majin mixxi
04-03-2006, 19:09
Enrico Bonerandi per la Repubblica
«Beh, ragazzi, non eccitatevi troppo. Ci sono qui Ferrante, le signore coi fiori e come diceva er Puzzone: vinceremo. Non è detto. Per favore, abbiate un sano pessimismo, o quanto meno un operativo scetticismo». Umberto Eco prende la parola davanti alla platea di fan caldissimi del centro-sinistra, convocati dall´associazione Libertà e Giustizia ieri sera allo spazio Krizia, e chocca tutti: mica vero che abbiamo già vinto. Anzi. Il rischio è grosso, «altri cinque anni di Berlusconi e siamo fottuti». In una frase: «Ci giochiamo tutto, stavolta. Quanto a me, nel caso, vado in pensione e mi trasferisco all´estero».
Tema dell´incontro, con Furio Colombo, Piero Fassino, Valerio Onida e - presente solo con un messaggio perché indisposto - Claudio Magris: come convincere gli indecisi? Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e giustizia, aveva lanciato l´appello in apertura: «Bisogna saper parlare agli indecisi, che ci possono permettere di vincere e poi di governare». E, ancora una volta, Eco ha spiazzato l´uditorio: «Ci sono quelli che non leggono i giornali e vedono solo la tv: Berlusconi dice che vanno considerati come se avessero 12 anni d´età. A loro non faremo cambiare idea. Dobbiamo rivolgerci piuttosto a quelli che leggono troppo, e fanno elucubrazioni, sviluppano riserve, provano sfiducia. Dobbiamo stimolare questa gente».
Con una definizione colorita: «Rivolgiamoci non alla casalinga di Voghera, ma all´universitario di Vipiteno». Applausi scroscianti, qualche perplessità tra la file. Ed Eco lancia un appello: «Impegnatevi, parlate, stimolate il vostro vicino di casa, il compagno di lavoro. E ricordatevi che la partita si gioca sul nostro elettorato, non su quello del centro-destra».
Considerazioni meno paradossali nel testo di Claudio Magris, che al contrario di Eco consiglia di non dare per perso l´elettore di destra: «Bisogna saper parlare a tutti, non disprezzate nessuno a priori». Per lo scrittore, i tempi hanno caratteristiche eccezionali che richiedono un grosso sforzo di «unità e compattezza», «meno ricerca di visibilità», «etica». Vanno «sfatate le falsità» della propaganda governativa, «rassicurata la gente nel legittimo bisogno di ordine» (sull´immigrazione, Magris dice che il centro-sinistra deve avere «cuore caldo e mente fredda») , mostrare amore per l´Italia e per l´Europa, «fuori dai nazionalismi».
Che ci siano serie ragioni per mettercela tutta e fermare Berlusconi lo hanno ribadito subito dopo l´ex-presidente della Corte Costituzionale, Valerio Onida, e con toni pirotecnici Furio Colombo. Onida ha bollato come il «frutto più maligno di cinque anni di governo la riforma della costituzione, per metà falsa e per metà pericolosa». Un elogio alla democrazia Usa, per far risaltare quanto poco liberale sia il nostro presidente del Consiglio, l´ha poi tessuto Furio Colombo, che tra gli applausi ha inneggiato alla magistratura: «La resistenza dei giudici deve darci coraggio: hanno tenuto duro per tutti noi».
Come convincere, dunque, gli indecisi? La risposta di Piero Fassino: «restituendo fiducia e speranza agli italiani». Il segretario ds si è rifatto ai dati Istat (crescita 0 del Pil e 102mila occupati in meno) per disegnare il fallimento di Berlusconi e la voglia di riscossa degli elettori del centro - sinistra. «Va intercettata l´inquietudine delle imprese, delle famiglie, dei precari che popolano il mondo del lavoro. Dare a questi soggetti un messaggio positivo. Non parole o promesse vuote, ma proposte concrete». Eco ha buttato lì una battuta:
«Signori, Fassino e i suoi sono dissennati, ma credetemi, gli altri sono peggio!». E Fassino ha concluso con un aneddoto sull´avvocato Agnelli, «che da torinese vedevo con costante frequenza». Nei giorni precedenti le ultime elezioni politiche, Gianni Agnelli «mi disse, con una sua tipica frase caustica: «Sa, caro Fassino, sono molto preoccupato perché voi perderete, questo è certo. Ma sono molto più preoccupato perché questi qui non sanno come va il mondo»».
