati dei partiti minori dell’alleanza».
Veltroni è sempre più vicino alla guida del Pd. Per Alemanno il nome per la Provincia non deve essere frutto di una scelta verticistica...
«Noi dobbiamo tirare dritto. Cercare un candidato in grado di battere Gasbarra o chi per lui. Basta mettersi attorno a un tavolo. Il nome si trova».
Quali saranno gli appuntamenti congressuali da qui a dicembre nel Lazio?
«Il 20 luglio cominceranno i comuni della provincia di Latina e Viterbo. Per quanto riguarda i comuni dell’hinterland di Roma bisognerà aspettare settembre. A ottobre sarà la volta di quelli municipali. A dicembre infine si terrà il congresso della città di Roma, con i venti candidati usciti dalle Primarie».
Silvio Berlusconi è convinto che Fi diventerà il primo partito a Roma...
«Secondo i nostri sondaggi siamo ben oltre il 15 per cento. Per il futuro non ci poniamo limiti, il 20 per cento toccato alle Politiche 2006 è a portata di mano. Come hanno dimostrato le primarie, il partito si sta rafforzando».

AtenaPartenos
25-06-2007, 08:48
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=187935



Il lungo viaggio che porterà Veltroni prima alla guida del Partito democratico e poi alla candidatura a Palazzo Chigi è partito ieri da Barbiana, il borgo fiorentino in cui don Milani fondò la scuola-icona del Sessantotto. Il pretesto era il quarantennale dell’uscita di Lettera a una professoressa. Ma è evidente che il sindaco di Roma ha voluto attribuire alla visita di ieri il valore simbolico di una prima tappa. Giocando sulle parole, ha detto appunto «il mio viaggio è partito da qui»: facendo credere che per «viaggio» intendeva il suo percorso culturale cominciato da ragazzo; ma facendo capire che è ben altro il percorso cui allude.
La scelta del luogo è azzeccata quant’altre mai. Per diventare leader del centrosinistra, Veltroni sa che deve mettere insieme gli ex comunisti, la sinistra radicale e un buon numero di cattolici. Don Milani, o meglio l’immagine che è passata di lui, incarna tutto questo: il Pci (scriveva su Rinascita), i movimenti extraparlamentari (era suo lo slogan «l’obbedienza non è più una virtù», parola d’ordine della rivolta contro ogni autorità) e la Chiesa (contestatore quanto si vuole, don Milani era un uomo di grandissima fede).
Ma sbaglierebbe chi pensasse che nella scelta di don Milani come tutor ci sia l’adesione al cosiddetto cattocomunismo. Sbaglierebbe. Il cattocomunismo è, semmai, l’idea ispiratrice di Prodi, cioè di un allievo di Dossetti. È una ideologia che ha segnato a lungo la Chiesa e la politica italiana: ma è ormai roba vecchia. L’ideologia prossima ventura del centrosinistra è ben altra, ben più avvolgente e ben più efficace nel creare consenso: il veltronismo, appunto.
Di che cosa si tratta? Semplice. Veltroni non si accontenta di mettere d’accordo due anime del Paese, i cattolici e i comunisti. Vuole tutti. Prendiamo a prestito, per spiegarci meglio, le parole scritte un mese fa dalla Fondazione Magna Carta: «Il veltronismo è essenzialmente il pluralismo in un uomo solo. Veltroni da solo garantisce quello che una volta si chiamava l’arco costituzionale; potrebbe andare a Porta a porta, occupare tutte le sedie e il dibattito sarebbe assicurato. Per Veltroni la par condicio è solo un problema di ripartizione interna della sua coscienza. Il suo risultato ideale è un ballottaggio con sé medesimo».
Seguendo questa logica, la scelta di don Milani è perfetta. La figura del prete fiorentino in fondo non scontenta nessuno, la si può guardare dalla prospettiva che si vuole. Fu il simbolo dei preti-contestatori: ma in quegli anni turbolenti del post-Concilio, quando tanti sacerdoti si misero i jeans, egli non volle mai rinunciare alla talare lunga.
E poi, tanto per dirne un’altra. Sempre ieri il presidente della Fondazione don Milani, Michele Gesualdi, ha chiesto al Papa la riabilitazione del fondatore. Il Vaticano lo aveva censurato per un suo libro del 1958 che s’intitolava Esperienze pastorali. Ecco qua, dunque, lo stereotipo del prete progressista condannato da una Chiesa reazionaria. Eppure anche Angelo Roncalli - allora ancora patriarca di Venezia, ma destinato a diventare pochi mesi dopo quel «papa buono» così gradito ai veltroniani - così scrisse riguardo a Esperienze pastorali: «L’autore del libro deve essere un pazzo scappato dal manicomio».
E poi, vogliamo parlare di Pier Paolo Pasolini? Anche lui nei giorni scorsi è stato citato da Veltroni come maestro fondamentale, uomo di svolta. Veltroni ha addirittura lanciato un appello affinché si riapra l’inchiesta sulla sua morte, convinto com’è che dietro al ragazzo di borgata che uccise il Poeta c’erano oscure forze della Reazione. Pasolini e don Milani, ecco insomma i due maestri di Veltroni. Eppure fu proprio Pasolini uno dei primi a bocciare l’esperienza della scuola di Barbiana, contestando duramente i suoi animatori: «La vostra posizione è più simile al maoismo che alla nuova sinistra americana... più simile alle posizioni delle Guardie Rosse».
Ma per Veltroni far andare d’accordo don Milani con Pasolini è un gioco da ragazzi. A Roma ha messo insieme il membro dell’Opus Dei Alberto Michelini con il leader dei centri sociali Nunzio D’Erme. Ha convinto cinque consiglieri (su sette) di Forza Italia a passare con lui. Tifa per la Juventus ma anche per la Roma. Veltroni è tutto, «è madre Teresa di Calcutta e Fidel Castro, è Sofri e Calabresi, Kennedy e Nixon, cura e malattia».
Miracoli della bontà. Perché il vero collante del veltronismo è questo, la bontà. Non importa se sia reale o no. È che Veltroni rassicura. Ha la faccia del compagno di banco che avresti voluto avere, e anche di quello che fa attraversare le vecchiette. Prepariamoci: da Barbiana è partito un tour di carezze ai bambini, di visite in ospedale, di appelli per l’Africa, perfino di qualche parola dolce su Berlusconi. Alla fine, di Veltroni non avrà più paura nessuno. È per questo che nel centrodestra hanno paura.

