View Full Version : Domanda di economia razionale
MiKeLezZ
30-11-2005, 00:22
Non riesco proprio a comprendere una cosa (a parte che definire scientifica tale materia è decisamente esagerato, ma chiusa parentesi, lasciamo stare).
Il mio più grande quesito che attualmente mi assilla è:
-- Come è possibile ricavare soldi, dai soldi --
Ovvero, se io ho 100 euro, facciamo che li "investa", e riesca a ricevere 150 euro.
Ora, questi 150 euro, una parte li avrò ricevuti per il mio oggetto di investimento (ed eventuali spese, fra cui anche il lavoro, certamente), ma l'altra parte mi è stata "regalata".
In pratica, ho "prelevato soldi" agli altri.
Ma quindi significa che CI DEVONO ESSERE "degli altri" che lavorano, sia per adempiere ai loro bisogni, e sia per "cedere soldi" a queste persone.
Arriviamo alla conclusione che "investire" non sia altro che un modo carino per intendere "fare un progetto per inculare in qualche modo i soldi agli altri".
L'unica cosa che probabilmente lo distingue dall'azione malavitosa, è il fatto che noi siamo inconsci di ciò che realmente succede, e per un motivo o per l'altro, sia mutuamente d'accordo con questo "prelievo".
Ora, tutti sappiamo che materia/energia non si crea, nè si distrugge, ma viene costantemente modificata/trasmessa.
Però facciamo un esempio di economia su larga scala. Intel, nestlè, ducati, non importa. Ci sono io (probabilmente pirla), che compro una CPU, quindi io lavoro per guadagnare soldi, da dare poi al negoziante. Il negoziante lavora per dare soldi ai fornitori di materiale. I fornitori lavorano per dare soldi ai dipendenti. I dipendenti lavorano per dare soldi ai dirigenti. I dirigenti lavorano per il presidente. Lui lavorerebbe per dare soldi anche gli azionisti, allo stato, ecc, in realtà è l'ultimo anello.
In pratica è come una clessidra: la sabbia all'inizio è tanta, e disposta su un'ampia superficie, e scende, scende, fino ad arrivare al minuscolo foro, che è il vertice della piramide rovesciata.
Passa dall'altra parte, e lì in fondo tutta si accumula.
Però succede una cosa strana: anche se tutta la sabbia poi finisce in fondo, la clessidra non si svuota mai, il flusso in entrata non cessa mai.
Ancora, significa che qualcuno sta infilando altra sabbiolina.
Stiamo ricavando soldi, dai soldi.
Sto delirando, o l'economia come noi la concepiamo è solo una grande stronzata?
E lo studio dell'economia alla fine non è altro che l'analisi e la previsione dei fenomeni che avvengono, senza alcuna base scientifica razionale che ne governi l'andamento.
Non sono un comunista, nè ambisco a diventarlo, però mi sembra di INTRAVEDERE qualcosina che non va.
Per risanare le cose, ognuno dovrebbe esser dipendente di un'entità suprema imparziale, che dovrebbe elargire soldi, e riceverne, e regolare razionalmente tutti i flussi. Spezzandolo in piccole realtà, potremmo adibire a questo compito "lo stato".
Le "cose" dovrebbero esser pagate al costo, quanto valgono, non quanto le pagheresti, e la retribuzione per il lavoro che viene svolto per venderle, dovrebbe esser pagato direttamente dallo stato, nella misura che ti compete (e, perchè no, contando anche un dato coefficiente maggiorativo se sei disabile o più sfortunato degli altri).
Rileggendo un po' il tutto, mi preoccupo un po' da solo, perchè effettivamente queste idee si avvicinano alla dottrina comunista.
(ecco che si arriva all'apice delle cazzate) avevo letto che nel mondo di star trek era in vigore una specie di economia, con retribuzione del lavoro, che un po' si avvicina, o sbaglio? Qualcuno che mi illumini?