«Beh, ragazzi, non eccitatevi troppo. Ci sono qui Ferrante, le signore coi fiori e come diceva er Puzzone: vinceremo. Non è detto. Per favore, abbiate un sano pessimismo, o quanto meno un operativo scetticismo». Umberto Eco prende la parola davanti alla platea di fan caldissimi del centro-sinistra, convocati dall´associazione Libertà e Giustizia ieri sera allo spazio Krizia, e chocca tutti: mica vero che abbiamo già vinto. Anzi. Il rischio è grosso, «altri cinque anni di Berlusconi e siamo fottuti». In una frase: «Ci giochiamo tutto, stavolta. Quanto a me, nel caso, vado in pensione e mi trasferisco all´estero».
Tema dell´incontro, con Furio Colombo, Piero Fassino, Valerio Onida e - presente solo con un messaggio perché indisposto - Claudio Magris: come convincere gli indecisi? Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e giustizia, aveva lanciato l´appello in apertura: «Bisogna saper parlare agli indecisi, che ci possono permettere di vincere e poi di governare». E, ancora una volta, Eco ha spiazzato l´uditorio: «Ci sono quelli che non leggono i giornali e vedono solo la tv: Berlusconi dice che vanno considerati come se avessero 12 anni d´età. A loro non faremo cambiare idea. Dobbiamo rivolgerci piuttosto a quelli che leggono troppo, e fanno elucubrazioni, sviluppano riserve, provano sfiducia. Dobbiamo stimolare questa gente».
Con una definizione colorita: «Rivolgiamoci non alla casalinga di Voghera, ma all´universitario di Vipiteno». Applausi scroscianti, qualche perplessità tra la file. Ed Eco lancia un appello: «Impegnatevi, parlate, stimolate il vostro vicino di casa, il compagno di lavoro. E ricordatevi che la partita si gioca sul nostro elettorato, non su quello del centro-destra».
Considerazioni meno paradossali nel testo di Claudio Magris, che al contrario di Eco consiglia di non dare per perso l´elettore di destra: «Bisogna saper parlare a tutti, non disprezzate nessuno a priori». Per lo scrittore, i tempi hanno caratteristiche eccezionali che richiedono un grosso sforzo di «unità e compattezza», «meno ricerca di visibilità», «etica». Vanno «sfatate le falsità» della propaganda governativa, «rassicurata la gente nel legittimo bisogno di ordine» (sull´immigrazione, Magris dice che il centro-sinistra deve avere «cuore caldo e mente fredda») , mostrare amore per l´Italia e per l´Europa, «fuori dai nazionalismi».
Che ci siano serie ragioni per mettercela tutta e fermare Berlusconi lo hanno ribadito subito dopo l´ex-presidente della Corte Costituzionale, Valerio Onida, e con toni pirotecnici Furio Colombo. Onida ha bollato come il «frutto più maligno di cinque anni di governo la riforma della costituzione, per metà falsa e per metà pericolosa». Un elogio alla democrazia Usa, per far risaltare quanto poco liberale sia il nostro presidente del Consiglio, l´ha poi tessuto Furio Colombo, che tra gli applausi ha inneggiato alla magistratura: «La resistenza dei giudici deve darci coraggio: hanno tenuto duro per tutti noi».
Come convincere, dunque, gli indecisi? La risposta di Piero Fassino: «restituendo fiducia e speranza agli italiani». Il segretario ds si è rifatto ai dati Istat (crescita 0 del Pil e 102mila occupati in meno) per disegnare il fallimento di Berlusconi e la voglia di riscossa degli elettori del centro - sinistra. «Va intercettata l´inquietudine delle imprese, delle famiglie, dei precari che popolano il mondo del lavoro. Dare a questi soggetti un messaggio positivo. Non parole o promesse vuote, ma proposte concrete». Eco ha buttato lì una battuta:
«Signori, Fassino e i suoi sono dissennati, ma credetemi, gli altri sono peggio!». E Fassino ha concluso con un aneddoto sull´avvocato Agnelli, «che da torinese vedevo con costante frequenza». Nei giorni precedenti le ultime elezioni politiche, Gianni Agnelli «mi disse, con una sua tipica frase caustica: «Sa, caro Fassino, sono molto preoccupato perché voi perderete, questo è certo. Ma sono molto più preoccupato perché questi qui non sanno come va il mondo»».