AtenaPartenos
25-06-2007, 08:55
http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/politica/partito-democratico4/sindaco-italia/sindaco-italia.html



L'ULTIMO episodio politico in ordine di tempo è stato l'affondo della sinistra radicale contro Padoa-Schioppa, contenuto in una lettera a Prodi firmata da quattro ministri: Ferrero, Mussi, Bianchi e Pecoraro Scanio.

Il segretario della Cgil l'ha commentata con queste parole: "A me pare che nel governo ci sia un problema che riguarda proprio lui (Padoa-Schioppa).

L'impressione è che abbia tutti contro, anche l'Associazione dei Comuni protesta contro di lui. Io fin dall'inizio ho avuto la sensazione che lui non volesse l'accordo con noi. La ragione non l'ho capita, ma non credo che sia solo tattica".

In realtà la sensazione che abbiamo avuto in molti fin dall'inizio è esattamente l'opposto: che fosse Epifani a non volere l'accordo sulle pensioni e mirasse - fin dall'inizio - a un collateralismo inedito tra Cgil e Rifondazione comunista. Assolutamente inedito: la Confederazione del lavoro esiste da un secolo e non è mai stata alleata con la sinistra massimalista. Se collateralismo c'è stato - e c'è stato - la sponda politica si è costituita con i riformisti del Partito socialista e poi con i riformisti del Pci. Il connubio di queste ultime settimane rappresenta dunque un'anomalia nella storia del maggior sindacato italiano e si può spiegare soltanto con il tentativo di Epifani di riassorbire il sinistrismo radicale della Fiom. Con la conseguenza di scaricare sull'intero mondo del lavoro un conflitto interno alla sua organizzazione e di coinvolgervi la stessa sopravvivenza del governo nazionale. E' augurabile che la tempesta sia superata nella prossima riunione.

