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View Full Version : Sardegna, miniere sul mare vendesi all'asta


Adric
04-07-2006, 13:34
Sardegna, miniere vendesi: ecco le 4 offerte
Davide Madeddu

Quattro concorrenti per le miniere sul mare che la regione vende all´asta. Al bando internazionale di gara con cui la regione sarda ha deciso di vendere volumetrie e aree minerarie situate vicino al mare hanno partecipato quattro gruppi imprenditoriali. La corsa per la conquista delle miniere distribuite tra Masua e Ingurtosu è cominciata ufficialmente con la scadenza dei termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse cui hanno aderito con certezza il gruppo Pirelli Re, Lombarda Immobiliare di Ligresti, un´asociazione temporanea d´imprese chiamata Sviluppo Sardegna, e inoltre la Hines Italia fondo investimento americano.

I quattro gruppi imprenditoriali hanno, per il momento, compilato il modulario di sette pagine, scaricabile anche sul sito internet della regione, per partecipare al bando di gara internazionale. Quello compiuto sino a questo momento è, infatti, solamente il primo passo di un processo di privatizzazione, particolarmente contestato da ambientalisti, una parte dei sindacati e dalla rete Lilliput che dovrà essere attuato successivamente. Con tempi non troppo lunghi.

Entro 90 giorni la regione, che ha nominato una commissione composta da avvocati, un architetto ed altri esperti, dovrà esaminare le richieste di partecipazione, prima di inviare ad ogni gruppo imprenditoriale un invito a partecipare al bando con cui si chiedono progetti e offerte economiche. Subito dopo la commissione poi procederà con l´individuazione dei vincitori e l´assegnazione delle aree distribuite tra Masua, Monte Agruxau, Ingurtosu, Pitzinurri e Naracauli situate nella Sardegna sud occidentale tra il Guspinese e il Sulcis Iglesiente.

L´obiettivo, almeno secondo quanto si legge anche nel bando è la valorizzazione del patrimonio minerario dismesso e in alcuni casi abbandonato. Con una spesa di trentadue milioni di euro si possono acquistare i compendi di Masua e Monte Agruxau, situate nel Sulcis Iglesiente e, la prima delle due, a meno di cinquecento metri dal mare e dal faraglione di Pan di Zucchero. Un´area che si estende per 318 mila ettari, dove «sarà consentito il recupero e la realizzazione della volumetria esistente sino al limite massimo 160mila metri cubi, divisi in 120mila per Masua e 40mila per Monte Agruxau». Luoghi diventati famosi soprattutto grazie al film Il figlio di Bakunin del regista Gianfranco Cabiddu e punto di riferimento per appassionati di turismo minerario o comunque alternativo.

L´altra area in vendita si estende per 329 mila ettari e comprende Ingurtosu, Pitzinurri e Naracauli. Una zona del Guspinese diventata celebre sia per le riprese del film di Cabiddu sia perché raccontata e descritta ampiamente nei romanzi di Giampaolo Pansa. In questo caso, si legge ancora nel bando «sarà consentito il recupero e la realizzazione della volumetria esistente sino al limite massimo di 100mila divisi in 30mila metri cubi per Ingurtosu e 70mila per Pitzinurri e Naracauli». «La Regione intende garantire la conservazione del patrimonio paesaggistico e naturalistico dei villaggi operai del Sulcis - fanno sapere dalla regione -, ma anche la conservazione e la valorizzazione dell'attività mineraria». Breve premessa per dire che «nella gara, che sarà aggiudicata all'offerta economicamente più vantaggiosa, si terrà conto: della proposta progettuale per il 60 per cento, del tempo e del programma di esecuzione dei lavori per il 15 per cento e dell´offerta economica per il 25 per cento».

Tra le caratteristiche richieste dal bando anche una proposta di piano urbanistico per la riqualificazione territoriale e paesaggistica e inoltr eun progetto economico e gestionale di sviluppo. Progetti, giusto per essere brevi che, come si legge ancora nel bando, dovranno prevedere uno «sviluppo di funzioni turistiche, quali strutture alberghiere ricettive, centri benessere, strutture sportive e per il golf, interventi di miglioramento ambientale e di forestazione, realizzazione di strutture di supporto alla fruizione turistica dei siti di archeologia industriale». Senza dimenticare poi un progetto «di sviluppo delle infrastrutture viarie e di collegamento e un'offerta economica per l'acquisto degli immobili in dismissione». Entro novanta giorni ci sarà la selezione dei progetti e la scelta dei futuri acquirenti in base ai progetti e alle offerte.

Non mancano comunque le polemiche delle organizzazioni sindacali che, dopo aver realizzato una manifestazione in piazza, hanno chiesto maggiore concertazione e chiarezza «soprattutto su chi dovrà poi occuparsi della gestione delle bonifiche ambientali, di quel piano finanziato con fondi nazionali per mille miliardi di vecchie lire da spendere in dieci anni».

