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View Full Version : Come fare soldi combattendo il Silvio


majin mixxi
23-03-2006, 20:01
Laura Delli Colli e Laura Maragnani per “Panorama” in edicola domani


Centomila copie di “Quando c’era Silvio” bruciate in meno di due settimane, per la gioia di Enrico Deaglio. Trecentomila dvd di “Viva Zapatero!”, firmato Sabina Guzzanti, venduti in un mese. Il record del milione di copie per l’opera omnia di Marco Travaglio. E ora una vera esplosione antiberlusconiana in 360 sale per “Il caimano”, atteso film di Nanni Moretti in programmazione da venerdì 24 marzo.
Numeri «de paura», direbbe senz’altro, nel salotto tv di Serena Dandini, il gerarca all’amatriciana di Corrado Guzzanti. Ma non è uno sketch: anche questa è campagna elettorale. E l’opposizione al premier è non solo il leitmotiv politico, ma anche il business del momento.




«Berlusconi? Mi piacerebbe non occuparmene più ma è inevitabile» dice a Panorama Enrico Deaglio, direttore del settimanale “Diario”. Ma proprio grazie al suo “Quando c’era Silvio”, documentario in dvd consacrato al successo, ironia del destino, da Berlusconi medesimo («Parla molto male di me»), Deaglio è condannato a insistere. E addirittura ha già cominciato a girare il sequel: “La caduta di Berlusconi”.

Titolo del tutto provvisorio, che la dice lunga sullo stato d’animo del popolo antiberlusconiano, da tempo in campo. In libreria, con “Le mille balle blu” di Marco Travaglio e Peter Gomez (Bur) e “Citizen Berlusconi” di Alexander Stille (Garzanti). A teatro, dove il senatore-scrittore Nando Dalla Chiesa si esibisce in “Vota Silviolo”. Nei centri sociali come il Leoncavallo di Milano, dove il 31 marzo debutta “Chi ha ucciso Berlusconi”? con il Teatro del Battito. In tv, col documentario “L’affaire Mondadori” di Mosco Boucault che andrà in onda sulla rete franco-tedesca Artè, il 4 aprile.




Per non parlare del prossimo Festival di Cannes: accanto a Moretti probabilmente in concorso, una coppia di trentenni esordienti (Berardo Carboni il regista, Antonio Morcone il produttore) spera di arrivare sul tappeto rosso portando sulla Croisette “Shooting Silvio”, opera prima, autoprodotta grazie a feste militanti e vendita di gadget antiberlusconiani (15 mila euro raccolti). Carboni tenta di mettere a fuoco Berlusconi «come un dato oggettivo della vita di questi anni». È antiberlusconiano, certo, ma non fa mistero della voglia di far centro anche sul mercato: «Le elezioni? Indubbiamente aiutano a lanciare un film come questo ma possono anche bruciarlo, condannandolo ad una nicchia esclusivamente legata al voto» si preoccupa. «Ma di antiberlusconismo vorremmo vivere, non morire».

La produzione anti Silvio è ormai sterminata. Il pubblico ha garantito a “Viva Zapatero!” 2 milioni di euro in sala; alimenta su Raitre audience da 3,5 milioni di spettatori per “Ballarò”, 2,5 milioni per Serena Dandini in prima serata (“Parla con me”), 4 milioni per Fabio Fazio (e “Che tempo che fa” è piaciuto anche a Moretti: l’ha scelto per il lancio del suo film). Ha sbancato l’Auditel di Raiuno quando Roberto Benigni è apparso al fianco di Adriano Celentano a “Rockpolitik”: oltre 15,5 milioni, come a Sanremo.



Funzionano i documentari contro, i dvd, i film, la tv, gli spettacoli teatrali. E i libri: decine di titoli negli scaffali: sui banconi delle 100 librerie Feltrinelli, su 101 titoli proposti in una sorta di «pacchetto elezioni» ben 32 sono dedicati al premier.
«Silvio Berlusconi ha fatto guadagnare anche i suoi nemici» ammette Giuseppe Caruso, trentenne autore di “Chi ha ucciso Berlusconi?”, da cui è stato tratto lo spettacolo del Leoncavallo. Uscito nel marzo scorso da Ponte alle Grazie, ha venduto oltre 15 mila copie. Risultato: «Forse Berlusconi non avrà realizzato il milione e mezzo dei posti di lavoro che aveva promesso; ma almeno uno, a me, l’ha trovato».

È un paradosso, ma proprio l’avversario politico numero uno della sinistra è diventato la principale fonte di ispirazione, e di guadagno, per decine di vignettisti, giornalisti, comici, editori, scrittori, librai. Con una battuta cinematografica si potrebbe ormai dire che per tutti è «il miglior nemico». E in effetti in molti, tra i militanti, con la voglia di fare opposizione hanno avuto anche buon fiuto.