Mi sarò drogato??!? è ora di andare a letto??!? che dite :/ :/
certo come mio primo post in quest'area non è il massimo :stordita:
I soldi sono sempre gli stessi.
Fai il pittore? Guadagni 1300 euro al mese... compri una cpu... paghi il negoziante, che paga il fornitore, che paga il produttore, che paga il presidente, che paga gli azionisti, tra cui il signor XXX.
3 mesi dopo vai a pitturare la casa del signor XXX e ti riprendi i soldi spesi per la CPU.
E così... per qualunque cosa.
Io c'ero.
Ciamo mamma.
Viva la figa e chi la furiga.
Sei con me o contro di me.
Non è tutto oro quel che luccica.
Viva l'amicizia.
LucaTortuga
30-11-2005, 11:09
Bel quesito, è una questione che ha coinvolto le maggiori menti filosofico-economiche degli ultimi due secoli, senza portare ad una soluzione condivisa..
Se vuoi un consiglio, dai un'occhiata a "Il capitale" di un certo Karl Marx: è un bel mattone, ma, a mio modestissimo parere, è anche quello che ci azzecca di più, ciao ;)
P.S. e ha ben poco a che vedere con il comunismo come lo concepiamo noi oggi..
Però facciamo un esempio di economia su larga scala. Intel, nestlè, ducati, non importa. Ci sono io (probabilmente pirla), che compro una CPU, quindi io lavoro per guadagnare soldi, da dare poi al negoziante. Il negoziante lavora per dare soldi ai fornitori di materiale. I fornitori lavorano per dare soldi ai dipendenti. I dipendenti lavorano per dare soldi ai dirigenti. I dirigenti lavorano per il presidente. Lui lavorerebbe per dare soldi anche gli azionisti, allo stato, ecc, in realtà è l'ultimo anello.
In pratica è come una clessidra: la sabbia all'inizio è tanta, e disposta su un'ampia superficie, e scende, scende, fino ad arrivare al minuscolo foro, che è il vertice della piramide rovesciata.
Passa dall'altra parte, e lì in fondo tutta si accumula.
Però succede una cosa strana: anche se tutta la sabbia poi finisce in fondo, la clessidra non si svuota mai, il flusso in entrata non cessa mai.
Ancora, significa che qualcuno sta infilando altra sabbiolina.
Stiamo ricavando soldi, dai soldi.
Sto delirando, o l'economia come noi la concepiamo è solo una grande stronzata?
Scusa, ma la stupidaggine la stai dicendo tu (senza offesa, ovvio) :)
Il presidente di Intel non si prende mica i profitti dell'azienda.. è semplicemente un dipendente dell'azienda che viene pagato come tutti gli alri dipendenti ;)
I profitti (che poi sono i soldi di cui parli tu meno i costi che l'impresa ha, e la somma algebrica non è mica sempre positiva ;) ) vanno all'azienda, ovvero ha chi ha investito (/speso) i propri soldi per far parte del capitale dell'azienda.
Poi questo investitore può essere un soggetto che ha fatto nascere l'impresa , possono essere gli azionisti che hanno pagato per comprare le azioni, o tante vie di mezzo.
Spero sia chiaro :)
LimohetfielD
30-11-2005, 13:23
Credo che il tutto stia in questa frase:
Ovvero, se io ho 100 euro, facciamo che li "investa", e riesca a ricevere 150 euro.
Si può investire, credo non sono uno studioso di economia, in campo economico o finanziario.
Investendo in ambito economico (cioé in "cose concrete") si instaura il circolo virtuoso di cui parlavi: cpu - negoziante - ... - padrone intel che a sua volta spenderà comprando beni di lusso e ridistribuendo il suo denaro. Quindi la pubblicità dei "Grazie" per aver speso aveva un senso.
