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View Full Version : Chi impiccherà George W. Bush?


FabioGreggio
11-01-2007, 13:45
Chi impiccherà George W. Bush?
di Slavoj Zizek (dal Manifesto)

Sulla morte di Saddam non c'è da versare lacrime. Le sue immagini ripetute all'infinito sui nostri teleschermi prima della guerra (Saddam che agita un fucile e spara in aria) hanno fatto di lui una specie di Charlton Heston iracheno: il presidente non solo dell'Iraq, ma anche dell'Associazione irachena armi da fuoco... Riserviamo le nostre lacrime per qualcos'altro.

Uno degli eroi pop della guerra Usa-Iraq è stato senza dubbio Muhammed Saeed al-Sahaf, lo sfortunato ministro dell'informazione iracheno che nelle sue quotidiane conferenze stampa negava eroicamente persino i fatti più evidenti, pur di attenersi alla linea politica irachena.
Quando i tank americani erano solo a centinaia di metri dal suo ufficio, lui continuava a sostenere che le riprese televisive americane dei tank nelle strade di Baghdad erano solo effetti speciali hollywoodiani.
Funzionando da caricatura eccessiva, egli ha rivelato la verità nascosta dell'informazione «normale»: nei suoi commenti non c'erano manipolazioni raffinate, ma solo una negazione bella e buona.

Nei suoi interventi c'era qualcosa di piacevolmente liberatorio, che mostrava uno sforzo emancipato dalla morsa dei fatti e dunque dal bisogno di mascherare i loro aspetti spiacevoli.
La sua posizione era del tipo:
«A chi credete, ai vostri occhi o alle mie parole?».

Inoltre, a volte, egli coglieva persino una strana verità - come quando, messo di fronte al fatto che gli americani controllavano una parte di Baghdad, rispose:

«Loro non controllano niente - non controllano nemmeno se stessi!».

Che cosa, esattamente, gli americani non controllano? Nel saggio Dictators and Double Standards, apparso su Commentary nel 1979, Jeanne Kirkpatrick tracciava una distinzione tra regimi «autoritari» e regimi «totalitari».

Questa serviva a giustificare la politica Usa, che prevedeva la collaborazione con dittatori di destra riservando allo stesso tempo un trattamento molto più duro ai regimi comunisti: i dittatori autoritari sono governanti pragmatici a cui stanno a cuore il proprio potere e la propria ricchezza e, anche se dicono di aderire a qualche causa importante, sono indifferenti alle questioni ideologiche.

Per contro, i leader totalitari sono fanatici disinteressati che credono nella loro ideologia e sono pronti a mettere a rischio ogni cosa per i loro ideali.Perciò è possibile trattare con i governanti autoritari che reagiscono razionalmente e prevedibilmente alle minacce materiali e militari, mentre i leader totalitari sono molto più pericolosi e vanno affrontati di petto...

L'ironia è che questa distinzione enuclea perfettamente ciò che non ha funzionato nell'occupazione Usa in Iraq:
Saddam era un corrotto dittatore autoritario in lotta per il potere e guidato da brutali considerazioni pragmatiche (che lo portarono a collaborare con gli Usa per tutti gli anni '80).
La prova definitiva della sua natura laica è il fatto paradossale che, nelle elezioni irachene dell'ottobre 2002 in cui Saddam Hussein ottenne il 100% dei consensi, battendo così i migliori risultati staliniani del 99,95%, la canzone usata durante la campagna, trasmessa continuamente da tutti i media statali, altro non era che I Will Always Love You di Whitney Houston.

Uno degli esiti dell'intervento Usa in Iraq è l'aver generato una costellazione politico-ideologica «fondamentalista» molto più intransigente, il risultato ultimo dell'occupazione in Iraq essendo la predominanza delle forze politiche filo-iraniane.
Fondamentalmente, l'intervento ha portato l'Iraq nella sfera d'influenza iraniana. Possiamo immaginare che il presidente Bush, se dovesse essere giudicato da una corte marziale stalinista, sarebbe immediatamente condannato come agente iraniano...
Le esplosioni violente della recente politica di Bush non sono dunque esercizi di potere ma piuttosto di panico, irrazionali passages a l'acte.
Si pensi alla vecchia storiella dell'operaio sospettato di rubare: ogni sera, quando lascia lo stabilimento, la carriola che spinge davanti a sé viene attentamente ispezionata.
Le guardie però non riescono a trovare niente, è sempre vuota - finché, alla fine, capiscono: l'operaio sta rubando proprio le carriole...

Questo è lo scherzo che cercano di tirarci quanti oggi sostengono:
«Ma il mondo è comunque migliore senza Saddam!».
Essi dimenticano di mettere in conto gli effetti dello stesso intervento militare contro di lui. Sì, il mondo è migliore senza Saddam - ma lo è se includiamo nel quadro generale gli effetti ideologici e politici di questa occupazione?

Gli Usa come gendarme globale - perché no? La situazione del dopo guerra fredda richiedeva che qualche potenza globale riempisse quel vuoto. Il problema sta altrove: si pensi alla comune percezione degli Usa come un nuovo Impero romano.
Oggi il problema degli Stati uniti non è che siano un nuovo Impero globale, ma che non lo sono, ossia che, mentre fingono di esserlo, continuano ad agire come uno stato-nazione che persegue spietatamente i propri interessi.
È come se la linea di condotta della recente politica americana fosse uno strano rovesciamento del noto motto degli ecologisti: «agire globalmente, pensare localmente».

Dopo l'11 settembre gli Usa hanno avuto l'opportunità di capire di che tipo di mondo fanno parte. Avrebbero potuto sfruttare questa opportunità - ma non lo hanno fatto, preferendo invece riaffermare i loro impegni ideologici tradizionali: basta con la responsabilità, basta sentirsi in colpa per la povertà del terzo mondo, ora le vittime siamo noi!
A proposito del Tribunale dell'Aja, Timothy Garton Ash ha pateticamente sostenuto: «A nessun Führer o Duce, a nessun Pinochet, Idi Amin o Pol Pot deve essere più consentito di sentirsi al sicuro dall'intervento della giustizia popolare dentro i palazzi della sovranità».

Dovremmo semplicemente prendere nota di cosa manca in questa serie di nomi che, a parte la classica coppia Hitler-Mussolini, contiene tre dittatori del terzo mondo: dov'è almeno un nome dei Sette grandi?

O, avvicinandoci all'elenco standardizzato dei cattivi, perché Ash, Michael Ignatieff & Co., altrimenti pieni di patetici elogi per il Tribunale dell'Aja, tacciono sull'idea di consegnare Noriega e Saddam all'Aja? Perché Milosevic e non Noriega? Perché contro Noriega non c'è stato nemmeno un processo pubblico?

Forse perché egli avrebbe rivelato il suo passato nella Cia, compreso il modo in cui gli Usa l'hanno perdonato per la sua partecipazione all'omicidio di Omar Torrijos Herrera?

Analogamente, il regime di Saddam era un abominevole stato autoritario, colpevole di molti crimini, e in primo luogo verso il proprio popolo. Va però osservato il fatto strano ma cruciale che i rappresentanti americani e gli accusatori iracheni, nell'enumerare le colpe di Saddam, hanno sistematicamente omesso quello che senza dubbio è stato il suo crimine più grande (in termini di sofferenze umane e di violazione della giustizia internazionale): l'aggressione all'Iran.

Perché? Perché gli Usa e la maggioranza degli stati stranieri aiutarono attivamente l'Iraq in questa aggressione. E non è tutto: ora gli Usa stanno prolungando con altri mezzi il crimine più grande di Saddam, il suo tentativo di rovesciare il governo iraniano - ragione di più per chiedere:
chi impiccherà George W. Bush?

Feric Jaggar
11-01-2007, 13:54
i leader totalitari sono fanatici disinteressati che credono nella loro ideologia e sono pronti a mettere a rischio ogni cosa per i loro ideali

Come si fa, per averne uno? Grazie :D

sider
11-01-2007, 13:56
Quante verità. Io processerei Bush per crimini contro l'umanità.

evelon
11-01-2007, 14:24
Quanto populismo :D

JackTheReaper
11-01-2007, 14:28
sapevo che il manifesto le sparava belle grosse ma non credevo fossimo a livelli simili :asd:

FabioGreggio
11-01-2007, 15:15
sapevo che il manifesto le sparava belle grosse ma non credevo fossimo a livelli simili :asd:

Per fortuna ci sono quotidiani come Libero che insegnano il giornalismo e l'educazione.


fg

tdi150cv
11-01-2007, 15:19
sapevo che il manifesto le sparava belle grosse ma non credevo fossimo a livelli simili :asd:

non ho nemmeno letto l'articolo ma non mi meraviglia piu' nulla ...

nomeutente
11-01-2007, 15:22
Credo sia abbastanza chiaro che il processo a Saddam Hussein è stato fatto in fretta e furia e su un capo d'imputazione ristretto, perché approfondire troppo avrebbe significato far luce su tutte le complicità internazionali che ha avuto sia nella guerra contro l'Iran che nel fare piazza pulita degli oppositori interni.

Però il Manifesto è sempre più una mattonata: un articolino così l'ho letto in quattro riprese e non sono certo di non aver saltato qualche riga o interi paragrafi: non ci si stupisca poi se la gente non lo legge.
Edit: e infatti uscendo dal 3d e rientrando, ho fatto un commento che con l'articolo c'entra come i cavoli a merenda :D

JackTheReaper
11-01-2007, 15:22
Per fortuna ci sono quotidiani come Libero che insegnano il giornalismo e l'educazione.


fg


ma dai, impiccare bush :sofico:

il complotto demoplutogiudaicomassonico :sofico:

ma basta con ste tesi complottistiche...

gli USA hanno stupidamente attaccato l'irak a testa bassa, per un errore di valutazione della loro amministrazione miope.. non si sono resi conto che il nemico non era saddam in quel momento

sono stati miopi e ottusi

JackTheReaper
11-01-2007, 15:25
Credo sia abbastanza chiaro che il processo a Saddam Hussein è stato fatto in fretta e furia e su un capo d'imputazione ristretto, perché approfondire troppo avrebbe significato far luce su tutte le complicità internazionali che ha avuto sia nella guerra contro l'Iran che nel fare piazza pulita degli oppositori interni.

Però il Manifesto è sempre più una mattonata: un articolino così l'ho letto in quattro riprese e non sono certo di non aver saltato qualche riga o interi paragrafi: non ci si stupisca poi se la gente non lo legge.

l'esecuzione di saddam sà proprio di vendetta personale..
lo hanno ucciso nella stessa sala in cui i servizi segreti uccidevano gli oppositori e duurante l'esecuzione urla ad al sadr ecc ecc

i coinvolgimenti internazionali durante il regime di saddam (guarda guerra iran-irak) erano cmq palesi... per gli USA sarebbe stato più utile processare saddam all'Aja per darsi una parvenza di legittimazione

Dj Ruck
11-01-2007, 15:37
poveri noi :rolleyes:

cagnaluia
11-01-2007, 16:11
Chi impiccherà George W. Bush?


nessuno

fluke81
11-01-2007, 16:30
chi impiccherà George W. Bush?
i comunisti :O
quando governeranno il mondo :O

cioe MAI! :ciapet:

Dj Ruck
11-01-2007, 16:33
i comunisti :O
quando governeranno il mondo :O

cioe MAI! :ciapet:
dehihihohu...

c'è certa gente ancora convinta che la loro utopia si realizzerà... :help:

mauriz83
11-01-2007, 17:12
che palle co sti comunisti,avete la febbre,ormai vi rifiutate di guardare in faccia alla realtà,cosa centrano i comunisti ora con le decine di migliaia di morti causate dalla politica di bush??!!?se ci fosse giustizia nel mondo Bush sconterebbe la sua pena per i gravi reati che ha commesso,altro che comunisti.

biru
11-01-2007, 17:16
infatti, sembra di essere negli usa del dopo guerra, mai sentito dire la parola comunista come negli ultimi mesi.

dantes76
11-01-2007, 17:23
Quante verità. Io processerei Bush per crimini contro l'umanità.

Rumsfeld

the_joe
11-01-2007, 17:25
Lo impiccherà chi dopo aver conquistato militarmente gli USA, ne assumerà il comando e potrà così impiccare i perdenti.

Le cose funzionano così in genere, un dittatore NON verrà mai processato quando è al potere :O

fluke81
11-01-2007, 17:31
Lo impiccherà chi dopo aver conquistato militarmente gli USA, ne assumerà il comando e potrà così impiccare i perdenti.


gli alieni nei film di fantascienza.

o altrimenti chi?boh ditemelo voi.e vi meravigliate se vi danno risposte ironiche :doh:

the_joe
11-01-2007, 17:32
gli alieni nei film di fantascienza.

o altrimenti chi?boh ditemelo voi.e vi meravigliate se vi danno risposte ironiche :doh:

:stordita: La mia era una risposta CHIARAMENTE ironica :fagiano:

trokij
11-01-2007, 17:34
nessuno
Purtroppo aggiungerei :(

Ferdy78
11-01-2007, 17:47
se attacca L'Iran mi sa che non impiccano...gli danno fuoco o come qualcuno auspica...gli tirano una bomba in casa :D

Se non attacca L?iran, ma mantiene questa "politica di democratizzazione e pacificazione globale"...mi sa che qualche americano gli si rivolta contro ;) :)

L'impiccagione di Hussein, è stata una cosa espressamente voluta, non tanto dagli iracheni...ma dall'amministrazione Bush. Il processo farsa a cui è stato sottoposto era architettato, così come la seduta al "governo dell'Iraq" di Almaichi (mi sa che l'ho scritto errato :stordita: ) "legittimata" dagli iracheni attraverso le elezioni è solo una pagliacciata che già inizia a vacillare...sempre per mano dell'amministration by Bush Jr (ma con zampilli di busk SR e suoi collaboratori imho)...in quanto come detto in un noto filmato in giro per il web...Bush di politica estera (ma anche interna)...non ne ha mai saputo nulla in vita sua :muro: :cry: :cry: :cry:

Voglio Hillary!!!!!!!!! :D :sofico:

LucaTortuga
11-01-2007, 17:49
ma dai, impiccare bush :sofico:

il complotto demoplutogiudaicomassonico :sofico:

ma basta con ste tesi complottistiche...

gli USA hanno stupidamente attaccato l'irak a testa bassa, per un errore di valutazione della loro amministrazione miope.. non si sono resi conto che il nemico non era saddam in quel momento

sono stati miopi e ottusi

Beh, la fai facile.
Quando uno stato ne attacca un altro "per sbaglio", e causa centinaia di migliaia di morti, il minimo è che i responsabili vengano processati.
Per esempio dal Tribunale Internazionale dell'Aia.
Peccato che i simpatici Stati Uniti d'America, alfieri mondiali della democrazia, quando si tratta di sottoporsi al giudizio di un organo sovranazionale, fuggono a gambe levate come avessero incontrato l'anticristo in persona (così come la Cina).

lnessuno
11-01-2007, 18:01
nessuno


speriamo che ti sbagli...

Lucrezio
11-01-2007, 18:10
speriamo che ti sbagli...
Purtroppo aggiungerei :(
Siete ammoniti entrambi.

Jamal Crawford
11-01-2007, 18:56
E anche se lo impiccassero? Pannella rifarebbe lo sciopero? E le manifestazioni contro la pena di morte?

Mettetevi il cuore in pace, saddam non c'e' piu', e meno male!

trokij
11-01-2007, 19:02
E anche se lo impiccassero? Pannella rifarebbe lo sciopero? E le manifestazioni contro la pena di morte?

Mettetevi il cuore in pace, saddam non c'e' piu', e meno male!
Ma chi se ne sbatte di saddam:asd:

Ileana
11-01-2007, 19:19
Lo impiccherà chi dopo aver conquistato militarmente gli USA, ne assumerà il comando e potrà così impiccare i perdenti.

Le cose funzionano così in genere, un dittatore NON verrà mai processato quando è al potere :O
http://www.frameonline.it/FotoArticoli/ArtN13_Milius_Albarossa.jpg
Ci penseranno loro a salvare Bush :stordita:

jumpermax
11-01-2007, 19:36
Credo sia abbastanza chiaro che il processo a Saddam Hussein è stato fatto in fretta e furia e su un capo d'imputazione ristretto, perché approfondire troppo avrebbe significato far luce su tutte le complicità internazionali che ha avuto sia nella guerra contro l'Iran che nel fare piazza pulita degli oppositori interni.

veramente i processi stanno continuando
http://jimmomo.blogspot.com/2007/01/i-processi-continuano-dispetto-delle.html

Everyman
12-01-2007, 03:36
articolo del manifesto inutile...nel senso che non serve a nulla.

Io lo segnalerei ai moderatori e proporrei una sospensione del giornalista :asd:

zerothehero
12-01-2007, 07:25
Beh, la fai facile.
Quando uno stato ne attacca un altro "per sbaglio", e causa centinaia di migliaia di morti, il minimo è che i responsabili vengano processati.
Per esempio dal Tribunale Internazionale dell'Aia.
Peccato che i simpatici Stati Uniti d'America, alfieri mondiali della democrazia, quando si tratta di sottoporsi al giudizio di un organo sovranazionale, fuggono a gambe levate come avessero incontrato l'anticristo in persona (così come la Cina).

Non sta scritto da nessuna parte che uno stato sia obbligato a riconoscere un tribunale internazionale..se non firma il trattato e/o la convenzione non ha alcun obbligo... qui in Italia invece siamo furbi..firmiamo tutto (anche il mandato di cattura europeo, un vero e proprio abominio giuridico o il costosissimo protocollo di Kyoto, tanto per dirne un altra) e poi finiamo per essere sommersi dalle infrazioni e/o a pagare multe per non avere rispettato i vari trattati (come quello di Kyoto). :D

LucaTortuga
12-01-2007, 08:32
Non sta scritto da nessuna parte che uno stato sia obbligato a riconoscere un tribunale internazionale..se non firma il trattato e/o la convenzione non ha alcun obbligo... qui in Italia invece siamo furbi..firmiamo tutto (anche il mandato di cattura europeo, un vero e proprio abominio giuridico o il costosissimo protocollo di Kyoto, tanto per dirne un altra) e poi finiamo per essere sommersi dalle infrazioni e/o a pagare multe per non avere rispettato i vari trattati (come quello di Kyoto). :D

Ma certo, brutte cose la giustizia e l'ambiente.
Meglio isolarsi dal resto del mondo, evitando così di pagare per le proprie malefatte, vero?

FabioGreggio
12-01-2007, 08:38
Non sta scritto da nessuna parte che uno stato sia obbligato a riconoscere un tribunale internazionale..se non firma il trattato e/o la convenzione non ha alcun obbligo... qui in Italia invece siamo furbi..firmiamo tutto (anche il mandato di cattura europeo, un vero e proprio abominio giuridico o il costosissimo protocollo di Kyoto, tanto per dirne un altra) e poi finiamo per essere sommersi dalle infrazioni e/o a pagare multe per non avere rispettato i vari trattati (come quello di Kyoto). :D

Verissimo.
Notoriamente infatti siamo il paese del "famo er cazzo che ce pare".
Sarebbe bello infatti passasse definitivamente il sentimento italiota tanto caro alle destre:
"Le leggi sono suggerimenti, la regole consigli spassionati".

E se risultassimo nella illegalità, legalizziamola questa illegalità.

