indelebile
02-03-2007, 01:14
3 articoli 3 che fanno intuire in che brutto periodo siamo
Preghiere in piazza contro i Dico
• da Il Giornale del 1 marzo 2007, pag. 8
di AnTor
«La Madonna farà cadere il governo». Con questa certezza, sussurrata tra una preghiera e l’altra, una ventina di militanti, laici consacrati a Maria, si sono radunati davanti a Montecitorio per recitare pubblicamente il rosario, in difesa della famiglia e della vita: «Questo governo va contro natura e contro Dio, ha i piedi di argilla e cadrà». Sono arrivati da varie città italiane (Treviso, Padova, Udine, Parma) e seppure in sordina, sono voluti scendere in piazza per «testimoniare davanti a tutti che questi Dico, queste forme di perversione», non le vogliono. «La preghiera può tutto - spiega don Lino Nasato, responsabile del movimento “Con Cristo, per la vita” - e noi ci affidiamo alla Madonna. È lei che ci ha chiamati a scendere in piazza». Il messaggio dei militanti - un po’ pochini a dire il vero - è rivolto ovviamente al premier Romano Prodi e al ministro della Famiglia, Rosy Bindi, alla quale è stato lanciato un appello: «Rimanga salda, ministro, nei principi cristiani». Il gruppetto ha assicurato: «Noi stiamo alle direttive del Papa». E un frate francescano presente tra loro aggiunge: «Verrà il giorno in cui anche Pannella si convertirà».
Se quella di ieri doveva essere un’avvisaglia della grande manifestazione che le associazioni cattoliche stanno progettando in favore della famiglia, le prospettive non sono certo buone. Resta la testimonianza, seppure un po’ polemicamente esibita. Si è intanto costituito a Roma il Comitato per la famiglia, la cui presidenza è stata affidata a Olimpia Tarzia, vicepresidente della Confederazione italiana consultori familiari di ispirazione cristiana. Un comitato costituito per dire di no al disegno di legge sui «Dico» e per proporre, invece, «un rinnovato impegno per orientare gli sforzi politici e legislativi verso un’autentica e organica politica per la famiglia, di cui l’Italia ha estremo bisogno». «Il nostro Paese - ha dichiarato l’avvocato Goffredo Grassani, presidente della Confederazione - non ha alcuna necessità di una legge per le convivenze, bensì di una vera politica per la famiglia. Il nostro impegno sarà quello di testimoniare nei luoghi e nelle sedi opportuni, la netta contrarietà al disegno di legge sui “Dico”».
Il quotidiano cattolico Avvenire ha poi pubblicato ieri un appello per fermare i «Dico» firmato da ventiquattro costituzionalisti, fra i quali i presidenti emeriti della Consulta, Antonio Baldassarre e Riccardo Chieppa. «Sarebbe contraria alla Costituzione una legge ordinaria che parificasse i diritti delle altre forme di convivenza a quelli della famiglia e dei suoi componenti - sottoscrivono i firmatari - e che estendesse, in via generalizzata e organica, alle prime agevolazioni intersoggettive e sociali di tipo privatistico e pubblicistico riconosciute alle seconde».
«Il costituente del 1946-47 - scrivono ancora i giuristi - aveva ben chiaro il delicatissimo compito che poteva essere affidato solo alla famiglia fondata sul matrimonio, non dunque a una mera comunità di affetti libera da vincoli (secondo il modello individualistico), ovvero ad una cellula genetica dello Stato secondo il modello istituzionalistico». All’appello si è associato il presidente del Forum delle famiglie, Giovanni Giacobbe, auspicando che la voce dei costituzionalisti sia ascoltata anche nelle aule parlamentari.
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Il Cardinale Biffi presenta l’anticristo secondo il filosofo russo Solovev
Nelle riflessioni quaresimali al Papa e alla Curia Romana
CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 28 febbraio 2007 (ZENIT.org).- Nel corso degli Esercizi spirituali al Pontefice e alla Curia Romana, martedì 27 febbraio, il Cardinale Giacomo Biffi ha riflettuto su “L’ammonimento profetico di Vladimir S. Solovev”.
Facendo riferimento in particolare all’opera del filosofo russo “I tre dialoghi e il racconto dell'anticristo”, l’Arcivescovo emerito di Bologna ha ricordato che “l’anticristo si presenta come pacifista, ecologista ed ecumenista. Convocherà un Concilio ecumenico e cercherà il consenso di tutte le confessioni cristiane concedendo qualcosa ad ognuno. Le masse lo seguiranno, tranne dei piccoli gruppetti di cattolici, ortodossi e protestanti”.
