Adric
17-07-2006, 23:56
Lunedì 17 Luglio 2006
Furto di rame, a rischio la metropolitana
Roma-Lido: tre ladri rubano un quintale di trecce che danno corrente ai semafori sui binari
di GIULIO MANCINI
Stavano rubando le trecce di rame che collegano la sottostazione elettrica ai ”semafori” dei treni. E se non fossero stati scoperti dai carabinieri avrebbero potuto anche causare un disastro, mettendo a rischio la vita di migliaia di pendolari della tintarella.
Tre persone, due romeni e un’italiana incensurata di Ladispoli, sono state arrestate dai carabinieri di Vitinia nella zona del Torrino. Alle tre di notte, quando la linea Roma-Lido era ferma, sono stati sorpresi a rubare cavi di rame dal sistema di scambio che si trova presso la sottostazione elettrica a ridosso del Raccordo Anulare, a metà strada tra le fermate di Tor di Valle e Vitinia. I malviventi, attrezzati di tutto punto con tronchesi e cacciaviti, avevano già smontato trecce per cento chili di peso che erano state caricate su un furgone risultato rubato a Roma, in via Veneto.
Alla vista dei militari un quarto componente della banda, probabilmente straniero, è riuscito a dileguarsi nel buio. Le manette si sono strette intorno ai polsi dei romeni Valentin Alexandro Leuspisa di 19 anni e Daniel Piloce di 30 oltre che di R.D. una quarantaquattrenne di Ladispoli che, seppure sospettata di essere la menta dell’organizzazione, non è risultata avere precedenti con la giustizia. Il terzetto dovrà rispondere dell’accusa di furto aggravato e di ricettazione. Oltre al furgone usato per il trasporto del rame, sul luogo sono stati rinvenuti pure due ciclomotori, risultati anch’essi di provenienza furtiva.
L’accusa più grave, però, potrebbe scattare da parte del magistrato che dovrà giudicare il terzetto. I carabinieri, infatti, ritengono che la sottrazione delle trecce di rame dalla linea ferroviaria avrebbe potuto provocare gravi guasti alla linea, mettendo a repentaglio i passeggeri nella successiva ripresa del servizio. E in una domenica di mezz’estate quella linea trasporta oltre 110 mila passeggeri. Sarà un perito tecnico ad avvalorare la tesi; qualora fosse provata, i tre arrestati dovranno rispondere anche del reato di attentato alla pubblica incolumità o, in subalterno, di attentato alla sicurezza dei trasporti. Rischiano, in questi casi, la reclusione da due a sei anni.
Ieri mattina all’alba i tecnici della società ”Met.Ro.” sono intervenuti in zona per ripristinare il corretto funzionamento delle parti smontate. «Il danno spiegano gli addetti al servizio mantenendo la riservatezza dovuta all’indagine giudiziaria riguarda il sistema di segnalamento, i cosiddetti semafori che disciplinano la marcia dei convogli. L’impianto regola automaticamente la distanza tra un treno e quello precedente per evitare, ovviamente, possibili collisioni. In caso di avaria, scatta nelle procedure un sistema sostitutivo, a blocco telefonico, funzionante tra capotreno e capostazione con tempi più lunghi dell’impianto automatico. Dove hanno agito i ladri, però, c’è anche uno scambio che, in caso di rimozione, può provocare il deragliamento dei convogli». La linea è stata ripristinata in tempo per l’inizio delle corse che si sono svolte regolarmente per tutta la giornata di ieri.
Appena due settimane fa, il 9 luglio, i carabinieri avevano arrestato tre romeni bloccati a eseguire un furto record di rame: tre tonnellate e mezzo di cavi già caricati su un furgone. Era accaduto nel cantiere per la costruzione della nuova Fiera di Roma, in via Portuense. Era già accaduto diverse volte che, approfittando dell’enorme costruzione, di notte ignoti si fossero appropriati di enormi quantità di rame, merce che al mercato del riciclaggio vale circa un euro ogni dieci chili. In un paio di occasioni, come nel caso del 5 giugno con un carico di dieci quintali recuperato, i malviventi erano stati acciuffati e assicurati alla giustizia.
Il 9 luglio a tradire il terzetto di stranieri era stata la meticolosità dell’operazione: Per poter trasportare su un furgone il rame appena trafugato, infatti, avevano dovuto sbobinare un rullo da 35 quintali di cavi e sezionarlo in tranci ciascuno di tre metri di lunghezza. Una procedura complessa e lenta che ha favorito l’intervento dei militari della stazione di Ponte Galeria che hanno proceduto all’arresto dei ladri e al recupero del materiale rubato.
giulio mancini
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Tre giorni di saccheggi con fughe e inseguimenti
Ieri l’ultimo caso. Mercoledì scorso un ventenne romeno aveva rubato tre grosse matasse di rame da un deposito di materiale elettrico in via Della Magliana. Per questo fu arrestato dai carabinieri del Radiomobile. I militari, insospettiti dalla presenza di un'auto in sosta nei pressi di un magazzino dell'Acea, hanno controllato il mezzo sorprendendo l'immigrato che stava tentando di caricare le enormi bobine nel bagagliaio.
Il giorno successivo i carabinieri della Cassia hanno sventato nella notte l'ennesimo furto di rame in danno di cantieri edili. Questa volta l'obbiettivo è stato un edificio in costruzione in zona Casalotti dove tre romeni ladri, dopo aver eluso la vigilanza e scavalcato la recinzione, hanno rubato quante più matasse di cavi elettrici in rame riuscissero a portare via ed a bordo di ciclomotori rubati hanno tentato la fuga. Sulla loro strada hanno però incontrato una pattuglia di carabinieri in servizio di controllo del territorio che li ha subito bloccati ed arrestati.
(articoli da Il Messaggero)
Furto di rame, a rischio la metropolitana
Roma-Lido: tre ladri rubano un quintale di trecce che danno corrente ai semafori sui binari
di GIULIO MANCINI
Stavano rubando le trecce di rame che collegano la sottostazione elettrica ai ”semafori” dei treni. E se non fossero stati scoperti dai carabinieri avrebbero potuto anche causare un disastro, mettendo a rischio la vita di migliaia di pendolari della tintarella.
Tre persone, due romeni e un’italiana incensurata di Ladispoli, sono state arrestate dai carabinieri di Vitinia nella zona del Torrino. Alle tre di notte, quando la linea Roma-Lido era ferma, sono stati sorpresi a rubare cavi di rame dal sistema di scambio che si trova presso la sottostazione elettrica a ridosso del Raccordo Anulare, a metà strada tra le fermate di Tor di Valle e Vitinia. I malviventi, attrezzati di tutto punto con tronchesi e cacciaviti, avevano già smontato trecce per cento chili di peso che erano state caricate su un furgone risultato rubato a Roma, in via Veneto.
Alla vista dei militari un quarto componente della banda, probabilmente straniero, è riuscito a dileguarsi nel buio. Le manette si sono strette intorno ai polsi dei romeni Valentin Alexandro Leuspisa di 19 anni e Daniel Piloce di 30 oltre che di R.D. una quarantaquattrenne di Ladispoli che, seppure sospettata di essere la menta dell’organizzazione, non è risultata avere precedenti con la giustizia. Il terzetto dovrà rispondere dell’accusa di furto aggravato e di ricettazione. Oltre al furgone usato per il trasporto del rame, sul luogo sono stati rinvenuti pure due ciclomotori, risultati anch’essi di provenienza furtiva.
L’accusa più grave, però, potrebbe scattare da parte del magistrato che dovrà giudicare il terzetto. I carabinieri, infatti, ritengono che la sottrazione delle trecce di rame dalla linea ferroviaria avrebbe potuto provocare gravi guasti alla linea, mettendo a repentaglio i passeggeri nella successiva ripresa del servizio. E in una domenica di mezz’estate quella linea trasporta oltre 110 mila passeggeri. Sarà un perito tecnico ad avvalorare la tesi; qualora fosse provata, i tre arrestati dovranno rispondere anche del reato di attentato alla pubblica incolumità o, in subalterno, di attentato alla sicurezza dei trasporti. Rischiano, in questi casi, la reclusione da due a sei anni.
Ieri mattina all’alba i tecnici della società ”Met.Ro.” sono intervenuti in zona per ripristinare il corretto funzionamento delle parti smontate. «Il danno spiegano gli addetti al servizio mantenendo la riservatezza dovuta all’indagine giudiziaria riguarda il sistema di segnalamento, i cosiddetti semafori che disciplinano la marcia dei convogli. L’impianto regola automaticamente la distanza tra un treno e quello precedente per evitare, ovviamente, possibili collisioni. In caso di avaria, scatta nelle procedure un sistema sostitutivo, a blocco telefonico, funzionante tra capotreno e capostazione con tempi più lunghi dell’impianto automatico. Dove hanno agito i ladri, però, c’è anche uno scambio che, in caso di rimozione, può provocare il deragliamento dei convogli». La linea è stata ripristinata in tempo per l’inizio delle corse che si sono svolte regolarmente per tutta la giornata di ieri.
Appena due settimane fa, il 9 luglio, i carabinieri avevano arrestato tre romeni bloccati a eseguire un furto record di rame: tre tonnellate e mezzo di cavi già caricati su un furgone. Era accaduto nel cantiere per la costruzione della nuova Fiera di Roma, in via Portuense. Era già accaduto diverse volte che, approfittando dell’enorme costruzione, di notte ignoti si fossero appropriati di enormi quantità di rame, merce che al mercato del riciclaggio vale circa un euro ogni dieci chili. In un paio di occasioni, come nel caso del 5 giugno con un carico di dieci quintali recuperato, i malviventi erano stati acciuffati e assicurati alla giustizia.
Il 9 luglio a tradire il terzetto di stranieri era stata la meticolosità dell’operazione: Per poter trasportare su un furgone il rame appena trafugato, infatti, avevano dovuto sbobinare un rullo da 35 quintali di cavi e sezionarlo in tranci ciascuno di tre metri di lunghezza. Una procedura complessa e lenta che ha favorito l’intervento dei militari della stazione di Ponte Galeria che hanno proceduto all’arresto dei ladri e al recupero del materiale rubato.
giulio mancini
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Tre giorni di saccheggi con fughe e inseguimenti
Ieri l’ultimo caso. Mercoledì scorso un ventenne romeno aveva rubato tre grosse matasse di rame da un deposito di materiale elettrico in via Della Magliana. Per questo fu arrestato dai carabinieri del Radiomobile. I militari, insospettiti dalla presenza di un'auto in sosta nei pressi di un magazzino dell'Acea, hanno controllato il mezzo sorprendendo l'immigrato che stava tentando di caricare le enormi bobine nel bagagliaio.
Il giorno successivo i carabinieri della Cassia hanno sventato nella notte l'ennesimo furto di rame in danno di cantieri edili. Questa volta l'obbiettivo è stato un edificio in costruzione in zona Casalotti dove tre romeni ladri, dopo aver eluso la vigilanza e scavalcato la recinzione, hanno rubato quante più matasse di cavi elettrici in rame riuscissero a portare via ed a bordo di ciclomotori rubati hanno tentato la fuga. Sulla loro strada hanno però incontrato una pattuglia di carabinieri in servizio di controllo del territorio che li ha subito bloccati ed arrestati.
(articoli da Il Messaggero)