«Il mercato potenziale in effetti è vastissimo: il 50 per cento degli italiani che non vota per Berlusconi» calcola l’editore Alessandro Dalai, che ha pubblicato il querelatissimo («In primo grado il giudice ci ha però riconosciuto il diritto di critica») “Toghe rosse” di Elio Veltri. Conferma Oliviero Ponte Di Pino, direttore editoriale della Garzanti (gruppo Gems), che pubblica Marco Travaglio, Alexander Stille e “Ultimi versi” di Giovanni Raboni: «I titoli su Berlusconi si vendono come panini. C’è un pubblico che non è soddisfatto dell’informazione televisiva e giornalistica che passa il convento, gli editori indipendenti si sono attrezzati per soddisfarlo».

Il cinema. Un titolo per tutti: ovviamente “Il caimano” di Nanni Moretti, in sala da venerdì 24 marzo con 360 copie distribuite dalla Sacher, con l’amichevole supporto della Mikado di Roberto Cicutto e, soprattutto, all’insegna di un mistero che neanche l’unica anteprima di giovedì 23, senza conferenza stampa né attori, ha sciolto del tutto. Nanni Moretti tace, mai tanto vanamente inseguito come questa volta anche dai giornalisti stranieri che hanno chiesto lumi anche da Grecia e Gran Bretagna.




Sarà, comunque, una vera esplosione anti Silvio. Che scandirà al cinema la fase più rovente della campagna antiberlusconiana, in attesa di un exploit sulla Croisette. Dimenticato invece dalla distribuzione italiana “Bye bye, Berlusconi”, presentato a Berlino e scritto dall’esordiente tedesco Jan Henrik Stahlberg insieme all’italiana Lucia Chiarla.

Gli editori. Garzanti, Rizzoli, Dalai, Editori Riuniti, Laterza, Feltrinelli, Il Mulino, Kaos edizioni, Palomar, Listen!, Nutrimenti: tutti hanno in catalogo decine di titoli su e soprattutto contro Silvio Berlusconi. «La nostra non è una scelta politica, ma editoriale» sostiene Lorenzo Fazio, direttore editoriale della Bur, l’uomo che ha portato Travaglio nei supermercati e ha ideato la collana dei dvd «Senzafiltro», da “Viva Zapatero!” a “La mafia è bianca”, un altro successo. «Offriamo qualcosa di cui il pubblico sente la mancanza perché in tv o sui giornali non trova spazio».

Sono centinaia di migliaia di copie all’anno, e non solo in Italia. Un editore di Pechino, Zhang Lin, ha appena acquistato dalla Garzanti i diritti dell’antica biografia del premier Il venditore, di Giuseppe Fiori. La casa editrice tedesca Beck ha commissionato “Citizen Berlusconi” a Stille, negli Usa lo pubblicherà la Penguin. E questa casa editrice ha chiesto al corrispondente italiano dell’Economist, David Lane, di scrivere “L’ombra del potere”, mentre la Faber & Faber ha voluto Il cuore nero d’Italia di Tobias Jones, uscito in Italia con la Rizzoli.

Le vendite? “Citizen Berlusconi”, del «fantastico Alexander Stille» (Giuliano Ferrara ironicamente dixit), 15 mila copie in una settimana. Superberlusconate, raccolta di detti e contraddetti del premier (Nutrimenti), 10 mila copie, che vanno ad aggiungersi alle 35 mila del primo “Berlusconate”. “Vota Silvicolo”, di Nando Dalla Chiesa (Melampo), 16 mila copie in meno di un mese. Il libro nero del governo Berlusconi, 10 mila.



Impossibile stimare le vendite complessive dei vari titoli, da “Tribù spa” di Gianantonio Stella (Feltrinelli) a “Tempo scaduto” di Luca Ricolfi (Il Mulino). Sospira però Andrea Palombi, direttore editoriale della Nutrimenti: «Il mercato è ormai così inflazionato che abbiamo preferito rinunciare ai nuovi titoli già in programma».

Gli autori. Nando Dalla Chiesa, Gianni Barbacetto, Mario Guarino, Giovanni Ruggieri, Peter Gomez e ovviamente Marco Travaglio: sono questi i protagonisti di prima fila dell’antiberlusconismo editoriale, dunque i più richiesti ai dibattiti in giro per l’Italia. «Campiamo tutti grazie a Berlusconi, ma Berlusconi è anche la nostra condanna. Se dovessi accettare tutti gli inviti ai dibattiti che ricevo, sarei perennemente in tournèe» racconta Gianni Barbacetto, giornalista di Diario e autore di “B. Tutte le carte del presidente” (Saggiatore). In tournée politico-teatrale è da poco Dalla Chiesa: l’ex senatore della Margherita, che ha già scritto sul premier tre libri, propone una strepitosa imitazione del premier: «Sul palcoscenico sono arrivato per necessità» precisa Dalla Chiesa. «Abbiamo dovuto inventarci alternative alla mancanza di visibilità in tv».