Secondo la sintesi del discorso del porporato offerto dalla “Radio Vaticana”, il Cardinale Biffi avrebbe spiegato che “l’insegnamento lasciatoci dal grande filosofo russo è che il Cristianesimo non può essere ridotto ad un insieme di valori. Al centro dell’essere cristiani c’è infatti l’incontro personale con Gesù Cristo”.
“Verranno giorni in cui nella cristianità si tenterà di risolvere il fatto salvifico in una mera serie di valori”, ha scritto nella sua ultima opera nell’anno 1900 il filosofo russo Vladimir Solovev, che con grande acume aveva profetizzato le tragedie del XX secolo.
Nel “racconto breve dell’Anticristo” Solovev scrive che “Incalzati dall’anticristo, quel piccolo gruppetto di cattolici, ortodossi e protestanti risponderanno all’anticristo: 'Tu ci dai tutto, tranne ciò che ci interessa, Gesù Cristo'”.
Per il Cardinale Biffi questo racconto è un ammonimento. “Oggi, infatti, corriamo il rischio di avere un Cristianesimo che mette tra parentesi Gesù con la sua Croce e Risurrezione”.
L’Arcivescovo emerito di Bologna ha spiegato che se i cristiani si “limitassero a parlare di valori condivisibili saremmo ben più accettabili nelle trasmissioni televisive come nei salotti. Ma così avremmo rinunciato a Gesù, alla realtà sconvolgente della Risurrezione”.
Per il Cardinale Biffi è questo il “pericolo che i cristiani corrono nei nostri tempi”, perché “il Figlio di Dio, non è traducibile in una serie di buoni progetti omologabili con la mentalità mondana dominante”.
“Tuttavia - ha precisato il porporato - tutto ciò non significa una condanna dei valori, che tuttavia vanno sottoposti ad un attento discernimento. Ci sono, infatti, valori assoluti come il bene, il vero, il bello. Chi li percepisce e li ama, ama anche Cristo, anche se non lo sa, perché Lui è la verità, la bellezza, la giustizia”.
Il Predicatore degli Esercizi spirituali per la Quaresima di quest'anno ha quindi precisato che “ci sono valori relativi come la solidarietà, l’amore per la pace e il rispetto per la natura. Se questi si assolutizzano, sradicandosi o perfino contrapponendosi all’annuncio del fatto salvifico, allora questi valori diventano istigazioni all’idolatria e ostacoli sulla strada della Salvezza”.
In conclusione, il Cardinale Biffi ha affermato che “se il cristiano per aprirsi al mondo e dialogare con tutti, stempera il fatto salvifico, preclude la sua connessione personale con Gesù e si ritrova dalla parte dell’anticristo”.
Sull’anticristo e sul romanzo di Solovev, il Cardinale Biffi aveva già svolto una dettagliata relazione il 4 marzo del 2000 in una conferenza organizzata dal centro Culturale E. Manfredini e dalla Fondazione Russia Cristiana. Il testo del suo intervento è stato poi riportato per intero nel libro “Pinocchio, Peppone, l’Anticristo” (Cantagalli 2005).
In quell’intervento Ricordando le parole profetiche del filosofo russo, il Cardinale di Bologna aveva detto: “Soprattutto è stupefacente la perspicacia con cui (Solovev) descrive la grande crisi che colpirà il cristianesimo negli ultimi decenni del Novecento, crisi che Soloviev vede come l'Anticristo che riesce a influenzare e a condizionare un pò tutti, quasi emblema, ipostatizzazione della religiosità confusa e ambigua di questi nostri anni”.
“L'Anticristo – proseguiva – sarà 'convinto spiritualista', un ammirevole filantropo, un pacifista impegnato e solerte, un vegetariano osservante, un animalista determinato e attivo”.
E ancora, ironizzava il Cardinale Biffi, quell'Anticristo sarà “anche un esperto esegeta: la sua cultura biblica gli propizierà addirittura una laurea honoris causa a Tubinga. Soprattutto, si dimostrerà un eccellente ecumenista, capace di dialogare 'con parole piene di dolcezza, saggezza ed eloquenza'".
