View Full Version : nikon passa definitivamente al digitale...
jack.o.matic
16-01-2006, 17:37
... e sembra dire addio alle lenti classiche per reflex non digitali, conservando solo alcuni modelli "professionali".
questo è quello che ho tirato fuori da una lettura veloce di questa pagina:
http://www.nikon.co.uk/press_room/releases/show.aspx?rid=201
tommy781
16-01-2006, 20:24
si sapeva da tempo, la stessa nikon aveva più volte detto di voler indirizzare le proprie attenzioni solo al mondo digitale che rappresenta il mercato odierno continuando a supportare solo i prodotti professionali.
Si l'ho letto anche io, non so se, dopotutto, sia una buona notizia per la Fotografia.
direi che c'era da aspettarselo..
darkfire
18-01-2006, 17:17
è una tristezza... anche se relativamente... il mercato della fotografia tradizionale è inflazionato di ottiche e di corpi di qualità eccelsa a prezzi ridicoli. Proprio ultimamente ho comprato un paio di ottiche nikon di qualità eccelsa a meno ad 1/5 del prezzo del nuovo solo perchè non avevano la scritta AF-D ma solo AF ed il proprietario voleva solo ottiche AF-D.
Il problema dell'analogico non è tanto che nikon abbia cessato la produzione di certi prodotti per l'analogico... e neppure che contax non produca più (per quanto facesse dei corpi eccelsi)... il problema è che i minilab sono gestiti al 98 % da incompetenti, da gente che ti arrotola la pellicola con le mani sporche, riempiendola di graffi e di ditate. Il problema dell'analogico è dei minilab incompetenti che ti sballano i tempi e che sviluppano come se vendessero letame; che passano tutto allo scanner, con sistemi automatici che appiattiscono lo scatto.
Il problema dell'analogico è Agfa che è fallita, portando alla morte della APX100 che era la migliore pellicola bianco e nero dopo la morte della TP2415 avvenuta anni or sono. Il problema è la fine del rodinal e di tutto il materiale da camera oscura di agfa. Il problema dell'analogico è kodak che cesserà la produzione di certi supporti. Il problema dell'analogico sono i commercianti che hanno paura a fare scorta e tengono solo quello di largo utilizzo... oppure lo conservano male (ho visto le velvia in vetrine assolate)... Il problema è che se porti un bianco e nero trattabile in C41 in laboratorio te lo svilupperanno al 90% in C41 esausto e non in un bagno adeguato.
Il problema della fotografia è nella perdita di competenza del negoziante: in genere anziano e poco avvezzo al digitale che propone come meglio può ma non basta, oppure giovane che punta solo a vendere... la passione ce l'hanno pochi.
Il problema della fotografia (in generale) è nella perdita di professionalità nei laboratori e se ne accorgono sia quelli che lavorano in analogico che in digitale.
Il problema non è che nikon smetta la produzione di certi obietti con attacco F: adesso li produrrà Zeiss....
I problemi dell'analogico... e della Fotografia in genere sono ben altri
Venticello
18-01-2006, 18:18
è una tristezza... anche se relativamente... il mercato della fotografia tradizionale è inflazionato di ottiche e di corpi di qualità eccelsa a prezzi ridicoli. Proprio ultimamente ho comprato un paio di ottiche nikon di qualità eccelsa a meno ad 1/5 del prezzo del nuovo solo perchè non avevano la scritta AF-D ma solo AF ed il proprietario voleva solo ottiche AF-D.
Il problema dell'analogico non è tanto che nikon abbia cessato la produzione di certi prodotti per l'analogico... e neppure che contax non produca più (per quanto facesse dei corpi eccelsi)... il problema è che i minilab sono gestiti al 98 % da incompetenti, da gente che ti arrotola la pellicola con le mani sporche, riempiendola di graffi e di ditate. Il problema dell'analogico è dei minilab incompetenti che ti sballano i tempi e che sviluppano come se vendessero letame; che passano tutto allo scanner, con sistemi automatici che appiattiscono lo scatto.