In concorrenza ai comici? All’Ambra Jovinelli, diretto da Serena Dandini, è una sfilata di attori, comici e non, da Antonio Albanese a Neri Marcorè, da Lella Costa ad Ascanio Celestini, da Paolo Rossi a Paola Cortellesi. Certo, qualcuno forse ha cominciato ad abbassare i toni della militanza. Ma per un Paolo Rossi che cambia stile, proprio all’Ambra un giornalista rivela talento comico: il 20 marzo, presentando l’ultimo libro con Sabina Guzzanti, Travaglio ha strappato risate al teatro strapieno.




Ecco: è lui il vero fenomeno dell’antiberlusconismo mediatico. Perennemente in classifica, per la gioia dei suoi editori, sta festeggiando in questi giorni il milione di copie vendute: 350 mila con “L’odore dei soldi” (Editori Riuniti), 250 mila con Regime (Rizzoli), “Bananas e Berluscomiche” (Garzanti) sono sulle 70 mila. «Eppure» si stupisce «è roba che se ti cade su un piede te lo distrugge». Ma quanti lo conoscevano, Travaglio, prima del cortocircuito mediatico che lo portò a presentare l’antiberlusconiano L’odore dei soldi in tv, a Satyricon, da Daniele Luttazzi? Oggi sforna due-tre libri l’anno.

E che farà mai se resterà orfano di Berlusconi? «Non credo che con la caduta di Silvio sboccerà una radiosa stagione di libertà per l’informazione italiana» risponde, pessimista. «Mi occuperò degli altri, il lavoro non mi mancherà di certo».

La satira. «Sto già cominciando a scaldarmi per il dopoelezioni. Su Prodi, naturalmente». Riccardo Marassi, vignettista del “Mattino” e del “Messaggero”, è uno di quelli che su Berlusconi campano da anni. Come Vauro sul “Manifesto”, Sergio Staino e Danilo Maramotti sull’“Unità”, Ellekappa sulla “Repubblica”, Riccardo Giannelli per il “Corriere”, Francesco Altan per “l’Espresso”. E tutti insieme per “Linus”, 20 mila copie, storica testata del fumetto italiano che proprio a Berlusconi ha dedicato le ultime tre copertine. C’è da stupirsi che per qualcuno, ormai, il premier sia diventato un’ossessione?

Maramotti si confessa allo stremo: Berlusconi è il suo core business da 5 anni, il 75 per cento della sua produzione, circa 280-300 vignette l’anno. «Lo disegno dal 1994, sono stremato. Ci sono giorni in cui mi impongo, che so?, di fare una vignetta su Francesco Rutelli. Su Carlo Giovanardi. Ma Berlusconi dice o fa sempre qualcosa di imprescindibile. Sogno il momento in cui mi lascerà orfano». E disoccupato.

franklar
23-03-2006, 20:20
Un articolo che sa di vecchio:
ogni volta che esce un qualcosa su Silvio si accusa l'autore di averci guadagnato su. Aboliamo i libri :rolleyes: Marco Travaglio dovrà pubblicare i suoi lavori su un blog in forma gratuita, e per campare dovrà arrangiarsi...
Per i film è lo stesso.

Allargandoci un po', mi sembra la stessa cosa dell'altro post, dove chi ce l'ha con la Sgrena la accusa di essere andata in Iraq per lavorare e prendere stipendio per l'onesto mestiere che fa :eek:


E per tornare a Berlusconi, si riesce a trasformare l'enorme malcontento nei suoi confronti, sotto forma di milioni di persone che comprano libri, biglietti del cinema e quant'altro, in propaganda berlusconiana :mc:
Su, un po' di serietà dai, ogni tanto non fa male ( ps.s. vabè da Panorama è pretendere troppo :D )

shambler1
23-03-2006, 20:25
E' ovvio che un business e anche molto ricco, visto anche il pesci piccoli che si fiondano a papparsi qualche avanzo.
Direi un business accuratamente pianificato anni fa con tanto di vittimismi e grancasse mediatiche mascherate da "iniziative spontanee".
Questo la gente lo capisce bene ma non può ammettere di essersi fatta strumentalizzare (come ammettere di aver scelto di andare in vacanza in un posto brutto e costoso) per cui si offende, si infastidisce se glielo fai notare.

franklar
23-03-2006, 20:35
Shambler ma è cosa ovvia che se l'argomento tira, vengon fuori libri a frotte; una cosa a caso: ma hai visto quanti libri sono usciti sul Codice Da Vinci ? Il Manuale, il contromanuale... è normale che ci si fionda nel business ;)


Devo sentirmi strumentalizzato per aver visto Viva Zapatero ? E perchè mai ? E' un bel documentario, da vedere, che tra l'altro ha anche ricevuto riconoscimenti all'estero.
Poi ci sarà anche monnezza, ma come su tutti gli argomenti, è stra-ovvio.

