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View Full Version : Dove stiamo andando ?


giannola
26-05-2007, 11:59
Premesso che mi piace la storia.
Non voglio essere apocalittico, nn più di quanto nn lo sia il genere umano quando partorisce invenzioni come il nazionalsocialismo.
Però è basandomi sull'idea che la storia sia fatta di corsi e ricorsi ho osservato alcune analogie con eventi antecedenti alle 2 guerre mondiali:

1. Povertà e malessere diffusi contro arricchimento sproporzionato di alcuni ceti.

2. eccessiva crescita di alcuni mercati (preludio ad una fase di crisi).

3. Numerosi disordini e scaramucce fra stati (corea-giappone, russia-ucraina/polonia/stati baltici, usa-aghanistan/iraq/iran, israele-libano, somalia-etiopia, ecc)

4. Aumento di xenofobia e razzismo con annessi episodi.

5. Ignavia dei governanti di trovare delle soluzioni affidandosi al rispetto (nn sempre osservato) delle regole ed incapaci di stroncare sul nascere le crisi.


Naturalmente spero di sbagliarmi, spero che queste premesse nn siano sufficienti a scatenare un conflitto più vasto, cmq sia certo la mia analisi vuole essere volta a prevenire uno scenario del genere creando la consapevolezza che la pace nn si costruisce da sè o in virtù di una legge ma con l'impegno.;)

Jammed_Death
26-05-2007, 12:04
boh ci penso da un po...aggiungerei "omicidi per cazzate" alla lista ma il motivo non mi viene in mente...magari è una componente genetica, dopotutto gli esseri umani hanno sempre cercato di distruggersi tra loro :)

Brakon
26-05-2007, 12:09
2012 :O

Sinclair63
26-05-2007, 12:10
Quoto quello che hai scritto parola per parola, anche in me serprggia questa preoccupazione, ma d'altronde è la perfetta analisi di ciò che accade realmente in Italia e nel mondo :(

Fil9998
26-05-2007, 12:10
imho un bel

cina-russia-terrorismo

VS

usa-UE-israele



ci sta tutto



più che altro per ragioni economiche che politiche.


e in genere son le ragioni economiche che fanno le guerre, quelle politiche son solo le scuse ufficiali.

sgrisol@verklok
26-05-2007, 12:10
l'idea vichiana alla base mi piace.
anche l'analisi è davvero ben fatta e in effetti quelle condizioni che hai elencato erano presenti nei conflitti su vasta scala del secolo scorso.
credo pero' che allora ci fosse molto di piu' e una voglia/convinzione di bastare a se stessi che ora non essendoci non permette un isolamento dal resto del mondo.
ognuno cerca spazio e credibilità e cerca di abbattere le barriere minime senza scatenare l'inimicizia della comunità internazionale che conta.
il secolo scorso fu caratterizzato da una violenza inaudita degli stati che credevano di poter conquistare con la forza le risorse del mondo.
un prolungamento dell'età coloniale che ora sarebbe del tutto impossibile.
un conflitto mondiale è possibile ma su basi diverse.
comunque la tua analisi è senza dubbio giusta
ma sembra piu' la teoria di una prassi rivoluzionaria che l'analisi dello scatenamento bellico.

Premesso che mi piace la storia.
Non voglio essere apocalittico, nn più di quanto nn lo sia il genere umano quando partorisce invenzioni come il nazionalsocialismo.
Però è basandomi sull'idea che la storia sia fatta di corsi e ricorsi ho osservato alcune analogie con eventi antecedenti alle 2 guerre mondiali:

1. Povertà e malessere diffusi contro arricchimento sproporzionato di alcuni ceti.

2. eccessiva crescita di alcuni mercati (preludio ad una fase di crisi).

3. Numerosi disordini e scaramucce fra stati (corea-giappone, russia-ucraina/polonia/stati baltici, usa-aghanistan/iraq/iran, israele-libano, somalia-etiopia, ecc)

4. Aumento di xenofobia e razzismo con annessi episodi.

5. Ignavia dei governanti di trovare delle soluzioni affidandosi al rispetto (nn sempre osservato) delle regole ed incapaci di stroncare sul nascere le crisi.


Naturalmente spero di sbagliarmi, spero che queste premesse nn siano sufficienti a scatenare un conflitto più vasto, cmq sia certo la mia analisi vuole essere volta a prevenire uno scenario del genere creando la consapevolezza che la pace nn si costruisce da sè o in virtù di una legge ma con l'impegno.;)

Fil9998
26-05-2007, 12:16
direi comunque che il problema principale è la super sovra popolazione mondiale, specie tenuto conto che tutti vogliono vivere e consumare risorse all' "american way of life" ...

con quel sistema un paio di miliardi di persone son pure troppi per sto pianeta...
e siccome credo nessuno vorrà mollare l'osso...


bhè guerre, carestie, crisi e PESTILENZE (ovvimente ognuna di queste creata ad arte)
paiono la opzione più logica da adottare...




siamo troppi e troppo voraci di risorse: signori:
E' TEMPO DI MORIRE !!!

