View Full Version : Dpef, il dissenso di Rifondazione
generals
07-07-2006, 19:41
Consiglio dei ministri, Prc non sottoscrive il documento
"Il risanamento non può pesare su spesa sociale, pensioni e sanità"
Dpef, il dissenso di Rifondazione
"Necessario percorso di consenso"
<B>Dpef, il dissenso di Rifondazione<br>"Necessario percorso di consenso"</B>
Paolo Ferrero
ROMA - Si comincia con Paolo Ferrero, il ministro della Solidarietà sociale, che non partecipa al voto in Consiglio dei ministri perché il testo del Dpef approvato oggi, dice, "non garantisce che l'azione di risanamento non si traduca in un taglio della spesa sociale su settori importanti, a partire dalla sanità e le pensioni". Poi, i colleghi di partito insistono e precisano. La manovra varata dal governo non soddisfa Rifondazione comunista, un dissenso che riguarda in particolare alcuni capitoli e il timore che il risanamento pesi su spesa sociale, pensioni e sanità. Per questo, spiega il segretario del partito, Franco Giordano, "ci siamo astenuti", atteggiamento che esprime non solo il dissenso ma anche "l'impegno a continuare la discussione per migliorare la manovra".
Ferrero spiega che "il buco di bilancio lasciatoci dal governo Berlusconi deve essere fatto pagare agli strati sociali che si sono arricchiti proprio sotto quel governo". Per questo, aggiunge, "è necessario che l'azione di risanamento prosegua in modo del tutto prioritario sul versante della lotta all'evasione e all'elusione fiscale e contributiva, e della lotta alla precarizzazione del lavoro", e abbia tempi tali "da evitare un significativo ricorso al taglio della spesa pubblica".
La non partecipazione al voto, continua Ferrero, rappresenta quindi "la volontà di rilanciare la discussione in vista della Finanziaria nella quale devono essere pienamente coinvolte le organizzazioni sindacali, al fine di costruire nell'autunno una manovra che garantisca l'equità sociale".
L'astensione è "un modo per tenere aperta la porta del dialogo col governo", ribadisce il capogruppo di Rifondazione alla Camera, Gennaro Migliore. Che fa notare che non c'è "rottura", come sarebbe stato con un voto contrario. E ricorda che "non siamo gli unici a voler difendere gli strati sociali più colpiti in questi anni, anche i sindacati hanno molte perplessità, e vanno affrontate in modo chiaro e costruttivo da tutta l'Unione".
A invocare il confronto è anche il sottosegretario allo Sviluppo economico, Alfonso Gianni, secondo il quale "il pensiero del ministro Padoa Schioppa non è il pensiero unico, ci sono altri punti di vista, ma la discussione nella maggioranza non c'è stata, e oggi abbiamo mandato un segnale sulla necessità di aprire un confronto sulle prospettive di fondo delle politiche economiche e finanziarie".
"Serve una discussione interna - sostiene l'esponente di Rifondazione - e non è mai troppo tardi per cambiare idea. E' chiaro che se si pensa ad una manovra da 35 miliardi, è illusorio pensare che non comporti tagli". Ma, aggiunge, "il problema è a monte: invece di abbattere il debito in tempi brevi si poteva stabilizzarlo con una manovra da 15 miliardi e discutere con l'Europa le modalità di rientro, non toccando, così, la spesa sociale e aiutando lo sviluppo".
(7 luglio 2006)
Dpef in generale LINK (http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/economia/conti-pubb-10/conti-pubb-10/conti-pubb-10.html)
Giudizi sindacati: LINK (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2006/07_Luglio/06/sindacati.shtml)
Download Dpef completo (http://download.repubblica.it/pdf/dpef_2007_2011.pdf)
Si sono svegliati quelli di sinistra nel Governo (se ci sono), speriamo bene :sperem:
Già, intanto gli ultimi studi evidenziano che l'anno scorso gli stipendi degli statali sono cresciuti il doppio di quanto sia cresciuta l'inflazione...
Vogliono solo preservarsi il bacino di voti, alla faccia dell'evidenza. Il taglio maggiore va fatto proprio sugli statali, ne abbiamo un numero abnorme rispetto agli altri paesi. Ma chiaramente questo governo se ne guarderà bene...
sempreio
07-07-2006, 20:05
madonna questa sinistra blocchera anche quelle 4 riforme positive :doh:
generals
07-07-2006, 20:15
Già, intanto gli ultimi studi evidenziano che l'anno scorso gli stipendi degli statali sono cresciuti il doppio di quanto sia cresciuta l'inflazione...
Vogliono solo preservarsi il bacino di voti, alla faccia dell'evidenza. Il taglio maggiore va fatto proprio sugli statali, ne abbiamo un numero abnorme rispetto agli altri paesi. Ma chiaramente questo governo se ne guarderà bene...
Non è proprio così e te lo dico perchè mi ha riguardato. In pratica il mio contratto (quello del comparto ricerca) era scaduto da più di 4 anni :eek: . QUindi immagina il potere di acquisto dello stipendio, in più sono anche un precario...Ma cosa ha fatto il buon Berl, alla fine della legislatura ha rinnovato quasi tutti i contratti scaduti così da un lato ha prodotto effetti elettorali favorevoli dall'altro ha trasferito l'effettivo esborso economico a carico della sinistra.... Altra conseguenza è stata il concentrarsi degli aumenti nel pubblico impiego. Ma erano aumenti che in primis non hanno coperto la perdita di potere di acquisto degli stipendi ma soprattutto legittimi e che si aspettavano da anni e anni..... :read:
Inevitabile, speravano di risanare le finanze statali senza intaccare i settori più onerosi? Non capisco. :mbe:
Vogliono solo preservarsi il bacino di voti, alla faccia dell'evidenza. Il taglio maggiore va fatto proprio sugli statali, ne abbiamo un numero abnorme rispetto agli altri paesi. Ma chiaramente questo governo se ne guarderà bene...
non a caso il famoso "posto fisso" resta molto ambito ;)
zerothehero
07-07-2006, 22:41
Si sono svegliati quelli di sinistra nel Governo (se ci sono), speriamo bene :sperem:
No, è per tranquillizzare il proprio elettorato..con un "noi non siamo d'accordo", ma rimaniamo al governo per non far tornare Berlusconi.
Non arrabbiatevi con noi". :asd:
Rifondazione si chiama già fuori alla prima decisione economica del governo, i Comunisti Italiani non votano la prima decisione di politica estera, ma è un governo o un'assemblea del social forum?
Chissà come si devono sentire fessi oggi quelli che hanno ripetuto per mesi che la sinistra aveva un programma condiviso. :doh:
Non è proprio così e te lo dico perchè mi ha riguardato. In pratica il mio contratto (quello del comparto ricerca) era scaduto da più di 4 anni :eek: .
Beh, visto che i dati erano ufficiali (non mi ricordo la fonte, è di una o due settimane fa, qualcuno si ricorda?) direi che il tuo caso era un'eccezione, perchè la maggioranza degli stipendi si sono accresciuti in quantità che i dipendenti privati si sognano.
Anche se il problema vero non è l'ammontare dello stipendio, è il NUMERO degli stipendi erogati... per esempio, le folle di forestali, uno dei famosi "posti sicuri e tranquilli" dove molta gente si è fatta parcheggiare dall'amico di turno, o via così.
Gli statali sono troppi, davvero troppi, e sono una parte più che consistente della spesa pubblica in proporzione (se guardiamo il rapporto con gli altri stati europei poi...). Diminuirli servirebbe a ridurre la spesa e responsabilizzarli, in modo da avere meno fancazzisti, ma come già detto sopra, e come confermato da un'intervista di Padoa Schioppa di oggi (ha detto che si interverrà sulla "riorganizzazione più che sul numero": si, e allora che taglio è? :mbe: stesso numero stessi stipendi, è una farsa) il governo attuale non lo farà MAI per ragioni di elettorato.
generals
07-07-2006, 23:47
No, è per tranquillizzare il proprio elettorato..con un "noi non siamo d'accordo", ma rimaniamo al governo per non far tornare Berlusconi.
Non arrabbiatevi con noi". :asd:
se fosse così saremmo davvero tra l'incudine e il martello :cry: . Ma spero che questa maggioranza si riprenda al più presto e soprattutto adotti una politica economica di csx per compensare, almeno in parte, i danni di 5 anni di Berlusconismo. Se no, questa è la volta che scendiamo tutti in campo dando vita ad un terzo schieramento visto che pensare di votare Berl in alternativa è impensabile :O
Scusate, nel post precedente ho dimenticato Mastella che ha già minacciato di dimettersi da ministro e passare all'appoggio esterno.
Che banda di pellegrini. :doh:
E dire che a furia di sentirlo ripetere ci avevo creduto pure io alla storia della classe dirigente, che la sinistra c'ha la classe dirigente, digerente forse ecco. :D
generals
07-07-2006, 23:58
Beh, visto che i dati erano ufficiali (non mi ricordo la fonte, è di una o due settimane fa, qualcuno si ricorda?) direi che il tuo caso era un'eccezione, perchè la maggioranza degli stipendi si sono accresciuti in quantità che i dipendenti privati si sognano.
No, è proprio il caso generale poichè l'aumento lo devi spalmare su molti anni di vacanza contrattuale. E' vero che si è in parte recuperato quasi tutto ma questo perchè Berl ha perseguito fini elettorali sapendo di poter perdere le elezioni ;)
Anche se il problema vero non è l'ammontare dello stipendio, è il NUMERO degli stipendi erogati... per esempio, le folle di forestali, uno dei famosi "posti sicuri e tranquilli" dove molta gente si è fatta parcheggiare dall'amico di turno, o via così.
Gli statali sono troppi, davvero troppi, e sono una parte più che consistente della spesa pubblica in proporzione (se guardiamo il rapporto con gli altri stati europei poi...).
Si ma tu non sai come intendano ridurre questi statali :asd: . Infatti, con la complicità del sindacato (anche nel mio ente) vogliono farli andare in pensione con il massimo, coprendo le spese necessarie con i soldi degli altri lavoratori (i precari) e in prepensionamenti!! In più, in molti casi si tratta proprio di quegli impiegati fancazzisti (più che fancazzisti quelli che a lavoro non ci vengono da anni). In questo modo prendono il max di pensione, evitano il "gradone" e il tutto a spese dei giovani attuali e futuri che potevano avere, chesò una borsa di studio, un assegno di ricerca. E poi vai a carico di tutti con le loro pensioni dorate. Sono diabolici credetemi!! :muro:
Diminuirli servirebbe a ridurre la spesa e responsabilizzarli, in modo da avere meno fancazzisti, ma come già detto sopra, e come confermato da un'intervista di Padoa Schioppa di oggi (ha detto che si interverrà sulla "riorganizzazione più che sul numero": si, e allora che taglio è? :mbe: stesso numero stessi stipendi, è una farsa) il governo attuale non lo farà MAI per ragioni di elettorato.
Il Governo attuale, se vuole sopravvivere elettoralmente deve aiutare i giovani che lavorano, in tutti i settori pubblico e privato, le misure devono essere a loro favore e per una loro stabilizzazione. Per gli anziani, bhè è il prodotto del più becero clientelismo dove in cambio del posto fisso avevi anche facoltà di non lavorare. Invece ti posso assicurare che tra le nuove leve non prevale questa logica, anche per chi è riuscito a conquistarsi il posto fisso (sempre con le clientele, eh!! :rolleyes: ). Ma per lo meno lavora e viene in uffico!!!
i fancazzisti non si devono prepensionare, si debbono sbatter per strada, che a bertinotti piaccia o meno. :muro:
Si ma tu non sai come intendano ridurre questi statali :asd:
Lo so, lo so, avevo già letto di queste cose, ma preferivo far finta di non crederci :muro:
Non sono uno di quei "destri" che ama attaccare a tutti i costi il "nemico", volevo concedere un po' di fiducia in una rinunzia ai meccanismi clientelari. Scemo eh?
E poi vai a carico di tutti con le loro pensioni dorate. Sono diabolici credetemi!! :muro:
Li hai votati tu, io no di certo ;)
Hai forse fatto come Faust? :D
Invece ti posso assicurare che tra le nuove leve non prevale questa logica, anche per chi è riuscito a conquistarsi il posto fisso (sempre con le clientele, eh!! :rolleyes: ). Ma per lo meno lavora e viene in uffico!!!
Prima di tutto il "metodo d'assunzione" deve sparire, e a tempo zero. Ma sogno qui...
Secondariamente, se ci fosse un modo per stabilire veramente l'assenteismo (difficile ora, quando metà degli statali vanno sul posto di lavoro, timbrano ed escono subito per farsi i cazzi loro, un altro quarto non viene proprio e si fa timbrare dal collega ed il restante quarto si sobbarca il lavoro degli altri) io licenzierei in tronco senza diritto alla pensione OGNI STATALE che ha superato il numero di ore medie d'assenza di un dipendente privato, in qualsiasi anno, e ripartirei una porzione degli stipendi così risparmiati agli statali che lavorano davvero - certo, con più responsabilità, altrimenti ridiventa il "posto d'oro" che è adesso.
generals
08-07-2006, 00:55
Secondariamente, se ci fosse un modo per stabilire veramente l'assenteismo (difficile ora, quando metà degli statali vanno sul posto di lavoro, timbrano ed escono subito per farsi i cazzi loro, un altro quarto non viene proprio e si fa timbrare dal collega ed il restante quarto si sobbarca il lavoro degli altri) io licenzierei in tronco senza diritto alla pensione OGNI STATALE che ha superato il numero di ore medie d'assenza di un dipendente privato, in qualsiasi anno, e ripartirei una porzione degli stipendi così risparmiati agli statali che lavorano davvero - certo, con più responsabilità, altrimenti ridiventa il "posto d'oro" che è adesso.
C'è un sistema di collusione impossibile da scardinare, che coinvolge tutti, dirigenti di ogni livello e sindacati che li coprono :rolleyes:
C'è un sistema di collusione impossibile da scardinare, che coinvolge tutti, dirigenti di ogni livello e sindacati che li coprono :rolleyes:
A quanto mi risulta, il maggior numero di sindacalisti di "successo" è parcheggiato proprio fra gli statali - è più facile che farlo in multinazionali, dove non si sa mai se cambiano il manager di turno ed il nuovo arrivato chiede come mai Tizio non si presenta a lavoro da otto anni (è successo davvero...) :rolleyes:
Una rivoltata a suon di calci in culo anche nei sindacati non farebbe che bene.
generals
08-07-2006, 10:44
A quanto mi risulta, il maggior numero di sindacalisti di "successo" è parcheggiato proprio fra gli statali - è più facile che farlo in multinazionali, dove non si sa mai se cambiano il manager di turno ed il nuovo arrivato chiede come mai Tizio non si presenta a lavoro da otto anni (è successo davvero...) :rolleyes:
Una rivoltata a suon di calci in culo anche nei sindacati non farebbe che bene.
quoto, prendiamoli a calci in culo :D
Dopo le polemiche di Rifondazione sul Dpef
Prodi: nessun allarme, segnano il territorio
http://news.promiseland.it/a/img/oscar4.jpg
Rimborsato
08-07-2006, 17:08
Segnano il territorio? :D :D + che un governo di uno stato mi sembrano 4 amici che si sputtanano a vicenda e che parlarno a sproposito. Ma dove si è mai sentito una cosa del genere? Prima erano folkloristici, adesso segnano il territorio ma è tutta una presa per il :ciapet: oppure fanno e dicono sul serio? MA SIAMO VERAMENTE RIDICOLI PORCA MISERIA.
Cmq avete sentito l'ultima di Prodi? "Gli italiani comprenderanno!!" Lui ce la mette sempre nel :ciapet: tanto il popolo italiano sta zitto e si piega a 90°. Come la tassa sull'€... Ma è mai possibile che ci dimentichiamo tutto e ce la faccimao mettere sempre il quel posto? Boh!!!
generals
08-07-2006, 18:11
Manovra, critici i sindacati e la sinistra di governo
Gli applausi degli imprenditori nonostante la tassa sulle stock options fanno comunque piacere. Anche oggi, week end estivo, Luca Cordero di Montezemolo ha ripetuto di condividere la manovra quinquennale scritta nel Dpef. Per lui è addirittura «il libro dei sogni».
Fanno assai meno piacere al governo i mugugni crescenti dai sindacati, che a volte arrivano a toccare tonalità acute, e toccano le corde della sinistra di governo. Dopo la mancata firma al Consiglio dei ministri di ieri del titolare del dicastero alla Solidarietà sociale Paolo Ferrero di Rifondazione, arriva una presa di posizione di Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti italiani, per il quale «nel dpef ci sono troppi elementi di politiche antisociali» e «non possono essere i lavoratori a pagare il conto del dissesto finanziario». Diliberto ha il dubbio che nel governo vi siano« pulsioni suicide» visto che «si corre il serio pericolo di avere, in autunno, un rovinoso sciopero generale contro la manovra economica». Tra i sindacati il più arrabbiato di tutti è il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. Lui il sì alla manovra non ci pensa proprio a darlo finché non sarà chiaro come verranno spalmati i sacrifici, quali garanzie ci saranno per i ceti più deboli. Intanto si abolisca il "meno tasse per Totti", cioè il governo abolisca la norma fiscale del governo Berlusconi che ha abbassato le tasse solo a chi guadagna più di 70 mila euro all'anno, una norma per cui il capitano della Roma Francesco Totti si è visto restituire dal fisco 5mila euro. «Lui –dice Bonanni - non sa cosa farsene, con tutto quello che guadagna, e questo lo dico non per prendermela con Totti, ma solo per dare un'idea della situazione». E poi ancora, sempre Bonanni da un convegno a Campobasso: «Padoa-Schioppa fa il gioco degli amici del giaguaro, vuol fare il neutro, ma non lo è». E alle telecamere del tg Rai: «Vorrei che cominciasse la concertazione, perché per il momento non si è vista».
I dissensi sul documento varato dal governo, per Bonanni, sono il sintomo che «c'è qualcosa che non va». «C'è un doppio linguaggio - sostiene il segretario della Cisl- che dobbiamo semplificare. Non si può perseguire una linea e poi concretizzarla attraverso operazioni che non hanno nulla a che fare con questa. I sacrifici bisogna farli - sottolinea il segretario generale della Cisl - ma bisogna vedere chi li dovrà fare. Innanzitutto chi non paga le tasse da molto tempo, chi guadagna sulla speculazione, anzichè sul lavoro e chi ha molti soldi. Se non si precisa questo, non andiamo avanti e la Cisl non darà consenso ad alcuna operazione». E invita a ficcare il naso un po´ più a fondo sull´operazione di fusione tra Autostrade e la spagnola Abertis. «La speculazione sulla licenza frutta ad Autostrade qualcosa come 6 miliardi di euro. Mi dicano se questo è compatibile con la richiesta di sacrifici».L´unica cosa che piace a Bonanni è l´intervento sui taxi, un settore che «è una porcheria».
Negli altri sindacati per ora i segretari generali si tengono un po´ più in disparte, dopo l´allarme sull´entità dei tagli, stanno valutando la loro distribuzione. Ma anche lì i mugugni si fanno sentire. La Uil apprezza il fatto che «il taglio del cuneo non riguarderà i contributi pensionistici. Così come ci sembra un pò più realistico - spiega il segretario confederale Antonio Foccillo - un tasso di inflazione programmata al 2%». Le Rdb-Cub sono annunciano direttamente lo sciopero.
«Sulla manovra economica i poteri forti hanno tentato di spostare l'asse del governo . C'è qualcosa che non funziona se Confindustria applaude la manovra e i sindacati la criticano», dice il segretario di Rifondazione Franco Giordano intervistato dal tg La 7. «È il governo - afferma - che deve scegliere di stare con i lavoratori. Non ci può essere equivicinanza fra i settori avvantaggiati dal governo Berlusconi e quelli che Berlusconi ha colpito. Rifondazione ha posto un problema, siamo convinti di superarlo. Siamo quelli che vogliono presidiare il programma. Siccome quel programma l'abbiamo costruito in sintonia con il mondo del lavoro, il programma è la nostra bussola. Credo che ci siano le condizioni per evitare i tagli».
«Il Documento contiene rigore, sviluppo,equità – sembra rispondergli da un´iniziativa a Torino il "pontiere" Cesare Damiano, ministro del Lavoro, ds - È un Dpef che necessariamente si ricollega al programma dell'Unione e al programma annunciato da Prodi nel giorno dell'insediamento e della fiducia del nuovo governo».
Intanto la manovra viene presentata alle Camere e diffusa sul sito del Parlamento. Rispetto al Dpef berlusconiano opera di Tremonti che contava 68 pagine, quella prodiana presentata da Padoa Schioppa è più lunga di 110 pagine. E ha anche un´intestazione letteraria: "Coloro che dicono che il mondo andrà sempre così com´è andato finora... contribuiscono a fare sì che l´oggetto delle loro predizioni si avveri". Un augurio ambivalente, per il governo e per i cittadini: che Emmanuel Kant non venga piegato a prosaiche esigenze di cassa.
Pubblicato il 08.07.06
:ave: :ave:
generals
08-07-2006, 23:56
Aggiornamento:
I punti principali del documento di programmazione economica
Revisione della legge Biagi e stop precariato
Annunciata la riduzione del cuneo fiscale, e il sostegno di forme di lavoro a tempo indeterminato. Strumenti per le mamme lavoratrici
ROMA - Con la presentazione del Documento di programmazione economica e finanziaria il Governo compie il secondo importante passo della sua politica economica e, nello stesso tempo, avvia la procedura di bilancio che condurrà alla presentazione della Finanziaria per il 2007. Il principale obiettivo del Dpef e della manovra correttiva presentate dal Governo «è di sbloccare un vero e proprio intreccio perverso nel quale si è venuta a trovare l'economia italiana dopo avere accumulato, a partire dalla metà degli anni Novanta, un ritardo di crescita che ha accentuato sia l'instabilità macroeconomica sia il disagio sociale». È quanto si legge nella nota di introduzione. «Nel delineare una strategia di risanamento strutturale dei conti pubblici - continua la nota - il Dpef propone un quadro di fine legislatura che, nel 2011, prevede un sostanziale azzeramento del deficit (0,1% del Pil), il ritorno del debito sotto il livello del 100% del Pil (99,7%), la ricostituzione di un avanzo primario consistente (4,9% del Pil) e un tasso di crescita del prodotto interno lordo pari all'1,7%». Tra i fattori che possono incidere di più sulla crescita economica del paese e sull'inflazione ciene indicato il prezzo del petrolio. Ecco i punti principali contenuti nel Dpef.
LEGGE BIAGI - Nel documento si prevede una «rivisitazione» della legge 30, la cosiddetta Legge Biagi, per intervenire sugli aspetti più critici della precarizzazione e un aumento dei contributi per eliminare la convenienza al ricorso ad alcune tipologie di lavoro precario. Il Dpef delinea un vero e proprio «piano d'azione» contro il lavoro precario, anche con un aumento dei controlli e un miglioramento della sicurezza sui luoghi di lavoro. Oltre agli interventi selettivi della riduzione del cuneo, che premieranno forme di lavoro a tempo indeterminato, il Dpef preannuncia un aumento dei contributi per gli iscritti al cosidetto «fondo parasubordinati». Si punta poi a una «rivisitazione» della legge 30, a partire da «istituti come il lavoro a chiamata o staff leasing, che possono più facilmente dar luogo a forme precarie di occupazione». Il Dfep prevede anche la lotta al lavoro nero e irregolare.
IMPRESE - Un'indicazione del documento riguarda le imprese italiane, giudicate piccole e poco produttive. Ora, secondo il Dpef, «è necessario favorire quelle imprese che scelgono di crescere, evitando che gli incentivi esistenti vengano meno proprio in conseguenza della crescita». Ma, oltre alla riforma degli incentivi, è necessario ridurre gli adempimenti burocratici richiesti per gli ampliamenti di impianto, promuovere lo sviluppo di strumenti finanziari innovativi, favorire il processo di internazionalizzazione, sostenere la creazione di reti d'impresa, rivedere e potenziare gli strumenti a sostegno delle imprese.
TASSE E PENSIONI - Il Governo prevede che la pressione fiscale, cioè il rapporto tra le entrate fiscali e contributive e il Pil, crescerà quest'anno di 0,6 punti percentuali, salendo dal 40,6 del 2005 al 41,2%. Aumento che tiene conto «del recupero della base imponibile», cioè della lotta all'evasione. Negli anni successivi la pressione fiscale è prevista nuovamente in calo: al 41% nel 2007, il 40,9% nel 2008 e 2009, il 40,8% nel 2010, fino al 40,7% del 2011. Al contrario la spesa in rapporto al Pil per le pensioni continuerà a crescere nel medio lungo periodo per effetto dell'invecchiamento demografico, fino a raggiungere il suo punto di massimo nell'intervallo 2035-2040, con un incremento rispetto al livello del 2005 di circa 1,2 punti percentuali. Secondo il Dpef, dunque, l'unico modo di raggiungere l'equilibrio senza ridurre le prestazioni è l'allargamento della popolazione attiva, «anche attraverso l'emersione contributiva e l'aumento dei tassi di occupazione in particolare tra le donne e le fasce più anziane».
MEZZOGIORNO - Nella parte dedicata alla crescita nelle singole regioni italiane, si legge che il Pil del Mezzogiorno potrebbe tornare ad accelerare e superare a fine periodo quello medio europeo «con l'adozione di adeguate misure di politica economica, rivolte alla riduzione dei ritardi strutturali dell'area e al recupero del deficit di competitività, sul versante sia delle risorse finanziarie necessarie al riequilibrio territoriale sia dell'ulteriore miglioramento della qualità dell'azione pubblica».
SANITA' - Nella parte meno «tecnica» del documento si affrontano temi come la sanità e la famiglia. Tra gli strumenti per migliorare il controllo della spesa sanitaria il Dpef indica la creaziobe di studi associati di medici di famiglia da dotare di attrezzature diagnostiche, aperti 24 ore su 24, a cui «affidare una intensa azione di assistenza domiciliare, notturna e festiva per permettere la decongestione dei pronto soccorso e diminuire i ricoveri impropri». Nel documento di programmazione non si esclude il ricorso a forme di compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini, i cosiddetti ticket.
TURISMO - Un paragrafo del documento è dedicato alle potenzialità offerte al nostro Paese dal turismo. «La promozione del "Marchio Italia" deve rappresentare occasione, anche per le Regioni, per accrescere gli interessi del territorio. Il turismo in Italia deve costituire una componente significativa del ritorno alla crescita economica e della sua stabilità». Sul lato dell'offerta verranno studiati interventi per favorire l'aumento della dimensione media degli operatori, anche incentivando la cooperazione e l'aggregazione tra di loro.
TAV E IMPATTO AMBIENTALE - «Uno specifico intervento correttivo riguarda il ricorso alla "via ordinaria" per la valutazione dell'impatto ambientale della Tav in Val di Susa». Il Governo conferma così, nel capitolo che il Dpef dedica alle infrastrutture, l'intenzione di tornare alla procedura della valutazione di impatto ambientale per la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione. Come aveva preannunciato il ministro Di Pietro, la Via (Valutazione impatto ambientale) ordinaria consentirà una più ampia concertazione, eliminando il ricorso alle «scorciatoie» previste dalla legge obiettivo.
DONNE E MAMME - Più asili nido, tutela della maternità nei lavori precari, emersione del sommerso nel «lavoro di cura», rilancio dell'imprenditoria femminile, possibilità di carriera analoghe per donne e uomini. Sono alcuni degli impegni che il Governo intende prendere a favore della partecipazione delle donne al mondo del lavoro. Da un punto di vista più generale, l'intenzione è quella di «promuovere una cultura di pari opportunità», anche con programmi di contrasto a tutte le forme di discriminazione e per una maggiore attenzione ai diritti umani, con la protezione delle vittime della tratta e delle vittime delle mutilazioni genitali femminili.
PATRIMONIO ARTISTICO - Il Dpef si propone infine di rilanciare il ruolo dell'iniziativa privata nel settore della tutela del patrimonio artistico. «Lo Stato, consapevole della necessità di ripristinare gradualmente le risorse finanziarie occorrenti, deve porre le basi - si legge - affinché si rafforzi il contributo dei privati, anche dei singoli cittadini, alla tutela e valorizzazione del patrimonio, con forme rinnovate di incentivazione».
08 luglio 2006
Download Dpef completo (http://download.repubblica.it/pdf/dpef_2007_2011.pdf)
generals
08-07-2006, 23:58
Il monito di Epifani :read:
Il leader Cgil: "Chiedo a governo stesso rigore del sindacato"
Le inquietudini della sinistra radicale dopo il no di Ferrero al Dpef
Epifani: "Fedeltà al programma
oppure ognuno per la sua strada"
Epifani: "Fedeltà al programma oppure ognuno per la sua strada"
Il ministro Paolo Ferrero
ROMA - "Se il governo resterà fedele al programma, bene, se si smarrisce sarà difficile percorrere questa strada stretta". Guglielmo Epifani usa questa metafora per far capire che la Cgil non ha intenzione di fare sconti al centrosinistra. Nel corso di un incontro a Serravalle Pistoiese con il ministro Tommaso Padoa Schioppa, il leader sindacale spiega che la Cgil è disposta a lavorare in accordo con il governo solo se questo farà 'cose di sinistra'. "Chiedo però al governo - dice Epifani- la stessa responsabilità, lo stesso rigore di cui il sindacato si fa carico, questa è una sfida difficile ma non lo è per una sola parte".
La presa di posizione di Epifani arriva proprio nel giorno delle inquietudini della maggioranza, messa sotto pressing dalla sinistra radicale. Quella sinistra radicale - che si riconosce nella decisione del ministro Paolo Ferrero (Prc) di non firmare il Dpef perché mette in pericolo le politiche di welfare - e che avverte l'esecutivo di astenersi da scelte "suicide". Così, se ieri era soprattutto il Prc a lanciare l'allarme, oggi arrivano le critiche del Pdci e il monito dei Verdi.
Soddisfatta del Dpef è invece Confindustria che, per bocca di Luca Cordero di Montezemolo, lo considera un documento da "condividere" e si augura "una convergenza di sforzi di tutti gli schieramenti politici".
Nella maggioranza il più inquieto è sicuramente Oliviero Diliberto, leader dei Comunisti italiani, secondo il quale: "Nel Dpef ci sono troppi elementi di
politiche antisociali. Non possono essere i lavoratori a pagare il conto del dissesto finanziario". Diliberto si dice preoccupato per l'autunno a venire, stagione che, sul fronte sindacale, si prospetta calda con la prospettiva di uno sciopero generale contro la manovra: "Forse il governo cerca lo scontro con i sindacati? Se così fosse - osserva - vuol dire che vi sono pulsioni suicide nell'esecutivo".
E se, pure, oggi proprio il ministro Ferrero smussa i toni sostenendo che la scelta di non votare il Dpef "non è stata l'inizio di una fine, ma l'inizio di una discussione all'interno del governo", e il capogruppo di Rifondazione Giovanni Russo Spena si affretta a dire che il gesto del ministro Ferrero "non significa certo che la maggioranza è in pericolo'' mentre Alfonso Pecoraro Scanio chiede una "cabina di regia per condividere le scelte" dal momento che quello che più preoccupa è "la mancanza di un coordinamento politico della maggioranza", il segretario di Rifondazione, Franco Giordano, insiste: "C'è qualcosa che non funziona se Confindustria applaude la manovra e i sindacati la criticano". Giordano comunque fa sapere che "non sarà come nel '98".
"Noi investiamo su questo governo per 5 anni perché ci crediamo, crediamo nell'Unione" dice il leader del Prc. Insomma, la sinistra di governo, lancia segnali e si prepara a dare battaglia in Parlamento.
(8 luglio 2006)
il segretario di Rifondazione, Franco Giordano, insiste: "C'è qualcosa che non funziona se Confindustria applaude la manovra e i sindacati la criticano"
Questa frase dice tutto... fra parentesi, mi spaventa il trovarmi d'accordo con un qualsiasi vetero comunista :eek: ...
Se Confindustria è soddisfatta (Montezemolo ha addirittura definito il Dpef "il libro dei sogni" e come tutti sappiamo, ciò che piace a Montezemolo fa male all'Italia che lavora) significa che l'imprenditoria italiana riceverà solo vantaggi da questa manovra.
Significa che le grandi imprese non vedono grossi problemi nel continuare ad evadere tramite artefizi contabili (quindi i meccanismi proposti per combattere l'evasione paiono deboli a Confindustria - e a chi chiedere se la polizia raggiunge risultati, se non ad un ladro?).
Significa che la ripartizione del cuneo fiscale, come temuto ed anticipato, andrà in tasca per la maggior parte a chi non ne ha bisogno: l'imprenditore piuttosto che il dipendente.
Significa che vedono, come li vedo io, probabili nuovi "incentivi a pioggia" per chi -fa finta- di investire nel sud (sorvoliamo su chi li pagherà, è meglio) ed incassa e sparisce, come hanno fatto per anni.
Significa che il "ritocchino" alla legge Biagi è troppo -ino- per preoccuparli, visto che vanno ripetendo da anni che la flessibilità (che in imprenditorese si traduce in: pago meno il dipendente e lo caccio quando voglio) è necessaria, altrimenti non si capisce perchè applaudano una riforma che andrebbe contro i loro interessi. Non lo fa, evidentemente.
Io trovo la lettura del Dpef molto "demagogica" ed assai poco tecnica. E' tutto nebuloso, zero dettagli seri, sembrano i pensierini di buoni propositi di fine anno degli scolaretti: "io farò il bravo" ma non specifica ESATTAMENTE come, dove e quanto.
generals
09-07-2006, 10:12
Questa frase dice tutto... fra parentesi, mi spaventa il trovarmi d'accordo con un qualsiasi vetero comunista :eek: ...
Se Confindustria è soddisfatta (Montezemolo ha addirittura definito il Dpef "il libro dei sogni" e come tutti sappiamo, ciò che piace a Montezemolo fa male all'Italia che lavora) significa che l'imprenditoria italiana riceverà solo vantaggi da questa manovra.
Significa che le grandi imprese non vedono grossi problemi nel continuare ad evadere tramite artefizi contabili (quindi i meccanismi proposti per combattere l'evasione paiono deboli a Confindustria - e a chi chiedere se la polizia raggiunge risultati, se non ad un ladro?).
Significa che la ripartizione del cuneo fiscale, come temuto ed anticipato, andrà in tasca per la maggior parte a chi non ne ha bisogno: l'imprenditore piuttosto che il dipendente.
Significa che vedono, come li vedo io, probabili nuovi "incentivi a pioggia" per chi -fa finta- di investire nel sud (sorvoliamo su chi li pagherà, è meglio) ed incassa e sparisce, come hanno fatto per anni.
Significa che il "ritocchino" alla legge Biagi è troppo -ino- per preoccuparli, visto che vanno ripetendo da anni che la flessibilità (che in imprenditorese si traduce in: pago meno il dipendente e lo caccio quando voglio) è necessaria, altrimenti non si capisce perchè applaudano una riforma che andrebbe contro i loro interessi. Non lo fa, evidentemente.
Io trovo la lettura del Dpef molto "demagogica" ed assai poco tecnica. E' tutto nebuloso, zero dettagli seri, sembrano i pensierini di buoni propositi di fine anno degli scolaretti: "io farò il bravo" ma non specifica ESATTAMENTE come, dove e quanto.
Si anche io la vedo così. Concordo anche sul fatto che il Dpef difatti dice il "nulla". Mi sa che sarà la legge finanziaria a farci finalmente capire quali sono i provvedimenti effettivi che saranno adottati. Cmq l'impressione è che questo Dpef non segua il programma dell'ulivo e questo l'ha notato anche Epifani. Scontenta molti di sinistra, me compreso, il che non è un buon segno per il Governo. La frase "il Governo ha tendenze suicide" secondo me è da condividere. :rolleyes:
Si anche io la vedo così. Concordo anche sul fatto che il Dpef difatti dice il "nulla". Mi sa che sarà la legge finanziaria a farci finalmente capire quali sono i provvedimenti effettivi che saranno adottati. Cmq l'impressione è che questo Dpef non segua il programma dell'ulivo e questo l'ha notato anche Epifani. Scontenta molti di sinistra, me compreso, il che non è un buon segno per il Governo. La frase "il Governo ha tendenze suicide" secondo me è da condividere. :rolleyes:
Mah, l'unica, misera consolazione per me sarà un "ve l'avevo detto" da almeno un mese, vedi il topic sul cuneo fiscale :asd: :cry:
Tanta demagogia per tener buoni i votanti più grulli e fanatici, e dietro le quinte si soddisfano i desideri di chi ha "sponsorizzato" la campagna elettorale nell'ombra (ed anche in piena luce talvolta). Altro che bisogni dei dipendenti, interesse dei lavoratori... tutte balle per coprire una manovra che, se fosse stata fatta dal Berlusca, avrebbe fatto rivoltare l'Italia - invece i compiacenti sindacati, grazie anche al regalone della gestione fondi pensione, staranno muti e quieti, con qualche lieve mugugno di circostanza per salvare la faccia.
insomma, occorre premunirsi di vasellina filante di buona qualità
tristezza...
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