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View Full Version : Afghanistan post-Omar


Ewigen
14-07-2006, 18:42
AFGHANISTAN – Nove talebani sono stati uccisi da soldati delle forze afgane e della coalizione guidata dagli Stati Uniti nella provincia meridionale di Uruzgan, dopo che sospetti guerriglieri avevano assalito due posti di blocco dell’esercito. Nelle tre ore di scontri almeno altri sei militanti sono stati feriti. Almeno sei talebani sono stati inoltre uccisi e altri quattro feriti in combattimenti nei villaggi di Mirmanda e Hidar Ahbad nel distretto di Grashak della provincia meridionale di Helmand. Intanto il presidente Hamid Karzai ha ordinato un’inchiesta sulla morte di 40 persone nell’attacco dell’aviazione della coalizione di lunedì sulla capitale dell’Uruzgan, Tirin Kot: secondo i residenti tra le vittime – tutte guerriglieri secondo i comandanti Usa – vi sarebbero almeno quattro civili, tra cui tre bambini.[PIME]

Ewigen
16-07-2006, 14:48
Afghanistan: 37 taleban uccisi
Nel sud del paese in corso offensiva della coalizione
KANDAHAR - Trentesette taleban sono morti e 22 sono rimasti feriti in scontri a fuoco tra ribelli e truppe della coalizione in Afghanistan.Gli scontri sono avvenuti ieri nel sud del paese portando a circa un centinaio il bilancio dei morti da giovedi':lo si e' appreso da fonti ufficiali, secondo cui 14 taleban sono stati catturati. Ventisette delle vittime taleban sono stati uccise nella provincia di Helmand (sud), dove e' in corso una massiccia offensiva delle truppe afgane e della coalizione.

LittleLux
16-07-2006, 22:30
Francamente non si è accorto nessuno che l'Afghanistan sia entrato nella fase post Omar. Specialmente gli afghani.

Ewigen
17-07-2006, 22:52
AFGHANISTAN 17/7/2006 17.23
ANCORA ATTENTATI E VIOLENZE NELLE PROVINCE MERIDIONALI

Un attentatore suicida si è fatto esplodere oggi nella sede del dipartimento provinciale di giustizia a Lashkar Gah, capoluogo della provincia di Helmand, provocando il crollo dell’edifico, alto un solo piano; oltre il kamikaze, nella deflagrazione sono morti il capo del dipartimento e due impiegati, mentre altre nove persone sono rimaste ferite. L’attentato non è stato rivendicato, ma la polizia ritiene sia opera dei ribelli talebani. Nella stessa provincia di Helmand, tre soldati afgani sono morti e altri tre sono rimasti feriti per l’esplosione di una mina al passaggio del loro automezzo; lo hanno riferito fonti militari afgane. Sempre nel sud del paese, ma nella provincia di Kosh, quattro presunti appartenenti ad al-Qaida sono stati uccisi durante un raid delle forze statunitensi nel villaggio di Pelan Kheyl; lo riferisce il comando militare Usa in un comunicato in cui si aggiunge che nell’operazione sarebbero stati catturati tre altri uomini sospettati di far parte del gruppo terrorista; la nota – non confermata da fonti indipendenti - non specifica la nazionalità dei miliziani. Non ha provocato invece né vittime né feriti l’attacco ai danni di una scuola pubblica nel distretto di Wazikhah nella provincia di Paktika, nel sudest dell’Afghanistan. Sospetti talebani, ostili all’insegnamento nelle scuole pubbliche - riferisce il portavoce dell’amministrazione provinciale - hanno ordinato alle guardiani che sorvegliavano il posto di allontanarsi e hanno poi lanciato una bomba nell’edifico scolastico distruggendo quattro aule.

Ewigen
18-07-2006, 18:56
AFGHANISTAN 18/7/2006 16.07
OFFENSIVA TALEBANA NELLA PROVINCIA DI HELMAND

Miliziani talebani hanno preso il controllo di due distretti meridionali nella provincia di Helmand, nel sud dell’Afghanistan, costringendo le forze afgane ad abbandonare le loro posizioni; i combattimenti sono avvenuti ieri sera e la notizia della ‘ritirata’ delle forze dell’ordine afgane è stata confermata solo in giornata da fonti ufficiali. Nel distretto di Garmser, un remoto territorio semidesertico a 200 chilometri dalla frontiera con il Pakistan, “dozzine” di talebani hanno per giorni ingaggiato scontri con i 42 poliziotti che presidiavano cittadina di Garmser, avendone infine ragione. Dopo averli costretti alla fuga, secondo testimonianze riportate da fonti di stampa internazionali, i talebani sarebbero entrati a Garmser prendendone il controllo. Un’analoga situazione si è verificata a Naway-i-Barakzayi, distretto a nord di Garmser, ma in questo caso sembra che le forze afgane siano riuscite stamani a respingere nuovamente i miliziani e a riprendere le loro postazioni. Il portavoce del comando militare statunitense ha detto che “decisive operazioni saranno condotte presto”, riferendosi a una controffensiva.
La ‘presa’ della due cittadine è avvenuta malgrado da settimane nel sud dell’Afghanistan sia in corso una massiccia operazione militare con lo scopo di ripristinare la sicurezza dopo che, dai primi mesi dell’anno, si erano riprese e intensificate le attività dei miliziani talebani e dei loro alleati. Ma gli scontri quasi quotidiani, gli attentati e le violenze che vedono coinvolti anche milizie di ‘signori della guerra’ locali interessati al traffico di droga, stanno spingendo in queste ore alcune organizzazioni non governative straniere e afgane a sospendere le proprie attività, in particolare nella provincia di Helmand.
Tra due settimane dovrebbe iniziare il dispiegamento dei soldati britannici che, sotto l’egida della NATO, subentreranno progressivamente alle forze statunitensi nella gestione delle operazione del sud dell’Afghanistan. A dispetto dell’impegno militare la situazione di sicurezza continua a deteriorarsi, fonti ufficiali afgane e del commando Usa stimano essere 1600 le vittime nel sud del paese dall’inizio dell’anno.

Ewigen
18-07-2006, 19:02
17 Luglio 2006
AFGHANISTAN
Il Parlamento discuterà se riattivare la polizia religiosa, usata dai talebani

La proposta arriva dal Consiglio afghano degli ulema, intenzionato a potenziare l’applicazione della sharia nel Paese. Karzai non si oppone. Le preoccupazioni di attivisti per i diritti umani; le rassicurazioni del governo: “Servirà solo ad incoraggiare la gente a comportarsi in modo islamico”.

Kabul (AsiaNews) – Il consiglio afghano degli ulema in Afghanistan ha chiesto al presidente Hamid Karzai di reintrodurre la polizia religiosa, in uso sotto il regime talebano. Karzai non ha rifiutato. Ha anzi promesso ai religiosi di presentare la proposta in Parlamento suscitando la preoccupazione di attivisti per i diritti umani. A dare notizia, lo scorso 15 luglio, della richiesta degli islamici è stato lo stesso portavoce del governo Mohammad Asif Nang.
Sotto i talebani, la polizia religiosa, ufficialmente nota come Dipartimento per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio, sorvegliava le strade punendo le donne che uscivano senza indossare il burqa, gli uomini che non tenevano in ordine la barba o chi ascoltava musica. L’obiettivo era quello di imporre alla popolazione un'interpretazione fondamentalista della legge islamica. Il Dipartimento è stato smantellato dopo la caduta del regime talebano nel 2001.

Secondo quanto riferito da Nang, ora i religiosi afghani ritengono necessario far rinascere questo ministero per potenziare l’applicazione della sharia nel Paese. Il portavoce non ha saputo dire quando il Parlamento discuterà la proposta.

Preoccupati gruppi per i diritti umani internazionali come Human Rights Watch. Un suo funzionario, Sam Zia Zarifi spiega che il Dipartimento del vizio e della virtù potrebbe trasformarsi in uno “strumento di oppressione politica delle voci discordanti, dei gruppi di minoranza o dei più deboli come le donne”. Il ministro afghano dell’Haj e degli Affari religiosi, Nematullah Shahrani, rassicura che “il lavoro del Dipartimento sarà solo dire alla gente cosa è permesso e cosa è vietato dall’Islam”. Nega poi che il dicastero avrà poteri di polizia e spiega: “Suo compito sarà opporsi alla diffusione dell’alcool delle droghe, del terrorismo e della corruzione incoraggiando la gente a comportarsi in modo islamico”.

Analisti afghani contattai da AsiaNews spiegano che l’iniziativa del Consiglio degli ulema rientra nel quadro della violenta offensiva primaverile dei talebani, da settimane in atto in Afghanistan: “Essa non è condotta solo sul piano militare, ma anche su quello politico e religioso. E questo è un esempio”. Fonti di AsiaNews avvertono che il fondamentalismo sta prendendo sempre più piede nel Paese senza che le autorità politiche si oppongano: “Il potere centrale è paralizzato tra le aspettative degli Stati Uniti e dei loro alleati e quelle delle fazioni estremiste presenti nello stesso governo”. Karzai è ritenuto un musulmano moderato, ma di recente sembra intenzionato a ridare al Paese un profilo più conservatore, dopo che la propaganda talebana lo ha più volte accusato di guidare un governo non–islamico e filo occidentale.

kaioh
18-07-2006, 19:31
Afghanistan
I taleban mettono a rischio
la costruzione della democrazia

[Avvenire] Nonostante siano passati ormai quasi cinque anni dalla caduta del regime dei taleban, l’Afghanistan resta tuttora uno dei Paesi più instabili al mondo. I guerriglieri imperversano con attentati e imboscate condotti contro uffici governativi, scuole, mercati, c on l’obiettivo di destabilizzare il più possibile l’azione politica guidata dal presidente Hamid Karzai. La cui autorità fatica a raggiungere tutte le sterminate province afghane, restando anzi, secondo molti, confinata alla sola capitale Kabul. In un attacco a Khost, nel Sud-Est del Paese, i guerriglieri ieri hanno preso di mira una scuola per bambine. Obiettivo, secondo il governatore locale, non scelto a caso: sono anzi già 170 gli istituti educativi distrutti quest’anno dai taleban, chiaro segnale della volontà di far deragliare la normalizzazione del Paese, colpendo «gli spiriti occulti della conoscenza». I miliziani hanno continuato ad attuare attacchi anche nei confronti delle forze della coalizione internazionale. Quest’ultima ha lanciato alla fine di maggio nel Sud del Paese la campagna «Assalto alla montagna», la più importante offensiva anti-guerriglia dalla fine del 2001. Migliaia i militari coinvolti nell’operazione, che coinvolge le province di Kandahar, Helmand, Zabul e Uruzgan. L’offensiva ha causato finora la morte di oltre 800 persone, nella stragrande maggioranza ribelli. Secondo la Commissione indipendente dei diritti dell’uomo in Afghanistan, sarebbero però almeno un centinaio le vittime dell’operazione tra i civili.

lowenz
18-07-2006, 19:34
Insomma non è stato risolto nulla.

Ewigen
19-07-2006, 12:33
19 luglio 2006 12.14
CAMERA
AFGHANISTAN: CACCIARI(PRC) SI DIMETTE PER NON VOTARE LA PROROGA

[Avvenire] Piuttosto che votare la proroga delle missioni militari italiane all'estero, Paolo Cacciari del Prc si dimette da deputato. Cacciari ha dato l'annuncio nell'Aula della Camera, intervenendo nella dichiarazione di voto riguardo alle mozioni sulla missione in Afghanistan, spiegando che non avrebbe preso parte né alla votazione sulle mozioni né a quella finale sul provvedimento.

Ewigen
19-07-2006, 19:53
19 luglio 2006 18.54
ROMA
AFGHANISTAN, SÌ DELLA CAMERA A PROROGA: TESTO VA AL SENATO

Sì dell'Aula della Camera al provvedimento che proroga la partecipazione italiana alle missioni militari all'estero, tra cui quella in Afghanistan. Il testo ora passa al Senato.

Ewigen
19-07-2006, 19:53
19 luglio 2006 19.12
ROMA
AFGHANISTAN, PRODI: BENE VOTO PROBLEMI AL SENATO? NO

[Avvenire] Il presidente del Consiglio Romano Prodi, conversando con i cronisti all'uscita dell'Aula di Montecitorio, si è detto "soddisfatto" dell'esito del voto sul ddl per le missioni all'estero. E, a chi gli chiedeva se prevede problemi al Senato, ha risposto: "No".

Ewigen
19-07-2006, 19:55
AFGHANISTAN: SI' DELLA CAMERA A PROROGA DELLA MISSIONE, TESTO AL SENATO
ROMA - Sì dell'Aula della Camera al provvedimento che proroga la partecipazione italiana alle missioni militari all'estero, tra cui quella in Afghanistan. Il testo ora passa al Senato. I voti a favore sono stati 549, quattro quelli contrari. Quando il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha annunciato il risultato della votazione in Aula si è levato un applauso.

Sono quattro i deputati di Rifondazione Comunista che, in dissenso dal gruppo, hanno votato contro il disegno di legge sul rifinanziamento delle missioni militari all'estero: Francesco Caruso, Salvatore Cannavò, Gian Luigi Pegolo e Alberto Burgio. Un altro 'dissidente' del Prc, Franco Russo, ha invece deciso di non partecipare al voto. Mentre Marilde Provera, anche lei contraria alla proroga della missione in Afghanistan, ha dichiarato in aula il suo sì ma, ha detto, "solo per questa volta".

PRODI: BENE IL VOTO. PROBLEMI AL SENATO? NO
Il presidente del Consiglio Romano Prodi, conversando con i cronisti all'uscita dell'Aula di Montecitorio, si è detto "soddisfatto" dell'esito del voto sul ddl per le missioni all'estero. E, a chi gli chiedeva se prevede problemi al Senato, ha risposto: "No".

'DISSIDENTI' PRC VOTANO CONTRO PROROGA
Salvatore Cannavò, Alberto Burgio e Gian Luigi Pegolo, deputati 'dissidenti' del Prc, hanno annunciato in Aula alla Camera che voteranno contro la proroga delle missioni militari italiane all'estero. I deputati del Prc hanno ribadito, in interventi a titolo personale ed in dissenso dal loro gruppo, che questo voto contrario "non rappresenta una sfiducia al governo e non fa venir meno il rapporto di fiducia con il partito". Franco Russo ha invece comunicato che invece si asterrà sul voto finale.

BERLUSCONI: SI' PERCHE' L'ITALIA NON TRADISCA I PATTI
"Siamo una opposizione costituzionale" che vota sì "compatta" al rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan perché "crediamo che l'Italia non possa permettersi di tradire il fronte" internazionale in cui è sempre stata e i patti che ha stipulato. Lo ha detto il leader della Cdl Silvio Berlusconi, nel suo intervento nel corso del dibattito sul voto per il finanziamento delle missioni all'estero. "Il nostro voto - ha aggiunto - non è tattica parlamentare", ma semmai "opposizione costituzionale" che vota di regola contro la maggioranza ma non su questioni di principio.

CACCIARI(PRC) SI DIMETTE PER NON VOTARE PROROGA
Piuttosto che votare la proroga delle missioni militari italiane all'estero, Paolo Cacciari del Prc si dimette da deputato. Cacciari ha dato l'annuncio nell'Aula della Camera intervenendo in dichiarazione di voto sulle mozioni sulla missione in Afghanistan, spiegando che non avrebbe preso parte né alla votazione sulle mozioni né a quella finale sul provvedimento.

Ewigen
19-07-2006, 19:57
Afghanistan: 'portare normalita''
Rappresentante Ue: 'presenza non per giocare a gioco Usa'

'La presenza europea in Afghanistan deve contribuire al miglioramento di un paese abbandonato, non significa partecipare al gioco Usa'. Lo ha detto Francesco Vendrell, rappresentante speciale dell'Ue in Afghanistan. A partire dalla fine del mese l'Isaf, la 'Forza internazionale di assistenza alla sicurezza' della Nato, finora responsabile della sicurezza nella zona di Kabul, nel nord e nell'ovest, avra' il controllo delle operazioni militari anche nel sud del paese.