Il fantasma dell'Anticristo
• da La Repubblica del 1 marzo 2007, pag. 1
di Filippo Ceccarelli
Siccome erano già in pochi, nella risolta crisi di governo e in tutto quello che gli ruotava attorno è entrato anche l'Anticristo. E' un ingresso a suo modo abbastanza laterale, da non addetti ai lavori o quasi, nel senso che proprio ieri l'ha evocato il cardinale Giacomo Biffi nelle meditazioni quaresimali davanti al Papa e alla Curia. Tra parentesi: a qualche centinaio di metri da Palazzo Madama.
Biffi sarebbe stato un grande giornalista. Ha una splendida penna, mostra un tempismo perfetto e usa immagini potenti. Giuliano Ferrara ed altri entusiastici teocon gli riconoscono pure una notevole capacità di cogliere al volo i valori in gioco. Ma questo è già più arbitrario e impegnativo da cogliere. Di sicuro si può convenire sul fatto che il cardinale ha un certo gusto per le provocazioni.
Questa di ieri, che muove dagli scritti profetici del filosofo russo Vladimir Solov'ev, dice che l'Anticristo potrebbe presentarsi, o nascondersi, dietro un pacifista, un ecologista ed un ecumenista. Come dire, forzando quel tanto che le parole esprimono nelle loro vibrazioni, che il 'Messia malvagio’ potrebbe benissimo stare sotto le bandiere arcobaleno; e/o riconoscersi nella guida diAlfonso Pecoraro Scanio, per dire; o/e ritrovarsi in Parlamento in quella porzione di eletti della Margherita che risulta più legata all'esperienza dei cattolici democratici e della sinistra dc. Che pure ardente, nella sua lunga storia politico ecclesiale, all'ecumenismo non è che si sia dedicata granchè.
Forse perchè annoiati, o immersi nel clima, a diversi senatori in attesa della lunga chiama nell'aula “bomboniera" del Senato, la nota di agenzia cardinalizia ha fatto un effetto un po' strano, ma tutto sommato piuttosto rivelatore. Perchè dall'identikit dell'Anticristo era nettamente escluso qualsiasi tratto distintivo del centrodestra. E se pure Solov'ev è passato a miglior vita agli albori del secolo scorso, beh, insomma:pacifismo, ambientalismo,riconoscimento della necessità di dialogare con altre religioni e civiltà rientrano a pieno titolo nel complesso di valori riconosciuti nelle varie e periodiche “carte” che pochissimi leggono, ma che i saggi e gli ottimati del centrosinistra continuano incessantemente a scrivere.
A rigor di logica e di sonante, terrifica evocazione, nel profilo biffiano mancava la figura del gay. Ma a ben vedere era anch'essa compresa nella suddetta abominevole triade. A meno che la triste sorte toccata ai Dico, cancellati dalla corsia preferenziale del rinnovato governo Prodi, non avesse consigliato oltretevere un supplemento di prudenza. Ma tant'è.
Ieri mattina, neanche a farlo apposta giorno consacrato a san Romano (monaco), alcuni iper cattolici tradizionalisti si sono messi a pregare con i loro rosari davanti a Montecitorio per la caduta dell’esecutivo, sempre a causa delle unioni civili: “Questo governo - hanno spiegato - va contro natura e contro Dio, ha i piedi d'argilla e cadrà". Probabile, peraltro. Erano pochi, una ventina, e mansueti: ma le inedite orazioni parlamentari confermano senza dubbio la netta impressione di un ritorno millenaristico e se il termine non suonasse qui a sproposito, anche parecchio manicheo. "Verrà il giorno - ha tuona to un frate, come nei Promessi Sposi - in cui anche Pannella si convertirà. Può darsi anche questo. Comunque il diavolaccio radicale, si è già ampiamente beccato pure lui a suo tempo accuse anticristiche. Così come, per ragioni d'ineffabile contabilità, il suo seguace Cappato si ritrova seduto al Parlamento di Bruxelles sul banco numero 666, che sarebbe quello del Dragone, o della Bestia, e con l'Anticristo siamo lì.
