DonaldDuck
01-03-2007, 13:45
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Speciali/2005/Documenti%20economia/mdg_prezzi_consumo_mensile.shtml?uuid=bfc3a0f2-33fc-11da-84d8-00000e25108c&DocRulesView=Libero
1 marzo 2007
La stima provvisoria dell'Istat: è pari a +0,4% la variazione mensile a febbraio dei prezzi al consumo e all'1,9% quella tendenziale, che torna così sul livello di dicembre.
La crescita media annua dei prezzi calcolata per il 2006 è del 2,1%, in contenuto rialzo sull'1,9% del 2005. I rincari di tabacchi, sanità, abitazione, articoli per la casa e alcune categorie di servizi si accompagnano alla stabilità degli altri capitoli di spesa, in un contesto di scarsa vivacità della domanda, mentre resta leggermente sfavorevole il divario dell'Italia con la media di Eurolandia.
Si attenua l'effetto petrolio sull'inflazione, legato anche al ritardo (e alla gradualità) con cui le variazioni dei prezzi all'origine si trasferiscono sui beni finali. Le fluttuazioni dei carburanti, i rincari delle tariffe energetiche (elettricità e gas) e di altri significativi capitoli di spesa (alimentari e tabacchi, alberghi e ristoranti, tempo libero e cultura) hanno condizionato l'evoluzione dei prezzi nel corso del 2006, con le conseguenti oscillazioni intorno al 2% nella dinamica annua dell'inflazione, già ripiegata al 2,0% a fine 2005. Negli anni precedenti l'evoluzione dei prezzi al consumo non si era presentata granché tranquilla, quando una serie di voci del paniere sono state in tensione, in un periodo già per consuetudine caratterizzato dai ritocchi dei prezzi amministrati o regolamentati e di numerosi listini aziendali. Il rafforzamento dell'euro e la conseguente moderazione dei prezzi dei beni importati hanno richiesto, poi, qualche tempo per trasferirsi nelle fasi distributive a valle.
La crescita annua, a sua volta, risente dell'effetto statistico del confronto con periodi di altalenanti tensioni per i prezzi, com'è accaduto negli ultimi anni. Diventa probabile pertanto, nell'orizzonte del 2007, il risultato di un graduale assestamento dell'inflazione sotto il 2% tendenziale annuo, peraltro favorito dalla modesta dinamica dei consumi delle famiglie. La marcia di avvicinamento al 2% ha avuto tempi non brevi, ma l'alta volatilità delle quotazioni petrolifere non esclude nei prossimi mesi ulteriori oscillazioni del dato tendenziale, a seguito dei prevedibili ritocchi per alcuni prezzi e tariffe (elettricità e gas, per esempio, vengono aggiornati a cadenza trimestrale e incorporano solo gradualmente le fluttuazioni del petrolio nei periodi precedenti).
L'indice dei prezzi al consumo - secondo la stima provvisoria dell'Istat, che dal gennaio 2005 coincide con rilevazioni delle grandi città - ha messo in evidenza a febbraio una variazione mensile pari a +0,4% e all'1,9% rispetto a un anno prima, a fronte di una variazione di +0,1% e dell'1,7% in gennaio. L'aumento annuo non è, dunque, più influenzato dallo scalino dei rialzi del 2003-2004, che si è riflesso nella dinamica tendenziale fino all'estate del 2006.
Con il risultato di febbraio, la lenta marcia di rientro della spinta inflattiva ha di nuovo messo in evidenza una battuta d'arresto, dopo una favorevole evoluzione che aveva caratterizzato la seconda metà del 2003-2004 e la prima parte del 2005, arrivando dopo un periodo già tradizionalmente caldo per i prezzi, come del resto erano stati i mesi iniziali del 2001 e del 2002. Essi avevano, infatti, risentito negativamente dell'effetto euro, dei rincari tariffari (trasporti e servizi pubblici locali), di una serie di aumenti nel settore terziario (assicurazioni, banche, sanità, alberghi e pubblici esercizi) e di altre componenti regolamentate (canoni, lotterie).
Le prospettive dell'inflazione per i prossimi mesi mostrano un quadro ancora incerto, perché occorre fare i conti con l'incognita del petrolio. Nell'immediato futuro essa è prevista stabilizzarsi sugli attuali ritmi poco sotto al 2%, con un possibile riaccendersi di qualche tensione sui listini delle imprese. La crescita tendenziale dei prezzi si è confermata, in particolare, sopra il 2% anche nella media del 2006 (pari al 2,1%), così come nel quinquennio 2000-2004 e a fronte dell'1,9% registrato nel 2005. L'inflazione media annua si è attestata al 2,2% nel 2004, al 2,7% nel 2003, al 2,5% nel 2002, al 2,7% nel 2001 e al 2,5% nel 2000. I dati definitivi e completi dei prezzi al consumo di febbraio (intera collettività, armonizzato, famiglie di operai e impiegati) saranno resi noti dall'Istat il prossimo 14 marzo.