Probabilmente la soluzione "tecnica" sarà quella di sostituire lo "scalone" con un solo scalino e poi con le "quote". Il linguaggio è cifrato ma significa alzare gradualmente l'età pensionabile adottando una cifra che sia la somma tra l'età e il numero delle annualità contributive versate. Se la quota prescelta fosse per esempio 96 e se le annualità contributive versate fossero 35, si andrebbe in pensione a 61 anni ma anche a 56 anni se i contributi versati fossero 40 invece di 35. Questo tipo di approdo ha comunque un costo che il Tesoro stima in 1.2 miliardi da aggiungere a quelli già previsti fin dall'inizio del negoziato con le parti sociali.

E questi sono i soldi aggiuntivi che Prodi sta chiedendo a Padoa-Schioppa. Il ministro del Tesoro probabilmente li troverà, almeno per i primi due esercizi, 2008-2009. Oltre quella data il problema traslocherà dalle spalle di Prodi a quelle di Veltroni poiché tutto fa pensare che in quel momento saremo in piena campagna elettorale.

Accetterà la Cgil questa soluzione "tecnica"? Oppure si limiterà a riaffermare che lo "scalone" previsto dalla legge Maroni deve essere abolito, punto e basta, facendosi risucchiare dalla sinistra radicale? Per certi aspetti Epifani ricorda Montezemolo. Il segretario della Cgil vuole riassorbire l'estremismo della Fiom ma rischia d'esser lui riassorbito dal movimentismo dei metallurgici. Simmetricamente Montezemolo vorrebbe riassorbire l'estremismo delle piccole imprese - lo spirito di Vicenza - ma finora è lo spirito di Vicenza che ha riassorbito Montezemolo.


Quanto alla sinistra radicale, essa sta giocando sul terreno dei temi sindacali una partita eminentemente politica: la candidatura di Veltroni alla leadership del Partito democratico ha spiazzato molte posizioni, a destra, al centro, a sinistra. Ha spiazzato Berlusconi, Casini, Rutelli, Fassino e anche tutta l'ala radicale dell'Unione.

Un partito riformista proiettato verso l'obiettivo del 35 per cento dal consenso elettorale, con un bacino potenziale che potrebbe arrivare addirittura al 40 preoccupa molto l'area che va da Mussi a Rifondazione comunista. Di qui la necessità di battere un colpo ed acquistare una visibilità notevolmente offuscata, come hanno dimostrato le recenti elezioni amministrative.

Il tema delle pensioni e delle risorse da destinare al potere d'acquisto dei redditi meno abbienti rappresenta il terreno ideale per un tentativo di riconquista del cosiddetto movimento. Ecco la non recondita ragione per la quale lo scontro tra il ministro del Tesoro e sinistra radicale e sindacale ci conduce ad esaminare la scesa in campo di Walter Veltroni e gli effetti che fin d'ora ne derivano.

* * *

Una volta tanto cominciamo dagli effetti anziché dalle cause. Sono sotto gli occhi di tutti: la sua candidatura ha rincuorato una parte notevole dei "disincantati" del centrosinistra, quella massa di elettori dell'Ulivo che nelle recenti amministrative hanno preferito disertare le urne per mandare un segnale senza con questo passare all'antipolitica o addirittura dall'altra parte dello schieramento politico.

La scossa è stata forte, il segnale è arrivato. Si poteva temere che l'annuncio della candidatura di Veltroni non fosse sufficiente a scuotere l'apatia dei "disincantati". Invece l'atmosfera politica è cambiata di colpo.