Jammed_Death
26-05-2007, 12:17
E' TEMPO DI MORIRE !!!

già vedo la festa per il mondo: il più grande parassita mondiale si è estinto!

giannola
26-05-2007, 12:17
l'idea vichiana alla base mi piace.
anche l'analisi è davvero ben fatta e in effetti quelle condizioni che hai elencato erano presenti nei conflitti su vasta scala del secolo scorso.
credo pero' che allora ci fosse molto di piu' e una voglia/convinzione di bastare a se stessi che ora non essendoci non permette un isolamento dal resto del mondo.
ognuno cerca spazio e credibilità e cerca di abbattere le barriere minime senza scatenare l'inimicizia della comunità internazionale che conta.
il secolo scorso fu caratterizzato da una violenza inaudita degli stati che credevano di poter conquistare con la forza le risorse del mondo.
un prolungamento dell'età coloniale che ora sarebbe del tutto impossibile.
un conflitto mondiale è possibile ma su basi diverse.
comunque la tua analisi è senza dubbio giusta
ma sembra piu' la teoria di una prassi rivoluzionaria che l'analisi dello scatenamento bellico.

infatti come ho detto spero che le premesse nn siano bastevoli.

Certo c'è ancora uno scenario che nn si è scatenato (questa cosa molto ipotetica e affascinante) ovvero la nascità di una figura carismatica, una sorta di Che africano (quindi totalmente diverso da Mandela nei metodi) che coalizzi veramente i popoli dell'africa come nn hanno saputo/voluto fare personaggi come Nasser e Gheddafi più intenti a conservare il controllo del proprio orticello.
Ovviamente questa è fantapolitica, ma nella vita nn si può mai dire da dove arriva la novità.

drakend
26-05-2007, 12:19
E' TEMPO DI MORIRE !!!
Io non ho fretta di morire, se tu la hai prego... :D
Se ci diamo una mossa a colonizzare lo spazio forse riusciremo ad evitare il collasso del pianeta... ma siamo troppo occupati con le guerre, i fanatismi religiosi ecc. :rolleyes:

Jammed_Death
26-05-2007, 12:19
Io non ho fretta di morire, se tu la hai prego... :D
Se ci diamo una mossa a colonizzare lo spazio forse riusciremo ad evitare il collasso del pianeta... ma siamo troppo occupati con le guerre, i fanatismi religiosi ecc. :rolleyes:

vuoi estendere la piaga anche altrove? :D

ennys
26-05-2007, 12:32
Il mondo di oggi è peggiore di quello di qualche decennio fa ???

Che sia uno schifo sotto molti punti di vista non vi è dubbio.



Ma...


Italia 1900.
Età media: 43 anni :eek:

Italia 2003: 79 anni



Persino in alcuni tra i Paesi più disgraziati dell'Africa l'aspettetiva di vita , seppur di poco è aumentata.


Il tutto con inquinamento, povertà, squilibrio sociale e malattie.
Che una volta (inquinamento a parte), checchè se ne dica erano molto peggio...

Non si stava meglio quando si stava peggio.

:rolleyes:

dantes76
26-05-2007, 12:45
imho un bel

-russia-terrorismo-paesi arabi[solo appena il petrolio iniziera' a scarseggiare]

VS

usa-UE-israele cina



ci sta tutto




cosi, credo che sia piu veritiero, nel momento in cui le riserve petrolifere, inizieranno a scarseggiare[non esaursi del tutto]

Fil9998
26-05-2007, 13:06
dici che i cinesi starebbero con i "grossi nasi"??

:rolleyes: :rolleyes:

inizialmente, forse.

Willy McBride
26-05-2007, 13:19
boh ci penso da un po...aggiungerei "omicidi per cazzate" alla lista ma il motivo non mi viene in mente...magari è una componente genetica, dopotutto gli esseri umani hanno sempre cercato di distruggersi tra loro :)

Ho letto tempo fa che il tasso di omicidio nelle tribù di cacciatori-raccoglitori neoguineane e amazzoniche è diverse volte più alto di quello che si ritrova nei peggiori quartieri degradati delle città americane o europee, e che 100 anni fa in Italia c'erano molti più omicidi che oggi.

naitsirhC
26-05-2007, 13:26
Avremo il privilegio di vedere la fine del mondo?

Fil9998
26-05-2007, 14:03
più che altro la fine di questo modo di condurre la vita su sto pianeta...

Jammed_Death
26-05-2007, 14:07
Ho letto tempo fa che il tasso di omicidio nelle tribù di cacciatori-raccoglitori neoguineane e amazzoniche è diverse volte più alto di quello che si ritrova nei peggiori quartieri degradati delle città americane o europee, e che 100 anni fa in Italia c'erano molti più omicidi che oggi.

certo, si ammazzavano perchè gli tagliavano la strada in un incrocio vero? o perchè gli suonavano troppo il clacson...o qualsiasi altro futile motivo...:rolleyes:

Charonte
26-05-2007, 15:28
sempre detto io
siamo in troppi a questo mondo
e piu il numero aumenta piu ci saranno incomprensioni ecc.
non si puo mettere daccordo 6 miliardi di persone

sempreio
26-05-2007, 15:36
sempre detto io
siamo in troppi a questo mondo
e piu il numero aumenta piu ci saranno incomprensioni ecc.
non si puo mettere daccordo 6 miliardi di persone

da quello che so siamo a 8:rolleyes:

Ferdy78
26-05-2007, 15:48
stiamo andando diritti dritti verso il giorno del giudizio:D

libro dell'Apocalisse docet:O

Willy McBride
27-05-2007, 09:35
certo, si ammazzavano perchè gli tagliavano la strada in un incrocio vero? o perchè gli suonavano troppo il clacson...o qualsiasi altro futile motivo...:rolleyes:

http://www.speakers-corner.it/rizzoli/stella/numeri/devianza2int.spm

http://www.speakers-corner.it/rizzoli/stella/numeri/devianza2int7.spm

http://www.speakers-corner.it/rizzoli/stella/numeri/devianza2int9.spm

http://www.speakers-corner.it/rizzoli/stella/numeri/devianza2int10.spm

:rolleyes:

Jammed_Death
27-05-2007, 10:10
http://www.speakers-corner.it/rizzoli/stella/numeri/devianza2int.spm

http://www.speakers-corner.it/rizzoli/stella/numeri/devianza2int7.spm

http://www.speakers-corner.it/rizzoli/stella/numeri/devianza2int9.spm

http://www.speakers-corner.it/rizzoli/stella/numeri/devianza2int10.spm

:rolleyes:

ma guarda che non sto dicendo che ci sono più omicidi ora, sto dicendo che ora sono più stupidi

sempreio
27-05-2007, 10:26
ma guarda che non sto dicendo che ci sono più omicidi ora, sto dicendo che ora sono più stupidi


è vero, sono disperati che non sanno da che parte prendersi e fra crisi economiche e crisi di emarginazione sociale stiamo diventando come il brasile di 10 anni fa dove per pochi spiccioli si uccideva

Willy McBride
27-05-2007, 10:58
ma guarda che non sto dicendo che ci sono più omicidi ora, sto dicendo che ora sono più stupidi

Perché esistono omicidi intelligenti? Un secolo fa si ammazzavano per un mulo o una vacca, per un carretto rovinato, perché si ubriacavano in osteria e poi litigavano e per una marea di motivi futili quanto quelli di oggi. Mia nonna mi ha raccontato che nel suo paese un uomo era stato massacrato di botte dal vicino di casa perché il fumo del fuoco acceso dalla moglie per scaldare l'acqua per lavare i panni entrava nella casa dell'aggressore.

Jammed_Death
27-05-2007, 11:07
Perché esistono omicidi intelligenti? Un secolo fa si ammazzavano per un mulo o una vacca, per un carretto rovinato, perché si ubriacavano in osteria e poi litigavano e per una marea di motivi futili quanto quelli di oggi. Mia nonna mi ha raccontato che nel suo paese un uomo era stato massacrato di botte dal vicino di casa perché il fumo del fuoco acceso dalla moglie per scaldare l'acqua per lavare i panni entrava nella casa dell'aggressore.

ti racconto una storia attuale allora:

http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1480822

tanto per dirne una, ma basta guardare 3 pagine e si vede di gente che si scanna agli incroci, che si spara per una litigata, che diventa assassina perchè i vicini di casa fanno troppo rumore ecc ecc...non parliamo di alcohl\droghe, perchè li il discorso non finisce più poi, visto che con la scusa di essere strafatti si stupra la prima che capita e se c'è tempo la si uccide...

Willy McBride
27-05-2007, 11:21
ti racconto una storia attuale allora:

http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1480822

tanto per dirne una, ma basta guardare 3 pagine e si vede di gente che si scanna agli incroci, che si spara per una litigata, che diventa assassina perchè i vicini di casa fanno troppo rumore ecc ecc...non parliamo di alcohl\droghe, perchè li il discorso non finisce più poi, visto che con la scusa di essere strafatti si stupra la prima che capita e se c'è tempo la si uccide...

Già. Adesso sappiamo tutto quello che vogliono farci sapere. Un secolo fa la maggior parte della gente non sapeva niente di quello che succedeva a più di 15 km da dove stava.

Jammed_Death
27-05-2007, 11:25
Già. Adesso sappiamo tutto quello che vogliono farci sapere. Un secolo fa la maggior parte della gente non sapeva niente di quello che succedeva a più di 15 km da dove stava.

e non è che fosse così male poi

LightIntoDarkness
30-05-2007, 10:15
direi comunque che il problema principale è la super sovra popolazione mondiale, specie tenuto conto che tutti vogliono vivere e consumare risorse all' "american way of life" ...<cut>
siamo troppi e troppo voraci di risorse: signori:
E' TEMPO DI MORIRE !!!Mmm.. occhio a sceglierli bene quelli che devono morire, perchè la maggior parte della popolazione mondiale vive con meno di 2 dollari al giorno, influenza molto poco i consumi di risorse mondiali...

tdi150cv
30-05-2007, 11:09
Premesso che mi piace la storia.
Non voglio essere apocalittico, nn più di quanto nn lo sia il genere umano quando partorisce invenzioni come il nazionalsocialismo.
Però è basandomi sull'idea che la storia sia fatta di corsi e ricorsi ho osservato alcune analogie con eventi antecedenti alle 2 guerre mondiali:

1. Povertà e malessere diffusi contro arricchimento sproporzionato di alcuni ceti.

2. eccessiva crescita di alcuni mercati (preludio ad una fase di crisi).