Cmq. un articolo pretestuoso secondo me, io non ci vedo lo scandalo in tutto ciò.

franklar
23-03-2006, 20:43
Più che altro si cerca di gettare discredito sulle voci contrarie al padrone di Panorama :D

"Attento popolo, non ascoltare la sinistra voce, è solo i soldi che vuole da te".

E' curioso che proprio gente di destra, che non esita a definirsi liberale, diventi improvvisamente suscettibilissima quando si parla di soldi, se questi soldi vanno a sinistra.
Dopo il sarcasmo sulla barca di D'Alema e il cachemire di Bertinotti, argomenti ormai stantii, ecco i malefici autori, registri, giornalisti di sinistra, che si permettono di guadagnare sul loro lavoro. Che noia però... :mbe:

shambler1
23-03-2006, 21:35
Ma quale voce della sinistra; voce di chi si arricchisce facendo opionion making o semplici scenette passando da eroe del popolo ( il popolo ha sempre bisogno di eroi) cosi come M Manson passa da eroe trasgressivo e gotico.
Sono ben altre le cose per cui la gente dovrebbe cominciare ad indignarsi , non certo le pseudo censure promozionali per artisti miliardari.

Lucio Virzì
23-03-2006, 21:41
Sono stato oggi a fare un giro in una libreria molto grande, Tuttilibri, per chi fosse di Roma, e sono rimasto impressionato dalla grande quantità di libri dedicati alle questioni italiche in cui anche noi ci dibattiamo quotidianamente.
Il dubbio (oddio... dubbio) che ci sia una grossa speculazione atta a guadagnare dalla nostra indignazione l'ho avuto.
Ho resistito a malapena dall'acquistare due-tre tomi sul "nostro", proprio perchè per un attimo mi sono sentito target di certa editoria.

LuVi

franklar
23-03-2006, 21:49
a me risulta che le censure ci siano state per davvero, poi posso anche concordare con te che qualcuno ne abbia tratto vantaggio.


Marco Travaglio è passato da giornalista misconosciuto a eroe del pueblo, tuttavia ha scritto cose interessanti e condivisibili ( almeno x chi non vota S.B. )

La Guzzanti ci ha fatto pure un film su S.B. e sul bavaglio televisivo che le è stato imposto, però era un ottimo documentario ( tranne che per chi vota S.B. )

"La mafia è bianca" devo ancora vederlo, ma da quanto si dice pare che sia un documento agghiacciante sulla politica in sicilia.



Secondo me quando si dice "eh ma quelli ci fanno i miliardi" si scade nel facile populismo. C'è chi si infastidisce per il solo fatto che si scrivano libri su Berlusconi, che non sono i ritratti elettorali con famiglia che il Nostro ci spedì a casa nel 2001 :asd:
Allora non si dovrebbe scrivere di Berlusconi ? ???

franklar
23-03-2006, 21:53
Il dubbio (oddio... dubbio) che ci sia una grossa speculazione atta a guadagnare dalla nostra indignazione l'ho avuto.


Più che dubbio è certezza, ma come ho già scritto:

- scoppia il caso Codice da Vinci, e via tonnellate di libri sul Codice da VInci.

altro esempio

- C'è l' 11 settembre, e via vagonate di libri sulle torri gemelle, i terroristi, gli arabi, Oriana Fallaci che si risveglia dal suo pacifico letargo :asd: ( a proposito, nessuno ci ha mai pensato che la Fallaci si sia volgarmente infilata nel business ? )

Lucio Virzì
23-03-2006, 21:55
Più che dubbio è certezza, ma come ho già scritto:

- scoppia il caso Codice da Vinci, e via tonnellate di libri sul Codice da VInci.

altro esempio

- C'è l' 11 settembre, e via vagonate di libri sulle torri gemelle, i terroristi, gli arabi, Oriana Fallaci che si risveglia dal suo pacifico letargo :asd: ( a proposito, nessuno ci ha mai pensato che la Fallaci si sia volgarmente infilata nel business ? )

Hai preso due esempi ... :asd: sempre oggi mi chiedevo... "ma è possibile che, come del maiale non si butti via nulla, de "Il codice Da Vinci" debbano esserci dozzine di libri "al traino"? Addirittura un libro quiz con 501 domande sul "codice" :asd:

E poi... come fanno a continuare a scrivere libri di spie, agenti segreti, trame misteriose, islamici, terroristi legati ad Al Quaeda, attentati qui, attentati li, quando la realtà supera la fantasia?!?! :muro:
Pieno!!! Pieno!!!!!

