View Full Version : "Signor presidente, voglio l'eutanasia"
"Signor presidente, voglio l'eutanasia"
Video appello di un malato terminale
Costretto a letto non può più muoversi, nè parlare a causa
della distrofia muscolare che lo condanna a una vita artificiale
di CLOTILDE VELTRI
Piergiorgio Welby,
co-presidente
dell'associazione Luca Coscioni
UN letto, un respiratore artificiale, un computer appoggiato sul comodino. Poi lui, immobile, lo sguardo fermo nella telecamera che lo riprende in un primo piano implacabile, senza via di scampo. Come la malattia - la distrofia muscolare - che lo tiene lì, prigioniero, ormai da mesi, di un corpo che "non è più mio, squadernato davanti ai medici, assistenti, parenti". Piergiorgio Welby, co-presidente dell'Associazione radicale Luca Coscioni, ha scelto di mettersi a nudo, di mostrare la propria condizione di malato terminale, per ottenere l'eutanasia. Il video è un appello-testimonianza inviato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
La non-vita scrutata dall'obiettivo della video camera scorre semplicemente e dolorosamente reale. Ancora di più perché la voce fuoricampo è quella di Piergiorgio, ma metallicamente alterata dal computer. Welby - che prima della malattia immaginiamo omone grande e grosso, con un tatuaggio sull'avambraccio, dalla zazzera scura e prorompente almeno quanto la vitalità che scaturisce dalle sue parole - non può più parlare autonomamente, non può più muoversi, non può più leggere o scrivere come faceva fino a due mesi fa anche grazie a internet. Attaccato a un respiratore artificiale, trascorre le giornate vegetando, in attesa di morire per potersi liberare da questo inumano calvario.
Racconta: "La giornata inizia con l'allarme del ventilatore polmonare mentre viene cambiato il filtro umidificatore e il catheter mounth, trascorre con il sottofondo della radio, tra frequenti aspirazioni delle secrezioni tracheali, monitoraggio dei parametri ossimetrici, pulizie personali, medicazioni, bevute di pulmocare".
Dettagli medici e tecnici che scandiscono un'esistenza negata in cui la persona lascia il posto al malato e la dignità diventa difficile da coltivare, anche persino da ricordare. "Io amo la vita, presidente - dice la voce metallica mentre due spilli castani perforano il video -. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l'amico che ti delude. Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso e morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche".
L'autanasia, spiega Piergiorgio dal suo sudario, è un modo per sottrarre chi è come lui - non solo lui - a questo oltraggio estremo, a questa barbarie. "Se fossi svizzero, belga o olandese" avrei questa opportunità, dice, ma sono italiano e quindi "il mio sogno, la mia volontà, che voglio porre in ogni sede, a partire da quelle politiche e giudiziarie è oggi nella mia mente più chiaro e preciso che mai: poter ottenere l' eutanasia. Vorrei che anche ai cittadini italiani sia data la stessa opportunità".
Un diritto, quello di vivere che, se si è malati terminali, si traduce in accanimento, in artificio. Una mostruosità. Piergiorgio cita Benedetto XVI: "Occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale". Ebbene, replica ancora la voce metallica, "che cosa c' è di 'naturale' in una sala di rianimazione? Che cosa c' è di naturale in un buco nella pancia e in una pompa che la riempie di grassi e proteine? Che cosa c' è di naturale in uno squarcio nella trachea e in una pompa che soffia l' aria nei polmoni? Che cosa c' è di naturale in un corpo tenuto biologicamente in funzione con l' ausilio di respiratori artificiali, alimentazione artificiale, idratazione artificiale, svuotamento intestinale artificiale, morte-artificialmente-rimandata? Quando un malato terminale decide di rinunciare agli affetti, ai ricordi, alle amicizie, alla vita e chiede di mettere fine ad una sopravvivenza crudelmente 'biologica', io credo che questa sua volontà debba essere rispettata ed accolta con quella pietas che rappresenta la forza e la coerenza del pensiero laico".
Piergiorgio Welby lo sa che il presidente Napolitano non può essere l'artefice di un pronunciamento sull'eutanasia, nè di una soluzione politica che deve scaturire, piuttosto, dal dibattito parlamentare. "Quello che però mi permetto di raccomandarle è la difesa del diritto di ciascuno e di tutti i cittadini di conoscere le proposte, le ragioni, le storie, le vcolontà e le vite che, come la mia, sono investite da questo confronto".
Spiega ancora la voce di Piergiorgio: "Una legge sull' eutanasia non è più la richiesta incomprensibile di pochi eccentrici. Anche in Italia, i disegni di legge depositati nella scorsa legislatura erano già quattro o cinque. L' associazione degli anestesisti, pur con molta cautela, ha chiesto una legge più chiara; il recente pronunciamento dello scaduto (e non ancora rinnovato) Comitato Nazionale per la bioetica sulle Direttive Anticipate di Trattamento ha messo in luce l' impossibilità di escludere ogni eventualità eutanasica nel caso in cui il medico si attenga alle disposizioni anticipate redatte dai pazienti. L' opinione pubblica è sempre più cosciente dei rischi insiti nel lasciare al medico ogni decisione sulle terapie da praticare". Piergiorgio Welby chiede innanzitutto attenzione verso chi soffre e vuole una soluzione perchè, conclude citando l'uomo di fede Jacques Pohier, "l'eutanasia non è morte dignitosa, ma morte opportuna".
http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/cronaca/eutanasia-welby/eutanasia-welby/eutanasia-welby.html
Per me sarebbe giusto accontentarlo :(
:.Blizzard.:
22-09-2006, 13:42
eh già ... :/
trallallero
22-09-2006, 13:45
certo che dal "diritto alla vita" al "dovere alla vita" ce ne passa.