L'amnesia dell'eterno, d'altra parte, e la più strenua attenzione all'aldiqua generano curiosi cortocircuiti e sorprendenti omissioni. Ma anche su questo, pazienza. L'Anticristo è argomento vasto e figura così antica da trovarsi nei libri appartenenti al genere apocalittico dell'Antico Testamento. Ma il punto che forse qui vale sottolineare è che nel corso dei secoli tale spaventosa nomea, che prefigurando la fine dei tempi spaventa i bambini più sensibili, ha sempre trovato qualcuno o qualcosa a cui essere appiccicata: imperatori romani (Nerone, Diocleziano, Caligola) e bizantini; eretici e fondatori di religioni concorrenti (da Maometto a Lutero); poi grandi rivoluzionari sociali e condottieri militari come Napoleone (con loro grande soddisfazione), e Hitler, Stalin, il comunismo, il denaro, la televisione, fino a Bin Laden e a Marilyn Manson che a onor del vero ha chiarito: "Se cercate l'Anticristo, non sono io».
E magari è nell'uomo cercarlo nei giochi enigmistici e di carte, nella roulette, nei codici informatici, nella pubblicità, nel web ma nella politica, intesa come terreno di scontro, la ricerca è ancora più insaziabile. Per cui ogni tanto si alza qualcuno e dice che qualcun altro magari non è proprio l'Anticristo, però è un suo seguace e quindi in pratica sì, lo è. E valga qui l'esempio di Umberto Eco, che per il suo Pendolo di Foucault ebbe storie con la rivista Studi Cattolici; e poi nei confronti di Gianni Vattimo che presa una cotta per il pensiero del cistercense Gioacchino da Fiore e candidatosi come sindaco a San Giovanni in Fiore, sulla Sila, si ritrovò discretamente insolentito dal clero locale con argomenti da Inquisizione. Questo per dire i rischi connessi alla proliferazione polemologica degli Anticristi.
E tuttavia, per quanto giornalista, sul tema Biffi è un'autorità e sa certamente di che cosa sta parlando. "Attenti all'Anticristo” è i titolo di una sua prolusione al meeting ciellino di Rimini, anno 1991 dell'era sbardelliana. Prolusione poi sviluppata nel testo "Pinocchio, Peppone, l'Anticristo e altre divagazioni”, libro presentato nel 2005 anche da Giulio Andreotti, ieri proclamato dai teo dem “defensor fidei”, fino all'altroieri notoriamente identificato con il nomignolo di 'Belzebù”: a parziale conferma che perfino la più rimbombante, sulfurea e ultimativa demonizzazione tende a sonnecchiare sotto la dittatura del relativismo. Ma non è questo il punto curioso e in qualche modo terminale dell'anticristismo para e meta crisaiolo.
Sull'argomento si è esercitato anche don Gianni Baget Rozzo, il cappellano del berlusconismo. E grosso modo (davvero) il suo falso e seducente profeta ha a che fare - o almeno così lo bacchettò a suo tempo l'Avvenire - con i supposti impicci recati alla Chiesa dal Concilio, questione anch'essa non proprio freschissima. Il bello se si vuole e ci si accontenta è che nell'estate del 1999 Francesco Cossiga... Sì, proprio lui: poteva mancare Cossiga all'appello politico e alla casistica sulla Bestia che da secoli personifica l'impostura del male? No, e infatti quell'estate Cossiga si portò a San Teodoro proprio "L'accento dell'Anticristo" di Viadimir Solov'ev, il libro ieri citato dal cardinal Biffi. Ebbene: cosa ti va a confidare, il presidente emerito della Repubblica, alla Nuova Sardegna, ultimata la lettura? "Giravo pagina e quasi per caso pensavo a Silvio Berlusconi. Sì perché ci sono tratti di Berlusconi che ricordano l'Anticristo, il suo sorriso senz'anima mi ispira uno strano timore spirituale, qualcosa che ti può intaccare l'anima”. Fece un respiro, sempre più pensieroso: 'Se fossi in lui mi ripiegherei con umiltà in me stesso”.
Com'è noto, il Cavaliere non segui il consiglio. Anzi, citò pure lui l'Anticristo, per dire che bisognava dire cose del genere per dare il senso dello scontro finale, definitivo. Ma questo scontro in realtà sembra che non finisca mai. E ieri era ancora lì a baccagliare. Ha sempre tempo di diventare pacifista, ecologista ed ecumenico. Ma intanto, come si chiedeva già secoli orsono Dionigi il Certosino: "Ma non ne abbiamo ancora abbastanza di questo maledetto Anticristo?' . Forse bisogna solo non aver troppa paura del futuro. Dio vede e provvede.