1 marzo 2007
La stima provvisoria dell'Istat: è pari a +0,4% la variazione mensile a febbraio dei prezzi al consumo e all'1,9% quella tendenziale, che torna così sul livello di dicembre.
La crescita media annua dei prezzi calcolata per il 2006 è del 2,1%, in contenuto rialzo sull'1,9% del 2005. I rincari di tabacchi, sanità, abitazione, articoli per la casa e alcune categorie di servizi si accompagnano alla stabilità degli altri capitoli di spesa, in un contesto di scarsa vivacità della domanda, mentre resta leggermente sfavorevole il divario dell'Italia con la media di Eurolandia.
Si attenua l'effetto petrolio sull'inflazione, legato anche al ritardo (e alla gradualità) con cui le variazioni dei prezzi all'origine si trasferiscono sui beni finali. Le fluttuazioni dei carburanti, i rincari delle tariffe energetiche (elettricità e gas) e di altri significativi capitoli di spesa (alimentari e tabacchi, alberghi e ristoranti, tempo libero e cultura) hanno condizionato l'evoluzione dei prezzi nel corso del 2006, con le conseguenti oscillazioni intorno al 2% nella dinamica annua dell'inflazione, già ripiegata al 2,0% a fine 2005. Negli anni precedenti l'evoluzione dei prezzi al consumo non si era presentata granché tranquilla, quando una serie di voci del paniere sono state in tensione, in un periodo già per consuetudine caratterizzato dai ritocchi dei prezzi amministrati o regolamentati e di numerosi listini aziendali. Il rafforzamento dell'euro e la conseguente moderazione dei prezzi dei beni importati hanno richiesto, poi, qualche tempo per trasferirsi nelle fasi distributive a valle.
La crescita annua, a sua volta, risente dell'effetto statistico del confronto con periodi di altalenanti tensioni per i prezzi, com'è accaduto negli ultimi anni. Diventa probabile pertanto, nell'orizzonte del 2007, il risultato di un graduale assestamento dell'inflazione sotto il 2% tendenziale annuo, peraltro favorito dalla modesta dinamica dei consumi delle famiglie. La marcia di avvicinamento al 2% ha avuto tempi non brevi, ma l'alta volatilità delle quotazioni petrolifere non esclude nei prossimi mesi ulteriori oscillazioni del dato tendenziale, a seguito dei prevedibili ritocchi per alcuni prezzi e tariffe (elettricità e gas, per esempio, vengono aggiornati a cadenza trimestrale e incorporano solo gradualmente le fluttuazioni del petrolio nei periodi precedenti).
L'indice dei prezzi al consumo - secondo la stima provvisoria dell'Istat, che dal gennaio 2005 coincide con rilevazioni delle grandi città - ha messo in evidenza a febbraio una variazione mensile pari a +0,4% e all'1,9% rispetto a un anno prima, a fronte di una variazione di +0,1% e dell'1,7% in gennaio. L'aumento annuo non è, dunque, più influenzato dallo scalino dei rialzi del 2003-2004, che si è riflesso nella dinamica tendenziale fino all'estate del 2006.
Con il risultato di febbraio, la lenta marcia di rientro della spinta inflattiva ha di nuovo messo in evidenza una battuta d'arresto, dopo una favorevole evoluzione che aveva caratterizzato la seconda metà del 2003-2004 e la prima parte del 2005, arrivando dopo un periodo già tradizionalmente caldo per i prezzi, come del resto erano stati i mesi iniziali del 2001 e del 2002. Essi avevano, infatti, risentito negativamente dell'effetto euro, dei rincari tariffari (trasporti e servizi pubblici locali), di una serie di aumenti nel settore terziario (assicurazioni, banche, sanità, alberghi e pubblici esercizi) e di altre componenti regolamentate (canoni, lotterie).
Le prospettive dell'inflazione per i prossimi mesi mostrano un quadro ancora incerto, perché occorre fare i conti con l'incognita del petrolio. Nell'immediato futuro essa è prevista stabilizzarsi sugli attuali ritmi poco sotto al 2%, con un possibile riaccendersi di qualche tensione sui listini delle imprese. La crescita tendenziale dei prezzi si è confermata, in particolare, sopra il 2% anche nella media del 2006 (pari al 2,1%), così come nel quinquennio 2000-2004 e a fronte dell'1,9% registrato nel 2005. L'inflazione media annua si è attestata al 2,2% nel 2004, al 2,7% nel 2003, al 2,5% nel 2002, al 2,7% nel 2001 e al 2,5% nel 2000. I dati definitivi e completi dei prezzi al consumo di febbraio (intera collettività, armonizzato, famiglie di operai e impiegati) saranno resi noti dall'Istat il prossimo 14 marzo.