LuVi

franklar
23-03-2006, 21:58
sempre oggi mi chiedevo... "ma è possibile che, come del maiale non si butti via nulla, de "Il codice Da Vinci" debbano esserci dozzine di libri "al traino"? Addirittura un libro quiz con 501 domande sul "codice" :asd:



solo per parafrasare il detto ( e spero di non essere sospeso per questo ) in questo caso il maiale di cui non si butta via nulla è proprio S.B. :p

ma non ci vedo nulla di strano e/o anomalo.

shambler1
23-03-2006, 22:16
La Guzzanti ci ha fatto pure un film su S.B. e sul bavaglio televisivo che le è stato imposto, però era un ottimo documentario ( tranne che per chi vota S.B. ) Ma quale bavaglio. Quella manovra è stata la sua fortuna,dopo aver passato i 40 e col fallimento al botteghino della sua opera prima "bimba" (passato su italia1, guarda un pò).
Troppo diciamo per non pensar male.
Se i suddetti comici fossero stati arrestati,gli fosse stato impedito di esibirsi anche a teatro, li avessero trascinati in caserma e torturati o stuprati come fecero ai tempi con Franca Rame allora si potrebbe parlare di bavaglio e avrebbero il mio rispetto, cosi no...ci sono dozzine di attori validi che per avere successo si fanno un culo e non hanno bisogno di solleticare continuamente il pur giusto malumore popolare.

n questo caso il maiale di cui non si butta via nulla è proprio S.B. o il target di riferimento..

franklar
23-03-2006, 23:26
parlo in qualità di "target di riferimento", e ti dico che certi toni da martire non sono piaciuti nemmeno a me, però...

però c'è che in TV l'unica comicità ammessa oggi è quella innocua di Striscia la Notizia.
C'erano una volta Luttazzi, i Guzzanti, Paolo Rossi etc. ma da qualche anno non si riesce più a vederli, e se appaiono non si sa mai che succeda il finimondo da un momento all'altro. Ti ricordo che questa maggioranza può vantare l'intervento di un ministro ( Gasparri ) in diretta TV per bacchettare i toni troppo irriverenti nel programma di SImona Ventura e Gene Gnocchi.

C'è stato qualcosa di diverso in questi anni, come si fa a negarlo.

Marlex
24-03-2006, 09:17
E' ovvio che un business e anche molto ricco, visto anche il pesci piccoli che si fiondano a papparsi qualche avanzo.
Direi un business accuratamente pianificato anni fa con tanto di vittimismi e grancasse mediatiche mascherate da "iniziative spontanee".
Questo la gente lo capisce bene ma non può ammettere di essersi fatta strumentalizzare (come ammettere di aver scelto di andare in vacanza in un posto brutto e costoso) per cui si offende, si infastidisce se glielo fai notare.

:asd:

qua siamo ormai al ridicolo !!! :asd:

scusa, mi spiegheresti cosa c'è di male (e CHI ha mai detto ci sia qualcosa di male) nel fare soldi ONESTAMENTE ??? :mbe:

capisco che "guadagnare onestamente" non sia il modo a cui ci ha abituato il premier nella sua lunga vita economica... ma addirittura prendersela a male perchè qualcuno guadagna vagonate di soldi con il proprio lavoro mi sembra un "arrampicarsi sugli specchi" all'ennesima potenza ... :asd:

ah, che il lavoro sia onesto è fuori da ogni dubbio, visto che NON DIFFAMANO NESSUNO ma riportano fedelmente fatti e circostanze provate... anche se "riprovevoli" :asd:

qualcuno ci ha anche provato a querelarli... inutilmente, gli hanno dato torto :asd:

quindi, tornando a noi...

mi potresti gentilmente spiegare CHI "non può ammettere di essersi fatto strumentalizzare" ??? :asd:

:rolleyes:

sider
24-03-2006, 09:47
Meglio riportare in attivo le proprie aziende andando al governo con leggi "ad hoc"

Galana
24-03-2006, 09:56
Se i suddetti comici fossero stati arrestati,gli fosse stato impedito di esibirsi anche a teatro, li avessero trascinati in caserma e torturati o stuprati come fecero ai tempi con Franca Rame allora si potrebbe parlare di bavaglio e avrebbero il mio rispetto, cosi no...

Accidenti, che spocchioso! Saresti così gentile da indicarmi quali caratteristiche debba avere una persona per meritare il tuo rispetto?

shambler1
24-03-2006, 13:20
Per esempio ammettere con sè stessi di essersi bevuti una raffinata propaganda di immagine scambiandola per lotta politica.
Timidamente, qualcuno ha gia iniziato a rendersene conto ma è dura...