P.s
In alcuni siti cattolici Andreotti è passato in pochi giorni da salvatore della cristianità a traditore cattocomunista
Preghiere in piazza contro i Dico
• da Il Giornale del 1 marzo 2007, pag. 8
di AnTor
«La Madonna farà cadere il governo». Con questa certezza, sussurrata tra una preghiera e l’altra, una ventina di militanti, laici consacrati a Maria, si sono radunati davanti a Montecitorio per recitare pubblicamente il rosario, in difesa della famiglia e della vita: «Questo governo va contro natura e contro Dio, ha i piedi di argilla e cadrà». Sono arrivati da varie città italiane (Treviso, Padova, Udine, Parma) e seppure in sordina, sono voluti scendere in piazza per «testimoniare davanti a tutti che questi Dico, queste forme di perversione», non le vogliono. «La preghiera può tutto - spiega don Lino Nasato, responsabile del movimento “Con Cristo, per la vita” - e noi ci affidiamo alla Madonna. È lei che ci ha chiamati a scendere in piazza». Il messaggio dei militanti - un po’ pochini a dire il vero - è rivolto ovviamente al premier Romano Prodi e al ministro della Famiglia, Rosy Bindi, alla quale è stato lanciato un appello: «Rimanga salda, ministro, nei principi cristiani». Il gruppetto ha assicurato: «Noi stiamo alle direttive del Papa». E un frate francescano presente tra loro aggiunge: «Verrà il giorno in cui anche Pannella si convertirà».
Se quella di ieri doveva essere un’avvisaglia della grande manifestazione che le associazioni cattoliche stanno progettando in favore della famiglia, le prospettive non sono certo buone. Resta la testimonianza, seppure un po’ polemicamente esibita. Si è intanto costituito a Roma il Comitato per la famiglia, la cui presidenza è stata affidata a Olimpia Tarzia, vicepresidente della Confederazione italiana consultori familiari di ispirazione cristiana. Un comitato costituito per dire di no al disegno di legge sui «Dico» e per proporre, invece, «un rinnovato impegno per orientare gli sforzi politici e legislativi verso un’autentica e organica politica per la famiglia, di cui l’Italia ha estremo bisogno». «Il nostro Paese - ha dichiarato l’avvocato Goffredo Grassani, presidente della Confederazione - non ha alcuna necessità di una legge per le convivenze, bensì di una vera politica per la famiglia. Il nostro impegno sarà quello di testimoniare nei luoghi e nelle sedi opportuni, la netta contrarietà al disegno di legge sui “Dico”».
Il quotidiano cattolico Avvenire ha poi pubblicato ieri un appello per fermare i «Dico» firmato da ventiquattro costituzionalisti, fra i quali i presidenti emeriti della Consulta, Antonio Baldassarre e Riccardo Chieppa. «Sarebbe contraria alla Costituzione una legge ordinaria che parificasse i diritti delle altre forme di convivenza a quelli della famiglia e dei suoi componenti - sottoscrivono i firmatari - e che estendesse, in via generalizzata e organica, alle prime agevolazioni intersoggettive e sociali di tipo privatistico e pubblicistico riconosciute alle seconde».
«Il costituente del 1946-47 - scrivono ancora i giuristi - aveva ben chiaro il delicatissimo compito che poteva essere affidato solo alla famiglia fondata sul matrimonio, non dunque a una mera comunità di affetti libera da vincoli (secondo il modello individualistico), ovvero ad una cellula genetica dello Stato secondo il modello istituzionalistico». All’appello si è associato il presidente del Forum delle famiglie, Giovanni Giacobbe, auspicando che la voce dei costituzionalisti sia ascoltata anche nelle aule parlamentari.
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Il Cardinale Biffi presenta l’anticristo secondo il filosofo russo Solovev
Nelle riflessioni quaresimali al Papa e alla Curia Romana
CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 28 febbraio 2007 (ZENIT.org).- Nel corso degli Esercizi spirituali al Pontefice e alla Curia Romana, martedì 27 febbraio, il Cardinale Giacomo Biffi ha riflettuto su “L’ammonimento profetico di Vladimir S. Solovev”.
Facendo riferimento in particolare all’opera del filosofo russo “I tre dialoghi e il racconto dell'anticristo”, l’Arcivescovo emerito di Bologna ha ricordato che “l’anticristo si presenta come pacifista, ecologista ed ecumenista. Convocherà un Concilio ecumenico e cercherà il consenso di tutte le confessioni cristiane concedendo qualcosa ad ognuno. Le masse lo seguiranno, tranne dei piccoli gruppetti di cattolici, ortodossi e protestanti”.