Ma vaglielo a far capire a chi decide :rolleyes:
Franx1508
22-09-2006, 14:14
massima solidarietà e rispetto,per me dovrebbero concedergliela.
certo che dal "diritto alla vita" al "dovere alla vita" ce ne passa.
sono assolutamente d'accordo con questa affermazione.
Una persona non dovrebbe nemmeno arrivare al punto di chiedere a qualcun altro il permesso di morire, la malattia lo avrebbe già fatto da un pezzo probabilmente, se non fosse per l'accanimento terapeutico...
trallallero
22-09-2006, 14:38
sono assolutamente d'accordo con questa affermazione.
Una persona non dovrebbe nemmeno arrivare al punto di chiedere a qualcun altro il permesso di morire, la malattia lo avrebbe già fatto da un pezzo probabilmente, se non fosse per l'accanimento terapeutico...
ma ti rendi conto di che malattia stanno parlado ? sei cosciente ed immobile per il resto della tua "vita". Ed io che mi lamento delle 8 ore seduto :rolleyes:
Ho un nonno che si é tolto di nascosto le flebo perché aveva capito che non sarebbe piú uscito dall'ospedale (l'ho giá scritto da qualche parte) quindi capisco che si possa arrivare a quel desiderio, ma in questo caso penso non ci si debba neanche chiedere se si, se no, se quando.
Sehelaquiel
22-09-2006, 14:44
Non si puo' non provare grande empatia per questo grande uomo.
L'eutanasia volontaria non deve essere vietata.
L'ultima richiesta dignitosa, e totalmente condivisibile, di un uomo ancora lucido; deve essere accontentato.
FastFreddy
22-09-2006, 14:46
Per accontentarlo però dovrebbe essere approvata una legge apposita, visto che allo stato attuale chiunque l'accontentasse verrebbe accusato di omicidio volontario... :help:
http://multimedia.repubblica.it/home/424701
video
purtroppo molte persone come questa vengono private del proprio diritto di vivere in modo dignitoso, perchè secondo mè è di questo che si parla. ciascuno dovrebbe avere il diritto di vivere con dignità e, nel caso ciò fosse impossibile, di morire con altrettanta dignità. Ma solo ora si sta diffondendo, e a fatica, nella medicina italiani il concetto di qualità della vita e non di durata, spero che, per quando sarà il mio turno, le cose siano cambiate a sufficienza da poter decidere in tutta libertà
trallallero
22-09-2006, 15:08
*
Io (tocco palle e ferro) per eventualità simili ho precisi accordi (reciproci) con i parenti pù stretti. Poi magari di fronte a certe situazioni non avrei il coraggio...
ma tu puoi prendere gli accordi con chi ti pare, il problema é che se interrompi la vita (e i dolori) anche di un tuo parente stretto, finisci in galera per omicidio volontario
trallallero
22-09-2006, 15:13
Chiaro: pazienza! C'è una priorità per tutto nella vita.
Non ho capito. Dici che poco importa la galera, l'importante é la vita ?
mi piacerebbe vedere un messaggio del papa ridotto in quelle stesse condizioni che si pronuncia contro l'eutanasia. allora potrei prenderlo sul serio, pur continuando a non condividere.
ovviamente lo stesso discorso vale anche per tutti i suoi picciotti politicanti!!!
FastFreddy
22-09-2006, 15:23
mi piacerebbe vedere un messaggio del papa ridotto in quelle stesse condizioni che si pronuncia contro l'eutanasia. allora potrei prenderlo sul serio, pur continuando a non condividere.
ovviamente lo stesso discorso vale anche per tutti i suoi picciotti politicanti!!!
Aridaje cor vaticano...
Non mi pare che solo in Italia l'eutanasia non sia legale...
I paesi in cui è legale si contano sulle dita di una mano.
A volte mi chiedo se gli argomenti interessino in quanto tali o solo come mezzo per dare addosso a quello o a quell'altro...
Massima vicinanza con questa persona e prego affinchè il caro presidente della Repubblica...conceda questo atto...che per quanto brutto, non potrà che liberare questa povera persona da una NON-VITA. :(
Toccandomi e ritoccandomi...dovessi trovarmi un giorno in una simile circostanza...mi faccio trasferire finchè son lucido in olanda...almeno li sono permissivi anche in tal senso. ;)
tatrat4d
22-09-2006, 15:37
Massima vicinanza con questa persona e prego affinchè il caro presidente della Repubblica...conceda questo atto...che per quanto brutto, non potrà che liberare questa povera persona da una NON-VITA. :(
Il PdR non può fare nulla a riguardo.
ma ti rendi conto di che malattia stanno parlado ? sei cosciente ed immobile per il resto della tua "vita". Ed io che mi lamento delle 8 ore seduto :rolleyes:
Ho un nonno che si é tolto di nascosto le flebo perché aveva capito che non sarebbe piú uscito dall'ospedale (l'ho giá scritto da qualche parte) quindi capisco che si possa arrivare a quel desiderio, ma in questo caso penso non ci si debba neanche chiedere se si, se no, se quando.
eh? :mbe:
guarda che stiamo dicendo la stessa cosa...
Nevermind
22-09-2006, 15:49
Non c'è niente da dire a parte che viviamo in un paese con leggi fatte coi piedi.
trallallero
22-09-2006, 15:52
eh? :mbe:
guarda che stiamo dicendo la stessa cosa...
infatti, lo so, dov'é il problema ?
EDIT: "ma ti rendi conto di che malattia stanno parlado" forse sembra un attacco ?
siete troppo abituati a litigare qui eh :D
Mi chiamo trallallero e vengo in pace :)
trallallero
22-09-2006, 15:56
Al contrario: la dignità della vita è importante prima della vita stessa (in questi casi). La galera (che poi ti danno un sacco di attenuanti) poco conta di fronte a queste cose. Imho, ovviamente!
no ok, stiamo dicendo la stessa cosa ma non ci siamo capiti ;)
Per me "l'importante é la vita ?" va inteso come la vita da vivi e mobili.
Quindi "poco importa la galera, l'importante é la vita ?" significa: sticazzi vado in galera ma ci tengo alla "vita" dei miei cari ;)
infatti, lo so, dov'é il problema ?
EDIT: "ma ti rendi conto di che malattia stanno parlado" forse sembra un attacco ?
ehm... si :D
cmq ok :)
Un buon passo sarebbe la diffusione del testamento biologico, ma purtroppo anche in questo siamo indietro. A costo di sembrare fissato, ma anche qui la cultura cattolica ha le sue belle responsabilità, e pensiamo che fino a pochi anni fa negli ospedali italiani l'assistenza era diretta da suore, che molto cristianamente lesinavano morfina ai malati che ne avevano bisogno. Eggià, bisogna soffrire e possibilmente manifestarlo platealmente, per essere assunti in cielo.
trallallero
22-09-2006, 16:22
ehm... si :D
cmq ok :)
peace and love :flower:
:D
trallallero
22-09-2006, 16:24
Un buon passo sarebbe la diffusione del testamento biologico, ma purtroppo anche in questo siamo indietro. A costo di sembrare fissato, ma anche qui la cultura cattolica ha le sue belle responsabilità, e pensiamo che fino a pochi anni fa negli ospedali italiani l'assistenza era diretta da suore, che molto cristianamente lesinavano morfina ai malati che ne avevano bisogno. Eggià, bisogna soffrire e possibilmente manifestarlo platealmente, per essere assunti in cielo.
infatti, la presenza o meno del Vaticano non mi sembra determinante. Semmai la cultura che ha creato :rolleyes:
Anche se ... mi sembra che la laica Francia sia contraria all'eutanasia. No ?
Testo integrale:
Caro Presidente,
scrivo a Lei, e attraverso Lei mi rivolgo anche a quei cittadini che avranno la possibilità di ascoltare queste mie parole, questo mio grido, che non è di disperazione, ma carico di speranza umana e civile per questo nostro Paese.
Fino a due mesi e mezzo fa la mia vita era sì segnata da difficoltà non indifferenti, ma almeno per qualche ora del giorno potevo, con l'ausilio del mio computer, scrivere, leggere, fare delle ricerche, incontrare gli amici su internet. Ora sono come sprofondato in un baratro da dove non trovo uscita.
La giornata inizia con l'allarme del ventilatore polmonare mentre viene cambiato il filtro umidificatore e il catheter mounth, trascorre con il sottofondo della radio, tra frequenti aspirazioni delle secrezioni tracheali, monitoraggio dei parametri ossimetrici, pulizie personali, medicazioni, bevute di pulmocare. Una volta mi alzavo al più tardi alle dieci e mi mettevo a scrivere sul pc. Ora la mia patologia, la distrofia muscolare, si è talmente aggravata da non consentirmi di compiere movimenti, il mio equilibrio fisico è diventato molto precario. A mezzogiorno con l'aiuto di mia moglie e di un assistente mi alzo, ma sempre più spesso riesco a malapena a star seduto senza aprire il computer perchè sento una stanchezza mortale. Mi costringo sulla sedia per assumere almeno per un'ora una posizione differente di quella supina a letto. Tornato a letto, a volte, mi assopisco, ma mi risveglio spaventato, sudato e più stanco di prima. Allora faccio accendere la radio ma la ascolto distrattamente. Non riesco a concentrarmi perché penso sempre a come mettere fine a questa vita. Verso le sei faccio un altro sforzo a mettermi seduto, con l'aiuto di mia moglie Mina e mio nipote Simone. Ogni giorno vado peggio, sempre più debole e stanco. Dopo circa un'ora mi accompagnano a letto. Guardo la tv, aspettando che arrivi l'ora della compressa del Tavor per addormentarmi e non sentire più nulla e nella speranza di non svegliarmi la mattina.
Io amo la vita, Presidente. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l'amico che ti delude. Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso – morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita – è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. Il mio corpo non è più mio ... è lì, squadernato davanti a medici, assistenti, parenti. Montanelli mi capirebbe. Se fossi svizzero, belga o olandese potrei sottrarmi a questo oltraggio estremo ma sono italiano e qui non c'è pietà.
Starà pensando, Presidente, che sto invocando per me una "morte dignitosa". No, non si tratta di questo. E non parlo solo della mia, di morte.
La morte non può essere "dignitosa"; dignitosa, ovvero decorosa, dovrebbe essere la vita, in special modo quando si va affievolendo a causa della vecchiaia o delle malattie incurabili e inguaribili. La morte è altro. Definire la morte per eutanasia "dignitosa" è un modo di negare la tragicità del morire. È un continuare a muoversi nel solco dell'occultamento o del travisamento della morte che, scacciata dalle case, nascosta da un paravento negli ospedali, negletta nella solitudine dei gerontocomi, appare essere ciò che non è. Cos'è la morte? La morte è una condizione indispensabile per la vita. Ha scritto Eschilo: "Ostico, lottare. Sfacelo m'assale, gonfia fiumana. Oceano cieco, pozzo nero di pena m'accerchia senza spiragli. Non esiste approdo".
L'approdo esiste, ma l'eutanasia non è "morte dignitosa", ma morte opportuna, nelle parole dell'uomo di fede Jacques Pohier. Opportuno è ciò che "spinge verso il porto"; per Plutarco, la morte dei giovani è un naufragio, quella dei vecchi un approdare al porto e Leopardi la definisce il solo "luogo" dove è possibile un riposo, non lieto, ma sicuro. In Italia, l'eutanasia è reato, ma ciò non vuol dire che non "esista": vi sono richieste di eutanasia che non vengono accolte per il timore dei medici di essere sottoposti a giudizio penale e viceversa, possono venir praticati atti eutanasici senza il consenso informato di pazienti coscienti. Per esaudire la richiesta di eutanasia, alcuni paesi europei, Olanda, Belgio, hanno introdotto delle procedure che consentono al paziente "terminale" che ne faccia richiesta di programmare con il medico il percorso di "approdo" alla morte opportuna.
Una legge sull'eutanasia non è più la richiesta incomprensibile di pochi eccentrici. Anche in Italia, i disegni di legge depositati nella scorsa legislatura erano già quattro o cinque. L'associazione degli anestesisti, pur con molta cautela, ha chiesto una legge più chiara; il recente pronunciamento dello scaduto (e non ancora rinnovato) Comitato Nazionale per la bioetica sulle Direttive Anticipate di Trattamento ha messo in luce l'impossibilità di escludere ogni eventualità eutanasica nel caso in cui il medico si attenga alle disposizioni anticipate redatte dai pazienti. Anche nella diga opposta dalla Chiesa si stanno aprendo alcune falle che, pur restando nell'alveo della tradizione, permettono di intervenire pesantemente con le cure palliative e di non intervenire con terapie sproporzionate che non portino benefici concreti al paziente. L'opinione pubblica è sempre più cosciente dei rischi insiti nel lasciare al medico ogni decisione sulle terapie da praticare. Molti hanno assistito un famigliare, un amico o un congiunto durante una malattia incurabile e altamente invalidante ed hanno maturato la decisione di, se fosse capitato a loro, non percorrere fino in fondo la stessa strada. Altri hanno assistito alla tragedia di una persona in stato vegetativo persistente.
Quando affrontiamo le tematiche legate al termine della vita, non ci si trova in presenza di uno scontro tra chi è a favore della vita e chi è a favore della morte: tutti i malati vogliono guarire, non morire. Chi condivide, con amore, il percorso obbligato che la malattia impone alla persona amata, desidera la sua guarigione. I medici, resi impotenti da patologie finora inguaribili, sperano nel miracolo laico della ricerca scientifica. Tra desideri e speranze, il tempo scorre inesorabile e, con il passare del tempo, le speranze si affievoliscono e il desiderio di guarigione diventa desiderio di abbreviare un percorso di disperazione, prima che arrivi a quel termine naturale che le tecniche di rianimazione e i macchinari che supportano o simulano le funzioni vitali riescono a spostare sempre più in avanti nel tempo. Per il modo in cui le nostre possibilità tecniche ci mantengono in vita, verrà un giorno che dai centri di rianimazione usciranno schiere di morti-viventi che finiranno a vegetare per anni. Noi tutti probabilmente dobbiamo continuamente imparare che morire è anche un processo di apprendimento, e non è solo il cadere in uno stato di incoscienza.
Sua Santità, Benedetto XVI, ha detto che "di fronte alla pretesa, che spesso affiora, di eliminare la sofferenza, ricorrendo perfino all'eutanasia, occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale". Ma che cosa c'è di "naturale" in una sala di rianimazione? Che cosa c'è di naturale in un buco nella pancia e in una pompa che la riempie di grassi e proteine? Che cosa c'è di naturale in uno squarcio nella trachea e in una pompa che soffia l'aria nei polmoni? Che cosa c'è di naturale in un corpo tenuto biologicamente in funzione con l'ausilio di respiratori artificiali, alimentazione artificiale, idratazione artificiale, svuotamento intestinale artificiale, morte-artificialmente-rimandata? Io credo che si possa, per ragioni di fede o di potere, giocare con le parole, ma non credo che per le stesse ragioni si possa "giocare" con la vita e il dolore altrui.
Quando un malato terminale decide di rinunciare agli affetti, ai ricordi, alle amicizie, alla vita e chiede di mettere fine ad una sopravvivenza crudelmente ‘biologica' – io credo che questa sua volontà debba essere rispettata ed accolta con quella pietas che rappresenta la forza e la coerenza del pensiero laico.
Sono consapevole, Signor Presidente, di averle parlato anche, attraverso il mio corpo malato, di politica, e di obiettivi necessariamente affidati al libero dibattito parlamentare e non certo a un Suo intervento o pronunciamento nel merito. Quello che però mi permetto di raccomandarle è la difesa del diritto di ciascuno e di tutti i cittadini di conoscere le proposte, le ragioni, le storie, le volontà e le vite che, come la mia, sono investite da questo confronto.
Il sogno di Luca Coscioni era quello di liberare la ricerca e dar voce, in tutti i sensi, ai malati. Il suo sogno è stato interrotto e solo dopo che è stato interrotto è stato conosciuto. Ora siamo noi a dover sognare anche per lui.
Il mio sogno, anche come co-Presidente dell'Associazione che porta il nome di Luca, la mia volontà, la mia richiesta, che voglio porre in ogni sede, a partire da quelle politiche e giudiziarie è oggi nella mia mente più chiaro e preciso che mai: poter ottenere l'eutanasia. Vorrei che anche ai cittadini italiani sia data la stessa opportunità che è concessa ai cittadini svizzeri, belgi, olandesi.
Fonte:
http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/arti.php?id=155589
trallallero
22-09-2006, 16:58
Oggi ho scritto a qualcuno: "la morte é la velocitá minima alla quale si muore" (frase letta in inglese da qualche parte).
Ma non é vera! questo pover'uomo potrebbe rimanere cosí per anni quindi morire alla velocitá delle lumache :(
:.Blizzard.:
22-09-2006, 17:31
Io mi auguro solo che si arrivi ad approvare il suicidio assistito in Italia. Sarebbe un grosso passo in avanti. E sono più che convinto che se venisse indetto un referendum propositivo si arriverebbe a una netta maggioranza di favore.
indelebile
22-09-2006, 17:43
c'è chi parlava di ragione.....e lo stesso che parla di sacralità e inviolabilità della vita umana, sempre.
Lucrezio
22-09-2006, 17:50
Spero che gliela concedano... e che ne approfittino per riprendere il dibattito :(
ErbaLibera
22-09-2006, 17:57
Sarebbe finalmente l'ora di fare una legge sull'eutanasia,un malato terminale avrà pur diritto di scegliere di morire anzitempo(e che anzitempo....)calcolando quello che non potrà fare fino alla fine naturale.
Si puo sapere chi blocca o vuole bloccare tale legge?
Si è sentita una voce dal vaticano appena ho detto "eutanasia", mi sa che era Ruini che diceva "che cosa?" :sofico:
a quest'uomo e a malati terminali che soffrono e non hanno più una vita degna di tale nome l'eutanasia va concessa, assolutamente.Sono favorevolissimo.
:.Blizzard.:
22-09-2006, 18:09
Sarebbe finalmente l'ora di fare una legge sull'eutanasia,un malato terminale avrà pur diritto di scegliere di morire anzitempo(e che anzitempo....)calcolando quello che non potrà fare fino alla fine naturale.
Si puo sapere chi blocca o vuole bloccare tale legge?
inizia con pa e finisce con pa :stordita:
ErbaLibera
22-09-2006, 18:18
inizia con pa e finisce con pa :stordita:
Ti scoccia se ti chiedo di spiegarti meglio?(ho capito che vuoi dire eh è solo che voglio avere qualcosa di piu su cui parlare :D )
Io mi auguro solo che si arrivi ad approvare il suicidio assistito in Italia. Sarebbe un grosso passo in avanti. E sono più che convinto che se venisse indetto un referendum propositivo si arriverebbe a una netta maggioranza di favore.
Ma i radicali, che propongono sempre referendum, non lo avevano già proposto in passato? Forse non è stato approvato? Perchè ieri sera a pirmo piano Pannella non ha accennato ad un referendum? Non è materia referendaria questa? Si sono scocciati di andare in giro a raccogliere firme? :mbe:
indelebile
23-09-2006, 16:30
E' inutile un referendum
si sta puntanto sul più logico testamento biologico
indelebile
23-09-2006, 16:33
“La prova suprema è il dono della vita, fino ad accettare la morte per testimoniare la fede in Gesù Cristo. Come sempre nella storia cristiana, i martiri, cioè i testimoni, sono numerosi ed indispensabili al cammino del Vangelo”
Giovanni Paolo II, Redemptoris Missio
la risposta di napolitano
"Caro Welby, sull'eutanasia
auspico un dibattito parlamentare"
La risposta del presidente Giorgio Napolitano al malato terminale
Caro Welby,
ho ascoltato e letto con profonda partecipazione emotiva l'appello che lei ha voluto pubblicamente rivolgermi. Ne sono stato toccato e colpito come persona e come Presidente.
Lei ha mostrato piena comprensione della natura e dei limiti del ruolo che il Parlamento mi ha chiamato ad assolvere, secondo il dettato e lo spirito della nostra Costituzione.
Penso che tra le mie responsabilità vi sia quella di ascoltare con la più grande attenzione quanti esprimano sentimenti e pongano problemi che non trovano risposta in decisioni del governo, del Parlamento, delle altre autorità cui esse competono. E quindi raccolgo il suo messaggio di tragica sofferenza con sincera comprensione e solidarietà. Esso può rappresentare un'occasione di non frettolosa riflessione su situazioni e temi, di particolare complessità sul piano etico, che richiedono un confronto sensibile e approfondito, qualunque possa essere in definitiva la conclusione approvata dai più.
Mi auguro che un tale confronto ci sia, nelle sedi più idonee, perché il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l'elusione di ogni responsabile chiarimento. Con sentimenti di rinnovata partecipazione,
Giorgio Napolitano
http://www.repubblica.it/2006/09/sez...a/lettera.html
picciotti politicanti!!!
Sicuro di non aver un tantino abusato dell'analogia? No eh?
“La prova suprema è il dono della vita, fino ad accettare la morte per testimoniare la fede in Gesù Cristo. Come sempre nella storia cristiana, i martiri, cioè i testimoni, sono numerosi ed indispensabili al cammino del Vangelo”
Giovanni Paolo II, Redemptoris Missio
E' ovvio che la Chiesa dica questo in relazione alla vita cristiana.
inizia con pa e finisce con pa :stordita:
O quelli che lui rappresenta, cioè una buona parte della popolazione (sia per tradizione sia per prassi): la smettiamo di "dare la colpa" ad un individuo per la posizione (legittima e liberamente accettata) di molti e che egli si sente in dovere di difendere ma non imporre?
gigio2005
24-09-2006, 15:03
"L'eutanasia non è e non potrà mai essere un diritto civile, in quanto il privare un essere umano della propria vita è sempre una forma di violenza. E' evidente che - conclude Calderoli- ogni forma di accanimento terapeutico mortifica la dignità della vita, ma è altrettanto vero che a nessuno può essere consentito di dare la morte".
http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/cronaca/eutanasia-welby/reazioni-napolitano/reazioni-napolitano.html
qualcuno compri un biglietto aereo per gli USA al signor calderoli...si accorgera' presto di una simpatica tradizione statunitense attuata talvolta in sostituzione degli ergastoli.......
per concludere riporto dall'intervista DEL MILLENNIO: (grazie Veronesi)
....La cultura cattolica non accetterà mai questa visione.
