Ewigen
01-07-2006, 12:09
ANGOLA 1/7/2006 11.25
CABINDA, ANNUNCIATO ACCORDO PER “STATUS SPECIALE”
[PIME] Il governo di Luanda ha annunciato un accordo per mantenere l’unità del paese e garantire uno status speciale alla Cabinda, l’enclave ricca di petrolio dove da decenni sono attivi gruppi ribelli separatisti. L’intesa è stata firmata con il ‘Forum per il dialogo della Cabinda’, che include il Fronte per la liberazione dell’Enclave Cabinda (Flec) – principale formazione armata anti-governativa -, delegati della società civile e della chiesa locale. Secondo la stampa locale, il documento garantisce “l’unita e l’indivisibilità” dell’Angola, riconoscendo anche il gruppo ribelle. Ma il comandante della formazione, N’Zita Tiago, ha negato di essere stato direttamente coinvolto nell’accordo, affermando che chi lo ha sottoscritto da parte del suo gruppo “non era autorizzato”.
Nei mesi scorsi le autorità angolane avevano elaborato un progetto per trasferire alcuni poteri e competenze a questa provincia, rafforzando le capacità dell’amministrazione locale”. La Cabinda è un enclave distante meno di 500 chilometri dalla capitale ed è separata dal resto del paese da una striscia di territorio della Repubblica democratica del Congo; su una superficie di circa 14.000 chilometri quadrati vivono circa 120.000 persone. I separatisti del Flec combattono per l’autonomia dal 1975, quando finì l’occupazione coloniale portoghese; pochi anni prima, nel 1968, era iniziata l’estrazione di petrolio, che tuttora garantisce una delle principali fonti dell’esportazione di greggio dell’Angola. Alcuni gruppi separatisti vogliono soprattutto gestire in modo dirette i proventi del petrolio, che nel paese costituisce il 90% degli introiti statali.
CABINDA, ANNUNCIATO ACCORDO PER “STATUS SPECIALE”
[PIME] Il governo di Luanda ha annunciato un accordo per mantenere l’unità del paese e garantire uno status speciale alla Cabinda, l’enclave ricca di petrolio dove da decenni sono attivi gruppi ribelli separatisti. L’intesa è stata firmata con il ‘Forum per il dialogo della Cabinda’, che include il Fronte per la liberazione dell’Enclave Cabinda (Flec) – principale formazione armata anti-governativa -, delegati della società civile e della chiesa locale. Secondo la stampa locale, il documento garantisce “l’unita e l’indivisibilità” dell’Angola, riconoscendo anche il gruppo ribelle. Ma il comandante della formazione, N’Zita Tiago, ha negato di essere stato direttamente coinvolto nell’accordo, affermando che chi lo ha sottoscritto da parte del suo gruppo “non era autorizzato”.
Nei mesi scorsi le autorità angolane avevano elaborato un progetto per trasferire alcuni poteri e competenze a questa provincia, rafforzando le capacità dell’amministrazione locale”. La Cabinda è un enclave distante meno di 500 chilometri dalla capitale ed è separata dal resto del paese da una striscia di territorio della Repubblica democratica del Congo; su una superficie di circa 14.000 chilometri quadrati vivono circa 120.000 persone. I separatisti del Flec combattono per l’autonomia dal 1975, quando finì l’occupazione coloniale portoghese; pochi anni prima, nel 1968, era iniziata l’estrazione di petrolio, che tuttora garantisce una delle principali fonti dell’esportazione di greggio dell’Angola. Alcuni gruppi separatisti vogliono soprattutto gestire in modo dirette i proventi del petrolio, che nel paese costituisce il 90% degli introiti statali.