Secondo la sintesi del discorso del porporato offerto dalla “Radio Vaticana”, il Cardinale Biffi avrebbe spiegato che “l’insegnamento lasciatoci dal grande filosofo russo è che il Cristianesimo non può essere ridotto ad un insieme di valori. Al centro dell’essere cristiani c’è infatti l’incontro personale con Gesù Cristo”.
“Verranno giorni in cui nella cristianità si tenterà di risolvere il fatto salvifico in una mera serie di valori”, ha scritto nella sua ultima opera nell’anno 1900 il filosofo russo Vladimir Solovev, che con grande acume aveva profetizzato le tragedie del XX secolo.
Nel “racconto breve dell’Anticristo” Solovev scrive che “Incalzati dall’anticristo, quel piccolo gruppetto di cattolici, ortodossi e protestanti risponderanno all’anticristo: 'Tu ci dai tutto, tranne ciò che ci interessa, Gesù Cristo'”.
Per il Cardinale Biffi questo racconto è un ammonimento. “Oggi, infatti, corriamo il rischio di avere un Cristianesimo che mette tra parentesi Gesù con la sua Croce e Risurrezione”.
L’Arcivescovo emerito di Bologna ha spiegato che se i cristiani si “limitassero a parlare di valori condivisibili saremmo ben più accettabili nelle trasmissioni televisive come nei salotti. Ma così avremmo rinunciato a Gesù, alla realtà sconvolgente della Risurrezione”.
Per il Cardinale Biffi è questo il “pericolo che i cristiani corrono nei nostri tempi”, perché “il Figlio di Dio, non è traducibile in una serie di buoni progetti omologabili con la mentalità mondana dominante”.
“Tuttavia - ha precisato il porporato - tutto ciò non significa una condanna dei valori, che tuttavia vanno sottoposti ad un attento discernimento. Ci sono, infatti, valori assoluti come il bene, il vero, il bello. Chi li percepisce e li ama, ama anche Cristo, anche se non lo sa, perché Lui è la verità, la bellezza, la giustizia”.
Il Predicatore degli Esercizi spirituali per la Quaresima di quest'anno ha quindi precisato che “ci sono valori relativi come la solidarietà, l’amore per la pace e il rispetto per la natura. Se questi si assolutizzano, sradicandosi o perfino contrapponendosi all’annuncio del fatto salvifico, allora questi valori diventano istigazioni all’idolatria e ostacoli sulla strada della Salvezza”.
In conclusione, il Cardinale Biffi ha affermato che “se il cristiano per aprirsi al mondo e dialogare con tutti, stempera il fatto salvifico, preclude la sua connessione personale con Gesù e si ritrova dalla parte dell’anticristo”.
Sull’anticristo e sul romanzo di Solovev, il Cardinale Biffi aveva già svolto una dettagliata relazione il 4 marzo del 2000 in una conferenza organizzata dal centro Culturale E. Manfredini e dalla Fondazione Russia Cristiana. Il testo del suo intervento è stato poi riportato per intero nel libro “Pinocchio, Peppone, l’Anticristo” (Cantagalli 2005).
In quell’intervento Ricordando le parole profetiche del filosofo russo, il Cardinale di Bologna aveva detto: “Soprattutto è stupefacente la perspicacia con cui (Solovev) descrive la grande crisi che colpirà il cristianesimo negli ultimi decenni del Novecento, crisi che Soloviev vede come l'Anticristo che riesce a influenzare e a condizionare un pò tutti, quasi emblema, ipostatizzazione della religiosità confusa e ambigua di questi nostri anni”.
“L'Anticristo – proseguiva – sarà 'convinto spiritualista', un ammirevole filantropo, un pacifista impegnato e solerte, un vegetariano osservante, un animalista determinato e attivo”.
E ancora, ironizzava il Cardinale Biffi, quell'Anticristo sarà “anche un esperto esegeta: la sua cultura biblica gli propizierà addirittura una laurea honoris causa a Tubinga. Soprattutto, si dimostrerà un eccellente ecumenista, capace di dialogare 'con parole piene di dolcezza, saggezza ed eloquenza'".