Si direbbe che i "disincantati" non aspettassero altro. Gli ultimi sondaggi registrano un salto di dieci punti nelle intenzioni di voto in favore del nascituro Partito democratico, dal 25 al 35 per cento con l'Unione che ha di nuovo superato lo schieramento di centrodestra. Riemerge con gran forza il problema se, nelle nuove condizioni, sia ancora ripresentabile la candidatura di Berlusconi. La nuvola di tempesta tende ora a spostarsi verso Arcore e questa è un'altra novità.

Gli scettici ad oltranza concentrano le loro critiche sull'eccesso di unanimismo che attornia il sindaco di Roma, propostosi come sindaco d'Italia. Secondo loro le primarie che si terranno il 14 ottobre per eleggere il leader del Partito democratico e nello stesso tempo i delegati all'Assemblea costituente che dovrà dare forma e struttura al nuovo partito, si trasformeranno in un plebiscito. Sempre secondo loro il plebiscito non serve a costruire una leadership. In teoria hanno ragione ma in pratica hanno torto. Non considerano che un plebiscito non è neppure pensabile se una leadership non esiste già. Il plebiscito non è che la ratifica popolare d'una leadership già esistente, che è appunto il caso di Veltroni. Ancora una volta D'Alema l'ha capito per primo ed è lui che ha fatto la prima mossa per disincagliare il Partito democratico dalle secche in cui si era arenato.

Probabilmente altre candidature ci saranno alle primarie del 14 ottobre, ma serviranno soltanto a posizionare alcune correnti all'interno della Costituente.

Operazione rischiosa, con la testa rivolta all'indietro verso ricordi identitari e ideologie che il nuovo partito dovrebbe invece superare. Del resto il tandem Veltroni-Franceschini è già una risposta al pericolo di perpetuare la distinzione tra Ds e Margherita. E' un tandem messo in campo proprio per superare quella dicotomia originaria, non certo per perpetuarla. Un tandem operativo e non ideologico.

Qualcuno ha scritto che con Veltroni si passerà dalla politica degli "aut-aut" a quella degli "et-et", cioè dall'ideologia al pragmatismo delle cose da fare. Mi sembra che questa formulazione sia appropriata al tandem Veltroni-Franceschini. Ed è quella di cui il paese ha bisogno.

Dico tuttavia che questa strategia degli "et-et" non è affatto lontana da quella che sempre è stata auspicata e praticata da Prodi. Eppure Prodi è avvolto da una nube di ostilità mentre la popolarità di Veltroni si trova al culmine dei consensi. Come mai? Capacità di comunicazione a parte, come mai? Ecco una bella domanda cui rispondere.

* * *

Secondo me la risposta è molto semplice. Prodi, uomo senza partito, è stato il candidato d'una coalizione di partiti ormai arrivati al capolinea, indipendentemente dalla loro storia, dalla qualità morale e intellettuale dei loro dirigenti, dal loro radicamento sul territorio. Nessuno di quei partiti aveva più un orizzonte davanti a sé, nessuno poteva illudersi di creare un orizzonte nuovo e perseguirlo da solo.

Da solo poteva soltanto immaginare che portare avanti lotte di potere, complicate ipotesi di nuovi schieramenti, scomposizione e ricomposizione di sigle e correnti o infine - per quanto riguarda i piccoli e piccolissimi - il ricatto di mandare in crisi il governo data la scarsissima maggioranza al Senato. Quindi ricerca perenne di visibilità, perenne litigiosità all'interno della maggioranza e del governo, discredito sempre più diffuso nella pubblica opinione. Di tutto ciò Prodi ha pagato il conto, ma non lui soltanto; l'ha pagato l'intera coalizione in quanto tale e quindi la governabilità del paese.