"Certo, se si afferma il principio della sacralità della vita, che la vita appartiene non a te ma a Dio, allora tutti i termini cambiano. Ma attenzione: nessuno vuole imporre a un religioso di suicidarsi. Chiediamo solo che per un non credente sia possibile farlo. Perché non è giusto imporre un credo a un non credente". ...
http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/cronaca/eutanasia-welby/intervista-veronesi/intervista-veronesi.html
"L'eutanasia non è e non potrà mai essere un diritto civile, in quanto il privare un essere umano della propria vita è sempre una forma di violenza. E' evidente che - conclude Calderoli- ogni forma di accanimento terapeutico mortifica la dignità della vita, ma è altrettanto vero che a nessuno può essere consentito di dare la morte".
http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/cronaca/eutanasia-welby/reazioni-napolitano/reazioni-napolitano.html
qualcuno compri un biglietto aereo per gli USA al signor calderoli...si accorgera' presto di una simpatica tradizione statunitense attuata talvolta in sostituzione degli ergastoli.......
per concludere riporto dall'intervista DEL MILLENNIO: (grazie Veronesi)
....La cultura cattolica non accetterà mai questa visione.
"Certo, se si afferma il principio della sacralità della vita, che la vita appartiene non a te ma a Dio, allora tutti i termini cambiano. Ma attenzione: nessuno vuole imporre a un religioso di suicidarsi. Chiediamo solo che per un non credente sia possibile farlo. Perché non è giusto imporre un credo a un non credente". ...
http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/cronaca/eutanasia-welby/intervista-veronesi/intervista-veronesi.html
grandissimo Veronesi
concordo al 100%
e grande anche Indro
federuko
24-09-2006, 15:51
Aridaje cor vaticano...
Non mi pare che solo in Italia l'eutanasia non sia legale...
I paesi in cui è legale si contano sulle dita di una mano.
A volte mi chiedo se gli argomenti interessino in quanto tali o solo come mezzo per dare addosso a quello o a quell'altro...
a bbello,
er probblema è che l'italia è 'na nazzione eteroggenea: te sei de a capitale, io so bbburino de 'na reggione laica. Tu, è dumil' anni che se' schiavo der papa e ce stai bbene perchè tieni l'impicci cor vaticano; noi stavamo bbene, anzi pure mejo, anche prima dell' unificazione, l'impicci cor papa nun ce l'avemo avuti mai e manco ce li volemo ave'!
questo pe ditte che ce o so che tu nun ce vedi niente de strano, ao, se' romano! Ma io romano nun ce so' e ar papa dico no!!!!
quando per metter fine alle proprie sofferenze bisogna implorare qualcuno affinche te lo conceda .. allora per me significa che sotto questo aspetto viviamo in un paese assai INCIVILE.
FastFreddy
24-09-2006, 16:36
a bbello,
er probblema è che l'italia è 'na nazzione eteroggenea: te sei de a capitale, io so bbburino de 'na reggione laica. Tu, è dumil' anni che se' schiavo der papa e ce stai bbene perchè tieni l'impicci cor vaticano; noi stavamo bbene, anzi pure mejo, anche prima dell' unificazione, l'impicci cor papa nun ce l'avemo avuti mai e manco ce li volemo ave'!
questo pe ditte che ce o so che tu nun ce vedi niente de strano, ao, se' romano! Ma io romano nun ce so' e ar papa dico no!!!!
Vabbè, dopo questa il Belli e Trilussa hanno avuto un sussulto nella tomba... :D
Tornando seri, siamo sicuri che il problema sia solo il vaticano? Anche nella laicissima Francia mi pare che non ci sia il diritto all'eutanasia, ne tantomeno in UK (che col vaticano ha ancora meno a che fare)...
gigio2005
24-09-2006, 17:26
Vabbè, dopo questa il Belli e Trilussa hanno avuto un sussulto nella tomba... :D
Tornando seri, siamo sicuri che il problema sia solo il vaticano? Anche nella laicissima Francia mi pare che non ci sia il diritto all'eutanasia, ne tantomeno in UK (che col vaticano ha ancora meno a che fare)...
infatti i vari mastella...storace...calderoli (calderoli???) esponendo le proprie ragioni non hanno mai parlato di valori cattolici.............................
FastFreddy
24-09-2006, 17:34
infatti i vari mastella...storace...calderoli (calderoli???) esponendo le proprie ragioni non hanno mai parlato di valori cattolici.............................
Quindi secondo te chi non è cattolico automaticamente è favorevole all'eutanasia?
E allora perchè nei paesi non cattolici non è ancora una pratica comune?
E perchè in alcuni paesi cattolici invece è una pratica comune?
