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View Full Version : oppio, il vero nemico dell'Afghanistan


Adric
30-08-2006, 03:22
Karzai: E' l'oppio il vero nemico dell'Afghanistan
Martedì, 22 agosto

La coltivazione di oppio incoraggia il terrorismo e per questo rappresenta il pericolo numero uno dell'Afghanistan: e' l'allarme lanciato dal presidente afghano Hamid Karzai nel corso della seconda conferenza antidroga, nella quale ha riconosciuto che poco e' stato fatto a livello internazionale per estirpare l'oppio, di cui l'Afghanistan e' il maggior produttore mondiale. ''C'e' un'unica scelta: distruggere la droga - ha detto Karzai - o la droga distruggera' noi. Pensavamo che in nostro piu' grande nemico fosse il terrorismo, ma oggi apprendiamo che la coltivazione di papaveri rappresenta il nemico principale dell'Afghanistan''.

Karzai ha aggiunto che poco e' stato fatto dopo la prima conferenza antidroga, nel 2004: ''due anni fa - ha ricordato Karzai - abbiamo tenuto una conferenza simile e non abbiamo alcun risultato da mostrare al mondo''. Usa e Gran Bretagna sono i principali sostenitori della necessita' di tagliare la produzione dell'oppio, ma l'area sarebbe addirittura cresciuta: un ufficiale anti droga occidentale la settimana scorsa ha affermato infatti che quest'anno sono stati piantati papaveri per oltre il 40% della piantagione totale, e la coltivazione di Helmand, la principale provincia produttrice di oppio, sarebbe quasi triplicata.
(canisciolti.info)

Adric
30-08-2006, 03:44
La narcoguerra dell'Afghanistan
Martedì, 22 agosto

In questi giorni, com'è ovvio, le fonti di informazione sono piene di notizie riguardanti Israele, il Libano ed in parte anche Iran e Iraq. Ma c'è un altro Paese in cui la guerriglia ormai miete vittime giornalmente, ma quasi nessuno ne parla, se non quando si tratta di rifinanziare le missioni all'estero. Eppure stiamo parlando del Paese da cui tutto è iniziato ormai quasi 5 anni fa e che continua ad essere una terra di nessuno, dove i Signori della Guerra spadroneggiano ed i talebani ogni giorno che passa tornano a controllare sempre più terreno. Stiamo parlando, ovviamente, dell'Afghanistan. Ma come è stato possibile tutto questo?



L'Amministrazione Bush ha sempre fatto del suo meglio per ignorare la dura realtà dell'Afghanistan. Pubblicamente Bush ha sempre lodato i successi militari, le elezioni "libere e democratiche" tenute nel 2004, le riforme strutturali del Paese ed il suo governo guidato da un ex consulente americano, Hamid Karzaj.


Quello che però Bush non ha mai fatto notare è che dal 2001 ad oggi l'Afghanistan si è trasformato in un vero e proprio narcostato, con un aumento senza precedenti della produzione di oppio. Questa cosa era stata fatta notare all'Amministrazione Bush per primo da Bobby Charles, assistente segretario di Stato, uno degli uomini di Powell prima del suo ritiro dall'Amministrazione USA, che aveva fatto notare, già nel 2002, come il flusso di narcotraffico poteva strangolare in via definitiva l'economia dell'Afghanistan e bloccare sul nascere qualsiasi tentativo di crescita di uno Stato democratico.

Parole al vento. Quando nel 2004 Charles ripetè queste argomentazioni dinanzi al Congresso, dalla Casa Bianca cominciarono ad affibiargli nomignoli come "Cassandra" e venne addirittura definito "inconveniente" per la sua incapacità di stare in silenzio di fronte alle condizioni sempre peggiori in cui si trovava l'Afghanistan. Talmente inconveniente deve essere stato considerato da parte dell'Amministrazione Bush, che nel 2005, con l'arrivo di Condoleeza Rice a Foggy Bottom, la sede della diplomazia americana, venne semplicemente licenziato. L'antifona fu capita da molti e nessuno più avrebbe osato, per un bel po' di tempo, parlare male della situazione in Afghanistan, sebbene questa stesse peggiorando di giorno in giorno.

La verità è che l'Amministrazione Bush non si è mai interessata realmente del problema della produzione dell'oppio in Afghanistan e non ha mai fatto nulla per combattere contro i signori della droga dopo la sconfitta dei talebani nel 2001. Eppure secondo fonti della CIA, sin dal 1998, ovvero dai primi bombardamenti americani contro la rete di Osama Bin Laden, era pronta una mappa con tutti i potenziali target nel caso si fosse voluta effettuare una azione militare contro i signori della guerra in Afghanistan. Stando a quello che riportano fonti riservate, poi rese note dal New York Times, se gli americani avessero deciso nel 2001 di bombardare questi obiettivi, probabilmente la produzione di oppio sarebbe crollata, se non del tutto fermata, per parecchio tempo. Evidentemente è però mancata la volontà politica, soprattutto da parte della Difesa americana. Illuminante a questo scopo è la frase che Douglas Feith, sottosegretario alla Difesa americano, avrebbe detto durante una riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale americano: "Non abbiamo alcuna intenzione di far svolgere il lavoro di polizia antinarcotraffico alle truppe americane in Afghanistan".

Vediamo ora quale è stata la conseguenza di questa scelta. Nel 2001 i talebani avevano deciso di vietare la coltivazione di oppio: ufficialmente per motivi etici, in realtà, molto probabilmente, per far salire alle stesse il prezzo dell'oppio in loro possesso e finanziarsi la guerra contro gli americani. Sta di fatto che la produzione totale di oppio nel 2001 era scesa fino a soli
74 metri cubi. Con la sconfitta dei talebani e il controllo di Kabul da parte del nuovo governo filo americano, la produzione di oppio ha ripreso a salire alle stelle. Nel 2002 aveva già raggiunto i 1.278 metri cubi, mentre nel 2003 era raddoppiata e nel 2004 era nuovamente raddoppiata, fino a raggiungere quasi i 5.000 metri cubi. Nel 2005 l'Afghanistan è stato di gran lunga il principale produttore di oppio al mondo, quasi l'87% dell'intero mercato, 206.000 ettari di terreno usati per la produzione di papaveri da oppio ed oltre 7 miliardi di dollari di guadagni per la vendita dell'eroina in tutto il mondo.

La vendita dell'eroina è oggi diventata praticamente l'unica fonte di reddito per gran parte dell'Afghanistan ed è conosciuto un caso in cui alla frontiera tra Iran ed Afghanistan è stato fermato un convoglio di ben 60 camion pieni zeppi di papaveri da oppio, che sarebbero dovuti essere trattati per la produzione di eroina in Occidente. Inevitabilmente, anche il governo afgano ha iniziato ad essere pesantemente esposto alla corruzione, dipendente dalla quantità di soldi che hanno iniziato a girare intorno al traffico della droga. Molti funzionari statali infatti, piuttosto che sequestrare le partite di oppio, hanno cominciato di fatto a tassarle, incamerandone i proventi e sottraendoli alle finanze dello Stato. Questa incapacità o mancanza di volontà di agire da parte afgana, unita alla completa inazione da parte americana, ha reso l'Afghanistan di fatto il principale Paese produttore di droga in tutto il mondo, sorpassando anche la Colombia.

Ma che fine hanno fatto i proventi dello spaccio dell'eroina? "Cassandra" Charles aveva già avvisato a suo tempo i suoi superiori del fatto che, se le cose fossero continuate così, nel 2006 ci sarebbero volute molte più truppe per tenere a bada l'Afghanistan. Ed è quello che è di fatto avvenuto, vista la recrudescenza della guerriglia che si è potuta osservare quest'anno. Il fatto è che, come afferma anche un documento riservato della CIA, i profitti del traffico della droga sono tra le principali fonti di ingresso di movimenti come il Movimento Islamico dell' Uzbekistan (legato ad Al Qaeda), del Hezb-i-Islami Group, controllato da un signore della guerra antiamericano, dei talebani stessi e , molto probabilmente, della stessa Al Qaeda. Vale a dire che l'inazione americana ha consentito alla guerriglia di rifornirsi economicamente in tutti questi anni e di prepararsi con costanza alla rivincita, le cui prime avvisaglie si sono avute, appunto come previsto dalla "Cassandra", quest'anno.