Ragazzi, questi qua sono attori e intrattenitori e basta.
E vanno contrapposti non ai politici bensì ad altri attori e intrattenitori.
Che un dato personaggio televisivo, per esempio l'imitatrice romana Sabina Guzzanti, sia contrapposta (nell'immaginario collettivo) direttamente a Berlusconi ( simbolo di ogni nequizia , ormai è assodato) è un capolavoro di marketing (spregiudicato) .
Ricordate quel signore astuto che mi rispose :"allora preferisci Previti, allora preferisci Dell'Utri.."?
Il rivale della signora Guzzanti, non è Berlusconi ,è un'altra attrice intrattenitrice, più brava.
L'essere diventata da "quella che imitava Martelli ( bei tempi) " a "Simbolo di lotta, di purezza, di ogni cosa bene, di quella che combatte berlusconi .." è una rendita di posizione che la mette a riparo dalla possibile rivalità con dei competitor più bravi.
Il rivale del salumiere sotto casa è il salumiere all'angolo, NON è il politico.
"nel fare soldi ONESTAMENTE ???" "
magari il salame non è buonissimo ma io lo compro lo stesso perchè cosi faccio piangere Berlusconi :Prrr: "

C'è di male che , se pur formalmente onesto, il marketing usato per lanciare l'immagine di certi personaggi, mi appare assai spregiudicato e devo trattenermi dal definirlo "anche discutibile".

Lucio Virzì
24-03-2006, 13:34
Shambler, non è colpa nostra se i politici, Berlusconi in primis, si travestono da comici e si contrappongono a veri comici.

LuVi

Marlex
24-03-2006, 13:39
Per esempio ammettere con sè stessi di essersi bevuti una raffinata propaganda di immagine scambiandola per lotta politica.
Timidamente, qualcuno ha gia iniziato a rendersene conto ma è dura...

Ragazzi, questi qua sono attori e intrattenitori e basta.
E vanno contrapposti non ai politici bensì ad altri attori e intrattenitori.
Che un dato personaggio televisivo, per esempio l'imitatrice romana Sabina Guzzanti, sia contrapposta (nell'immaginario collettivo) direttamente a Berlusconi ( simbolo di ogni nequizia , ormai è assodato) è un capolavoro di marketing (spregiudicato) .
Ricordate quel signore astuto che mi rispose :"allora preferisci Previti, allora preferisci Dell'Utri.."?
Il rivale della signora Guzzanti, non è Berlusconi ,è un'altra attrice intrattenitrice, più brava.
L'essere diventata da "quella che imitava Martelli ( bei tempi) " a "Simbolo di lotta, di purezza, di ogni cosa bene, di quella che combatte berlusconi .." è una rendita di posizione che la mette a riparo dalla possibile rivalità con dei competitor più bravi.
Il rivale del salumiere sotto casa è il salumiere all'angolo, NON è il politico.

magari il salame non è buonissimo ma io lo compro lo stesso perchè cosi faccio piangere Berlusconi :Prrr: "

C'è di male che , se pur formalmente onesto, il marketing usato per lanciare l'immagine di certi personaggi, mi appare assai spregiudicato e devo trattenermi dal definirlo "anche discutibile".

:mbe:

"tu c'hai grossa grisi"... :asd:

scherzi a parte, ho provato a rileggere quello che hai scritto un paio di volte ma:

1) o non hai le idee chiare su cosa stai cercando di comunicare...

2) o non sei riuscito a comunicarlo andando completamente fuori dal merito...

tralasciando il discorso su "salumieri e loro rivali" che hai tirato fuori tu e a cui ti sei risposto da solo (straordinario :asd: ) sto ancora aspettando qualcosa che c'entri con la domanda che ti ho posto:

scusa, mi spiegheresti cosa c'è di male (e CHI ha mai detto ci sia qualcosa di male) nel fare soldi ONESTAMENTE ???

anche perchè il motivo per cui il "marketing" della "rivalità" sia "discutibile" lo conosci solo tu...

bah... quando uno non ha argomenti... :mc: :asd:

sider
24-03-2006, 13:45
Per esempio ammettere con sè stessi di essersi bevuti una raffinata propaganda di immagine scambiandola per lotta politica.
Timidamente, qualcuno ha gia iniziato a rendersene conto ma è dura...