Questa classe di governo ha comunque prodotto, nonostante le difficilissime condizioni esistenti e in larga misura auto-create, alcuni risultati positivi che emergeranno se e quando il polverone che staziona da tempo sull'operato del governo si dissiperà. Continuo a pensare che la Finanziaria del 2007 sia stata importante per aver rimesso in piedi la finanza pubblica, avere incentivato la produttività delle imprese con lo sgravio dell'Irap, avere avviato una politica di redistribuzione che ora dovrebbe passare da un livello simbolico ad un livello effettivo. Infine questa classe di governo "moritura" (come i "morituri" di Palazzo Carignano, il vecchio Parlamento piemontese che proclamò la nascita dello Stato italiano) ha immaginato e perseguito la creazione del Partito democratico affrontando il giudizio di una platea di elettori nuovi, attivi, decisi a superare e anzi a sotterrare le vecchie nomenclature. Ne va dato merito a entrambi i gruppi dirigenti dei due partiti promotori e in modo particolare a Fassino e a Rutelli.

Resta una domanda: riguarda il paese, la sua fibra morale, la sua passività e reattività. Finora le prove non sono state esaltanti. Potranno migliorare?

* * *

Si è sempre detto che in democrazia si possono cambiare e alternare i gruppi dirigenti, ma non si può chiedere al popolo di dimettersi. Ovviamente è così. Ma che cos'è il popolo se non la sua classe dirigente nel senso più ampio del termine: politici, amministratori, imprenditori, intellettuali, ricercatori, professionisti, scuola, Università? Si dice anche: ogni popolo ha la classe dirigente che si merita, ma questo è sbagliato. Questo modo di dire va capovolto: ogni classe dirigente ha il popolo che si merita. Se il popolo si comporta male rispetto alla responsabilità del proprio presente e del proprio futuro, dipende dal fatto che la classe dirigente non fornisce l'esempio dovuto. Nella storia è sempre stato così e penso proprio che sempre così sarà.

La classe dirigente italiana, salvo brevi intervalli e poche luminose figure, ha avuto scadente qualità. Il trasformismo del piccolo cabotaggio è stato pratica diffusa e così la corruttela politica, la cupidigia, l'esercizio del potere usato prevalentemente per mantenere il potere, la mancanza di carattere, il servilismo e il ribellismo a corrente alternata. L'impunità.

Questi difetti sono presenti in tutte le classi dirigenti, non si può infatti immaginarne una composta di angeli o di filosofi stoici. Platone la vagheggiò.
Marc'Aurelio altrettanto. Ma si sa come finirono quelle utopie.

Il guaio accade quando quei difetti fisiologici diventano patologia. In Italia questa discesa di livello è avvenuta più spesso che altrove ed ora il compito che incombe soprattutto ai giovani è di ricondurre la qualità della classe dirigente e i suoi difetti nell'ambito della fisiologia, di modo che possano anche rifulgere le qualità che certamente essa possiede.

* * *

I difetti e le patologie dei politici le conosciamo ampiamente. Non si fa che discuterne da tempo. Non abbastanza, secondo me, quelle di altri settori della classe dirigente. Penso per esempio alla questione delle tasse che da anni infiamma l'Italia. So bene di toccare un nervo scoperto, ma che altro sarebbe la professione che faccio se non quella di toccare i nervi più sensibili per capire la natura di ciò che avviene? Le tasse. Sono troppo alte. Tutti lo sanno e lo dicono. Le spese sono troppo alte, tutti lo sanno e lo dicono.

L'evasione fiscale è troppo alta, tutti lo sanno e lo dicono. Padoa Schioppa e Visco (i due nomi più impopolari d'Italia) l'hanno quantificata sulla scorta dei dati Istat: 100 miliardi di imposte evase, più di 300 miliardi di imponibile che sfugge al fisco. Tutti sono d'accordo di combatterla. Da qualche parte l'evasione starà.

Ebbene, l'evasione sta dovunque l'imposta non sia trattenuta alla fonte. Non dico con questo che i lavoratori dipendenti siano dei santi. Dico che il reddito da lavoro dipendente è il solo che non sfugge e non può sfuggire.

