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View Full Version : Azione militare israeliana: guerra o invasione?


cprintf
19-07-2006, 11:31
Come da subject.

Penso che molte delle diatribe che ci sono nel forum derivino da visioni discordanti sull'azione dell'esercizio israeliano.

dantes76
19-07-2006, 12:13
dovevi mettere : autodifesa(da parte israeliana)

cprintf
19-07-2006, 12:24
dovevi mettere : autodifesa(da parte israeliana)

Autodifesa IMHO può voler dire:

- invasione con casus belli adeguato: nel caso ci si difenda da qualcuno all'interno dei un altro Stato ma non dalo Stato stesso

- guerra: nel caso ci si difenda da un altro Stato

FabioGreggio
19-07-2006, 12:28
se vince la terza opzione diranno che molti intendevano parteggiare per Israele non essendoci i nomi degli stati.

fg

dupa
19-07-2006, 12:29
legittima difesa.

dantes76
19-07-2006, 12:34
Autodifesa IMHO può voler dire:

- invasione con casus belli adeguato: nel caso ci si difenda da qualcuno all'interno dei un altro Stato ma non dalo Stato stesso

- guerra: nel caso ci si difenda da un altro Stato

o che ci si difenda da una pioggia di missili

o a da uno stato(libano), che non ha nessun potere per disarmare gruppi pianificati di terroristi(come da risoluzione Onu 1559)

bombolo2
19-07-2006, 12:37
ennesima rottura di scatole da parte di israele verso uno stato arabo alias invasione immotivata di uno stato sovrano uccisione di 50-100 vittime al giorno solo tra civili alias autodifesa

FabioGreggio
19-07-2006, 12:39
o che ci si difenda da una pioggia di missili

o a da uno stato(libano), che non ha nessun potere per disarmare gruppi pianificati di terroristi(come da risoluzione Onu 1559)

O che ci difenda dagli Usa che non hanno nessuna forza per disarmare Olmer
O che ci difenda dall'ONU che non ha nessuna forza di imporsi sugli USA.
O da Israele che non riesce a disarmare i coloni della Cisgiordania, ma anzi ci cotruisce un muro.

O dalla forza multinazionale in Iraq che ha esportato la democrazia con Ubi Grahb e Guantanamo, il peggior carcere cubano....

detta così riequilibria neh Signor Dantes?

fg

dantes76
19-07-2006, 12:43
O che ci difenda dagli Usa che non hanno nessuna forza per disarmare Olmer
O che ci difenda dall'ONU che non ha nessuna forza di imporsi sugli USA.
O da Israele che non riesce a disarmare i coloni della Cisgiordania, ma anzi ci cotruisce un muro.

O dalla forza multinazionale in Iraq che ha esportato la democrazia con Ubi Grahb e Guantanamo, il peggior carcere cubano....

detta così riequilibria neh Signor Dantes?

fg

di grazia e virtu' sir Greggio, ma forse qualcuno per esempio i coloni li ha presi per la testa, sia oggi, che qualche anno fa'..tipo 95, e pago' pure per questo...
cosi come il ritiro da Gaza, dove pur non essendoci israeliani, a scannarsi lo facevano in maniera autonoma, fra di loro( i palestinesi), di Grazia Sir Greggio

jumpermax
19-07-2006, 12:43
O che ci difenda dagli Usa che non hanno nessuna forza per disarmare Olmer
O che ci difenda dall'ONU che non ha nessuna forza di imporsi sugli USA.
O da Israele che non riesce a disarmare i coloni della Cisgiordania, ma anzi ci cotruisce un muro.

O dalla forza multinazionale in Iraq che ha esportato la democrazia con Ubi Grahb e Guantanamo, il peggior carcere cubano....

detta così riequilibria neh Signor Dantes?

fg
l'ultimo prodigio del comunismo, che qualcuno possa definire guantanamo il peggior carcere di Cuba.

dantes76
19-07-2006, 12:47
l'ultimo prodigio del comunismo, che qualcuno possa definire guantanamo il peggior carcere di Cuba.

escludendo l'isola in toto...resta solo Guantanamo

Ferdy78
19-07-2006, 12:47
ennesima rottura di scatole da parte di israele verso uno stato arabo alias invasione immotivata di uno stato sovrano uccisione di 50-100 vittime al giorno solo tra civili alias autodifesa

Concordo....la verità di fondo è una, dura a dirsi ma:Se non fosse per gli Stati Uniti che lo proteggono...lo stato di Israele..sarebbe già defunto da un bel pezzo...e forse...dico forse sarebbe stato meglio... ;)

Praticamente è un avamposto americano in terra araba..pronto ad attaccare per una minima minchiata!

L'unico vero terrorista qua è Bush (non a caso identificato da molti come il terzo anticristo disceso sulla TERRA.....): ha letteralmente mandato allo sbando L'IRAQ (Saddam era un maiale ok...ma non mi sembra si scannassero così e senza controllo...), ha preso le difese di Israele..anche quando poteva benissimo farne a meno e facendola apparire come vittima quando non lo è proprio...

Onisem
19-07-2006, 13:03
Concordo....la verità di fondo è una, dura a dirsi ma:Se non fosse per gli Stati Uniti che lo proteggono...lo stato di Israele..sarebbe già defunto da un bel pezzo...e forse...dico forse sarebbe stato meglio... ;)

Praticamente è un avamposto americano in terra araba..pronto ad attaccare per una minima minchiata!

L'unico vero terrorista qua è Bush (non a caso identificato da molti come il terzo anticristo disceso sulla TERRA.....): ha letteralmente mandato allo sbando L'IRAQ (Saddam era un maiale ok...ma non mi sembra si scannassero così e senza controllo...), ha preso le difese di Israele..anche quando poteva benissimo farne a meno e facendola apparire come vittima quando non lo è proprio...
Eccolo là! Un altro che "Israele non ha diritto a esistere". :rolleyes:

FabioGreggio
19-07-2006, 13:11
escludendo l'isola in toto...resta solo Guantanamo

Dovendo scegliere fra Varadero e Guantanamo, ti auguro un soggiorno nella senzaltro meno peggio Guantanamo.

Dopo un anno verrei da varadero a prenderti cantando "Guantanamera".

Pesa le parole. Il tuo anticomunismo di annebbia.

fg

FabioGreggio
19-07-2006, 13:14
l'ultimo prodigio del comunismo, che qualcuno possa definire guantanamo il peggior carcere di Cuba.