3. Numerosi disordini e scaramucce fra stati (corea-giappone, russia-ucraina/polonia/stati baltici, usa-aghanistan/iraq/iran, israele-libano, somalia-etiopia, ecc)

4. Aumento di xenofobia e razzismo con annessi episodi.

5. Ignavia dei governanti di trovare delle soluzioni affidandosi al rispetto (nn sempre osservato) delle regole ed incapaci di stroncare sul nascere le crisi.


Naturalmente spero di sbagliarmi, spero che queste premesse nn siano sufficienti a scatenare un conflitto più vasto, cmq sia certo la mia analisi vuole essere volta a prevenire uno scenario del genere creando la consapevolezza che la pace nn si costruisce da sè o in virtù di una legge ma con l'impegno.;)


in totale onesta' tutto quello che sta accadendo e' semplicemente il frutto dell'eccesso di liberta' e diritti che l'uomo si e' permesso di accapparrarsi.
Non parlo solo dei diritti tanto decantati dai vari centrosocialisti , dei quali comunque ne sono degni rappresentanti , ma parlo a livello globale ...
Ognuno da molti anni pensa ai propri diritti e non ai doveri che ha verso se stesso , chi ci sta intorno , la natura , etc. etc. etc.

giannola
01-06-2007, 19:06
mo uppo che con la seconda guerra fredda in arrivo mi sa che ci avevo proprio azzeccato con sto 3d. :D
:boxe:

...se io posso cambiare e voi potete cambiare, tutto il mondo può cambiare.......adrianaaaaaaaaaaaaaa :p

cyber
01-06-2007, 19:22
Io ho trovato molto interessante questa lettura:

DI CAROLYN BAKER
Speaking Truth To Power

La civiltà è il mondo mentale/materiale dell'illusione culturalmente trasmessa. — William Kötke

La prima edizione di questo articolo è stata scritta nel febbraio 2006, ma recentemente l'ho riveduta ed aggiornata. Dalla prima stesura sembra che il tema del collasso abbia destato un'eco in tutto il mondo, manifestando ora i suoi sintomi negli ultimi drammatici rapporti della comunità scientifica sul riscaldamento globale, sul problema del Picco del petrolio che sta tornando nuovamente alla luce — se ne discute apertamente nei mezzi di comunicazione tradizionali — e sullo scoppio negli Stati Uniti della "bolla immobiliare", i quali scoprono ora che nel paese un'abitazione ogni 264 è diretta ad un processo di eliminazione, mentre ogni giorno il valore del dollaro diminuisce e quello dei metalli preziosi aumenta rapidamente.

Poiché condivido con altri la mia consapevolezza del collasso, vengo in contatto con una molteplicità di risposte. Molti, specialmente gli accademici, e gli storici in particolare, considerano l'idea del collasso con sdegno perplesso, sostenendo che, anche se può sembrare che la civiltà sia in procinto di crollare, gli eventi attuali non sono realmente nuovi e rappresentano soltanto mutamenti di avvenimenti storici precedenti. Al capo opposto, i Cristiani fondamentalisti leggono l'attualità attraverso il velo delle profezie bibliche — alcuni tenendo in sospeso la propria vita e quella del pianeta, quasi aspettassero "la beatitudine" — ed altri ancora, come la combriccola LaHaye-Jenkins, riscuotendo milioni dai profitti delle loro predizioni sulla "fine dei giorni".

Ma nello spirito di uno dei docenti più saggi di tutti i tempi, lo psicologo Carl Jung, io non trovo la verità essenziale né nel disimpegno cerebrale del mondo accademico, né nella follia apocalittica delle interpretazioni letterali del Libro della Rivelazione, ma da qualche parte nel mezzo, mantenendo, come direbbe Jung, la "tensione degli opposti". E' nel mantenimento di quella tensione, spiegava Jung, che risiede il potenziale per la trasformazione del nostro mondo interiore e di quello esteriore.