Il fantasma dell'Anticristo
• da La Repubblica del 1 marzo 2007, pag. 1
di Filippo Ceccarelli
Siccome erano già in pochi, nella risolta crisi di governo e in tutto quello che gli ruotava attorno è entrato anche l'Anticristo. E' un ingresso a suo modo abbastanza laterale, da non addetti ai lavori o quasi, nel senso che proprio ieri l'ha evocato il cardinale Giacomo Biffi nelle meditazioni quaresimali davanti al Papa e alla Curia. Tra parentesi: a qualche centinaio di metri da Palazzo Madama.
Biffi sarebbe stato un grande giornalista. Ha una splendida penna, mostra un tempismo perfetto e usa immagini potenti. Giuliano Ferrara ed altri entusiastici teocon gli riconoscono pure una notevole capacità di cogliere al volo i valori in gioco. Ma questo è già più arbitrario e impegnativo da cogliere. Di sicuro si può convenire sul fatto che il cardinale ha un certo gusto per le provocazioni.
Questa di ieri, che muove dagli scritti profetici del filosofo russo Vladimir Solov'ev, dice che l'Anticristo potrebbe presentarsi, o nascondersi, dietro un pacifista, un ecologista ed un ecumenista. Come dire, forzando quel tanto che le parole esprimono nelle loro vibrazioni, che il 'Messia malvagio’ potrebbe benissimo stare sotto le bandiere arcobaleno; e/o riconoscersi nella guida diAlfonso Pecoraro Scanio, per dire; o/e ritrovarsi in Parlamento in quella porzione di eletti della Margherita che risulta più legata all'esperienza dei cattolici democratici e della sinistra dc. Che pure ardente, nella sua lunga storia politico ecclesiale, all'ecumenismo non è che si sia dedicata granchè.
Forse perchè annoiati, o immersi nel clima, a diversi senatori in attesa della lunga chiama nell'aula “bomboniera" del Senato, la nota di agenzia cardinalizia ha fatto un effetto un po' strano, ma tutto sommato piuttosto rivelatore. Perchè dall'identikit dell'Anticristo era nettamente escluso qualsiasi tratto distintivo del centrodestra. E se pure Solov'ev è passato a miglior vita agli albori del secolo scorso, beh, insomma:pacifismo, ambientalismo,riconoscimento della necessità di dialogare con altre religioni e civiltà rientrano a pieno titolo nel complesso di valori riconosciuti nelle varie e periodiche “carte” che pochissimi leggono, ma che i saggi e gli ottimati del centrosinistra continuano incessantemente a scrivere.
A rigor di logica e di sonante, terrifica evocazione, nel profilo biffiano mancava la figura del gay. Ma a ben vedere era anch'essa compresa nella suddetta abominevole triade. A meno che la triste sorte toccata ai Dico, cancellati dalla corsia preferenziale del rinnovato governo Prodi, non avesse consigliato oltretevere un supplemento di prudenza. Ma tant'è.
Ieri mattina, neanche a farlo apposta giorno consacrato a san Romano (monaco), alcuni iper cattolici tradizionalisti si sono messi a pregare con i loro rosari davanti a Montecitorio per la caduta dell’esecutivo, sempre a causa delle unioni civili: “Questo governo - hanno spiegato - va contro natura e contro Dio, ha i piedi d'argilla e cadrà". Probabile, peraltro. Erano pochi, una ventina, e mansueti: ma le inedite orazioni parlamentari confermano senza dubbio la netta impressione di un ritorno millenaristico e se il termine non suonasse qui a sproposito, anche parecchio manicheo. "Verrà il giorno - ha tuona to un frate, come nei Promessi Sposi - in cui anche Pannella si convertirà. Può darsi anche questo. Comunque il diavolaccio radicale, si è già ampiamente beccato pure lui a suo tempo accuse anticristiche. Così come, per ragioni d'ineffabile contabilità, il suo seguace Cappato si ritrova seduto al Parlamento di Bruxelles sul banco numero 666, che sarebbe quello del Dragone, o della Bestia, e con l'Anticristo siamo lì.