I lavoratori dipendenti sono 20 milioni di persone. I pensionati sono 16 milioni. Il lavoro autonomo in tutte le sue forme occupa 4 milioni di persone. Anche i lavoratori dipendenti e i pensionati spesso fanno doppio lavoro e il loro secondo lavoro assume forme autonome o addirittura sommerse. Queste sono le quantità ed è ovvio che l'evasione sta interamente nei redditi che non hanno un sostituto d'imposta. Dove si deve cercare allora l'evasione? Sulla luna?

Negli scorsi giorni non ho trovato un solo giornale che aprisse la prima pagina sulle dichiarazioni dei redditi autonomi pubblicate dall'Istat. Salvo due volte "Repubblica" e una volta "La Stampa". Grandi titoli invece alle proteste (e i fischi al governo) dei commercianti, degli artigiani, dei professionisti. Le tabelle dei ridicoli redditi dichiarati nelle pagine interne, i fischi in prima pagina e spesso in apertura di pagina.

Poiché faccio questo mestiere auspico che anche i giornalisti, che fanno parte anch'essi della classe dirigente, correggano alcuni dei loro evidenti errori e non soltanto gli errori degli altri. Sparare la notizia dell'uomo che morde il cane è sacrosanto ma quali sono l'uomo e il cane della metafora?

Bastonare sempre e comunque il governo non è più una notizia. Bastonare la politica e gli uomini politici non è più da tempo una notizia. Bastonare il cane che affonda è semplicemente sadismo (metaforico).

Perciò io continuo a difendere Prodi, Padoa Schioppa e Visco. E Bersani. Poiché fischiarli è ormai come un cane che morde l'uomo, io mi metto nell'angolo opposto.

Del resto i buoni giornalisti hanno sempre fatto così.

sider
25-06-2007, 09:22
Sempre le stesse facce.per carità, veltroni è quello che preferisco, educato, ottimo critico cinematografico.
però sempre le stesse facce, e dovrà rendere conto sempre agli stessi.
Ecchedupalle.

joshua82
25-06-2007, 22:31
beh che Veltroni faccia più paura degli altri è innegabile (soprattutto dell'attuale premier le cui quotazioni ormai sono sottoterra): senza dubbio è un pò meno "bollito" degli altri.


Comunque per me il problema principale resta una questione di numeri: io non credo alle statistiche che danno il PD al 35-40% (troppo ottimistiche...fatte poi da studi di ricerca sui quali nutro parecchie riserve...SWG su tutti :mbe: ). Dubito che da solo riuscirà ad avere i numeri per governare (sempre se il sistema elettorale resta tale): ci saranno ennesime aperture a sinistra? :confused:


Sul comportamento tenuto dai giornali di destra sinceramente non vedo nulla di strano...anzi una stampa di sinistra che cerca i vizi della destra e di destra che cerca di vizi della sinistra la vedo salutare e divertente (cosa che succede tra l'altro in tutto il mondo...leggetevi qualche giornale americano o inglese)

8310
25-06-2007, 22:47
CVD, è iniziata la crociata del giornale contro veltroni :asd:

Non ce n'è bisogno di crociate...il PD e Veltroni se la stanno facendo da soli...

8310
25-06-2007, 22:48
Sempre le stesse facce.per carità, veltroni è quello che preferisco, educato, ottimo critico cinematografico.
però sempre le stesse facce, e dovrà rendere conto sempre agli stessi.
Ecchedupalle.

*
D'accordissimo. Vogliamo menti FRESCHE...parlo anche del cdx ovviamente.

gigio2005
25-06-2007, 22:48
e fa paura si! se l´intera Italia diventa come Roma stiamo a posto :rolleyes:

http://lnx.elgabiano.it/drupal/files/DECOLLO.jpg

e' un'idea :asd:

gigio2005
25-06-2007, 22:50
Sempre le stesse facce.per carità, veltroni è quello che preferisco, educato, ottimo critico cinematografico.
però sempre le stesse facce, e dovrà rendere conto sempre agli stessi.
Ecchedupalle.

quoto......

