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View Full Version : mostre, Sgarbi: "La grandezza culturale di Roma è solo leggenda"


Adric
01-08-2006, 16:32
MOSTRE: SGARBI, LA GRANDEZZA CULTURALE DI ROMA E' SOLO LEGGENDA

Roma, 1 ago. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - ''Il programma per la prossima stagione espositiva milanese dimostra la sostanziale minorita' culturale di Roma rispetto a Milano. La grandezza culturale di Roma e' una leggenda che si fonda esclusivamente sulla personalita' ecumenica e la vocazione papalina del suo sindaco, Walter Veltroni, una personalita' che si esprime attraverso una sorta di amore universale verso tutti, mentre l'ex sindaco di Milano, Albertini, bene che va dimostra di voler bene a sua moglie''. Lo ha dichiararlo Vittorio Sgarbi, assessore alle Politiche Culturali del comune di Milano, presentando oggi il calendario degli appuntamenti espositivi milanesi presso la sede della Stampa Estera di Roma.

''Due personalita' opposte -ha continuato Sgarbi riferendosi a Veltroni e Albertini- che hanno dato vita a due cliche': quello di Roma, citta' in cui non tramonta mai il sole, e quello di Milano, citta' condannata alla notte perenne. Ora che Letizia Moratti e' diventata sindaco, con il suo carattere espansivo e aperto, l'immagine chiusa e riservata della citta' e' destinata a mutare''. Il critico d'arte non lesina fendenti alla politica culturale romana. ''Sul piano delle mostre - affonda Sgarbi - escludendo quelle del Vittoriano e la grande mostra su Antonello da Messina alle Scuderie del Quirinale, Roma ha offerto molte esposizioni, si', ma molto meno raffinate di quelle milanesi. Per capire la differenza tra Roma e Milano, d'altra parte, basta pensare all'abisso che divide la Triennale di Milano dalla Quadriennale di Roma''.
(adnkronos.com)

LUVІ
01-08-2006, 16:34
LOL :D

Cfranco
01-08-2006, 17:32
Sgarbi dovrebbe smettere di fumare quella roba ... e passarmela :fagiano:

Onisem
01-08-2006, 17:33
Il solito provocatore cazzaro.

Mavel
01-08-2006, 17:34
Alla prossima scende.

sander4
01-08-2006, 17:49
:asd:
vai sgarbi sei tutti noi! :asd:

dupa
01-08-2006, 18:10
Milano Capitale.

discepolo
01-08-2006, 18:12
MOSTRE: SGARBI, LA GRANDEZZA CULTURALE DI ROMA E' SOLO LEGGENDA

Roma, 1 ago. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - ''Il programma per la prossima stagione espositiva milanese dimostra la sostanziale minorita' culturale di Roma rispetto a Milano. La grandezza culturale di Roma e' una leggenda che si fonda esclusivamente sulla personalita' ecumenica e la vocazione papalina del suo sindaco, Walter Veltroni, una personalita' che si esprime attraverso una sorta di amore universale verso tutti, mentre l'ex sindaco di Milano, Albertini, bene che va dimostra di voler bene a sua moglie''. Lo ha dichiararlo Vittorio Sgarbi, assessore alle Politiche Culturali del comune di Milano, presentando oggi il calendario degli appuntamenti espositivi milanesi presso la sede della Stampa Estera di Roma.

''Due personalita' opposte -ha continuato Sgarbi riferendosi a Veltroni e Albertini- che hanno dato vita a due cliche': quello di Roma, citta' in cui non tramonta mai il sole, e quello di Milano, citta' condannata alla notte perenne. Ora che Letizia Moratti e' diventata sindaco, con il suo carattere espansivo e aperto, l'immagine chiusa e riservata della citta' e' destinata a mutare''. Il critico d'arte non lesina fendenti alla politica culturale romana. ''Sul piano delle mostre - affonda Sgarbi - escludendo quelle del Vittoriano e la grande mostra su Antonello da Messina alle Scuderie del Quirinale, Roma ha offerto molte esposizioni, si', ma molto meno raffinate di quelle milanesi. Per capire la differenza tra Roma e Milano, d'altra parte, basta pensare all'abisso che divide la Triennale di Milano dalla Quadriennale di Roma''.
(adnkronos.com)


Sgarbi, è diventato bolognese ? :yeah:

Adric
01-08-2006, 18:13
jazzisticamente la capitale è Roma :D

Sgarbi di cinema e di jazz ne sa zero ;)

dupa
01-08-2006, 18:13
jazzisticamente la capitale è Roma :D

Sgarbi di cinema e di jazz ne sa zero ;)

non che del resto sappia qualcosa..