Ragazzi, questi qua sono attori e intrattenitori e basta.
E vanno contrapposti non ai politici bensì ad altri attori e intrattenitori.
Che un dato personaggio televisivo, per esempio l'imitatrice romana Sabina Guzzanti, sia contrapposta (nell'immaginario collettivo) direttamente a Berlusconi ( simbolo di ogni nequizia , ormai è assodato) è un capolavoro di marketing (spregiudicato) .
Ricordate quel signore astuto che mi rispose :"allora preferisci Previti, allora preferisci Dell'Utri.."?
Il rivale della signora Guzzanti, non è Berlusconi ,è un'altra attrice intrattenitrice, più brava.
L'essere diventata da "quella che imitava Martelli ( bei tempi) " a "Simbolo di lotta, di purezza, di ogni cosa bene, di quella che combatte berlusconi .." è una rendita di posizione che la mette a riparo dalla possibile rivalità con dei competitor più bravi.
Il rivale del salumiere sotto casa è il salumiere all'angolo, NON è il politico.

magari il salame non è buonissimo ma io lo compro lo stesso perchè cosi faccio piangere Berlusconi :Prrr: "

C'è di male che , se pur formalmente onesto, il marketing usato per lanciare l'immagine di certi personaggi, mi appare assai spregiudicato e devo trattenermi dal definirlo "anche discutibile".

Secondo te quindi tutti e dico tutti i personaggi sopracitati compresi anche i giornalisti tipo Travaglio fanno tutto solo per soldi e notorietà e non sono mossi da nessuna idea di base.
Interessante interpretazione. Viviamo in matrix.

shambler1
24-03-2006, 13:46
Si ma è diverso...Luvi, il politico che fa il buffone, rimane un politico e il suo concorrente è il politico dello schieramento rivale.
L'imitatore che fa finta di fare il politico , rimane un imitatore o un attore e il suo vero rivale è un attore migliore di lui.

negli anni 80 , il rivale di Stallone NON ERA l'attore svedese che faceva Ivan Drago..era Arnold Swarzenegger perchè faceva dei film sullo stesso tenore (commando, Raw deal) .

In Italia la satira sociale è assente e la satira politica è soggetta a patenti di legittimità, senza contare che lo sbracamento dei politici ha davvero neutralizzato il ruolo tradizionale del comico. Cosi certi personaggi sono anche al riparo da possibili competitori e criticarli sembra blasfemo, la gente si infuria, si indigna...è una nicchia, si chiama mercato di nicchia. Molto, molto più profittevole, a livello di immagine , che fare uno spettacolo sulla rai e poi essere sostituiti la stagione successiva.

Marlex
24-03-2006, 14:10
Si ma è diverso...Luvi, il politico che fa il buffone, rimane un politico e il suo concorrente è il politico dello schieramento rivale.
L'imitatore che fa finta di fare il politico , rimane un imitatore o un attore e il suo vero rivale è un attore migliore di lui.

negli anni 80 , il rivale di Stallone NON ERA l'attore svedese che faceva Ivan Drago..era Arnold Swarzenegger perchè faceva dei film sullo stesso tenore (commando, Raw deal) .

In Italia la satira sociale è assente e la satira politica è soggetta a patenti di legittimità, senza contare che lo sbracamento dei politici ha davvero neutralizzato il ruolo tradizionale del comico.
...
è una nicchia, si chiama mercato di nicchia. Molto, molto più profittevole, a livello di immagine , che fare uno spettacolo sulla rai e poi essere sostituiti la stagione successiva.

:mbe:

a parte questo:
Cosi certi personaggi sono anche al riparo da possibili competitori e criticarli sembra blasfemo, la gente si infuria, si indigna...

che sono tue personalissime considerazioni che poco hanno a che fare con la realtà... (infatti MAI ho visto gente scendere in piazza per "difendere" una Guzzanti o un Luttazzi... non l'hanno fatto neppure per Biagi, figurarsi...)

e a parte il tuo solito discorso sulle "rivalità" di cui, ripeto, non vedo il nesso...

la mia domanda finora senza risposta rimane identica:

cosa c'è di "male" o di "scandaloso" o di "lesivo" in tutto ciò???

:mbe: bah...

shambler1
24-03-2006, 14:24
he sono tue personalissime considerazioni che poco hanno a che fare con la realtà... (infatti MAI ho visto gente scendere in piazza per "difendere" una Guzzanti o un Luttazzi... non l'hanno fatto neppure per Biagi, figurarsi...) Ma come no? :mc: remember il 2003?
E poi lo vedi tu e quell'altro come saltate sulla sedia ? :p

Siamo passati da "disonesto" a "lesivo". E' gia un passo avanti.
A mio parere c'è di "discutibile" (non parlo direttamente di lesione) il far passare come "eroismo " oppure "coraggio" qualcosa che non lo è . Ti rimando alla considerazione che ne hanno dato Cipri e Maresco, che la censura (senza ricavarne alcun vantaggio e pagando di persona , l'hanno davvero subita).
MA - Ciprì e Maresco tornano in tv dopo 11 anni e sparano a zero contro i "martiri della censura" in televisione. I registi palermitani di Cinico tv bocciano Viva Zapatero! di Sabina Guzzanti e ridimensionano senza mezzi termini un certo vittimismo, sostenendo che eroi e martiri sono da cercare altrove. L'occasione è la presentazione dei Migliori nani della nostra vita, il nuovo programma in venti puntate che debutterà sabato prossimo alle 20.30 su La7.