Il problema dell'analogico è Agfa che è fallita, portando alla morte della APX100 che era la migliore pellicola bianco e nero dopo la morte della TP2415 avvenuta anni or sono. Il problema è la fine del rodinal e di tutto il materiale da camera oscura di agfa. Il problema dell'analogico è kodak che cesserà la produzione di certi supporti. Il problema dell'analogico sono i commercianti che hanno paura a fare scorta e tengono solo quello di largo utilizzo... oppure lo conservano male (ho visto le velvia in vetrine assolate)... Il problema è che se porti un bianco e nero trattabile in C41 in laboratorio te lo svilupperanno al 90% in C41 esausto e non in un bagno adeguato.
Il problema della fotografia è nella perdita di competenza del negoziante: in genere anziano e poco avvezzo al digitale che propone come meglio può ma non basta, oppure giovane che punta solo a vendere... la passione ce l'hanno pochi.
Il problema della fotografia (in generale) è nella perdita di professionalità nei laboratori e se ne accorgono sia quelli che lavorano in analogico che in digitale.
Il problema non è che nikon smetta la produzione di certi obietti con attacco F: adesso li produrrà Zeiss....
I problemi dell'analogico... e della Fotografia in genere sono ben altri
Mi ha messo il magone quest tuo post...mi hai fatto ripensare alla Jobo riposta in uno scatolone nello sgabuzzino, insieme ad una confezione di ilfosol e ilfofix, alla EOS 50 venduta da poco...ma la cosa più brutta è che non posso fare a meno di darti ragione su tutto...
il problema è che i minilab sono gestiti al 98 % da incompetenti, da gente che ti arrotola la pellicola con le mani sporche, riempiendola di graffi e di ditate. Il problema dell'analogico è dei minilab incompetenti che ti sballano i tempi e che sviluppano come se vendessero letame; che passano tutto allo scanner, con sistemi automatici che appiattiscono lo scatto.
Il problema dell'analogico sono i commercianti che hanno paura a fare scorta e tengono solo quello di largo utilizzo... oppure lo conservano male (ho visto le velvia in vetrine assolate)...
Il problema della fotografia è nella perdita di competenza del negoziante: in genere anziano e poco avvezzo al digitale che propone come meglio può ma non basta, oppure giovane che punta solo a vendere... la passione ce l'hanno pochi.
Il problema della fotografia (in generale) è nella perdita di professionalità nei laboratori e se ne accorgono sia quelli che lavorano in analogico che in digitale.
Non fare di tutta un erba un fascio. Anche gli utenti hanno le loro responsabilità: si gettano in massa nei vari Mediaworld, Unieuro & Co. oppure mandano le foto digitali a stampare in laboratori on-line. Non si può pretendere di andare contenti in bocca alla grande distribuzione, mettendo fuori gioco di fatto i negozianti, e poi lamentarsi della scarsa professionalità che si incontra. Non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena. Se gli utenti avessero premiato di più il "negozio sotto casa" invece che la grande distribuzione le cose sarebbero differenti.
I negozi come si deve dove si lavora con attenzione e con passione ci sono ancora, fidati.
darkfire
19-01-2006, 08:09
I negozi come si deve dove si lavora con attenzione e con passione ci sono ancora, fidati.
che ci siano lo do come assioma, purtroppo non ne conosco. Conosco bravi negozianti, sufficientemente esperti in talune cose (telescopi, ottiche, vecchie pellicole, ecc) ma completamente deficienti (nel senso che mancano di qualcosa non di stupidi) per quanto riguarda il digitale che cercano di vendere arrabattandosi come meglio riescono. Di contro buoni negozianti di materiale digitale (nel senso di all'altezza dei "bravi negozianti di materiale analogico") non ne conosco... ma la mia esperienza è limitata a Padova (fino a 2 anni fa) e a Cuneo (alla data odierna)... sicuramente nelle grandi città la situazione sarà migliore.