Investendo in ambito finanziario, invece, nasce e si perpetua l'inganno. Io compro 100 euro in azioni e ne guadagno 50 ricevendone indietro 150. I soldi così guadagnati sono ottenuti con un inganno, con valutazioni gonfiate, con falsi bilanci, etc... Non per niente si formano bolle economiche (o credete davvero che Google o Apple valgano tutti i miliardi di euro che il valore delle loro azioni conferisce loro?) basate sul nulla o, meglio, con termine "trendy", basate sulla fiducia degli investitori.
E proprio in questo modo i grandi finanzieri tengono in vita le loro aziende: altrimenti Tronchetti Provera, in un mondo razionale, con le centinaia di milioni di euro di debiti della finanziaria che controlla tutte le sue aziende, dovrebbe dichiarare bancarotta. Invece artifici finanziari gli consentono di navigare per gli oceani con la mogliettina. Oppure alla A.S. Roma di valutare 20 milioni di euro un giocatore qualsiasi per sistemare il bilancio.
Quindi sì: è possibile guadagnare soldi dai soldi. A noi scegliere quello eticamente (a seconda dell'etica personale) più corretto.
Credo che il tutto stia in questa frase:
Si può investire, credo non sono uno studioso di economia, in campo economico o finanziario.
Investendo in ambito economico (cioé in "cose concrete") si instaura il circolo virtuoso di cui parlavi: cpu - negoziante - ... - padrone intel che a sua volta spenderà comprando beni di lusso e ridistribuendo il suo denaro. Quindi la pubblicità dei "Grazie" per aver speso aveva un senso.
Investendo in ambito finanziario, invece, nasce e si perpetua l'inganno. Io compro 100 euro in azioni e ne guadagno 50 ricevendone indietro 150. I soldi così guadagnati sono ottenuti con un inganno, con valutazioni gonfiate, con falsi bilanci, etc... Non per niente si formano bolle economiche (o credete davvero che Google o Apple valgano tutti i miliardi di euro che il valore delle loro azioni conferisce loro?) basate sul nulla o, meglio, con termine "trendy", basate sulla fiducia degli investitori.
E proprio in questo modo i grandi finanzieri tengono in vita le loro aziende: altrimenti Tronchetti Provera, in un mondo razionale, con le centinaia di milioni di euro di debiti della finanziaria che controlla tutte le sue aziende, dovrebbe dichiarare bancarotta. Invece artifici finanziari gli consentono di navigare per gli oceani con la mogliettina. Oppure alla A.S. Roma di valutare 20 milioni di euro un giocatore qualsiasi per sistemare il bilancio.
Quindi sì: è possibile guadagnare soldi dai soldi. A noi scegliere quello eticamente (a seconda dell'etica personale) più corretto.Alla faccia che non sei esperto in materia! :D
Credo che il tutto stia in questa frase:
Si può investire, credo non sono uno studioso di economia..
Io si..
Ragioniamo con Calma, che hai detto tantissime inesattezze ;)
Partiamo da alcuni oggetti base:
1) I mercati finanziari non sono scemi..anzi tendenzialmente sono molto efficienti.. tendenzialmente più in US che da noi ma non più di tanto..
2) Chiunque investa in un mercato (parliamo di azioni x semplicità) cerca di ottenerne il miglior rendimento possibile.
Questo fa sì (la domanda e l'offerta di azioni si incrociano) che tendenzialmente nel mondo reale i prezzi dele azioni rispecchino il loro valore, per lo meno in una forma di efficienza di ercato che viene definita "semi-strong", ovvero efficienza secondo le informazioni disponibili al pubblico.
Detto ciò, investendo in azioni è OVVIO che il valore atteso dell'investimento sia positivo, perchè chi investe in azioni sottostà a un rischio (quello che le azioni perdano valore o addirittura che la società fallisca), quindi è MATEMATICO che anche in un mercato teorico perfettamente efficiente (e senza falsi in bilancio etc...), per il solo fatto che gli esseri umani sono generalmente avversi al rischio, il valore atteso di un portafoglio che emula il mercato azionario in generale deve essere SUPERIORE a quello di un tutolo di stato (che è un investimento a rischio pratcamente nullo).