LUVІ
01-08-2006, 19:00
jazzisticamente la capitale è Roma :D

Sgarbi di cinema e di jazz ne sa zero ;)

Celimontana Jazz rules :D

Adric
01-08-2006, 19:05
Celimontana Jazz rules :D
come programmazione è decisamente meglio La Palma, oltretutto il patron di Villa Celimontana Giampiero Rubei è pure di destra ;)
Villa Celimontana andrebbe visitata anche di giorno, è bellissimo come posto anche per chi il jazz non lo segue.

A Milano hanno una buona programmazione invernale jazzistica il Teatro Manzoni e il Blue Note di Via Borsieri; non so se 'il Capolinea' è ancora attivo.

LUVІ
01-08-2006, 19:10
come programmazione è decisamente meglio La Palma, oltretutto il patron di Villa Celimontana Giampiero Rubei è pure di destra ;)
Villa Celimontana andrebbe visitata anche di giorno, è bellissimo come posto anche per chi il jazz non lo segue.

Io abito li vicino, ci sono cresciuto, a Villa Celimontana ;)

LuVi

Adric
01-08-2006, 19:12
e io abito a poche centinaia di metri dall'AlexanderPlatz, il locale jazz di Rubei che organizza Villa Celimontana :D

Ferdy78
01-08-2006, 19:54
Ma non ho capito perchè ha mescolato arte e politica :mbe:

Ma fai il critico d'arte ostrega e la politica lasciala ad altri (non dico a chi di dovere per ovvie e intuibilissimi motivi :D :ciapet: ) :D

Comunque da scompisciarsi :D :D

Cfranco
01-08-2006, 20:12
non che del resto sappia qualcosa..
L' unica cosa che conosce bene è la gnocca , per questo lo invidio parecchio :fagiano:

Lorenzaccia
01-08-2006, 21:41
Cosa vuole dire “Roma è la capitale del jazz?”. Sgarbi non si occupa né di cinema né di jazz, ma d’arte (in senso originario: pittura, scultura e architettura) ed è, a differenza di tanti altri suoi colleghi, un gran critico d’arte; chi dice il contrario proprio non lo conosce. E’ noto per le sue idee ballerine e banderuole in politica, ma non è certo quella la sua forza. Senz’altro parlare d’arte non è facile, entra in gioco sempre una certa soggettività (giustamente), ma tutto si può dire di Sgarbi tranne che non ne capisca d’arte, perché è uno di quelli che riconosce immediatamente il valore delle opere che ha sottomano, e sa distinguere la schifezza dal capolavoro; poi, spesso, è verbalmente violento, se ritiene un’opera un obbrobrio non ha il minimo problema a dirlo pubblicamente e a sputare in faccia all’autore (l’ha fatto veramente); Sgarbi è un esteta, un “dandy” che ama le cose raffinate; non ha i gusti e gli orientamenti della massa e ci tiene a sottolinearlo, pur amando molto cavalcarla e provocarla (il Partito della bellezza, le donne bellissime da cui si è sempre circondato, le sue idee sul matrimonio, l’attacco a Di Pietro e alla sua ignoranza linguistica). E’ un narciso, un uomo egocentrissimo, sempre pronto a calcare le scene e a farsi ammirare.
Sgarbi però, va detto, è per certi aspetti anche “un venduto”, nel senso che è sempre stato addentro al mercato artistico, e più di una volta si è espresso contro quegli artisti che, invece, hanno deciso di rimanervi fuori, dando loro dei pazzi e dei falliti che non emergeranno mai. La sua è una scelta di notorietà, di sicuro non di modestia. Ma l’arte è oggi mercato e, standovi dentro, possono diventare dei “grandi” anche molti calcolatori; basti pensare ad un Minguzzi, che ha disegnato galli a vita. O alla vanitosa Gina Lollobrigida, considerata una grande pittrice e scultrice quando in realtà si fa correggere, quando non addirittura fare, opere dai suoi assistenti.

Milano è stata sede di mostre straordinarie, ad es. quella di Modigliani nel 2003, che credo passerà alla storia. E le mostre più importanti che negli ultimi anni si hanno avuto in Italia non erano a Roma: Degas a Ferrara; Impressionisti a Treviso; Lucien Freud (nipote dello psicanalista) a Venezia 2005. Il Mart a Rovereto (Tn).
Sicuramente c’è anche una certo gusto personale nelle parole di Sgarbi, ma mi risulta difficile dargli torto. Senza voler togliere nulla a Roma, che ha organizzato belle mostre e il Vittoriano è noto per ospitarne di notevoli, quelle che ho menzionato prima rasentano l’eccellenza sotto ogni aspetto: dalla scelta delle tele, all’ordine della loro disposizione, al percorso, all’ambiente, e a tutto l’indotto.

Zorcan
01-08-2006, 22:46
La grandezza culturale di Roma e' una leggenda che si fonda esclusivamente sulla personalita' ecumenica e la vocazione papalina del suo sindaco, Walter Veltroni

Ok, stia calmo, non si agiti...


una personalita' che si esprime attraverso una sorta di amore universale verso tutti, mentre l'ex sindaco di Milano, Albertini, bene che va dimostra di voler bene a sua moglie

Faccia una bel respiro...

P.S. Ho capito il perchè della sparata: a Roma, evidentemente, qualche museo gli ha rifiutato di aprire a notte fonda per portarci la velina di turno. :asd:

majin mixxi
01-08-2006, 22:57
Milano va bene solo per lavorarci,tutto il resto è noia

sander4
01-08-2006, 23:05
Ok, stia calmo, non si agiti...



Faccia una bel respiro...

P.S. Ho capito il perchè della sparata: a Roma, evidentemente, qualche museo gli ha rifiutato di aprire a notte fonda per portarci la velina di turno. :asd:

:asd: :asd: :sofico:

giovane acero
01-08-2006, 23:51
jazzisticamente la capitale, a volte, può anche essere il più fumoso bar-scantinato di un paese di provincia che non arriva a contare mille anime...

Adric
02-08-2006, 00:23
Cosa vuole dire “Roma è la capitale del jazz?”.Vuol dire che Milano, Napoli, Firenze e le altre grandi città italiane jazzisticamente sono morte nei mesi estivi rispetto a Roma. Pescara jazz, il primo festival importante italiano in ordine cronologico, è stato affossato da anni e a Umbria Jazz (sempre più 'Umbria Music' e sempre meno 'Umbria Jazz') vengono chiamati sempre gli stessi nomi da anni (mica esistono solo Keth Jarrett(iera), Hancock, Corea e Meldhau come pianisti e i soliti italiani come Gatto, Fresu, Bollani, Giuliani, Di Battista ecc che monopolizzano l'attenzione della critica nostrana).
Certo, a livello Europeo festival come quello del North Sea
a Rotterdam ce li sogniamo, cosi come locali come il Village Vanguard.


E più in generale, non mi pare che esista qualcosa di equivalente all'Estate Romana a Milano.
Poi che Milano in altri settori come ad esempio la danza e l'opera lirica sia la città più importante da sempre non si discute.

Sgarbi non si occupa né di cinema né di jazz, ma d’arte (in senso originario: pittura, scultura e architettura) una concezione un po' restrittiva di cultura la sua.

ed è, a differenza di tanti altri suoi colleghi, un gran critico d’arte A proposito dei suoi colleghi: "Desidero la morte fisica di Federico Zeri" e poi Zeri è morto sul serio :muro: . Quindi Sgarbi porta pure iella.
E di querele ne ha avute centinaia.

Sgarbi è un esteta, un “dandy” che ama le cose raffinate; non ha i gusti e gli orientamenti della massa e ci tiene a sottolinearlo.Non si capisce allora perchè un elitario come lui era presente al nazionalpopolarissimo Festival di Sanremo, per i soldi come è prontissimo ad andare contro i suoi principi.


Mi aspetto una risposta prima o poi da qualcuno del Comune di Roma, le parole di Sgarbi sono da irresponsabile, un altro dualismo Milano-Roma che si poteva evitare, non bastava già quello sulla sede olimpica.

Lorenzaccia
02-08-2006, 01:21
Vuol dire che Milano, Napoli, Firenze e le altre grandi città italiane jazzisticamente sono morte nei mesi estivi rispetto a Roma. Pescara jazz, il primo festival importante italiano in ordine cronologico, è stato affossato da anni e a Umbria Jazz (sempre più 'Umbria Music' e sempre meno 'Umbria Jazz') vengono chiamati sempre gli stessi nomi da anni (mica esistono solo Keth Jarrett(iera), Hancock, Corea e Meldhau come pianisti e i soliti italiani come Gatto, Fresu, Bollani, Giuliani, Di Battista ecc che monopolizzano l'attenzione della critica nostrana).
Certo, a livello Europeo festival come quello del North Sea
a Rotterdam ce li sogniamo, cosi come locali come il Village Vanguard.


E più in generale, non mi pare che esista qualcosa di equivalente all'Estate Romana a Milano.
Poi che Milano in altri settori come ad esempio la danza e l'opera lirica sia la città più importante da sempre non si discute.

una concezione un po' restrittiva di cultura la sua.

A proposito dei suoi colleghi: "Desidero la morte fisica di Federico Zeri" e poi Zeri è morto sul serio :muro: . Quindi Sgarbi porta pure iella.
E di querele ne ha avute centinaia.

Non si capisce allora perchè un elitario come lui era presente al nazionalpopolarissimo Festival di Sanremo, per i soldi come è prontissimo ad andare contro i suoi principi.


Mi pare evidente che non si tratta di fare a gara di cosa sia o non sia Roma rispetto al jazz, visto che non è questo il punto. Roma potrebbe anche essere la capitale italiana o, se preferisci, mondiale del jazz e ciononostante essere stata fin’ora di secondo piano come luogo di mostre d’arte. E infatti la questione precisata nell’articolo riguarda proprio le mostre di Milano e di Roma, non il jazz.
Così come non c’è bisogno d’invocare una concezione ristretta o meno di cultura che qui non è rilevante, poiché la profonda conoscenza musicale o cinematografica non sono la condizione necessaria perché Sgarbi si possa esprimere con competenza su una mostra di quadri o di sculture, che sono la sua passione nonché il percorso formativo che ha scelto.

Insomma, ignoro se Sgarbi sia amante o meno del jazz, così come ignoro quali siano i suoi gusti cinematografici: in fin dei conti qui non interessa; quello che mi sento di ribadire è che, a prescindere da questo e dalla sua originalissima e discutibile personalità, Sgarbi è, in Italia, un critico che sa dare valutazioni in materia di pittura e scultura con cognizione di causa e mostrando una gran sensibilità artistica, al contrario di tanti altri che si limitano a ribadire con troppa timidezza e riverenza frasi lette su libri di Storia dell’arte.

Lorenzaccia
02-08-2006, 02:23
Guarda, in tutta onestà, capisco che un romano possa sentirsi piccato nel veder sminuire la portata culturale della bellissima Roma, che sicuramente nel suo panorama generale non ha eguali con le altre città italiane; però credo che l’inghippo stia nel linguaggio scelto: minorità culturale, con “cultura artistica” intesa in senso ristretto e ortodosso. Conoscendo il soggetto, penso infatti che Sgarbi non volesse riferirsi ad altro che alle mostre d’arte, di cui è profondo conoscitore, e non intendesse sminuire per nulla l’offerta musicale della capitale. Parlando di musica avrebbe magari detto “superiorità musicale” di Roma. Così come parlando di cinematografo avrebbe detto “superiorità cinematografica” di Venezia. Senza curarsi del fatto che musica e cinema possono rientrare in un concetto artistico allargato (e oggi comunemente accettato).