L'amnesia dell'eterno, d'altra parte, e la più strenua attenzione all'aldiqua generano curiosi cortocircuiti e sorprendenti omissioni. Ma anche su questo, pazienza. L'Anticristo è argomento vasto e figura così antica da trovarsi nei libri appartenenti al genere apocalittico dell'Antico Testamento. Ma il punto che forse qui vale sottolineare è che nel corso dei secoli tale spaventosa nomea, che prefigurando la fine dei tempi spaventa i bambini più sensibili, ha sempre trovato qualcuno o qualcosa a cui essere appiccicata: imperatori romani (Nerone, Diocleziano, Caligola) e bizantini; eretici e fondatori di religioni concorrenti (da Maometto a Lutero); poi grandi rivoluzionari sociali e condottieri militari come Napoleone (con loro grande soddisfazione), e Hitler, Stalin, il comunismo, il denaro, la televisione, fino a Bin Laden e a Marilyn Manson che a onor del vero ha chiarito: "Se cercate l'Anticristo, non sono io».
E magari è nell'uomo cercarlo nei giochi enigmistici e di carte, nella roulette, nei codici informatici, nella pubblicità, nel web ma nella politica, intesa come terreno di scontro, la ricerca è ancora più insaziabile. Per cui ogni tanto si alza qualcuno e dice che qualcun altro magari non è proprio l'Anticristo, però è un suo seguace e quindi in pratica sì, lo è. E valga qui l'esempio di Umberto Eco, che per il suo Pendolo di Foucault ebbe storie con la rivista Studi Cattolici; e poi nei confronti di Gianni Vattimo che presa una cotta per il pensiero del cistercense Gioacchino da Fiore e candidatosi come sindaco a San Giovanni in Fiore, sulla Sila, si ritrovò discretamente insolentito dal clero locale con argomenti da Inquisizione. Questo per dire i rischi connessi alla proliferazione polemologica degli Anticristi.
E tuttavia, per quanto giornalista, sul tema Biffi è un'autorità e sa certamente di che cosa sta parlando. "Attenti all'Anticristo” è i titolo di una sua prolusione al meeting ciellino di Rimini, anno 1991 dell'era sbardelliana. Prolusione poi sviluppata nel testo "Pinocchio, Peppone, l'Anticristo e altre divagazioni”, libro presentato nel 2005 anche da Giulio Andreotti, ieri proclamato dai teo dem “defensor fidei”, fino all'altroieri notoriamente identificato con il nomignolo di 'Belzebù”: a parziale conferma che perfino la più rimbombante, sulfurea e ultimativa demonizzazione tende a sonnecchiare sotto la dittatura del relativismo. Ma non è questo il punto curioso e in qualche modo terminale dell'anticristismo para e meta crisaiolo.
Sull'argomento si è esercitato anche don Gianni Baget Rozzo, il cappellano del berlusconismo. E grosso modo (davvero) il suo falso e seducente profeta ha a che fare - o almeno così lo bacchettò a suo tempo l'Avvenire - con i supposti impicci recati alla Chiesa dal Concilio, questione anch'essa non proprio freschissima. Il bello se si vuole e ci si accontenta è che nell'estate del 1999 Francesco Cossiga... Sì, proprio lui: poteva mancare Cossiga all'appello politico e alla casistica sulla Bestia che da secoli personifica l'impostura del male? No, e infatti quell'estate Cossiga si portò a San Teodoro proprio "L'accento dell'Anticristo" di Viadimir Solov'ev, il libro ieri citato dal cardinal Biffi. Ebbene: cosa ti va a confidare, il presidente emerito della Repubblica, alla Nuova Sardegna, ultimata la lettura? "Giravo pagina e quasi per caso pensavo a Silvio Berlusconi. Sì perché ci sono tratti di Berlusconi che ricordano l'Anticristo, il suo sorriso senz'anima mi ispira uno strano timore spirituale, qualcosa che ti può intaccare l'anima”. Fece un respiro, sempre più pensieroso: 'Se fossi in lui mi ripiegherei con umiltà in me stesso”.
Com'è noto, il Cavaliere non segui il consiglio. Anzi, citò pure lui l'Anticristo, per dire che bisognava dire cose del genere per dare il senso dello scontro finale, definitivo. Ma questo scontro in realtà sembra che non finisca mai. E ieri era ancora lì a baccagliare. Ha sempre tempo di diventare pacifista, ecologista ed ecumenico. Ma intanto, come si chiedeva già secoli orsono Dionigi il Certosino: "Ma non ne abbiamo ancora abbastanza di questo maledetto Anticristo?' . Forse bisogna solo non aver troppa paura del futuro. Dio vede e provvede.
P.s
In alcuni siti cattolici Andreotti è passato in pochi giorni da salvatore della cristianità a traditore cattocomunista