Per questo si chiama la Casa delle libertà.
Perchè le libertà si prendono. Perdirindindina. :cool:

fg

FabioGreggio
12-01-2007, 08:39
Però il Manifesto è sempre più una mattonata: un articolino così l'ho letto in quattro riprese e non sono certo di non aver saltato qualche riga o interi paragrafi: non ci si stupisca poi se la gente non lo legge.


Il Manifesto è uno dei migliori quotidiani italiani.
A prescindere.

fg

nomeutente
12-01-2007, 08:59
veramente i processi stanno continuando
http://jimmomo.blogspot.com/2007/01/i-processi-continuano-dispetto-delle.html

Questa è una buona notizia, però mi sembra che fare un processo senza l'imputato sia un po' inutile. Probabilmente (e questo ciò che volevo dire) si è voluto zittire Saddam in tempi rapidi.

zerothehero
12-01-2007, 09:15
Ma certo, brutte cose la giustizia e l'ambiente.
Meglio isolarsi dal resto del mondo, evitando così di pagare per le proprie malefatte, vero?

Ripeto: non è nè "brutto", nè "buono" che uno stato si affidi/non affidi o riconosca/non riconosca una corte internazionale...si tratta di decisioni che pongono in essere delle limitazioni della propria sovranità, quindi da ponderare con estrema attenzione...non sta scritto da nessuna parte che uno stato E' OBBLIGATO a riconoscere dei tribunali istituiti da convenzioni multilaterali..gli stati hanno delle obbligazioni solo per le consuetudini e per i trattati che vengono ratificati dai propi organi.
Il mandato di cattura europeo (che prevede il mutuo riconoscimento, principio nato per materie di ordine economico e non giuridico come si è voluto far passare) è uno scempio giuridico, perchè prevede l'assoluta "fiducia" nella magistratura di uno stato comunitario, togliendo di fatto la facoltà per un cittadino comunitario di avere una forma di tutela da parte della propria magistratura..(mutuo riconoscimento).

Passiamo al protocollo di Kyoto..cosa hanno fatto gli Usa e l'Italia..gli Usa (in assoluta libertà) hanno scelto di non firmare, l'Italia ha ipocritamente ratificato il trattato (che ha effetto dopo che un certo numero di paesi aderisce) e invece di diminuire le emissioni rispetto agli anni 90, le ha addirittura AUMENTATE...quindi la nostra classe politica ci ha esposto al pagamento di fortissime penali, per il non rispetto degli accordi (pacta sunt servanda, come dicevano i latini).
Ma continuiamo..l'Italia NON HA ALCUNA POSSIBILITA' di rispettare il trattato per la riduzione del CO2 rispetto agli altri paesi..perchè?
Perchè Germania, Francia, Inghilterra e compagnia bella usano in misura rilevante (Germania al 50% addirittura) il CARBONE e il nucleare (circa 1/3 dell'elettricità prodotta in europa è ricavata dalla fissione), quindi possono benissimo fare gli splendidi con l'eolico/fotovoltaico o altre fonti rinnovabili (che hanno un costo maggiore rispetto al carbone)..l'Italia, invece, che ha già un costo dell'elettricità MOLTO ELEVATO (per forza, usiamo gas e petrolio e niente carbone e/o nucleare) non può offrire champagne e ostriche in mancanza della mortadella (cioè nucleare e carbone)...infatti per non prostrare il sistema produttivo di fatto non si rispetta tale accordo firmato dai nostri politici..mica per caso.. :D
Quindi ..è' peggiore l'atteggiamento americano (non firmo-> non sono obbligato) o quello italiano? (firmo, me ne fotto-> e poi pago sanzioni pecuniarie)
Hai idea di quante procedure di infrazione vi sono da parte della corte di giustizia europea contro l'Italia? :fagiano:
Chiaro che si possono chiudere tutte le aziende italiane, delocalizzarle in Cina e rispettare i parametri, peggiorando la situazione ambientale e peggiorando l'economia del paese .. :asd:

zerothehero
12-01-2007, 09:38
Il Manifesto è uno dei migliori quotidiani italiani.
A prescindere.

fg

Si, ma voi di sinistra dovete finirla di dire "è uno dei migliori" e poi non comprarlo facendolo fallire. :D

jumpermax
12-01-2007, 09:42
Questa è una buona notizia, però mi sembra che fare un processo senza l'imputato sia un po' inutile. Probabilmente (e questo ciò che volevo dire) si è voluto zittire Saddam in tempi rapidi.
tempi rapidi... ha avuto un paio d'anni per parlare e dire quello che voleva, mi pare non sia emerso niente di sconvolgente. Quanto ai processi, Saddam non era l'unico imputato, del resto la stessa Norimberga si è fatta senza il furher mi pare.
Questi discorsi sul voler zittire ricordano tanto quelli analoghi su Mussolini

Lucrezio
12-01-2007, 09:46
Verissimo.
Notoriamente infatti siamo il paese del "famo er cazzo che ce pare".
Sarebbe bello infatti passasse definitivamente il sentimento italiota tanto caro alle destre:
"Le leggi sono suggerimenti, la regole consigli spassionati".

E se risultassimo nella illegalità, legalizziamola questa illegalità.

Per questo si chiama la Casa delle libertà.
Perchè le libertà si prendono. Perdirindindina. :cool:

fg

Non ti sembra di aver generalizzato un po' troppo? Stai dicendo che metà della classe politica italiana è composta da ladri e traffichini, con tutto quello che può ripercuotersi su chi quella classe politica la vota... sei ammonito.

JackTheReaper
12-01-2007, 09:58
Il Manifesto è uno dei migliori quotidiani italiani.
A prescindere.

fg

e già! :rolleyes:
soprattutto quando ha avuto il coraggio di definire "le armi di Berlusconi" le spese militari dal 2001 al 2006 che invece erano tutti programmi varati dalla sx nel precedente governo e che Berlusconi (scioccamente) fece di tutto per ridurle.

un giornale così di certo non lo classifico neppure tra i primi 50 giornali

LucaTortuga
12-01-2007, 10:19
Ripeto: non è nè "brutto", nè "buono" che uno stato si affidi/non affidi o riconosca/non riconosca una corte internazionale...si tratta di decisioni che pongono in essere delle limitazioni della propria sovranità, quindi da ponderare con estrema attenzione...non sta scritto da nessuna parte che uno stato E' OBBLIGATO a riconoscere dei tribunali istituiti da convenzioni multilaterali..gli stati hanno delle obbligazioni solo per le consuetudini e per i trattati che vengono ratificati dai propi organi.
Il mandato di cattura europeo (che prevede il mutuo riconoscimento, principio nato per materie di ordine economico e non giuridico come si è voluto far passare) è uno scempio giuridico, perchè prevede l'assoluta "fiducia" nella magistratura di uno stato comunitario, togliendo di fatto la facoltà per un cittadino comunitario di avere una forma di tutela da parte della propria magistratura..(mutuo riconoscimento).

Passiamo al protocollo di Kyoto..cosa hanno fatto gli Usa e l'Italia..gli Usa (in assoluta libertà) hanno scelto di non firmare, l'Italia ha ipocritamente ratificato il trattato (che ha effetto dopo che un certo numero di paesi aderisce) e invece di diminuire le emissioni rispetto agli anni 90, le ha addirittura AUMENTATE...quindi la nostra classe politica ci ha esposto al pagamento di fortissime penali, per il non rispetto degli accordi (pacta sunt servanda, come dicevano i latini).
Ma continuiamo..l'Italia NON HA ALCUNA POSSIBILITA' di rispettare il trattato per la riduzione del CO2 rispetto agli altri paesi..perchè?
Perchè Germania, Francia, Inghilterra e compagnia bella usano in misura rilevante (Germania al 50% addirittura) il CARBONE e il nucleare (circa 1/3 dell'elettricità prodotta in europa è ricavata dalla fissione), quindi possono benissimo fare gli splendidi con l'eolico/fotovoltaico o altre fonti rinnovabili (che hanno un costo maggiore rispetto al carbone)..l'Italia, invece, che ha già un costo dell'elettricità MOLTO ELEVATO (per forza, usiamo gas e petrolio e niente carbone e/o nucleare) non può offrire champagne e ostriche in mancanza della mortadella (cioè nucleare e carbone)...infatti per non prostrare il sistema produttivo di fatto non si rispetta tale accordo firmato dai nostri politici..mica per caso.. :D
Quindi ..è' peggiore l'atteggiamento americano (non firmo-> non sono obbligato) o quello italiano? (firmo, me ne fotto-> e poi pago sanzioni pecuniarie)
Hai idea di quante procedure di infrazione vi sono da parte della corte di giustizia europea contro l'Italia? :fagiano:
Chiaro che si possono chiudere tutte le aziende italiane, delocalizzarle in Cina e rispettare i parametri, peggiorando la situazione ambientale e peggiorando l'economia del paese .. :asd:

Dal momento che il protocollo di Kyoto ha l'obiettivo di ridurre i danni ambientali, la decisione se firmarlo o meno deve basarsi sulla gravità della situazione e non sulla convenienza economica.
Nessuno è obbligato, ovvio, ma può decidere di non firmare solo uno stato che sia tanto miope da pensare che sia preferibile un risparmio economico nel breve periodo a fronte della catastrofe ambientale alla quale andremo incontro se non si riducono, e in fretta, le attività inquinanti (costi quel che costi).
L'Italia ha fatto benissimo ad aderire: magari in un primo momento avremo delle difficoltà, ma ci siamo procurati uno stimolo a migliorare, invece di ignorare stupidamente il problema come chi è vittima del profitto e dello "sviluppo" (malamente inteso come aumento della produttività e non come miglioramento della qualità della vita).
Stessa cosa per quanto riguarda la gestione sovranazionale della giustizia.
E' utile, consente di perseguire reati che altrimenti resterebbero impuniti.
Le limitazioni della sovranità nazionale vanno accettate in nome di un più alto interesse (la giustizia).
Ovviamente anche in questo caso, ciascuno stato è libero di aderire o meno.
Ma l'unico valido motivo per non aderire, è la paura di essere giudicati da tribunali non manipolabili da un governo unita alla consapevolezza di aver agito in modo da meritarsi una condanna.