Ad ogni modo il problema della fotografia ripeto non è che Nikon smetta la produzione di certi obiettivi per l'analogico (che al 90% verranno poi sostituiti dalle eccezionali ottiche zeiss)... ma il fatto è che trovare un laboratorio che lavori bene con l'analogico sia un'impresa.... il fatto è che alcuni tra i migliori prodotti per camera oscura (specie nel bianco e nero) siano scomparsi... e che taluni supporti eccezionali siano poco disponibili (supporti di fascia pro) se non morti (per avvenuto fallimento del produttore) o in via d'estinzione (per annunciata fine produzione).
Il problema è che se faccio una serie di scatti su Velvia (diapositiva eccezionale) non posso andare a portarla dal laboratorio di fiducia (che oramai cambio ogni tre o quattro rullini per avvenuto incidente) con il terrore di ritrovarmi il supporto graffiato o rovinato. Con il problema che se voglio stamparla il ciba non lo usa più nessuno... e nella migliore della ipotesi mi faranno una buona scansione per poi fare una stampa lambda.
Per non parlare dei negativi professionali massacrati con sviluppi completamente sbagliati.
Il venditore di materiale è ancora un problema a monte... il problema fondamentale dell'analogico è che siamo in una fase di transizione in cui i buoni vecchi laboratori hanno problemi a stare al passo con entrambe le tecnologie (analogico e digitale) e alla fine fanno piuttosto mediocremente (se non male) entrambe.
Ovviamente quella che descrivo è una situazione provinciale... sono certo che nelle grandi città (Milano, Roma, Napoli, Torino) la situazione sia meglio e vi siano professionisti seri... ma l'Italia è per buona parte una situazione provinciale e per il provinciale che vuole continuare a fare foto in analogico è difficile... alla fine si passa al digitale per mancanza di professionalità in chi dovrebbe trattarti i supporti... piuttosto per problemi intrinsechi nel supporto sensibile, nelle meccaniche o nelle ottiche.
Io personalmente ho deciso di tenere duro e spero che nel giro di un paio di anni la situazione si stabilizzi (in realtà a Cuneo un ragazzo ha aperto un negozio dove garantisce di trattare lui stesso il materiale sensibile (almeno i negativi, i positivi li manda fuori)). E sembra piuttosto bravo, dal momento che lavora molto per matrimoni e sembra conoscere piuttosto bene analogico e digitale....ma si fa pagare profumatamente... ed i tempi sono biblici: una settimana per una APX100... che in casa avrei sviluppato in 3 ore (compresa asciugatura) se solo avessi ancora una CO. Ma pazienza... spero che sviluppi e stampi come Dio comanda :)
ma non vi dico il tempo per trovare un laboratorio come il suo... e gli scatti rovinati in cui ho perso intere ore per restaurarli dai graffi inflitti dai poco provetti laboratori con cui ho avuto il dispiacere di lavorare da quando mi sono trasferito da Padova a Cuneo.
che ci siano lo do come assioma, purtroppo non ne conosco. Conosco bravi negozianti, sufficientemente esperti in talune cose (telescopi, ottiche, vecchie pellicole, ecc) ma completamente deficienti (nel senso che mancano di qualcosa non di stupidi) per quanto riguarda il digitale che cercano di vendere arrabattandosi come meglio riescono. Di contro buoni negozianti di materiale digitale (nel senso di all'altezza dei "bravi negozianti di materiale analogico") non ne conosco... ma la mia esperienza è limitata a Padova (fino a 2 anni fa) e a Cuneo (alla data odierna)... sicuramente nelle grandi città la situazione sarà migliore.
Ad ogni modo il problema della fotografia ripeto non è che Nikon smetta la produzione di certi obiettivi per l'analogico (che al 90% verranno poi sostituiti dalle eccezionali ottiche zeiss)... ma il fatto è che trovare un laboratorio che lavori bene con l'analogico sia un'impresa.... il fatto è che alcuni tra i migliori prodotti per camera oscura (specie nel bianco e nero) siano scomparsi... e che taluni supporti eccezionali siano poco disponibili (supporti di fascia pro) se non morti (per avvenuto fallimento del produttore) o in via d'estinzione (per annunciata fine produzione).