"Di censura ce ne intendiamo" dicono i due autori vincitori nel '98 di una clamorosa battaglia contro la minaccia di tagli per Totò che visse due volte (che uscì nelle sale in versione integrale ma con il divieto ai minori di 18 anni), e sempre per quel film furono assolti, tre anni dopo, dall'accusa di truffa e vilipendio della religione. "Ma non mi sembra che le persone in questione siano degli sconfitti o dei disperati".

"A parte Enzo Biagi che è stato un caso vergognoso" spiega Franco Maresco, "dal punto di vista mediatico hanno presentato Santoro o Guzzanti, persone benestanti con un potere visibile che corrono pochi rischi, come se fossero dei martiri. Siccome abbiamo un presidente del Consiglio un po' limitato, sono diventati 'eroi della censura' e 'martiri della persecuzione', senza avere né la vocazione né la sostanza degli eroi".

"Non credo che Viva Zapatero! dovesse uscire al cinema. Quello non è cinema" aggiunge Daniele Ciprì. "E' un modo per approfittare del momento e fare un po' di soldi, credo non ne abbia neanche fatti tanti". "Magari sarà anche un film divertente" aggiunge Maresco, "ma credo ci sia una sopravvalutazione intorno a qualcosa che andrebbe ridimensionato".

L'assenza dalla tv per 11 anni non è stata una scelta. "Abbiamo fatto ogni tanto qualche proposta, ma come tutta la tv anche RaiTre è cambiata e non c'è stata più occasione. Poi, mentre stavano finendo di lavorare a Come inguaiammo il cinema italiano. La vera storia di Franco e Ciccio abbiamo incontrato Romano Frassa, uno degli autori di Markette, e da lì è nata l'idea dei Migliori nani della nostra vita. Prima doveva durare 50 minuti in seconda o terza serata, è finita che andremo in onda per mezzora il sabato alle 20.30".



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Marlex
24-03-2006, 14:37
:mbe:

va bene, allora...

prendo atto che l'unica risposta che mi sai dare è una "illuminante" opinione di tali "Ciprì e Maresco" che si accodano al discorso dei "martiri" che mai nessuno dei suddetti ha posto (da ciò deduco che parli senza NESSUNA cognizione di causa)...
in quanto in ogni loro "opera" sia teatrale che letteraria, i vari Luttazzi, Grillo, Guzzanti eccetera... (a proposito, com'è che stai parlando SOLO dei comici e non dei giornalisti??? mah!!! :rolleyes: ) hanno SEMPRE sottolineato di essere dei "privilegiati" e di non potersi lamentare della loro condizione, infatti non lo farebbero mai visto come guadagnano...

prendendo atto che non hai ulteriori argomenti... ;)

shambler1
24-03-2006, 18:10
Appunto.
Se il forumista non sa chi siano Cipri e Maresco , i casi sono due:
1) ha 12 anni e non se li ricorda.
2) ..lasciamo stare.

I privilegiati ( de chè? Che hanno sempre rimarcato , poverini, di essere stato oggetto di orrendissima violenza e inuadito sopruso da parte del malvagio tiranno) o censurati o come li vuoi chiamare,hanno fatto la fortuna economica e professionale con questa storia della censura , non sono eroi quindi e personalmente dubito che senza questa grancassa mediatica avrebbero avuto il successo e il grande amorevole rispetto che ancora detengono.
La televisione è spietata: una stagione sei sulla cresta dell'onda, la stagione dopo sei sparito.
Cosi invece i teatri sono pieni , le vendite schizzano in alto e l'artista è ammantato di una aura di eroismo e di amore (come si vede anche qui).
Sarò cinico ma io non riesco a vederci altro che una strategia ben precisa e pianificata.
Quelli che sul serio furono scandalosamente censurati furono Tognazzi e Vianello, la cui abilità recitativa ( ma anche l'arguzia, il garbo, il senso dell'umorismo) era anni luce avanti rispetto ai signori gia citati .
ma anche la reazione della coppia Tognazzi Vianelli, che fecero una scenetta di addio davvero formidabile, era anni luce da certe reazioni ( Tognazzi mai si sarebbe sognato di invogliare la gente ad andare a vedere il suo film organizzando firme contro la censura).


Ecco, io penso che riscoprire quello stile , ormai totalmente dimenticato a favore del chiasso e dello schiamazzo, sia la vera rivoluzione e quello che il Potere dovrebbe realmente temere.