Adric
01-08-2006, 18:25
Pedofilia: Usa in testa per traffico di pedopornografia sul web
Giovedì, 20 luglio
La Internet Watch Foundation (IWF) non usa mezzi termini. I peggiori di tutti sono gli statunitensi, con il circa 2500 siti internet a contenuto pedopornografico. Lo studio della fondazione inglese, finanziata anche dall'Unione Europea oltre che da società del settore tecnologico, mostra anche che molti siti a contenuto illegale rimangono accessibili fino a 5 anni dopo la prima denuncia alle autorità competenti.
Questo accade perché ancora non esiste una legislazione efficace, capace cioè di tracciare i siti illegali da un paese all'altro. Gli Usa sono i peggiori perché è proprio negli Stati Uniti che si trova il più alto numero di ISP, cioè di Internet Service Provider, cioè di società che forniscono i servizi internet. Per questo motivo il procuratore generale ha proposto nell'aprile scorso modifiche legislative per affrontare il problema in modo efficace. La proposta del procuratore Alberto Gonzales includeva anche nuove leggi che avrebbero imposto agli ISP di segnalare essi stessi alle autorità i siti illegali.
A questa iniziativa hanno deciso di partecipare a giugno Microsoft, Warner AOL, Yahoo e Earthlikìnk. Nei primi sei mesi di quest'anno la IWF ha ricevuto più di 14mila segnalazioni, circa un 24% in più rispetto allo stesso periodo del 2005. L'aumento nella mole di segnalazioni può essere attribuito, secondo Peter Robbins, ceo dell'IWF, a un certo numero di fattori, compreso anche il rifiuto sempre più netto da parte dell'opinione pubblica degli abusi sui minori.
Delle 14 mila segnalazioni più di 5 mila erano di siti che in effetti contenevano immagini di abusi. Di questi circa 2500 facevano capo a dei provider statunitensi, più di 730 invece arrivavano dalla Russia. Dopo Usa e Russia vengono Giappone, Spagna e Thailandia. La Gran Bretagna invece, proprio grazie alle segnalazioni del pubblico e all'ampia campagnia di informazione promossa dall'istituto di controllo e dai suoi partner privati contiene solo lo 0,2% del materiale pornografico e di abuso su minori di tutta la rete informatica.
(canisciolti.info)
Giovedì, 20 luglio
La Internet Watch Foundation (IWF) non usa mezzi termini. I peggiori di tutti sono gli statunitensi, con il circa 2500 siti internet a contenuto pedopornografico. Lo studio della fondazione inglese, finanziata anche dall'Unione Europea oltre che da società del settore tecnologico, mostra anche che molti siti a contenuto illegale rimangono accessibili fino a 5 anni dopo la prima denuncia alle autorità competenti.
Questo accade perché ancora non esiste una legislazione efficace, capace cioè di tracciare i siti illegali da un paese all'altro. Gli Usa sono i peggiori perché è proprio negli Stati Uniti che si trova il più alto numero di ISP, cioè di Internet Service Provider, cioè di società che forniscono i servizi internet. Per questo motivo il procuratore generale ha proposto nell'aprile scorso modifiche legislative per affrontare il problema in modo efficace. La proposta del procuratore Alberto Gonzales includeva anche nuove leggi che avrebbero imposto agli ISP di segnalare essi stessi alle autorità i siti illegali.
A questa iniziativa hanno deciso di partecipare a giugno Microsoft, Warner AOL, Yahoo e Earthlikìnk. Nei primi sei mesi di quest'anno la IWF ha ricevuto più di 14mila segnalazioni, circa un 24% in più rispetto allo stesso periodo del 2005. L'aumento nella mole di segnalazioni può essere attribuito, secondo Peter Robbins, ceo dell'IWF, a un certo numero di fattori, compreso anche il rifiuto sempre più netto da parte dell'opinione pubblica degli abusi sui minori.
Delle 14 mila segnalazioni più di 5 mila erano di siti che in effetti contenevano immagini di abusi. Di questi circa 2500 facevano capo a dei provider statunitensi, più di 730 invece arrivavano dalla Russia. Dopo Usa e Russia vengono Giappone, Spagna e Thailandia. La Gran Bretagna invece, proprio grazie alle segnalazioni del pubblico e all'ampia campagnia di informazione promossa dall'istituto di controllo e dai suoi partner privati contiene solo lo 0,2% del materiale pornografico e di abuso su minori di tutta la rete informatica.
(canisciolti.info)