Faethon
19-07-2006, 21:42
Afghanistan: 'portare normalita''
Rappresentante Ue: 'presenza non per giocare a gioco Usa'

'La presenza europea in Afghanistan deve contribuire al miglioramento di un paese abbandonato, non significa partecipare al gioco Usa'. Lo ha detto Francesco Vendrell, rappresentante speciale dell'Ue in Afghanistan. A partire dalla fine del mese l'Isaf, la 'Forza internazionale di assistenza alla sicurezza' della Nato, finora responsabile della sicurezza nella zona di Kabul, nel nord e nell'ovest, avra' il controllo delle operazioni militari anche nel sud del paese.

Purtroppo portare la normalità in un paese anormale,richied e prima di portare un po' di caos,cioè fare guerriglia,e qui non c'entra nè la politica UE nè USA.Ci sono i capi guerriglieri al sud che o devono arrendersi all' autorità centrale o essere eliminati.E speriamo che una delle 2 cose accada presto,perchè in guerra d' attrito,i guerriglieri hanno sempre vantaggio.

Ewigen
20-07-2006, 18:11
AFGHANISTAN 20/7/2006 14.17
RESPINTA OFFENSIVA TALEBANA NEL SUD

Un afgano di 16 anni è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti stamani a Kabul a causa di un’esplosione dovuta, stando ai primi rilievi della polizia, all'improvviso innesco di un residuato bellico, rimasto forse occultato sin dagli anni della guerra civile. L’episodio è avvenuto poche ore dopo l’arrivo di una delegazione della Nato – guidata dal segretario generale Jaap de Hoop Scheffer – in vista dell’imminente ampliamento del mandato della missione della Forza internazionale di assistenza per la sicurezza (Isaf), al momento impegnata nel nord, nell’ovest e a Kabul. Tra meno di due settimane l’Isaf infatti sostituirà la coalizione guidata dagli Stati Uniti nel sud, dove sono più attivi i guerriglieri talebani. Intanto ieri anche la seconda delle due città occupate martedì dai talebani, Garmser, è tornata sotto il controllo del contingente internazionale: un talebano è morto e due soldati afgani sono stati feriti negli scontri nella cittadina di 50.000 abitanti sul fiume Helmand. Un soldato della coalizione era morto e due erano stati feriti – ha riferito il portavoce del contingente statunitense Paul Fitzpatrick – il giorno prima nella provincia meridionale di Uruzgan. La breve ‘presa’ di Garmser e Naway-i-Barakzayi ha rivelato la persistente insicurezza nel sud, nonché l’insufficienza dell’attuale contingente di sicurezza. “Vi sono sfide perché al momento vi è un numero limitato di forze di sicurezza, afgani e coalizione, e la reale soluzione sarebbe aumentare il contingente afgano” ha commentato Fitzpatrick. Le forze afgane contano 60000 poliziotti e meno di 30000 soldati, gli uomini delle forze della coalizione guidata dagli Stati Uniti e della Nato sono oltre 30000. In appena due mesi, nei combattimenti tra i talebani e le truppe afgane e internazionali, sono morte oltre 800 persone, perlopiù guerriglieri.

Ewigen
20-07-2006, 18:34
AFGHANISTAN – Il gruppo dei paesi creditori – riuniti nel cosiddetto ‘Club di Parigi – ha concluso un accordo con il governo di Kabul per l’annullamento di una parte del debito estero per un importo di 1,2 miliardi di euro su un totale di circa 9 miliardi; il rimborso del 100% degli interessi di mora della somma restante – che non è stata condonata – verrà ripagato dall’Afghanistan a partire dal 2011.

Ewigen
20-07-2006, 21:30
Esplosione a Kabul, un morto
Nella capitale sono in visita alti ufficiali della Nato

- Un afghano e' stato ucciso da un'esplosione a Kabul, mentre nella capitale afghana sono in visita alti ufficiali della Nato. La delegazione della Nato e' in visita a Kabul in vista dell'estensione, entro la fine del mese, della missione delle truppe dell'Alleanza Atlantica dispiegate nel Paese. 'Un veicolo e' stato colpito da una mina o da una bomba', ha detto un portavoce della forza Nato. La causa potrebbe essere un proiettile di artiglieria inesploso.

Ser21
20-07-2006, 21:34
Insomma non è stato risolto nulla.
Bhè,c'è un enorme oleodotto costruito apposta per ilanciare ancor più in maniera decisa la forza eco/politica dell'afghanistan :O

















:muro: :muro: :rolleyes:

Ewigen
20-07-2006, 21:39
Così il governo ha mentito sull’Afghanistan
- di Laura Cesaretti -
La Nato smaschera il ministro Parisi: «Le regole di ingaggio sono cambiate a maggio. Finito il peacekeeping, ora si combatte»

[PIME]Situazione «combat»: dallo scorso maggio le regole di ingaggio dei partecipanti alla missione Isaf in Afghanistan non sono più quelle del «peacekeeping».
A rivelarlo, proprio mentre a Montecitorio il centrosinistra sta faticosamente cercando di tenere insieme la propria maggioranza sulla conferma della missione, minimizzando le perdite pacifiste, è il portavoce della missione Nato, attualmente sotto comando britannico. «Le regole di ingaggio sono cambiate il 4 maggio scorso,
in vista dell'allargamento della missione nel sud dell'Afghanistan. E sono cambiate per tutti i militari che partecipano», fa sapere da Kabul il portavoce dell'Alleanza. Dunque, anche i militari italiani di stanza a Kabul ed Herat sono sottoposti alle regole «combat». Anche se il 30 giugno scorso, presentando il decreto sulle missioni, il titolare della Difesa Arturo Parisi aveva assicurato che per gli italiani non sarebbero cambiate, e che la missione sarebbe proseguita «nel solco della continuità per quanto riguarda gli impegni passati:per le regole di ingaggio, la collocazione territoriale e la consistenza complessiva della missione».
Dallo Stato maggiore della Difesa confermano invece che le regole sono mutate da maggio per tutta la missione Isaf, ma che valgono solo nelle zone di tensione: «Sì, sono state implementate - dice alla Reuters un portavoce -. Chi andrà al sud avrà la possibilità, qualora attaccato, di rispondere al fuoco in maniera più pesante, o di fare irruzione in un'abitazione dal cui interno abbiano sentito partire colpi d'arma da fuoco».
La Difesa precisa però che quelle regole vengono usate solo dove necessarie, ossia nel Sud infestato dalla guerriglia talebana: non riguardano quindi, allo stato, il contingente italiano di stanza a Kabul. «E noi non invieremo soldati al Sud», garantisce il sottosegretario alla Difesa Forcieri, ds. Il problema, però, è cosa accadrà se il comando Nato chiederà alle truppe italiane di spostarsi. In quel caso, spiega Elettra Deiana di Rifondazione, «non abbiamo nessuna garanzia» che il governo italiano sia in grado di impedirlo.
Deiana è l'esponente della maggioranza bertinottiana più in prima linea sulla vicenda Afghanistan: esperta di questioni di difesa e membro della omonima commissione, si batte da settimane per ottenere quelle «garanzie» che rendano più accettabile alla sinistra il decreto e per convincere i dissidenti del suo partito a digerirlo. Ma è realista: «Quando ha detto che le regole non cambiavano, Parisi non ha mentito: ha cercato solo di fare una dichiarazione più rassicurante possibile per la coalizione.
L'impegno del governo a mantenere le truppe lontane dal Sud e dalle regole combat è fuori discussione, ma è un impegno solo politico». Il decreto, invece, «è ambiguo: non c'è scritto da nessuna parte che l'Italia resta a Kabul, si evince unicamente dalla mancanza di finanziamenti per bombardieri o reparti speciali». Deiana aveva chiesto un esplicito «congelamento» della missione italiana, che garantisse la sua permanenza nelle attuali zone di operazione, ma è la prima ad ammettere che le decisioni finali spettano al comando Nato: «Il problema fondamentale è proprio questo: la Nato decide autonomamente, ovviamente consultando i governi. Ma sarebbe necessario che esecutivo e Parlamento italiani potessero discutere se aderire o no alle sue scelte». Problema irrisolto. Tanto che l'ex ministro della Difesa Antonio Martino lo dice esplicitamente: «Il centrosinistra spera di riuscire a far passare inosservato il fatto che dovremo inviare uomini dove la Nato ci chiederà». La Verde Luana Zanella conferma: «È vero, le scelte operative sono affidate all'Alleanza.E Parlamento e governo italiani non hanno molte possibilità di entrare nel merito».

Ewigen
22-07-2006, 08:02
AFGHANISTAN 21/7/2006 15.20
CONFERMATE MORTI CIVILI IN ATTACCO AEREO ANTI-TALEBANO

L’attacco aereo condotto dalle forze della coalizione internazionale lo scorso 10 luglio contro basi talebane nella città di Tarin Kwot, nella provincia di Uruzgan, ha causato vittime anche tra i civili, e precisamente 10 morti e 27 feriti; lo ha dichiarato in un’intervista alla ‘Bbc’ Karim Rahimi, portavoce del presidente afgano Hamid Karzai, riferendo i risultati di un inchiesta ordinata dallo stesso capo di Stato. Le verifiche della commissione smentiscono quindi le affermazioni del comando della coalizione internazionale guidata dagli Usa che sosteneva di aver eliminato solo miliziani talebani, dicendo che non c’erano prove del coinvolgimento di civili. Nell’inchiesta è stato verificato che i missili lanciati dall’aviazione hanno colpito tre case nella cittadina, inclusa quella dove si stava effettivamente tenendo una riunione di 50 talebani, inclusi 9 comandanti, tutti rimasti uccisi; nondimeno l’attacco ha provocato vittime anche tra i civili, compresi donne, anziani e bambini. “Il presidente Karzai - ha detto il portavoce all’emittente britannica - ha più volte detto che il coinvolgimento dei civili dovrebbe essere sempre evitato e ha sollecitato le forze della coalizione a fare maggiore attenzione”. In Uruzgan e nelle vicine province meridionali Kandahar, Zabul, Helmand, al confine con il Pakistan, è in corso l’offensiva militare ‘Mountain Thrust’ contro milizie talebani: circa 800 persone – perlopiù militanti – sarebbero morti da quando, a metà maggio, è iniziata l’operazione in risposta all’inasprirsi di attentati e agguati dei ribelli alla vigilia dell’avvicendamento tra gli Stati Uniti e la Nato al comando del contingente stanziato in Afghanistan.

Ewigen
22-07-2006, 23:04
Afghanistan,kamikaze contro soldati
Autobomba a Kandahar provoca un morto e 4 feriti


Una persona e' stata uccisa e 4 sono state ferite in un attacco suicida contro un automezzo che trasportava militari stranieri. L'attacco - riferiscono fonti militari afghane - e' avvenuto nella citta' di Kandahar, nel sud del Paese. Un kamikaze a bordo di un'autobomba si e' lanciato contro un veicolo a bordo del quale si trovavano militari della Coalizione internazionale a guida americana, presente in Afghanistan dal 2001.

Ewigen
22-07-2006, 23:04
Afghanistan: due attentati, 8 morti
A Kandahar due uomini si sono fatti saltare in aria

Due attentati a distanza di poco tempo, l'uno dall'altro, hanno provocato la morte di due soldati stranieri e 6 civili a Kandahar. Nel primo dei due attacchi, un kamikaze a bordo di un'autobomba si e' lanciato contro un veicolo a bordo del quale viaggiavano militari della Coalizione internazionale, uccidendo due soldati. I feriti solo 35. Il numero delle vittime e' stato confermato dal portavoce della Coalizione a guida americana che non ha fornito le loro nazionalita'.

Ewigen
22-07-2006, 23:12
MISSIONE DI PACE
Il capo dell’esecutivo punta tutto sulla compattezza della sua maggioranza ed esclude un allargamento ai moderati della CdL D’accordo il Prc

Prodi: uniti sull'Afghanistan

Il Professore pronto alla fiducia D’Alema: ma facciamo bene i contiL’annuncio del vertice sul Libano a Roma carta in più in mano al premier per convincere i senatori "ribelli"


[Avvenire] Nonostante la minaccia dei "ribelli", Romano Prodi dichiara convinto: «Sono certo che la maggioranza supererà compatta il voto al Senato sul finanziamento della missione italiana in Afghanistan». E Prodi aggiunge: «La maggioranza è ristretta, ma la coalizione funziona». Ma il premier esclude che l'esecutivo, in caso contrario, possa appoggiarsi a maggioranze allargate. La "querelle" Afghanistan resta insomma ancora nell'"occhio del ciclone", anche se la scelta di Roma per il vertice internazionale sulla crisi libanese potrà dare un aiuto al Professore: avrà una carta in più per convincere gli "ultrapacifisti" di sinistra che il governo funziona proprio nel senso che sta loro a cuore. Ieri, Prodi ha proposto in Consiglio dei ministri l'autorizzazione alla fiducia, nel caso fosse necessario. Il Cdm ha dato consenso unanime e nei prossimi giorni si deciderà se utilizzare questo strumento. Ma, in proposito, il ministro degli Esteri Massimo D'Alema commenta: «Se mettete la fiducia, fate bene i conti...», forse in riferimento al precedente caso "mortale" del 1998, quando il governo Prodi di allora cadde per un solo voto. Nel frattempo, i senatori "dissidenti" sembrano restare nelle loro posizioni, anzi sono addirittura aumentati da otto a nove, con l'aggiunta del diessino Massimo Villone.
Minimizza scherzosamente sulle difficoltà Romano Prodi, che si spinge anche a dire: «Così è più sexy». Ma il presidente del Consiglio ribadisce chiaramente che la sua maggioranza «risponde ad un disegno politico e se il mio governo perde si va a votare». Quali sono le posizioni in merito dell'Unione? Commenta Franco Giordano, segretario di Rifondazione comunista, partito nel quale si trovano dissidenti: «Trovo assolutamente condivisibili le parole di Prodi sulla contrarietà all'allargamento dell'Unione». Ma anche Giordano si dichiara ottimista sull'esito e sostiene: «Anche chi ha espresso un dissenso, che non condivido, ha sempre affermato di non voler far cadere il governo P rodi. Quindi ho fiducia che ci possa essere un voto unitario». D'accordo con il presidente del Consiglio anche Giovanni Russo Spena, sempre di Prc e Pino Sgobio, capogruppo dei Comunisti italiani alla Camera, partito con altri "pacifisti". Mentre dall'altro schieramento nel quale si trovano "ribelli", spiega Alfonso Pecoraro Scanio dei Verdi, «non servirà la fiducia, ma l'etica della responsabilità».
Sdrammatizza il senatore diessino Cesare Salvi, che sostiene: «Dobbiamo distinguere tra la possibilità di andare a votare liberamente, prevista dalla Costituzione e la necessità di salvaguardare il governo a ogni costo». «Ci sarebbe un problema - aggiunge Salvi - se ci fossero partiti in dissenso in maggioranza, cosa che non è». Possibilista anche il ministro della Giustizia Clemente Mastella, che dichiara: «Speriamo che la responsabilità prevalga, personalmente credo che in fondo andrà così». Ma, avverte anche Mastella: «Se non succede, si va alle elezioni ed è chiaro che a quel punto vengono discusse tutte le alleanze».

Ewigen
23-07-2006, 14:51
«A Kabul separare le Ong dai soldati»
FUORI i civili dal Provincial Reconstrution Team di Herat, in Afghanistan. Fuori la cooperazione italiana e le Organizzazioni non governative per avere un divisione netta di compiti tra attività umanitaria civile e missioni militari, affinché la popolazione civile possa distinguere tra impegno militare nella sicurezza e quello civile di aiuti. È la richiesta forte avanzata dalle Ong all’Instant Talk dell’Agenzia Giornalistica Italia (Agi) dedicato agli scenari di guerra e di pace. «Per il ruolo che hanno - ha spiegato il viceministro degli Esteri, Patrizia Sentinelli - sia la Cooperazione che le Ong non possono avere commistioni con le missioni militari».

Ewigen
23-07-2006, 14:58
Il Cavaliere: sì su Kabul, ma senza fiducia
Berlusconi detta le condizioni a Prodi: pronti a sostenervi sull'Afghanistan, se però blindate il voto usciamo
ROMA L'idea è di Franco Marini, il presidente del Senato: mettere la fiducia soltanto su uno dei quattro articoli del decreto di rifinanziamento delle missioni italiane all'estero. Tre dei quattro articoli sarebbero approvati all'unanimità dal Senato, il quarto, invece, passerebbe coi voti della sola maggioranza, visto che l'opposizione, per bocca di Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, in quel caso si tirerebbe fuori: «Ritengo che la Casa delle Libertà non darà il proprio sì». In caso di ricorso alla fiducia i senatori del centrodestra non parteciperanno al voto. Da lunedì comincia l'iter al Senato - dove l'Unione ha una maggioranza di due voti - del provvedimento che rischia di portare a una crisi di governo. Sei senatori della sinistra radicale, infatti, non hanno cambiato idea: sono pronti a votare il provvedimento soltanto se sotto il "ricatto" della fiducia al governo. Silvio Berlusconi, dal canto suo, si è dimostrato disponibile a fare la sua parte, a far votare all'intera Cdl il rifinanziamento, ma anche questo rischia di non bastare.

Ewigen
23-07-2006, 15:01
Afghanistan, ora i «ribelli» chiedono fiducia

Alla fine quasi tutti i «ribelli» chiedono il voto di fiducia per essere «costretti» a votare sì, sacrificando coscienza e credo politico sull'altare della ragion di governo. Il decreto sul rifinanziamento delle missioni militari all'estero, che include all'articolo 2 quella tanto contestata a sinistra dell'Afghanistan, arriverà al Senato domani e verrà messo in votazione non prima di mercoledì. «Un weekend di paura e di trattative», è la sintesi di Antonio Martuscello,deputato di Fi. Saranno giorni tormentati per la maggioranza sulla quale pesa più come un macigno che come un aiuto la posizione della Cdl ribadita da Silvio Berlusconi: «Voteremo sì anche al Senato, dove probabilmente la maggioranza non avrà i voti per fare passare il decreto», ha detto il leader del centrodestra rendendo ancora più complessa la partita che l'Unione giocherà nei prossimi giorni. Per Prodi diventa decisivo quindi che la sua maggioranza abbia i voti sufficienti da sola e l'atmosfera che si vive a Palazzo Chigi è resa esplicita da Vannino Chiti,il ministro per i Rapporti con il Parlamento, che lo ha ammesso senza giri di parole: «Se la maggioranza non dovesse essere più tale è finita, si torna al voto».
E il ministro della Giustizia coglie subito l'occasione per far pesare la sua alleanza: «Speriamo che la responsabilità prevalga - afferma Clemente Mastella -, personalmente credo che in fondo andrà così, ma se non succede si va alle elezioni, e con le mani libere». Le minacce arrivano dalle ali estreme della sinistra, Verdi, Rifondazione e Pdci, e tutti chiedono il voto di fiducia per autoblindarsi. «La richiesta di fiducia è la soluzione», afferma infatti Marco Rizzo, presidente Pdci al Parlamento europeo. Sottolineando come il movimento contro la guerra non può essere d'accordo sul decreto ma «il governo Prodi non deve cadere perché la soluzione sarebbe un governo sempre meno orientato a sinistra, oppure la lunga notte della grande coalizione». Simile la posizione espressa da Rifondazione il cui capogruppo alla Camera, Giovanni Russo Spena,non ha dubbi: primo obiettivo non fare cadere il governo Prodi. E così l'ipotesi che sta prendendo piede è quella di porre la fiducia soltanto sull'articolo 2, ma c'è chi getta il seme del dubbio: e se per vendicarsi di essere stati costretti a dire sì con il voto di fiducia c'è chi vota no agli altri articoli della legge? Ovviamente questo creerebbe ancora più imbarazzo al governo.
Ma non tutti sono d'accordo sul voto di fiducia. Per il più irriducibile dei senatori di Rc, Luigi Malabarba, si tratta di «un ricatto»,mentre per Roberto Villetti, della Rosa nel pugno, «non solo bisogna stare attenti e fare bene i conti» per non fare ripetere a Prodi l'avventura del '98 quando mancò un voto alla fiducia e dovette andare a casa, ma mettere la fiducia significa «affidare alle mani di alcuni senatori dissidenti con la coscienza inquieta non soltanto l'autosufficienza della maggioranza ma la vita stessa del Governo». Punta sulla autoresponsabilità il capogruppo alla Camera dell'Idv, Massimo Donadi, per il quale «la maggioranza non ha alternative».
E se c'è chi, come Cesare Salvi, senatore Ds della corrente Socialismo 2000, dichiara che deciderà il da fare mercoledì stesso, altri due senatori contrari alla missione in Afghanistan, Paolo Brutti e Piero Di Siena, anticipano che voteranno sì per garantire l'unità della maggioranza.
«Una maggioranza che non ha linea unitaria - accusa dal centrodestra Gianfranco Rotondi - prima o poi cadrà, o sulle missioni all'estero o sulla finanziaria». Come teme lo stesso ministro della Solidarietà sociale,Paolo Ferrero di Rc. «Prodi deve ammettere di non avere maggioranza», tuona Renato Schifani, presidente dei senatori azzurri, mentre Francesco Giro, deputato di Fi, sottolinea che se Prodi dovesse mettere la fiducia «dimostrerebbe di non avere maggioranza» e questo modificherebbe gli scenari della politica evidenziando la scelta di profonda coerenza rispetto alla politica estera espressa da Silvio Berlusconi «e la sua capacità di individuare nuove soluzioni istituzionali e di governo».

Ewigen
23-07-2006, 22:00
Afghanistan: Marini,dialogo con Cdl
Gasparri, non si chieda aiuto solo quando si e' in crisi

Per il presidente del Senato Marini sulla missione in Afghanistan occorre aprire un dialogo con la Cdl per evitare il voto di fiducia. Ma e' fredda la reazione nel centrodestra:"Colpo di calore fatale per il governo Prodi, ormai nel baratro" commenta Isabella Bertolini(Fi). "Marini non puo' proporre il confronto solo quanto avverte situazione di emergenza per il suo governo", fa eco Gasparri (An). Per Cesa (Udc), la posizione di Marini mette a nudo "i problemi attuali della maggioranza".

Ewigen
24-07-2006, 12:39
24 luglio 2006 9.06
KANDAHAR
AFGHANISTAN: ATTACCO SUICIDA CONTRO CONVOGLIO DELLA COALIZIONE

Un attentatore suicida ha colpito oggi un convoglio della coalizione internazionale a guida Usa nella provincia meridionale afghana di Kandahar. Lo rende noto la polizia, specificando che per il momento non si hanno notizie di eventuali vittime.

Il portavoce della coalizione si è limitato a dire che sono in corso indagini su un'esplosione avvenuta a est della città, senza fornire dettagli. L'attacco è avvenuto sulla strada principale subito fuori la città di Kandahar dove sabato un doppio attacco suicida ha ucciso due soldati canadesi della coalizione e sei afghani.

Ewigen
24-07-2006, 19:45
L’incubo del governo: capolinea a Kabul

«Kabul sarà la tomba del governo. A meno che i pacifisti non si trasformino in paci... finti». Francesco Storace ricorre al consueto campionario di battute per dettare la sua previsione. Ma il suo ragionamento è serio e si basa sulla conoscenza del regolamento del Senato che prevede l'obbligo di esprimere il parere di costituzionalità sul decreto di rifinanziamento della missione in Afghanistan. Ebbene, spulciando il regolamento di Palazzo Madama, Storace ha individuato un primo possibile scoglio per l'esecutivo prima del voto dell'assemblea. «In Senato è obbligatorio il parere di costituzionalità del decreto (cioè sulle caratteristiche di necessità e urgenza) da parte della commissione Affari costituzionali», spiega Storace. «Qui il centrosinistra conta su 14 voti contro i 13 del centrodestra ma tre dei membri di maggioranza sono Malabarba, Villone e Grassi». Cioè 3 dei 9 senatori dissidenti. «La Cdl chiederà che il governo dica in commissione se intende porre la fiducia - prosegue Storace - e se il rappresentante dell'esecutivo dovesse rifiutarsi,i tre dissidenti potrebbero votare no sul parere di costituzionalità» mandando in minoranza il governo. In questo caso l'Aula avrebbe 5 giorni di tempo per confermare o meno il parere della commissione. Naturalmente si tratta solo di ipotesi. Se per martedì, quando presumibilmente si dovrebbe riunire la commissione, la maggioranza si fosse già accordata sulla fiducia, potrebbe confermarlo in commissione e i dissidenti, in questo caso, hanno già confermato il proprio sì.
Il problema, però, è che non c'è unanimità dentro il centrosinistra sull'opportunità di porre o meno la fiducia. E il fronte dei «duri e puri» inizia a perdere pezzi. Ieri, ad esempio, è arrivata la resa di Franca Rame. «Lo so, Luca Casarini mi tirerà le uova ma seppure con il sangue agli occhi dirò sì al rifinanziamento se il governo porrà la fiducia» annuncia l'attrice. Un atteggiamento che potrebbe essere imitato da altri irriducibili. «Ottenuta una congrua quantità di fotografie sui quotidiani e un numero spropositato di citazioni» commenta Maurizio Gasparri «i cosiddetti dissidenti sono tornati all'ovile,piegando la testa e dimostrandosi pacifisti di pasta frolla».
La richiesta, infatti, metterebbe sotto i riflettori del Paese la debolezza dell'esecutivo, esponendolo a un voto al cardiopalmo. «Appendere il governo a un voto di fiducia equivarrebbe a un tracollo in termini di autorevolezza e credibilità» dice Roberto Villetti, vicesegretario dello Sdi, che insieme all'ala riformista della maggioranza vorrebbe evitare la «militarizzazione» del voto. Per evitare questo rischio il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, ha dedicato il weekend ai contatti con i segretari e i capigruppo della coalizione,
per elaborare una strategia comune. Il centrodestra, comunque, ha già fatto sapere che non voterà la fiducia, nel caso il governo dovesse decidere in questo senso. E ieri lo ha ribadito a più voci.
La dimostrazione che l'Unione fiuta il pericolo arriva anche dall'intervista al Corriere della Sera di Franco Marini con la quale il presidente del Senato tenta di lanciare un ponte verso l'opposizione. «Sulla missione in Afghanistan occorre aprire un dialogo fra maggioranza e opposizione». Il governo non deve «arroccarsi» poiché il voto di fiducia «a lungo termine indebolisce la dialettica democratica ed esaspera la conflittualità parlamentare. Finora la maggioranza ha retto - rileva il presidente di Palazzo Madama - però non è detto che il miracolo possa durare all'infinito. Vorrei ricordare che nel dibattito sulle cellule staminali ha vinto per un voto» e grazie al fatto che «due senatori dell'opposizione hanno sfilato la scheda».
Sullo sfondo, però, continuano le pressioni incrociate tese ad ammorbidire la resistenza dei «dissidenti» dell'Unione.

Ewigen
24-07-2006, 19:49
24 luglio 2006 15.03
RIFINANZIAMENTO AFGHANISTAN: PRC VOTA LA FIDUCIA AL SENATO

[Avvenire] Il Prc, che ha riunito i propri senatori a Palazzo Madama, ha deciso di votare sì alla fiducia sul rifinanziamento delle missioni all'estero. Lo ha affermato il capogruppo del Prc a Palazzo Madama Giovanni Russo Spena, al termine della riunione cui hanno partecipato i quattro senatori dissidenti: Luigi Malabarba, Claudio Grassi, Fosco Gianni e Franco Turigliatto. Rina Gagliardi ha detto ai giornalisti che "se una delle condizioni poste dal governo per la fiducia è che ci sia il sì del Prc questa condizione c'e".


Alla faccia del pacifismo antimperialista :asd:

Ewigen
25-07-2006, 20:06
AFGHANISTAN 25/7/2006 15.41
ANCORA VITTIME, OLTRE 600 CIVILI COINVOLTI IN VIOLENZE DA INIZIO ANNO

Due civili sono stati uccisi e altri quattro sono stati feriti stamani lungo la strada che congiunge la capitale alla base militare statunitense Bagram, a 50 chilometri a nord, nell’esplosione di una bomba che ha completamente distrutto l’autobus a bordo del quale viaggiavano. Appena l’altro ieri, la Commissione indipendente dei diritti dell’uomo in Afghanistan si era detta molto preoccupata per i civili coinvolti nelle violenze: dall’inizio dell’anno negli scontri oltre 600 civili sono rimasti feriti o uccisi. “Circa il 70% dei decessi – ha dichiarato Nader Nadery, uno dei responsabili della Commissione – è stato causato dalle violenze perpetrate dai talebani, attacchi suicidi e dinamitardi. L’altro 30% si deve alle operazioni contro i talebani condotte dai soldati della coalizione e dalle forze afgane, soprattutto nel sud e nell'est del Paese dove i ribelli sono più attivi”. In tutto sono oltre 1700 le persone morte dall’inizio dell’anno negli scontri e nelle violenze, le peggiori dal rovesciamento del regime dei talebani nel 2001. Da quando il 10 giugno è iniziata l’offensiva della coalizione guidata dagli Usa nel sud del Paese, oltre 600 sospetti talebani hanno perso la vita: lo ha riferito oggi il portavoce della coalizione Tom Collins, anche se il dato non è confermato da altre fonti indipendenti. Anche ieri – hanno reso noto solo oggi fonti del contingente internazionale – sette guerriglieri hanno perso la vita nella provincia orientale di Kunar, mentre un soldato della coalizione è morto negli scontri nella provincia di Paktika. Il governo afgano, intanto, ha lanciato un appello per 60,4 milioni di euro per combattere “una crisi alimentare imminente” causata dalla prolungata siccità che minaccia la vita di oltre 2,5 milioni di persone in particolare nel nord e nel nordovest del paese.

Ewigen
26-07-2006, 00:01
Afghanistan: ucciso soldato Usa
Nel distretto di Pech perdono la vita anche 7 taleban

Un soldato americano e' stato ucciso ieri in uno scontro con miliziani taleban nella provincia di Kunar, in Afghanistan. Lo hanno precisato fonti militari. Il soldato, la cui nazionalita' non era stata inizialmente resa nota, e' morto ieri nel corso di uno scontro con 'estremisti' nel distretto di Pech della provincia di Kunar. Durante gli scontri sono morti anche sette estremisti taleban.

Ewigen
26-07-2006, 00:03
Afghanistan:Prodi,probabile fiducia
''Abbiamo gia' chiesto autorizzazione a Consiglio ministri''

'Penso sia assai probabile la fiducia': cosi' Prodi dopo il vertice dell'Ulivo, sul ddl per il finanziamento delle missioni italiane all'estero. Il premier ha sottolineato: 'Abbiamo gia' chiesto l'autorizzazione al Consiglio dei ministri a porre la fiducia se sara' necessario. Naturalmente fino all'ultimo momento si possono creare delle situazioni tali da far prendere altre strade'.

Ewigen
26-07-2006, 12:41
AFGHANISTAN 26/7/2006 12.36
TORNANO BOMBE A KABUL, GOVERNO IN ATTESA DI AIUTI PER LO SVILUPPO

Un bomba è esplosa in una via affollata nella capitale Kabul, uccidendo un uomo e una donna che viaggiavano su un taxi e ferendo altre quattro persone; i fatti ricordano molto la dinamica di quanto accaduto il 5 luglio scorso quando tre ordigni sono stati lanciati contro altrettanti veicoli, in quel caso però mezzi governativi, che causarono un morto e 47 feriti. Intanto continuano nelle province dell’est e del sud le operazioni delle forze della coalizione contro militanti talebani e loro alleati: sette miliziani sono morti in scontri a fuoco nella provincia di Paktika mentre un soldato statunitense è rimasto ucciso durante combattimenti nella provincia di Kunar. Non è migliore la situazione in altre parti del paese, in particolare nelle zone settentrionali e occidentali, dove la popolazione è minacciata da una prolunga siccità. Il governo afgano ha lanciato ieri un appello per 60,4 milioni di euro per scongiurare una “una crisi alimentare imminente” per oltre 2,5 milioni di persone. “È un fatto che situazione in Iraq ha contribuito, seppure in maniera minima, a mettere nel cassetto la questione dello sviluppo in Afghanistan” ha detto il ministro degli Esteri afgano Rangin Dadfar Spanta in un’intervista all’agenzia ‘Afp’. “Ma nei miei ultimi incontri a Washington e a Bruxelles mi è stata data assicurazione di un generoso sostegno, e ho fiducia che la comunità internazionale non abbandonerà l’Afghanistan”. Il ministro ha aggiunto di contare sul “principio che la comunità internazionale manterrà le promesse fatte all’Afghanistan”.

Ewigen
26-07-2006, 19:59
Afghanistan: ok commissioni Senato
Dini, con la fiducia opposizione votera' no

Si' unanime al ddl sull'Afghanistan dalle Commissioni Esteri e Difesa al Senato ma se il governo porra' la fiducia l'opposizione votera' contro. Lo ha sottolineato il presidente della Commissione Esteri del Senato, Lamberto Dini, al termine dell'esame del provvedimento. "Mi pare un fattore positivo -ha detto- che le due commissioni abbiano espresso un parere favorevole nel merito del provvedimento all'unanimita'. Ora abbiamo affidato il mandato ai relatori di illustrare la relazione in Aula"

Ewigen
27-07-2006, 23:02
AFGHANISTAN 27/7/2006 17.29
PRECIPITA ELICOTTERO, ANCORA INCERTE LE CAUSE

Almeno 22 sospetti guerriglieri talebani sarebbero stati uccisi dalle forze di coalizione tra martedì e mercoledì nella provincia meridionale di Helmand, mentre sono ancora da chiarire le cause dello schianto di un elicottero civile sulle montagne dell’Afghanistan sudorientale avvenuto ieri: tutte morte le 16 persone a bordo, tra cui due militari olandesi della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) guidata dalla Nato che opera sotto mandato dell’Onu. “Dodici corpi sono stati recuperati. Non vi è alcuna indicazione al momento di cosa abbia causato lo schianto” ha detto il portavoce della coalizione guidata dagli Usa. Decollato da Kabul, il velivolo MI-8 di fabbricazione russa è precipitato a circa 40 chilometri a nordest di Khost – dov’era diretto – nella provincia orientale di Paktya, in cui è molto attiva la guerriglia. Secondo una fonte che sostiene di parlare a nome dei talebani, l’elicottero sarebbe stato abbattuto da alcuni militanti, ma in passato simili rivendicazioni si sono poi rivelate infondate. Intanto a Bruxelles sono stati approvati i piani per il passaggio alla Nato del controllo della sicurezza nel sud dell'Afghanistan; entro domani verranno esaminati anche da altri 11 membri della coalizione che non fanno parte dell’Alleanza. Dopo la successiva approvazione dell’ala militare, la missione diverrà operativa intorno al 31 luglio. Sinora l’Isaf aveva operato nella capitale, Kabul, e nel nord e ovest del paese, mentre è nel sud ed est che la ribellione si è intensificata. Secondo recenti stime, più di 1700 persone sono morte dall’inizio dell’anno sia in attacchi della guerriglia sia nelle operazioni della coalizione.

Ewigen
27-07-2006, 23:52
Afghanistan: Schifani, no fiducia
Presidente mai computato per voto, cosi' non si va avanti

Non e' mai successo nella storia del Senato che il presidente venisse computato nel risultato del voto. Lo dice Schifani, capogruppo di Fi. La Cdl ha contestato in Aula i criteri con cui si e' arrivati alla determinazione del risultato del voto di fiducia. 'Penso che domattina ci riuniremo per un ulteriore appello al presidente Napolitano. Cosi' non si puo' andare avanti. E' una cosa che non ha precedenti' conclude Schifani.

Ewigen
28-07-2006, 12:38
FGHANISTAN: SI' DEL SENATO ALLA FIDUCIA SULLE MISSIONI ALL'ESTERO
ROMA - Sono cominciate, nell'aula del Senato, le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sul complesso del provvedimento riguardante le missioni in Afghanistan.

AN E FI CONTESTANO IL VERBALE DELLA SEDUTA DI IERI
Alleanza Nazionale e Forza Italia contestano il processo verbale della seduta dell'Aula di Palazzo Madama di ieri sera, in particolare al momento del voto sulla fiducia al ddl Afghanistan, e hanno chiesto la verifica del numero legale. "Così come è scritto non approviamo il processo verbale e chiediamo la verifica del numero legale", dice il capogruppo di An Altero Matteoli, intervenendo per primo questa mattina in Aula al Senato. Verbale, che "non riporta la discussione di ieri sera dopo il voto", sottolinea l'ex ministro dell'Ambiente. Sia Matteoli, sia il capogruppo di Forza Italia, Renato Schifani ,parlano di "vulnus" a proposito delle procedure seguite ieri nella determinazione del quorum di validità del voto. Una ferita "ancora calda", sottolinea l'esponente azzurro.

APPROVATO IL VERBALE DELLA SEDUTA DI IERI
Il Senato approva il verbale della seduta di ieri sera, dopo aver verificato di essere in numero legale come richiesto da Alleanza Nazionale e Forza Italia. Alla prima verifica era risultato che l'Aula non era in grado di dare il via alle operazioni di voto, ragion per cui la seduta era stata aggiornata alle 9.50.

Ieri e' passata al Senato la parte piu' controversa del disegno di legge di rifinanziamento delle missioni all' Estero con 159 voti a favore e l'assenza polemica della Cdl al momento del voto.

Un'approvazione, contestata dal centrodestra, ottenuta con il ricorso alla fiducia per piegare la rocciosa resistenza di una pattuglia di dissidenti che a Palazzo Madama. Grazie a un paio di voti di scarto (se si esclude il soccorso dei senatori a vita), la maggioranza ha potuto imporre, in questi giorni, il suo gioco. Prodi stretto tra il desiderio di realizzare una intesa bipartisan sulla politica estera e la necessita' di mantenere l'autosufficienza della sua pur risicata maggioranza al Senato, ha posto, come era ampiamente previsto, due voti di fiducia: sull'articolo due, votato ieri, e sull'intero provvedimento su cui si vota oggi.

Prodi non lo ha fatto volentieri, e fino all'ultimo ha cercato di convincere i 'dissidenti' di votare si' senza condizioni. Aveva anche ipotizzato di andare in aula per fare un appello a tutta la maggioranza che evitasse la fiducia. Ma non c'e' stato nulla da fare. Anche se sembra che Prodi non abbia del tutto accantonato l'idea di andare comunque a Palazzo Madama per un discorso prima dell'ultima votazione per tornare a spiegare quante novita' il suo governo ha introdotto nella politica estera dell'Italia.

Che il porre la fiducia sia stata una ''scelta non facile ma obbligata'' lo ha ammesso questa mattina anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, quando in mattinata ha dato l'annuncio ufficiale, provocando la ribellione della Cdl, con i senatori leghisti che hanno agitato un cartello con la scritta: ''Prodi dittatore''.

Una scelta, ha spiegato Chiti, dovuta al fatto che ''l'opposizione ha piu' volte ribadito la non autosufficienza del governo su questo provvedimento''. Da qui la decisione di chiudere a qualsiasi ipotesi di nuova maggioranza, tema in questi giorni di un dibattito che aveva allarmato la sinistra radicale. ''Il governo - ha scandito Chiti - non ha bisogno di incertezze ne' di maggioranze a geometria variabile. Ma di maggioranze certe''.

E' quanto Verdi, Pdci e Prc volevano sentirsi dire, e' quello che si aspettavano i cosiddetti ''dissidenti'', una pattuglia che all'inizio era composta da otto irriducibili e che all'ultimo giorno, sapendo della fiducia, si e' raddoppiata.

Se ieri e' stata la giornata dei dissidenti, che hanno potuto ribadire la loro netta contrarieta' protetti dall'ombrello della fiducia, qualche amara considerazione e' venuta dall'Ulivo e, a sorpresa, da Armando Cossutta.

''Il ricorso alla fiducia si ha perche' e' ancora troppo acerba e immatura la ricerca tra maggioranza e opposizione di una cifra comune sulla quale poter ragionare'', ha osservato Anna Finocchiaro. La capogruppo dell'Ulivo a Palazzo Madama non sembra gioire di questa contrapposizione muscolare che oggi e' andata in onda al Senato con un centrodestra all'attacco contro una maggioranza che ''impedisce convergenze'' importanti per ''beghe interne''.

Anche Armando Cossutta, ormai in rotta con il suo stesso partito, non gioisce, e in Aula ha criticato il ricorso alla fiducia che ''finisce soltanto per enfatizzare il peso di un dissenso minuscolo e circoscritto, dando l'impressione di una maggioranza profondamente divisa''.

Di diverso avviso la capogruppo dei Verdi-Pdci Manuela Palermi (dello stesso partito di Cossutta) che ha ricordato come ''il voto di fiducia era stato chiesto'' per poter consentire al dissenso di manifestarsi senza che questo potesse portare ad una diversa maggioranza sulla politica estera. Sulla stessa linea anche il Prc, che non intende lasciare ai ''dissidenti'' il monopolio delle posizioni pacifiste.

Se la maggioranza, piu' o meno convinta in cuor suo, ha appoggiato senza tentennamenti la fiducia nelle dichiarazioni di voto, il centrodestra non ha avuto problemi ad andare all'attacco. ''Il governo pone la fiducia per riportare all' ordine i suoi dissidenti e rifiuta i voti dell' opposizione'', ha accusato Renato Schifani, che ha denunciata: ''Non ci troviamo piu' davanti a una democrazia parlamentare, ma a una democrazia governativa''. Di ''dittatura'' ha parlato Roberto Castelli, che ha sottolineato che si ricorre alla fiducia ''non per l'ostruzionismo dell'opposizione, ne' per motivi di urgenza'', e si impedisce al ''Senato di funzionare''. Castelli, come altri senatori, si e' anche appellato al capo del Stato ricordando i suoi ''auspici per intese sulla politica estera''.

Di ''governo fragile'' e ''in affanno'' ha parlato Altiero Matteoli di An, e l'Udc Francesco D'Onofrio ha definito ''balneare'' la fiducia per un governo a suo avviso destinato a cadere in autunno.

Nel coro delle critiche dell'opposizione si differenzia l'ex ministro Francesco Storace che, nel suo stile diretto, ha detto: ''Ci siamo fatti prendere a sganassoni da Chiti'' accusando la Cdl di ingenuita' per aver votato l'art.1 ''facendo finta di non sapere che la fiducia sarebbe stata posta sul secondo articolo, dopo aver incassato l'appoggio dell' opposizione''.

E un'altra offensiva e' stata lanciata dopo il voto di fiducia, quando la Cdl ha contestato che il Senato fosse in numero legale, negando che la presenza del presidente Marini potesse essere conteggiata. Discussione accesa, sul filo del regolamento, fino a quando Marini ha dichiarato definitivamente chiusa la seduta, e valida quindi la votazione a favore del governo.

Ewigen
29-07-2006, 13:34
Al Qaida: 4 arresti in Afghanistan

Operazione a Sal Kalay, nella provincia di Khost

Le forze della coalizione guidata dagli Usa in Afghanistan hanno arrestato quattro persone sospettate di appartenere alla rete di al-Qaida. Lo ha annunciato un portavoce militare. Gli arresti sono stati compiuti nel corso di un'operazione a Sal Kalay, villaggio della provincia di Khost, ha reso noto il portavoce senza rivelare i nomi o la nazionalita' degli arrestati. I taleban e i loro alleati di al Qaida sono molto attivi nelle regioni orientali e meridionali dell'Afghanistan.

Ewigen
29-07-2006, 13:35
Afghanistan: uccisi 18 talebani
Scontri a fuoco in diverse zone del Paese

Scontri e morti in diverse province dell'Afghanistan nel corso dei quali sono stati uccisi 18 talebani e quattro poliziotti afgani. Nel distretto di Garmsir sono stati uccisi 14 ribelli. Altri 4 tra cui un 'noto comandante' sono morti in scontri a Kapisa. Due ribelli sono stati catturati a Baba Jee, ma nell'azione e' stato colpito un poliziotto afgano. Nella stessa zona i taleban hanno assalito una pattuglia di polizia uccidendo un agente. Altri due poliziotti sono stati uccisi a Balkh.

Ewigen
30-07-2006, 12:00
Due guerre in Afghanistan

[warnews] In Afghanistan si stanno combattendo due guerre: una guerra ufficiale, quella che le forze della coalizione hanno intrapreso e stanno intensificando con l'obiettivo di ridurre i Talebani all'impotenza; e un'altra guerra, la quale è meno nota perché appare come un insieme di atti isolati, ed è meno facile da localizzare perché sfrutta l'abilità nella mimetizzazione dei terroristi. Una guerra "nascosta", quest'ultima, che colpisce non le forze straniere, ma gli Afgani che si impegnano per ridare speranza e futuro al paese.

La guerra ufficiale è quella della coalizione guidata dagli Stati Uniti e dalle forze della NATO. Di fronte all'inasprirsi dei combattimenti, un generale della coalizione, Peter Pace, ha espresso la sua convinzione del successo, nel lungo termine, della missione ISAF. Venerdì 28 luglio Pace ha dichiarato all'AP che per la coalizione i "Talebani possono essere un problema tattico quotidiano, ma noi [la coalizione] siamo un problema strategico di lungo termine per loro". I Talebani, ha aggiunto il generale, possono ancora avere la meglio in alcune battaglie, ma non possono riprendersi di nuovo il paese.

La sicurezza del successo militare non è però unanimemente condivisa. Il 27 luglio, infatti, l'ONU ha espresso seria preoccupazione per lo sviluppo della situazione del paese. Tom Koenigs, inviato delle Nazioni Unite in Afghanistan, parlando ai giornalisti ha rimarcato la gravità del problema del risveglio talebano. Per l'uomo, non si può più parlare solo di "atti isolati di terrorismo", ma è lecito sostenere che si tratta di una vera e propria "insurrezione", potenziata da "elementi internazionali" provenienti da un paese vicino, in cui vengono presumibilmente addestrati e finanziati i terroristi locali.

Senza nominare alcun paese, Koenigs ha fatto riferimento ad infiltrazioni dal confine meridionale - lasciando dunque intendere il suo riferimento al Pakistan - ed ha aggiunto: "I Talebani hanno avuto l'opportunità di riguadagnare forza, ristabilire la loro leadership su questo movimento e riconquistare le loro strutture. Questo è impossibile senza il supporto di terze parti, siano esse reti terroristiche internazionali o paesi che non controllano parte del loro territorio".

Il diplomatico ha quindi parlato del bisogno di un rafforzamento della cooperazione tra Afghanistan e Pakistan e della necessità che la comunità internazionale "prosciughi" le risorse finanziarie dei Talebani. Ha aggiunto che non vi è alcuna indicazione che qualche paese dia il proprio sostegno aperto o velato ai Talebani, che costituiscono una minaccia per chiunque, ed in tal modo ha inteso indirettamente scagionare le responsabilità governative del Pakistan.

A detta di Koenigs, infatti, lo stesso Musharraf, presidente del Pakistan, pressato da più parti - Afghanistan e Stati Uniti per quanto riguarda i Talebani, India per i recenti attentati nei treni di Mumbai - appare molto preoccupato per il rischio di "talebanizzazione" del suo paese.

Il bisogno sottolineato da più parti è relativo alla necessità di fare di più da un punto di vista quantitativo, sia in termini di uomini che di risorse economiche. Un portavoce della Nato, James Appathurai, ha infatti affermato, secondo quanto riporta l'agenzia Reuters, che i fondi provenienti da donazioni estere stanno diminuendo o stanno arrivando in ritardo e questo rischia di mettere a repentaglio la missione nella sua fase di ricostruzione.

La NATO, infatti, ha deciso il raddoppio delle truppe in Afghanistan, portandole ad oltre 18,000 unità; tuttavia, dice Appathurai, "non ha senso investire così tanto nelle risorse militari di pace, ma non fornire risorse civili per rendere la pace stabile". La comunità internazionale ha promesso 10,5 miliardi di dollari per i prossimi cinque anni, anche se "l'esborso dei fondi non è stato realizzato velocemente ed efficacemente" come la NATO sperava.

Sempre la Reuters riporta un intervento dell'ambasciatore afgano negli USA, Said T. Jawad; il diplomatico ha affermato che in Afghanistan c'è anche bisogno di più truppe mobili internazionali per rispondere agli attacchi quotidiani dei terroristi. Parlando alla comunità afgana di New York, Jawad ha aggiunto che servono soldi per la ricostruzione; e a proposito dei terroristi, ha affermato che secondo lui Bin Laden non si trova in Afghanistan e che i Talebani ricevono cospicui aiuti e supporto al di fuori del paese. Nonostante i dati negativi, tuttavia, Jawad si dice speranzoso per il futuro, sottolineando alcuni dati positivi: l'entusiasmo dimostrato dalla gente nell'elezione di un presidente, l'economia in ripresa, il rilancio della scolarizzazione, il ritorno dei rifugiati nelle loro case.

Proprio questi ultimi dati confermano nel paese la volontà di superare lo stallo da parte della popolazione locale. Tuttavia è proprio contro di essa che i Talebani tentano di sferrare un secondo attacco, nel tentativo di seminare paura e scoraggiamento. La BBC parla a questo proposito di una "guerra nascosta" che si combatte accanto a quella ufficiale tra Talebani e forze della coalizione internazionale. Questa seconda guerra avviene a livello locale e vede i Talebani prendere di mira le "infrastrutture" dello stato allo scopo di seminare paura tra la gente: politici locali, capi della polizia e giudici vengono assassinati o feriti, scuole chiuse per intimidazioni oppure date alle fiamme.

I dati relativi alle scuole sono quelli più preoccupanti. Nella sola provincia meridionale dello Helmand in otto mesi la metà delle scuole o sono state bruciate o sono state chiuse perché gli insegnanti sono state vittime di intimidazioni ripetute fino ad abbandonare il loro posto di lavoro. Le scuole sono definite dalla BBC dei "soft target", degli obiettivi facili da colpire; i Talebani le prendono di mira principalmente perché contrari all'educazione delle ragazze e ad un tipo di istruzione "liberale".

E non solo le scuole sono soft target: impiegati del governo e amministratori locali rischiano ogni giorno di finire vittime di bombe o agguati di bande talebane e talvolta su di loro pende una vera e propria taglia fissata dai Talebani stessi. E' così che i Talebani fanno sentire la loro temibile voce anche in mezzo alla gente locale, ben sapendo che i militari sono altrove e non possono tenere a bada tutte le scuole e tutti gli uffici pubblici periferici.

L'educazione è stato uno dei banchi di prova per l'Afghanistan e la comunità internazionale. Far tornare i bambini a scuola, far studiare anche le ragazze è una delle più importanti battaglie che gli Afgani devono riuscire a vincere. Come dice Hassina Sherian, che insegna in una scuola per ragazze per conto di Afghanaid: "L'istruzione è la base di ogni società. Non si può ricostruire dopo decenni di guerre senza istruzione e essa dovrebbe anzi essere il primo passo per lo sviluppo. [I Talebani] stanno specificamente attaccando l'istruzione perché sanno che una volta che la gente impara e pensa da sé non possono più indottrinarli con le loro ideologie".

Al governo sono ben consapevoli del valore dell'istruzione. Una prova ne è il recente accordo bilaterale tra Afghanistan e Tajikistan in tema di istruzione: Karzai e Rahmonov - presidente del Tajikistan - hanno infatti firmato un accordo sulla cooperazione nel campo dell'istruzione, che prevede tra l'altro la possibilità per gli studenti afgani di studiare nel Tajikistan.

kaioh
30-07-2006, 14:53
Roma, 28 lug (Velino) - Oggi sul quotidiano Il Foglio è apparsa la notizia che assetti di forze speciali italiane sono partite dieci giorni fa per una missione “combat” nel sud dell’Afghanistan, mentre in Parlamento si discuteva sul rifinanziamento alla missione. Lo Stato maggiore della Difesa (Smd) ha inviato un comunicato nel quale ne conferma la presenza nel paese asiatico, ma precisa che queste si trovano sotto il comando Isaf nella regione ovest. “Un task group di forze speciali italiane, con base ad Herat, opera all’interno dell’area di responsabilità del Regional command west (Rc-W) – si legge nella nota -, il comando a guida italiana che coordina i quattro Provincial reconstruction team (Prt) della regione (uno a guida italiana, uno statunitense, uno spagnola e uno lituana)”. Da Smd, inoltre, fanno sapere anche che gli operatori delle forze speciali effettivamente si trovano nella provincia di Herat e che, in base al mandato nazionale, opereranno solamente all’interno della regione ovest.

Dal comando Isaf, precisano che “se un contingente viene dislocato in un’area, normalmente opera lì – ha spiegato al VELINO un portavoce della missione internazionale -. Ma è vero anche che se al comandante serve che il personale sia da altre parti, è nelle sua facoltà spostarlo per il tempo necessario a priori da dove questo sia basato”. L’unica eccezione è il “caveat”. Un paese può decidere di inviare delle truppe in una missione internazionale, subordinando però lo spostamento o la variazione di compiti di queste all’autorizzazione nazionale, anche se la richiesta arriva dal comandante sul posto. Nel frattempo è stato ufficializzato dal Consiglio atlantico qualche minuto fa il passaggio della gestione della regione sud da Enduring freedom a Isaf. Ora il comando militare della Nato (Shape) dovrà emettere un “Activation order”, che di fatto sancirà definitivamente il trasferimento dell’autorità (Toa, Transfert of authority). Questo processo avverrà lunedì 31 luglio. Da quel momento l’Alleanza atlantica assumerà pieni poteri nell’area. L’ultimo passo che permetterà alla Nato di controllare tutto l’Afghanistan, è l’acquisizione dell’unica zona ancora sotto la guida della coalizione capeggiata dagli Stati Uniti, la regione est. Questo “gap”, però, dovrebbe essere colmato a settembre.

Ewigen
30-07-2006, 14:54
Afghanistan: talebani uccisi
Gli scontri avvenuti nella provincia meridionale di Oruzgan

Almeno una ventina di talebani sono stati uccisi ieri dai soldati della coalizione e dall'esercito afgano in un tentativo di imboscata. Gli scontri sono avvenuti nella provincia meridionale di Oruzgan. Le forze delle coalizione e l'esercito nazionale afgano - secondo una nota - sono stati sorpresi dai ribelli nascosti in un complesso di case circondate da un muro nel distretto di Shahidi Hass e hanno richiesto l'intervento aereo per venire a capo dell'imboscata dei talebani.

Ewigen
30-07-2006, 21:26
Quelle donne, merce di scambio

Un matrimonio può essere occasione di liti e riconciliazioni tra famiglie. In cui le spose non hanno mai voce...

Alberto Cairo *

[PIME] Con gli anni sono diventato abitudinario. L’ultimo venerdì di ogni mese faccio visita al barbiere, Farùq. Il negozio, pulito e tutto finestre, profuma di colonia e borotalco. Ci vado volentieri, mi rilassa. Mi piace sentire pettine e forbici prendersi cura di me, gentili, la musica in sottofondo, il lenzuolino che sa di bucato. Soprattutto mi piace ascoltare i discorsi dei clienti.
Oggi tutto il negozio partecipa alla conversazione, Farùq in testa. Ciascuno dice la sua. Mi faccio tutt’orecchie cercando di non perdere una parola. Parlano di matrimoni, di quanto sia difficile e caro sposarsi. Dalla poltrona alla mia destra un uomo in carne e coi capelli tinti racconta la vicenda di Omed, un lontano parente.
Un po’ di anni fa Omed si innamora di una vicina di casa. È una ragazza suppergiù della sua età, «magra magra e alta», aggiunge. Qui, per una donna, non è un complimento. I genitori di Omed non sono d’accordo, vorrebbero dargli una cugina, ma lui è ostinato. Segue il fidanzamento ufficiale. Per mettere insieme i soldi per le nozze, Omed parte per l’Iran. È un bravo carrozziere, non avrà difficoltà a trovare lavoro. Torna dopo un anno, l’attende una sorpresa. Il padre della ragazza vuole una cifra esorbitante. Omed cerca senza successo di farlo ragionare. Furibondo, pensa di rompere il fidanzamento. Poi ci ripensa. «Fa il difficile? Lo servo io». E riparte per l’Iran.
Ci resta cinque anni, non accenna a tornare. Il futuro suocero gli manda dei messaggi invitandolo a rientrare. Lui ogni volta risponde che non è tempo ancora. La fidanzata ha passato i trent’anni, va spesso dalla madre di Omed, chiedendole di mettere una buona parola col figlio. Invece la madre non fa granché per aiutarla: la ragazza non le piace, non l’ha scelta lei, è un capriccio del figlio. Incatenata dal fidanzamento. Se vuole, l’uomo può tenere la promessa sposa sulla corda per tutta la vita. Allora entrano in azione i fratelli della ragazza. Affrontano il padre di Omed minacciandolo: «Omed deve tornare. E in fretta». «Sarebbero sposati da un bel po’ se vostro padre non avesse chiesto troppi soldi», risponde loro. Seguono mesi di tiramolla, poi passano alle maniere forti. A turno, uno per famiglia finisce in ospedale. Persino le donne si insultano per strada.
Temendo che prima o poi si ammazzino, il mullah e gli anziani del quartiere intervengono. Tre le possibilità: Omed torna e celebra le nozze, oppure la sposa per procura, o, ancora, la lascia libera. Omed scrive al padre che vuole annullare il fidanzamento, è passato tanto tempo, l’infatuazione è scomparsa. Neppure la ragazza lo vuole più. Ma non si può: per l’onore e la pace tra le famiglie, il matrimonio deve avere luogo. Anzi, un doppio matrimonio. Una sorella di Omed sposerà infatti uno degli uomini della famiglia rivale. Omed non ha scelta. Le ragazze neppure: diventano un pegno di pace su cui ciascuno potrà scaricare il proprio rancore.
Le nozze, pompose, sono l’immagine della felicità. Grandi sorrisi, amicizia perenne, fratelli, suoceri, mamme che si abbracciano, tutto dimenticato. Non passa una mese che le liti ricominciano, stavolta a casa del padre di Omed, dove gli sposi sono andati ad abitare. E la sposa finisce in ospedale, malconcia. Caduta dalle scale, dicono. «Meglio prenda una seconda moglie, con la prima non andrà mai bene», conclude con aria distratta l’uomo dai capelli tinti, mentre si alza e osserva allo specchio la rasatura: «Omed i soldi li ha, ha aperto un’officina, rende bene». All’altra ragazza non fa cenno. Saluta e se ne va.
Non è una storia nuova, è usanza secolare dare la figlia al nemico con cui si è fatto pace, ma resto senza parole. Farùq intuisce quel che penso, perché mentre mi allaccia il lenzuolino, sospira: «Questo è l’Afghanistan, che ci vuoi fare», e mi dà una pacca sulla spalla. Guardo le persone intorno. Da nessuno un commento in favore delle spose, una parola di simpatia, di compatimento. Merce di scambio, a vita, tra due famiglie che si odiano. In un mondo che sembra fatto solo per gli uomini. Oggi la visita al negozio di Farùq mi ha intristito.

* Responsabile del progetto ortopedico della Croce Rossa Internazionale in Afghanistan

Ewigen
31-07-2006, 12:27
Afghanistan: autobomba, 6 morti
Attacchi e scontri mentre l'Isaf estende sua presenza

Sei persone sono morte ed altre 16 sono rimaste ferite dall'esplosione di un'autobomba davanti a una moschea a Jalalabad, in Afghanistan. L'attentato e' avvenuto nel giorno in cui il braccio armato della Nato, l'Isaf, gia' presente nel Nord e nell'Ovest del Paese, assume il comando anche nella zona Sud. Ieri intanto 10 taleban sono stati uccisi e altri 14 arrestati durante scontri con le forze afghane, impegnate in un'operazione vicino al confine pachistano.

Ewigen
31-07-2006, 19:08
AFGHANISTAN 31/7/2006 14.47
BOMBA DAVANTI A MOSCHEA, COMANDO NEL SUD PASSA ALLA NATO

Un attentato dinamitardo davanti a una moschea nel sud dell’Afghanistan ha causato 8 morti, di cui cinque poliziotti e tre civili, e almeno dieci feriti, inclusi bambini; lo riferisce il ministero dell’Interno di Kabul. La bomba è esplosa davanti alla moschea di Framay Adha, 20 chilometri a sud di Jalalabad, capoluogo della provincia di Nangarhar. Sembra che l’ordigno fosse nascosto nell’auto dove si trovavano i poliziotti e che sia stato azionato con un telecomando quando il governatore della provincia, Gul Agha Sherzai, stava uscendo dalla moschea alla fine di una cerimonia funebre. Il politico è scampato all’attentato di cui si sospetta fosse l’obiettivo; già nel maggio scorso Sherzai era uscito indenne da un altro tentativo di omicidio con una bomba fuori dal suo ufficio a Jalalabad. La moschea era piena di migliaia di fedeli giunti per dare l’ultimo saluto a un comandante mujahedin e veterano della resistenza durante l’occupazione sovietica, Yunis Khalis, morto all’età di 87 anni. Khalis era uno dei comandanti che appoggiava il regime talebano mentre il governatore Sherzai ha combattuto contro gli ‘studenti di Dio’ nel tentativo di fermare la loro ascesa al potere nel 1996. L’attentato giunge nello stesso giorno in cui la Nato ha preso ufficialmente la guida delle missioni militari nel sud dell’Afghanistan subentrando al comando Usa. Sono 8.000 le truppe Isaf dispiegate nel sud: 3500 britanniche, le restanti canadesi e danesi e in minore parte statunitensi; il comando diretto delle operazioni è affidato alla Gran Bretagna. Nel fine settimana, riferiscono fonti militari, sono morti 50 miliziani in combattimenti con forze dell’esercito afgano e della coalizione internazionale nel distretto di Garmser, nella provincia di Helmand, e nella provincia di Uruzgan.

Ewigen
01-08-2006, 20:54
Passaggio di consegne dal comando Usa all’Isaf che ha assunto ufficialmente la responsabilità delle operazioni militari nel Sud. Una missione piena di incognite nella regione più turbolenta del Paese

Afghanistan, tocca alla Nato

[Avvenire] Da ieri è ufficiale: la Nato ha assunto la responsabilità delle operazioni militari nel sud dell'Afghanistan. Con tanto di cerimonia, svoltasi nella base militare di Kandahar, si è aperto un nuovo capitolo della missione nel Paese, considerato tra i più delicati dell'intera operazione: ripristinare la sicurezza in una regione nella quale la presenza statale è ridotta al lumicino e il mix di taleban, signori della guerra e uomini del narcotraffico impedisce di fatto la normalizzazione del Paese.
Il generale britannico David Richards, comandante delle truppe Isaf - che operano dal 2003 sotto la direzione della Nato -, non ha nascosto le difficoltà: «L'Afghanistan avrà senza dubbio bisogno della presenza di un contingente militare internazionale per tre, cinque anni». L'Isaf sostituisce le forze della coalizione americana Enduring freedom. Nelle 13 province in cui è presente, impegna 18.500 soldati provenienti da 37 Paesi diversi, otto mila solo nel sud. Entro la fine dell'anno si prevede l'estensione anche nell'est con un utilizzo totale di 23 mila militari. Parallelamente gli Stati Uniti continuano a dirigere la forza della coalizione internazionale (per il 90% composta da soldati americani), che è arrivata a contare 25 mila uomini, molti dei quali sono ora passati sotto il comando Nato.
Una missione che si preannuncia tutt'altro che facile. I taleban hanno «salutato» l'arrivo dell'Isaf con parole di fuoco: «Vi aspettano centinaia di attentati suicidi. Le nuove truppe - ha detto il mullah Dadullah, guida militari - sono un bersaglio facile». Il timore è che l'estensione della missione possa coincidere con una progressiva «irachenizzazione» della scena afghana. Già ieri si è registrato l'attacco in una moschea. Le tecniche di guerriglie assomigliano sempre più a quelle usate a Baghdad. Una bomba è stata piazzata su un'auto della polizia nella città di Jalalabad. Obiettivo dell'attacco il governatore della provincia orientale di Nangarhar, Gul Agha Sherzai, che è rimasto illeso. Ma le vittime sono state almeno otto. Nella moschea si erano radunati in migliaia in ricordo di un ex comandante partigiano nella lotta contro i sovietici morto la settimana scorsa.
I numeri danno le dimensioni del conflitto ancora in atto nel Sud e dei pericoli che minacciano la missione. I militari americani morti dall'inizio delle operazioni dal 2001 sono 257, 158 in «situazioni ostili». Quest'anno i civili afghani rimasti uccisi o feriti sono stati 600. L'operazione "Mountain Thrust", che ha visto impegnati 10mila uomini della coalizione guidata dagli Usa con l'appoggio delle forze afghane, è costata la vita a 600 taleban.

Ewigen
01-08-2006, 21:17
AFGHANISTAN 1/8/2006 9.53
DUE SOLDATI NATO UCCISI NEL SUD

Due soldati britannici del contingente della Nato sono stati uccisi oggi in un’imboscata nel sud dell’Afghanistan, un terzo è rimasto ferito e un quarto militare risulta disperso: lo si apprende da un comunicato della ‘Forza internazionale di assistenza e sicurezza’ (Isaf) che ieri ha assunto il comando nella zona sud del paese. Inizialmente non indicata, la nazionalità delle vittime è stata confermata da Londra, secondo cui anche il militare disperso sarebbe "presumibilmente morto". Uomini armati hanno aggredito una pattuglia a colpi di missili anticarro nel nord della provincia di Helmand intorno alle 07:30 ora locale. Nella provincia di Helmand sono di stanza circa 2.000 soldati britannici, ma sono operativi anche soldati di altri paesi. La missione internazionale - guidata dagli Usa fino a ieri - in questa zona è stata incapace di arginare le violenze delle milizie talebane. Lunedì, nel giorno del passaggio dalla coalizione a guida Usa alla Nato “per garantire sicurezza”, almeno otto persone erano morte a Jalalabad in un attentato provocato da’autobomba.

Ewigen
03-08-2006, 22:18
AFGHANISTAN 3/8/2006 9.39
QUARTO SOLDATO NATO MORTO NEL SUD IN POCHI GIORNI

Una bomba sul ciglio della strada ha investito un veicolo della Nato, uccidendo un soldato e ferendone un secondo, nella provincia meridionale di Kandahar. Sono quattro i soldati della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) – guidata dalla Nato che opera sotto mandato dell’Onu – morti da quando l’Alleanza atlantica lunedì scorso ha rilevato il controllo della sicurezza dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti nel sud del paese. Altri sei soldati erano morti nei mesi scorsi mentre la Nato era dislocata solo nel nella capitale, Kabul, e nel nord e ovest del paese. Ieri le forze di sicurezza afgane, con l’appoggio dell’aviazione dell’Isaf, hanno ucciso almeno 10 ribelli nel distretto di Garmser, nella provincia di Helmand, al confine con il Pakistan. In un’operazione simile, martedì erano morti altri 18 talebani. Il distretto di Garmser era stato brevemente occupato dagli stessi guerriglieri lo scorso mese e teatro di pesanti scontri la scorsa settimana; i talebani hanno intensificato la ribellione nel sud e nell’est del paese. Secondo recenti stime, più di 1700 persone sono morte dall’inizio dell’anno sia in attacchi della guerriglia sia nelle operazioni della coalizione. Intanto il presidente Hamid Karzai ha nominato cinque candidati, tra cui una donna, per occupare i posti di governo rimasti vuoti dopo che lo scorso aprile il Parlamento aveva respinto 25 precedenti proposte.

Ewigen
03-08-2006, 22:39
AFGHANISTAN 3/8/2006 18.11
AUTOBOMBA IN MERCATO NEL SUD

Almeno 21 morti, inclusi bambini, e 13 feriti è il bilancio provvisorio di un’autobomba guidata da un kamikaze fatta esplodere in un affollato mercato nel sud dell’Afghanistan; lo riferiscono le autorità locali. L’attentato è avvenuto a Panjwayi, 30 chilometri ovest da Kandahar, città già roccaforte dei talebani negli anni del loro governo. Non è chiaro se l’obiettivo fossero i civili o un convoglio della Nato che stava passando per Panjwayi, ma sembra che i mezzi militari della coalizione fossero a diverse centinaia di metri dal luogo dell’esplosione. L’attentato odierno è uno dei peggiori episodi di violenza con il coinvolgimento di civili da quando, dallo scorso autunno, sono riprese con maggiore intensità le attività di miliziani talebani e loro alleati nel sud dell’Afghanistan, cui è seguito recentemente l’avvio di una massiccia operazione militare da parte delle forze Isaf.

Ewigen
05-08-2006, 09:45
AFGHANISTAN 4/8/2006 9.43
ATTENTATO SUICIDA CONTRO FORZE NATO NEL SUD

Un attentatore suicida alla guida di un’autobomba ha scagliato il suo mezzo contro un convoglio di mezzi militari della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) – guidata dalla Nato che opera sotto mandato dell’Onu – a Kandahar, nel sud del paese, dove appena lunedì l’Alleanza Atlantica avava rilevato il controllo della sicurezza dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti, ‘Enduring Freedom’. Non è ancora chiaro se ci siano vittime tra i soldati, ma sono già sette i soldati dell’Isaf uccisi in appena cinque giorni: nella stessa provincia di Kandahar, ieri sono morti quattro soldati canadesi e almeno 10 sono stati feriti in tre diversi attentati attribuiti ai guerriglieri talebani, mentre tre militari britannici erano morti martedì in un’imboscata. Ventuno civili hanno inoltro perso la vita ieri quando, nel distretto di Panjawi della stessa provincia un’autobomba diretta contro un convoglio della Nato è esplosa invece in un bazar. Intanto oggi vi è stato un nuovo sconto a fuoco a Kabul: un gruppo di miliziani ha attaccato un posto di blocco dell’esercito afgano a Qalai Haydar Khan, nella zona ovest della capitale e un aggressore è morto.

Ewigen
05-08-2006, 09:59
AFGHANISTAN 5/8/2006 6.51
LE SCUOLE NEL MIRINO DEI MILIZIANI

Sempre più spesso le scuole diventano il bersaglio dei miliziani afgani, costringendo il paese a fare clamorosi passi indietro nella garanzia dei diritti all’infanzia. Lo denuncia l’Unicef che dall’inizio di quest’anno ha contato 11 esplosioni e 50 incendi contro scuole, a cui vanno aggiunte 37 minacce: un bilancio sei volte maggiore del 2005. Ciò che è più grave, e che negli attacchi hanno perso la vita sei bambini. “Con tutto quello che hanno dovuto passare i bambini afgani, esporli a queste violenze in luoghi che considerano sicuri è un fatto che fa inorridire” ha detto il portavoce dell’Unicef, Patric McCormick, presentando i dati. L’aggravarsi della situazione di sicurezza nelle quattro province meridionali, dove studenti e insegnanti subiscono continue minacce e pressioni, ha lasciato senza scuola più di 100.000 bambini dopo che gli istituti scolastici hanno preferito interrompere le lezioni. A titolo di esempio, poco più due settimane fa nel distretto di Wazikhah nella provincia di Paktika, nel sudest dell’Afghanistan, sospetti talebani hanno collocato una bomba in una scuola elementare (vuota) distruggendo quattro aule. La preoccupazione dell’Unicef è che l’ostilità contro le scuole pubbliche, e in particolare contro l’insegnamento alle bambine, possa compromettere il progressi finora fatti. Nel marzo 2002, 1,5 bambini afgani erano tornati a scuola e sono diventati 5,1 milioni nel dicembre del 2005, di cui 1,5 milioni bambine, queste ultime del tutto escluse dalla scuola all’epoca del regime dei talebani

Ewigen
07-08-2006, 23:03
AFGHANISTAN 7/8/2006 19.21
ONU RIBADISCE IMPEGNO, NONOSTANTE CRISI IN MEDIO ORIENTE

Il segretario generale dell’Onu Kofi Annan e ogni delegato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite hanno ribadito il loro impegno “nelle priorità afgane durante questi tempi conflittuali e difficili”: lo ha detto Tom Koenigs, rappresentante speciale del segretario generale dell’Onu per l’Afghanistan e capo della locale Missione d’assistenza dell’Onu (Unama), rispondendo a quei cittadini afgani “allarmati dalla situazione per molte ragioni, tra cui la crisi in Libano e la possibilità che l’attenzione internazionale si disinteressi dell’Afghanistan”. La comunità internazionale – ha aggiunto Koenigs – “è consapevole che molto è stato fatto ma che per l’Afghanistan è necessario un supporto continuo, e persino un supporto ulteriore”. La dichiarazione giunge all’indomani di un attacco in tarda nottata dei ribelli – che non ha provocato né danni né vittime – contro la principale base nei pressi di Kandahar della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), guidata dalla Nato che opera sotto mandato dell’Onu, che il 30 luglio ha rilevato il controllo della sicurezza dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti nel sud del paese. Da allora nove soldati dell’Isaf sono morti: l’ultimo, un soldato britannico, è stato ucciso ieri durante un combattimento nel distretto di Musa Qala, nella provincia meridionale di Helmand. Nella stessa zona, nel corso del fine settimana, le forze di sicurezza afgane e britanniche hanno ucciso almeno 17 ribelli.

Ewigen
08-08-2006, 11:12
8 Agosto 2006
AFGHANISTAN
Kabul, è lotta contro alcol e prostituzione, vizi “importati dall’Occidente”

Nella capitale, dove forte è la presenza straniera, le autorità stringono la morsa: raid in ristoranti e locali, arrestate 100 donne cinesi. Intanto la proposta di ristabilire la polizia religiosa accende un vivace dibattito nella classe politica.

Kabul (AsiaNews) – Il governo afghano di Hamid Karzai sembra ben intenzionato a reprimere i cosiddetti “vizi importati dall’Occidente”, come alcolismo e prostituzione. Dopo la proposta di ristabilire la polizia religiosa, di talebana memoria, le autorità stanno intensificando i raid contro ristoranti e negozi, sospettati di vendere alcool agli abitanti di Kabul. Dozzine di locali sono stati perquisiti e migliaia di bottiglie distrutte. Dopo le incursioni della polizia, criticate da alcuni funzionari Onu e diplomatici stranieri, numerose attività hanno scelto di chiudere per paura o registrano un forte calo della clientela di ogni nazionalità. Nel mirino anche la prostituzione: i media locali parlano dell’arresto di 100 donne cinesi, ritenute colpevoli di prostituzione; sette di loro sono state già espulse all’inizio di agosto. “Siamo tutti spaventati – dice Hashmat, che dirige un ristorante italiano – non è giusto, non è più il tempo dei talebani, ma della democrazia”.

Secondo gli analisti, l’iniziativa del governo centrale è in buona parte motivata dalle pressioni interne esercitate dai religiosi islamici e dalla propaganda talebana, che accusano il nuovo governo di volere un Paese non–islamico e filo occidentale.

Intanto attende di essere discussa in Parlamento la proposta di ristabilire la polizia religiosa, il famigerato Dipartimento per la prevenzione del vizio e la promozione della virtù. L'idea ha già suscitato sdegno e preoccupazione a livello internazionale ed ha acceso un vivace dibattito all’interno della stessa classe politica e della società civile afghana.

Le opinioni sono diverse. La deputata Shukaria Barakazi ammette: “È molto difficile per la gente di qui parlare contro il Dipartimento del vizio e della virtù, ma io lo vedo solo come un passo verso il ritorno degli estremisti”. “Se vogliono fare qualcosa contro la corruzione, o la violenza domestica, bene - conclude - ma non ho bisogno di qualcuno che decida se sono una buono musulmana o no. Io voterò contro”. Mir Ahmad Joyenda, parlamentare a Kabul, ricorda che “l’Afghanistan è un Paese islamico, la nostra Costituzione è islamica, non si possono fare leggi che vadano contro l’Islam. Quindi non c’è bisogno del Dipartimento”.

Il conservatore Qari Rahmatullah, invece, ritiene che sia dovere di ogni Stato islamico possedere un organo del genere, che “indirizzi la popolazione al bene e la distolga dal male”. Allo stesso tempo, però, il deputato auspica che il Dipartimento non utilizzi gi stessi “brutali mezzi” del regime talebano. But Zabihullah, 25 anni venditore di telefonia mobile, è favorevole al Dipartimento: “Bevo alcool e se ai negozi verrà impedito di venderlo, finalmente potrò smettere”.

Ewigen
08-08-2006, 16:58
Afghanistan: rischio per italiani
007, a Kabul e Herat possibili attacchi suicidi (ANSA)

Livello di rischio 'significativo' per gli italiani presenti in Afghanistan, sia a Kabul che ad Herat. E la minaccia potrebbe arrivare anche da attacchi suicidi. La valutazione e' dell'intelligence italiana. Il rapporto dei servizi parla di 'possibile intensificazione dell'attivita' terroristica nei confronti di personale ed interessi della Coalizione internazionale e di Isaf, con conseguente maggiore esposizione anche del contingente italiano.

Ewigen
08-08-2006, 19:34
Afghanistan: italiani vanno a sud
Castagnetti, comandante Isaf dovra' prima chiedercelo

'Siamo contenti che gli italiani parteciperanno all'operazione Isaf nel sud Afghanistan'. Lo ha detto il ministro della difesa afghano, Vardak. Il ministro ha spiegato alla delegazione di parlamentari italiani in visita a Kabul che 'dopo quattro mesi gli italiani prenderanno il comando di quella regione'. Il comandante del Coi, Castagnetti, ha chiarito: 'Il comandante di Isaf puo' disporre l'impiego delle nostre forze a sud, ma deve prima chiederlo a noi, che entro 72 ore risponderemo'.

Ewigen
08-08-2006, 19:35
Afghanistan: Karzai,grazie italiani
Con agli aiuti c'e' una prospettiva di sviluppo

Secondo il presidente Hamid Karzai l'Afghanistan ha bisogno dell'aiuto dell'Italia e della Comunita' internazionale per risollevarsi. Il presidente afghano lo ha riferito alla delegazione delle commissioni Difesa di Camera e Senato ricevuta al palazzo presidenziale di Kabul. Karzai ha ricordato la storica amicizia che lega i due paesi sottolineando che se i bambini vanno a scuola e c'e' una prospettiva di sviluppo e' merito dell'aiuto dell'Italia e della comunita' internazionale.

Ewigen
08-08-2006, 19:36
Parisi smentisce ministro afghano
Italiani al Sud? Affermazioni infondate

Il ministro Parisi smentisce le affermazioni del suo omologo afghano in merito a una partecipazione degli italiani a operazioni al Sud. 'Le affermazioni - ha detto - sono prive di ogni fondamento sia per quel che riguarda il presente che il futuro'. In precedenza, i presidenti delle Commissioni difesa di Camera e Senato, Pinotti e De Gregorio, avevano precisato: 'Il Parlamento ha votato in maniera chiara la missione in Afghanistan con la presenza dei nostri militari a Kabul e Herat'.

Ewigen
08-08-2006, 19:42
Parisi smentisce ministro afghano
Italiani al Sud? Affermazioni infondate

Il ministro Parisi smentisce le affermazioni del suo omologo afghano in merito a una partecipazione degli italiani a operazioni al Sud. 'Le affermazioni - ha detto - sono prive di ogni fondamento sia per quel che riguarda il presente che il futuro'. In precedenza, i presidenti delle Commissioni difesa di Camera e Senato, Pinotti e De Gregorio, avevano precisato: 'Il Parlamento ha votato in maniera chiara la missione in Afghanistan con la presenza dei nostri militari a Kabul e Herat'.

8 agosto 2006 18.09
ROMA
AFGHANISTAN: PARISI, ITALIANI A SUD? AFFERMAZIONI INFONDATE

[Avvenire] Sono state smentite le affermazioni del ministro della Difesa afghano Abdul Rahim Wardak che nel pomeriggio aveva affermato: "Siamo contenti che le forze italiane prenderanno parte al Comando regionale nel Sud dell'Afghanistan e
che dopo quattro mesi prenderanno il comando di quella regione".

Le prime reazioni sono arrivate dai presidenti delle Commissioni difesa di Camera e Senato, Roberta Pinotti e Sergio De Gregorio: "Quella del ministro della Difesa afghano, Abdul Rahim Wardak, è una legittima aspettativa che però non verrà accettata perchè il Parlamento ha votato in maniera chiara e incontrovertibile la missione in Afghanistan alle stesse condizioni e cioè con la presenza dei nostri militari a Kabul e Herat".

Precisazioni anche dal ministro della Difesa, Arturo Parisi: "Come ha immediatamente chiarito il generale Castagnetti, le affermazioni del ministro della Difesa afgano in riferimento ad un nostro impegno nel Sud dell'Afghanistan sono prive di ogni fondamento sia per quel che riguarda il presente che il futuro".
nostro contingente è infatti impegnato e autorizzato ad operare negli stessi limiti geografici e operativi che hanno finora definito il suo ambito di intervento. Qualora dovessero determinarsi situazioni straordinarie che richiedessero l'intervento fuori area esse dovrebbero essere sottoposte caso per caso dal comando dell'Isaf al Governo italiano nella persona del Ministro della Difesa, con l'accordo che la risposta relativa alla eventuale autorizzazione sarà data nell'arco di 72 ore".

Ewigen
09-08-2006, 11:59
AFGHANISTAN 9/8/2006 11.27
CONTINUANO COMBATTIMENTI NEL SUD

Combattimenti nella provincia del Nuristan, al confine con il Pakistan, hanno provocato 12 vittime tra i miliziani talebani e il ferimento di un soldato statunitense e di uno afgano; lo riferiscono oggi fonti del comando della coalizione internazionale in Afghanistan precisando che si è trattato di un’imboscata dei “nemici estremisti” avvenuta ieri. Intanto il primo ministro australiano John Howard ha annunciato il prossimo invio di altre 140 truppe australiane per difendere i 240 tecnici e operatori mandati questo mese nel sud del paese per un progetto di ricostruzione. Howard ha detto che la situazione di sicurezza in Afghanistan sta diventando sempre più pericolosa e che il personale australiano lì inviato ha bisogno di maggiore protezione. Attualmente l’Australia è presente in Afghanistan con 200 soldati delle forze speciali e 110 truppe di fanteria.

Ewigen
09-08-2006, 20:03
Afghanistan: taleban uccidono spie
Vittime madre e figlio, i loro corpi appesi a un albero

Accusati di essere spie di truppe straniere in Afghanistan, madre e figlio sono stati uccisi da guerriglieri taleban. I loro corpi poi sono stati appesi a un albero. Il vice governatore Amir Mohammad Paktin ha parlato di 'un gesto brutale': i taleban uccidono i civili che rifiutano di dare ai loro guerriglieri loro rifugio e cibo. E' stato invece liberato, in un raid nella provincia di Ghazni, l'ingegnere libanese rapito a luglio e noto come Khalid.

Ewigen
11-08-2006, 12:54
«Afghanistan, al Sud solo se inevitabile»

[Avvenire] «Il ministro della Difesa potrà disporre l'invio dei militari italiani nel Sud dell'Aghanistan, ma solo per interventi eccezionali, non per fare la guerra ai talebani». Così, Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa del Senato, commenta le dichiarazioni di Abdul Rahim Wardak, ministro della Difesa del governo di Kabul, sull'allargamento a sud della missione italiana in Afghanistan, regione dove anche ieri gli scontri tra polizia e guerriglia Taleban hanno provocato 20 morti. L'ipotesi, smentita da Arturo Parisi, titolare in Italia del dicastero della Difesa, sembra invece essere stata confermata, ieri, dallo stesso presidente afgano, Hamid Karzai, nel corso di una telefonata a Guastavo Selva, senatore di An e membro della commissione Difesa. «Karzai mi ha confermato - ribadisce Selva - che se la Nato deciderà così, gli italiani andranno al Sud». Sull'importanza di seguire le direttive Nato, è tornato anche l'ex ministro della Difesa, Antonio Martino, che in un'intervista a "La Stampa", dopo aver spiegato che per i militari «nel Sud le regole d'ingaggio non possono che essere "combat"», ha avvertito: «Se la Nato ci chiedesse di andare a Sud, e noi ci rifiutassimo, potrebbe essere a rischio la nostra partecipazione all'Alleanza». Pesante è la replica dell'ulivista Franco Monaco: «Fa la caricatura della nostra politica estera». Alla luce del nuovo allarme attentati, poi, per l'Afghanistan Francesco Cossiga, ex presidente della Repubblica, chiede a Parisi «più chiare parole di disimpegno».

Ewigen
12-08-2006, 10:22
Afghanistan: 3 soldati uccisi
Altri due militari feriti

(ANSA) - KABUL, 11 AGO - Tre soldati della coalizione internazionale sono stati uccisi stasera in scontri con gli estremisti taleban nel nord-est dell'Afghanistan. Lo ha reso noto un comunicato della coalizione, guidata dagli Stati Uniti. Nel corso degli scontri, avvenuti nel distretto di Waygal, nella provincia del Nuristan, altri due soldati sono stati feriti. L'identita' e la nazionalita' delle vittime non e' stata resa nota.

Ewigen
13-08-2006, 23:38
NATO to redeploy forces in south to tackle insurgents more effectively

KABUL(Worldnews 13 August 2006) - NATO will redeploy its forces in southern Afghanistan so it can take the fight to Taleban and other insurgents more effectively, a spokesman said Sunday.

British Lieutenant-General David Richards, commander of NATO’s International Security Assistance Force (ISAF), ‘intends to rebalance his forces, replacing some ISAF soldiers with Afghan security forces at static defendable locations,’ ISAF spokesman Toby Jackman told a press conference.
He denied media reports of a ‘retreat’ by the force, and also denied reports of a planned major offensive involving thousands of troops.
‘General David Richards has no plans to withdraw troops from the south,’ Jackman said.
The aim is to bring back soldiers assigned to guard public buildings in some districts so they can fight insurgents more effectively.
British newspapers have reported problems encountered by British troops in maintaining an adequate presence in advance positions in Helmand province,where they face severe and sometimes daily attacks in some districts.
Some politicians and experts have called for reinforcements to relieve a contingent exhausted by the severity and frequency of combat in southern Afghanistan. London is sending 900 extra soldiers to Helmand.
‘The Afghan security forces will continue to receive very strong support from ISAF at static locations but this rebalancing will release more mobile ISAF forces to continue to take the initiative against the insurgents,’ Jackman said.
He would not give details of the redeployment across the south, where NATO on July 31 took command of operations from the US-led coalition.
Jackman said the redeployment would help achieve Richards’s main objective, the creation of secure zones where government agencies and NGOs can work on development.
‘This plan is in direct support of, and will complement, the government’s concept of Afghan development zones,’ he said.
NATO has 21,000 troops in Afghanistan, of whom more than half are deployed in the south. Since taking over in the south ISAF has lost 13 soldiers, nine of them in combat.

Ewigen
14-08-2006, 11:50
Bomba a Kabul, feriti 4 uomini Nato
Ordigno posto su una bicicletta, un altro disinnescato

(ANSA) - KABUL, 14 AGO - Quattro soldati francesi della Nato e tre civili afghani sono rimasti feriti da una bomba esplosa a Kabul, nel quartiere di Khair Khana. L'ordigno, piazzato su una bicicletta, e' esploso al passaggio di un convoglio medico di assistenza alla popolazione, ha precisato il colonnello francese Jacky Fouquereau, portavoce dell'Isaf. Una seconda bomba e' stata scoperta nei paraggi e disinnescata.

kaioh
15-08-2006, 12:22
Afghan Violence Leaves at Least 18 Dead


KABUL, Afghanistan (AP Tuesday August 15, 2006 ) - Insurgents targeted NATO patrols with bicycle-rigged bombs that wounded four alliance soldiers Monday, while gunbattles and a suicide bombing killed 12 suspected militants and six policemen across southern Afghanistan.
The latest fighting comes amid Afghanistan's deadliest surge in violence since U.S.-led forces toppled the Taliban regime in late 2001 for harboring Osama bin Laden. Southern and eastern provinces have witnessed most of the ambushes, suicide bombings and military operations since early this year.
But Monday's bombing in the capital, which is patrolled by thousands of NATO-led troops, may signal a new phase in insurgent plans to attack targets in Kabul, which has so far been largely spared from violence.
In Kabul, a bomb rigged to a bicycle exploded as a NATO patrol passed, slightly wounding four French soldiers, France's Defense Ministry said. Three civilians also were wounded, officials said. A second bomb found at scene in the northern neighborhood of Khayrkhana was disarmed.
Another bomb-rigged bicycle blew up as a NATO vehicle passed on a main road near a U.N. office in the capital, an Interior Ministry spokesman said. The bomb exploded prematurely and caused no damage or casualties, he said, adding a suspect had been arrested.
Meanwhile, a clash in the mountains of southern Helmand province left 11 suspected Taliban and two policemen dead, said deputy provincial governor Amir Mohammed Akhunzada. One policeman was wounded and three militants were arrested.
Insurgents killed four more police officers who were racing to help a local official ambushed by militants in the southeastern Ghazni province, said Abdul Ali Fakuri, spokesman for the provincial governor.
The militants stole one police vehicle and the weapons of the slain policemen during the clash in the Giro district, Fakuri said.
Other Afghan and U.S.-led coalition forces rescued the district government chief, who was unharmed, Fakuri said.
In neighboring Paktika province, a suicide car bomber in a taxi targeted Afghan troops shopping in a bazaar, wounding six soldiers and one civilian, a provincial spokesman said. The bomber drove to within 40 meters of the soldiers in Barmal district before his vehicle exploded.
A would-be suicide bomber on a bicycle also attacked a police pickup truck in central Logar province, wounding only himself and causing no other casualties, said the provincial police chief. The police vehicle was damaged and the militant arrested.

Ewigen
15-08-2006, 12:25
UN report: Violence against women widespread, unreported in Afghanistan


KABUL (AP Tuesday, August 15, 2006) - Violence against women in Afghanistan is widespread and mainly happens inside victims' homes, according to a UN survey released Monday.
The survey, conducted between January 2003 and July 2005, paints a bleak picture for women who undergo physical, sexual and psychological violence in this conservative, Islamic country, which has long been wracked by violence and where women have considerably fewer rights than men.
The survey warned that domestic violence against women is "hugely under-reported" because of the stigma attached to it.
"Acts of violence (against women) are happening with impunity," said the report, conducted by the UN Development Fund for Women, or UNIFEM. "It appears that the government, communities and families are not doing enough to prevent violence against women."Under the hardline Taliban regime, which was toppled in late 2001, women were unable to vote, receive education or be employed. In recent years, some gains for Afghan women have been made, including the right to cast ballots and run for parliament, but women are often still regarded as second-class citizens.

Ewigen
15-08-2006, 16:48
Afghanistan: ucciso membro Al Qaida
In altro attacco taleban rivendicano uccisione 5 poliziotti

(ANSA) - KABUL,15 AGO - Scontri e attacchi nel sud dell'Afghanistan: soldati della coalizione hanno ucciso un membro di al Qaida nella provincia di Khost (sud-est). I taleban invece hanno attaccato e ucciso cinque poliziotti, nella provincia di Farah (sud ovest). L'operazione contro al-Qaida e' partita all'alba a Yaqubi, rende noto un comunicato dell'esercito americano. 'Obiettivo era catturare un intermediario noto di al Qaida. Arrestati amnche 13 terroristi'.

Ewigen
17-08-2006, 00:06
al-Qaida Havens Raided in Afghanistan

KABUL (Associated Press) - U.S. and Afghan forces raided compounds suspected of being al-Qaida sanctuaries in southeastern Afghanistan on Wednesday, seizing weapons and explosives and arresting eight people, the U.S. military said.
Insurgents attacked a Canadian base in southern Afghanistan with mortars, wounding six soldiers, a Canadian military spokesman said.
Insurgents also killed one policeman, and wounded another in an attack on a checkpoint in central Afghanistan, an official said.
The compounds targeted in the pre-dawn U.S. and Afghan raids near the villages of Paru Kheyl and Jabeh in the Yaqubi district of Khost province were believed to be sanctuaries for ``al-Qaida facilitators,'' according to a military statement.
``Credible intelligence linked the targeted terrorists to assisting foreign fighters and plotting improvised explosive device attacks against Afghan and coalition forces in Khost province,'' the statement said.
Weapons, explosives and communications equipment were found during the searches, it added.
Those captured were being questioned to determine their identities and ``their level of involvement in known terrorist activities,'' the statement said.
In a similar operation in the same district Tuesday, U.S. and Afghan forces seized bomb-making materials and killed a suspected al-Qaida operative and arrested 13 other suspects.
In that raid, most people inside the compound complied with the troops' request that they surrender, but a militant disguised as a woman resisted arrest and was shot dead, said Col. Tom Collins, the chief U.S. military spokesman.
More than 60 women and children were inside the compound at the time of the operation, he said.
The attack on the Canadians occurred in Zhari district in southern Kandahar province Tuesday, but none of the soldiers' injuries was life-threatening, said Capt. Edward Stewart, a Canadian military spokesman.
Seven Canadian troops have been killed in the area since NATO-led troops took control of security from the U.S.-led coalition on Aug. 1 in Afghanistan's insurgency-wracked southern provinces.
U.S. and NATO forces have stepped up operations along Afghanistan's eastern and southern borders with Pakistan, where wanted al-Qaida fugitives are believed to be at large along with allies from the toppled Taliban regime and other Islamic extremists.
Afghanistan is suffering its deadliest bout of violence since the hard-line Taliban regime was ousted in late 2001.
The United Nations said in a statement that the U.N. mission to Afghanistan opened a new regional office in the south Wednesday to coordinate development efforts there.
The office in the town of Qalat in Zabul province should allow the U.N. to ``play a key coordination role, to improve its links with local networks and to encourage increased development for local communities in the area,'' the statement said.
The U.N. Assistance Mission to Afghanistan has eight other regional offices throughout the country. The Zabul office is the second in the south, where few foreign aid workers now operate.

Ewigen
17-08-2006, 13:27
AFGHANISTAN 17/8/2006 13.01
ATTENTATI SUICIDI CONTRO FORZE NATO E AFGANE NEL SUD

[MISNA] Un soldato della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) – guidata dalla Nato che opera sotto mandato dell’Onu – e otto poliziotti afgani sono stati feriti in due attentati suicidi in due province meridionali. Il primo agguato è avvenuto nei pressi della città di Kandahar nell’omonima provincia, dove un attentatore suicida a bordo di un auto si è fatto esplodere contro un convoglio della Nato e dell’esercito afgano ferendo almeno un soldato della forza internazionale. Il secondo è avvenuto qualche ora dopo nella vicina provincia di Oruzgan: un kamikaze è riuscito a infiltrarsi in una caserma della polizia prima di farsi esplodere ferendo otto poliziotti e uccidendo se stesso. Ieri nella provincia meridionale di Kandahar, nel distretto di Panjwai – dove i combattimenti vanno avanti con ritmo intermittente fin dal maggio scorso – sette soldati canadesi erano stati feriti, mentre un numero imprecisato di soldati afgani erano rimasti uccisi in seguito all’attacco a colpi di mortaio contro una base Nato; otto presunti ribelli sarebbero stati arrestati in un raid nella provincia meridionale di Khost. Dall’inizio dell’anno, nel sud del paese, le azioni dei guerriglieri talebani sono le più numerose e più violente da quando il regime è stato rovesciato verso la fine del 2001. Perciò lo scorso 31 luglio, oltre 10.000 soldati di 37 nazionalità dell’Isaf sono stati dislocati nelle province meridionali – e in particolare in quelle di Kandahar, Helmand e Oruzgan – rilevando il controllo della sicurezza dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti, ‘Enduring Freedom’.

Ewigen
17-08-2006, 16:50
Afghanistan: record papavero oppio
La superficie coltivata aumentata del 44% rispetto al 2005

(ANSA) - KABUL, 17 AGO - Quest'anno in Afghanistan la superficie coltivata a papavero da oppio e' aumentata del 44% rispetto al 2005. Secondo fonti della sicurezza occidentale le piantagioni di papavero,da cui si estrae l'oppio che serve da base per produrre eroina e morfina,hanno raggiunto i 150.000 ettari contro i 104.000 del 2005.Se le cifre fossero confermate sancirebbero il fallimento del programma di Kabul(col sostegno Usa-Gb)per promuovere lo sradicamento delle colture di papavero.

Ewigen
17-08-2006, 17:15
AFGHANISTAN: NEW SUPREME COURT COULD MARK GENUINE DEPARTURE

EurasiaNet

Parliament’s recent approval of a new chief justice and eight other members of the Supreme Court could mark a notable step on the road to long-term stability and a democratic society.

While Afghanistan has flirted with real and "kangaroo" parliaments in the past, genuine power has historically been held by the executive -- represented by kings, presidents, and commanders of the faithful. However, with few exceptions, the executive branch has had to walk a fine line with the judiciary, a branch that remained to varying degrees independent or even at odds with the executive branch.

The judiciary -- formally or informally -- also assumed the role of safeguarding Islamic values and character. This prerogative became more entrenched after the communist takeover in 1978 and the invasion of Afghanistan by the Soviet Union a year later.

A Break with Precedent

During the period of resistance to Soviet forces and their surrogates in Kabul, the elements who traditionally controlled and represented Afghanistan’s judiciary became a vanguard of the struggle.

In 1992, those same elements took power in the capital, seemingly placing the executive and judiciary branches in the hands of a single group of people: They were the judges and the court functionaries, the ulama (mullahs), the clergy, and important hereditary religious families. Those groups have traditionally preserved their power bases and legitimacy by steering the Islamic sensibilities of the Afghan public in a highly conservative -- and unwavering -- direction.

To date, Afghanistan’s judiciary has remained mostly in the hands of men from conservative religious circles. Since the fall of the Taliban regime in late 2001, conservative circles have been in firm control of the judiciary, most notably the Supreme Court.

The importance of the Supreme Court is boosted by the abysmal state of Afghanistan’s formal judicial system. That situation has resulted in increased involvement for the Supreme Court in even minor legal aspects of the country’s development.

Moreover, the Supreme Court as envisaged in the constitution holds tremendous power over lower courts -- all the way down to district courts. That authority extends all the way to judicial appointments and directives on points of law.

Ray of Hope?

The makeup of the Supreme Court sworn in on August 5 is based less than its predecessor on strong ties to past Islamist governments and to prominent Afghans.

This new court is headed by Abdul Salam Azimi. Azimi is a moderate technocrat with experience in law and education not only in Afghanistan but also in Pakistan, the Middle East, and the United States. He was also among the main drafters of the country’s current constitution.

The other eight justices (Mohammad Qasem Hashemzai; Abdul Rashid Rashed; Gholam Nabi Nawai; Bahuddin Baha; Zamen Ali Behsudi; Mohammad Qasem; Mohammad Alim Nasimi; and Mohammad Omar Barakzai) include highly educated technocrats with seemingly moderate views and no obvious ties to conservative Islamist circles. The average age of new members is under 62, with the oldest member (Behsudi) 70 years old and the youngest (Nawai) 46.

Critics accused the previous court of allying itself with conservative elements in the National Assembly in an effort to systematically challenge Afghanistan’s generally reform-mined executive branch.

The new court is more likely to seek to establish itself as a contributor to stability. Its justices are arguably more disposed to safeguarding the Islamic character of Afghanistan as enshrined in the constitution while allowing gradual reforms within legal limits.

They might also be expected to seek to respect Afghan traditions while trying not to perpetuate reactionary measures that might impede a march to democracy.

The Afghan Constitution adopted in January of 2004 creates the judiciary branch as an organ of the state independent of the other two branches -- executive and legislative.

Chief Justice Azimi and his new colleagues on the bench face a daunting task. They will certainly be tempted to reeducate Afghanistan’s judiciary branch from top to bottom. But they will also be expected to work to prevent the various centers of power in Afghanistan -- both formal and informal -- from grinding progress to a halt.

Ewigen
18-08-2006, 02:20
AFGHANISTAN 17/8/2006 20.21
GRUPPO DI MEDICI RAPITO NEL SUD, AEREO STATUNITENSE UCCIDE POLIZIOTTI AFGANI


[MISNA] Almeno 15 tra medici e infermiere diretti a un campo profughi nella regione meridionale di Kandahar sono stati rapiti da ignoti mentre su un minivan erano diretti a un campo profughi nel distretto di Zhela; lo ha denunciato il direttore del dipartimento per i rifugiati di Kandahar, Aga Jan Nazari, il quale aggiunge che nessuno ha finora rivendicato il sequestro. Fonti del ministero della Salute di Kabul sostengono che le persone rapite sono 20, incluso l’autista e 5 donne. Intanto nella provincia di Paktika, nel sudest del paese, una bomba sganciata da un aereo statunitense ha ucciso 12 agenti della polizia di frontiera e ne ha feriti altri 2; tra le vittime anche il comandante del gruppo. Lo ha detto il governatore della provincia di Paktika. Secondo la ricostruzione del capo della polizia locale, i poliziotti facevano parte di un’unità di pattuglia lungo la frontiera afgana e si stavano dirigendo dalla provincia di Paktia a quella di Paktika, quando l’aereo statunitense li ha bombardati. Il comando della coalizione militare ha confermato che “si è verificato un incidente” e ha aperto un inchiesta.

Ewigen
19-08-2006, 10:04
AFGHANISTAN 19/8/2006 5.33
INCURSIONE AEREA AMERICANA UCCIDE 10 AGENTI DI FRONTIERA

[MISNA] Erano agenti della polizia di frontiera e non insorti i 10 uomini uccisi da un’incursione aerea Americana nella provincia sudorientale di Paktika. “Respingo talmente quello che la coalizione afferma – ha detto il vice-capo della polizia di frontiera generale Abdul Rahman precisando che “tutte le dieci vittime erano agenti molto abili e attivi”. Dalla scorsa primavera, l’Afghanistan sta attraversando il periodo più letale e violento dall’autunno 2001 quando gli Stati Uniti decisero di scatenare in quel paese la cosiddetta guerra al terrorismo dopo il tragico 11 settembre di quell’anno a New York. Nessuna stima ufficiale o attendibile delle vittime di questi ultimi mesi è nota, ma ormai da molte settimane è un continuo stillicidio di notizie, provenienti soprattutto dal sud del paese ma non solo, relative all’uccisione o al ferimento di forze della coalizione, di insorti (ritenuti di solito ‘talebani’) e di civili. Furono almeno 13 in aprile, in un singolo episodio, i civili che persero la vita durante scontri tra forze della coalizione e insorti. Forse anche perché la sua credibilità è più corrosa che mai, il presidente Hamid Garzai - installato in pratica dagli americani, già in passato soprannominato ‘il sindaco di Kabul’ per lo scarso raggio della sua autorità – si è detto ieri “scioccato e arrabbiato” per l’uccisione degli agenti di frontiera e ha esplicitamente condannato l’incursione statunitense esigendo che episodi analoghi non si ripetano.

Ewigen
20-08-2006, 13:28
Afghanistan: uccisi decine taleban
Scontri tra ribelli e truppe governative

KANDAHAR (ANSA), 20 AGO - Decine di taleban sono stati uccisi in una battaglia nella provincia afgana di Kandahar tra ribelli e truppe governative. A secondo delle fonti le vittime vanno da 45 a 70. Lo scontro, come rivelano fonti Nato e afgane, e' avvenuto nella notte tra sabato e domenica in un mercato del distretto di Panjwayi, a una trentina di chilometri da Kandahar. Anche alcuni poliziotti afgani sono stati feriti e uccisi. Nulla si sa su eventuali vittime civili.

Ewigen
21-08-2006, 13:31
AFGHANISTAN 21/8/2006 8.59
NEL SUD, UN FINE SETTIMANA DI SCONTRI E DI SANGUE

[MISNA] E' stato un'altro fine settimana di sangue in Afghanistan: ieri un soldato inglese é stato ucciso e altri tre sono rimasti feriti oggi in uno scontro con un gruppo di "insorti" nella provincia meridionale di Helmand, a cui avrebbero partecipato anche aerei dell'Isaf, la forza della Nato in Afghanistan. Ignota l'entità delle perdite tra i ribelli. Nella notte tra sabato e domenica, in un mercato del distretto di Panjwayi, a circa 30 chilometri da Kandahar, in uno scontro a quanto pare molto più massiccio, sono stati uccisi o feriti alcune decine di insorti (tra 45 e 70 secondo le fonti) ma anche un numero imprecisato di uomini dell'altro fronte e di civili. Allo scontro cominciato tra presunti talebani e agenti di polizia hanno successivamente partecipato anche l'esercito afghano e forze aeree della Nato. Nello stesso mercato il 3 agosto un kamikaze aveva fatto 21 vittime.

Ewigen
21-08-2006, 15:53
Afghanistan: uccisi 3 poliziotti
Due nuovi attacchi in province di Helmand e Zabul

(ANSA) - KANDAHAR, 21 AGO - Tre poliziotti afghani sono morti per una bomba esplosa al passaggio del loro veicolo nella provincia di Helmand, in Afghanistan. Lo ha annunciato il portavoce della provincia. Un'altra esplosione ha coinvolto una pattuglia della polizia afghana nella provincia di Zabul, piu' a est. Il capo della polizia del distretto ha specificato che in questo secondo attacco non ci sono state vittime. Con un messaggio telefonico un portavoce dei Taleban ha rivendicato i 2 attentati.

Ewigen
22-08-2006, 10:44
AFGHANISTAN 22/8/2006 6.09
NUOVA CAMPAGNA DI VACCINAZIONE, DOVE C’È GUERRA C’È PIÙ POLIO

[PIME] Vaccinare contro la poliomielite 7 milioni di bambini afgani sotto i 5 anni è l’obiettivo dell’ultima campagna sanitaria lanciata dalle autorità di Kabul, dopo un’inquietante aumento dei casi. Nella campagna, della durata di tre giorni, sono coinvolti 45.000 tra operatori sanitari e volontari in tutte le province del paese. Dall’inizio dell’anno si sono ammalati della grave malattia infettiva 26 bambini rispetto ai 9 del 2005. L’impennata dei nuovi casi riguarda in grande maggioranza le regioni del sud del paese dove va peggiorando la situazione di sicurezza e si susseguono azioni militari e terroristiche. La provincia di Kandahar è la più colpita con 14 casi, seguita dalla provincia di Helmand con 6. La poliomielite è ricomparsa anche nelle province di Uruzgan e Zabul con rispettivamente due e un caso. Un contagiato anche nella provincia di Farah, ritenuta relativamente stabile. Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, nel 2005 i malati di poliomielite nel mondo sono stati 1.880.

Ewigen
22-08-2006, 15:45
Afghanistan: attacco taleban a Isaf
Uccisi 9 militanti e feriti due soldati canadesi

(ANSA) - KANDAHAR, 22 AGO - Nove taleban uccisi e due soldati canadesi feriti e' il bilancio di due attacchi contro l'Isaf nel Sud dell'Afghanistan. I due soldati canadesi sono rimasti feriti durante un attacco sferrato da alcuni taleban nel sud dell'Afghanistan. Lo ha reso noto il maggiore Quentin Innis, portavoce dell'Isaf nel sud. In un secondo scontro, nella provincia di Helmand, nove taleban sono stati uccisi da alcuni paracadutisti britannici mentre tentavano di organizzare un'imboscata.

Ewigen
22-08-2006, 20:21
Afghanistan, attentato contro Nato
Kamikaze si lancia con automobile contro convoglio

(ANSA) - KANDAHAR, 22 AGO - Un attentatore suicida si e' scagliato con un'automobile contro un convoglio della Nato a Kandahar, nel sud dell'Afghanistan. Un veicolo che componeva il convoglio si e' incendiato ma al momento non si ha notizia di vittime. Le truppe della Nato hanno circondato il luogo dell'attentato, nel centro della citta'. La gran parte delle forze Nato a Kandahar e' composta da soldati canadesi.

Ewigen
24-08-2006, 10:04
UCCISI IN UN RAID SETTE MEMBRI DI AL QAIDA

KABUL [ANSA] - La coalizione guidata dagli Usa ha detto che suoi soldati hanno ucciso oggi sette combattenti di Al Qaida in uno scontro nella provincia di Kunar in Afghanistan orientale. Nel combattimento e' stato ucciso anche un bambino.

In precedenza, funzionari della provincia di Kunar avevano detto che sette civili sono stati uccisi in un raid della coalizione contro una casa in un villaggio nel distretto di Shegal.

Un portavoce della coalizione, il colonnello americano Tom Collins, ha detto che nella sparatoria e' rimasta ferita anche una donna.

''Le nostre forze sono arrivate nella zona e subito hanno aperto il fuoco contro di esse'', ha detto Collins.

''Noi abbiamo risposto e abbiamo ucciso sette combattenti di Al Qaida'', ha aggiunto il portavoce della coalizione. ''Diverse fonti di intelligence ci fanno pensare che si trattasse di combattenti di Al Qaida, o di persone che aiutano la rete'' di Osama bin Laden, ha detto il portavoce.

Ewigen
24-08-2006, 13:48
Afghanistan:400 uomini da Australia
Contingente impegnato a un progetto di ricostruzione

[ANSA] - SYDNEY, 23 AGO - Circa 400 soldati australiani sono partiti per l'Afghanistan dall'aeroporto di Darwin, salutati dal ministro Nelson, da familiari e amici. Il contingente, e' destinato a un progetto di ricostruzione provinciale sotto comando olandese. Sara' dispiegato nella provincia dell'Oruzgan, nel turbolento sud,dove un soldato Nato e' stato ucciso lo scorso fine settimana in uno scontro con taleban. Altri 200 uomini delle forze speciali australiane operano nel Paese, ma torneranno a casa il mese prossimo.

Ewigen
24-08-2006, 13:55
E sull'Afghanistan è di nuovo polemica


[Avvenire]Si riapre la questione Afghanistan nella maggioranza. Ad accendere nuovamente le polveri, la richiesta del capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli, di «verificare la possibilità dell'utilizzo delle truppe italiane in quel Paese per la missione in Libano». «Questo - ha aggiunto Bonelli - al fine di ottimizzare le risorse economiche e concentrare lo sforzo in quella che è la priorità della politica internazionale: la questione palestinese». Secca la replica del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti: «Il decreto per la missione in Libano è stato predisposto e le risorse ci sono». Il Governo è in grado «di affrontare le sue responsabilità». Una redistribuzione delle risorse, «non è all'ordine del giorno, anche se potrebbe porsi nel futuro».
Ma la sinistra "radicale" non si è data per vinta e attraverso il capogruppo al Senato di Rifondazione Comunista, Giovanni Russo Spena, ha chiesto «di concentrarsi su una missione costosa come quella nel sud del Libano. Il risultato sarebbe un ritiro più veloce dall'Iraq e una riflessione seria sul disimpegno dall'Afghanistan». D'accordo anche Manuela Palermi, capogruppo del Pdci al Senato: «Non ci daremo pace finché non riusciremo a portare i nostri soldati fuori da quella carneficina».
Un modo per far rientrare dalla finestra il tema del ritiro dall'Afghanistan dopo che era stato liquidato con l'ultimo voto di fiducia sul decreto di rifinanziamento delle missioni italiane all'estero. Netta l'opposizione da parte del diessino Giuseppe Caldarola: «Non se ne parla proprio. L'unica decisione che era stata prevista riguardava l'Iraq ed è stata presa». «Queste posizioni - attacca poi Mauro Fabris, capogruppo Udeur alla Camera - risentono di un pregiudizio politico». Infatti, continua Fabris, «in Afghanistan la situazione è meno esplosiva che in Libano, l'unica differenza è che lì c'è la presenza della Nato e degli Usa».
Su posizioni simili anche un esponente dell'opposizione come il senatore di An, Gustavo Selva che definisce la missione in Afghanistan «una forza composta da un numero di Paesi europei superiore a quello di qualunque altra», i cui risultati significativi «sono stati ottenuti nonostante le cornacchie intorno ai nostri soldati». Diretto, come suo stile d'altronde, il giudizio del vicepresidente leghista del Senato, Roberto Calderoli: «Non capisco perché, se le truppe sono in Afghanistan, sono truppe di guerra e invece, se stanno in Libano, sono truppe di pace».