Per la maggior parte degli Statunitensi, teste saldamente ancorate nella sabbia, che non danno peso a nulla di ciò che sentono dire adesso sul "Picco del petrolio", che guidano ancora i loro SUV assetati di carburante, che si crogiolano nei loro agglomerati di periferia, e che contano ingenuamente sul fatto che le loro pensioni e i loro 401K [fondi pensionistici qualificati sponsorizzati dalle aziende per gli impiegati, ndt] saranno a loro disposizione quando ne avranno bisogno, il concetto di collasso della civiltà è ancora ampiamente relegato alla frangia estremista. Qualunque sia il problema, essi sostengono stupidamente che la tecnologia troverà una soluzione. Ma milioni di quegli stessi individui si ritrovano indebitati molto più pesantemente di quanto non lo fossero un anno fa, e nel corso di quell'anno hanno visto aumentare drammaticamente i prezzi della benzina, del cibo, e potenzialmente di tutto il resto. Alcuni di quegli Statunitensi, nell'anno passato, hanno dovuto affrontare la realtà di far parte di quel ceto medio che va rapidamente sparendo, di trovarsi a solo un assegno paga o ad una grave malattia di distanza dall'oblio finanziario — persone che tra ipoteca, spese per l'automobile, bollette mensili, assistenza all'infanzia, spese mediche, prezzi dei carburanti, e fatture della carta di credito che raddoppiano mensilmente, ora si rendono conto che non solo non saranno in grado di pagare l'istruzione universitaria dei loro figli, ma che ogni nuovo giorno rende necessario camminare, sempre più precariamente, su una fune economica tesa attraverso un precipizio che si spalanca su un abisso profondo mille piedi. Quelle persone dentro di sé conoscono la realtà del collasso — la percepiscono, la fiutano, ne sentono il sapore, ma forse non sono ancora in grado di lasciarsi uscire le parole di bocca. E' una cosa ancora troppo sconvolgente per prenderla del tutto in considerazione.

Per entrambi i gruppi di Statunitensi, il collasso è una notizia bruttissima. Significherà la fine di quegli stili di vita di cui non possono immaginarsi di fare a meno. Sono diventati il loro stile di vita, ed in assenza di questo, essi credono che non avranno un'identità — che, letteralmente, cesseranno di esistere. Per queste persone, il collasso sarà estremamente doloroso, ed anche peggio. Poiché si sono isolati nei loro "dormitori" di periferia a chiusura ermetica, è improbabile che sopravvivano, a meno che non siano disposti a mutare radicalmente la loro condotta, e nel momento in cui lo saranno, se lo saranno, potrebbe essere di gran lunga troppo tardi per farlo.

Il collasso sarà indiscutibilmente brutale e straziante. Esso rappresenta, di fatto, la cessazione della vita basata sui combustibili fossili, sul tempo e sul clima così come li abbiamo conosciuti, e sul sistema monetario a cui ci siamo abituati. Sarà tremendo fisicamente, economicamente, emozionalmente, e spiritualmente. Metterà alla prova gli esseri umani, in particolare quegli individui che non fanno parte della classe dirigente, ma che godono di stili di vita privilegiati ed agiati, esenti da sacrifici e fastidi, ben al di là di qualsiasi cosa possano immaginare nei loro peggiori incubi. Alcuni resisteranno, altri periranno; di fatto, alcuni esperti ipotizzano che almeno un terzo dell'umanità presente sulla Terra non sopravvivrà. Che giunga lentamente o rapidamente, il collasso sarà comunque devastante.

Il collasso è una forma di morte, e gli Statunitensi non gradiscono la parola "morte". Noi facciamo di tutto per camuffarla, ingentilirla, negarla, e "lasciarcela alle spalle", come recita il mio preferito tra tutti gli stereotipi senza significato contro la morte. Come delle banshee [nel folclore irlandese, spirito di donna il cui lugubre urlo è presagio di morte, ndt], avanziamo eroicamente nella prima metà della vita come se la morte non esistesse. Essa inghiottirà altri, ma non noi. Noi rappresentiamo l'"eccezione", e sia come singoli Statunitensi che come nazione, siamo assuefatti alla nostra "eccezionalità" — sono gli altri che moriranno; noi no. Altre civiltà crolleranno; la nostra no. Tuttavia è stato Jung a dire che "Un grande obbligo pesa sul popolo Americano, che deve guardarsi in faccia, che deve ammettere il suo momento di tragedia attuale — deve ammettere che ha di fronte un grande futuro solo se ha il coraggio di guardarsi in faccia" (Relazione sull'America, Congresso Internazionale di Psicoanalisi, Norimberga, 1910). Non è verosimile che gli Stati Uniti si "guardino in faccia" come nazione, ma come individui noi dobbiamo farlo, se intendiamo superare positivamente il collasso.

Anch'io mi oppongo al collasso, ma nel momento in cui io lo faccio, per ragioni simili o diverse rispetto a coloro che mi circondano, sto anche lavorando consapevolmente per abbracciarlo. Abbracciare qualcosa o qualcuno non significa necessariamente buttarsi a braccia aperte in quell'evento o verso quella persona, bensì aprirsi lentamente ed intenzionalmente ai benefici insiti in ciò che più temiamo. Io non ne parlo alla leggera. Sono sopravvissuta ad un cancro al seno. Il mio mondo "è crollato" tredici anni fa, quando me lo diagnosticarono. Ma, come spesso accade, il mio mondo è stato anche trasformato dalla malattia terminale, e di conseguenza sono diventata una persona diversa. Come scrive la maestra buddista Pema Chödrön, "L'apertura mentale non arriva resistendo alle nostre paure, ma imparando a conoscerle bene" (A proprio agio con l'insicurezza, P. 47).

Quindi, quali possono essere alcuni dei benefici del collasso?

