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View Full Version : [Milano] Piano anti-graffiti


00Luca
02-07-2006, 22:38
Finalmente :cry:

http://www.corriere.it/vivimilano/speciali/2006/06_Giugno/30/graffiti.shtml

Il Comune: primo intervento di pulizia gratuito dell’Amsa

Piano antigraffiti. I giudici: pene più severe

Sono 40 mila i palazzi privati imbrattati dai writers. «Questa battaglia si vince eliminando in continuazione le scritte dalle case»

L’idea: «Meno utili, più servizi». Ovvero, usare gli attivi dell’Amsa per pulire 40 mila palazzi da graffiti, scritte, scarabocchi. Gratuitamente. Senza spese per i milanesi. «Siamo un’azienda pubblica, investiamo a favore della collettività». La proposta, dopo l’intervento del sindaco Letizia Moratti al forum del Corriere della Sera («Sui graffiti interverrò a più livelli»), arriva dal neoassessore al Decoro Urbano di An, Maurizio Cadeo. «L’Amsa — dice — ha sempre fatto ottime proposte, ma non è riuscita a spezzare il circolo vizioso del degrado. Questa battaglia si vince solo continuando a eliminare le scritte. Gli utili? Arriveranno con gli abbonamenti successivi alla prima pulitura». Il progetto, sostenuto dal sindaco, sarà presentato nei prossimi giorni. Punto di forza, i risultati ottenuti con il milione di euro dell’ultima finanziaria: oltre centomila metri quadrati di palazzi privati ripuliti da tag e un tasso di «risporcamento» pari allo 0,48 per cento. «E ora — annuncia il neoassessore — faremo di più».
È iniziata la guerra contro i writers, giovani che costano all’Amsa oltre due milioni di euro all’anno e che, si lamentano gli amministratori di condominio, sporcano in dodici mesi almeno diecimila palazzi «rimanendo impuniti». Temi su cui il sindaco Moratti è stata chiara: «Proporrò a Romano Prodi una legge che preveda sanzione più severe per chi imbratta». Interviene anche l’onorevole di An, Ignazio La Russa: «Temo che questo governo rimarrà sordo alle esigenze di Milano. Ne parlerò con il ministro Di Pietro, forse il più attento a certe questioni». Marilena Adamo, capogruppo dell’Ulivo in consiglio comunale, sbuffa: «Non possono tirare in ballo il governo tutte le volte che c’è un problema locale. Una legge speciale per i graffitari non serve, saremmo lo zimbello di tutta Europa. Piuttosto, ho trovato interessante l’idea della Moratti di offrire ai giovani spazi per esprimersi. Se il sindaco procede su questa linea (compresa quella della severità, purché con strumenti "normali"), ci vedrà favorevoli». Che la normativa sugli imbrattamenti rimanga un problema irrisolto, viene confermato da Vito Dattolico, coordinatore dei giudici di pace di Milano. «La legge del 2003 — spiega — prevedeva da 6 a 30 giorni di obbligo domiciliare per gli imbrattatori. Questa interpretazione è stata superata: visto che basta una tinteggiatura per eliminare il danno, la sanzione deve essere minima, dice la Cassazione».
Troppa confusione, insomma. «Purtroppo, fino a oggi — continua Dattolico — è mancata la volontà del legislatore di fermare i graffitari». Pene più severe e controlli della polizia locale. Li chiede il sindaco, li invoca Fabrizio De Pasquale, consigliere comunale di Forza Italia: «Bisogna istituire un nucleo di vigili che faccia indagini sui writers. Finora la persone identificate si contano sulle dita di una mano. Serve una banca dati delle tag e una squadra investigativa. Basterebbe una ventina di vigili». Replica il comandante della polizia locale, Emiliano Bezzon: «Con il sindaco abbiamo fatto una pianificazione sul breve termine. So che ci chiederà molto, ma ci darà anche molto». Anche il presidente di Assoedilizia, Achille Linneo Colombo Clerici, è fiducioso: «Qualcosa si sta muovendo. L’assessore Cadeo ha capito che i graffiti sono un costo sociale, perché danneggiano l’intera città. Anche la proposta del sindaco è da perseguire, sia sulla prevenzione che sulla repressione. Le maglie della legge, finora, sono state troppo larghe».

di Annachiara Sacchi