FastFreddy
12-01-2007, 10:28
La ratifica del protocollo di Kyoto è pura ipocrisia, con le sole firme non si risolve nessun problema ambientale. A 8 anni dall'entrata a regime non c'è ancora nessuno stato firmatario che abbia cominciato a prendere provvedimenti al riguardo, mentre (pensa un pò) ci sono degli stati usa che già sono molto più avanti...

Swisström
12-01-2007, 10:39
Dal momento che il protocollo di Kyoto ha l'obiettivo di ridurre i danni ambientali, la decisione se firmarlo o meno deve basarsi sulla gravità della situazione e non sulla convenienza economica.

Kyoto non è l'unico modo per "ridurre i danni ambientali", gli USA (esempio) posso benissimo ridurre le emissioni pure senza far parte del protocollo di kyoto.

Quanto alla gravità della situazione... io non la vedo così terribile. Ma, se anche lo fosse, non sarà certo il protocollo di Kyoto (di cui magari 1/5 dei paesi riuscirà a raggiungere gli obbiettivi) a salvare il pianeta.


Nessuno è obbligato, ovvio, ma può decidere di non firmare solo uno stato che sia tanto miope da pensare che sia preferibile un risparmio economico nel breve periodo a fronte della catastrofe ambientale alla quale andremo incontro se non si riducono, e in fretta, le attività inquinanti (costi quel che costi).

Tralascio i commenti sulle imminenti "catastrofi ambientali" (per cui vale il discorso di prima). Uno stato può semplicemente decidere di ridurre le emissioni per proprio conto in modo accettabile, senza quindi dover proporre tasse e imposte per raggiungere risultati improponibili.
In questo modo favorerirà anche la propria economia, e potrà continuare con questi piccoli sforzi sul lungo periodo (oltre ad altri ovvi vantaggi, che non sto ad elencare, che porta la crescita economica).


L'Italia ha fatto benissimo ad aderire: magari in un primo momento avremo delle difficoltà, ma ci siamo procurati uno stimolo a migliorare.

Avete bisogno di uno stimolo? Allora la situazione non è tanto grave.


Stessa cosa per quanto riguarda la gestione sovranazionale della giustizia.
E' utile, consente di perseguire reati che altrimenti resterebbero impuniti.
Le limitazioni della sovranità nazionale vanno accettate in nome di un più alto interesse (la giustizia).
Ovviamente anche in questo caso, ciascuno stato è libero di aderire o meno.
Ma l'unico valido motivo per non aderire, è la paura di essere giudicati da tribunali non manipolabili da un governo unita alla consapevolezza di aver agito in modo da meritarsi una condanna.

Oppure l'unico motivo è la paura di veder calpestata l'opinione dei propri cittadini (chiamasi democrazia) in nome di una fantomatica "giustizia internazionale" e di principi che non sono i "nostri"/loro ?

nomeutente
12-01-2007, 10:39
tempi rapidi... ha avuto un paio d'anni per parlare e dire quello che voleva, mi pare non sia emerso niente di sconvolgente. Quanto ai processi, Saddam non era l'unico imputato, del resto la stessa Norimberga si è fatta senza il furher mi pare.
Questi discorsi sul voler zittire ricordano tanto quelli analoghi su Mussolini

Può darsi che anche Mussolini sia stato zittito... :boh: Imho non c'è mai un solo colpevole in questi casi e quindi moltissimi hanno avuto vantaggi nel fatto che Mussolini sia stato giustiziato e poi si è messa una bella pietra sopra.

Riguardo a Saddam, penso sia innegabile che ha avuto molti sostegni e molti elogi mentre massacrava il suo popolo. Potranno gli iraqueni e i curdi avere giustizia anche dei suoi complici internazionali o no? Io penso di no, ed è questa l'unica cosa che mi dispiace di questo processo: non che un dittatore sia stato giustiziato (mi sembra la fine normale di un dittatore, a prescindere dalle mie opinioni personali sulla pena di morte) ma che quelli che lo invitavano a Detroit non siano nemmeno andati in Iraq a chiedere almeno scusa.

Swisström
12-01-2007, 10:40
La ratifica del protocollo di Kyoto è pura ipocrisia, con le sole firme non si risolve nessun problema ambientale. A 8 anni dall'entrata a regime non c'è ancora nessuno stato firmatario che abbia cominciato a prendere provvedimenti al riguardo, mentre (pensa un pò) ci sono degli stati usa che già sono molto più avanti...

Un piccolo staterello c'è...


:cry: :muro: :cry: :muro:

JackTheReaper
12-01-2007, 10:45
Un piccolo staterello c'è...


:cry: :muro: :cry: :muro:

:p

JackTheReaper
12-01-2007, 10:50
tornando in topic

non sò se qualcuno ha già parlato del fatto che bush stà inviando altri 20.000 uomini contro la volontà chiaramente espressa della maggioranza del popolo americano, contro il parere concorde di un comitato appositamente creato dai 2 partiti, contro i suggerimenti sempre più allarmati del suo stesso partito, contro i consigli dei vertici militari, insomma contro tutto e contro tutti... a me sembra proprio che un paragone con l'Hitler degli ultimi giorni ci stà proprio :D
paragone esclusivamente con l'hitler DEGLI ULTIMI GIORNI DEL BUNKER, si badi bene non stò paragonando bush a hitler in senso stretto.
Un capo politico-militare isolato nel suo centro di comando che perde progressivamente il contatto con la realtà e si rifiuta di riconoscere che una guerra di aggressione, che egli stesso ha scatenato senza alcuna reale necessità, è ormai persa malamente ed è persa soprattutto a causa delle sue stesse decisioni. Il capo rigetta quindi questa realtà che non gli piace e si rifugia sempre più in un suo mondo irreale, continuando a formulare strategie sempre più campate in aria e a emettere ordini sempre più insensati, ma che secondo lui dovrebbero inevitabilmente portare all’immancabile vittoria finale.

cioè, ditemi voi....

FastFreddy
12-01-2007, 10:55
Un piccolo staterello c'è...


:cry: :muro: :cry: :muro:

Alla fine vi beccherete solo gli svantaggi di essere stati ligi agli accordi... :(

Swisström
12-01-2007, 11:02
Alla fine vi beccherete solo gli svantaggi di essere stati ligi agli accordi... :(


Già... se poi i nostri simpatici politici vogliono raggiungere questi obbiettivi a suon di tasse e imposte (chi ha detto "centesimo per l'ambiente" sulla benzina e 8 centesimi sull'olio da riscaldamento ? )... stiam freschi.

BountyKiller
12-01-2007, 11:32
Per fortuna ci sono quotidiani come Libero che insegnano il giornalismo e l'educazione.


fg

lol una volta una ragazza mi chiese dei soldi per "Lotta comunista" in nome della libertà di stampa..... :D :D

LucaTortuga
12-01-2007, 11:38
Kyoto non è l'unico modo per "ridurre i danni ambientali", gli USA (esempio) posso benissimo ridurre le emissioni pure senza far parte del protocollo di kyoto.

Non sarà l'unico modo, ma continuo a non vedere validi motivi (se non puramente egoistici) per non aderire.

Tralascio i commenti sulle imminenti "catastrofi ambientali" (per cui vale il discorso di prima). Uno stato può semplicemente decidere di ridurre le emissioni per proprio conto in modo accettabile, senza quindi dover proporre tasse e imposte per raggiungere risultati improponibili.
In questo modo favorerirà anche la propria economia, e potrà continuare con questi piccoli sforzi sul lungo periodo (oltre ad altri ovvi vantaggi, che non sto ad elencare, che porta la crescita economica).

In modo "accettabile" per chi?
Ma cos'è sta paura di tasse e imposte. Sono solo soldi che il privato cede alla comunità per perseguire un interesse comune (anche suo).
I vantaggi della crescita economica?? Vantaggi superflui, a fronte di svantaggi estremamente pesanti (che probabilmente non subiremo noi, ma le generazioni future, quindi chissenefrega, giusto?).


Avete bisogno di uno stimolo? Allora la situazione non è tanto grave.


Anche le persone hanno bisogno di stimoli (multe) per adottare comportamenti (cinture di sicurezza in auto) che vanno a loro esclusivo vantaggio e che sarebbero comunque doverosi considerando il rischio.
La differenza è che se uno non mette la cintura si fa male solo lui.
Se uno stato se ne sbatte di ridurre l'inquinamento, ne ha un immediato vantaggio economico soltanto lui: i danni ambientali, invece, ce li becchiamo tutti.
Evidentemente ci vogliono stimoli enormi (megamulte, embarghi economici) perchè uno stato decida di ragionare in termini più lungimiranti (comunque a proprio vantaggio, anche se fa finta di non capirlo).

Oppure l'unico motivo è la paura di veder calpestata l'opinione dei propri cittadini (chiamasi democrazia) in nome di una fantomatica "giustizia internazionale" e di principi che non sono i "nostri"/loro ?

I principi si possono discutere (a parte quelli fondamentali) e ci si può mettere d'accordo, così come hanno fatto gli stati aderenti al tribunale internazionale il quale giudica sulla base di principi condivisi.
Chiamarsi fuori è solo indice di arroganza, insofferenza alle regole e coda di paglia (ricorda molto da vicino l'atteggiamento processuale di un noto ex-presidente del consiglio).
Ti ricordo che gli USA pretendono di giudicare chi commette reati sul loro territorio, ma, allo stesso tempo, pretendono di sottrarre alla giustizia di paesi stranieri i cittadini americani che commettono reati all'estero.
Questa sì che è una cosa insensata, da camorristi di quartiere.

