zerothehero
02-08-2006, 21:28
Stop di Visco, Soru cambierà l’imposta
Filippo Peretti
Giudicata illegittima sulle seconde case la discriminazione tra residenti e non
CAGLIARI. Vincenzo Visco, il vice ministro dell’Economia, l’aveva già fatto capire e nel governo Prodi è passata la sua linea: oggi il consiglio dei ministri, pur riconoscendo alla Regione il diritto di imposizione fiscale, decide di impugnare la legge sarda sulla «tassa del lusso» nella parte che riguarda le seconde case dei non residenti. Ma forse non ci sarà bisogno di una sentenza della Corte costituzionale perché Renato Soru, soddisfatto per la contemporanea accelerazione del confronto sulle entrate, ha anticipato ieri allo stesso Visco che cambierà l’imposta a breve scadenza.
Il vertice tra Visco e Soru, ieri mattina a Roma, è durato mezzora. Per il governo c’erano anche il sottosegretario alla presidenza Enrico Letta e il ministro per gli Affari regionali Linda Lanzillotta, mentre il presidente della giunta era affiancato dall’assessore al Bilancio, Francesco Pigliaru. Non ci sono state comunicazioni ufficiali, anche perché di norma non vengono anticipate le decisioni del consiglio dei ministri. Si è comunque appreso che la riunione ha toccato due temi: la «tassa regionale del lusso» e la vertenza sulle entrate fiscali della Regione.
Sul primo tema Visco ha confermato la sua posizione critica. Delle tre imposte (una sulla plusvalenze, una sulle seconde case, una su yacht e aerei) il governo ha trovato motivi di illegittimità solo sul punto che riguarda le seconde case: per via della «discriminazione» tra residenti (esclusi) e non residenti (i soggetti passivi dell’imposta). Visco ha sottolineato un’«aggravante», cioé l’esclusione anche degli emigrati sardi e dei loro congiunti. Norme in contrasto, come segnalato anche da altri protagonisti della scena politica, con la legislazione italiana e con le direttive comunitarie.
Secondo il governo, ci sono - nella legge approvata di recente dal consiglio regionale su proposta della giunta - anche altri rilievi tecnici sull’imposizione di queste tasse regionali. Rilievi tecnici che, secondo quanto riferito da Soru e Pigliaru nel corso del vertice, sono certamente superabili.
Nonostante la notizia non positiva che giunge nel momento più caldo delle polemiche politiche sulla «tassa del lusso», Soru è rientrato da Roma soddisfatto. Forse temeva che le cose potessero andare peggio, e cioé che Visco si dicesse contrario non a singoli aspetti ma al diritto della Regione di mettere delle imposte.
La soddisfazione del presidente - hanno riferito ambienti vicini alla presidenza - è spiegata anche con il fatto che i tre rappresentanti del governo hanno confermato l’intenzione di Palazzo Chigi di avviare al più presto, e di chiuderlo in tempi rapidi, il confronto Stato-Regione sulle entrate fiscali. Letta ha confermato che entro la fine di luglio (forse il 22) sarà a Cagliari proprio per insediare il tavolo di lavoro che dovrà risolvere il contenzioso. E Visco ha ribadito che i primi segnali di risarcimento a favore della Sardegna arriveranno sin dalla prossima manovra finanziaria che il governo Prodi dovrà predisporre entro il 30 settembre.
Per partecipare al vertice romano, Soru ha annullato due conferenze stampa programmate per ieri mattina a Cagliari: una sulla continuità territoriale, l’altra sul rating della società Fitch. Il secondo appuntamento era stato rinviato al pomeriggio, ma è poi saltato perché il presidente - visto l’impegno a non parlare della tassa del lusso prima della decisione formale di Palazzo Chigi - ha preferito non incontrare i giornalisti.
Il governatore si è comunque messo subito all’opera per accogliere i rilievi del governo Prodi ed evitare di attendere il pronunciamento della Corte costituzionale. E ha immediatamente istituito una commissione di esperti di diritto: l’ex presidente della Consulta Valerio Onida (che da consulente della Regione aveva collaborato alla stesura della legge sulla tassa del lusso), il costituzionalista Paolo Carrozza dell’Università di Pisa e il direttore generale della presidenza della Regione, il docente sassarese Fulvio Dettori. La commissione si riunirà il 14 luglio. Con un compito preciso: riuscire ad aggirare la distinzione tra residenti e non residenti che, per le seconde case, è evidentemente insuperabile. Lo stesso Soru starebbe pensando a modificare l’imposta sul possesso di un fabbricato in un’imposta sull’uso dell’ambiente. Gli esperti gli diranno se è una soluzione valida.
Il presidente ha detto di avere molta fretta. Vorrebbe andare al più presto in consiglio regionale con un disegno di legge che modifichi l’attuale normativa e che pertanto renda non operativo, di fatto, il ricorso di Palazzo Chigi alla Corte costituzionale.
Ma Soru ha fretta soprattutto per ragioni politiche. La tassa sul lusso era stata pensata nel momento più duro dello scontro con il governo Berlusconi sulle entrate fiscali, ma la decisione, anche se solo parzialmente critica, viene da un governo amico. Da qui l’esigenza di chiudere subito, con un nuovo testo, le ulteriori e prevedibili polemiche da parte delle opposizioni di Centrodestra.
E la fretta del presidente della giunta è rivolta, soprattutto, alla vertenza delle entrate: solo notizie positive sull’aumento dei trasferimenti statali a brevissima scadenza, infatti, saranno in grado di far superare alla Regione in modo indenne questa fase delicata.