In primo luogo, il collasso ci spoglia di ciò che pensiamo di essere, di modo che può essere svelato ciò che veramente siamo. La tossicità della civiltà ha nutrito l'illusione che un individuo è, ad esempio, un professionista con dei soldi in banca, un'ipoteca sicura, una buona posizione creditizia, un corpo ed una mente in buona salute, che cresce dei figli in buona salute che da adulti avranno successo come lui, e che quando andrà in pensione, ci si prenderà cura al meglio di lui. Se è questo che la vostra identità è diventata, e non guardate più in profondità, voi non scoprirete chi realmente siete; e quando avverrà il collasso, voi verrete fatti a pezzi perché non sarete riusciti ad accorgervi delle energie, delle risorse e dei benefici che dimorano nella vostra essenza, che trascendono e sostituiscono l'identità del vostro Io. In un mondo post-collasso, i titoli accademici e i portafogli azionari contano poco. La domanda vera, così come la pone, in modo tanto succinto, Richard Heinberg, è: sei in grado di fabbricarti un paio di scarpe?

Chiedetelo appunto alle innumerevoli persone che si sono viste privare di tutto per aver fatto sentire la propria voce contro il potere. Il giorno prima erano "cittadini seri" con carriere di primo piano; il giorno dopo erano "nemici dello stato", che temevano per le loro stesse vite. Dai loro percorsi noi possiamo imparare molto, su come prepararci per la vita dopo il collasso. Un modo di prepararsi è quello di analizzare la questione dell'identità a prescindere dal ruolo sociale di ognuno. Per me è stato cruciale un percorso spirituale per valutare chi sono a prescindere da ciò che faccio.

In secondo luogo, il collasso distruggerà una gran parte dei nostri programmi anti-tribali, individualistici e angloamericani, costringendoci ad associarci con altri per la sopravvivenza. Certo, si può possedere una casa con un'ampia superficie in acri, su cui è stato fatto crescere un magnifico orto naturale, avere provviste di acqua e cibo per dieci anni, guidare un'auto ibrida, e vivere una vita completamente solarizzata, ma se pensate di sopravvivere in isolamento, resterete terribilmente delusi. Il collasso ci costringerà a dipendere l'uno dall'altro, altrimenti moriremo.

Io sono stata un'attivista per oltre trent'anni. Senza eccezioni, ogni volta in cui sono stata coinvolta con altri attivisti nella promozione del cambiamento, le varie personalità si sono scontrate, i vari ego si sono urtati, la gente si è stizzita, è rimasta delusa, e si è allontanata dal gruppo. Tutti noi sembriamo possedere dottorati in "autosufficienza" ma restiamo tragicamente ignoranti in materia di genuina cooperazione. Trasformeremo questo modello quando la civiltà crollerà, oppure periremo, ed il processo di quella trasformazione non sarà probabilmente una bella immagine. Tuttavia, possiamo iniziare fin da ora a prepararci ai pensieri e alle azioni collettive che il collasso richiederà, ad esempio, iniziando dai "Solari Investor Circles>" [Circoli dell'investitore Solari, ndt] che riuniscono insieme piccoli gruppi di persone per svolgere ricerche sulle risorse nella loro comunità e su come essi possano utilizzarle per prepararsi al collasso. Uno strumento particolarmente utile nel modello Solari è il concetto di "Coming Clean" [diventare pulito, ndt] di Catherine Austin Fitts, che offre delle direttive di condotta individuali e di gruppo per lavorare in armonia, al fine di trasformare le nostre comunità dall'interno. Un altro è il mio articolo "PREPARASI AL COLLASSO: TRE COSE CHE POTETE FARE".

Noi saremo costretti a relazionarci in maniera diversa non solo con gli esseri umani, ma anche con tutte le creature del mondo non umano. Solo quando inizieremo a leggere i manuali di sopravvivenza che gli alberi, le stelle, gli insetti, e gli uccelli hanno scritto per noi, la nostra specie sarà risparmiata. Proprio quei "parassiti" con cui ce la prendiamo in quanto non igienici o fastidiosi possono, di fatto, salvarci la vita. Un anno fa, delle api erano solite volarmi intorno nei giorni caldi, quando pranzavo all'aperto sotto gli alberi, seduta sull'erba. Adesso, mi siedo sotto gli stessi alberi, sulla stessa erba, ma le api se ne sono andate. Nessuno sembra essere in grado di dirci perché. Forse è ora di chiederlo alle api il perché.

Paradossalmente, il collasso può portare un significato ed uno scopo alle nostre vite, che altrimenti avrebbe potuto sfuggirci. Nella nostra esistenza lineare, fondata sul progresso, raramente sono contemplate parole come "scopo". Con il collasso della civiltà, saremo forse costretti a valutare quotidianamente, magari di momento in momento, perché siamo qui, se vogliamo restarci, se la vita è degna di essere vissuta, se esiste qualcosa di più grande di noi per cui siamo disposti a restare in vita e a cui scegliamo di contribuire con le nostre energie. E' probabile che queste decisioni non verranno prese nella comoda intimità delle nostre case, ma per le strade, nei campi, nei deserti, nelle foreste, nel lugubre echeggiare delle nostre voci attraverso le periferie abbandonate, ed accanto a fiumi e sentieri dimenticati. Lo scopo cesserà rapidamente di riferirsi a ciò che possiamo compiere, e riguarderà sempre di più ciò che siamo. In un mondo che sta crollando, la cosiddetta "vita guidata da uno scopo" non esisterà più. Gli esseri umani saranno "guidati" da una sola questione: la determinazione a sopravvivere e ad aiutare i propri cari nella sopravvivenza. Da quella ricerca della sopravvivenza emergerà lo scopo autentico, che certamente non assomiglierà a nulla di ciò che oggi possiamo immaginare.

Per timore che il lettore concluda che io sto dipingendo il collasso quasi fosse un esercizio di spiritualità strampalata privo di praticità, mi affretto ad aggiungere che esso costringerà gli esseri umani ad occuparsi delle realtà più pragmatiche dell'esistenza — cibo, acqua, un rifugio, la salute, e un mucchio di altre questioni legate alla sopravvivenza. Mentre i sistemi centralizzati come i governi federali, statali e locali verranno privati di contenuto, le comunità saranno costrette ad allearsi per risolvere questi problemi — per coltivare gli orti, fabbricare gli indumenti ed altri prodotti, per curarsi reciprocamente le malattie, per seppellirsi, per istituire una moneta comune, e per ricostruire le infrastrutture a livello fortemente locale.

La qualità di spiritualità che può emergere occupandosi di tali principi fondamentali può costituire un "fondamentalismo" genuino, nel senso più vero del termine. In un mondo post-collasso, la spiritualità "fondamentale" si prenderà cura dei bisogni primari delle persone care, che si trasformeranno in dispensatrici del nutrimento degli ecosistemi in qualsiasi condizione potranno essere in quel momento, badando a ciò che si apprezzerà ora rispetto a ciò che era più importante prima del collasso — guardando, ascoltando, annusando, assaporando, toccando tutti gli aspetti dell'esistenza di cui eravamo ignari, o a cui prestavamo semplicemente poca attenzione, prima che fossimo privati delle distrazioni. Certo non si tratta, con tutta probabilità, della spiritualità comoda, privilegiata, indulgente del circuito dei seminari New Age, ma può assomigliare di più all'onorazione terrena del sacro che i nostri progenitori tribali veneravano tanto intensamente.

Dal punto di vista spirituale, ora noi possiamo iniziare a prepararci per il collasso della civiltà, dato che ne siamo a conoscenza, aprendoci ogni giorno ai "piccoli crolli" della civiltà che osserviamo intorno a noi, come la perdita di uno svolgimento elettorale proficuo e non corrotto, il collasso dei sistemi centralizzati e delle grandi imprese che nessuno avrebbe mai pensato potessero fallire, il decadimento delle infrastrutture, ed il degrado di istituzioni quali l'educazione, la religione, la sanità, ed il sistema giuridico. Gli esseri umani hanno avuto a disposizione diverse migliaia di anni per creare società funzionanti, ed in molti casi lo hanno fatto. Anche quelle civiltà sono crollate, perché tutte le civiltà alla fine crollano. Gli Stati Uniti hanno avuto 231 anni per modellare una nazione sostenibile. Con la morte di Abraham Lincoln alla fine della Guerra Civile, le grandi imprese ed i sistemi centralizzati hanno trionfato controllando ogni aspetto della vita del paese, e continuando a farlo fino a questo momento. Quindi, non sorprende il fatto che negli anni '70, quando le grandi imprese statunitensi sapevano molto bene che la produzione petrolifera nazionale era calata e che, nel giro di trent'anni, il paese ed il mondo si sarebbero trovati di fronte ad una crisi energetica di dimensioni catastrofiche, non hanno fatto assolutamente nulla, scegliendo di sguazzare nei profitti dell'energia degli idrocarburi e di soffocare la tecnologia alternativa piuttosto che aiutare la nazione a costruire delle scialuppe di salvataggio.

Per millenni molte popolazioni indigene hanno descritto il collasso della civiltà, di cui noi ora siamo testimoni, come un processo di purificazione — un'epoca di rinascita e di trasformazione. La loro antica saggezza ci invita ad affrontare con equanimità il collasso che è in corso; vale a dire, tenere bene a mente e nel nostro cuore, per quanto umanamente sia possible, la realtà di dolore che il collasso comporterà, accanto alle inimmaginabili opportunità che esso offre. Come direbbe Pema Chödrön "Familiarizzare con il collasso".

Alcune persone mi dicono che vorrebbero non sapere ciò che sta succedendo, perché preferiscono vivere le loro vite giorno dopo giorno, facendo del loro meglio per costruire un mondo migliore, gioire dei propri cari, e guadagnarsi il pane. Certamente io capisco il loro desiderio di proteggere sé stessi dal dolore causato dalla consapevolezza, ma so anche che stanno barattando una preparazione a lungo termine con un benessere temporaneo, e che il dolore della consapevolezza in questo momento sarebbe di gran lunga minore rispetto al dolore a cui vanno incontro ignorandolo.

Io non sostengo di essere un'esperta di crolli o di spiritualità, ma vi lascio ora con queste parole pronunciate da donne e uomini saggi, che sono:

Solo con questo genere di equanimità noi possiamo renderci conto che a prescindere da cosa venga avanti, noi ci troviamo sempre in mezzo ad uno spazio sacro. Solo con l'equanimità siamo in grado di vedere che tutto ciò che entra nella nostra orbita è venuto per insegnarci ciò che abbiamo bisogno di sapere. — Pema Chödrön

Noi ci stiamo chiaramente autodistruggendo. E malgrado ciò, in questo atto di autodistruzione, qualcosa si sta rivelando a noi. Da questo punto di vista, l'eterna autodistruzione che stiamo perpetrando l'uno ai danni dell'altro è l'impronta atemporale di questa rivelazione, espressa in forma simbolica, proiettata nel tempo, così come è il mezzo attraverso cui noi possiamo riconoscere ciò che si sta rivelando. — Paul Levy, Spiritually Informed Political Activism" [Attivismo Politico Spiritualmente Informato, ndt]

E' un'epoca terrificante per essere vivi, ma è un'epoca meravigliosa per essere vivi. E' piacevole sapere che in mezzo a noi è accumulata così tanta intelligenza e compassione. — Richard Heinberg, Beyond The Peak" [Oltre il Picco, ndt]

Mai sottovalutare il potere che esiste nel riconoscere pietosamente ciò che sta accadendo — Pema Chödrön

Carolyn Baker
Fonte: http://carolynbaker.org
Link: http://carolynbaker.org/archives/the-spirituality-of-collapse-by-carolyn-baker
08.05.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CRISTINA MAZZAFERRO & ELISA MASIERO

Spectrum7glr
01-06-2007, 19:22
aggiungerei alla lista:

imbecilli che fanno idiozie e/o compiono crimini, si filmano col telefonino (doppiamente imbecilli) e mettono i filmati in internet (tre volte imbecilli)...


a pensarci bene forse la realtà è che scoppiata un'epidemia di stupidtà...speriamo sia mortale :fagiano:

tdi150cv
01-06-2007, 20:52
Premesso che mi piace la storia.
Non voglio essere apocalittico, nn più di quanto nn lo sia il genere umano quando partorisce invenzioni come il nazionalsocialismo.
Però è basandomi sull'idea che la storia sia fatta di corsi e ricorsi ho osservato alcune analogie con eventi antecedenti alle 2 guerre mondiali:

allora ... tento una mia e perosnalissima analisi ...


1. Povertà e malessere diffusi contro arricchimento sproporzionato di alcuni ceti.

Per questo punto la poverta' e' sempre esistita e piu' vai indietro con gli anni secondo me piu' incontri situazioni disastrate.
Il malessere relativo alla poverta' credo invece sia in aumento per una crescente invidia che pervade la gente ... una invidia del tipo quello li puo' avere e io no quindi me ne approprio in qualche maniera ! (e' no bello mio ... se non hai soldi fai a meno)


2. eccessiva crescita di alcuni mercati (preludio ad una fase di crisi).

Di crisi se ne son viste diverse dal dopoguerra e le abbiamo superato abbastanza benone mi pare ... diciamo che l'Italia non e' l'ultimo paese del mondo.


3. Numerosi disordini e scaramucce fra stati (corea-giappone, russia-ucraina/polonia/stati baltici, usa-aghanistan/iraq/iran, israele-libano, somalia-etiopia, ecc)

Puo' essere ma se analizzi bene le scaramucce ce le siamo sempre portate avanti ... non sono una novita'


4. Aumento di xenofobia e razzismo con annessi episodi.

Normalissimo ... l'aumento di extracomunitari , o comunque di situazioni e persone DIVERSE (xenofobia = paura del diverso) e' normale che cresca in proporzione a quanto cresce il fenomeno da te citato.
Inoltre l'aumento esponenziale nell'ultimo decennio di atti ilegali compiuti da questi ultimi non fanno altro che alimentare il fenomeno ... Ma poi mi vien da dire anche che il fenomeno non debba nemmeno essere cosi' clamoroso dal momento che extra o persone diverse possono crearsi in santa pace una vita regolare e lo stato li aiuta. Diciamo che per come la vedo io e' ancora tutto proporzionato e regolare.


5. Ignavia dei governanti di trovare delle soluzioni affidandosi al rispetto (nn sempre osservato) delle regole ed incapaci di stroncare sul nascere le crisi..

qui son daccordo ... cono incapaci e legati al potere ... questo si ma e' evidente che non esiste decennio dove il fenomeno sia meno marcato.

Infine dal mio punto di vista al giorno d'oggi abbiamo la possibilita' di vivere nettamente meglio di chi ha vissuto il periodo del dopoguerra. Oggi secondo me abbiamo una notevole qualita' della vita.


Naturalmente spero di sbagliarmi, spero che queste premesse nn siano sufficienti a scatenare un conflitto più vasto, cmq sia certo la mia analisi vuole essere volta a prevenire uno scenario del genere creando la consapevolezza che la pace nn si costruisce da sè o in virtù di una legge ma con l'impegno.;)[/QUOTE]