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View Full Version : Scuola, polemica con il Vaticano. Il cardinal Scola: "La scuola di Stato è superata"


Scoperchiatore
17-07-2006, 09:48
http://www.repubblica.it/2006/b/sezioni/scuola_e_universita/servizi/riformareggio2/scuola-chiesa/scuola-chiesa.html

Il patriarca di Venezia: "La scuola di Stato è superata". E scatta la reazione nel mondo laico. Bertinotti: "Deve essere pubblica per comprendere tutti"
Scuola, polemica con il Vaticano
Fioroni "stoppa" il cardinale Scola

ROMA - La scuola italiana "è di tutti e per tutti". Lo ha ribadito il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, commentando le dichiarazioni del Cardinale Angelo Scola secondo il quale "la scuola di Stato è superata" e la scuola stessa va affidata alla società civile. "Il Patriarca di Venezia tocca temi che meritano riflessione e approfondimento. Come ministro della Pubblica Istruzione - ha aggiunto - farò questa riflessione nell'interesse della scuola italiana, che è la scuola di tutti e per tutti".

La reazione del ministro della Pubblica Istruzione arriva a mettere il sugello al malumore provocato dalle parole del Patriarca di Venezia sul sistema scolastico italiano. Una provocazione intellettuale, come lo stesso cardinale sottolinea, anticipata sulle pagine del Corriere della Sera che Scola ha messo al centro dell'omelia nella messa per la festa del Redentore a Venezia.
"Lo Stato deve passare dalla gestione al puro governo del sistema scolastico-universitario"; "Lo Stato deve rinunciare in linea di massima a farsi attore propositivo diretto di progetti scolastici e univesitari per lasciare questo compito alla società civile".

Questi i passi principali della proposta del porporato, che chiede dunque di superare "quello che costituisce il fattore di blocco del nostro sistema scolastico e universitario: il mito della scuola unica".
Su questo il Patriarca chiede di "aprire un dialogo a tutto campo" sottolineando - quasi ad anticipare le critiche - che "non è una perorazione per la scuola cattolica, che pure per me riveste un'importanza considerevole; nè il solito lamento sulla crisi della scuola e dell'università".
Decise le reazioni: grande rispetto per il ruolo del cardinale, ma deciso deissenso sulle sue parole. E' il tono del presidente della Camera, Fausto Bertinotti: "Si tratta di una intervista impegnativa di un'ecclesiasta così autorevole come l'arcivescovo di Venezia. Io la penso, però, molto diversamente, penso che la scuola in una società che diventa sempre più meticcia debba essere unitaria e cioè pubblica per comprendere tutte le etnie, le religioni e i punti di vista in una costruzione unitaria che è quella della convivenza in cui ognuno rispetti l'altro ma si confronti con lui quotidianamente".
E così l'espoonente della Margherita Franco Monaco: "Rispettosamente dissento dalle conclusioni del card. Scola, che pure muove da presupposti condivisibili: l'esigenza di una scuola espressione della società , meno centralistica e burocratica, e un'idea positiva della laicità intesa non come agnosticismo ma come attitudine al confronto". Durissimo Aurelio mancuso, segretario dell'ArciGay: "Il Patriarca ripropone l'equazione meno Stato più Chiesa cattolica, anche nel sistema formativo italiano. Per fortuna che c'è la Costituzione e, che questa minoranza aggressiva contraria al pluralismo e alle libertà individuali, non potrà agevolmente portare avanti i suoi propositi di annettersi la formazione delle nuove generazioni".
Di altro tono e grande disponibilità la reazione dei giovani di Forza Italia: "Le parole del cardinale sono l'occasione per un dibattito serio e pacato sullo stato dell'educazione nel nostro Paese"

Repubblica (16 luglio 2006)


Il cardinale non considera proprio il fatto che un soggetto privato a cui si dà la possibilità di creare una scuola può, senza tanti problemi, reinventare l'intero sistema, alterando i programmi e modificando gli insegnamenti?
Oggi succede sia nel verso positivo (esistono strutture private che preparano molto meglio delle pubbliche) sia in quello negativo (strutture private in cui basta pagare per avere diploma o laurea).

Solo a me sembra di stare davanti a qualcosa che è sempre meno una chiesta e sempre più un'associazione interessata a mettere radici in vari settori della vita sociale?

indelebile
17-07-2006, 09:50
deve sopravvivere per questo fa questo

HenryTheFirst
17-07-2006, 10:03
http://www.repubblica.it/2006/b/sezioni/scuola_e_universita/servizi/riformareggio2/scuola-chiesa/scuola-chiesa.html


Il cardinale non considera proprio il fatto che un soggetto privato a cui si dà la possibilità di creare una scuola può, senza tanti problemi, reinventare l'intero sistema, alterando i programmi e modificando gli insegnamenti?
Oggi succede sia nel verso positivo (esistono strutture private che preparano molto meglio delle pubbliche) sia in quello negativo (strutture private in cui basta pagare per avere diploma o laurea).

Solo a me sembra di stare davanti a qualcosa che è sempre meno una chiesta e sempre più un'associazione interessata a mettere radici in vari settori della vita sociale?

Imho la Chiesa deve essere presente in tutti i settori per propria natura.

Cmq, sul fatto che esistano scuole private cosiddette "diplomifici" sono d'accordo, ma il problema è che se ci fosse la possibilità per tutti di decidere quale scuola frequentare, probabilmente si andrebbe verso un modello per cui le più gettonate sarebbero quelle che danno la formazione migliore. Una volta che devi fare un test d'ingresso per università, o che cerchi lavoro, l'istituto da cui sei uscito conta eccome, e il diploma di per sé non conta niente.

edited823
17-07-2006, 10:21
sempre a dire che di istituti privati ne esistono che preparano meglio degli istituti di Stato.
Però son come l'uomo delle nevi, in molti ne sostengon l'esistenza ma nessuno le ha mai viste.
Forse ora che si vuole buttare sempre + in basso l'istruzione pubbliche.
Gli istututi privati, semplicemente non funzionano: non si può creare un sistema scolastico privato che funzioni, basta veder in Usa, anche le + prestigiose sono costrette a sfornare degli zucconi, se fan entrare copiosi sostentamenti.

lowenz
17-07-2006, 10:31
Scola, Scola :D

Quanto scommettiamo che nel giro di 10/20 anni ci ritroviamo come papa Scola e presidente del consiglio Formigoni?

Onisem
17-07-2006, 10:47
http://www.repubblica.it/2006/b/sezioni/scuola_e_universita/servizi/riformareggio2/scuola-chiesa/scuola-chiesa.html


Il cardinale non considera proprio il fatto che un soggetto privato a cui si dà la possibilità di creare una scuola può, senza tanti problemi, reinventare l'intero sistema, alterando i programmi e modificando gli insegnamenti?
Oggi succede sia nel verso positivo (esistono strutture private che preparano molto meglio delle pubbliche) sia in quello negativo (strutture private in cui basta pagare per avere diploma o laurea).

Solo a me sembra di stare davanti a qualcosa che è sempre meno una chiesta e sempre più un'associazione interessata a mettere radici in vari settori della vita sociale?
Il cardinale lo sa e ci spera, vuoi mettere una scuola in cui i giovani vengono educati ai "valori" cattolici? Quella si sarebbe una scuola moderna: una scuola religiosa.

kaioh
17-07-2006, 10:48
Scola, Scola :D

Quanto scommettiamo che nel giro di 10/20 anni ci ritroviamo come papa Scola e presidente del consiglio Formigoni? piutosto che Martini come l'abbiamo scampata l'anno scorso.

Onisem
17-07-2006, 10:49
piutosto che Martini come l'abbiamo scampata l'anno scorso.
Perchè? Martini mi pare mille volte più equilibrato di Scola e tanti altri nelle sue posizioni, troppo poco integralista?

edited823
17-07-2006, 10:54
Il cardinale lo sa e ci spera, vuoi mettere una scuola in cui i giovani vengono educati ai "valori" cattolici? Quella si sarebbe una scuola moderna: una scuola religiosa.

é così che dev'esser. guarda al medioriente dove precetto religioso e legge dello stato si mischiano. ti sembra che li si viva male? :D

LUVІ
17-07-2006, 10:58
Solo a me sembra di stare davanti a qualcosa che è sempre meno una chiesta e sempre più un'associazione interessata a mettere radici in vari settori della vita sociale?
No. Non sei il solo.
Sono a caccia di quattrini, dopo che questo ATTUALE governo ha annullato il provvedimento sull'esenzione vaticana dell'ICI :asd:

LuVi

lowenz
17-07-2006, 11:02
piutosto che Martini come l'abbiamo scampata l'anno scorso.
LOL

Ma lo Spirito soffia dove vuole, mica dove vogliono gli esseri umani :D

kaioh
17-07-2006, 11:19
LOL
Ma lo Spirito soffia dove vuole, mica dove vogliono gli esseri umani :Dper fortuna :D

nestle
17-07-2006, 13:56
No. Non sei il solo.
Sono a caccia di quattrini, dopo che questo ATTUALE governo ha annullato il provvedimento sull'esenzione vaticana dell'ICI :asd:

LuVi


poverini... :rolleyes:

ma avranno di che mangiare? :D

speriamo il prossimo passo sia l'8xmille...

fabio80
17-07-2006, 13:58
speriamo il prossimo passo sia l'8xmille...


seeee :sofico:

jumpermax
17-07-2006, 15:14
Una provocazione intellettuale, come lo stesso cardinale sottolinea, anticipata sulle pagine del Corriere della Sera che Scola ha messo al centro dell'omelia nella messa per la festa del Redentore a Venezia.
"Lo Stato deve passare dalla gestione al puro governo del sistema scolastico-universitario"; "Lo Stato deve rinunciare in linea di massima a farsi attore propositivo diretto di progetti scolastici e univesitari per lasciare questo compito alla società civile".

adesso le omelie hanno come tema la partecipazione dello stato ai progetti scolastici? Qua il concetto di separazione tra chiesa e stato è sempre più sfumato...

sander4
17-07-2006, 15:37
ma non basta a questo cardinale che in tutte le scuole pubbliche è inserito l'insegnamento della religione CATTOLICA da decenni, alla faccia dei non credenti e dei diversamente credenti?

E non gli basta (alla chiesa) nominare tutti gli "insegnanti di religione" che "lavorano" nelle scuole e vengono pagati con i nostri soldi? Anche i soldi di chi non crede nella religione cattolica?

Cosa vogliono di più?

ma ci faccia il piacere cardinale :rolleyes:

alex10
17-07-2006, 16:20
Ma ... certo che adesso siamo alla follia cos'è hanno visto come funziona in Iran e negli altri stati in cui è il precetto religioso a guidare lo stato e vogliono farlo anche quì ....

lowenz
17-07-2006, 16:26
adesso le omelie hanno come tema la partecipazione dello stato ai progetti scolastici?
:asd:

Da bravo ex rettore della Pontificia Università del Laterano.....

FabioGreggio
17-07-2006, 16:59
Imho la Chiesa deve essere presente in tutti i settori per propria natura.

Cmq, sul fatto che esistano scuole private cosiddette "diplomifici" sono d'accordo, ma il problema è che se ci fosse la possibilità per tutti di decidere quale scuola frequentare, probabilmente si andrebbe verso un modello per cui le più gettonate sarebbero quelle che danno la formazione migliore. Una volta che devi fare un test d'ingresso per università, o che cerchi lavoro, l'istituto da cui sei uscito conta eccome, e il diploma di per sé non conta niente.

Comodo, ma sbagliato.
La scuola deve offrire pari opportunità e la scuola italiana fino agli anni 70, assolutamente statale, era una delle migliori del mondo occidentale.

Poter scegliere la qualità è un concetto classita: chi ha più danaro potrà permettersi molto di più ed avere accessi più agevolati.

Si creerebbe cioè una casta di eletti.
E io questo non lo voglio.

Altro discorso è invece l'Università dove gli studi specialistici e le borse di studio possono essere un incentivo al privato.

Fermo restando che le scuole religiose debbono porre sempre in primo piano l'istruzione comparata e non le materie teologiche.

Riguardo al concetto espresso dal prelato è talmente bislacco che anche il solo parlarne renderebbe onore ad un ragionamento anacronistico.
Non esiste paese occidentale la cui scuola non sia soprattutto statale.
Per ovvi motivi direi.

Che la Chiesa curi le anime e si occupi meno di affari.

fg

HenryTheFirst
17-07-2006, 18:06
Poter scegliere la qualità è un concetto classita: chi ha più danaro potrà permettersi molto di più ed avere accessi più agevolati.


Non sono pienamente d'accordo: qui può subentrare lo stato, la spesa pubblica servirebbe non a finanziare la scuola in sé ma lo studente (meritevole) che non può permettersi la retta.

glazio
17-07-2006, 18:13
ma perchè la chiesa non si fa i caxxi suoi???
a me ste come mi mandano in bestia....
pensasse al suo stato del vaticano e ai preti invece che venirci sempre a dire cosa dobbiamo fare...

edited823
17-07-2006, 18:21
l'istruzione nn può esser un campo imprenditoriale. ha fini estremamente lontani. l'istruzione dev' esser dello stato che può permettersi di esercitar la prerogativa anche senza necessità di guadagni.
Che senso avrebbe se lo stato dovesse pagare le rette di istituti privati, tanto vale dar il num di conto corrente e bon, manteniamo pure le strutture private.
Che poi trovarne di scuole private decenti..
Si deve puntar di + su quella pubblica, non c'è santo che tenga. si vede chiaramente che dove è radicato il sistema privato l'istruzione non funziona, ci son 2 istituti in croce che valgon e poi bon.

lowenz
17-07-2006, 19:53
l'istruzione nn può esser un campo imprenditoriale. ha fini estremamente lontani.
Cioè culturali :)
Ecco, vallo a dire a chi ha creduto che gestire uno Stato fosse come gestire un'Azienda :D

edited823
17-07-2006, 20:19
Cioè culturali :)
Ecco, vallo a dire a chi ha creduto che gestire uno Stato fosse come gestire un'Azienda :D
e che ha gestito lo stato come le proprie aziende! ovvero renderlo pieno di debiti :D
Magari fosse un imprenditore!