Filippo Peretti
Giudicata illegittima sulle seconde case la discriminazione tra residenti e non
CAGLIARI. Vincenzo Visco, il vice ministro dell’Economia, l’aveva già fatto capire e nel governo Prodi è passata la sua linea: oggi il consiglio dei ministri, pur riconoscendo alla Regione il diritto di imposizione fiscale, decide di impugnare la legge sarda sulla «tassa del lusso» nella parte che riguarda le seconde case dei non residenti. Ma forse non ci sarà bisogno di una sentenza della Corte costituzionale perché Renato Soru, soddisfatto per la contemporanea accelerazione del confronto sulle entrate, ha anticipato ieri allo stesso Visco che cambierà l’imposta a breve scadenza.
Il vertice tra Visco e Soru, ieri mattina a Roma, è durato mezzora. Per il governo c’erano anche il sottosegretario alla presidenza Enrico Letta e il ministro per gli Affari regionali Linda Lanzillotta, mentre il presidente della giunta era affiancato dall’assessore al Bilancio, Francesco Pigliaru. Non ci sono state comunicazioni ufficiali, anche perché di norma non vengono anticipate le decisioni del consiglio dei ministri. Si è comunque appreso che la riunione ha toccato due temi: la «tassa regionale del lusso» e la vertenza sulle entrate fiscali della Regione.
Sul primo tema Visco ha confermato la sua posizione critica. Delle tre imposte (una sulla plusvalenze, una sulle seconde case, una su yacht e aerei) il governo ha trovato motivi di illegittimità solo sul punto che riguarda le seconde case: per via della «discriminazione» tra residenti (esclusi) e non residenti (i soggetti passivi dell’imposta). Visco ha sottolineato un’«aggravante», cioé l’esclusione anche degli emigrati sardi e dei loro congiunti. Norme in contrasto, come segnalato anche da altri protagonisti della scena politica, con la legislazione italiana e con le direttive comunitarie.
Secondo il governo, ci sono - nella legge approvata di recente dal consiglio regionale su proposta della giunta - anche altri rilievi tecnici sull’imposizione di queste tasse regionali. Rilievi tecnici che, secondo quanto riferito da Soru e Pigliaru nel corso del vertice, sono certamente superabili.
Nonostante la notizia non positiva che giunge nel momento più caldo delle polemiche politiche sulla «tassa del lusso», Soru è rientrato da Roma soddisfatto. Forse temeva che le cose potessero andare peggio, e cioé che Visco si dicesse contrario non a singoli aspetti ma al diritto della Regione di mettere delle imposte.
La soddisfazione del presidente - hanno riferito ambienti vicini alla presidenza - è spiegata anche con il fatto che i tre rappresentanti del governo hanno confermato l’intenzione di Palazzo Chigi di avviare al più presto, e di chiuderlo in tempi rapidi, il confronto Stato-Regione sulle entrate fiscali. Letta ha confermato che entro la fine di luglio (forse il 22) sarà a Cagliari proprio per insediare il tavolo di lavoro che dovrà risolvere il contenzioso. E Visco ha ribadito che i primi segnali di risarcimento a favore della Sardegna arriveranno sin dalla prossima manovra finanziaria che il governo Prodi dovrà predisporre entro il 30 settembre.
Per partecipare al vertice romano, Soru ha annullato due conferenze stampa programmate per ieri mattina a Cagliari: una sulla continuità territoriale, l’altra sul rating della società Fitch. Il secondo appuntamento era stato rinviato al pomeriggio, ma è poi saltato perché il presidente - visto l’impegno a non parlare della tassa del lusso prima della decisione formale di Palazzo Chigi - ha preferito non incontrare i giornalisti.
Il governatore si è comunque messo subito all’opera per accogliere i rilievi del governo Prodi ed evitare di attendere il pronunciamento della Corte costituzionale. E ha immediatamente istituito una commissione di esperti di diritto: l’ex presidente della Consulta Valerio Onida (che da consulente della Regione aveva collaborato alla stesura della legge sulla tassa del lusso), il costituzionalista Paolo Carrozza dell’Università di Pisa e il direttore generale della presidenza della Regione, il docente sassarese Fulvio Dettori. La commissione si riunirà il 14 luglio. Con un compito preciso: riuscire ad aggirare la distinzione tra residenti e non residenti che, per le seconde case, è evidentemente insuperabile. Lo stesso Soru starebbe pensando a modificare l’imposta sul possesso di un fabbricato in un’imposta sull’uso dell’ambiente. Gli esperti gli diranno se è una soluzione valida.
Il presidente ha detto di avere molta fretta. Vorrebbe andare al più presto in consiglio regionale con un disegno di legge che modifichi l’attuale normativa e che pertanto renda non operativo, di fatto, il ricorso di Palazzo Chigi alla Corte costituzionale.
Ma Soru ha fretta soprattutto per ragioni politiche. La tassa sul lusso era stata pensata nel momento più duro dello scontro con il governo Berlusconi sulle entrate fiscali, ma la decisione, anche se solo parzialmente critica, viene da un governo amico. Da qui l’esigenza di chiudere subito, con un nuovo testo, le ulteriori e prevedibili polemiche da parte delle opposizioni di Centrodestra.
E la fretta del presidente della giunta è rivolta, soprattutto, alla vertenza delle entrate: solo notizie positive sull’aumento dei trasferimenti statali a brevissima scadenza, infatti, saranno in grado di far superare alla Regione in modo indenne questa fase delicata.