Pubblicato il 04.07.06
(l'Unità)

Maxmel
04-07-2006, 13:45
Quattro concorrenti per le miniere sul mare che la regione vende all´asta. Al bando internazionale di gara con cui la regione sarda ha deciso di vendere volumetrie e aree minerarie situate vicino al mare hanno partecipato quattro gruppi imprenditoriali. La corsa per la conquista delle miniere distribuite tra Masua e Ingurtosu è cominciata ufficialmente con la scadenza dei termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse cui hanno aderito con certezza il gruppo Pirelli Re, Lombarda Immobiliare di Ligresti, un´asociazione temporanea d´imprese chiamata Sviluppo Sardegna, e inoltre la Hines Italia fondo investimento americano.

I quattro gruppi imprenditoriali hanno, per il momento, compilato il modulario di sette pagine, scaricabile anche sul sito internet della regione, per partecipare al bando di gara internazionale. Quello compiuto sino a questo momento è, infatti, solamente il primo passo di un processo di privatizzazione, particolarmente contestato da ambientalisti, una parte dei sindacati e dalla rete Lilliput che dovrà essere attuato successivamente. Con tempi non troppo lunghi.

Entro 90 giorni la regione, che ha nominato una commissione composta da avvocati, un architetto ed altri esperti, dovrà esaminare le richieste di partecipazione, prima di inviare ad ogni gruppo imprenditoriale un invito a partecipare al bando con cui si chiedono progetti e offerte economiche. Subito dopo la commissione poi procederà con l´individuazione dei vincitori e l´assegnazione delle aree distribuite tra Masua, Monte Agruxau, Ingurtosu, Pitzinurri e Naracauli situate nella Sardegna sud occidentale tra il Guspinese e il Sulcis Iglesiente.

L´obiettivo, almeno secondo quanto si legge anche nel bando è la valorizzazione del patrimonio minerario dismesso e in alcuni casi abbandonato. Con una spesa di trentadue milioni di euro si possono acquistare i compendi di Masua e Monte Agruxau, situate nel Sulcis Iglesiente e, la prima delle due, a meno di cinquecento metri dal mare e dal faraglione di Pan di Zucchero. Un´area che si estende per 318 mila ettari, dove «sarà consentito il recupero e la realizzazione della volumetria esistente sino al limite massimo 160mila metri cubi, divisi in 120mila per Masua e 40mila per Monte Agruxau». Luoghi diventati famosi soprattutto grazie al film Il figlio di Bakunin del regista Gianfranco Cabiddu e punto di riferimento per appassionati di turismo minerario o comunque alternativo.

L´altra area in vendita si estende per 329 mila ettari e comprende Ingurtosu, Pitzinurri e Naracauli. Una zona del Guspinese diventata celebre sia per le riprese del film di Cabiddu sia perché raccontata e descritta ampiamente nei romanzi di Giampaolo Pansa. In questo caso, si legge ancora nel bando «sarà consentito il recupero e la realizzazione della volumetria esistente sino al limite massimo di 100mila divisi in 30mila metri cubi per Ingurtosu e 70mila per Pitzinurri e Naracauli». «La Regione intende garantire la conservazione del patrimonio paesaggistico e naturalistico dei villaggi operai del Sulcis - fanno sapere dalla regione -, ma anche la conservazione e la valorizzazione dell'attività mineraria». Breve premessa per dire che «nella gara, che sarà aggiudicata all'offerta economicamente più vantaggiosa, si terrà conto: della proposta progettuale per il 60 per cento, del tempo e del programma di esecuzione dei lavori per il 15 per cento e dell´offerta economica per il 25 per cento».

Tra le caratteristiche richieste dal bando anche una proposta di piano urbanistico per la riqualificazione territoriale e paesaggistica e inoltr eun progetto economico e gestionale di sviluppo. Progetti, giusto per essere brevi che, come si legge ancora nel bando, dovranno prevedere uno «sviluppo di funzioni turistiche, quali strutture alberghiere ricettive, centri benessere, strutture sportive e per il golf, interventi di miglioramento ambientale e di forestazione, realizzazione di strutture di supporto alla fruizione turistica dei siti di archeologia industriale». Senza dimenticare poi un progetto «di sviluppo delle infrastrutture viarie e di collegamento e un'offerta economica per l'acquisto degli immobili in dismissione». Entro novanta giorni ci sarà la selezione dei progetti e la scelta dei futuri acquirenti in base ai progetti e alle offerte.

Non mancano comunque le polemiche delle organizzazioni sindacali che, dopo aver realizzato una manifestazione in piazza, hanno chiesto maggiore concertazione e chiarezza «soprattutto su chi dovrà poi occuparsi della gestione delle bonifiche ambientali, di quel piano finanziato con fondi nazionali per mille miliardi di vecchie lire da spendere in dieci anni».

Pubblicato il 04.07.06
(l'Unità)
:rolleyes:
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