maledizione...un giorno non costera' piu' 17€ e allora lo leggero'!!!!

trallallero
25-06-2007, 23:43
http://lnx.elgabiano.it/drupal/files/DECOLLO.jpg

e' un'idea :asd:
non l'ho capita :wtf:
quoto......

maledizione...un giorno non costera' piu' 17€ e allora lo leggero'!!!!

manco questa :stordita:

FabioGreggio
26-06-2007, 00:50
CVD, è iniziata la crociata del giornale contro veltroni :asd:

Esatto.
Allora la scaletta è quella classica usata con Di Pietro, Rutelli, Cofferati, Fassino e D'Alema.

LiberoIlGiornaleIlFoglioVespaMimunFedeBelpietroFeltriPanoramaTg5Tg4ItaliaUnoStudioApertoTg2 con almeno 5 passaggi giornalieri in Tv e tre mesi di titoli cubitali sulle prime pagine ci diranno quante rate dell'auto ha saltato il maledetto scroccone comunista

Sua figlia come ha fatto a trovare il posto in Nave ad agosto per Porto Aranci, quante bollette non ha pagato suo suocero nel 1976, chi gli ha venduto il terreno per la casa a Ladispoli, cosa ci faceva con l'auto nel viale dove batte il trans Giuseppe Porcu in arte Ornella Vanoni

Vespa ci fa subito 8 puntate con testimonial la Franzoni, che non è andata in carcere perchè ha il cognome della moglie di Prodi, la Santanchè appena scesa dal cubo del Billionaire lo attaccherà sulla famiglia e annuncerà la nascita del suo nuovo partito con Briatore:

"Forza Sboroni",

simbolo lo yacht di Dolce e Gabbana, nero antracite con la bandiera d'Italia e lo stemma sabaudo, perchè Vittorio Emanulele è una vittima della magistratura bolscevica e invece è un uomo di cultura ed intelligentissimo.

Feltri urlerà contro di lui veline passate dal Sismi e intercettazioni dove Veltroni parla delle sue ragadi anali, mentre Sgarbi, dopo aver detto " Di Pietro è un mafioso e puttaniere" che lo deve dire per contratto con Silvio ogni volta che va in Tv,

dirà che è un Cominista e che i Comunisti mangiano i bambini tutti i giovedì nell'asilo nido di TORBELLAMonaca.

Infine Ratzingher lascerà intendere che la Chiesa non "approfa un politiko con una fiosione trrroppo laika und antikristiana",

mentre Bagnasco all'assemblea di Confindustria dirà che la Chiesa non da indicazioni di voto, ma che essendo sempre stata schierata dove ci sono soldi, fascisti o pedofili, non potrà mai votare per uno che ama la Nutella, ha il mito delle figurine Panini, e stravede per una mezza calza come Kennedy che era un puttaniere e fumava buccia di banana essicata.

Infine Skifani, inaspettatamente con un piercing nel naso e le unghie nere come Brad Pitt, dopo aver affermato
"Non come questa sinistra che..."

che è la frase con cui esordisce anche quando parla della ricetta della parmigiana di melanzane, accuserà Veltroni di aver rovinato la reputazione di una persona come Storace, di aver progettato di fare del Colosseo la sede stabile del Circo di Alex Togni e che la sua amministrazione è stata vinta con brogli elettorali perchè regalava fuori dai seggi un Peker di Nutella a tutti i ragazzini di 14 anni.

Dopo avergli fatto notare che i 14 enni non votano, Skifani disgustato affermerà:" Non votano per colpa di questa sinsitra illiberale che non fa votare i figli delle Partite Iva solo perchè hanno meno di 10 anni e che ancora crede nel Comunismo e caccia gli evasori fiscali solo nelle aziende e invece mai un controllo alle buste paga degli operai. Komunisti!"

Per tre mesi, tutti i giorni più volte al giorno.

Perchè in Italia giornali e televisioni sono in mano ai Comunisti.
Lo sa tutto il mondo.
Cazzarola.

fg