Detto in termini grezzi, più si rischia, più alto generalmente è il valore atteso dell'investimento...
Ci sarebbe tantissimo da dire, ma ho da studiare :( ... magari si può proseguire un altro giorno (forse il topic sarebbe da spostare) ;)
LimohetfielD
01-12-2005, 06:32
I mercati finanziari non sono scemi..anzi tendenzialmente sono molto efficienti.. tendenzialmente più in US che da noi ma non più di tanto..
Teoricamente è vero, però da "persona comune" penso che l'efficienza sia solo interna: sono coerenti con le proprie regole, ma la realtà è un'altra cosa.
Per esempio: se un'azienda qualsiasi (vedi Enel, Eni, Juventus per citare gli esempi più vicini) mette in vendita parte di sè sul mercato azionario e, facendo molta pubblicità, alletta una schiera di investitori che compra le sue azioni, allora il valore dopo l'apertura schizza verso l'alto. Quindi se un'azione è messa in vendita a 10€ (e di conseguenza l'azienda vale tot sommando tutte le azioni secondo il parametro degli analisti che hanno valutato il prezzo di lancio), e sale a 15€ per la forte richiesta l'azienda vale il 50% in più solo perché un branco di pecoroni ne ha acquistato le azioni? Nel mondo reale no, ma in quello finanziario sì.
Ma se tutto rimanesse sulla carta non ci sarebbe nulla di male. Il fatto grave è che poi quella azienda si muoverà sul mercato (acquisizioni, prestiti, debiti, investimenti) come se davvero valesse il 150% di quello che vale, con conseguente falsamento del mercato.
Mi chiedo, da non conoscitore, sia chiaro: è giusto che Google sia quotata (e quindi valga in realtà) miliardi di euro? Oppure che la Apple possa investire miliardi di dollari per i prossimi anni contando sul valore delle sue azioni che le garantiscono prestiti e finanziamenti?
Certo che l'investitore accetta il rischio, ma il rischio è fasullo, manovrabile, imprevedibile.... mi spiace ma non voglio vivere seguendo imbrogli e mistificazioni della realtà. Probabilmente non diventerò mai benestante ragionando così e pensando al mio orticello piccolo e sterile, ma sono contento di evitare (almeno in questo) una schizofrenia mondiale.
Come ho sentito una volta dire a Beppe Grillo (l'affermazione non è corretta, ma dimostra lo spirito che condivido): se un'azienda è sana tiene i guadagni per sé, se "entra in borsa" è perché vuole dividere le perdite.
See ya.
Doraneko
01-12-2005, 21:10
Secondo me l'economia gira tutta intorno a questo principio:
C'è qualcuno che vuole qualcosa e c'è qualcun'altro che gliela può far avere.
Ormai però funziona così:
Se qualcuno non vuole qualcosa fai in modo che ne senta il bisogno per poi vendergliela.
(premetto che non ho preferenze per un sistema economico piuttosto che per un altro,cerco di essere obiettivo)
Io sono del parere che le basi sulle quali è nato il nostro sistema economico fossero delle basi "buone",il sistema degli scambi è una figata!!Adesso però siamo a dei livelli in cui siamo vittime di ciò che prima doveva essere al nostro servizio.
Se tu hai dei soldi e li lasci lì fermi,non solo non aumentano,anzi,diminuiscono!!
Quanta benzina compravi con 5 euro nel 2002?Quanta ne prendi adesso?
Secondo me il principale problema del capitalismo è questo vincolo che hanno i capitali al dover essere continuamente reinvestiti,sennò perdono di valore (pensa se sono milioni di euro...).Altra cosa,un po' fuori tema,che non gradisco è che pur di guadagnare si facciano delle cose pericolose,tipo danneggiare l'ecosistema terrestre...