Il problema è che se faccio una serie di scatti su Velvia (diapositiva eccezionale) non posso andare a portarla dal laboratorio di fiducia (che oramai cambio ogni tre o quattro rullini per avvenuto incidente) con il terrore di ritrovarmi il supporto graffiato o rovinato. Con il problema che se voglio stamparla il ciba non lo usa più nessuno... e nella migliore della ipotesi mi faranno una buona scansione per poi fare una stampa lambda.
Per non parlare dei negativi professionali massacrati con sviluppi completamente sbagliati.
Il venditore di materiale è ancora un problema a monte... il problema fondamentale dell'analogico è che siamo in una fase di transizione in cui i buoni vecchi laboratori hanno problemi a stare al passo con entrambe le tecnologie (analogico e digitale) e alla fine fanno piuttosto mediocremente (se non male) entrambe.
Ovviamente quella che descrivo è una situazione provinciale... sono certo che nelle grandi città (Milano, Roma, Napoli, Torino) la situazione sia meglio e vi siano professionisti seri... ma l'Italia è per buona parte una situazione provinciale e per il provinciale che vuole continuare a fare foto in analogico è difficile... alla fine si passa al digitale per mancanza di professionalità in chi dovrebbe trattarti i supporti... piuttosto per problemi intrinsechi nel supporto sensibile, nelle meccaniche o nelle ottiche.
Io personalmente ho deciso di tenere duro e spero che nel giro di un paio di anni la situazione si stabilizzi (in realtà a Cuneo un ragazzo ha aperto un negozio dove garantisce di trattare lui stesso il materiale sensibile (almeno i negativi, i positivi li manda fuori)). E sembra piuttosto bravo, dal momento che lavora molto per matrimoni e sembra conoscere piuttosto bene analogico e digitale....ma si fa pagare profumatamente... ed i tempi sono biblici: una settimana per una APX100... che in casa avrei sviluppato in 3 ore (compresa asciugatura) se solo avessi ancora una CO. Ma pazienza... spero che sviluppi e stampi come Dio comanda :)
ma non vi dico il tempo per trovare un laboratorio come il suo... e gli scatti rovinati in cui ho perso intere ore per restaurarli dai graffi inflitti dai poco provetti laboratori con cui ho avuto il dispiacere di lavorare da quando mi sono trasferito da Padova a Cuneo.
La rivoluzione del digitale per i negozianti è stata per molti peggio di uno tzunami... nella mia città in molti hanno dovuto chiudere bottegha per diversi motivi: il pane dei fotografi è lo sviluppo e stampa, attività collassata a causa del digitale, la vendita è svolta praticamente in toto dalla grande distribuzione oppure su negozi on-line (basta vedere qui i thread sui consigli per gli acquisti, è tutta una ricerca del prezzo più basso su qualche www, mai nessuno che dice "io la macchina fotografica l'ho acquistata in un negozio "reale"). Tenere aperta un'attività con un minilab dentro ha i suoi costi di gestione non indifferenti, per avere una buona qualità del prodotto bisogna cercare un negoziante che svolga in proprio la lavorazione senza, ad esempio, spedirla dalle tue parti (a Boves) da Ramero e che abbia un buon giro per avere chimica sempre fresca.
Ad ogni modo il settore è indubbiamente in crisi ma la responsabilità è da distribuire fra tutte le parti in causa: negozianti non all'altezza dell'evoluzione e clienti che si ricordano del negoziante solo quando hanno un problema e per il resto si servono altrove.
darkfire
20-01-2006, 07:56
ramero in genere lavorava bene... ma l'ultima pellicola è tornata tutta piena di graffi...
comunque sono pienamente d'accordo. Anche se personalmente se dovessi spendere 1000 euro per un corpo macchina, prima la vorrei provare in mano e lì ci vuole il negoziante a mio avviso.
ciao :)
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