Quindi, per i signori della guerra in Afghanistan, la caduta dei talebani ed il nuovo governo filo americano sono stati come una manna dal cielo per i loro affari. Dal canto suo la guerriglia filotalebana si è intensificata lentamente in questi anni, per arrivare a livelli realmente pericolosi solo a partire dal 2005 - 2006, grazie ai proventi provenienti dal traffico della droga lasciato indisturbato dagli americani e dai loro alleati, che hanno permesso loro di dotarsi di armi letali e moderne. L'Amministrazione Bush sembra proprio aver acquistato per qualche anno l'illusione di democrazia e stabilità in Afghanistan, al prezzo di miliardi di dollari di eroina smerciata in tutta libertà nelle strade europee ed americane. Chi ha perso davvero in tutta questa storia è, come sempre, il martoriato Paese dell'Asia Centrale.

di Daniele John Angrisani - Altrenotizie.org
(canisciolti.info)

y4k
30-08-2006, 11:39
Usa e Gran Bretagna sono i principali sostenitori della necessita' di tagliare la produzione dell'oppio, ma l'area sarebbe addirittura cresciuta: un ufficiale anti droga occidentale la settimana scorsa ha affermato infatti che quest'anno sono stati piantati papaveri per oltre il 40% della piantagione totale, e la coltivazione di Helmand, la principale provincia produttrice di oppio, sarebbe quasi triplicata.

Ma quando mai se la CIA è uno dei loro maggiori esportatori :fagiano:
come si dice quando devi fare una cosa falla in modo che appaia praticamente il contrario di quello che è: devi trasportare la droga? Usa l'anti droga :read:
(almeno in passato )

Sawato Onizuka
30-08-2006, 19:32
è terra di nessuno laggiù e non è che loro possono diversificare l'export eliminando l'oppio, anzi dipendono praticamente da quello :read:

[lamer mode] un po' come Philip & Terrance per il Canada :asd: :rotfl:

maxsona
30-08-2006, 19:35
Volendo promuovere la riconversione in Afghanistan cosa si può coltivare ?

Adric
05-09-2006, 16:51
Afghanistan: Record nella produzione di oppio. Quest'anno 6.100 tonnellate
Sabato, 02 settembre

La produzione di oppio in Afghanistan raggiungerà quest'anno circa 6.100 tonnellate: un record assoluto, con un aumento del 49% rispetto al 2005. I dati sono contenuti in un rapporto dell'Onu diffuso oggi.

"La coltura dell'oppio in Afghanistan è fuori controllo", ha riconosciuto Antonio Maria Costa, direttore dell'Ufficio delle Nazioni unite contro la droga e il crimine. "La raccolta di quest'anno sarà di circa 6.100 tonnellate di oppio, pari alla cifra stupefacente del 92% della produzione mondiale", ha detto Costa a Kabul, sottolineando che "queste cifre sono molto inquietanti. L'Afghanistan è sempre più dipendente dalla droga".
(canisciolti.info)

Ferdy78
05-09-2006, 17:35
Sembrerò sarcastico...ma bene o male da lavoro e sostentamento a un pò di gente... :(

In quella parte d'Asia, l'oppio è una cultura molto florida e non da poco tempo...già ai tempi di marco polo se ben ricordo!!

Sawato Onizuka
05-09-2006, 19:19
Volendo promuovere la riconversione in Afghanistan cosa si può coltivare ?

immagino che nn sia molta acqua disponibile (imho, non lo so poi) ... se è così si riconverte tutto a coltivazioni tipiche ad un posto "arido" (arachidi e roba che necessita di poca acqua) ... magari sbaglio :)

jpjcssource
06-09-2006, 00:29
Purtroppo non penso che vi sia alcuna altra produzione agricola alternativa che possa rendere come l'oppio da quelle parti. Se dai loro anche la capacità di coltivare qualcosa di altro non lo faranno perchè non vogliono guadagnare di meno e sono abituati da secoli a coltivare oppio ed è una tradizione.

In alternativa ci sarebbe il caro vecchio napalm (che è un ottimo defogliante), ma non penso sarebbe una scelta molto popolare :fagiano: :D :fagiano: :sofico: .

Sawato Onizuka
06-09-2006, 15:09
In alternativa ci sarebbe il caro vecchio napalm (che è un ottimo defogliante), ma non penso sarebbe una scelta molto popolare

:rotfl: di male in peggio ... e qualcuno finisce arrosto poi :stordita: :fagiano: