Adric
14-07-2006, 20:25
14/7/2006
Mafia, Unione chiede ritiro t-shirt
Magliette con simbolo Cosa Nostra
A Palermo vanno a ruba le magliette con la scritta "Mafia, made in Italy". Le t-shirts sono esposte nelle vetrine di una catena di negozi e vengono comprate da studenti e stranieri. Ma l'Unione insorge e chiede l'immediato ritiro di questi capi d'abbigliamento. Anche Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, afferma: "Sarebbe meglio togliere dal mercato queste magliette, anzichè pubblicizzare boss sarebbe meglio rilanciare la cultura dell'isola".
Ma la scritta Mafia made in Italy non è l'unica che campeggia sulle magliette. In una c'è Marlon Brando e Al Pacino ai tempi del Padrino, in un'altra, invece, la scritta Al Capone con tanto di foto in bianco e nero del gangster più famoso d'America. Ma l'Unione e in particolare gli esponenti della Margherita Francesco Ferrante e Franco Piro, insieme con il senatore Giuseppe Di Lello del Prc, non ci sta. "Presenteremo un'istanza alle autorità competenti - si legge in una nota- per richiedere il sequestro immediato delle t-shirt messe in vendita a Palermo, in quanto si configura certamente il reato di vilipendio alla Nazione".
"Le magliette vendute in alcuni negozi di Palermo - prosegue la nota - peraltro a pochi giorni dall'anniversario della strage di Via D'Amelio, rappresentano un gravissimo danno di immagine, un'indegna provocazione, per l'Italia e per la Sicilia, una terra che è già costretta a pagare un dazio pesante, proprio per la piaga della criminalità organizzata".
Anche il procuratore nazionale antimafia Grasso è d'accordo sul ritiro immediato delle magliette. "Forse sarebbe bene togliere dal mercato queste magliette. Anzichè pubblicizzare boss o gangster o stampare la parola mafia sulle magliette, sarebbe meglio rilanciare sulle t-shirt le tradizioni culturali della nostra città o le bellezze naturali della nostra Isola, così come fanno le università di Oxford o di Cambridge".
(TGCom)
Mafia, Unione chiede ritiro t-shirt
Magliette con simbolo Cosa Nostra
A Palermo vanno a ruba le magliette con la scritta "Mafia, made in Italy". Le t-shirts sono esposte nelle vetrine di una catena di negozi e vengono comprate da studenti e stranieri. Ma l'Unione insorge e chiede l'immediato ritiro di questi capi d'abbigliamento. Anche Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, afferma: "Sarebbe meglio togliere dal mercato queste magliette, anzichè pubblicizzare boss sarebbe meglio rilanciare la cultura dell'isola".
Ma la scritta Mafia made in Italy non è l'unica che campeggia sulle magliette. In una c'è Marlon Brando e Al Pacino ai tempi del Padrino, in un'altra, invece, la scritta Al Capone con tanto di foto in bianco e nero del gangster più famoso d'America. Ma l'Unione e in particolare gli esponenti della Margherita Francesco Ferrante e Franco Piro, insieme con il senatore Giuseppe Di Lello del Prc, non ci sta. "Presenteremo un'istanza alle autorità competenti - si legge in una nota- per richiedere il sequestro immediato delle t-shirt messe in vendita a Palermo, in quanto si configura certamente il reato di vilipendio alla Nazione".
"Le magliette vendute in alcuni negozi di Palermo - prosegue la nota - peraltro a pochi giorni dall'anniversario della strage di Via D'Amelio, rappresentano un gravissimo danno di immagine, un'indegna provocazione, per l'Italia e per la Sicilia, una terra che è già costretta a pagare un dazio pesante, proprio per la piaga della criminalità organizzata".
Anche il procuratore nazionale antimafia Grasso è d'accordo sul ritiro immediato delle magliette. "Forse sarebbe bene togliere dal mercato queste magliette. Anzichè pubblicizzare boss o gangster o stampare la parola mafia sulle magliette, sarebbe meglio rilanciare sulle t-shirt le tradizioni culturali della nostra città o le bellezze naturali della nostra Isola, così come fanno le università di Oxford o di Cambridge".
(TGCom)