majin mixxi
28-09-2006, 22:52
Da “Panorama” in edicola domani
1 – CON BERSANI L’INFORMATICA FA TILT…
Le società pubbliche non possono lavorare per gli altri. E rischiano il tracollo.
Dopo aver fatto arrabbiare tassisti, avvocati e farmacisti, il ciclone Bersani investe gli informatici. Sulla rotta del ministro liberalizzatore sono finite in particolare le società informatiche che fanno capo alle regioni e agli enti locali: un settore formato da una quarantina di società con un fatturato di 700 milioni, che ora, secondo una ricerca della Netics, potrebbe perdere 50 milioni di ricavi e 5 mila posti di lavoro.
In che modo? Semplice: la legge sulle liberalizzazioni del ministro allo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, all’articolo 13 stabilisce che le società del settore informatico a capitale totalmente o prevalentemente pubblico, controllate da regioni o enti locali, debbano operare esclusivamente con chi le ha costituite. Vieta loro quindi di svolgere prestazioni in favore di altri soggetti, pubblici o privati. Per esempio, la Lombardia Informatica, che fattura 93 milioni e che ha sviluppato uno dei più avanzati sistemi di gestione informatica della sanità d’Europa, non potrebbe vendere questa tecnologia ad altre regioni italiane.
E probabilmente dovrebbe cedere o vedere ridimensionate tre società in cui sono presenti soci privati. Così come la Datasiel della Regione Liguria (40 milioni di fatturato) vede in pericolo il 40 per cento del suo giro d’affari realizzato con altri enti pubblici.
Se l’obiettivo di Bersani era quello di limitare le interferenze delle aziende pubbliche nel mercato, il risultato, dicono le società informatiche coinvolte, è opposto: si favorirebbero in realtà solo i grandi colossi del computer. E per questo si preparano a chiedere un chiarimento al governo. (G.F.)
Quanti danni sta facendo costui?
1 – CON BERSANI L’INFORMATICA FA TILT…
Le società pubbliche non possono lavorare per gli altri. E rischiano il tracollo.
Dopo aver fatto arrabbiare tassisti, avvocati e farmacisti, il ciclone Bersani investe gli informatici. Sulla rotta del ministro liberalizzatore sono finite in particolare le società informatiche che fanno capo alle regioni e agli enti locali: un settore formato da una quarantina di società con un fatturato di 700 milioni, che ora, secondo una ricerca della Netics, potrebbe perdere 50 milioni di ricavi e 5 mila posti di lavoro.
In che modo? Semplice: la legge sulle liberalizzazioni del ministro allo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, all’articolo 13 stabilisce che le società del settore informatico a capitale totalmente o prevalentemente pubblico, controllate da regioni o enti locali, debbano operare esclusivamente con chi le ha costituite. Vieta loro quindi di svolgere prestazioni in favore di altri soggetti, pubblici o privati. Per esempio, la Lombardia Informatica, che fattura 93 milioni e che ha sviluppato uno dei più avanzati sistemi di gestione informatica della sanità d’Europa, non potrebbe vendere questa tecnologia ad altre regioni italiane.
E probabilmente dovrebbe cedere o vedere ridimensionate tre società in cui sono presenti soci privati. Così come la Datasiel della Regione Liguria (40 milioni di fatturato) vede in pericolo il 40 per cento del suo giro d’affari realizzato con altri enti pubblici.
Se l’obiettivo di Bersani era quello di limitare le interferenze delle aziende pubbliche nel mercato, il risultato, dicono le società informatiche coinvolte, è opposto: si favorirebbero in realtà solo i grandi colossi del computer. E per questo si preparano a chiedere un chiarimento al governo. (G.F.)
Quanti danni sta facendo costui?