Poi ci sono tutta una serie di meccanismi complicatissimi nell'economia odierna che rendono difficilissimo farsi un quadro generale della situazione.
Diciamo che l'economia di oggi è come una scatola dove tu inserisci un euro e te ne escono 1,2 euro.Quasi sempre funziona,quando non funziona e ti restano dentro i soldi allora sono ca@@i :D
andyweb79
01-12-2005, 22:43
Diciamo che è utile avere l'amico che conosce l'amico che... :sofico:
cmq imho alla fine l'è tutto un gran burdel :read:
Io son sempre felice quando vedo il mio homebanking ecc ed è tutto uguale a come era il gg prima... non spero che aumenti nulla... di solito spariscono solo :doh:
Beelzebub
02-12-2005, 10:11
Io si..
Ragioniamo con Calma, che hai detto tantissime inesattezze ;)
Partiamo da alcuni oggetti base:
1) I mercati finanziari non sono scemi..anzi tendenzialmente sono molto efficienti.. tendenzialmente più in US che da noi ma non più di tanto..
2) Chiunque investa in un mercato (parliamo di azioni x semplicità) cerca di ottenerne il miglior rendimento possibile.
Questo fa sì (la domanda e l'offerta di azioni si incrociano) che tendenzialmente nel mondo reale i prezzi dele azioni rispecchino il loro valore, per lo meno in una forma di efficienza di ercato che viene definita "semi-strong", ovvero efficienza secondo le informazioni disponibili al pubblico.
Detto ciò, investendo in azioni è OVVIO che il valore atteso dell'investimento sia positivo, perchè chi investe in azioni sottostà a un rischio (quello che le azioni perdano valore o addirittura che la società fallisca), quindi è MATEMATICO che anche in un mercato teorico perfettamente efficiente (e senza falsi in bilancio etc...), per il solo fatto che gli esseri umani sono generalmente avversi al rischio, il valore atteso di un portafoglio che emula il mercato azionario in generale deve essere SUPERIORE a quello di un tutolo di stato (che è un investimento a rischio pratcamente nullo).
Detto in termini grezzi, più si rischia, più alto generalmente è il valore atteso dell'investimento...
Ci sarebbe tantissimo da dire, ma ho da studiare :( ... magari si può proseguire un altro giorno (forse il topic sarebbe da spostare) ;)
Spiegazione impeccabile. L'autore del thread ha fatto un pò di errori concettuali, che fanno cadere il suo ragionamento. :O
LimohetfielD
02-12-2005, 10:47
L'autore del thread ha fatto un pò di errori concettuali, che fanno cadere il suo ragionamento.
Non sono l'autore del thread, ma mi ritrovo dalla sua parte e ricado nei suoi stessi errori concettuali non perché non capisco come funzionano la legge della domanda e dell'offerta, l'elasticità del mercato, il raggiungimento dell'equilibrio, etc..., semplicemente non "voglio" capirli. Non voglio che siano quelle le regole che comandano la nostra vita, perché sono delle regole fittizie che poggiano sulle nuvole.
Giusto oggi, http://webnews.html.it/news/3177.htm, (d'accordo gli analisti sono gli stessi che ci dicono le "peggio baggianate" in qualsiasi campo), ma le frasi topiche per giusiticare la mia posizione credo siano:
Gli analisti sono comunque ora molto più tiepidi nei confronti di Google: il titolo sembra essere infatti ipervalutato al cospetto degli introiti attesi.
Ecco la bolla, ecco il niente che si gonfia come una vescica animale piena d'acqua. Tutti a dissetarci da questa fonte fasulla. Chiaro che si può guadagnare e che c'è chi lo fa, è perfettamente legale, ma è anche giusto?