A me sembra che il dibattito sul'eutanasia sia ben più ampio di un semplice scontro credenti Vs non credenti.
gigio2005
24-09-2006, 17:42
Quindi secondo te chi non è cattolico automaticamente è favorevole all'eutanasia?
non ho mai detto questo...se mi sbaglio ti prego di riportarmi il quote...
ho solo detto che i vari mastella etc come prima argomentazione portano i valori cattolici...dato di fatto...
religione che appunto non c'entra un fico in questa storia come asserisci anche tu ;)
FastFreddy
24-09-2006, 17:49
Per la cronaca: fondamentalmente sono favorevole all'eutanasia, anche se qualche dubbio me lo pongo, ad esempio l'affidabilità delle diagnosi. Oppure ancora i criteri con i quali un medico dovrebbe autorizzarla...
religione che appunto non c'entra un fico in questa storia come asserisci anche tu ;)
Nella fattispecie no, ma se fai un discorso generale non puoi non tenerne conto.
giannola
24-09-2006, 18:14
mi piacerebbe vedere un messaggio del papa ridotto in quelle stesse condizioni che si pronuncia contro l'eutanasia. allora potrei prenderlo sul serio, pur continuando a non condividere.
ovviamente lo stesso discorso vale anche per tutti i suoi picciotti politicanti!!!
guarda c'è stato un papa ridotto in pessime condizioni che si è sempre opposto all'eutanasia, nemmeno troppo tempo fa, si chiamava Karol Woytila, è stato una persona veramente coraggiosa.
Se vuoi prendere un papa sul serio prendi il suo esempio.
C'è da dire però che nn tutti hanno questo coraggio, nè si può pretenderlo.
Il dolore, la sofferenza sono cose serie, per cui se uno se la sente di arrivare fino alla fine del suo cammino bene, se uno nn ce la fa come nel caso del soggetto del 3d è giusto prevedere la possibilità legale di un'eutanasia.
guarda c'è stato un papa ridotto in pessime condizioni che si è sempre opposto all'eutanasia, nemmeno troppo tempo fa, si chiamava Karol Woytila, è stato una persona veramente coraggiosa.
Se vuoi prendere un papa sul serio prendi il suo esempio.
C'è da dire però che nn tutti hanno questo coraggio, nè si può pretenderlo.
Il dolore, la sofferenza sono cose serie, per cui se uno se la sente di arrivare fino alla fine del suo cammino bene, se uno nn ce la fa come nel caso del soggetto del 3d è giusto prevedere la possibilità legale di un'eutanasia.
Bell'esempio: Giovanni Paolo non era in condizioni tali per cui l'eutanasia sarebbe stata autorizzata praticamente da nessuna legislazione. Era in grado, a suo modo, di interagire in modo umano con il mondo circostante. Non era collegato a macchine. Fosse stato attaccato ad un respiratore sta sicuro che le gerarchie vaticane anti-eutanasia sarebbero state le prime a staccare la spina, perchè un Papa per anni in quelle condizioni non può assolvere al proprio ruolo. E comunque, e questo dovrebbe essere un principio universale, ognuno dovrebbe essere libero di operare la propria scelta o delegare qualcuno a farlo. Chi sceglie e chiede la dolce morte NON E' un vigliacco.
giannola
24-09-2006, 18:25
Bell'esempio: Giovanni Paolo non era in condizioni tali per cui l'eutanasia sarebbe stata autorizzata praticamente da nessuna legislazione. Era in grado, a suo modo, di interagire in modo umano con il mondo circostante. Non era collegato a macchine. Fosse stato attaccato ad un respiratore sta sicuro che le gerarchie vaticane anti-eutanasia sarebbero state le prime a staccare la spina, perchè un Papa per anni in quelle condizioni non può assolvere al proprio ruolo. E comunque, e questo dovrebbe essere un principio universale, ognuno dovrebbe essere libero di operare la propria scelta o delegare qualcuno a farlo. Chi sceglie e chiede la dolce morte NON E' un vigliacco.
ma infatti è proprio quello che ho detto più sotto.
tutti in vena di litigare oggi ? :grrr: :fuck: :D
federuko
24-09-2006, 18:32
W l'amore:
per i sani e per i malati
per i belli e per i brutti
per i vivi e per i morti
Sono contrario all'eutanasia e una legge che la rendesse legale implicherebbe modifiche a leggi vigenti che sarebbero IMHO pericolose. Per dirne una l'art 5 c.c. [Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica...] sarebbe da abrogare..e quindi un argine in meno contro il commercio di organi.
Inoltre vi sono problemi morali che ho già trattato nel MacBlog in sign e a cui rimando.
La questione del testamento biologico è invece cosa distinta e meritevole di un confronto serio in Parlamento: una buona legge bipartisan sarebbe auspicabile per evitare il ricorso all'accanimento terapeutico.
Allora distinguiamo eutanasia da cessazione dell'accanimento terapeutico e partiamo da quello per trovare punti di convergenza. Anche i cattolici, alcuni, sarebbero d'accordo. Ma rigettare la questione in toto mi pare davvero barbaro.
nomeutente
25-09-2006, 15:41
Sono contrario all'eutanasia e una legge che la rendesse legale implicherebbe modifiche a leggi vigenti che sarebbero IMHO pericolose. Per dirne una l'art 5 c.c. [Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica...] sarebbe da abrogare..e quindi un argine in meno contro il commercio di organi.
Non mi pare che questo rappresenti un problema, è sufficiente evitare di abrogare l'articolo e aggiungere "ad eccezione dei seguenti casi" come si fa di solito per deroghe più o meno marcate :boh:
Mi pare sia anche la posizione di Marini e Rutelli (non ho ancora letto niente di Casini/Fini in merito. Berlusconi si era già espresso in passato in favore del testamento biologico..ma come è risaputo in FI su questi temi si va in ordine sparso).