LucaTortuga
12-01-2007, 11:40
lol una volta una ragazza mi chiese dei soldi per "Lotta comunista" in nome della libertà di stampa..... :D :D

Da me passano almeno una volta al mese.
E ogni volta sono 5€ ben spesi. ;)

zerothehero
12-01-2007, 11:40
Il capo rigetta quindi questa realtà che non gli piace e si rifugia sempre più in un suo mondo irreale, continuando a formulare strategie sempre più campate in aria e a emettere ordini sempre più insensati, ma che secondo lui dovrebbero inevitabilmente portare all’immancabile vittoria finale.

cioè, ditemi voi....

Non sono d'accordo..Bush ha ammesso i suoi errori..inoltre c'è differenza tra il mandare ad est delle divisioni fantasma e il mandarle veramente...senza contare che se analizziamo i numeri..3000 sono un numero molto basso di morti, neanche minimamente paragonabile alla perdita dell'armata di Paulus a Stalingrado..nella seconda guerra mondiale ne persero 10000 solo per conquistare un isoletta giappone (Iwo Jima)..il problema non è numerico, ma il lento stillicidio di perdite (oltre ai costi ingenti, circa 300mld di dollari )per via degli ied che alla lunga diviene insopportabile per l'opinione pubblica.

JackTheReaper
12-01-2007, 12:00
Non sono d'accordo..Bush ha ammesso i suoi errori..inoltre c'è differenza tra il mandare ad est delle divisioni fantasma e il mandarle veramente...senza contare che se analizziamo i numeri..3000 sono un numero molto basso di morti, neanche minimamente paragonabile alla perdita dell'armata di Paulus a Stalingrado..nella seconda guerra mondiale ne persero 10000 solo per conquistare un isoletta giappone (Iwo Jima)..il problema non è numerico, ma il lento stillicidio di perdite (oltre ai costi ingenti, circa 300mld di dollari )per via degli ied che alla lunga diviene insopportabile per l'opinione pubblica.

il mio non era un discorso di meri numeri, ma di atteggiamenti.
entrambi (Hitler e Bush) agiscono senza ascoltare i consigli dei loro subordinati destituendo chiunque si oppone (Bush ha appena destituito il comandante in irak e il comandante del comando centrale per essersi opposti alla sua decisione)
entrambi sono strasicuri che le loro decisioni portano alla vittoria finale (possibile solo per loro, e non per i loro collaboratori).

il spostare divisoni reali e non fantasma non è indicativo in questo caso perchè, mentre avrebbero fatto la differenza sul fronte orientale nel 45 non ne fanno nell'irak del 2007 dove la forza buta non serve

zerothehero
12-01-2007, 12:01
Dal momento che il protocollo di Kyoto ha l'obiettivo di ridurre i danni ambientali, la decisione se firmarlo o meno deve basarsi sulla gravità della situazione e non sulla convenienza economica.

No, va valutato anche l'impatto economico su un paese e il fatto che Cina ed India non aderiscono.


Nessuno è obbligato, ovvio, ma può decidere di non firmare solo uno stato che sia tanto miope da pensare che sia preferibile un risparmio economico nel breve periodo a fronte della catastrofe ambientale alla quale andremo incontro se non si riducono, e in fretta, le attività inquinanti (costi quel che costi).
L'Italia ha fatto benissimo ad aderire: magari in un primo momento avremo delle difficoltà, ma ci siamo procurati uno stimolo a migliorare, invece di ignorare stupidamente il problema come chi è vittima del profitto e dello "sviluppo" (malamente inteso come aumento della produttività e non come miglioramento della qualità della vita).

L'Italia non DEVE in alcun modo firmare dei trattati che non è poi in grado di rispettare, solo perchè i nostri politici si devono fregiare di far parte della cosidetta "europa, potenza civile".. nel 2013 o giù di lì l'Italia riuscirà mai ad rispettare il -7% di riduzione rispetto agli anni 90?
No, a meno di non comprare per migliaia di miliardi crediti ambientali o delocalizzare in Cina le produzioni più inquinanti. Per la Francia o la Germania la cosa è più agevole..tanto hanno elettricità a basso costo per via del carbone e del nucleare..inoltre l'Italia ha già una buona quota di rinnovabile (idroelettrico).


Stessa cosa per quanto riguarda la gestione sovranazionale della giustizia.
E' utile, consente di perseguire reati che altrimenti resterebbero impuniti.
Le limitazioni della sovranità nazionale vanno accettate in nome di un più alto interesse (la giustizia).

Il mandato di cattura europeo è una grave limitazione delle garanzie giuridiche di cui gode un cittadino italiano, in nome di un principio di mutuo riconoscimento che è nato nell'AMBITO DEL MERCATO COMUNE (es. cassis de dijon) ed è stato esteso non si sa per quale motivo anche per il terzo pilastro dell'Ue (collaborazione giudiziaria).


Ma l'unico valido motivo per non aderire, è la paura di essere giudicati da tribunali non manipolabili da un governo unita alla consapevolezza di aver agito in modo da meritarsi una condanna.

Magari si vuole mantenere la propria sovranità..non esiste che gli stati si debbano estinguere a favore di queste realtà sovrannazionali.
Ma sopratutto il discorso è un altro...non si ratificano dei trattati o delle convenzioni alla leggera, come ha fatto e continua a fare l'Italia.

BountyKiller
12-01-2007, 12:06
Da me passano almeno una volta al mese.
E ogni volta sono 5€ ben spesi. ;)

io invece non ho mai dato un centesimo per questo giornale e intendo continuare così,ci vuole un bel coraggio a spacciare lotta comunista come esempio di libertà di stampa... e quello che volevo dire in ogni caso è che domande da pseudo intellettualoni sinistroidi come quella che si pone il manifesto non meriterebbero un thread vista la faziosità e l'ipocrisia del giornale in questione.

FabioGreggio
12-01-2007, 12:07
Non ti sembra di aver generalizzato un po' troppo? Stai dicendo che metà della classe politica italiana è composta da ladri e traffichini, con tutto quello che può ripercuotersi su chi quella classe politica la vota... sei ammonito.

Io non ho capito l'ammonizione, forse è solo perchè sono di sinistra e tu no, anche se tu ormai mi ammonisci a prescindere.
Comunque per risponderti ti posto un petit promemoria, forse capirai meglio quello che ho detto:

Onorevoli wanted

di Peter Gomez e Marco Travaglio
Editori Riuniti, 2006

Prefazione
di Beppe Grillo

Che dei pregiudicati mi rappresentino in Parlamento e che siano pure pagati con le mie tasse, non l¹ho mai mandato giú. Estorsori, truffatori, evasori, mentitori, calunniatori. Il Parlamento è il nuovo Inferno di Dante con i suoi gironi, o meglio è il Paradiso dei delinquenti, dei prescritti, dei giudicati in primo e secondo grado in attesa di sentenza definitiva, degli indagati. Gente che fa le leggi dopo averle violate, o mentre le viola, o prima di violarle. È la via giudiziaria alla politica. Il Parlamento ridotto a comunità di recupero. Ho provato a mandarli a casa con l¹aiuto della Rete.

Con l¹iniziativa "Onorevoli Wanted". Ho pubblicato nomi-cognomi-reato dei parlamentari sul mio blog www.beppegrillo.it. Ho raccolto 60.000 euro grazie alle offerte dei lettori del blog per comprare una pagina su un quotidiano e denunciare questa situazione unica al mondo. Ho ricevuto il rifiuto degli editori italiani e di molte testate internazionali. Dopo mesi di tentativi, ho finalmente pubblicato la lista sull¹Herald Tribune. Ne hanno parlato la Bbc e giornali australiani e indiani. La Gandhi Peace Foundation, una tra le piú importanti organizzazioni nel mondo per la difesa dei diritti civili, mi ha citato e mi ha inviato una lettera: "Nel nostro Parlamento abbiamo scoperto 16 pregiudicati di cui alleghiamo le fotografie, ma li abbiamo subito cacciati via a calci nel sedere". Che, per dei non-violenti gandhiani, non è male.

Dall¹Uzbekistan mi hanno fatto sapere che il loro Parlamento arriva al massimo a 18 condannati: 25 parevano troppi anche a loro. Tutti i giornali italiani hanno dovuto scrivere dell¹iniziativa. Ma i parlamentari condannati sono ancora là, a ingrassarsi con i nostri soldi, a farsi chiamare onorevoli dal popolo piú servile del mondo. Anche loro, però, hanno una funzione sociale e un lato positivo. Quello di provocare scandalo e di far vendere libri a chi gli scandali li smaschera e li racconta, come gli ottimi Gomez e Travaglio con questo loro "Onorevoli Wanted".


Introduzione
di Peter Gomez e Marco Travaglio

Nel 79 dopo Cristo l¹eruzione del Vesuvio sommerge Pompei in piena campagna elettorale. Ancor oggi, sui muri della città pietrificata dalla lava, si possono leggere, perfettamente conservati, gli slogan di quella vigilia del voto. "Vi prego di eleggere Lucio Rusticelio Celere, è degno della municipalità". "Geniale invita a votare Bruttio Balbo, conserverà la cassa municipale". "Vi prego di eleggere Giulio Polibio edile, fa del buon pane". Cose cosí. Del resto, l¹etimologia della parola "candidato" deriva dalla veste bianchissima indossata dal cittadino che si presentava al popolo per farsi eleggere a una carica pubblica. La "candida". Immacolata. Simbolo di innocenza, di purezza, di pulizia, di sincerità.

Nella politica italiana di oggi, la candida è andata fuori moda. E anche il suo colore. A furia di parlare di "quote rosa", si rischia di trascurare una rappresentanza parlamentare ben piú rappresentativa, o ben piú rappresentata: quella degli eletti nei guai con la giustizia. Le "quote marron". I "diversamente onesti". Nella scorsa legislatura, fra Camera, Senato e Parlamento europeo, i soli pregiudicati erano 25, senza contare i condannati in primo e/o secondo grado, gli imputati rinviati a giudizio, gli indagati e i miracolati da prescrizioni, amnistie e leggi salvaladri. Nella nuova legislatura, fra conferme, bocciature e new entry, abbiamo mantenuto la quota di 25 condannati definitivi, piú 57 esponenti delle altre categorie penali: totale 82, ai quali vanno aggiunti i politici che prendevano soldi da Parmalat e che * come vedremo * incredibilmente non sono stati chiamati a risponderne (salvo un paio di eccezioni). Il che significa che, su 900 e rotti parlamentari, una novantina ha seri problemi con la legge. Uno su dieci. E la percentuale del 10 per cento è decisamente eccessiva anche per le aree piú disagiate del paese.

Non esiste quartiere a rischio, o periferia metropolitana in cui un abitante su dieci sia stato condannato o sotto processo. In Parlamento sí, tant¹è che forse varrebbe la pena dirottare i presunti "poliziotti di quartiere" lontano da quelle zone ingiustamente screditate, per impiegarli piú utilmente al pattugliamento delle aule parlamentari, dove statisticamente si rileva la presenza piú massiccia di devianza criminale. Un tempo i condannati si dedicavano a lavori socialmente utili, come intrecciare cestini di vimini, per reinserirsi nella società. In Italia, da un certo censo in su, i condannati entrano in Parlamento. Una condanna, provvisoria o meglio ancora definitiva, ma anche un rinvio a giudizio, e persino un avviso di garanzia, fanno curriculum. Il tutto in un paese dove chi ha un parente condannato non può fare il carabiniere. E chi è condannato in proprio non può fare il vigile urbano né il segretario comunale. Ma il parlamentare sí. Appena un facchino dell¹aeroporto di Linate viene sospettato di metter le mani nei bagagli dei viaggiatori, o un dipendente dell¹Anas finisce sotto inchiesta per qualche irregolarità, le rispettive società giustamente lo licenziano in tronco. Ma se sotto inchiesta o sotto processo ci finiscono i dirigenti delle società medesime, allora scatta il garantismo selettivo: presunzione d¹innocenza fino alla sentenza di Cassazione, e poi di solito non accade nulla nemmeno quando questa arriva.

Ogni anno la Corte dei conti segnala la presenza, nelle amministrazioni dei vari ministeri, di centinaia di condannati (non solo per reati contro la Pubblica amministrazione, ma anche per violenza sessuale e per pedofilia) e non c¹è verso di mandarli a casa. Idem per il Parlamento: chi corrompe i giudici o aiuta la mafia o incassa tangenti a tutto spiano e poi (ma anche prima) ha l¹accortezza di rifugiarsi in una delle due Camere, diventa intoccabile. Come i furfanti nelle chiese e nei conventi del Medioevo. La legge proibisce ai condannati a pene complessivamente superiori a 2 anni per delitti contro la Pubblica amministrazione di candidarsi nei consigli comunali, provinciali e regionali; e prevede la sospensione degli eletti nei tre enti locali in caso di condanna al primo grado, e la loro decadenza in caso di condanna passata in giudicato. La regola, però, non vale per i parlamentari, per i ministri, per i presidenti del Consiglio. Una strana dimenticanza che ha una sola spiegazione: le leggi non le fanno i consigli comunali, provinciali e regionali. Le fa il Parlamento. Cosí i condannati che non possono piú metter piede negli enti locali trasmigrano alla Camera, al Senato, al Governo e all¹Europarlamento. Lí si può tutto. Non si butta via niente.

Spesso ci raccontano che "abbiamo la classe politica che ci meritiamo". Può darsi che sia cosí, anche se le elezioni dovrebbero servire a selezionare il meglio che c¹è in giro, non il peggio. Altrimenti i parlamentari, anziché eleggerli con gran dispendio di denaro e di energie, tanto varrebbe sorteggiarli. Cosí, in un paese che ha tre regioni e mezza controllate dalla criminalità organizzata, verrebbe garantita un¹adeguata rappresentanza anche alla mafia, alla camorra, alla ¹ndrangheta, alla Sacra corona unita. Senza contare altri fenomeni criminali di un certo peso: pedofilia, stupri, furti, scippi, rapine, traffici di droga, di armi, di carne umana, terrorismo e cosí via. Ma forse la democrazia non è questo. Non è neppure andare a votare a scadenze piú o meno regolari. Democrazia è votare sapendo tutto di chi ci chiede il voto. In Italia, per i noti fattori che inquinano l¹informazione, soprattutto televisiva, questo è impensabile. E la nuova legge elettorale (proporzionale senza preferenza) ha di gran lunga peggiorato le cose, espropriando gli elettori del diritto di scelta. I cosiddetti "eletti" vengono in realtà nominati a tavolino dai segretari di partito, che decidono chi andrà in Parlamento e chi no a seconda dell¹ordine in cui i singoli candidati vengono inseriti nelle liste.

Il tutto ben prima che il presunto "popolo sovrano" si rechi alle urne: in quel momento ormai i giochi sono fatti, e all¹elettore non resta che vidimare con il suo voto una scelta fatta da altri, altrove, in precedenza, in base a criteri piú o meno imperscrutabili. Il candidato in pole position non ha alcun motivo per incontrare i suoi potenziali elettori e per convincerli a votarlo, visto che ha già la poltrona assicurata. Quello in mezzo o al fondo della lista, idem: ha la bocciatura assicurata. Cosí le liste diventano inutili crittogrammi che si possono tranquillamente dare per letti: l¹elettore infatti non ha alcuna possibilità di premiare il candidato meritevole e di punire il non meritevole. Si sceglie la lista, a scatola chiusa. Del resto nessuno può sapere chi sono, che storia hanno, che cosa han fatto o non fatto i personaggi che compaiono negli elenchi. Per scoprire quante liste, per dire, non contengono condannati o indagati, bisogna connettersi con il blog di Beppe Grillo. O andare a vedere uno spettacolo di Daniele Luttazzi o di Sabina Guzzanti.

Insomma rivolgersi ai comici, gli unici rimasti a parlare di cose serie in Italia. Maurizio Crozza, altro comico, ha chiesto che la scheda elettorale contenga, come il menu dei ristoranti per il pesce surgelato, un asterisco di fianco ai candidati nei guai con la giustizia e un rimando a piè di pagina con le imputazioni complete. In attesa che venga varata la sacrosanta (e dunque impossibile) riforma, abbiamo pensato di provvedere noi con questo libro. Le informazioni che contiene non si trovano, purtroppo, nella "Navicella ", la raccolta delle biografie ufficiali dei nostri parlamentari. Per le "quote marron" occorre una contro-Navicella, che abbiamo intitolato "Onorevoli Wanted". Oltre ai condannati e ai prescritti definitivi, la cui posizione giudiziaria non potrà piú mutare, abbiamo inserito anche i condannati provvisori, i rinviati a giudizio e i semplici indagati: questi, da un momento all¹altro, potrebbero pure essere assolti, o prosciolti, o archiviati, o a loro volta prescritti. E, a questo proposito, tre avvertenze s¹impongono.

Primo. Prescrizione non è sinonimo di assoluzione, anzi è il contrario: quando il giudice prescrive il reato, vuol dire che il reato c¹è stato e l¹indagato l¹ha commesso, ma non può piú essere sanzionato. Il prescritto, dunque, non è un innocente: è un colpevole miracolato. E chi non vuole uscire dal processo con la scappatoia della prescrizione può rinunciarvi (come del resto all¹amnistia) e chiedere di essere processato e assolto nel merito. Ma, per farlo, conviene essere innocenti.

Secondo. I lettori troveranno una bella galleria di personaggi e un variopinto campionario di reati, quasi tutti estranei all¹attività politico-parlamentare. Il solo delitto che abbiamo tenuto fuori dalla lista degli indagati è la diffamazione, anche se non sempre attiene alla sfera delle opinioni (e in ogni caso è giusto che il parlamentare che ha infamato un cittadino venga processato senz¹alcuna immunità o insindacabilità). Ci siamo concessi però un¹eccezione: quella del senatore Lino Jannuzzi, che della diffamazione dei migliori magistrati d¹Italia ha ormai fatto una professione; e quella dell¹onorevole Giovanni Mauro, che a una condanna definitiva per diffamazione aggiunge tre condanne in primo grado per delitti ben piú gravi.

Terzo. Il fatto di comparire in questo libro non significa essere colpevoli. Significa semplicemente che, al momento dell¹elezione, queste persone avevano sulle spalle quantomeno un pesante sospetto di aver violato la legge. Una condizione che, in un qualunque altro paese civile, ne avrebbe impedito o sconsigliato la candidatura e l¹elezione. Nei paesi civili, infatti, chi finisce sotto inchiesta abbandona la politica, o almeno la carica che ricopre, in attesa di chiarire la sua posizione dinanzi alla legge. Se poi la chiarisce, dopo essersi difeso con le nude mani, senza coinvolgere il partito o le istituzioni che rappresenta, ritorna in campo. Altrimenti se ne resta a casa, o eventualmente in carcere. In Parlamento, meglio di no. Il Parlamento come alternativa all¹ora d¹aria non è un bello spettacolo. Non c¹è nulla di peggio che vedere le Camere messe all¹asta al miglior offerente (dal caso Parmalat al caso Fiorani-Fazio, dalle leggi-vergogna di Berlusconi & C. ai tanti scandali di Tangentopoli) per ottenere leggi su misura. Parafrasando una fortunata campagna della nettezza urbana a Milano, "il Parlamento è anche tuo: aiutaci a tenerlo pulito".


QUOTE MARRON

Dove sono

Camera 49
Senato 26
Parlamento europeo 7

Categorie penali*

Condannati definitivi (o patteggiamenti) 25
Prescritti definitivi 10 Assolti per legge** 1
Prosciolti per immunità*** 1
Condannati in I grado 8
Imputati in I grado 17
Imputati in udienza preliminare 1
Indagati in fase preliminare 19

Totale 82

* Quando un parlamentare ha piú processi, abbiamo registrato quello in fase piú avanzata (la prescrizione prevale sulle indagini in corso, ma non sulle condanne anche provvisorie).
** Il dato non tiene conto dei casi Berlusconi, Previti, Brancher e altri, usciti dai loro processi in base a leggi da essi stessi votate, perché rientrano anche in altre categorie penali per altri processi.
*** Si tratta della insindacabilità che ha salvato il leghista Speroni da un processo per reati ritenuti compiuti nell¹esercizio delle funzioni parlamentari.

L¹hit parade dei partiti

Forza Italia 29
Alleanza nazionale 14
Udc 10
Lega Nord 8
Movimento per l¹autonomia 1
Dc 1
Psi 1
Gruppo misto **** 1

Totale Destra 65

Margherita 6
Ds 6
Udeur 2
Rifondazione comunista 2
Rosa nel pugno 1

Totale Sinistra 17

La classifica dei reati*****

Corruzione 18
Finanziamento illecito 16
Truffa 10
Abuso d¹ufficio, falso 9
Associazione mafiosa 8
Bancarotta fraudolenta, turbativa d¹asta 7
Associazione a delinquere, resistenza a pubblico ufficiale, falso in bilancio 6
Attentato alla Costituzione, attentato all¹unità dello Stato, struttura paramilitare fuorilegge 5
Favoreggiamento, concussione, frode fiscale 4
Diffamazione, abuso edilizio, lesioni personali 3
Banda armata, corruzione giudiziaria, peculato, estorsione, rivelazione di segreti 2
Omicidio, associazione sovversiva, istigazione a delinquere, favoreggiamento mafioso, aggiotaggio, percosse, violenza a corpo politico, incendio aggravato, calunnia, falsa testimonianza, voto di scambio, appropriazione indebita, violazione della privacy, oltraggio, fabbricazione di esplosivi, violazione diritti d¹autore, frode in pubblico concorso, adulterazione di vini 1

**** Andreotti, pur iscritto al Gruppo misto, è stato candidato del centrodestra alla presidenza del Senato.
***** Qui il totale dei reati non corrisponde a quello dei parlamentari "marron", perché abbiamo inserito tutti i reati di cui è accusato ciascuno, e molti devono rispondere di varie fattispecie delittuose.

Venticinque "diversamente onesti":
condanne e patteggiamenti definitivi

1. Berruti Massimo Maria (FI): favoreggiamento.
2. Biondi Alfredo (FI): evasione fiscale (reato poi depenalizzato).
3. Bonsignore Vito (Udc): corruzione.
4. Borghezio Mario (Lega Nord): incendio aggravato.
5. Bossi Umberto (Lega Nord): finanziamento illecito e istigazione a delinquere.
6. Cantoni Giampiero (FI): corruzione e bancarotta.
7. Carra Enzo (Margherita): falsa testimonianza.
8. De Angelis Marcello (An): banda armata e associazione sovversiva.
9. D¹Elia Sergio (Rosa nel pugno): banda armata e concorso in omicidio.
10. Dell¹Utri Marcello (FI): false fatture, falso in bilancio e frode fiscale.
11. Del Pennino Antonio (FI): finanziamento illecito.
12. De Michelis Gianni (Psi): corruzione e finanziamento illecito.
13. Farina Daniele (Prc): fabbricazione, detenzione e porto abusivo di ordigni esplosivi, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e inosservanza degli ordini dell¹autorità.
14. Jannuzzi Lino (FI): diffamazione aggravata.
15. La Malfa Giorgio (FI): finanziamento illecito.
16. Maroni Roberto (Lega Nord): resistenza a pubblico ufficiale.
17. Mauro Giovanni (FI): diffamazione aggravata.
18. Nania Domenico (An): lesioni volontarie personali.
19. Patriciello Aldo (Udc): finanziamento illecito.
20. Pomicino Paolo Cirino (Dc): corruzione e finanziamento illecito.
21. Previti Cesare (FI): corruzione giudiziaria.
22. Sterpa Egidio (FI): finanziamento illecito.
23. Tomassini Antonio (FI): falso in atto pubblico.
24. Visco Vincenzo (Ds): abuso edilizio.
25. Vito Alfredo (FI): corruzione.





Ora rileggi il mio precedente post e ragiona sulla tua ammonizione.


fg

nomeutente
12-01-2007, 12:11
Io non ho capito l'ammonizione, forse è solo perchè sono di sinistra e tu no, anche se tu ormai mi ammonisci a prescindere.


Forse perché con il tuo post hai offeso genericamente tutto l'elettorato di destra, che invece è composto anche da persone oneste.

E visto che ti fa specie essere ammonito da un moderatore di destra, per contestazione pubblica della moderazione e spam ti ammonisco e sospendo 3 giorni io, che considero troppo di destra anche rifondazione.

JackTheReaper
12-01-2007, 12:15
fabiogreggio ma che ragionamenti fai? :eek:

se la destra presenta esponenti accusati di evasione e corruzione, la sinistra presenta esponenti accusati di banda armata e omicidio! :eek:

a me pare che l'intera politica italiana sia da riformare

EDIT
non avevo notato il post di nomeutente, scusate

zerothehero
12-01-2007, 12:16
il mio non era un discorso di meri numeri, ma di atteggiamenti.
entrambi (Hitler e Bush) agiscono senza ascoltare i consigli dei loro subordinati destituendo chiunque si oppone (Bush ha appena destituito il comandante in irak e il comandante del comando centrale per essersi opposti alla sua decisione)
entrambi sono strasicuri che le loro decisioni portano alla vittoria finale (possibile solo per loro, e non per i loro collaboratori).


Il politico ha la responsabilità direttiva ed esecutiva, non chi è ha funzioni amministrative e/o di direzione militare..è sempre stato così...è quindi normale che chi si oppone al politico venga sostituito, avviene anche in Italia.
Inoltre quale sarebbe la soluzione?
Ritirarsi dall'Irak e negoziare con l'Iran e Siria (come se fossero loro i fomentatori degli scontri settari)?
Andiamo, su...


il spostare divisoni reali e non fantasma non è indicativo in questo caso perchè, mentre avrebbero fatto la differenza sul fronte orientale nel 45 non ne fanno nell'irak del 2007 dove la forza buta non serve

Il monopolio della violenza legittima (per avere la pace) lo si ottiene con la forza, quindi i militari servono..non sono condizione sufficiente (occorre un accordo politico tra le controparti, un governo dotato di effettività e un ampliamento amministrativo in modo da avere consenso..costerà ), ma senza di essi è inutile anche solo sperare di porre in essere una pacificazione del paese.
Io tenterei subito con la creazione di qualche milione di statali in Iraq, in modo da rafforzare lo stato (e il controllo burocratico sul paese, secondo il modello centralizzato di stato napoleonico :D ) e avere consenso politico (simil-dc)..non è il massimo della vita, ma funziona. :D

JackTheReaper
12-01-2007, 12:21
posto il fatto che io ero contrario all'intervento in irak, in quanto inutile ai fini della lotta al terrorismo (oltre che essere controproducente visto che saddam poteva tornare alleato in quanto laico) anche io sono contrario ad un ritiro totale.
perchè non si può mollare tutto dopo aver devastato un paese e aver creato terreno fertile per l'estremismo islamico... semplicemente dico che gli USA devono mollare la presa, devono disimpegnarsi gradualmente, rimanere a livello di consiglieri e istruttori (al max con appoggio aereo) e lasciare tutto al neonato esercito irakeno che a breve sarà in grado di operare.
anzi tutti gli sforzi devono andare per addestrare ed equipaggiare con meteriale di prim ordine l'esericto irakeno
secondo me questa è l'unica soluzione

LucaTortuga
12-01-2007, 12:25
io invece non ho mai dato un centesimo per questo giornale e intendo continuare così,ci vuole un bel coraggio a spacciare lotta comunista come esempio di libertà di stampa... e quello che volevo dire in ogni caso è che domande da pseudo intellettualoni sinistroidi come quella che si pone il manifesto non meriterebbero un thread vista la faziosità e l'ipocrisia del giornale in questione.

Forse non ti è ben chiaro il concetto di libertà di stampa.
E' quel principio fondamentale per cui dev'essere possibile pubblicare qualsiasi contenuto, anche fortemente di parte (Lotta comunista è un esempio perfetto).
Poi tu sei liberissimo di contribuire o meno.

zerothehero
12-01-2007, 12:26
posto il fatto che io ero contrario all'intervento in irak, in quanto inutile ai fini della lotta al terrorismo (oltre che essere controproducente visto che saddam poteva tornare alleato in quanto laico) anche io sono contrario ad un ritiro totale.
perchè non si può mollare tutto dopo aver devastato un paese e aver creato terreno fertile per l'estremismo islamico... semplicemente dico che gli USA devono mollare la presa, devono disimpegnarsi gradualmente, rimanere a livello di consiglieri e istruttori (al max con appoggio aereo) e lasciare tutto al neonato esercito irakeno che a breve sarà in grado di operare.
anzi tutti gli sforzi devono andare per addestrare ed equipaggiare con meteriale di prim ordine l'esericto irakeno
secondo me questa è l'unica soluzione


Sciiti e Sunniti se proseguiranno a non accordarsi (per spartirsi le enormi ricchezze petrolifere) continueranno a scannarsi finchè non avranno fatto reciproca pulizia etnica con gli americani o senza gli americani..
Ma sto esercito irakeno ha una COSCIENZA NAZIONALE o il baath non ha lasciato nulla di positivo in quel paese? :D

BountyKiller
12-01-2007, 13:29
Forse non ti è ben chiaro il concetto di libertà di stampa.
E' quel principio fondamentale per cui dev'essere possibile pubblicare qualsiasi contenuto, anche fortemente di parte (Lotta comunista è un esempio perfetto).
Poi tu sei liberissimo di contribuire o meno.

forse a te non chiaro che questo principio dovrebbe valere per tutti...quando esisterà lotta nazista o lotta fascista allora saremo in libertà di stampa....ma si sa... per un comunista tutti sono uguali, ma chi non è comunista è meno uguale degli altri.
FINE OT

Swisström
12-01-2007, 13:37
Non sarà l'unico modo, ma continuo a non vedere validi motivi (se non puramente egoistici) per non aderire.

Ti faccio un esempio.

Il paese X aderisce al protocollo di Kyoto
Il paese Y non vi aderisce

Il paese X non riesce a raggiungere gli obbiettivi minimi posti dal protocollo di kyoto, deve pagare una GROSSA penale per ciò.
Il paese Y non vi aderisce, neanch'esso raggiunge gli obbiettivi minimi posti dal protocollo di Kyoto, ma malgrado ciò ci si avvicina di più del paese X.
Esso però non deve pagare nessuna penale, visto che non ha aderito al protocollo di Kyoto.

Chi ha fatto meglio? Il paese X che si è fatto inculare economicamente e ha dato un minor contributo, pur avendo aderito al trattato di Kyoto ?
O il paese Y?




In modo "accettabile" per chi?

Economicamente, per l'economia dello stato, per le tasche dei contribuenti. PEr l'industria.



Ma cos'è sta paura di tasse e imposte. Sono solo soldi che il privato cede alla comunità per perseguire un interesse comune (anche suo).

Niente niente, sai io amo buttare i miei soldi in inutili balzelli :rolleyes:
Come se queste fossero un buon modo per conseguire risultati...

Se permetti il mio interesse primario non è quello di diminuire le emissioni del 5,2% rispetot al 1990. Forse il tuo lo è. Il mio no.


I vantaggi della crescita economica?? Vantaggi superflui, a fronte di svantaggi estremamente pesanti (che probabilmente non subiremo noi, ma le generazioni future, quindi chissenefrega, giusto?).

Che bello, così le nostre generazioni future si godranno il loro bel pianeta con il 5.2% di emissioni in meno rispetto ai valori del 1990, mentre faranno la fame perchè l'economia dei nostri paesi è crollata.
Alla faccia degli indianini, dei cinesini e degli americani. Che oltre alle minori emissioni si godono la florida economia.

Non serve a niente avere un pianeta un po più sano se poi muori di fame.


Anche le persone hanno bisogno di stimoli (multe) per adottare comportamenti (cinture di sicurezza in auto) che vanno a loro esclusivo vantaggio e che sarebbero comunque doverosi considerando il rischio.
La differenza è che se uno non mette la cintura si fa male solo lui.
Se uno stato se ne sbatte di ridurre l'inquinamento, ne ha un immediato vantaggio economico soltanto lui: i danni ambientali, invece, ce li becchiamo tutti.

Non firmare il protocollo di Kyoto significa sbattersi di ridurre l'inquinamento? No, significa non porsi obbiettivi irrealizzabili a fronte di forti penali.


Chiamarsi fuori è solo indice di arroganza, insofferenza alle regole e coda di paglia (ricorda molto da vicino l'atteggiamento processuale di un noto ex-presidente del consiglio).

Chiamarsi fuori è solo indice di VOLERE UNO STATO SOVRANO. Io non voglio niente sopra il mio stato, ok?

Swisström
12-01-2007, 13:39
Forse non ti è ben chiaro il concetto di libertà di stampa.
E' quel principio fondamentale per cui dev'essere possibile pubblicare qualsiasi contenuto, anche fortemente di parte (Lotta comunista è un esempio perfetto).
Poi tu sei liberissimo di contribuire o meno.

allora sei favorevole anche a pubblicazoni di stampo nazista o fascista?

nomeutente
12-01-2007, 14:18
Il discorso sulla "libertà di stampa" che fa LC è semplicemente questo: i giornali sono finanziati da gruppi economici, quindi non sono indipendenti, mentre il nostro costa 5 euro perché siamo indipendenti (liberi).
Non c'entra niente il contenuto della pubblicazione o il fatto che si chiami X o Y ma solo la fonte del finanziamento.

Con questo, si chiude l'OT, grazie.

LucaTortuga
12-01-2007, 14:47
forse a te non chiaro che questo principio dovrebbe valere per tutti...quando esisterà lotta nazista o lotta fascista allora saremo in libertà di stampa....ma si sa... per un comunista tutti sono uguali, ma chi non è comunista è meno uguale degli altri.
FINE OT

E perchè non lo pubblichi tu "lotta nazista"? Se passi da casa mia, 5€ li do a te come agli altri. Io ci credo davvero alla libertà di stampa (e di parola).

LucaTortuga
12-01-2007, 14:57
Che bello, così le nostre generazioni future si godranno il loro bel pianeta con il 5.2% di emissioni in meno rispetto ai valori del 1990, mentre faranno la fame perchè l'economia dei nostri paesi è crollata.
Alla faccia degli indianini, dei cinesini e degli americani. Che oltre alle minori emissioni si godono la florida economia.
Non serve a niente avere un pianeta un po più sano se poi muori di fame.

Esagerato, morire di fame... :doh: Al massimo non potremo più permetterci il SUV, il plasma da 50" e qualche altro costoso quanto inutile ammenicolo (il che non mi pare una tragedia, anzi).

Non firmare il protocollo di Kyoto significa sbattersi di ridurre l'inquinamento?

Sì.

Chiamarsi fuori è solo indice di VOLERE UNO STATO SOVRANO. Io non voglio niente sopra il mio stato, ok?

Contento tu.. Io invece vorrei che tutti gli stati rinunciassero alla propria sovranità in favore di un organo democratico mondiale (una cosa tipo ONU, ma senza paesi con diritto di veto).

~ZeRO sTrEsS~
12-01-2007, 15:01
Ti faccio un esempio.

Il paese X aderisce al protocollo di Kyoto
Il paese Y non vi aderisce

Il paese X non riesce a raggiungere gli obbiettivi minimi posti dal protocollo di kyoto, deve pagare una GROSSA penale per ciò.
Il paese Y non vi aderisce, neanch'esso raggiunge gli obbiettivi minimi posti dal protocollo di Kyoto, ma malgrado ciò ci si avvicina di più del paese X.
Esso però non deve pagare nessuna penale, visto che non ha aderito al protocollo di Kyoto.

Chi ha fatto meglio? Il paese X che si è fatto inculare economicamente e ha dato un minor contributo, pur avendo aderito al trattato di Kyoto ?
O il paese Y?





Economicamente, per l'economia dello stato, per le tasche dei contribuenti. PEr l'industria.




Niente niente, sai io amo buttare i miei soldi in inutili balzelli :rolleyes:
Come se queste fossero un buon modo per conseguire risultati...

Se permetti il mio interesse primario non è quello di diminuire le emissioni del 5,2% rispetot al 1990. Forse il tuo lo è. Il mio no.



Che bello, così le nostre generazioni future si godranno il loro bel pianeta con il 5.2% di emissioni in meno rispetto ai valori del 1990, mentre faranno la fame perchè l'economia dei nostri paesi è crollata.
Alla faccia degli indianini, dei cinesini e degli americani. Che oltre alle minori emissioni si godono la florida economia.

Non serve a niente avere un pianeta un po più sano se poi muori di fame.



Non firmare il protocollo di Kyoto significa sbattersi di ridurre l'inquinamento? No, significa non porsi obbiettivi irrealizzabili a fronte di forti penali.



Chiamarsi fuori è solo indice di VOLERE UNO STATO SOVRANO. Io non voglio niente sopra il mio stato, ok?

ma porta qualche esempio di quello che dici... dai fammi vedere come l'america rimedia al problema inquinamento :asd: piu' ad esempio della germania che ha aderito al trattato di tokyo... :asd:

FastFreddy
12-01-2007, 15:09
ma porta qualche esempio di quello che dici... dai fammi vedere come l'america rimedia al problema inquinamento :asd: piu' ad esempio della germania che ha aderito al trattato di tokyo... :asd:

Tanto per cominciare lo stato della California (e non è il solo), prevede per il 2020 restrizioni alle emissioni ancora più severe di quelle previste dal protocollo di Kyoto, con forti incentivi alla ricerca su sistemi di alimentazione alternativi, motori ibridi, etc. ...

BountyKiller
12-01-2007, 15:54
E perchè non lo pubblichi tu "lotta nazista"? Se passi da casa mia, 5€ li do a te come agli altri. Io ci credo davvero alla libertà di stampa (e di parola).

perchè se mi azzardo a farlo mi denunciano e finisco in galera... comunque apprezzo la tua coerenza. mi aspettavo che per la mia affermazione qualche moderatore mi avrebbe bannato..

satanaxe
12-01-2007, 15:59
i comunisti :O
quando governeranno il mondo :O

cioe MAI! :ciapet:

speriamo! :ahahah:

maxsona
12-01-2007, 22:41
Iraq, la strategia di Bush e la Führerbunkersyndrome (http://www.paginedidifesa.it/2007/bonsignore_070111.html)

Lucrezio
12-01-2007, 23:34
forse a te non chiaro che questo principio dovrebbe valere per tutti...quando esisterà lotta nazista o lotta fascista allora saremo in libertà di stampa....ma si sa... per un comunista tutti sono uguali, ma chi non è comunista è meno uguale degli altri.
FINE OT
Ti inviterei a non generalizzare in questo modo, anche se dici cose non offensive. ;)