[I]e senza iniziative in grado di differenziare e consolidare l'azienda il titolo è costretto a rimanere ampiamente labile[I]
Ma mi dico io: come si può differenziare l'azienda Google? Investendo in sottilette e diventando una multinazionale con rami in tutti i settori? Cosa può esserci di più "solido" oggi di una leadership ampiamente riconosciuta nel web sia come marchio che per alcune funzionalità?
http://blog.html.it/archivi/2005/11/28/google-sponsor-del-manchester-united.php: è davvero questo che vogliamo? E' questo che deve fare Google per "consolidarsi"? Per mettersi in mostra un'azienda deve sponsorizzare (proprio quando è un'azienda che vive di pubblicità... cortocircuito!) una squadra di calcio invece di scrivere codice e fornire servizi migliori? Mi spiace ma non ci sto. E con la mia piccola coscienza maturata negli anni e con il mio ininfluente peso economico cerco di oppormi in qualche modo a questo modo di pensare.
Spero che il mio tono non appaia troppo polemico, sono solo un po' arrabbiato con il mondo e con me stesso.
Ovvero, se io ho 100 euro, facciamo che li "investa", e riesca a ricevere 150 euro.
Ora, questi 150 euro, una parte li avrò ricevuti per il mio oggetto di investimento (ed eventuali spese, fra cui anche il lavoro, certamente), ma l'altra parte mi è stata "regalata".
In pratica, ho "prelevato soldi" agli altri.
Ti consiglio la lettura di un qualsiasi manuale di macroeconomia,hai le idee un po' confuse :D
Cmq mi fermo solo al testo quotato x dirti che i soldi non ti sono stati regalati ne sono piovuti dal cielo :D ....se tu investi 100 (comprando azioni,obbligazioni o facendo direttamente un prestito ad un'impresa) dai la possibilità a quella impresa di avere più fondi a disposizione x aumentare la produzione...aumentando la produzione ci saranno nuovi lavoratori che vengono assunti e il volume dei beni venduti aumenterà garantendo all'impresa di aver maggiori guadagni....parte di questi guadagni andarnno anche a te.....
generals
02-12-2005, 11:58
-- Come è possibile ricavare soldi, dai soldi --
Ovvero, se io ho 100 euro, facciamo che li "investa", e riesca a ricevere 150 euro.
Ora, questi 150 euro, una parte li avrò ricevuti per il mio oggetto di investimento (ed eventuali spese, fra cui anche il lavoro, certamente), ma l'altra parte mi è stata "regalata".
In pratica, ho "prelevato soldi" agli altri.
Ma quindi significa che CI DEVONO ESSERE "degli altri" che lavorano, sia per adempiere ai loro bisogni, e sia per "cedere soldi" a queste persone.
Arriviamo alla conclusione che "investire" non sia altro che un modo carino per intendere "fare un progetto per inculare in qualche modo i soldi agli altri".
L'unica cosa che probabilmente lo distingue dall'azione malavitosa, è il fatto che noi siamo inconsci di ciò che realmente succede, e per un motivo o per l'altro, sia mutuamente d'accordo con questo "prelievo".
beh in effetti c'è un errore di fondo nel tuo ragionamento che ti porta a conclusioni errate. In realtà non c'è una quantità di denaro fissa che circola in una economia nè un valore della produzione di un paese fissa, altrimenti saremmo ancora all'età della pietra. In realtà (cerco di sintetizzare molto) ci sono i fattori della produzione Terra, capitale, lavoro. Questi fattori combinati tra loro consento di creare un prodotto (che si badi prima non esisteva ;) ). Questo valore "in più" viene distribuito come remunerazione ai tre fattori, in proporzione al loro contributo alla produzione. Quindi chi ha messo capitale riceverà un interesse, chi la terra una rendita, chi il lavoro un salario (o stipendio che sia).
Il modello viene poi ampliato inserendo altri fattori che contribuiscono alla produzione tipo il progresso tecnologico (che con meno quantità di un fattore consente di ottenere la stessa quantità di un prodotto, ecc.)
Marx (e i comunisti o socialisti del tempo) diceva che in realtà una parte del valore prodotto dall'operaio (il plusvalore) non veniva distribuito ai lavoratori ma questo plusvalore era ingiustamente acquisito dal capitalista (proprietario del fattore capitale) da quì lo sfruttamento.
Resta il fatto che il modello economico presentato da marx (che assunse proprio la veste di economista classico) è universalmente errato (secondo la dottrina economca dominante).
La moneta (i soldi di cui parli) è cosa ancora diversa poichè essa è un numerario utilizzata negli scambi di beni e consente di misurare il valore della produzione (quantità X prezzi). è una sorta di "Velo" dell'economia reale. Non c'è dubbio che movimenti speculativi che fanno variare i prezzi (e quindi il valore della moneta) creano redistribuzioni di ricchezza tra i cittadini. Ma nel lungo periodo conta l'economia reale di cui ho parzialmente e sinteticamente parlato prima.
Sto delirando, o l'economia come noi la concepiamo è solo una grande stronzata?
E lo studio dell'economia alla fine non è altro che l'analisi e la previsione dei fenomeni che avvengono, senza alcuna base scientifica razionale che ne governi l'andamento.
Il fatto è che l'economia è una scienza (scienza economica e non più economia politica) ed è molto complessa. utilizza ormai modelli matematici e segue tutte le regole scientifiche. In parte questo è un limite ma è stato necessario proprio per disporre di uno strumento scientifico a tutti gli effetti.
Non sono un comunista, nè ambisco a diventarlo, però mi sembra di INTRAVEDERE qualcosina che non va.
Per risanare le cose, ognuno dovrebbe esser dipendente di un'entità suprema imparziale, che dovrebbe elargire soldi, e riceverne, e regolare razionalmente tutti i flussi. Spezzandolo in piccole realtà, potremmo adibire a questo compito "lo stato".
Le "cose" dovrebbero esser pagate al costo, quanto valgono, non quanto le pagheresti, e la retribuzione per il lavoro che viene svolto per venderle, dovrebbe esser pagato direttamente dallo stato, nella misura che ti compete (e, perchè no, contando anche un dato coefficiente maggiorativo se sei disabile o più sfortunato degli altri).
Rileggendo un po' il tutto, mi preoccupo un po' da solo, perchè effettivamente queste idee si avvicinano alla dottrina comunista.
(ecco che si arriva all'apice delle cazzate) avevo letto che nel mondo di star trek era in vigore una specie di economia, con retribuzione del lavoro, che un po' si avvicina, o sbaglio? Qualcuno che mi illumini?
La storia insegna che una economia socialista (nelle forme in cui ha trovato applicazione) è inefficiente. La mancanza di un mercato che attraverso domanda e offerta consente di stabilire il prezzo effettivo di un bene tenendo conto dalla sua scarsità, della sua utilità (per il consumatore) ecc. La mancanza della molla del profitto che spinge gli imprenditori ad investire e quindi a creare occupazione e "nuovo" valore della produzione, investendo in nuove tecnologie,ecc.. La corruzione tipica dei sistemi burocratici in cui lo Stato agisce (più è larga la presenza dello stato, ed in un'economia socialista esiste solo lo stato, più è grande la corruzione). Questi ed altri fattori hanno decretato l'inefficienza di una economia socialista.
Spero di aver dato l'idea di come la cosa è molto più complessa e non può essere ridotta al ragionamento che hai fatto, e quindi anche le conclusioni sono da rivedere. Ciò non toglie che il sistema attuale possa essere migliorato,ci sono i meccanismi per una maggiore equità ma poi dipende dalla politica, dagli interessi di parte sostenuti,ecc.....il discorso diventa troppo lungo. ciao
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