Che qualcuno possa definire Guantanamo il peggior carcere Cubano non è un prodigio dei comunisti.
E' un prodigio della stupidità Statunitense. :cool:

fg

jumpermax
19-07-2006, 13:17
Che qualcuno possa definire Guantanamo il peggior carcere Cubano non è un prodigio dei comunisti.
E' un prodigio della stupidità Statunitense. :cool:

fg
Non vedo cosa c'entrino gli USA col fatto che per qualcuno i prigionieri devono avere diritti e tutela solo quando sono in mano agli americani, mentre, di fatto, non esistono quando sono nelle carceri di Castro.

FabioGreggio
19-07-2006, 13:35
Non vedo cosa c'entrino gli USA col fatto che per qualcuno i prigionieri devono avere diritti e tutela solo quando sono in mano agli americani, mentre, di fatto, non esistono quando sono nelle carceri di Castro.

Quindi giocando al ribasso se Castro è coglione possiamo fare anche noi i coglioni?

Esagerando, visto che siamo bassi, possiamo tentare di superarlo?

Ma che minkia dici?

fg

plut0ne
19-07-2006, 13:42
ihmo...israele sti di nuovo rompendo il cazzo senza nessun casus belli adeguato...meglio che non scrivo cosa dovrebbe accadere per evitare il ban ...

cmq..odio totale contro israele :rolleyes:

dantes76
19-07-2006, 13:50
Dovendo scegliere fra Varadero e Guantanamo, ti auguro un soggiorno nella senzaltro meno peggio Guantanamo.

Dopo un anno verrei da varadero a prenderti cantando "Guantanamera".

Pesa le parole. Il tuo anticomunismo di annebbia.

fg

di grazia messere Greggio, e da quando Fidel e' comunista?

fabio80
19-07-2006, 13:53
di grazia messere Greggio, e da quando Fidel e' comunista?


poi te sei pure comunista, tra le altre cose :stordita: :asd:

Amu_rg550
19-07-2006, 13:54
. hai mail urgente :O :cry:

jumpermax
19-07-2006, 13:54
Quindi giocando al ribasso se Castro è coglione possiamo fare anche noi i coglioni?

Esagerando, visto che siamo bassi, possiamo tentare di superarlo?

Ma che minkia dici?

fg
Veramente ho detto solo che definire Guantanamo la peggior prigione cubana è assurdo. Le tue risposte sono state prima una battuta poi questa dove malamente tenti di cambiare discorso. Non è un adeguarsi al livello delle prigioni cubane. Mi chiedo come mai gli unici prigionieri cubani per cui la sinistra nostrana mostra interesse siano quelli USA, quando la realtà di Cuba è assai peggiore. Due pesi e due misure?

cprintf
19-07-2006, 14:26
legittima difesa.

Per legittima cosa intendi?

Che il "casus belli" in se (il famoso rapimento) è stato abbastanza grave da legittimare l'invasione?

...oppure che se si ricevono degli attacchi da un altro Stato è legittimo intervenire, quale che sia l'origine degli attacchi?


Meglio ancora: quali condizioni ci devono essere per poter parlare di "legittima difesa"?

roverello
19-07-2006, 14:40
dovevi mettere : autodifesa(da parte israeliana)

Quando i terroristi altoatesini mettevano bombe con l'Austria che strizzava loro l'occhio, abbiamo forse bombardato Vienna o qualche città limitrofa?
Abbiamo risolto POLITICAMENTE il problema, facendo qualche concessione.
La reazione proporzionata è prevista sia nelle convenzioni internazionale, sia nel diritto nostrano.
Se io ti tiro uno schiaffo e tu mi mandi per 3 mesi all'ospedale, tu passi dalla parte del torto.
Chiaro il concetto?

roverello
19-07-2006, 14:42
o che ci si difenda da una pioggia di missili

o a da uno stato(libano), che non ha nessun potere per disarmare gruppi pianificati di terroristi(come da risoluzione Onu 1559)

Ed è per essere sicuri che non li disarmeranno mai che stanno bombardando le caserme dell'esercito libanese, tra l'altro armato meno e peggio degli Hezbollah?

roverello
19-07-2006, 14:47
Eccolo là! Un altro che "Israele non ha diritto a esistere". :rolleyes:
Ha diritto ad esistere, ma lo stesso diritto hanno anche i paesi limitrofi, soprattutto il Libano.
Comunque i riassetto demografici nel corso del tempo risolveranno il problema.
Comunque uno stato che sta studiando (sembra) la possibilità di sterilizzare attraverso l'acqua potabile la capacità riproduttiva dei sui antagonistio palestinesi è conscio del problema demografico che lo farà diventare un altro stato a guida araba, ma mi fa pensare anche ad alcune idee dell'omino coi baffi suicida il 9 maggio del 45 in un bunker di Berlino.

[A+R]MaVro
19-07-2006, 14:51
Israele direi che ha un "casus belli permanente" nell'area. Esclusa la Giordania, gli stati confinanti con Israele negli ultimi 50 anni paiono essere disposti, o meglio leggermente più recettivi, al dialogo solo dopo aver subito delle sonore sconfitte militari. L'Egitto in questo caso non fa eccezione visto che gli accordi per la creazione delle fascia di sicurezza nel Sinai sono avvenuti a seguito dell'occupazione Israeliana e non per pura e semplice buona volontà degli interlocutori arabi.
Purtroppo nella situazione attuale non mi pare ci siano le condizioni per la ripetizione di un accordo del genere: allora le richieste di Israele ed Egitto erano diverse e conciliabili, una fascia di sicuerezza smilitarizzata per il primo, la sovranità territoriale per il secondo. Questo ha permesso quello storico compromesso.
Le trattative con Hezbollah, Hamas e i palestinesi la Siria e gli altri stati arabi invece partono da punti di vista decisamente confliggenti: l'eliminazione o la forte riduzione dello stato di Israele vs sovranità territoriale. Non vedo molti punti di accordo e la presenza di molti fanboy pro e contro Israele rafforza ancora di più la mia convinzione

FabioGreggio
19-07-2006, 15:32
MaVro']Israele direi che ha un "casus belli permanente" nell'area.

Ma il sondaggio per ora ci dice a maggioranza schiacciante esattamente il contrario.

Sorry.

fg

cprintf
19-07-2006, 15:32
A proposito di casus belli:

http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1300&parametro=esteri
<<
Il sacro terrorismo
Maurizio Blondet
19/07/2006
Il governo israeliano nel 1952, tra cui: David Ben-Gurion, Golda Meir, Moshe Sharett e Israel Rokach.

Livia Rokach, israeliana e sionista convinta, era la figlia di Israel Rokach, ministro dell'Interno di Israele nel governo laburista
di Moshe Sharett (1954-55).
Quel che vide e visse vivendo in Israele negli ambienti del potere fece crollare ogni suo sogno di rinnovamento morale dell'ebraismo nella terra promessa.
Non volle più saperne di sionismo.
Si trasferì a Roma dove, si presentava come "scrittrice italiana di origine palestinese".
Negli anni '80 pubblicò su quelle sue esperienze ebraiche un volumetto dal titolo "Sacred Terrorism".
Per scriverlo, Livia ricorse ampiamente al diario privato dell'ex primo ministro Moshe Sharett, al qaule costui, dal 1953 al 1957, aveva affidato i suoi dubbi e i suoi sgomenti sul modus agendi del potere ebraico, che non ebbe il coraggio di denunciare pubblicamente.

Sharett ha raccontato in quelle pagine private come già dagli anni '40 Israele avesse raggiunto la supremazia milutare nella regione, e il suo governo avesse cessato di credere ad una minaccia araba all'esistenza dello Stato ebraico.
Ma come continuasse ad agitare cinicamente la questione della "sicurezza di Israele" (minacciata, diceva la propaganda,
"nella sua stessa esistenza") per i suoi scopi espansionistici.
Di più: Sharett e la Rokach hanno descritto con precisione le innumerevoli provocazioni messe in atto dal potere israeliano allo scopo di trascinare i Paesi arabi in conflitti, di cui sapevano in anticipo che il sionisti sarebbero usciti vincitori, per avere il pretesto di occupare sempre più territorio palestinese.
Fu deciso ai più alti livelli, scrive la Rokach, "l'uso della violenza aperta e su vasta scala".
"Il terrorismo e la vendetta dovettero essere glorificati come la nuova morale, anzi come i sacri valori della società israeliana…le vite di israeliani dovevano essere sacrificate per creare le provocazioni che giustificassero le rappresaglie.
Una propaganda martellante e quotidiana, controllata dai censori [la "democrazia" israelita è soggetta a censura militare, ndr.] alimentava la popolazione israeliana con immagini della mostruosità del nemico" (1).


Israel Rokach e Moshe Sharett

Ben Gurion, esasperato da un periodo di calma sui confini, giunse a dire che avrebbe pagato "un milione di sterline a uno Stato arabo, perché ci faccia guerra".
Tra le provocazioni, il libro descrive l'incidente del 12 ottobre '53, quando una granata lanciata contro un insediamento ebraico ad est di Tel Aviv uccise una donna e due bambini.
La notte seguente, la famigerata Unità 101 agli ordini di Ariel Sharon massacrò 60 abitanti del villaggio giordano di Kibya.
"Trenta case sono state demolite", scrisse Sharett nel suo diario (era il primo ministro, aveva tentato di opporsi alla rappresaglia: invano). Ho camminato su e giù nella stanza, disperato dal mio senso d'impotenza… posso immaginare la tempesta che esploderà domani nella capitali arabe e occidentali" (15 ottobre 1953).
Livia Rokach chiama operazioni di "propaganda nera" quelle che oggi chiamiamo "false flage".
Una avvenne nel marzo '54, quando un pullman ebraico fu assalito all'incrocio di Ma'aleh Ha'akrabim, e dieci passeggeri trucidati.
Persino la stampa americana riportò allora il dubbio che a compiere il massacro fossero stati gli israeliani.
In ogni caso, la rappresaglia ebraica si scatenò, con la distruzione completa del villaggio palestinese di Nahalin presso Betlemme,
e l'uccisione di decine di civili.
Come risposta, gli Stati arabi, convinti (dice Livia) "che l'escalation di incidenti auto-provocati, terrorismo e rappresaglie significava che Israele stava preparando il terreno per la guerra, presero draconiane misure per impedire ogni infiltrazione in Israele".
Mancarono dunque i fatti a cui "reagire".

Per provocarli, i militari di Giuda moltiplicarono operazioni di sabotaggio e assassinio oltre i confini usando piccoli gruppi
di commando, tra cui si distinse ancora la unità 101.
Il 28 febbraio 1955, 50 parà israeliani attaccarono un campo militare egiziano di Gaza (allora sotto controllo del Cairo)
ammazzandone 39 e ferendone 30.
Sharett scrisse di essere "sconvolto" dal numero di vittime, che "cambia non solo le dimensioni dell'operazione ma la sua stessa natura".
Poi, però, aggiunge di aver dato ordine alla ambasciate ebraiche nel mondo di diffondere la falsa versione ufficiale (siamo stati attaccati), per "contrastare l'impressione generale che mentre noi piangiamo sul nostro isolamento e la nostra mancanza di sicurezza, siamo noi a promuovere le aggressioni, rivelandoci assetati di sangue fino a compiere massacri" (2).
La stampa occidentale eseguì, già allora, il dettato giudaico.
A marzo, Israele, per "la propria sicurezza" messa in pericolo dal suo attacco, occupò Gaza, come fa ancor oggi.
Gli USA chiesero a Tel Aviv un "impegno definitivo che simili azioni non si sarebbero ripetute", offrendo in cambio le più ampie garanzie di sicurezza.
Contro questa proposta Moshe Dayan parlò in questi termini: "Non ci serve un patto di sicurezza con gli USA…il patto non farebbe che legarci le mani e negarci la libertà d'azione di cui abbiamo bisogno negli anni a venire. Le azioni di rappresaglia, che non potremmo compiere se legati a un patto di sicurezza, sono la nostra linfa vitale… sono queste che ci rendono possibile mantenere un alto livello di tensione tra la popolazione e l'esercito" (3).
Ma più interessante e urgente è vedere che cosa Livia Rokach dice delle mira israeliane sul Libano.

Queste mire, dice, risalgono al 1918, un anno dopo la dichiarazione Balfour con cui la corona britannica riconosceva il diritto
a un "focolare ebraico" in Palestina.
Gli emissari sionisti fecero allora presente agli inglesi che i confini settentrionali della futura Israele avrebbero dovuto includere
l'intero corso del fiume Litani, che corre interamente in Libano.
Ciò per "la vitale importanza di controllare tutte le risorse acquifere fino alle sorgenti", diceva il rapporto giudaico (4).
Al progetto, nella conferenza di pace del 1919, si oppose la Francia, protettrice del Libano.
Ma il disegno non fu abbandonato.
In una riunione del governo del 27 febbraio '54, riferisce Sharett nel suo diario segreto, Ben Gurion sancì:
"E' il momento di spingere il Libano, ossia i maroniti nel Paese, a proclamare uno Stato cristiano".
Era la prima volta che Israele arruolava "strani cristiani" per i suoi scopi, e non sarà l'ultima.
Sharett obiettò che i maroniti erano "deboli", e non in grado di innescare una guerra civile.
Ben Gurion ribatté: "Mandiamo dei nostri uomini e spendiamo quel che c'è da spendere. Il denaro va trovato, se non nel Tesoro, nell'Agenzia Ebraica! Per questo progetto vale la pena di buttare… un milione di dollari.
Un cambiamento decisivo avrà luogo nel Medio Oriente, comincerà un'era nuova" (5).
Dayan disse che bastava comprare un solo ufficiale libanese, "anche solo un maggiore", e spingerlo a proclamare "un regime cristiano... Poi l'esercito israeliano entrerà in Libano e il territorio dal Litani a sud sarà annesso ad Israele, e tutto andrà per il meglio".

Il progetto verrà attuato solo nel 1978, quando l'"Operazione Litani" darà a Israele i fiumi Wazzani e Hasbani, fiumi giordani;
e sarà perfezionato nel 1982, con l'operazione "Pace in Galilea", in cui l'intero corso del Litani finirà sotto dominio israeliano.
Infatti solo nel 1975 i sacri terroristi riusciranno a innescare la guerra civile in Libano, che durerà fino al 1990 e costerà
almeno 100 mila vittime.
Fino a quando l'esercito libanese, che si sgretolò nel '76, riuscì a tenere il conto, denunciò una media di 1,4 provocazioni israeliane
al giorno sul confine, e ciò ininterrottamente dal 1968 al 1974 (6).
Irene Benson, una giornalista del Guardian, scrisse che "150 e più cittadine e Paesi del Libano meridionale sono stati ripetutamente devastati dalle forze israeliane"; essa parla di un villaggio, Khiyam, bombardato di continuo dal '68 in poi, i cui tremila abitanti erano stati ridotti a 32.
Tutti ammazzati dai "cristiani" agli ordini di Giuda, più tardi.
Questo è il sud del Libano, abitato dagli sciiti, oggi dipinti tutti come terroristi, e come "Hezbollah pagati dall'Iran".

Né sono una novità i bombardamenti cui assistiamo in questi giorni, e che in una settimana hanno ridotto Beirut come i russi hanno ridotto Grozny in Cecenia in anni di guerra.
Il 10 luglio 1981, primo ministro Begin e ministro della Difesa Sharon, gli israeliani colpirono duro avendo di mira le infrastrutture.
L'ambasciatore americano di allora, Robert Dillon, riferì nei suoi rapporti di "cinque ponti distrutti nel sud Libano", oltre a "superstrade, stazioni di pompaggio dell'acqua, centrali elettriche".
A Fakhani-Tarik presso il campo di rifugiati di Shatila, scrisse Dillon, "una quantità di edifici sono completamente in macerie, in una devastazione cher ricorda la seconda guerra mondiale. Le stesse immagini che vediamo oggi, con crateri di bombe grandi venti metri e profondi dieci. Evidente, disse l'ambasciatore, la volontà di "destabilizzare lo Stato e l'economia del Libano.
Ciò è contro gli interessi americani" (7).
Bombardarono ripetutamente, fino a distruggerla del tutto, anche la raffineria "Medreco", che era di proprietà americana.
Il New York Times ne diede notizia, ma tralasciò che la Medreco era proprietà USA.

Dedico questa memoria a molti.
- Ai lettori di sinistra che mi chiedono disgustati come mai la sinistra italiana si è adunata con Pera e Fini sotto la bandiera d'Israele "in pericolo".
Sì, il coraggio del governo di sinistra (reazione "sproporzionata") si va indebolendo, ma non lo biasimo.
Sanno bene di avere a che fare con uno Stato terrorista armato di 250 bombe atomiche (più che la Cina) e in piena aggressione bellicista; capace inoltre, con le sue quinte colonne, di distruggere politicamente, ed anche fisicamente, qualunque oppositore in qualunque Paese.
Questa è paura.
La paura che ispira un regime totalitario e malvagio, che per di più non può essere denunciato senza incorrere nell'accusa di "antisemitismo".
E' quella paura che forse avrete visto sul volto di Prodi quando fu apostrofato da Israel Singer nella sede dell'Unione Europea.
E' la paura che ho constatato di persona rendere vili i congressmen americani a Washington.
Alla paura, la paura vera, per lo più ci si piega obbedienti.


Piero Fassino e Gianfranco Fini, alla fiaccolata della sinagoga di Roma

- Ai cattolici e "strani cristiani" che mi danno dello screditato, del complottista antisemita, e accusano i lettori renitenti di "ignorare 50 anni di storia".
Qui, ci sono 50 anni di storia narrati da Livia Rokach e da Moshe Sharett, ebrei entrambi, l'una eroicamente disperata, l'altro un Pilato sionista.
Imparate dalla storia, voi strani-cristiani.
Questa pagina l'ho scritta per voi: non potrete dire "non sapevamo".
Sapevate, e avete deliberatamente preso le parti della potenza e della menzogna, dell'ingiustizia e della violenza, contro i deboli e gli indifesi diffamati.
Dio vi giudicherà.

- Alla Chiesa, contro cui già comincia l'attacco.
"Il Riformista" del 18 luglio già accusa la Chiesa di antisemitismo per le critiche flebili che ha rivolto a Israele.
Questo è un attacco preventivo.
E viene dal giornale pagato e finanziato per creare un "partito democratico" di tipo americano, cioè informe e capitalista, che l'elettorato italiano non richiede.
L'attacco non si fermerà.
I nostri giornalisti, di "destra" o di "sinistra", si sono già messi l'elmetto, già partecipano alla "guerra contro l'asse del male"
dalle scrivanie; e già denunciano e "smascherano" i "nemici di Israele" e i "complici dei terroristi", ossia dei bombardati e massacrati.
E' esattamente quello che succede quando emerge un Quarto Reich vero e temibile: la stampa libera gareggia liberamente in viltà.
Inutile ogni prudenza e compromesso, per la Chiesa gli esami di semitismo non finiscono mai.
E non sarà mai abbastanza amica di Israele.

- A quanti si chiedono "che fare?", con senso di impotenza.
La vera battaglia finale, quella in corso, è quella del potere e della menzogna contro la verità, della cattiveria vile e super-armata
contro la carità e la giustizia.
Loro hanno le bombe atomiche, gli Stati, i media e la diffamazione, "tutti i prodigi del demonio"; noi solo la verità.
Qualunque sia il nostro personale destino, sappiamo che è la verità a vincere, non i poteri del mondo.
Sappiamo che gli oppressi saranno vendicati.
"Nella mia debolezza è la Tua forza".
Nella battaglia finale, la sola armatura che conta è mettere la vita nelle mani di Cristo.

- Infine, a quei lettori che distratti mi chiedono che cosa ho contro gli ebrei.
Spero che le righe di sopra possano dare una risposta definitiva: per bocca di Livia Rokach e Sharett.
Non ce l'ho con gli ebrei, direi lo stesso degli svedesi, se commettessero le stesse atrocità.
Non me lo chiedete più, almeno voi.

Maurizio Blondet

Note
1) Livia Rokach, "Israel sacred terrorism", pagina 5. Seguiamo qui l'edizione americana, che fu pubblicata dalla Association of arab-american university graduates (AAUG).
Contro la pubblicazione del libro e dei diari di Sharett il governo israeliano ha fatto di tutto, anche ricorrendo alle vie legali.
Esiste anche una versione italiana di Livia Rokach ("Sul terrorismo israeliano"), ma è irreperibile.
Anche la casa editrice, Graphos di Genova, non risponde alle chiamate né alle lettere.
Livia Rokach è morta nel 1984 a Roma, apparentemente suicida, in circostanze sospette.
2) Livia Rokach, citata, pagine 39-40.
3) Citata, pagina 47.
4) Citata, nell'introduzione di Nasser Aruri, pagina XIV.
5) Citata, pagina 22
6) Noam Chomsky, "The fateful triangle", edizione USA 1983, pagina 191.
7) Telegramma confidenziale al Dipartimento di Stato, 16 luglio 1981, citato da Stephen Green, "Living by the sword", pagina 155.


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jumpermax
19-07-2006, 15:46
"apparentemente suicida" "circostanze sospette" perfetto stile Blondet... :rolleyes: andatevelo a leggere tutto effedieffe, anche la parte sull'evoluzionismo così inquadrate il soggetto...

cprintf
19-07-2006, 15:54
"apparentemente suicida" "circostanze sospette" perfetto stile Blondet... :rolleyes: andatevelo a leggere tutto effedieffe, anche la parte sull'evoluzionismo così inquadrate il soggetto...

Ma qui non stiamo parlando di Blondet, stiamo parlando del libro di memorie che ha riportato.

Se (e ripeto se) i fatti sono veri direi che sia il caso di fare due conti...

Onisem
19-07-2006, 16:18
Ha diritto ad esistere, ma lo stesso diritto hanno anche i paesi limitrofi, soprattutto il Libano.
Comunque i riassetto demografici nel corso del tempo risolveranno il problema.
Comunque uno stato che sta studiando (sembra) la possibilità di sterilizzare attraverso l'acqua potabile la capacità riproduttiva dei sui antagonistio palestinesi è conscio del problema demografico che lo farà diventare un altro stato a guida araba, ma mi fa pensare anche ad alcune idee dell'omino coi baffi suicida il 9 maggio del 45 in un bunker di Berlino.
Il governo libanese non ha mosso un dito contro gli Hazbollah, la reazione di Israele è stata dura e si può anche discutere sulla sua completa opportunità, ma avrebbe comunque potuto essere ampiamente evitata. Spero se lo ricordino in futuro.

Onisem
19-07-2006, 16:24
Quando i terroristi altoatesini mettevano bombe con l'Austria che strizzava loro l'occhio, abbiamo forse bombardato Vienna o qualche città limitrofa?
Abbiamo risolto POLITICAMENTE il problema, facendo qualche concessione.
La reazione proporzionata è prevista sia nelle convenzioni internazionale, sia nel diritto nostrano.
Se io ti tiro uno schiaffo e tu mi mandi per 3 mesi all'ospedale, tu passi dalla parte del torto.
Chiaro il concetto?
Bel paragone, proprio... Nell'area ogni volta che c'è una concessione da parte israeliana, ci si ingegna prontamente su come utilizzarla per minacciare e colpire l'odiato nemico. Poi ci si stupisce per l'uso della forza militare conseguente.

[A+R]MaVro
19-07-2006, 16:33
Ma il sondaggio per ora ci dice a maggioranza schiacciante esattamente il contrario.

Sorry.

fg
Sai Greggio preferisco usare la mia testa che seguire acriticamente la maggioranza. Che questo porti ad opinioni dalla maggioranza, e da te, non condivise non costituisce un problema no?

zakzakit
19-07-2006, 16:58
Bel paragone, proprio... Nell'area ogni volta che c'è una concessione da parte israeliana, ci si ingegna prontamente su come utilizzarla per minacciare e colpire l'odiato nemico. Poi ci si stupisce per l'uso della forza militare conseguente.

Ma quali concessioni? Quella di vivere in un Bantustan in cui i palestinesi non hanno uno stato ma un insieme di chiazze geografiche e per passare da una all'altra devono fare interminabili code ai posti di blocco? In cui alcune di queste chiazze sono interamente circondate da un muro come dei giganteschi campi di concentramento? In cui non c'è possibilità di approvigionarsi di acqua o di energia elettrica senza dipendere da Israele? In cui qualsiasi rappresentante politico può essere messo in galera a piacimento di Israele?

"L'odiato nemico"? Ma lo sai che nel 1948 Isreale ha distrutto più di 400 villaggi palestinesi, sterminandone la popolazione in almeno trenta, espellendo più di 750.000 abitanti dalla loro patria? Ti sembra che dovrebbero amarli? Oppure a loro non è concesso l'esercizio della memoria sacro ad Israele?

Per quanto riguarda l'uso della forza militare, la mia reazione non è stupore, è schifo. In 7 giorni di attacco al Libano hanno massacrato 216 civili, 23 soldati libanesi e 6 hezbollah. 36 civili per ogni hezbollah: non bisogna stupirsi, bisogna indignarsi e protestare, anche contro la vergognosa sudditanza della nostra informazione nei confronti di Israele e degli USA.

Onisem
19-07-2006, 17:02
Si può sicuramente discutere su come sia nato lo stato di Israele. Ma oggi c'è, sta dove sta e casomai si può ragionare sui suoi confini e su come risolvere l'annosa questione. Ma non ammettere il suo diritto ad esistere mi pare che porti in una sola direzione. Israele ha smobilitato dai territori di Gaza, i palestinesi hanno eletto Hamas. Io mi sono fatto la mia idea su chi dei due sia più propenso al dialogo.

FabioGreggio
19-07-2006, 17:06
MaVro']Sai Greggio preferisco usare la mia testa che seguire acriticamente la maggioranza. Che questo porti ad opinioni dalla maggioranza, e da te, non condivise non costituisce un problema no?

Assolutamente no.
Indipendentemente dal fatto che anche la maggioranza ha ragionato con la propria testa.
E' un problema che la maggioranza abbia ragionato con la propria testa?

fg

[A+R]MaVro
19-07-2006, 23:28
Assolutamente no.
Indipendentemente dal fatto che anche la maggioranza ha ragionato con la propria testa.
E' un problema che la maggioranza abbia ragionato con la propria testa?

fg
No, basta che non te ne fai scudo per sostenere le tue idee.

LUVІ
19-07-2006, 23:58
Abuso premeditato di legittima difesa.

LuVi

Ciaba
20-07-2006, 00:27
Ed è per essere sicuri che non li disarmeranno mai che stanno bombardando le caserme dell'esercito libanese, tra l'altro armato meno e peggio degli Hezbollah?

...mi sono chiesto la stessa cosa...e mi stupisco(nn trovando risposte sensate alla questione), di come ci siano ancora persone che parlano di autodifesa.
Nn credevo avrei mai potuto anche provare a pensare una cosa del genere ma in un certo senso rimpiango la scomparsa di Sharon; sarà che nn mi sono mai fidato molto delle persone col riporto sulla testa...

roverello
20-07-2006, 18:07
"apparentemente suicida" "circostanze sospette" perfetto stile Blondet... :rolleyes: andatevelo a leggere tutto effedieffe, anche la parte sull'evoluzionismo così inquadrate il soggetto...

Blondet spesso scrive cose fantasiose, ma della maggior parte delle cose scritte in quell'articolo puoi trovare conferma su MS Encarta, su Wikipedia e su articoli di stampa dell'epoca.

roverello
20-07-2006, 18:16
Bel paragone, proprio... Nell'area ogni volta che c'è una concessione da parte israeliana, ci si ingegna prontamente su come utilizzarla per minacciare e colpire l'odiato nemico. Poi ci si stupisce per l'uso della forza militare conseguente.

Concessione israeliana?
E quale sarebbe, di grazia?

roverello
20-07-2006, 18:22
MaVro']Israele direi che ha un "casus belli permanente" nell'area. Esclusa la Giordania, gli stati confinanti con Israele negli ultimi 50 anni paiono essere disposti, o meglio leggermente più recettivi, al dialogo solo dopo aver subito delle sonore sconfitte militari. L'Egitto in questo caso non fa eccezione visto che gli accordi per la creazione delle fascia di sicurezza nel Sinai sono avvenuti a seguito dell'occupazione Israeliana e non per pura e semplice buona volontà degli interlocutori arabi.
Purtroppo nella situazione attuale non mi pare ci siano le condizioni per la ripetizione di un accordo del genere: allora le richieste di Israele ed Egitto erano diverse e conciliabili, una fascia di sicuerezza smilitarizzata per il primo, la sovranità territoriale per il secondo. Questo ha permesso quello storico compromesso.
Le trattative con Hezbollah, Hamas e i palestinesi la Siria e gli altri stati arabi invece partono da punti di vista decisamente confliggenti: l'eliminazione o la forte riduzione dello stato di Israele vs sovranità territoriale. Non vedo molti punti di accordo e la presenza di molti fanboy pro e contro Israele rafforza ancora di più la mia convinzione
Israele deve:
1 - tornare interamente entro in confini del 1948, come da trattati inrnazioni, risoluzioni ONU svariate e convenzione di Ginevra.
2 - consentire la creazione di uno stato palestinese, coma da accordi inernazionali
3 - restituire ai legittimi proprietari il controllo delle fonti idriche, e agli arabi illegalmente espropriati e uccisi (quindi ai discendenti) le terre.
4 - aderire ai trattati internazionali sul controllo delle armi nucleari e di distruzione di massa.

Solo così potrà vivere in pace, ma siccome NON vuole vivere in pace la situazione è questa.
E' uno stato che fu fondato con azioni terroristiche, non dimenticatelo.

franklar
20-07-2006, 23:45
Un "curriculum vitae" invidiabile per uno Stato così giovane... :rolleyes:



Risoluzioni ONU contro Israele
Di seguito si riportano le principali risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che esprimono condanna dell’operato di Israele. Le risoluzioni sono citate per numero e data; se ne indicano inoltre degli estratti che ne illustrano il contenuto.

1) RISOLUZIONE N. 93 (18 MAGGIO 1951)
Il CS decide che ai civili arabi che sono stati trasferiti dalla zona smilitarizzata dal governo di Israele deve essere consentito di tornare immediatamente nelle loro case e che la Mixed Armistice Commission deve supervisionare il loro ritorno e la loro reintegrazione nelle modalita’ decise dalla Commissione stessa.

2) RISOLUZIONE N. 101 (24 NOVEMBRE 1953)
Il CS ritiene che l’azione delle forze armate israeliane a Qibya del 14-15 ottobre 1953 e tutte le azioni simili costituiscano una violazione del cessate-il-fuoco (risoluzione 54 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU); esprime la più forte censura per questa azione, che può pregiudicare le possibilità di soluzione pacifica; chiama Israele a prendere misure effettive per prevenire tali azioni.

3) RISOLUZIONE N. 106 (29 MARZO 1955)
Il CS osserva che un attacco premeditato e pianificato ordinato dalle autorità israeliane e’ stato commesso dalle forze armate israeliane contro le forze armate egiziane nella Striscia di Gaza il 28 febbraio 1955 e condanna questo attacco come una violazione del cessate-il-fuoco disposto dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

4) RISOLUZIONE N. 111 (19 GENNAIO 1956)
Il CS ricorda al governo israeliano che il Consiglio ha già condannato le azioni militari che hanno rotto i Trattati dell’Armistizio Generale e ha chiamato Israele a prendere misure effettive per prevenire simili azioni; condanna l’attacco dell’11 dicembre 1955 sul territorio siriano come una flagrante violazione dei provvedimenti di cessate-il-fuoco della risoluzione 54 (1948) e degli obblighi di Israele rispetto alla Carta delle NazioniUnite; esprime grave preoccupazione per il venire meno ai propri obblighi da parte del governo israeliano.

5) RISOLUZIONE N. 127 (22 GENNAIO 1958)
Il CS raccomanda ad Israele di sospendere la “zona di nessuno” a Gerusalemme.

6) RISOLUZIONE N. 162 (11 APRILE 1961)
Il CS chiede urgentemente ad Israele di rispettare le decisioni delle Nazioni Unite.

7) RISOLUZIONE N. 171 (9 APRILE 1962)
Il CS riscontra le flagranti violazioni operate da Israele nel suo attacco alla Siria.

8) RISOLUZIONE N. 228 (25 NOVEMBRE 1966)
Il CS censura Israele per il suo attacco a Samu, in Cisgiordania, sotto il controllo giordano.

9) RISOLUZIONE N. 237 (14 GIUGNO 1967)
Il CS chiede urgentemente a Israele di consentire il ritorno dei nuovi profughi palestinesi del 1967.

10) RISOLUZIONE N. 248 (24 MARZO 1968)
Il CS condanna Israele per il suo attacco massiccio contro Karameh, in Giordania.

11) RISOLUZIONE N. 250 (27 APRILE 1968)
Il CS ingiunge a Israele di astenersi dal tenere una parata militare a Gerusalemme.

12) RISOLUZIONE N. 251 (2 MAGGIO 1968)
Il CS deplora profondamente la parata militare israeliana a Gerusalemme, in spregio alla risoluzione 250.

13) RISOLUZIONE N. 252 (21 MAGGIO 1968)
Il CS dichiara non valido l’atto di Israele di unificazione di Gerusalemme come capitale ebraica.

14) RISOLUZIONE N. 256 (16 AGOSTO 1968)
Il CS condanna gli attacchi israeliani contro la Giordania come flagranti violazioni.

15) RISOLUZIONE N. 259 (27 SETTEMBRE 1968)
Il CS deplora il rifiuto israeliano di accettare una missione dell’ONU che verifichi lo stato di occupazione.

16) RISOLUZIONE N. 262 (31 DICEMBRE 1968)
Il CS condanna Israele per l’attacco all’aeroporto di Beirut.

17) RISOLUZIONE N. 265 (1 APRILE 1969)
Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei su Salt in Giordania.

18) RISOLUZIONE N. 267 (3 LUGLIO 1969)
Il CS censura Israele per gli atti amministrativi tesi a cambiare lo status di Gerusalemme.

19) RISOLUZIONE N. 270 (26 AGOSTO 1969)
Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei sui villaggi del Sud del Libano.

20) RISOLUZIONE N. 271 (15 SETTEMBRE 1969)
Il CS condanna Israele per non aver obbedito alle risoluzioni dell’ONU su Gerusalemme.

21) RISOLUZIONE N. 279 (12 MAGGIO 1969)
Il CS chiede il ritiro delle forze israeliane dal Libano.

22) RISOLUZIONE N. 280 (19 MAGGIO 1969)
Il CS condanna gli attacchi israeliani contro il Libano.

23) RISOLUZIONE N. 285 (5 SETTEMBRE 1970)
Il Cs chiede l’immediato ritiro israeliano dal Libano.

24) RISOLUZIONE N. 298 (25 SETTEMBRE 1971)
Il CS deplora che Israele abbia cambiato lo status di Gerusalemme.

25) RISOLUZIONE N. 313 (28 FEBBRAIO 1972)
Il CS chiede che Israele ponga fine agli attacchi contro il Libano.

26) RISOLUZIONE N. 316 (26 GIUGNO 1972)
Il CS condanna Israele per i ripetuti attacchi sul Libano.

27) RISOLUZIONE N. 317 (21 LUGLIO 1972)
Il CS deplora il rifiuto di Israele di rilasciare gli Arabi rapiti in Libano.

28) RISOLUZIONE N. 332 (21 APRILE 1973)
Il CS condanna i ripetuti attacchi israeliani contro il Libano.

29) RISOLUZIONE N. 337 (15 AGOSTO 1973)
Il CS condanna Israele per aver violato la sovranità del Libano.

30) RISOLUZIONE N. 347 (24 APRILE 1974)
Il CS condanna gli attacchi israeliani sul Libano.

31) RISOLUZIONE N. 425 (19 MARZO 1978)
Il CS ingiunge a Israele di ritirare le sue forze dal Libano.

32) RISOLUZIONE N. 427 (3 MAGGIO 1979)
Il CS chiama Israele al completo ritiro delle proprie forze dal Libano.

33) RISOLUZIONE N. 444 (19 GENNAIO 1979)
Il CS deplora la mancanza di cooperazione di Israele con il contingente di peacekeeping dell’ONU.

34) RISOLUZIONE N. 446 (22 MARZO 1979)
Il CS determina che gli insediamenti israeliani sono un grave ostacolo alla pace e chiama Israele al rispetto della Quarta Convenzione di Ginevra.

35) RISOLUZIONE N. 450 (14 GIUGNO 1979)
Il CS ingiunge a Israele di porre fine agli attacchi contro il Libano.

36) RISOLUZIONE N. 452 (20 LUGLIO 1979)
Il CS ingiunge a Israele di smettere di costruire insediamenti nei territori occupati.

37) RISOLUZIONE N. 465 (1 MARZO 1980)
Il CS deplora gli insediamenti israeliani e chiede a tutti gli stati membri di non sostenere il programma di insediamenti di Israele.

38) RISOLUZIONE N. 467 (24 APRILE 1980)
Il CS deplora con forza l’intervento militare israeliano in Libano.

39) RISOLUZIONE N. 468 (8 MAGGIO 1980)
Il CS ingiunge a Israele di annullare le espulsioni illegali di due sindaci e un giudice palestinesi, e di facilitare il loro ritorno.

40) RISOLUZIONE N. 469 (20 MAGGIO 1980)
Il CS deplora con forza la non osservanza da parte di Israele dell’ordine di non deportare Palestinesi.

41) RISOLUZIONE N. 471 (5 GIUGNO 1980)
Il CS esprime grave preoccupazione per il non rispetto da parte di Israele della Quarta Convenzione di Ginevra.

42) RISOLUZIONE N. 476 (30 GIUGNO 1980)
Il CS ribadisce che le rivendicazioni israeliane su Gerusalemme sono nulle.

43) RISOLUZIONE N. 478 (20 AGOSTO 1980)
Il CS censura con la massima forza Israele per le rivendicazioni su Gerusalemme contenute nella sua “Legge Fondamentale”.

44) RISOLUZIONE N. 484 (19 DICEMBRE 1980)
Il CS formula l’imperativo che Israele riammetta i due sindaci palestinesi deportati.

45) RISOLUZIONE N. 487 (19 GIUGNO 1981)
Il CS condanna con forza Israele per l’attacco alle strutture nucleari dell’Iraq.

46) RISOLUZIONE N. 497 (17 DICEMBRE 1981)
Il CS dichiara nulla l’annessione israeliana delle Alture del Golan e chiede ad Israele di annullare immediatamente la propria decisione.

47) RISOLUZIONE N. 498 (18 DICEMBRE 1981)
Il CS ingiunge a Israele di ritirarsi dal Libano.

48) RISOLUZIONE N. 501 (25 FEBBRAIO 1982)
Il CS ingiunge a Israele di interrompere gli attacchi contro il Libano e di ritirare le sue truppe.

49) RISOLUZIONE N. 509 (6 GIUGNO 1982)
Il CS chiede che Israele ritiri immediatamente e incondizionatamente le sue forze dal Libano.

50) RISOLUZIONE N. 515 (19 GIUGNO 1982)
Il CS chiede che Israele tolga l’assedio a Beirut e consenta l’entrata di rifornimenti alimentari.

51) RISOLUZIONE N. 517 (4 AGOSTO 1982)
Il CS censura Israele per non aver ubbidito alle risoluzioni dell’ONU e chiede ad Israele di ritirare le sue forze dal Libano.

52) RISOLUZIONE N. 518 (12 AGOSTO 1982)
Il CS chiede ad Israele piena cooperazione con le forze dell’ONU in Libano.

53) RISOLUZIONE N. 520 (17 SETTEMBRE 1982)
Il CS condanna l’attacco israeliano a Beirut Ovest.

54) RISOLUZIONE N. 573 (4 OTTOBRE 1985)
Il Cs condanna vigorosamente Israele per i bombardamenti su Tunisi durante l’attacco al quartier generale dell’OLP.

55) RISOLUZIONE N. 587 (23 SETTEMBRE 1986)
Il CS ricorda le precedenti richieste affinché Israele ritirasse le sue forze dal Libano e chiede con urgenza a tutte le parti di ritirarsi.

56) RISOLUZIONE N. 592 (8 DICEMBRE 1986)
Il CS deplora con forza l’uccisione di studenti palestinesi dell’Università’ di Birzeit ad opera delle truppe israeliane.

57) RISOLUZIONE N. 605 (22 DICEMBRE 1987)
Il CS deplora con forza le politiche e le pratiche israeliane che negano i diritti umani dei Palestinesi.

58) RISOLUZIONE N. 607 (5 GENNAIO 1988)
Il CS ingiunge a Israele di non deportare i Palestinesi e gli chiede con forza di rispettare la Quarta Convenzione di Ginevra.

59) RISOLUZIONE N. 608 (14 GENNAIO 1988)
Il CS si rammarica profondamente che Israele abbia sfidato l’ONU e deportato civili palestinesi.

60) RISOLUZIONE N. 636 (14 GIUGNO 1989)
Il CS si rammarica profondamente della deportazione di civili palestinesi da parte di Israele.

61) RISOLUZIONE N. 641 (30 AGOSTO 1989)
Il CS deplora che Israele continui nelle deportazioni di Palestinesi.

62) RISOLUZIONE N. 672 (12 OTTOBRE 1990)
Il CS condanna Israele per violenza contro i Palestinesi a Haram al-Sharif/Tempio della Montagna.

63) RISOLUZIONE N. 673 (24 OTTOBRE 1990)
Il CS deplora il rifiuto israeliano di cooperare con l’Onu.

64) RISOLUZIONE N. 681 (20 DICEMBRE 1990)
Il CS deplora che Israele abbia ripreso le deportazioni di Palestinesi.

65) RISOLUZIONE N. 694 (24 MAGGIO 1991)
Il CS deplora la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele e ingiunge ad Israele di assicurare loro un sicuro e immediato ritorno.

66) RISOLUZIONE N. 726 (6 GENNAIO 1992)
Il CS condanna con forza la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele.

67) RISOLUZIONE N. 799 (18 DICEMBRE 1992)
Il CS condanna con forza la deportazione di 413 Palestinesi da parte di Israele e chiede il loro immediato ritorno.

68) RISOLUZIONE N. 904 (18 MARZO 1994)
Il CS: sconcertato dallo spaventoso massacro commesso contro fedeli palestinesi nella Moschea Ibrahim di Hebron il 25 febbraio 1994, durante il Ramadan; gravemente preoccupato dai conseguenti incidenti nei territori palestinesi occupati come risultato del massacro, che evidenzia la necessità di assicurare protezione e sicurezza al popolo palestinese; prendendo atto della condanna di questo massacro da parte della comunità internazionale; riaffermando le importanti risoluzioni sulla applicabilità della Quarta Convenzione di Ginevra ai territori occupati da Israele nel giugno 1967, compresa Gerusalemme, e le conseguenti responsabilità israeliane, condanna con forza il massacro di Hebron e le sue conseguenze, che hanno causato la morte di oltre 50 civili palestinesi e il ferimento di altre centinaia e ingiunge ad Israele, la potenza occupante, di applicare misure che prevengano atti illegali di violenza da parte di coloni israeliani, come tra gli altri la confisca delle armi.

69) RISOLUZIONE N. 1402 (30 MARZO 2002)
Il CS alle truppe israeliane di ritirarsi dalle città palestinesi, compresa Ramallah.

70) RISOLUZIONE N. 1403 (4 APRILE 2002)
Il CS chiede che la risoluzione 1402 (2002) sia applicata senza ulteriori ritardi.

71) RISOLUZIONE N. 1405 (19 APRILE 2002)
Il CS chiede che siano tolte le restrizioni imposte, soprattutto a Jenin, alle operazioni delle organizzazioni umanitarie, compreso il Comitato Internazionale della Croce Rossa e l’Agenzia dell’ONU per l’Assistenza e il Lavoro per i Profughi Palestinesi in Medio Oriente (Unrwa).

72) RISOLUZIONE N. 1435 (24 SETTEMBRE 2002)
Il CS chiede che Israele ponga immediatamente fine alle misure prese nella città di Ramallah e nei dintorni, che comprendono la distruzione delle infrastrutture civili e di sicurezza palestinesi; chiede anche il rapido ritiro delle forze di occupazione israeliane dalle città palestinesi e il loro ritorno alle posizioni tenute prima di settembre 2000.

[fonte: Paul Findley, Deliberate Deceptions: Facing the Facts about the US/Israeli Relationship (Chicago: Lawrence Hill, 1993)]

dantes76
21-07-2006, 10:38
Un "curriculum vitae" invidiabile per uno Stato così giovane... :rolleyes:

se gli arabi avessero deposto le armi, adesso ci sarebbe la pace....
se israele avesse deposto le armi adesso israele non ci sarebbe....

fortunatamente ha sempre in toto o in parte disatteso le risoluzioni Onu

Xiaoma
21-07-2006, 14:24
"apparentemente suicida" "circostanze sospette" perfetto stile Blondet... :rolleyes: andatevelo a leggere tutto effedieffe, anche la parte sull'evoluzionismo così inquadrate il soggetto...

Beh... conoscendo tutto quello che ha fatto il Mossad in questi decenni, il fatto che un "nemico di Israele" sia morto in circostanze non troppo chiare non stupisce affatto. Mi stupisce invece che sia riuscita a pubblicare il libro... Ahi ahi.. il Mossad perde colpi.

:rolleyes: