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View Full Version : Libero di infamare


indelebile
07-07-2006, 09:35
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/07_Luglio/07/sismi.shtml

Si voleva spostare l'inchiesta giudiziaria Brescia Falsi su Prodi, fascicoli sui pm. Ecco i dossier segreti del Sismi Migliaia di file e carte negli armadi custoditi nell'attico di via Nazionale a Roma

ROMA - L'attuale presidente del Consiglio, Romano Prodi. L'ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Edmondo Bruti Liberati. E molti altri pm come Stefano Dambruoso, il primo ad aprire l'inchiesta sul sequestro del suo indagato Abu Omar. Ecco le prime vittime accertate delle variegate attività che gli inquirenti etichettano come «disinformazione», «inquinamento delle indagini», «dossieraggio» e «spionaggio abusivo».

Principale accusato è Pio Pompa, il dipendente del Sismi, fedelissimo del generale comandante Niccolò Pollari, che gestiva l'ufficio del servizio segreto militare scoperto dagli inquirenti milanesi in via Nazionale 230, nel palazzo di fronte alla questura di Roma. Negli armadi pieni di carte e materiale informatico, che ora sono sotto sequestro, magistrati e polizia hanno trovato numerosi fascicoli personali intestati a giornalisti e soprattutto a magistrati considerati «nemici» del Sismi. Tra documenti e computer (almeno 5) è spuntato anche il dossier contro Prodi che l'agente Pompa avrebbe inviato ai due giornalisti di Libero ora indagati per favoreggiamento dei sequestratori di Abu Omar.
Il vicedirettore del quotidiano, Renato Farina, sarebbe stato anche pagato dal Sismi: nell'archivio segreto gestito da Pompa sono state trovate le ricevute di almeno due versamenti, che il giornalista firmava con il suo nome in codice di informatore «Betulla». Le somme: 2.000 e 5.000 euro, che per gli inquirenti sono l'indizio di un rapporto «stabile, organico e, dunque, retribuito», col Servizio segreto. Un esempio? Il 9 giugno scorso Libero annuncia «rivelazioni» in prima pagina: sarebbe stato Prodi, quand'era presidente della Commissione europea, ad autorizzare i voli segreti della Cia in Italia. L'articolo è firmato da Farina e dal redattore Claudio Antonelli, che obbedisce al primo (sentendosi presentare al Sismi come «il mio uomo») e che ieri ha concesso ai pm un interrogatorio che è stato segretato. L'accusa a Prodi non ha trovato alcuna conferma nelle indagini internazionali.
Ma nell'ufficio di via Nazionale gli inquirenti milanesi hanno trovato l'originale del dossier trasmesso da Pompa a Farina, che corrisponde esattamente all'articolo poi pubblicato, quando Prodi era già presidente del Consiglio. Un altro obiettivo dell'attività sotterranea degli uomini del Sismi intorno al rapimento di Abu Omar era spostare l'indagine da Milano a Brescia. Come? Tentando di coinvolgere nella vicenda l'ex pm milanese Stefano Dambruoso, titolare dell'inchiesta sul sequestro fino alla primavera del 2004. Secondo la ricostruzione degli attuali pm, l'incontro del 22 maggio scorso tra Renato Farina e i procuratori aggiunti Spataro e Pomarici, avvenuto «simulando un interesse meramente giornalistico», seguiva un preciso disegno: «Porre specifici quesiti (suggeriti da Pompa al giornalista) in modo da poter apprezzare il grado di conoscenza degli inquirenti sul coinvolgimento del Sismi nella vicenda». E soprattutto «sviare gli accertamenti» della Procura fornendo ai pm «false informazioni (anche in questo caso suggerite al giornalista dal Pompa) circa presunte responsabilità organizzative nel sequestro del dr. Stefano Dambruoso e del personale della Digos di Milano».
Qualunque accertamento sull'ex inquirente milanese avrebbe costretto i magistrati a cedere l'inchiesta ai loro colleghi di Brescia. Nello stesso atto d'accusa notificato a Farina e Pompa, inoltre, si sostiene che «sempre il Pompa suggeriva a vari altri giornalisti con i quali era in stretto contatto la pubblicazione di articoli tendenti ad accreditare l'ipotesi di responsabilità del dr. Dambruoso e della Digos di Milano nell'organizzazione del sequestro». Nell'ufficio di Pompa, gli investigatori hanno trovato anche i due «rapporti» trasmessi da Farina e dal suo redattore sul colloquio con Spataro e Pomarici, che si aprì con queste domande: «Il Sismi c'entra col sequestro di Abu Omar? Voi che cosa ne sapete?».
Giovanni Bianconi
Paolo Biondani


Complimenti a libero e al cellino Farina

indelebile
07-07-2006, 09:38
Il documento contraffatto fornito dal funzionario Pompa
al vicedirettore Farina e finito su Libero
Quella patacca del Sismi
per infangare Prodi
Da un falso l'accusa di aver dato l'ok alla Cia

di GIUSEPPE D'AVANZO


Romano Prodi
In questa storia del sequestro illegale di Abu Omar, di azioni storte del Sismi, di dossier abusivi, di disinformazione, della sprovvedutezza del suo direttore (quel benedetto uomo non sa mai nulla di quanto accade fuori e dentro casa sua), il governo si muove - nelle prime ore - come un estraneo in una stanza buia. Si agita. Cerca, a braccia protese, un muro a cui appoggiarsi. Lo trova. Non se ne fida. Cerca un'altra posizione. Senza farla tanto lunga, pare di poter dire che Romano Prodi, all'annuncio della bufera che soffia sulla nostra intelligence, non trovi subito il passo giusto. Non immagina dove si trova, con chi si trova e perché.

Appare incerto sul da farsi. Le sortite del governo ne pagano il prezzo. Ieri, Palazzo Chigi ha "ribadito la propria fiducia nelle lealtà istituzionale delle strutture preposte alla garanzia della sicurezza nazionale".
Il nuovo giorno registra una correzione di rotta. Il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, sembra avere un ragionevole dubbio: "Mi pare difficile che operazioni di questo genere che vedono coinvolti esponenti di primo piano e servizi siano avvenute totalmente nella inconsapevolezza dell'autorità politica nel suo complesso". Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ammette che un problema "intelligence", "indubitabilmente", esiste. Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, riconosce che "i fatti e il tema sollevato sono di assoluto rilievo e richiedono la massima attenzione". Non è un'inversione di rotta, ma un aggiustamento. C'è chi, nel governo, sostiene che la manovra di correzione si deve soltanto a una maggiore conoscenza delle circostanze e delle fonti di prova raccolte dalla magistratura. Che all'atto di responsabile, "doverosa", fiducia istituzionale di ieri segue la maggiore attenzione ai fatti di una storia che nel sequestro illegale del cittadino egiziano trova soltanto uno dei suoi capitoli. Il più serio, forse, perché interpella la sovranità nazionale, la trasparenza dei rapporti con l'alleato americano, i diritti umani. Ma non è il solo, non è il più inquietante.
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C'è un altro capitolo che interroga la qualità della nostra democrazia e chiede di comprendere meglio la funzione, le responsabilità, il programma dell'"ufficio riservato" del Sismi di via Nazionale 230. Undici stanze all'attico. Cinque computer. Una babele di file, dossier, faldoni, appunti sparsi. Schede su magistrati, politici, giornalisti. Per esempio, analisi sul "confronto politico" nell'Associazione nazionale magistrati nel primo anno del governo Berlusconi, con una minuziosa biografia di Edmondo Bruti Liberati, poi presidente del sindacato delle toghe.

L'"ufficio riservato" ha un solo inquilino, Pio Pompa. Vive quasi come un segregato, un "clandestino" nell'appartamento di proprietà dell'intelligence, ma ha un ruolo nevralgico. Pompa è il funzionario del Sismi addetto alla disinformazione, alla diffamazione, alla raccolta di informazioni "sporche". Tiene i contatti con una rosa di giornalisti disponibili ad ascoltare le sue "favole" o la sua "scienza". Di tanto in tanto, chiede loro un piccolo favore; un'indiscrezione redazionale; un'analisi addomesticata; una soffiata su che cosa questo o quello dice o fa o vuole fare, magari qualche notizia manipolata nelle cronache, e che il titolo sia bello in grosso, meglio se in prima pagina.
Con altri, ha rapporti "strutturali" e organici, come con Renato Farina, vicedirettore di Libero, nome in codice "Betulla", ingaggiato e retribuito dal Sismi (nell'attico di via Nazionale sono state sequestrate ricevute di pagamento). In questo caso, Pio Pompa chiede con decisione, ordina con cortesia qualche maligno "servizietto". Invita "Betulla" ad andare dai pubblici ministeri, a capire se hanno in mano prove importanti contro gli uomini dell'intelligence. Gli chiede di suggerire ai magistrati, vantando la "dritta" di una presunta "fonte riservata", di muoversi intorno alla Digos di Milano: potrebbero essere stati loro, i poliziotti, i complici della Cia, anzi sono stati certamente loro in combutta con un sostituto procuratore.

"Betulla" obbedisce. Chiede un incontro ai magistrati. Fa il suo lavoro grigio. Poi relaziona: "Secondo me, quelli non hanno nulla in mano". Ora, disposta l'operazione, incassata l'informazione, a chi riferisce Pio Pompa? E' l'unico, l'esclusivo rapporto gerarchico dell'uomo di via Nazionale ad aprire un nuovo fronte: Pompa riferisce soltanto a Nicolò Pollari. Si sentono ogni giorno, più volte al giorno. Il direttore del Sismi è a conoscenza del lavoro della "Fonte Betulla". Ne conosce l'identità. Il prezzo dell'ingaggio. Gli obiettivi, le tattiche, gli interlocutori e i "nemici".

Un nemico di Pio Pompa e di "Fonte Betulla" è Romano Prodi. Giugno di quest'anno. L'uomo di via Nazionale chiede al giornalista di scrivere una cronaca contro il presidente del Consiglio, di afferrare il nome di Prodi e di cacciarlo nella faccenda delle extraordinary rendition come il solo responsabile politico della svendita della sovranità nazionale. "Ti mando un documento, poi ti dico come fare..." dice Pompa a "Betulla". L'articolo è pubblicato venerdì 9 giugno. Pagina 13. Titolo: "Sorpresa, dietro le missioni Cia il visto Prodi". Sommario: "Rivelazione. Gli spostamenti dei servizi americani per catturare terroristi nel Vecchio Continente non sono state avallate da Berlusconi, come sostiene il Consiglio d'Europa, ma dalla commissione guidata dal Professore".
Incipit. "Abbiamo uno scoop...". Ultimo paragrafo. "Siamo allo scoop. La legislazione americana (...) prevede che la Cia operi all'estero anche senza avvertire i Paesi coinvolti, pur ammettendo che (...) si violi la sovranità nazionale. Dunque la Cia ha legalmente operato in Italia dal punto di vista americano. Non ha ottenuto nessun consenso dal Sismi e dal governo (Berlusconi), quando chiese collaborazione nel novembre del 2001. Ma quello che è stato bocciato dall'Italia è stato con un ghirigoro linguistico accettato dalla Commissione europea di Romano Prodi. Ad Atene si incontrarono esponenti del Dipartimento di stato e della Commissione europea. Risultato: la "New Transatlantic Agenda". (...) Di quelle operazioni di sequestro e trasferimento, più che a Berlusconi bisognerebbe chiedere conto alla Commissione Europea".

L'operazione e il metodo di lavoro sono espliciti. Il "creatore di favole" di via Nazionale estrae un documento dal suo archivio. Ne manipola il significato, addirittura la traduzione. Ordina al giornalista ingaggiato di deviare l'attenzione della pubblica opinione e del ceto politico dalle responsabilità del governo Berlusconi e del Sismi alle decisioni di Romano Prodi e agli accordi della commissione europea. "Fonte Betulla" esegue. Il "creatore di favole" appare soddisfatto del suo lavoro mentre conversa con il suo (unico) Capo.

Quel che emerge dall'ufficio riservato di via Nazionale, dalle manovre di Pio Pompa, dall'esclusivo rapporto gerarchico con Nicolò Pollari non ha nulla a che fare con la sicurezza nazionale, con la lotta al terrorismo, con il fango delle "operazioni coperte" che "necessariamente", come stancamente si ripete, incrosta le scarpe delle "barbe finte". Il lavoro del "creatore di favole" e del suo unico padrone ha a che fare con la sicurezza dei cittadini e la lealtà istituzionale come il diavolo con l'acqua santa. L'intelligence non c'entra nulla. Molto c'entra la privata lotta per il potere di un'organizzazione separata e autoreferenziale, capace di mosse abusive, diffamazione, minacce. Liberare il campo da questa tentazione, da questi ricatti è il problema che il governo è chiamato presto a risolvere.

(7 luglio 2006)

indelebile
07-07-2006, 09:39
Un attico di undici stanze nel cuore di Roma: qui Pio Pompa
lavorava in stretto contatto con il direttore del Sismi
Tutte le telefonate a Pollari
dal covo della disinformazione
In via Nazionale dossier, ricevute e file sul Nigergate

di CARLO BONINI


Nicolò Pollari
ROMA - Raccontano Pio Pompa come un tipo solitario, metodico. Abruzzese dell'Aquila, cinquantacinque anni, magro, piccolo di statura, una calvizie pronunciata e occhiali da miope. Chi lo pedinava lo osservava puntuale, ogni mattina alle 6.30, uscire da solo per andare a comprarsi i giornali in edicola. Chi lo intercettava su uno dei suoi quattro telefoni, un cellulare e tre fissi, lo ascoltava parlare quotidianamente, con cadenze orarie, con un solo uomo a Forte Braschi: Nicolò Pollari.

Nell'aprile del 2004, era stato il Direttore a volerlo al Sismi, trasformando il suo contratto di consulente in un'assunzione definitiva nei ranghi del Servizio. Pollari aveva scelto Pompa, "analista" in proprio e professore a contratto dell'università di Teramo.

E per Pompa il Sismi era diventato soltanto Pollari. Certo, gli capitava di prendere ordini anche da Marco Mancini, il potente e temuto direttore della prima divisione. Ma da quando, a metà maggio, era caduto in disgrazia, il suo interlocutore era nuovamente solo e soltanto il Direttore. A lui, nel primo pomeriggio del 23 maggio, riferisce che Renato Farina, vicedirettore del quotidiano "Libero", nome in codice "Betulla", ha preso la strada del palazzo di giustizia di Milano per mettere in scena l'intervista posticcia con i procuratori Pomarici e Spataro che serve a misurare lo stato di avanzamento dell'inchiesta sul sequestro di Abu Omar e i suoi approdi. A lui riferisce, la sera stessa, che l'operazione è andata in porto e che "Betulla" ne darà conto con una nota il mattino successivo. Da Pollari ottiene le indicazioni sulla lista di giornalisti da incontrare in ufficio o al ristorante per una colazione durante la quale rifilare le veline cucinate dal Servizio. Siano innocue analisi geo-strategiche o informazioni manipolate attraverso cui avviare campagne di intossicazione, disinformazione o influenza sulle maggiori testate giornalistiche del Paese.
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Pio Pompa vive accampato nelle undici stanze al sesto piano di via Nazionale 230, un appartamento di proprietà del Sismi. Quattro computer perennemente accesi su "siti internet" di interesse, armadi in plastica da quattro soldi, una sola segretaria tuttofare.

Trascorre giornate ammuffite nelle carte. Carte, carte ovunque. Ritagli di giornale, stampate, annotazioni manoscritte, note di servizio, contabilità. Martedì, gli uomini della Digos impiegano quindici ore per mettere mano in quel marasma e infilare in decine di scatoloni il "materiale di interesse". Dicono ci vorranno settimane per venirne a capo, per separare il ciarpame da ciò che conta. Ma qualcosa salta subito all'occhio.
Cominciamo da due ricevute di pagamento. La prima da 2.500 euro, la seconda da 5.000. Nella firma in calce ai due foglietti, una sigla leggibile: "Betulla". Quando si muove, il vicedirettore di "Libero" non lo fa gratis. Anche per questo, le richieste che arrivano dal Direttore attraverso Pompa sono perentorie. Anche per questo le informazioni che "Betulla" gira a via Nazionale sono tempestive, sollecite. L'ultima, un paio di settimane fa. Spataro lascia Milano diretto a New York, per un convegno organizzato dalla New York University. Per "Betulla", che nulla in realtà sa, né di essere intercettato, né che le richieste di arresto per Mancini e Pignero sono all'attenzione del gip, è il segnale che l'inchiesta "è ferma". "Betulla" riferisce, Pompa annota, Pollari viene informato.

Il metodo è sempre lo stesso. E sempre ne rimane traccia scritta. Dopo la pagliacciata del 23 maggio a palazzo di Giustizia con Pomarici e Spataro (registrata da microfoni nascosti nell'ufficio dei due procuratori), il cui incipit provoca tra l'altro l'irrefrenabile ilarità dei due magistrati ("Il Sismi c'entra con Abu Omar?", chiede "Betulla" tanto per girare intorno alla questione), Pompa chiede e ottiene una relazione scritta su quanto ci si è detti in quell'incontro. "Betulla" redige la sua "nota" e promette che altrettanto farà "il suo uomo" che alla finta intervista ha preso parte, il redattore di "Libero" Claudio Antonelli. Il 24 maggio, i due pezzi di carta sono in via Nazionale. Il 5 luglio, la Digos li scova nella montagna di carte che attufa l'appartamento.
C'è davvero di tutto lì dentro. Durante la perquisizione, salta fuori un dossier personale su Edmondo Bruti Liberati, già segretario dell'Associazione nazionale magistrati, oggi procuratore aggiunto di Milano. Ma si inciampa anche in un dossier datato 2001 che mette insieme notizie sugli orientamenti e le possibili mosse della magistratura associata alla vigilia dell'insediamento del nuovo governo Berlusconi.

In una cartellina, sono conservate quattro lettere anonime di cui, tra marzo e aprile scorso, sono state inondate le redazioni di tutti i principali quotidiani italiani. Robaccia che mette insieme piccole calunnie e altrettanto piccole verità, che dovevano soltanto servire a portare lontano l'attenzione dei cronisti che seguivano l'affare Abu Omar dal fuoco dell'inchiesta e, magari, contribuire a intossicarla.

In un armadio, fa capolino uno scatolone con il "dossier Nigergate". Per oltre un anno, i comunicati di palazzo Chigi hanno accusato "Repubblica" che quella storia "è falsa" ed è spia di chi sa quale ossessione, di chi sa quali fantomatici mandanti. Lo scatolone dimostra che è il Sismi a vivere come un'ossessione quell'affare in cui è impicciato mani e piedi e da cui non sa come tirarsi fuori. Anche quello, un "lavoro" commissionato dal Direttore. Come la campagna di aggressione a "Repubblica" che Pompa, su suo incarico, conduce e sorveglia attraverso i giornali "amici": dal "Giornale" all'Unità, da "Libero" al "Riformista", a "Panorama".

Tutta farina della fabbrica della disinformazione di via Nazionale 230. Come la manipolazione infedele che, ai primi di giugno, deve pubblicamente accreditare il falso secondo cui all'origine degli accordi che hanno reso possibili le "consegne straordinarie" e dunque il sequestro Abu Omar c'è un accordo Europa-Stati Uniti siglato quando a presiedere la Commissione era Romano Prodi.

Chi in queste ore lavora all'inventario di questa monumentale opera di dossieraggio, sui singoli come su argomenti politicamente sensibili, insiste che "ci vorrà del tempo". Confida il proprio stupore e segnala che quel che è stato afferrato è solo il bandolo di una matassa di cui non sarà semplice separare tutti i fili. Era da via Nazionale 230 che venivano intercettate le comunicazioni telefoniche di Giuseppe D'Avanzo? E come e con quali strumenti tecnici? Sicuramente è in via Nazionale che, il 12 maggio, Pompa raccoglie l'informazione che i due giornalisti di Repubblica "stanno all'hotel Diana di Milano e stanno a fà la spola con Spataro". Ed è sicuramente quel giorno che la foga di comunicare quell'informazione lo tradisce. Si attacca al telefono per girare l'informazione a Marco Mancini e in quel momento, per la prima volta, gli uomini della Digos in ascolto apprendono dell'esistenza di questo misterioso "Pio".

La sera stessa, i suoi telefoni sono sotto controllo. Per la Procura di Milano, la fabbrica della disinformazione e del controllo illegale di Via Nazionale 230 cessa di essere un segreto. Pompa si trascina dietro "Betulla" e con lui Antonelli e tutti coloro che a lui si sono avvicinati nel tempo. Almeno a partire dall'aprile 2004, quando era diventato l'uomo di Pollari. Giorni magnifici in cui l'ex professore a contratto avvicinava i giornalisti prescelti dal "Capo" annunciato dalla telefonata di un funzionario del Ministero della Difesa. I pm di Milano hanno identificato l'officiante e non è escluso che presto possano rivolgergli la più semplice delle domande. Per ordine di chi faceva quelle telefonate convocando, a palazzo Baracchini, i giornalisti?

Certo, avrebbe potuto e potrebbe spiegarlo lo stesso Pompa. Mercoledì, durante la perquisizione, si era detto pronto "a chiarire tutto". Ieri mattina, giorno del suo interrogatorio, ha cambiato idea. "Mi avvalgo della facoltà di non rispondere", ha detto al pm Spataro.

stranamente su libero ieri e oggi in prima pagina non ho visto notizie su questo fatto :sofico:

verloc
07-07-2006, 09:40
Adesso voglio vedere se l'ordine dei giornalisti prende provvedimenti verso questo infame informatore prezzolato.


ps.Dico infame perchè è un giornalista.

Tyto82
07-07-2006, 09:50
Anche su La Repubblica se ne parlava in un'altro articolo: http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/cronaca/arrestato-mancini/davanzo-scenario/davanzo-scenario.html

Pollari non ha saputo, dunque. Non è una novità. Nel corso di questi anni, è capitato spesso al direttore del Sismi di non accorgersi di quel che accadeva nel cortile di casa sua. Qualche esempio. Un gruppo di lestofanti, guidati da un facchino del mercato ortofrutticolo di Brescia, con l'aiutino di un ex collaboratore del Sismi, e documenti falsi e confessioni farlocche, combina la trappola "Telekom Serbjia". Per due mesi tiene sulla griglia, dicendoli "ladri", Prodi e Fassino e il direttore del Sismi non si accorge di nulla. Non vede e non sente.

Ce l'hanno con Prodi da parecchio tempo.

Inoltre è illegale per i servizi segreti ingaggiare i giornalisti, come è stato fatto.

Riporto qua il post fatto nell'altro thread:

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200607articoli/7325girata.asp

L’uomo Cia dissente
Che non ci fosse più nulla da fare, Marco Mancini, il maresciallo dei carabinieri che aveva fatto una carriera inarrestabile (e misteriosa) dentro il Sismi, fino a diventare direttore della prima divisione, lo deve aver capito tre mesi fa, a inizio aprile, quando succede qualcosa di imprevisto: l’ex capocentro Sismi di Milano, il colonnello Stefano D’Ambrosio, viene interrogato dai magistrati della procura lombarda. A loro racconta: «Nell’ottobre 2002, mi contattò Robert Lady (ex capo Cia di Milano, latitante, ndr) spiegandomi che con uomini del Sismi era in corso un’attività di osservazione per sequestrare Abu Omar.

Io non ne sapevo nulla. Lady dissentiva dall’operazione e mi spiegò le sue ragioni: “Innanzitutto quella casella lasciata vuota sarà occupata immediatamente da qualcun’altro. E poi, so di indagini eccellenti in corso dalla Digos milanese e non credo sia utile rovinarmi i rapporti con loro”». Aggiunse Lady: «“Se tu sei d’accordo con me, fallo capire ai tuoi capi”. A quel punto chiamai Mancini (all’epoca suo superiore gerarchico, ndr), lo incontrai e gli spiegai il discorso di Lady. Lui tacque. Gli chiesi se dovessi informare il generale Pignero, allora direttore della prima divisione. “Ci penso io”, mi disse».

«L’ho fatto per essere assunto al Sismi»
Un passo indietro. Lavorando sul traffico dei cellulari nell’area e nel giorno del sequestro di Abu Omar, gli investigatori milanesi scoprirono un’«utenza» italiana, quella del maresciallo dei carabinieri del Ros, Luciano Pironi. Il quale, sentito dai magistrati lombardi, ha confermato di aver partecipato al sequestro dell’imam milanese: «L’ho fatto per entrare al Sismi. Robert Lady promise di raccomandarmi al capocentro di Milano, il colonnello D’Ambrosio. Che poi, nel dicembre del 2002, mi disse che non mi avrebbe potuto aiutare perché era stato trasferito a Roma».

Era accaduto che una decina di giorni dopo l’incontro con Mancini, il colonnello D’Ambrosio era stato convocato a Roma dal generale Pignero e trasferito, mentre il suo incarico fu rilevato dallo stesso Mancini. In quella occasione, furono trasferiti anche i capicentro di Trieste e Padova. Robert Lady, a sua volta, ricevette una durissima ramanzina dal capo Cia di Roma, Jeff Castelli, che lo invitò a non aver più alcun rapporto con il colonnello D’Ambrosio.

I silenzi di Pignero
Alla fine di maggio, Gustavo Pignero viene sentito dai magistrati milanesi. Secondo la legge, i vertici dei Servizi hanno l’obbligo di riferire all’autorità giudiziaria notizie di reato. Pignero ai magistrati racconta di non aver saputo mai nulla del sequestro di Abu Omar. Sono settimane ad alta tensione: la procura di Milano intercetta diversi funzionari e dirigenti del Sismi. Naturalmente anche Marco Mancini e un alto dirigente, il generale Luciano Seno. Il suo cellulare fa da «ponte» per le comunicazioni tra Pignero e Mancini. Subito dopo essere stato interrogato, i due parlano al cellulare. E Mancini suggerisce a Pignero di farsi interrogare un’altra volta.

Pignero e la pratica « Abu Omar»
Il primo giugno, il generale Pignero fa mettere a verbale: «Jeff Castelli, a dicembre (2002, ndr) mi racconta che la Cia aveva individuato 12, 13 obiettivi operativi, intendo con questo dire che erano “obiettivi” sui quali lavorare per farli arrestare dall’autorità giudiziaria. Do disposizione a Mancini di fare accertamenti su Abu Omar, per valutarne la pericolosità. Alla fine dell’istruttoria mi è stato riferito che Abu Omar era effettivamente pericoloso e oggetto di investigazioni della Digos».

Degli altri obiettivi, Pignero non sa dare indicazioni. E dice ai magistrati di chiedere a Mancini l’elenco degli uomini che fecero l’inchiesta su Abu Omar.

«E’ un casino, è un casino»
Un’ora dopo l’interrogatorio, sempre tramite il cellulare di Seno, Pignero racconta a Mancini l’esito dell’interrogatorio. Convinto, Mancini, che parlando da una cabina telefonica poteva dire tutto. «Guarda - gli dice Pignero - che la procura ti convocherà per i nominativi della squadra che ha fatto l’inchiesta su Abu Omar». Mancini perde le staffe: «Cazzo, è un problema, è un problema grosso. A quelli (riferendosi alla squadra, ndr) gli ho detto ciò che mi avevi detto di dire: “Gli americani ci hanno chiesto di prenderlo e che l’operazione è illegale”. E’ un casino, è un casino... proverò a convincere i ragazzi....». Poco dopo, Mancini chiama Seno: «Pignero ha creato un casino, digli che lo voglio incontrare domani mattina, perché in pomeriggio sono stato convocato dai magistrati».

Pignero e Mancini vengono pedinati e fotografati in via Tomacelli, nel centro di Roma, la mattina alle nove». Marco Mancini, messo a riposo forzato, per motivi di salute, è ormai disperato. «Pollari è un codardo, è un vigliacco...». E già, il direttore del Sismi, Niccolò Pollari, poteva non sapere? Per il momento, i magistrati di Milano gli hanno notificato un ordine di esibizione di atti. La sua posizione, allo stato, è «congelata». Ma potrebbe presto cambiare. In peggio.

Bello... davvero bello...

E ancora: http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/cronaca/arrestato-mancini/davanzo-scenario/davanzo-scenario.html

Pollari non ha saputo, dunque. Non è una novità. Nel corso di questi anni, è capitato spesso al direttore del Sismi di non accorgersi di quel che accadeva nel cortile di casa sua. Qualche esempio. Un gruppo di lestofanti, guidati da un facchino del mercato ortofrutticolo di Brescia, con l'aiutino di un ex collaboratore del Sismi, e documenti falsi e confessioni farlocche, combina la trappola "Telekom Serbjia". Per due mesi tiene sulla griglia, dicendoli "ladri", Prodi e Fassino e il direttore del Sismi non si accorge di nulla. Non vede e non sente.


Tre pitocchi - un ex collaboratore del Sismi, una "fonte" del Sismi, un colonnello del Sismi - pasticciano, ai tavolini di un bar, documenti contraffatti sull'uranio nigerino per sostenere che Saddam si sta preparando una bomba atomica e il direttore nulla sa, nulla vede. I siriani vogliono salvarsi dalla risoluzione dell'Onu che li obbliga a lasciare il Libano. Hanno una trovata per salire, da bravi ragazzi, sul carro della lotta al terrorismo. Inventano un attentato al tritolo alla nostra ambasciata di Beirut. Con la collaborazione del Sismi, afferrano un paio di poveri cristi. Li torturano per farli confessare. Troppo. Uno degli afferrati muore in carcere. La Grande Spia non se ne cura. Corre, trafelato e soddisfatto, in Parlamento. Annuncia di aver protetto l'Italia da un catastrofico "11 settembre".

Come di nulla si deve essere accorto, Pollari, dell'"agenzia di disinformazione e dossieraggio" che un funzionario del Sismi, sotto la supervisione di Marco Mancini (intanto diventato direttore del controspionaggio) ha organizzato in un "ufficio riservato" al 230 di via Nazionale a Roma. L'appartamento è all'attico. Da quell'attico, il funzionario controlla un giornalista, "fonte Betulla", che offre "appunti riservati" sulle indagini di Milano. È illegale, per il servizio segreto, ingaggiare giornalisti.

Meno che mai, Pollari deve aver compreso che il direttore del controspionaggio, con il funzionario dell'ufficio riservato ai "depistaggi redazionali", si sia lasciato prendere la mano e abbia organizzato pedinamenti di due reporter di Repubblica, l'"osservazione" dei loro incontri di lavoro. Addirittura, l'intercettazione illegale delle loro telefonate.




Ed ecco cos'ha detto l'Europarlamento:

BERLINO (Reuters) - All'indomani degli arresti di due dirigenti del Sismi, il servizio segreto militare italiano, indagati per concorso in sequestro di persona con l'accusa di aver partecipato al rapimento dell'ex imam egiziano di Milano Abu Omar ad opera di agenti Cia, il Parlamento europeo ha approvato oggi una risoluzione che critica diversi governi europei, tra cui l'Italia, per i cosiddetti renditions (prelevamenti) di presunti terroristi.

Nel testo si legge che è "implausibile... che certi governi europei non fossero a conoscenza delle attività legate agli 'extraordinary renditions' (sequestri illegali) avvenuti sul loro territorio".

Ed è anche implausibile, dice la risoluzione, che il rapimento di Milano possa essere stato condotto da agenti Cia senza che le autorità o i servizi di sicurezza italiani ne sapessero nulla.

La risoluzione del Parlamento europeo segue sostanzialmente quello del Consiglio d'Europa elaborato dall'investigatore Dick Marty, che indica in una ventina i paesi europei che avrebbe collaborato a diverso titolo alle operazioni Cia. Accusa che i paesi in questione hanno finora respinto.

Da: http://today.reuters.it/news/NewsArticle.aspx?type=topNews&storyID=2006-07-06T181925Z_01_DIG644998_RTRIDST_0_OITTP-CIA-ABU-OMAR-SISMI-6-LUGLIO-PUNTO.XML

E ancora sempre dall'Europarlamento:

I deputati UE esprimono preoccupazione per il fatto che, dopo l'11 settembre 2001 e nel quadro dell'indispensabile lotta contro il terrorismo, "i diritti umani fondamentali sono stati oggetto, a varie riprese, di gravi e inammissibili violazioni". I deputati sostengono che non si possono sacrificare i diritti umani alle esigenze di sicurezza e che quindi "il terrorismo va combattuto con mezzi legali e deve essere sconfitto nel rispetto del diritto internazionale e delle normative interne" e con "un atteggiamento responsabile da parte dei governi e dell'opinione pubblica".

Da: http://www.osservatoriosullalegalita.org/06/acom/07lug1/0626ricovolicia.htm

joesun
07-07-2006, 10:03
ma spero che renato farina finalmente lo sbattano in galera e buttino via la chiave, possibilmente anche insieme a quelli che serviva..

è una storia indecente..peccato che la maggior parte delle persone non ne capira niente... :rolleyes:

RiccardoS
07-07-2006, 10:10
ho letto "Libero" una ed una sola volta, per caso: sono rimasto talmente schifato che non faccio fatica a credere a complotti del genere. è semplicemente disgustoso. visto chi lo dirige, cmq, non c'è da stupirsi.



OT p.s.: Pio Pompa! :sofico: ma è un nome d'arte? :D

generals
07-07-2006, 10:11
Gravissimo!! cosa abbastanza immaginabile che evidenzia il rischio democrazia che abbiamo corso in questi anni. Per questi presunti giornalisti spia prospetto radiazione dall'albo e relative condanne penali come minimo :mad:

sider
07-07-2006, 10:11
Bella roba, veramente una bella roba. Che schifezza.

indelebile
07-07-2006, 10:12
ma spero che renato farina finalmente lo sbattano in galera e buttino via la chiave, possibilmente anche insieme a quelli che serviva..

è una storia indecente..peccato che la maggior parte delle persone non ne capira niente... :rolleyes:



ma figurati :D a lino ianuzzi che ha smerdato la procura palermitana gli han dato perfino la grazia

Radagast82
07-07-2006, 10:13
ma da un giornale come libero cosa vi aspettavate? per me è autorevole come Metro o City... anzi, di meno

~ZeRO sTrEsS~
07-07-2006, 10:40
io piu'che del giornale farlocco mi preoccupo di quello che fa il sismi

Tyto82
07-07-2006, 11:16
io piu'che del giornale farlocco mi preoccupo di quello che fa il sismi

Questa è la cosa preoccupante.

matteo1
07-07-2006, 12:01
se fossero vere tutt el e accuse sarebbe una vicenda gravissima.
Già in passato c'era stata commistione tra giornalisti e servizi segreti.
Uno addirittura dopo militanza PCI ha affermato candidamente di essere stato un informatore CIA.
Comunque attendiamo altri sviluppi prima di dare giudizi affrettati.

Tyto82
07-07-2006, 12:20
Tra gli articoli si parlava di Telekom Serbia.

A proposito di Telekom Serbia: http://www.repubblica.it/online/politica/telekomserbia/marini/marini.html

Parliamo del 2003, sulle accuse verso Prodi e Fassino.

E di questo interessante articolo: http://www.repubblica.it/2003/j/sezioni/politica/telekomserbiaquattro/denuncia007/denuncia007.html

Lettera di Del Mese, direttore del Cesis,
al Comitato parlamentare di controllo sui Servizi
La denuncia del capo degli 007
"Fonti deviate usate ancora oggi"
Raccomandazione a Sisde e Sismi:
"massima prudenza" con questi informatori
di CARLO BONINI

ROMA - Ancora oggi Sisde e Sismi hanno rapporti con professionisti della manipolazione che hanno dato prova di inquinare la vita pubblica. Lo scrive il segretario generale del Cesis, Emilio Del Mese, in una lettera trasmessa al Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti che, non più tardi del 24 settembre scorso, lo aveva sollecitato a verificare se la nostra intelligence fosse ancora impicciata con manovali della disinformazione a uso politico, già indagati dall'autorità giudiziaria.

I "rapporti" dunque ci sono e si tratta - si legge nella lettera di Del Mese - di fonti "già entrate in contatto con l'area dell'intelligence, con la finalità di porre in essere attività devianti rispetto alle funzioni istituzionali dei Servizi". La presa d'atto è così nitida e asciutta nella sua formulazione che, aggiunge per iscritto lo stesso segretario generale del Cesis, la circostanza lo ha spinto a raccomandare ai direttori dei due servizi, Mario Mori (Sisde) e Niccolò Pollari (Sismi) di fare di questi "contatti deviati" un uso "estremamente prudente" e solo se le circostanze lo rendano "indispensabile".

Le rivelazioni delle inchieste di Repubblica sulla Grande Trappola di Telekom Serbia e le interferenze che nei lavori della commissione parlamentare hanno avuto "contatti deviati" di Sismi e Sisde trovano dunque una loro prima e documentata conferma dagli apparati della sicurezza. Ricorderete quali figure si muovono nell'operazione di intossicazione: Antonio Volpe, collaboratore del Sismi, manovratore di Igor Marini e consulente occulto della commissione Telekom (ora è lui stesso ad ammetterlo in un verbale alla Procura di Torino di cui si dà conto in queste pagine); Renato D'Andria, titolare di un'agenzia privata di disinformazione e fonte del Sisde evocata tra i 18 nomi spesi a San Macuto per delineare il canovaccio della calunnia che avrebbe colpito Prodi, Fassino e Dini; Francesco Pazienza, già direttore occulto del Sismi della P2, che, con il ricatto mosso attraverso Giulio Rocconi a Pio Maria Deiana, pianifica l'introduzione nei lavori della commissione Telekom di due dossier manipolati su Romano Prodi.

Bene, alla luce di quello che il Cesis ora comunica al Parlamento, nessuno di questi professionisti della disinformazione può più essere liquidato come una coincidenza o un inciampo. Perché oggi questi nomi, le loro biografie, i loro rapporti con l'intelligence, appaiono, al contrario, la conferma dell'esistenza di macchine cospirative (l'inchiesta di Repubblica ne ha individuate almeno due al lavoro nell'affare Telekom) all'opera per manipolare la vita politica del Paese e comunque disposte a mobilitarsi quando il committente lo richieda.

La lettera di Del Mese, del resto, non sembra prestarsi ad equivoci di formula o sintassi. E la sua raccomandazione ai vertici di Sisde e Sismi a un uso accorto nella gestione del rapporto con "contatti deviati", squaderna ora un secondo e importante capitolo dell'affare Telekom. Che può ben essere riassunto in una semplice domanda: perché gli apparati dell'intelligence che pure conoscevano perfettamente qualità e intenzioni dei loro "contatti deviati" non li hanno tempestivamente fermati?
E' una domanda la cui risposta sembra spaventare a morte il centro-destra. Al punto da sollecitare, nella Casa delle libertà, una chiamata a raccolta per impedire che gli interrogativi posti dalla Grande Trappola e ora confermati dalla comunicazione del Cesis trovino un qualche sbocco in una sede istituzionale come il Comitato parlamentare di controllo sui Servizi (convocato giovedì prossimo per l'audizione di Mori, direttore del Sisde).

Su tutte, si leva la voce di Fabrizio Cicchitto, vicecordinatore di Forza Italia, ma, quel che più conta membro del Comitato parlamentare di controllo dei servizi. Sfidando il suo passato che lo ha visto iscritto alle liste della loggia P2 e l'affettuoso ricordo che gli ha dedicato Licio Gelli in una recente intervista a Repubblica ("È uomo serio, persona affidabile") - circostanze entrambe che pure dovrebbero sollevare dubbi sulla sua compatibilità con il ruolo di controllore dei Servizi - Cicchitto batte il pugno sul tavolo. Grida che no, "il Comitato di controllo non può sentire il direttore del Sisde su circostanze che riguardano Telekom Serbia". Che "il Comitato di controllo non può trasformarsi in una supercommissione di inchiesta che indaga sulla commissione Telekom".

Un agitarsi, quello di Cicchitto, che l'interessato torce in chiave "politica" ("Le sinistre vogliono deviare l'attenzione dell'opinione pubblica dalle domande che pone l'affare Telekom"). Ma che se ha un effetto è quello di radicare almeno in una parte del centro-sinistra una qualche consapevolezza della posta politica ora in gioco. Non più il destino (che appare irrimediabilmente segnato) della commissione Telekom Serbia. Quanto lo svelamento dei mandanti e dei protagonisti della costruzione di una calunnia. Il senatore dei ds e componente del Comitato di controllo sui Servizi Massimo Brutti, lo va ripetendo da qualche giorno: "Il Comitato deve accertare chi nel centro-destra, utilizzando le dichiarazioni di faccendieri e mascalzoni e i loro legami, ha montato una ripugnante calunnia. Ne va della dignità del Parlamento e della stessa credibilità dei Servizi e di tanti loro funzionari onesti".
(10 ottobre 2003)

Sul caso Telekom Serbia mi sto leggendo qualcosa. Intanto questo su Wikipedia:

L'accusa iniziale è di aver ricevuto tangenti dal presidente serbo Slobodan Milosevic per finanziare la ricostruzione del Paese. Dalle dichiarazioni del faccendiere svizzero Igor Marini la commissione parlamentare incaricata ricostruisce una vicenda di tangenti pagate a Prodi, Piero Fassino, Lamberto Dini, Francesco Rutelli e altri, le notizie vengono rilanciate da una parte dei media, e dallo stesso Berlusconi, secondo il quale: «La vicenda Telecom Serbia è tutta una tangente[6]». Il teste viene in seguito dimostrato essere non credibile, le sue dichiarazioni si rivelano delle calunnie e vengono completamente smentite dalla magistratura. La prove chiave delle sue accuse, due ordini di versamento, si rivelano dei falsi[7]. La commissione parlamentare nel suo resoconto finale non formula alcuna accusa diretta. Il centrosinistra ha sempre rinnegato la liceità della commissione, definendola uno strumento di propaganda, fino ad abbandonarne i lavori. Il 21 aprile 2006, Maurizio De Simone, Giovanni Romanazzi e Antonio Volpe, tre dei testimoni chiave che avevano procurato alla commisione di inchiesta alcuni documenti relativi, tra le altre cose, ad una supposta tangente di 125 mila dollari versata a Prodi e Dini, vengono rinviati a giudizio per calunnia aggravata con l'accusa di aver fabbricato delle prove false.

Da: http://it.wikipedia.org/wiki/Romano_Prodi#_note-documenti_falsi

E poi i nomi, mica piccoli, alcuni li conoscete MOLTO bene:

4. (Dove si racconta qualche coincidenza e ci si chiede se cinque coincidenze fanno un indizio o soltanto una somma di coincidenze)
Renato D'Andria è al lavoro a Napoli e a Torino. Antonio Volpe si muove a Palermo e nella Capitale. Curio Pintus (è un altro dei nomi cari a Taormina, vedi scheda) lo beccano a Lucca e agisce a Milano. Giammario Ferramonti si aggira nelle valli della Lega e lo si vede nei dintorni del Viminale. È ragionevole chiedersi quali sono le connessioni tra questi uomini, chi può aver fatto da nesso o collegamento. Difficile resistere alla suggestione delle coincidenze.

Carlo Taormina è egli stesso una deliziosa coincidenza in quest'affare. Difende come avvocato D'Andria. Lo fa minacciando: "Il mio assistito ha parlato degli interventi anomali nell'accaparramento degli appalti che riguardano la sinistra, di una grossissima operazione di pochi anni fa che riguarda l'Iri. Molte persone devono preoccuparsi" (Milano, 19 luglio 1999). Taormina è il difensore di un imputato (Roberto Fracassi) del falso "dossier Violante" in cui è stato indagato Antonio Volpe. E' avvocato dell'imputato Giuseppe Di Bari nel processo per la truffa virtuale nel Principato di Monaco a cui si ispira Igor Marini per le sue balle. Coincidenze, come ovvio.

È una coincidenza, anche, che quando Ferramonti (ricordate, Alvaro Robelo l'ambasciatore del Nicaragua?) si dà da fare già nel 1995 per costruire dossier falsi contro Prodi e Dini lo si rintracci ospite in casa di Gianpiero Cantoni. Chi è? Ex presidente della Bnl, oggi senatore di Forza Italia, columnist de Il Giornale e, naturalmente, influente membro della Commissione Telekom. Coincidenza.

Alfredo Vito, infine. Bella storia la sua. Tangentista confesso, ora implacabile inquisitore, con asprezze degne di un Andrei Januarevic Vysinskij. Il Riformista ha svelato che Vito "è tra gli amici" di Antonio Volpe. Ne è venuto fuori un parapiglia. Vito, indignato, smentisce e querela. Spiega di aver incontrato Volpe soltanto una volta in luglio. Quando quell'altro insisteva per consegnargli un dossier che avrebbe poi dato a Trantino (abbiamo visto come Volpe si vantasse di frequentare San Macuto fin dal 7 gennaio e non da luglio). Alfredo Vito non la racconta tutta. Il 4 settembre, con Antonio Volpe, Alfredo Vito è stato fermato e identificato dalla Guardia di Finanza in un bar di piazza san Silvestro a Roma. Non si comprende l'omissione del tangentista fattosi inquisitore. In fondo è soltanto una coincidenza che conosca Antonio Volpe e che lo incontri. Una, due volte, che importanza ha?

Dicono qualcosa queste coincidenze? Forse soltanto che, nella Commissione Telekom, c'è qualche (possibile) trait d'union tra le vite disperate, così uguali e così lontane, che si sono improvvisamente affollate a San Macuto, pronte a trasformare un virtuale e truffaldino falso finanziario in una calunnia politica. Sono ora espliciti i traffici di Antonio Volpe, sgonfiate le panzane di Marini, più chiare le mosse oblique del presidente Enzo Trantino. E' allo scoperto il network di contatti di Carlo Taormina, al centro di un sistema che tocca in basso, molto in basso, un tipaccio come Renato D'Andria e in alto, molto in alto, addirittura il presidente del Consiglio. La Grande Trappola svela la sua trama, i manovali, i manovratori. C'è ancora filo da tessere. Chi sono i burattinai, e quali saranno ora le loro mosse?
(hanno collaborato Ettore Boffano e Alberto Custodero)
(26 settembre 2003)



Da (in questo link le sequenze): http://www.repubblica.it/2003/i/sezioni/politica/telekomserbia3/caso/caso.html

Come noterete c'è il nome nell'articolo di un certo Carlo Taormina (FI, e chi conosce sa che è avvocato difensore della Franzoni, ma questo non c'entra).

E udite udite:

L'uomo chiave della Grande Trappola organizzata in Commissione Telekom, contro Prodi, Fassino e Dini, è stato, almeno fino al 1993, un "collaboratore del Sismi", il servizio segreto militare. Si chiama Antonio Volpe. È uno spione "frammassone" specializzato nel ramo disinformazione. Muove lui, dunque, le fila di un affaire che, di giorno in giorno, ravviva il suo disegno, portandone alla luce il canovaccio, gli interpreti, gli sceneggiatori, le variazioni falsarie che ne truccano la genesi e ne confondono il percorso, le omissioni del presidente della commissione Enzo Trantino o di Palazzo Chigi (o, insieme, di Palazzo Chigi e di Trantino).

.......


Da: http://www.repubblica.it/2003/i/sezioni/politica/telekomserbia3/lungo/lungo.html

Antonio Volpe & Co son stati rinviati a giudizio a inizio 2006: http://www.gatago.com/it/politica/libertaria/12175332.html

gourmet
07-07-2006, 12:36
E' incredibile quanta roba stia saltando fuori questa estate! :eek:

~ZeRO sTrEsS~
07-07-2006, 12:43
E' incredibile quanta roba stia saltando fuori questa estate! :eek:

e' tutto falso questi sono i complotti rossi :O
e la magistratura ovviamente e' rossa :O

Tyto82
07-07-2006, 13:29
e' tutto falso questi sono i complotti rossi :O
e la magistratura ovviamente e' rossa :O

:asd:

^TiGeRShArK^
07-07-2006, 13:49
E' incredibile quanta roba stia saltando fuori questa estate! :eek:
forse perchè prima c'erano altri interessi? :O
chi era che poteva avere interesse a screditare prodi? :fiufiu:

lowenz
07-07-2006, 14:04
Per quanto riguarda Farina dico solo 1 cosa: :D :D :D
Ops, sono 3.....uno e trino :asd:

Nockmaar
07-07-2006, 14:10
Sto aspettando qualcuno che contesti le accuse in modo concreto e argomentato.

Mi sembra di capire che in questo caso le chiacchere stiano a zero.

Per fortuna c' e' ancora qualcuno al di sopra di tutto e tutti, come la DIGOS.

~ZeRO sTrEsS~
07-07-2006, 15:26
Sto aspettando qualcuno che contesti le accuse in modo concreto e argomentato.

Mi sembra di capire che in questo caso le chiacchere stiano a zero.

Per fortuna c' e' ancora qualcuno al di sopra di tutto e tutti, come la DIGOS.

io spero invece che la gente si sia resa conto di chi ha messo al potere per 5 anni, quanti danni abbiano fatto, ma sopratutto che gente sia... speriamo che nn si ripeta piu'...

cmq cosa interessante quando berlusconi vinse l'elezioni chiese alla sua equipe di trattare l'elettorato come bambini di 10 anni... e ha vinto...

discepolo
07-07-2006, 15:28
Sto aspettando qualcuno che contesti le accuse in modo concreto e argomentato.

Mi sembra di capire che in questo caso le chiacchere stiano a zero.

Per fortuna c' e' ancora qualcuno al di sopra di tutto e tutti, come la DIGOS.


Basta fare indagini serie ed elementi per incarcerare Prodi, Caruso, D' Alema, Jervo, Bassolino, diciamo che manca la volontà di farlo ?

:read:

PS pure magistratura & giornalisti fa altrettanto schifo, basta rammentare la cartaigenica della sera! :ciapet:

Onisem
07-07-2006, 15:33
Bel quadretto davvero. Roba da unione sovietica dei tempi migliori, alla faccia di quelli che urlano continuamente allo spaoracchio comunista. Speriamo resettino il Sismi con la cricca di fascisti, massoni e mafiosi vari che vi albergano al più presto. E con loro anche la testa di qualcuno.

~ZeRO sTrEsS~
07-07-2006, 15:36
Basta fare indagini serie ed elementi per incarcerare Prodi, Caruso, D' Alema, Jervo, Bassolino, diciamo che manca la volontà di farlo ?

:read:

PS pure magistratura & giornalisti fa altrettanto schifo, basta rammentare la cartaigenica della sera! :ciapet:

bhe gia' un accusa era falsa su prodi, ma non sto qui a difendere questo e quell'altro ovviamente tutti avranno qualche macchiolina nel passato... ma fra macchiolina, e sabotare i servizi segreti ce ne vuole eh!!

discepolo
07-07-2006, 15:36
Bel quadretto davvero. Roba da unione sovietica dei tempi migliori, alla faccia di quelli che urlano continuamente allo spaoracchio comunista. Speriamo resettino il Sismi con la cricca di fascisti, massoni e mafiosi vari che vi albergano al più presto. E con loro anche la testa di qualcuno.


E i rapiti in Iraq come li liberi, ci mandi Luxuria a fare trattative o Caruso ? :mbe:


Editi:

bhe gia' un accusa era falsa su prodi, ma non sto qui a difendere questo e quell'altro ovviamente tutti avranno qualche macchiolina nel passato... ma fra macchiolina, e sabotare i servizi segreti ce ne vuole eh!!


Il caso cirio, le proprietà della moglie! Di carne al fuoco o meglio pomodori in salsa c'è nèèèè!!

sider
07-07-2006, 15:38
Basta fare indagini serie ed elementi per incarcerare Prodi, Caruso, D' Alema, Jervo, Bassolino, diciamo che manca la volontà di farlo ?

:read:

PS pure magistratura & giornalisti fa altrettanto schifo, basta rammentare la cartaigenica della sera! :ciapet:

Io la carbonara la preferisco col parmigiano, non con il pecorino.

svarionman
07-07-2006, 15:42
E i rapiti in Iraq come li liberi, ci mandi Luxuria a fare trattative o Caruso ? :mbe:
Scusa, ma ti pagano per dire questi due nomi in ogni post qualsiasi sia l'argomento? Inizio a pensare che in realtà li hai votati e continui a fare loro pubblicità.... :D

Onisem
07-07-2006, 15:42
E i rapiti in Iraq come li liberi, ci mandi Luxuria a fare trattative o Caruso ? :mbe:
Ho capito che per tua stessa ammissione tu ti diverta a sparare cazzate in ordine sparso ed in rapida successione, ma dopo un pò stanchi. Se hai qualcosa da dire dilla, ma non puoi ogni volta rispondere "Cirio...", "Caruso...", "Luxuria...", "Iraq...", indipendentemente dall'argomento della discussione!

discepolo
07-07-2006, 15:46
Ho capito che per tua stessa ammissione tu ti diverta a sparare cazzate in ordine sparso ed in rapida successione, ma dopo un pò stanchi. Se hai qualcosa da dire dilla, ma non puoi ogni volta rispondere "Cirio...", "Caruso...", "Luxuria...", "Iraq...", indipendentemente dall'argomento della discussione!


Perchè non posso citare i cognomi di illustri rappresentanti del popolo di csx ? :ciapet:

Inizio a pensare che in realtà li hai votati e continui a fare loro pubblicità.... :D

Piuttosto mi mozzo la mano! :mbe:

PS L' Unità è libera di infamare ?

Tyto82
07-07-2006, 16:00
Basta fare indagini serie ed elementi per incarcerare Prodi, Caruso, D' Alema, Jervo, Bassolino, diciamo che manca la volontà di farlo ?

Il Sismi poteva avere tutto ciò che voleva per indagare, invece ha procurato informazioni false e pagato giornalisti. Che vuoi di più?

ninjathoo
07-07-2006, 16:13
Basta fare indagini serie ed elementi per incarcerare Prodi, Caruso, D' Alema, Jervo, Bassolino, diciamo che manca la volontà di farlo ?

:read:

PS pure magistratura & giornalisti fa altrettanto schifo, basta rammentare la cartaigenica della sera! :ciapet:Mi chiedo come mai puoi insultare un'istituzione senza essere sospeso. Segnalo.

discepolo
07-07-2006, 16:20
Mi chiedo come mai puoi insultare un'istituzione senza essere sospeso. Segnalo.


Oh bella, mi riferivo a quei magistrati che fanno trapelare i contenuti delle inchieste, vedi avviso di garanzia-falso, annunciato sul corriere della sera, oppure il caso del calcio!

Magistratura, Parlamento o persone in vista, sono soggetti a commenti vari! :ciapet:


PS io ho associato magistratura e giornalisti, beh se vuoi usare il mio topic per farmi sospendere fai pure!!

ninjathoo
07-07-2006, 16:26
Oh bella, mi riferivo a quei magistrati che fanno trapelare i contenuti delle inchieste, vedi avviso di garanzia-falso, annunciato sul corriere della sera, oppure il caso del calcio!

Magistratura, Parlamento o persone in vista, sono soggetti a commenti vari! :ciapet:

PS io ho associato magistratura e giornalisti, beh se vuoi usare il mio topic per farmi sospendere fai pure!!Certamente, ma non ad insulti. Di farti sospendere non me ne frega una cippa. Ma pretendo rispetto per ql istituzioni che a mio avviso si fanno il culo per far andare avanti l'Italia. Che poi ci siano delle mele marce, non significa che tutti lo sono.

~ZeRO sTrEsS~
07-07-2006, 16:37
Oh bella, mi riferivo a quei magistrati che fanno trapelare i contenuti delle inchieste, vedi avviso di garanzia-falso, annunciato sul corriere della sera, oppure il caso del calcio!

Magistratura, Parlamento o persone in vista, sono soggetti a commenti vari! :ciapet:


PS io ho associato magistratura e giornalisti, beh se vuoi usare il mio topic per farmi sospendere fai pure!!

dimentichi che in democrazia ci sta la libera circolazione di informazioni... nelle dittature si spacciano informazioni false o modificate...

fammi capire perche' io non dovrei sapere che tizio e caio hanno rubato e cosa hanno rubato, oppure a mettere a disposizione di tutti le intercettazioni telefoniche... Fanno bene a divulgare tutte le notizie...

discepolo
07-07-2006, 16:47
dimentichi che in democrazia ci sta la libera circolazione di informazioni... nelle dittature si spacciano informazioni false o modificate...

fammi capire perche' io non dovrei sapere che tizio e caio hanno rubato e cosa hanno rubato, oppure a mettere a disposizione di tutti le intercettazioni telefoniche... Fanno bene a divulgare tutte le notizie...

Sapere i dettagli di una istruttoria, mi pare eccessivo!

Per legge, sempre che valga qualcosa ancora, è vietata la diffusione dei dati sensibili di una inchiesta! :read:


Certamente, ma non ad insulti. Di farti sospendere non me ne frega una cippa. Ma pretendo rispetto per ql istituzioni che a mio avviso si fanno il culo per far andare avanti l'Italia. Che poi ci siano delle mele marce, non significa che tutti lo sono.


Da me Woodcok o Di Pietro o la procura di milano non avranno mai il mio assenso e rispetto!

Il Rispetto lo dò a Provenzano, detto lo "Sbirro" da Totò Rina! :read:

Onisem
07-07-2006, 16:58
Perchè non posso citare i cognomi di illustri rappresentanti del popolo di csx ? :ciapet:
Tutti i cognomi che vuoi, ma che abbiano una qualche attinenza.

discepolo
07-07-2006, 17:04
Per tornare in topic:


L' Unità può infamare mentre Libero no?


Si attui la par condicio!

Nockmaar
07-07-2006, 17:07
Per tornare in topic:


L' Unità può infamare mentre Libero no?

Si attui la par condicio!

Dove, come e quando?

E, soprattutto, l' Unita' e' arrivata al punto di spacciare per veri documenti che sa essere falsi ( e dietro pagamento )?

nothinghr
07-07-2006, 17:40
Basta fare indagini serie ed elementi per incarcerare Prodi, Caruso, D' Alema, Jervo, Bassolino, diciamo che manca la volontà di farlo ?

:read:

PS pure magistratura & giornalisti fa altrettanto schifo, basta rammentare la cartaigenica della sera! :ciapet:
Ma che stai a di???? Dovrebbero mettere il reato di stupidità in Italia, per te non ci sarebbe scampo

discepolo
07-07-2006, 17:40
Dove, come e quando?

E, soprattutto, l' Unita' e' arrivata al punto di spacciare per veri documenti che sa essere falsi ( e dietro pagamento )?

Affermazioni come capo della mafia al governo non lo è ? :confused:

ninjathoo
07-07-2006, 17:42
Sapere i dettagli di una istruttoria, mi pare eccessivo!

Per legge, sempre che valga qualcosa ancora, è vietata la diffusione dei dati sensibili di una inchiesta! :read:





Da me Woodcok o Di Pietro o la procura di milano non avranno mai il mio assenso e rispetto!

Il Rispetto lo dò a Provenzano, detto lo "Sbirro" da Totò Rina! :read:Non rispondo. Non sai ql che dici. Il rispetto, lo si deve sempre portare. Ti piacerebbe se io per le tue affermazioni ti insultassi?

jumpermax
07-07-2006, 17:42
Certamente, ma non ad insulti. Di farti sospendere non me ne frega una cippa. Ma pretendo rispetto per ql istituzioni che a mio avviso si fanno il culo per far andare avanti l'Italia. Che poi ci siano delle mele marce, non significa che tutti lo sono.
a tuo avviso non al nostro. Vedi di rispettare le opinioni altrui, grazie.

Tyto82
07-07-2006, 17:43
Sapere i dettagli di una istruttoria, mi pare eccessivo!

Per legge, sempre che valga qualcosa ancora, è vietata la diffusione dei dati sensibili di una inchiesta!

Allora, vedendo un po i miei libri di diritto dell'Informazione e della Comunicazione:

Il limite del buon costume e i limiti ulteriori

L'unico motivo che può giustificare l'introduzioni di limiti all'esercizio della libertà di manifestazione del pensiero è quello previsto dall'ultimo comma della disposizione in esame e si riferisce alla tutela del buon costume (da queste possibili limitazioni sono peraltro escluse le manifestazioni scientifiche ed artistiche, le quali godono, ai sensi dell'art-33 Cost., di una tutela particolare e più accentuata)...

...

...

Il limite del regolare funzionamento della giustizia risponde all'esigenza di assicurare una corretta informazione sulle vicende giudiziarie e quella, parimenti rilevante, di non compromettere lo svolgimento di procedimenti giudiziari in corso a causa di una fuga di notizie. Il limite si è tradotto nella previsione di cui all'art. 684 c.p. che punisce la pubblicazione, in tutto o in parte, anche per riassunto, di atti o documenti di un procedimento penale, di cui sia vietata per legge la pubblicazione, nonchè in quella del successivo art.685 che vieta la pubblicazione dei nomi dei giudici con l'indicazione dei voti individuali che essi attribuiscono nelle deliberazioni prese in un procedimento penale.
La prima delle due disposizioni richiamate va letta in stretta correlazione con quanto disposto al riguardo dal nuovo codice di procedura penale del 1989, là dove, appunto, si specificano quali siano gli atti o documenti di cui è vietata la pubblicazione. Il tentativo del legislatore è stato quello di tenere conto di entrambe le esigenze sopra indicate, evitando che l'una (tutela del corretto svolgimento dell'attività giurisdizionale) si traducesse nella totale negazione della seconda (corretto esercizio del diritto-dovere di cronaca).
In questo senso va letta, in primo luogo, la scelta di escludere il mantenimento di un segreto generalizzato e assoluto per ciò che attiene alla fase delle indagini preliminari (quella che precede cioè l'eventuale rinvio a giudizio) a favore dell'indicazione puntuale di atti o documenti segretati, nonchè quella di prevedere che la segretazione dei medesimi cessi al momento in cui l'imputato acquisisce il diritto di venirne a conoscenza.

Da un'altro libro (diritto europeo):

Prassi giurisprudenziale

...

I rapporti tra llibertà di stampa e politica; e quelli tra libertà di stampa e giustizia. Sotto il primo profilo i giudici di Strasburgo, pur ribadendo l'importanza del rispetto della reputazione altrui, hanno affermato che la libertà di stampa fornisce al pubblico uno dei migliori strumenti per conoscere e giudicare le idee e le attitudini dei dirigenti. Ecco perchè i limiti della critica ammissibile sono più ampi verso un uomo politico che non rispetto ad un privato. L'uomo politico, in virtù di tale funzione e nell'ambito della medesima, si espone inevitabilmente e consapevolmente ad un attento controllo da parte di giornalisti e cittadini sulle proprie azioni e dichiarazioni. Proprio in ragione delle funzioni svolte l'uomo politico deve mostrare maggiore tolleranza a tali ingerenze e critiche (sentenza dell'8 luglio 1986, Lingens c.Austria). Libertà di stampa vuol dire anche diritto di criticare in modo decisamente aspro le espressioni di un leader politico, purché ciò non degradi a mero atto personale gratuito ma si giustifichi obiettivamente in ordine all'indignazione suscitata dalle dichiarazioni pubbliche dello stesso (sentenza del 1° luglio 1997, Oberschlick (n.2) c.Austria).

...

Pur nel rispetto del diritto dell'opinione pubblica di essere debitamente informata dei fatti che suscitano interesse ed allarme sociale, bisogna evitare che i mezzi d'informazione imbastiscano un processo mediatico parallelo, a quello che si svolge innanzi ai magistrati (sentenza del 26 aprile 1979, Sunday Times c.Regno Unito (n.1)).


Quindi, si possono mettere le informazioni sui media, ma non bisogna fare un processo parallelo.


Per tornare in topic:


L' Unità può infamare mentre Libero no?


Si attui la par condicio!

Da quel che ho capito Libero ha messo sui suoi giornali informazioni false dovute al sistema Sismi contro una persona per screditarla. Se fossero stati informazioni vere non succedeva tutto sto casotto.

ninjathoo
07-07-2006, 17:43
Affermazioni come capo della mafia al governo non lo è ? :confused:Non hai un link, un qcs che riporti qs notizia?

:confused:

discepolo
07-07-2006, 17:45
Non rispondo. Non sai ql che dici. Il rispetto, lo si deve sempre portare. Ti piacerebbe se io per le tue affermazioni ti insultassi?


Ho insultato la tua persona, non mi pare, io chiudo questo argomento.

PS :huh: :bimbo:

ninjathoo
07-07-2006, 17:45
a tuo avviso non al nostro. Vedi di rispettare le opinioni altrui, grazie.Io ho sempre rispettato le opinioni altrui. Se a TUO avviso non si fanno il culo non è colpa mia, ma è un dato di fatto che se lo fanno (altrimenti oggi come oggi l'Italia sarebbe ancor più nella merda). Poi, da cittadino PRETENDO il rispetto delle Istituzioni. Chiaro?

Tyto82
07-07-2006, 17:49
Affermazioni come capo della mafia al governo non lo è ? :confused:

Dato i forti legami con la Mafia (Mangano per dirne uno, ma possiamo parlare anche della Banca Rasini, dove il padre di Berlusconi era prima impiegato e poi dirigente, e nella suddetta banca i clienti come Riina, Calò e Provenzano, e lo stesso Silvio Berlusconi) usciti fuori durante i processi, e dalle dichiarazioni dei pentiti, le informazioni erano pubbliche, e i giornali erano liberi di far cronaca e di criticare.

Ho insultato la tua persona, non mi pare, io chiudo questo argomento.

PS :huh: :bimbo:

Un po provocatorio però lo sei :)

jumpermax
07-07-2006, 17:50
Io ho sempre rispettato le opinioni altrui. Se a TUO avviso non si fanno il culo non è colpa mia, ma è un dato di fatto che se lo fanno (altrimenti oggi come oggi l'Italia sarebbe ancor più nella merda). Poi, da cittadino PRETENDO il rispetto delle Istituzioni. Chiaro?
Io da cittadino pretendo il diritto di parola, poco apprezzo quelli pronti a tappare la bocca al prossimo col pretesto del "rispetto delle Istituzioni". Ancora più chiaro? ;) Quanto al "dato ti fatto", lasciamo proprio perdere, basta leggere la cronaca di questi giorni, questo thread incluso.

ninjathoo
07-07-2006, 17:50
Ho insultato la tua persona, non mi pare, io chiudo questo argomento.

PS :huh: :bimbo:Non ho capito il p.s. ma se è ql che penso io, non abbiamo che da scambiarci gli indirizzi in pvt.

HenryTheFirst
07-07-2006, 17:51
Il Sismi poteva avere tutto ciò che voleva per indagare, invece ha procurato informazioni false e pagato giornalisti. Che vuoi di più?

Hai la sign irregolare, sei pregato di editarla.
Dal regolamento:
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b) Signature: 3 righe a 1024 solo testo con un massimo di 3 smiles dell'Hardware Upgrade Forum oppure un'immagine 100 X 50 X 5KB e una riga di testo (non deve andare a capo).

discepolo
07-07-2006, 17:52
Allora, vedendo un po i miei libri di diritto dell'Informazione e della Comunicazione:

Il limite del buon costume e i limiti ulteriori

L'unico motivo che può giustificare l'introduzioni di limiti all'esercizio della libertà di manifestazione del pensiero è quello previsto dall'ultimo comma della disposizione in esame e si riferisce alla tutela del buon costume (da queste possibili limitazioni sono peraltro escluse le manifestazioni scientifiche ed artistiche, le quali godono, ai sensi dell'art-33 Cost., di una tutela particolare e più accentuata)...

...

...

Il limite del regolare funzionamento della giustizia risponde all'esigenza di assicurare una corretta informazione sulle vicende giudiziarie e quella, parimenti rilevante, di non compromettere lo svolgimento di procedimenti giudiziari in corso a causa di una fuga di notizie. Il limite si è tradotto nella previsione di cui all'art. 684 c.p. che punisce la pubblicazione, in tutto o in parte, anche per riassunto, di atti o documenti di un procedimento penale, di cui sia vietata per legge la pubblicazione, nonchè in quella del successivo art.685 che vieta la pubblicazione dei nomi dei giudici con l'indicazione dei voti individuali che essi attribuiscono nelle deliberazioni prese in un procedimento penale.
La prima delle due disposizioni richiamate va letta in stretta correlazione con quanto disposto al riguardo dal nuovo codice di procedura penale del 1989, là dove, appunto, si specificano quali siano gli atti o documenti di cui è vietata la pubblicazione. Il tentativo del legislatore è stato quello di tenere conto di entrambe le esigenze sopra indicate, evitando che l'una (tutela del corretto svolgimento dell'attività giurisdizionale) si traducesse nella totale negazione della seconda (corretto esercizio del diritto-dovere di cronaca).
In questo senso va letta, in primo luogo, la scelta di escludere il mantenimento di un segreto generalizzato e assoluto per ciò che attiene alla fase delle indagini preliminari (quella che precede cioè l'eventuale rinvio a giudizio) a favore dell'indicazione puntuale di atti o documenti segretati, nonchè quella di prevedere che la segretazione dei medesimi cessi al momento in cui l'imputato acquisisce il diritto di venirne a conoscenza.

Da un'altro libro (diritto europeo):

Prassi giurisprudenziale

...

I rapporti tra llibertà di stampa e politica; e quelli tra libertà di stampa e giustizia. Sotto il primo profilo i giudici di Strasburgo, pur ribadendo l'importanza del rispetto della reputazione altrui, hanno affermato che la libertà di stampa fornisce al pubblico uno dei migliori strumenti per conoscere e giudicare le idee e le attitudini dei dirigenti. Ecco perchè i limiti della critica ammissibile sono più ampi verso un uomo politico che non rispetto ad un privato. L'uomo politico, in virtù di tale funzione e nell'ambito della medesima, si espone inevitabilmente e consapevolmente ad un attento controllo da parte di giornalisti e cittadini sulle proprie azioni e dichiarazioni. Proprio in ragione delle funzioni svolte l'uomo politico deve mostrare maggiore tolleranza a tali ingerenze e critiche (sentenza dell'8 luglio 1986, Lingens c.Austria). Libertà di stampa vuol dire anche diritto di criticare in modo decisamente aspro le espressioni di un leader politico, purché ciò non degradi a mero atto personale gratuito ma si giustifichi obiettivamente in ordine all'indignazione suscitata dalle dichiarazioni pubbliche dello stesso (sentenza del 1° luglio 1997, Oberschlick (n.2) c.Austria).

...

Pur nel rispetto del diritto dell'opinione pubblica di essere debitamente informata dei fatti che suscitano interesse ed allarme sociale, bisogna evitare che i mezzi d'informazione imbastiscano un processo mediatico parallelo, a quello che si svolge innanzi ai magistrati (sentenza del 26 aprile 1979, Sunday Times c.Regno Unito (n.1)).


Quindi, si possono mettere le informazioni sui media, ma non bisogna fare un processo parallelo.




Da quel che ho capito Libero ha messo sui suoi giornali informazioni false dovute al sistema Sismi contro una persona per screditarla. Se fossero stati informazioni vere non succedeva tutto sto casotto.


La libertà di stampa non deve prevaricare le privizy dell' indagato!

I documenti di un processo non devono esser dati hai magistrati, lo dice pure Vigna.
:read:

ninjathoo
07-07-2006, 17:54
Io da cittadino pretendo il diritto di parola, poco apprezzo quelli pronti a tappare la bocca al prossimo col pretesto del "rispetto delle Istituzioni". Ancora più chiaro? ;) Quanto al "dato ti fatto", lasciamo proprio perdere, basta leggere la cronaca di questi giorni, questo thread incluso. :eek: :eek: :eek: Chi ti tappa la bocca? :confused: Ho mica detto che non si devono criticare le istituzioni? NO, mi sembra di aver chiesto che non siano insultate. Chiudo pure io.

;)

nothinghr
07-07-2006, 17:54
La libertà di stampa non deve prevaricare le privizy dell' indagato!

I documenti di un processo non devono esser dati hai magistrati, lo dice pure Vigna.
:read:
HAI ragione

ninjathoo
07-07-2006, 17:56
La libertà di stampa non deve prevaricare le privizy dell' indagato!

I documenti di un processo non devono esser dati hai magistrati, lo dice pure Vigna. :read: :confused: :confused: :confused: E a chi bisognerebbe dare i documenti di un processo?

discepolo
07-07-2006, 17:59
I documenti di un processo non devono esser dati hai giornalisti, lo dice pure Vigna.
:read:


Edit.! :fagiano: :stordita: :doh:

matteo1
07-07-2006, 18:02
Per tornare in topic:
L' Unità può infamare mentre Libero no?
Si attui la par condicio!
Forse non ti è chiaro quello che avrebbero fatto 2 giornalisti di libero,che non c'entra nulla con la diffamazione.E' ben altro.
Poi non si capisce perchè tiri in ballo le divulgazioni dei magistrati.
In questo thread non c'entrano una cippa.
Mica puoi postare le stesse cose in tutti i thread che vengono aperti.

Tyto82
07-07-2006, 18:05
Hai la sign irregolare, sei pregato di editarla.
Dal regolamento:
1.5 - Avatar, signature e sito personale
b) Signature: 3 righe a 1024 solo testo con un massimo di 3 smiles dell'Hardware Upgrade Forum oppure un'immagine 100 X 50 X 5KB e una riga di testo (non deve andare a capo).

Pardon. :D Ero troppo abituato alle signature di altri forum :D

La libertà di stampa non deve prevaricare le privizy dell' indagato!

I documenti di un processo non devono esser dati ai giornalisti, lo dice pure Vigna.
:read:

Immagino che tu non abbia letto bene quello che ho scritto:

la libertà di stampa fornisce al pubblico uno dei migliori strumenti per conoscere e giudicare le idee e le attitudini dei dirigenti. Ecco perchè i limiti della critica ammissibile sono più ampi verso un uomo politico che non rispetto ad un privato. L'uomo politico, in virtù di tale funzione e nell'ambito della medesima, si espone inevitabilmente e consapevolmente ad un attento controllo da parte di giornalisti e cittadini sulle proprie azioni e dichiarazioni.

...

...la scelta di escludere il mantenimento di un segreto generalizzato e assoluto per ciò che attiene alla fase delle indagini preliminari (quella che precede cioè l'eventuale rinvio a giudizio) a favore dell'indicazione puntuale di atti o documenti segretati, nonchè quella di prevedere che la segretazione dei medesimi cessi al momento in cui l'imputato acquisisce il diritto di venirne a conoscenza.

Inoltre non conosco sto "Vigna".

matteo1
07-07-2006, 18:06
Basta fare indagini serie ed elementi per incarcerare Prodi, Caruso, D' Alema, Jervo, Bassolino, diciamo che manca la volontà di farlo ?

questa è un'accusa pesantissima;sia perchè ritieni,non si sa in base a cosa,colpevoli di qualche reato le suddette persone,sia perchè accusi gli inquirenti di non voler indagare su ipotesi di reato.
Se sai qualcosa vai in un posto di pubblica sicurezza e sporgi denuncia,altrimenti evita sparate simili. :read:

ninjathoo
07-07-2006, 18:20
Pardon. :D Ero troppo abituato alle signature di altri forum :D



Immagino che tu non abbia letto bene quello che ho scritto:

la libertà di stampa fornisce al pubblico uno dei migliori strumenti per conoscere e giudicare le idee e le attitudini dei dirigenti. Ecco perchè i limiti della critica ammissibile sono più ampi verso un uomo politico che non rispetto ad un privato. L'uomo politico, in virtù di tale funzione e nell'ambito della medesima, si espone inevitabilmente e consapevolmente ad un attento controllo da parte di giornalisti e cittadini sulle proprie azioni e dichiarazioni.

...

...la scelta di escludere il mantenimento di un segreto generalizzato e assoluto per ciò che attiene alla fase delle indagini preliminari (quella che precede cioè l'eventuale rinvio a giudizio) a favore dell'indicazione puntuale di atti o documenti segretati, nonchè quella di prevedere che la segretazione dei medesimi cessi al momento in cui l'imputato acquisisce il diritto di venirne a conoscenza.

Inoltre non conosco sto "Vigna".

http://www.bulgaria-italia.com/bg/news/news.asp?body=752

IL PROCURATORE ANTIMAFIA VIGNA

;)

prio
07-07-2006, 18:34
Ma che stai a di???? Dovrebbero mettere il reato di stupidità in Italia, per te non ci sarebbe scampo

In attesa che il reato venga introdotto, cominciamo col far rispettare il regolamento del forum.
5 giorni di sospensione.

^TiGeRShArK^
07-07-2006, 18:41
Da me Woodcok o Di Pietro o la procura di milano non avranno mai il mio assenso e rispetto!

Il Rispetto lo dò a Provenzano, detto lo "Sbirro" da Totò Rina! :read:
:doh:
fa piacere sapere di avere uno che da il proprio rispetto ad un assassino :rolleyes:
immagino quanto ti vorrebbero bene i parenti delle vittime di provenzano....
magari vallo a dire a loro in faccia che il rispetto lo dai a lui...
ma dubito che ne usciresti vivo.:rolleyes:

discepolo
07-07-2006, 18:41
questa è un'accusa pesantissima;sia perchè ritieni,non si sa in base a cosa,colpevoli di qualche reato le suddette persone,sia perchè accusi gli inquirenti di non voler indagare su ipotesi di reato.
Se sai qualcosa vai in un posto di pubblica sicurezza e sporgi denuncia,altrimenti evita sparate simili. :read:


Perchè dovrei rischiare la mia vita per i napoletani ? Fossi pazzo!

Ti dico solo una cosa, come mai la Jervo non è sotto inchiesta per il fattaccio dello Zoo, D' Alema non è stato indagato come Barberi nella faccenda "Operazione Arcobaleno"

Le :ciapet: sono le mie!!

matteo1
07-07-2006, 18:46
Perchè dovrei rischiare la mia vita per i napoletani ? Fossi pazzo!

Prodi e D'Alema non sono napoletani ;) ;
che poi sarebbe interessante capire cosa intendi per essere napoletani.
Potrebbe interessare a molti utenti che lo sono. :fagiano:

prio
07-07-2006, 18:46
E i rapiti in Iraq come li liberi, ci mandi Luxuria a fare trattative o Caruso ? :mbe:

sentiamme', non e' certo un motivo valido per insultarti.

ma questo "luxuria-iraq-caruso" tirati ogni 3 per 2 cosi' ad minchiam effettivamente ha stressato..
cerca di rimanere negli argomenti attinenti i threads, per cortesia.

discepolo
07-07-2006, 18:48
sentiamme', non e' certo un motivo valido per insultarti.

ma questo "luxuria-iraq-caruso" tirati ogni 3 per 2 cosi' ad minchiam effettivamente ha stressato..
cerca di rimanere negli argomenti attinenti i threads, per cortesia.


ok :fagiano:

prio
07-07-2006, 20:21
ok :fagiano:

thanks ;)

discepolo
07-07-2006, 20:35
thanks ;)


Cmq mi pare assurdo esser ripreso da un moderatore per il contenuto di un topic, credo che solo in cina esista un qualcosa del genere!

:fagiano: :O

Korn
08-07-2006, 00:41
no li gli sparano ai sparacazzate, come volevo complimentarmi con te per la mostruosa arrimpicata, sembra fantocci che si giustifica col megadirettore :asd:

prio
08-07-2006, 12:46
Cmq mi pare assurdo esser ripreso da un moderatore per il contenuto di un topic, credo che solo in cina esista un qualcosa del genere!

Veramente ti ho invitato a stare in topic, anziche' buttarla sempre in caciara col solito ritornello che non ci azzecca una mezza lenticchia.
Se il contenuto di millemila post tirati a caso porta al degenerare della discussione, diventa affare nostro.
Detto questo, il regolamento prevede che contestazioni/chiarimenti vadano effettuati via pvt.
Ammonizione.

prio
08-07-2006, 12:54
no li gli sparano ai sparacazzate, come volevo complimentarmi con te per la mostruosa arrimpicata, sembra fantocci che si giustifica col megadirettore :asd:

Evitare le polemiche personali, grazie.
Ammonizione anche per te.

discepolo
08-07-2006, 20:04
Veramente ti ho invitato a stare in topic, anziche' buttarla sempre in caciara col solito ritornello che non ci azzecca una mezza lenticchia.
Se il contenuto di millemila post tirati a caso porta al degenerare della discussione, diventa affare nostro.
Detto questo, il regolamento prevede che contestazioni/chiarimenti vadano effettuati via pvt.
Ammonizione.

Allora si metta mano al regolamento, se per esser ripreso la prima va in pubblico pure le contestazioni sono pubbliche!

Usiamo la parcordicio sulle opinioni! :read:

ninjathoo
08-07-2006, 20:44
Madonna qt siete polemici. Ha chiesto di stare in topic? Bene, lo si faccia. E non state sempre a provocare. E che cazzo! Non si può mai discutere che c'è sempre qcn pronto a far chiudere il topic.

:mad:

HenryTheFirst
08-07-2006, 21:05
Allora si metta mano al regolamento, se per esser ripreso la prima va in pubblico pure le contestazioni sono pubbliche!

Usiamo la parcordicio sulle opinioni! :read:

Sei già stato ammonito da prio, e come sai le contestazioni vanno esposte in privato. Alla prossima sei sospeso.

LUVІ
11-07-2006, 23:43
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/07_Luglio/07/sismi.shtml

Si voleva spostare l'inchiesta giudiziaria Brescia Falsi su Prodi, fascicoli sui pm. Ecco i dossier segreti del Sismi Migliaia di file e carte negli armadi custoditi nell'attico di via Nazionale a Roma

ROMA - L'attuale presidente del Consiglio, Romano Prodi. L'ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Edmondo Bruti Liberati. E molti altri pm come Stefano Dambruoso, il primo ad aprire l'inchiesta sul sequestro del suo indagato Abu Omar. Ecco le prime vittime accertate delle variegate attività che gli inquirenti etichettano come «disinformazione», «inquinamento delle indagini», «dossieraggio» e «spionaggio abusivo».

Principale accusato è Pio Pompa, il dipendente del Sismi, fedelissimo del generale comandante Niccolò Pollari, che gestiva l'ufficio del servizio segreto militare scoperto dagli inquirenti milanesi in via Nazionale 230, nel palazzo di fronte alla questura di Roma. Negli armadi pieni di carte e materiale informatico, che ora sono sotto sequestro, magistrati e polizia hanno trovato numerosi fascicoli personali intestati a giornalisti e soprattutto a magistrati considerati «nemici» del Sismi. Tra documenti e computer (almeno 5) è spuntato anche il dossier contro Prodi che l'agente Pompa avrebbe inviato ai due giornalisti di Libero ora indagati per favoreggiamento dei sequestratori di Abu Omar.
Il vicedirettore del quotidiano, Renato Farina, sarebbe stato anche pagato dal Sismi: nell'archivio segreto gestito da Pompa sono state trovate le ricevute di almeno due versamenti, che il giornalista firmava con il suo nome in codice di informatore «Betulla». Le somme: 2.000 e 5.000 euro, che per gli inquirenti sono l'indizio di un rapporto «stabile, organico e, dunque, retribuito», col Servizio segreto. Un esempio? Il 9 giugno scorso Libero annuncia «rivelazioni» in prima pagina: sarebbe stato Prodi, quand'era presidente della Commissione europea, ad autorizzare i voli segreti della Cia in Italia. L'articolo è firmato da Farina e dal redattore Claudio Antonelli, che obbedisce al primo (sentendosi presentare al Sismi come «il mio uomo») e che ieri ha concesso ai pm un interrogatorio che è stato segretato. L'accusa a Prodi non ha trovato alcuna conferma nelle indagini internazionali.
Ma nell'ufficio di via Nazionale gli inquirenti milanesi hanno trovato l'originale del dossier trasmesso da Pompa a Farina, che corrisponde esattamente all'articolo poi pubblicato, quando Prodi era già presidente del Consiglio. Un altro obiettivo dell'attività sotterranea degli uomini del Sismi intorno al rapimento di Abu Omar era spostare l'indagine da Milano a Brescia. Come? Tentando di coinvolgere nella vicenda l'ex pm milanese Stefano Dambruoso, titolare dell'inchiesta sul sequestro fino alla primavera del 2004. Secondo la ricostruzione degli attuali pm, l'incontro del 22 maggio scorso tra Renato Farina e i procuratori aggiunti Spataro e Pomarici, avvenuto «simulando un interesse meramente giornalistico», seguiva un preciso disegno: «Porre specifici quesiti (suggeriti da Pompa al giornalista) in modo da poter apprezzare il grado di conoscenza degli inquirenti sul coinvolgimento del Sismi nella vicenda». E soprattutto «sviare gli accertamenti» della Procura fornendo ai pm «false informazioni (anche in questo caso suggerite al giornalista dal Pompa) circa presunte responsabilità organizzative nel sequestro del dr. Stefano Dambruoso e del personale della Digos di Milano».
Qualunque accertamento sull'ex inquirente milanese avrebbe costretto i magistrati a cedere l'inchiesta ai loro colleghi di Brescia. Nello stesso atto d'accusa notificato a Farina e Pompa, inoltre, si sostiene che «sempre il Pompa suggeriva a vari altri giornalisti con i quali era in stretto contatto la pubblicazione di articoli tendenti ad accreditare l'ipotesi di responsabilità del dr. Dambruoso e della Digos di Milano nell'organizzazione del sequestro». Nell'ufficio di Pompa, gli investigatori hanno trovato anche i due «rapporti» trasmessi da Farina e dal suo redattore sul colloquio con Spataro e Pomarici, che si aprì con queste domande: «Il Sismi c'entra col sequestro di Abu Omar? Voi che cosa ne sapete?».
Giovanni Bianconi
Paolo Biondani


Complimenti a libero e al cellino Farina

Che vicenda squallida e orribile.
Gente veramente piccola piccola.
SISMI da chiudere e riformare.

LuVi

indelebile
30-07-2006, 19:57
intanto continuano le intercettazioni, Farina e altri, soprattutto di giornali di cdx non fanno una bella figura



SISMI, la grande ragnatela tra spie e i giornalisti


• da La Repubblica del 28 luglio 2006, pag. 16


di Ferruccio Sansa e Cristina Zagaria

L'affresco di un mondo con i suoi nemici, i cortigiani e perfino i suoi amori. Per tracciare il ritratto di un ambiente e dei suoi protagonisti ogni epoca ha i propri mezzi. Nel Duemila ci sono le intercettazioni. Così per capire cosa succede ai vertici del Sismi non c'è niente di meglio delle registrazioni delle telefonate di Pio Pompa, il tuttofare di Nicolo Pollari. L'uomo che viveva nell'ufficio rifugio di via Nazionale a Roma. Come viveva in quel l'appartamento ripieno di segreti? Quali erano i suoi compiti? Basta leggere i brogliacci degli investigatori per capirlo. Centinaia di telefonate in cui Pompa tesse la sua tela per poi riferire al suo "number one", a Pollari. Centinaia di nomi noti e sconosciuti, in cui ai giornalisti di sicuro la categoria più rappresentata si uniscono uomini della Cia e, in miscuglio che ricorda più Ciccio e Franco che James Bond, parenti che domandano soldi per comprare il motorino, donne che lo chiamano col diminutivo di "Mimmolo" e perfino "Gino il farmacista" che chiede (con successo) di avere una corsia preferenziale per ottenere il passaporto.



Ci sarebbe da sorridere, se il ritratto non fosse per tanti versi molto amaro. Emerge infatti una sistematica attività di disinformazione compiuta dal Sismi, giovandosi di una fitta schiera di giornalisti. Uno di loro è stato indagato per favoreggiamento. Altri dimostrano legami molto, molto assidui. Sembrano concordare con Pompa il contenuto di alcuni articoli. Arrivano perfino a scrivere documenti per il Sismi. Tutto partiva da quell'appartamento al sesto piano di un palazzo ocra affacciato su via Nazionale. Campagna per diffondere notizie false, per attaccare quotidiani (La Repobblica), per affidare a giornalisti amici delle veline da pubblicare sui loro quotidiani.



Le tracce di questa febbrile attività sono tutte li, nei nastri registrati, così come in casse e casse di materiale sequestrato: cd, floppy disc, computer, che i magistrati devono ancora esaminare. Ma anche un archivio proprio sul caso Abu Omar, dossier sul Nigergate (l'inchiesta realizzata da “Repubblica), Telecom, Telecom Brasile (un documento etichettato come "Il grande imbroglio") e Telekom Serbia. E ancora: fascicoli sui magistrati impegnati in inchieste che coinvolgono il Sismi, primo fra tutti proprio lui, Armando Spataro, il procuratore aggiunto di Milano.



Qui, nelle dodici stanze dell'appartamento dove viveva e lavorava Pompa, sarebbero state confezionate e concordate decine di notizie finite poi sulle prime pagine di molti giornali. Frammenti di verità, voci, depistaggi, tutto mischiato insieme fino a diventare impossibile da distinguere.



Gli amici giornalisti. Il telefono di Pio Pompa sembra il centralino di una redazione. I giornalisti lo chiamano in continuazione. E lui a sua volta chiama, offre notizie, chiede articoli. I nomi che compaiono più frequentemente? Andrea Purgatori (L'Unita), l'ex direttore del Riformista Stefano Cingolani, che proprio ieri è tornato a occuparsi del caso con un articolo sulla prima pagina della Stampa di Torino, Renato Farina, vice direttore di Libero, e Oscar Giannino che, sempre ieri e sempre su Libero, ha affrontato la polemica di Tronchetti Provera nei confronti del Gruppo Espresso.



I tabulati parlano chiaro: dal 19 al 22 maggio di quest'anno, in appena tre giorni Andrea Purgatori dell'Unità parla con Pompa almeno sei volte. Infinite (sette in tre giorni) le telefonata di Renato Farina, il vicedirettore di Libero indagato per favoreggiamento e accusato di aver ricevuto numerosi pagamenti dal Sismi. I dialoghi lasciano poco spazio al dubbio.



Ore 12,32 del 22 maggio. Farina dice: “Senti Pio, domani alle cinque vedo Spataro per un'intervista”. Pompa: “Micidiale, benissimo... appena raggiungo il capo (Pollari, ndr) ti chiamo...e concordiamo un attimo”. Insomma, le domande a Spataro pare fossero almeno in parte dettate direttamente dal Sismi, come dimostra anche una telefonata tra Pompa e Pollari. 22 maggio ore 13.26. Pollari: “Ma lui (Farina) sa che cosa dire?”. Pompa: “Sì, ma è il caso che si ripassi la lezione insieme a noi”. Insomma, un incontro preparato a lungo con Farina che non risparmia complimenti a sestesso: “La mia forza è stata la sincerità, mi spiego” ed esulta per aver concordato con Spataro di partecipare a un dibattito sull'etica del giornalismo. Telefonate e sms sui quali sta indagando la magistratura.



Non è invece indagato Stefano Cingolani che pure dal 24 al 27 maggio parla nove volte con Pompa. Tre ogni giorno. E’ il 26 maggio (ore 18.38) quando Pio sembra dettare la linea per un articolo all'ex direttore del Riformista. Pompa: “Stefano...questi devono andare affanculo con la tua penna”. Cingolani: “Ma chi dici!”. Pompa: “Gli Angelucci, tutti quanti, capito?”. Cingolani: “sì”. Non basta. Pompa chiede a Cingolani anche di redigere un documento per il Sismi: “Si tratterebbe di mettere su la tua penna per fare... che ti devo dire.., dieci cartelle di alto profilo”. Cingolani, tentenna, “devo vedere le mie figlie”, ma poi cede. In una telefonata del 13 giugno alle 14.00 Pompa, parlando del caso Abu Omar, racconta a Cingolani: “Esiste un documento della Commissione Europea firmato da Prodi che di fatto agevolava i voli e le rendition”. Cingolati (che sta per lasciare “Il Riformista"): “Perché non la tiriamo fuori? Dai, facciamo l'ultima follia”. Non andrà così, ma la notizia anti Prodi esce comunque su un altro quotidiano.



Ma Cingolani nei suoi colloqui con Pompa tira in hallo anche “il Presidente della Repubblica. E il 7 giugno alle 12.25, si parla di Paolo Franchi, nuovo direttore del Riformista, al posto proprio di Cingolani. Che attacca prendendo a pretesto un articolo uscito sul Foglio. E dice: “Poi perché arriva Franchi qui e chi...chi lo vuole...chi l'ha sostenuto... l'operazione è quella che dicevo io... Macaluso e Napoletano”.



Cingolani lascia il Riformista, ma già in una telefonata del 9 giugno i due amici parlano del futuro e Cingolani pare quasi chiedere aiuto. Pompa: “Che c'abbiamo un sacco di cose da fa', ma proprio tante”. Cingolani: “Che vuoi fa', ormai è finita, la prossima settimana tratto l'uscita... vabbé queste cose le scriveremo altrove.., diciamo che di economia sto a posto e di esteri e di sicurezza ho bisogno di trovare un luogo dove.., scrivere, capito?”. Pompa: “Non ti preoccupare, hai capito?”. Cingolani: “Un luogo buono dove scrivere, così mi dedico a tutti e due i fronti che sono poi i miei e insomma, sono una firma, ecco…”.

Il caso Repubblica. Una telefonata tra Pio Pompa e Nicolò Pollari rivela poi l'esistenza di una vera e propria campagna di stampa orchestrata contro La Repubblica. Sono le 10.20 del 4 giugno scorso quando il numero uno del Sismi e il suo uomo di fiducia si sentono al telefono per tre minuti. Un colloquio breve, ma molto chiaro. Pompa: “Oggi c'abbiamo un ottimo articolo che ieri con Betulla abbiamo concordato, a firma di Oscar Giannino... in sostanza dice: Vogliono scaricare (il soggetto sottinteso e proprio La Repabblica, ndr) sui servizi perché gli fa comodo". Il titolo è: "Se Repubblica attacca Telecom”. Pollari: “Va bene. Su quale giornale e uscito?". Pompa: "Su Libero, sì, in prima pagina, scritto molto bene, perché poi e venuto da me, se lo ricorda, vero? Hanno fatto proprio un'intera paginata...è proprio indirizzato a Repubblica”. Pollari: "Sono molto contento. Va bene, perfetto. Grazie".



E l'atteggiamento dei vertici del Sismi nei confronti di Repubblica emerge anche da una telefonata di poco successiva tra Pompa e un personaggio non identificato. E’ il 4 giugno, ore 10.59. Massimo: "lì capo ha letto l'articolo di Oscar Giannino e lo ha definito un capolavoro...e scritto molto bene e poi va a toccare i nervi scoperti”. Pompa: "Se tu vai a leggere il libro di Pons (giornalista di Repubblica) e Oddo (Sole 24 Ore) che si alternano a D'Avanzo e Bonini sulla questione Telecom... vedi che quella e la linea che seguirà l'inchiesta”.



Anche Farina il 21 maggio alle 21.12 attacca Repubblica e, citando Gad Lerner, parla della vicenda di Giuliano Tavaroli (l'ex responsabile della sicurezza Telecom accusato di associazione per delinquere in relazione nell'inchiesta sulle intercettazioni abusive) e aggiunge: "Un mio amico mi ha detto che l'intenzione non sarebbe quella di colpire a un livello alto, ma di fermare i due, Tavaroli e l'altro. Mi sono sentito con Lerner il quale dice che questa vicenda per Repubblica è una manovra per fare fuori parecchie persone, vuole fare fuori Tronchetti Provera e tutti i suoi nemici”.



Telecom. Pompa e i suoi interlocutori chiamano spesso in causa anche Telecom. Oggetto principale dei discorsi: l'ombra che grava sul colosso della telecomunicazione per l'inchiesta della Procura di Milano sulle intercettazioni abusive. Il 26 maggio alle 19.43 Pompa ne parla direttamente con Pollari: "Telecom ha prodotto due documenti che ha inviato all'Autbority e alla Procura, dove dice: "Allora questi sono i sistemi di intercettazione dichiarati... e poi hanno aggiunto altri sistemi che non erano dichiarati ma che dicono di aver scoperto solo ora! Le chiamano "strutture nascoste di intercettazioni"". Pollari: "Ma erano irregolari”. Pompa: "Ma certo che erano irregolari”. Pollari: "Allora erano abusive”. Pompa: "Erano abusive assolutamente. Loro adesso dicono: "Ce ne siamo accorti adesso…", questo disegna la linea difensiva".



Non basta. Farina il primo giugno alle 20.44 riferisce: "C'è anche quest'altra notizia che Tavaroli avrebbe accompagnato Ludwig (il maresciallo Pironi dei Ros, che ha confessato di aver partecipato al sequestro Abu Omar, ndr) sei mesi dopo il sequestro per prendere un colloquio di lavoro dal responsabile della sicurezza Pirelli...che è quello che ha preso il posto di Tavaroli quando lui e passato da Pirelli a Telecom, però questo non ha odorato positivamente Ludwig e non se n'è fatto nulla". E Farina aggiunge: "Ti dico anche questa: coincide con il periodo con cui Pironi avrebbe voluto passare al Sismi”. Quindi i due cominciano a parlare di Telecom Brasile. Pompa chiede a Farina: "Ma tu l'hai capita l'operazione che stanno mettendo in piedi? E’ che la Cia in Brasile aiuta Telecom". Farina: "Ho capito il concetto, la Cia aiuta in Brasile Telecom e in cambio si fa aiutare”. Pompa: "E la Telecom che sale la "forcible abduction"".



Abu Omar, Tavaroli e la Cia. E’ il 24maggio. Ore 11.08. Pio Pompa parla con una donna la cui identità non è stata ancora accertata. Donna:"Hai visto Repubblica, c'è una frase che parla della spy story di Abu Omar e di Tavaroli, dice che presto potrebbero emergere collegamenti con operazioni della Cia compiute in Italia". Pompa: "Ho letto l'articolo, è coerente". Il giorno dopo, alle 2 1.12, ecco di nuovo ricorrere il nome di Tavaroli. E’ sempre Pompa a parlarne e a metterlo in relazione con la Cia parlando con Farina: circola una voce, dice l'uomo del Sismi, "cioé che Tavaroli era stato pagato quindicimila dollari o euro al mese dalla Cia ed è una cosa che circola tra gli investigatori... a questo punto vuol dire che il nesso Tavaroli, Cia e Abu Omar e chiaro", sostiene Pompa con il suo interlocutore. Un groviglio quasi inestricabile. Cui Pompa e Farina, il 10 giugno alle 16.09, aggiungono altri nomi molto pesanti. Una ricostruzione che raccoglie voci di ogni tipo. Farina: si sente dire che "nel rapimento di Abu Omar, dinanzi al "no" del Sismi, Gianni Letta (ex sottosegretario del governo Berlusconi) bypassando Ganzer (il co mandante dei Ros, Reparti Operativi Speciali dei carabinieri) avrebbe incaricato, non so attraverso quali anelli di congiunzione, il Ros di fare quell'operazione d'accordo con la Procura, cioé l'anello sarebbe Letta D’ambruoso (l'ex pm milanese che all'epoca del sequestro si occupava di terrorismo islamico)".



Al Zarqawi. L'8 giugno alle 11.32 Pompa parla con Andrea Purgatori, che lo chiama per parlare della morte in Iraq di Al Zarqawi, il giorno prima. PomPa: "Sai come l'hanno beccato? Sulla base del video che ho trovato io, e feci lo scoop!”. Poi aggiunge: ”Quello ha girato delle immagini all'aperto dove si vedeva dietro, e da quelle immagini l'hanno beccato. Perché lo demmo noi il video a loro (gli americani, ndr), capito?”. A quel punto i due si accordano perchè Pompa invii a Purgatori materiale, “compreso la foto satellitare del posto, se i tuoi la vogliono”, specifica Pompa e si salutano. Poi Pompa riceve una telefonata da un non meglio identificato "Pinin". Gli investigatori annotano: "Pinin riferisce a Pio di aver parlato con Robert e che questi gli ha comunicato che gli americani dicono che hanno fatto tutto loro". Passa mezz’ora e Cingolani del Riformista chiama Pompa e gli chiede come hanno fatto a prendere Zarqawi, chi sarà il successore e il nuovo scenario politico della resistenza. Poco dopo, altra conversazione sul presunto capo terrorista, questa volta con Gianmarco Cbiocci del Giornale. Lui, che dice di avere già il video che avrebbe incastrato Zarqawi, chiede: “Mi mandi, se c'è, un'analisi su Al Zarqawi. Io poi dopo ci attacco il pezzo?”. E Pompa: "Io ti mando il comunicato tradotto di Al Qaeda, chi sarà il futuro capo”.