Il punto è per me è evitare di far passare il concetto che ci sono vite indegne di essere vissute. Non è così e se qualcuno è in difficoltà diventa compito dello Stato non aiutarlo a morire, quanto piuttosto intervenire per migliorare l'attività di supporto e portare avanti la ricerca che consenta di *guarirlo* in prospettiva.
Non mi pare che questo rappresenti un problema, è sufficiente evitare di abrogare l'articolo e aggiungere "ad eccezione dei seguenti casi" come si fa di solito per deroghe più o meno marcate :boh:
Come misuri il livello minimo in cui tale pratica può essere consentita? Per non contare il problema del ruolo dello Stato che ho esposto nel post precedente.
nomeutente
25-09-2006, 16:09
Come misuri il livello minimo in cui tale pratica può essere consentita? Per non contare il problema del ruolo dello Stato che ho esposto nel post precedente.
A mio avviso non è una questione di livello minimo. Giustamente tu sottolinei la legislazione sul commercio di organi ecc. che deve essere lasciata stare. Non è che se passa la legge sull'eutanasia diventa lecito fare scempio del proprio corpo per sopravvivere vendendo un rene al miglior offerente: per far questo si deve studiare una legislazione che non lasci spazio all'interpretazione.
Sull'altro problema che poni, cioé
Il punto è per me è evitare di far passare il concetto che ci sono vite indegne di essere vissute.
Sono d'accordo con te: nessuno può essere autorizzato a giudicare se la vita di un altro è degna o meno, tuttavia credo che ciascuno dovrebbe essere libero di giudicare la propria, in qualsiasi senso la voglia giudicare e non solo se è malato.
jumpermax
25-09-2006, 16:41
Il punto è per me è evitare di far passare il concetto che ci sono vite indegne di essere vissute. Non è così e se qualcuno è in difficoltà diventa compito dello Stato non aiutarlo a morire, quanto piuttosto intervenire per migliorare l'attività di supporto e portare avanti la ricerca che consenta di *guarirlo* in prospettiva.
Io farei passare il concetto che non è compito dello stato decidere quale vita sia degna di essere vissuta. Io rispetterei sempre una scelta presa nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, perchè la vita appartiene alla persona che la vive e a nessun altro. Questo non implica certo che si debba dare libertà di buttarla via quando meglio si crede, per quanto nei fatti questa libertà ci sia, provate a fermare una persona normale davvero determinata a togliersi la vita. O la legate a letto o è impossibile.
Io farei passare il concetto che non è compito dello stato decidere quale vita sia degna di essere vissuta. Io rispetterei sempre una scelta presa nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, perchè la vita appartiene alla persona che la vive e a nessun altro. Questo non implica certo che si debba dare libertà di buttarla via quando meglio si crede, per quanto nei fatti questa libertà ci sia, provate a fermare una persona normale davvero determinata a togliersi la vita. O la legate a letto o è impossibile.
Si, ma fin quando c'è gente che è convinta che la propria vita appartenga a Dio... Il che può anche andarmi bene, ma come al solito si pretende di estendere la propria visione a tutto il mondo animale, salvo poi lamentarsi di presunte intolleranze quando qualcuno, giustamente, si ribella a certe imposizioni.
"Lasciatemi andare alla Casa del Padre" - Carol Wojtyla
http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/noti.php?id=140433
...Una breve nota della Santa Sede di venerdi' 1 aprile, di mattina presto, informava che il papa, malgrado l'aggravarsi delle sue condizioni di salute, aveva chiesto di restare nel suo appartamento, e che gli venisse evitato un nuovo ricovero. Al Gemelli, ormai da anni, era pronta un'ala solo per lui, che lo aveva ospitato non piu' tardi di un mese prima. Con apparecchi per la rianimazione, la respirazione artificiale, la stimolazione cardiaca: tutto quello che serve a un paziente gravissimo. Il papa aveva la febbre alta, dovuta a un'infezione alle vie urinarie. Respirava a fatica, non si nutriva piu' autonomamente, non parlava. Il medico Buzzonetti, per ovvie ragioni di rispetto e di prudenza, non ha mai dato una risposta esplicita alla domanda se il papa avrebbe tratto o no giovamento da un eventuale ricovero gia' la sera del 30 marzo. Di certo non lo ha mai negato.
Fatto sta che Wojtyla rimase in agonia per quasi tre giorni, assistito da apparecchiature mediche elementari (stando ai racconti, semplicemente una bombola ad ossigeno e una flebo). Lo aveva chiesto lui? Se davvero ha pronunciato la frase "Lasciatemi andare", sembra di si'. Si puo' definire "eutanasia passiva"? Cioe' una pietosa cessazione di attivita' terapeutiche atte solo a prolungare un'agonia? Probabilmente si'. Eppure, la dottrina della Chiesa, pur con alcuni distinguo che vedremo, non ammette l'eutanasia, neanche quella passiva.
...
Resta il fatto che nelle stanze Vaticane, in quelle ore drammatiche, si decise per la certezza della morte a breve, e si tralascio' l'estremo tentativo di rianimazione in una struttura specializzata. Un gesto di pieta' umana, che forse dovrebbe far riflettere gli estensori dei severissimi documenti che esaltano il dolore e condannano ogni tentativo di accorciarlo.
"Lasciatemi andare alla Casa del Padre" - Carol Wojtyla
http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/noti.php?id=140433
...non ho parole... :(
se fosse vero avrebbero fatto la cosa giusta, ma allo stesso tempo lo dovrebbero ammettere pubblicamente.
Certo che la Chiesa è una costante delusione. Ormai lo diciamo noi stessi cristiani.
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