PDA

View Full Version : Sudest asiatico:la pirateria è ancora un problema


Ewigen
01-07-2006, 13:44
VIETNAM 1/7/2006 0.43
PIRATERIA, NEL GOLFO DI THAILANDIA È ANCORA UN PROBLEMA

[PIME] “Il problema della pirateria è peggiorato negli ultimi anni”: lo ha detto, dati alla mano, un alto funzionario del ministero della Pesca vietnamita, spiegando che solo nei primi sei mesi del 2006 sono stati 41 gli assalti contro pescherecci e altre imbarcazioni battenti bandiera vietnamita, il doppio rispetto all’anno scorso, con ingenti danni economici. Secondo le denunce raccolte fin qui dal governo, inoltre, quest’anno in almeno 26 casi l’equipaggio delle imbarcazioni assaltate è stato liberato dai pirati al termine di sequestri-lampo solo dietro il pagamento di un riscatto. “Per fortuna non ci sono state vittime, ma gli assalitori sono sempre molto ben armati” ha continuato il funzionario, Vu Minh Luan, spiegando che le autorità di Hanoi hanno dovuto “aumentare il numero delle pattuglie marine e avvertire i pescatori di non allontanarsi troppo dalla costa”. Il fenomeno della pirateria sembra interessare prevalentemente le imbarcazioni vietnamite in navigazione nel Golfo di Thailandia, tanto da far supporre che i nuovi bucanieri abbiano base in paesi vicini, e in particolare in Malesia, Cambogia e Indonesia, nonostante l’impegno contro questo fenomeno da parte dei governi malese e di Singapore le cui barche, con quelle indonesiane, pattugliano però principalmente lo Stretto di Malacca. Secondo il governo vietnamita, però, il problema non è solo asiatico ma generalizzato, visto che pericoli per la navigazione giungono anche dai pirati attivi al largo delle coste della Somalia (particolarmente aggressivi lo scorso inverno) e dell’Iraq, così da rendere l’Oceano Indiano complessivamente un luogo pericoloso per la navigazione. Ogni anno passano per lo stretto di Malacca circa 50.000 navi, molte delle quali sono petroliere che trasportano circa la metà del greggio utilizzato in tutto il mondo. Il pattugliamento navale regionale riesce a garantire la sicurezza di questa fondamentale ‘autostrada del mare’, ma non nel Golfo di Thailandia, dove i pirati godono della protezione della particolare morfologia delle coste e delle tante isole e a farne le spese sono soprattutto i pescatori.