View Full Version : Rapporto sul precariato; due anni di legge Biagi
Lucio Virzì
24-10-2005, 14:00
http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/economia/atipici/atipici/atipici.html
Una ricerca condotta dall'Ires-Cgil analizza le condizioni
dei lavoratori nel passaggio da co.co.co a dipendenti a progetto
Legge Biagi, dopo due anni
precari sempre più delusi
Due ricerche pubblicate da Italia Oggi e dal Sole-24 Ore sottolineano
il forte aumento dei posti di lavoro a tempo dovuto alla normativa
di ROSARIA AMATO
Una scena del film Il Vangelo secondo Precario, promosso da Cgil e Arci e dedicato ai problemi dei precari
ROMA - Due anni fa entrava in vigore la legge Biagi. E' il momento di tracciare un primo bilancio della normativa che ha dato un nuovo volto al mondo del lavoro, tanto più che oggi scade anche l'ultima delle proroghe per le collaborazioni coordinate e continuative, che dovrebbero trasformarsi in contratti di lavoro a progetto.
Il Nidil, sindacato dei lavoratori atipici della Cgil, ha organizzato oggi insieme all'Arci una serie di appuntamenti (compresa la proiezioni del film Il Vangelo secondo Precario) per 'riflettere' sulla legge 30 che, a quanto risulta da un'indagine svolta dall'istituto di ricerche Ires, non ha migliorato le condizioni professionali e sociali dei lavoratori atipici, anzi in molti casi le ha peggiorate. Mentre indagini pubblicate dai quotidiani Il Sole-24 Ore, e Italia Oggi, mettono in evidenza come la legge Biagi abbia dato una forte spinta alla diffusione dei rapporti di lavoro a tempo determinato e, in definitiva, alla crescita dei posti di lavoro.
In effetti, si tratta di due facce della stessa medaglia: più posti di lavoro, ma di qualità scadente, denuncia il presidente dell'Ires Agostino Megale: "La legge 30 ha prodotto l'esatto opposto di quanto il governo aveva promesso, e cioè sicurezza e tutele. E' vero che il tasso di disoccupazione in questi anni è sceso, anche per effetto della regolarizzazione degli immigrati e dello scoraggiamento dei lavoratori e soprattutto delle lavoratrici al Sud, ma quello di cui il Paese ha bisogno davvero è buona occupazione, fatta di tutela delle persone. E' a questo che bisogna puntare secondo noi nella prossima legislatura".
L'indagine di Italia Oggi. "Boom di rapporti a tempo determinato", titola Italia Oggi. E' quanto emerge da un rapporto che ha elaborato i dati dell'Inail relativi al periodo 2002 - 2005. Dal quadro si evince, sottolinea il quotidiano, che in tutti gli anni presi in considerazione, i posti di lavoro crescono: 914.657 sono i nuovi lavoratori registrati nel 2002; 608.869 nel 2003; 558.895 nel 2004 e al 19 ottobre 2005, 950.447.
Fino al 2005 si tratta per lo più di nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato, mentre per quest'anno l'andamento cambia: il dato parziale registra la creazione di 53.735 nuovi posti a termine e di 896.712 a tempo indeterminato. In percentuale significa che dal 2004 al 2005, sul totale dei nuovi posti di lavoro di quest'anno (950.447), i rapporti a termine hanno avuto un incremento del 29,12%: un terzo delle nuove assunzioni, dunque, riguarda un contratto flessibile.
Il sondaggio del Sole-24 Ore. Secondo il sondaggio commissionato dal Sole-24 Ore del lunedì a Ipr Marketing, il 35% delle aziende italiane ha almeno un contratto di collaborazione continuativa, il 15% ha almeno un lavoratore a progetto, e il 42% dichiara di avere almeno uno di entrambe le posizioni lavorative.
L'Ires denuncia il fallimento della legge 30. "L'introduzione del lavoro a progetto nelle intenzioni del legislatore avrebbe, infatti, dovuto spingere verso il lavoro dipendente le false posizioni autonome - spiegano i curatori della ricerca Nuovo contratto. Stessi problemi. Gli effetti della legge 30/03 nel passaggio dalle collaborazioni coordinate e continuative al lavoro a progetto, diretta da Giovanna Altieri - così che le critiche condizioni di lavoro e di vita dei "falsi collaboratori", che le ricerche degli ultimi anni hanno concorso nel mettere a fuoco, avrebbero dovuto trovare una loro positiva risoluzione".
Mentre invece dall'entrata in vigore della legge 30, accerta l'Ires, è aumentata fortemente la percentuale di crescita delle collaborazioni. Infatti nell'arco di due anni quasi la metà (46%) dei collaboratori coordinati e continuativi è diventato un lavoratore a progetto, il 23% è rimasto un co.co.co nel pubblico impiego (per via della possibilità di proroga); il 5,8% è stato costretto ad aprire la partiva Iva, con un forte aggravio di costi.
Pochissime le assunzioni. Di contro, la percentuale delle stabilizzazioni è piuttosto bassa: il 6,5% degli ex collaboratori ha infatti oggi un contratto a tempo indeterminato e il 6% è invece stato assunto a tempo determinato, mentre infine un altro 5% ha un contratto di lavoro in somministrazione o a contenuto formativo. E un 7,3%, infine, soprattutto donne e lavoratori meridionali, è stato espulso dal mercato del lavoro: non lavora più, o lo fa in nero.
Solo i collaboratori occasionali (che sono stimati in 106.000, contro 1.177.000 di co.co.co. e lavoratori a progetto) hanno visto qualche miglioramento, con situazioni relativamente più stabili. Non si tratta di assunzioni: meno del 6% è infatti stato assunto, e in prevalenza con un contratto a tempo determinato.
Le condizioni dei precari non sono migliorate. Il che significa che, a fronte di una regolamentazione giuridica diversa e, all'apparenza migliore, le condizioni di vita dei precari sono rimaste quelle che ormai sindacati, associazioni e coordinamenti dei lavoratori denunciano da tempo.
Le collaboratrici non hanno figli. "E' emblematico che alla soglia dei 40 anni il 60% delle collaboratrici non abbia figli", denuncia Giovanna Altieri. "E' una grande mistificazione dire che i contratti di collaborazione o a progetto costituiscono una forma d'ingresso nel mercato del lavoro, e questa ricerca lo dimostra - aggiunge Altieri - per lo più i collaboratori sono persone che hanno dai 30 ai 39 anni, non alla prima esperienza e altamente qualificati, con una laurea o un postlaurea. Si tratta di giovani adulti che avrebbero tutto il diritto di riconoscimento della loro condizione di capitale sociale, e invece non si riesce a garantire loro neanche una forma di futuro, dal momento che i redditi sono bassi e quelli pensionistici lo sono ulteriormente".
Orario lungo, retribuzioni basse. E infatti a fronte di un orario di lavoro che supera ampiamente le 38 ore settimanali, soprattutto nel privato, il 46% dei collaboratori ha una retribuzione inferiore a 1.000 euro al mese. Tra questi, poco meno di un quarto guadagna meno di 800 euro. E comunque anche i redditi più elevati non superano i 1.500 euro al mese.
L'80% è insoddisfatto. Scarse le gratificazioni: l'80% del campione si dichiara infatti poco o per niente soddisfatti. E non solo per la retribuzione: un grande elemento di scontento è dato dal fatto che si svolgono mansioni impiegatizie, ma con un trattamento economico e contributivo che è ben lontano dall'esserlo. In particolare, le tutele dalle quali i collaboratori si sentono più esclusi sono legati a diritti basilari: la maternità, seguita dai diritti sindacali e dalla malattia.
E' per questo che l'86% degli intervistati preferirebbe un lavoro dipendente, ma di fatto, non solo di nome: in effetti, l'80% è comunque tenuto a rispettare un orario di lavoro e il 76,7% lavora presso l'azienda. Sono situazioni che si cristallizzano: il 36,6% lavora con l'attuale committente da almeno due o tre anni.
(24 ottobre 2005)
Che altro dire ?
E poi si lamentano perché i giovani non mettono su famiglia , con quali soldi potrebbero farlo ?
Con due stipendi da precario ( 1600 euro al mese ) é già tanto tirare avanti , non si può certo pensare alla pensione o a un figlio .
Nockmaar
24-10-2005, 14:20
Presente!
Lavoro per una ditta che non se la passa benissimo ( si spera in un prossimo acquisto da parte di una grande multinazionale dell' IT ), quindi le possibilita' di assunzione non sono molte.
La sede qui di Roma chiudera' e dovremo tutti trasferirci a Latina ( 85km da casa, e senza macchina ).
Totale 170 km al giorno, 14 ore fuori casa, un mazzo tanto per un orizzonte che dire grigio, e' poco.
L' unica cosa positiva dell' essere consulente, sei l' ultima ruota del carro, ma la prima quando c' e' da fare marcia indietro.
Black Dawn
24-10-2005, 14:54
Presente! :muro:
E non è stato aggiunto il fatto, importantissimo, che lavorare per tanti anni a progetto equivale a rassegnarsi a una pensione ridicola per non dire peggio...semrpe se tra 20 anni l'INPS esisterà ancora... :stordita:
beppegrillo
24-10-2005, 15:01
Aggiungerei c'è da sperare di avere una salute di ferro e se si è donna, di non avere bambini..
Io sono daccordo ad una maggiore mobilità lavorativa, sebbene ahime in italia non esista, ma che si rispettino almeno i diritti fondamentali del lavoratore..
Lucio Virzì
19-01-2006, 23:52
Ecco il bengodi del lavoro promesso da questa gente. :mad:
LuVi
Mah spero che il prossimo governo abbia il coraggio di fare marcia indietro da questa legge disastrosa, e magari.....dare pure un giro di vite al lavoro interinale, che danni a suo modo ne ha fatti anche lui:rolleyes: :rolleyes: :rolleyes: Ma mi sà che le mie rimarranno solo pie illusioni :muro: :muro:
tdi150cv
20-01-2006, 00:51
Aggiungerei c'è da sperare di avere una salute di ferro e se si è donna, di non avere bambini..
Io sono daccordo ad una maggiore mobilità lavorativa, sebbene ahime in italia non esista, ma che si rispettino almeno i diritti fondamentali del lavoratore..
e' verissimo ... hai perfettamente ragione ... ma ora ti chiedo come mai ti preoccupi dei diritti violati dei lavoratori e non ti chiedi quanti sono che grazie a questi diritti invece hanno preso per il culo fior fior di datori di lavoro ?
Un esempio per tutti sono i semplicissimi certificati che qualsiasi medico elargisce alla grande per permettere alla sua assistita di avvalersi dei 'benefici' della famosa gravidanza a rischio.
E' ovviamente solo un esempio , si comincia dalle piccole cose ... come per esempio guardarsi intorno e rendersi conto di quanti colleghi non fanno altro che approfittarsi dei famosi diritti.
Non credi ?
Lucio Virzì
20-01-2006, 01:01
... alla sua assistita di avvalersi dei 'benefici' della famosa gravidanza a rischio.
E tu sulla base di cosa puoi giudicare una gravidanza? :confused:
Sai in cosa consistono questi "benefici"? Nel dover stare immobile, a letto, non certo andarsene in vacanza.
Mah.... :rolleyes:
LuVi
tdi150cv
20-01-2006, 12:37
E tu sulla base di cosa puoi giudicare una gravidanza? :confused:
Sai in cosa consistono questi "benefici"? Nel dover stare immobile, a letto, non certo andarsene in vacanza.
Mah.... :rolleyes:
LuVi
vuoi negare che molta gente se ne e' approfittata ?
Inoltre era solo un esempio ...
Ba ... Luvi ... se sconfortante ...
e' verissimo ... hai perfettamente ragione ... ma ora ti chiedo come mai ti preoccupi dei diritti violati dei lavoratori e non ti chiedi quanti sono che grazie a questi diritti invece hanno preso per il culo fior fior di datori di lavoro ?
Un esempio per tutti sono i semplicissimi certificati che qualsiasi medico elargisce alla grande per permettere alla sua assistita di avvalersi dei 'benefici' della famosa gravidanza a rischio.
E' ovviamente solo un esempio , si comincia dalle piccole cose ... come per esempio guardarsi intorno e rendersi conto di quanti colleghi non fanno altro che approfittarsi dei famosi diritti.
Non credi ?
ah perchè il povero e bistrattato datore non può a sua volta mandare visite mediche a casa ?!?!?? ho sempre più l'impressione di vivere in uno stato diverso dal tuo
tdi150cv
20-01-2006, 13:28
ah perchè il povero e bistrattato datore non può a sua volta mandare visite mediche a casa ?!?!?? ho sempre più l'impressione di vivere in uno stato diverso dal tuo
a si ... una visita di controllo per , MAGARI , una donna che simula una gravidanza a rischio ? Ho l'ìimpressione che la vostra sia una realta' molto molto ristretta e non quella Italiana ...
lnessuno
20-01-2006, 13:36
Che altro dire ?
E poi si lamentano perché i giovani non mettono su famiglia , con quali soldi potrebbero farlo ?
Con due stipendi da precario ( 1600 euro al mese ) é già tanto tirare avanti , non si può certo pensare alla pensione o a un figlio .
domanda... ma lo sapete da dove arrivano i primi contratti di sfruttamento per i giovani?
Lucio Virzì
20-01-2006, 13:36
vuoi negare che molta gente se ne e' approfittata ?
Inoltre era solo un esempio ...
Ba ... Luvi ... se sconfortante ...
ah perchè il povero e bistrattato datore non può a sua volta mandare visite mediche a casa ?!?!?? ho sempre più l'impressione di vivere in uno stato diverso dal tuo
C'è poco da aggiungere.
Sconfortare te, e la tua falsa realtà, la tua ITAGLIA è un piacere ed un vanto.
Se per te, punire tutti per le colpe di pochi è giusto, beh, cambia paese.
LuVi
tdi150cv
20-01-2006, 13:55
C'è poco da aggiungere.
Sconfortare te, e la tua falsa realtà, la tua ITAGLIA è un piacere ed un vanto.
Se per te, punire tutti per le colpe di pochi è giusto, beh, cambia paese.
LuVi
vero ... falsa realta' ... Muhahahaha
Alessandro Bordin
20-01-2006, 14:00
Niente flame eh? Argomento caldo, rispetto reciproco per favore.
Come dico da sempre, no alla supertutela, ma anche no all'estremo opposto.
Ah, per la cronaca, i co co co (non co co pro, proprio co co co) esistono ancora checché se ne dica, rinnovabili e prorogabili.
Alessandro Bordin
20-01-2006, 14:01
domanda... ma lo sapete da dove arrivano i primi contratti di sfruttamento per i giovani?
Si, li ha fatti il c-sx con chiari paletti di utilizzo, ingortati da chiunque e usati a sproposito.
tdi150cv
20-01-2006, 14:03
Niente flame eh? Argomento caldo, rispetto reciproco per favore.
Come dico da sempre, no alla supertutela, ma anche no all'estremo opposto.
Ah, per la cronaca, i co co co (non co co pro, proprio co co co) esistono ancora checché se ne dica, rinnovabili e prorogabili.
qualcuno ammette l'esistenza dei supertutelati ... cominciavo a pensare di vivere a Verona ... :D
Alessandro Bordin
20-01-2006, 14:08
qualcuno ammette l'esistenza dei supertutelati ... cominciavo a pensare di vivere a Verona ... :D
Guarda che io non l'ho mai negato eh? :D
Certo, gradirei che anche tu capissi che FORSE qualcuno sfrutta anche a mezzo contratti farlocchi :D
tdi150cv
20-01-2006, 14:09
Guarda che io non l'ho mai negato eh? :D
Certo, gradirei che anche tu capissi che FORSE qualcuno sfrutta anche a mezzo contratti farlocchi :D
mai negato ! ;)
beppegrillo
20-01-2006, 14:10
e' verissimo ... hai perfettamente ragione ... ma ora ti chiedo come mai ti preoccupi dei diritti violati dei lavoratori e non ti chiedi quanti sono che grazie a questi diritti invece hanno preso per il culo fior fior di datori di lavoro ?
Un esempio per tutti sono i semplicissimi certificati che qualsiasi medico elargisce alla grande per permettere alla sua assistita di avvalersi dei 'benefici' della famosa gravidanza a rischio.
E' ovviamente solo un esempio , si comincia dalle piccole cose ... come per esempio guardarsi intorno e rendersi conto di quanti colleghi non fanno altro che approfittarsi dei famosi diritti.
Non credi ?
Certo indubbiamente è vero che dall'altra parte(lavoratori) ci si approffitti disonestamente di alcune situazioni, però direi che la soluzione non è abolire i permessi di gravidanza. Anche se sinceramente, allo stato attuale, il cortello nella manica lo hanno i datori di lavoro e non i lavoratori, sono finiti i tempi in cui assumere qualcuno, significava assumerlo a vita natural durante.
tutto vero,tutto bello ma la realtà dei fatti è che le aziende hanno difficoltà e se non fosse per questa legge o altre agevolazioni molte aziende avrebbero chiuso.
e io ne so qualcosa
Alessandro Bordin
20-01-2006, 14:17
tutto vero,tutto bello ma la realtà dei fatti è che le aziende hanno difficoltà e se non fosse per questa legge o altre agevolazioni molte aziende avrebbero chiuso.
e io ne so qualcosa
Anche questo è vero. E' vero anche che però quando le cose vanno bene o benissimo...poco o nulla cambia, nella maggior parte dei casi, a sentire molti amici.
Lucio Virzì
20-01-2006, 14:22
Anche se sinceramente, allo stato attuale, il coltello dalla parte del manico lo hanno i datori di lavoro e non i lavoratori, sono finiti i tempi in cui assumere qualcuno, significava assumerlo a vita natural durante.
Quoto e correggo.
.
Lucio Virzì
20-01-2006, 14:29
Anche questo è vero. E' vero anche che però quando le cose vanno bene o benissimo...poco o nulla cambia, nella maggior parte dei casi, a sentire molti amici.
Ma anche no.
Può essere anche peggio.
Ora ti quoterò estratti del discorso di fine anno presentato dal nostro Presidente sul giornale aziendale.
"Soddisfazione per il 2005, ottimismo per il 2006
Più passano gli anni e più mi sento, come vostro Presidente, orgoglioso della nostra Società.
Il 2005 è stato un chiaro esempio di come il Gruppo sappia reagire in modo compatto ed ordinato ai repentini cambi di passo che il mercato c’impone.
...
Così una Azienda può durare, crescere e svilupparsi nel tempo. Una buona guida, una solida squadra, qualche potatura, se necessaria, e le foglie rinverdiscono ed il tronco si fa sempre più solido e sicuro.
"
La procedura di CIGS è attiva da quasi un anno, una prima tranche di dipendenti è stata già colpita, e non reintegrata, ed ora, a gennaio, ci sarà una seconda tranche.
Gli utili sono in impennata.
Lascio a te ogni commento.
Che lamentosi sti lavoratori.. .:rolleyes:
LuVi
Ma anche no.
Può essere anche peggio.
Ora ti quoterò estratti del discorso di fine anno presentato dal nostro Presidente sul giornale aziendale.
una rondine non fa primavera :stordita:
io parlo di esperienza personale,non so in che campo lavori, ma nel ramo tessile come ben saprai c'è l'apocalisse
a si ... una visita di controllo per , MAGARI , una donna che simula una gravidanza a rischio ? Ho l'ìimpressione che la vostra sia una realta' molto molto ristretta e non quella Italiana ...
perchè no sono fatte apposta, magari una commissione di medici, se proprio c'è il sospetto
Spectrum7glr
20-01-2006, 15:14
prima di parlare di certe cose dovreste informarvi sul com'era PRIMA la legislazione a riguardo...le collaborazioni coordinate e continuative sono sempre esistite e la riforma del 2003 ha cercato di mettere ordine ad un sistema che di fatto (per via del CRESCENTE utilizzo delle collaborazioni come sostituti del lavoro subordinato che si era manifestato a partire dai primi anni 90) era in frode alla legge ex art 1344 (è stato un tentativo, perfettibile, ci mancherebbe di arginare una situazione che era DA PRIMA insostenibile). L'impianto normativo non è malvagio e costituisce un notevole passo avanti rispetto al far west precedente (PRIMA ad esempio vi ricordo che un rapporto di collaborazione poteva essere instaurato SINE DIE e senza indicazioni della finalità...praticamente solo per consntire al daotre di risparmiare tasse)...i problemi sono nelle limitazioni nel campo di applicazione ed in una ancora lacunosa definizione della fisionomia del lavoratore a progetto. Flebili poi sono i freni sanzionatori previsti per la prassi della reiterazione (a meno di un richiamo al generale art 1344)...insomma il passo avanti è stato fatto rispetto a prima (e nella direzione giusta) ma mancano ancora altri passi.
Alessandro Bordin
20-01-2006, 15:21
(PRIMA ad esempio vi ricordo che un rapporto di collaborazione poteva essere instaurato SINE DIE e senza indicazioni della finalità...praticamente solo per consntire al daotre di risparmiare tasse)
:eek:
Perché adesso no? :eek: Quanti esempi vuoi?
...i problemi sono nelle limitazioni nel campo di applicazione ed in una ancora lacunosa definizione della fisionomia del lavoratore a progetto. Flebili poi sono i freni sanzionatori previsti per la prassi della reiterazione (a meno di un richiamo al generale art 1344)...insomma il passo avanti è stato fatto rispetto a prima (e nella direzione giusta) ma mancano ancora altri passi.
Ribadisco, molti dal progetto sono tornati co co co e ci sono svariati siti in cui potrai trovare allegre e bizzarre interpretazioni del concetto di progetto, tipo quella della "disposizione di mattoni con finalità di erigere edifici" (che sia il muratore?).
Sulla carta posso anche darti ragione e credere che l'impegno c'è stato, nella pratica, a distanza di anni, so solo che i progetti sono aumentati a dismisura.
Spectrum7glr
20-01-2006, 15:34
:eek:
Perché adesso no? :eek: Quanti esempi vuoi?
bè per dirne una PRIMA l'incentivo fiscale era MAGGIORE.
Ribadisco, molti dal progetto sono tornati co co co e ci sono svariati siti in cui potrai trovare allegre e bizzarre interpretazioni del concetto di progetto, tipo quella della "disposizione di mattoni con finalità di erigere edifici" (che sia il muratore?).
Sulla carta posso anche darti ragione e credere che l'impegno c'è stato, nella pratica, a distanza di anni, so solo che i progetti sono aumentati a dismisura.
il problema che vi ostinate a non capire è che PRIMA c'era il NULLA...e che se i progetti sono aumentati è perchè questa legge non è stata in grado di invertire un TREND che c'era già con mortadellone prima e baffetto poi al governo. la legge del 2003 non è la CAUSA, semmai è un rimedio meno efficace del previsto ad un MALE che c'era già prima e che sempre prima non aveva alcuna limitazione.
Tu puoi citarmi tutti i siti che vuoi io ti parlo del merito della legge e della legislazione previgente...su questo posso discutere (sul merito e su quello che bisognerebbe fare), ma con gente (non parlo di te) che dà la colpa ad una legge per cose che non sono un effetto diretto di essa (anzi, ripeto, con le dovute modificazioni la legge rappresenterebbe un bel freno ad una prassi già in voga) no perchè vuol dire che sto discutendo con persone che le informazioni su questo problema le hanno ricavate al massimo da un fondo di Madame Verdurin o dalle farneticazioni di qualche politicante.
Levare questa legge in altri termini peggiorerebbe la situazione...quello che c'è da fare è proseguire sulla strada tracciata renbdendo più concreti i "paletti"
Alessandro Bordin
20-01-2006, 15:40
bè per dirne una PRIMA l'incentivo fiscale era MAGGIORE.
Non so se sono "bravi" i consulenti del lavoro che trovo io, ma non mi sembra sia cambiato molto ;)
il problema che vi ostinate a non capire è che PRIMA c'era il NULLA...e che se i progetti sono aumentati è perchè questa legge non è stata in grado di invertire un TREND che c'era già con mortadellone prima e baffetto poi al governo.
Questo non lo discuto! CI mancherebbe. Non ne sto facendo una questione di destra o sinistra. Mi attengo ai fatti. I contratti precari con la legge Biagi si sono moltiplicati, e questi sono i fatti. C'è stato il tentativo di regolamentarli, ma in Italia si trova sempre una scappatoia.
Levare questa legge in altri termini peggiorerebbe la situazione...quello che c'è da fare è proseguire sulla strada tracciata renbdendo più concreti i "paletti"
SU questo sono d'accordissimo, ma servono controlli, il problema è lì. I paletti bastano già, basterebbe che qualcuno andasse in camera di commercio: troverebbe aziende che prima avevano 10 dipendenti, ora 2 e 8 collaboratori. In mezza giornata troverebbe 500 aziende sospette. Ma non lo fa nessuno. Puoi mettere tutti i paletti che vuoi, ma se poi non c'è controllo è far west anche ora. Purtroppo.
Spectrum7glr
20-01-2006, 15:48
Mi attengo ai fatti. I contratti precari con la legge Biagi si sono moltiplicati, e questi sono i fatti.
appunto attienti ai fatti ma non in maniera "piatta"...il fatto è che ANCHE con una legge che intendeva recuperare tutele ai lavoratori di fatto il TREND precedente non si è invertito. E' falso dire Legge Biaggi=più precari, corretto è dire Legge Biaggi=situazione non mutata in maniera significativa rispetto a prima...e non è una sottigliezza visto che chi da una parte politica sostiene la prima equazione dimentica colpevolmente che aveva avuto 5 anni per cercare di fare meglio su un problema che era già scoppiato prepotentemente e non ha fatto NULLA(parlo proprio di una TOTALE assenza di regolamentazione in materia..regolamentazione cui la legge in questione ha cercato di giungere e che, mio parere, non sta funzionando come dovrebbe per difetti non di impianto ma di dettaglio)
Spectrum7glr
20-01-2006, 15:52
SU questo sono d'accordissimo, ma servono controlli, il problema è lì. I paletti bastano già, basterebbe che qualcuno andasse in camera di commercio: troverebbe aziende che prima avevano 10 dipendenti, ora 2 e 8 collaboratori. In mezza giornata troverebbe 500 aziende sospette. Ma non lo fa nessuno. Puoi mettere tutti i paletti che vuoi, ma se poi non c'è controllo è far west anche ora. Purtroppo.
no, i paletti non bastano ed il semplice ricorso all'art 1344 non è così semplice come si vorrebbe...il fatto è che nel rapporto di lavoro esiste una evidente disparità tra le due parti contraenti che di fatto pregiudica la possibilità per il lavoratore di avvalersi degli strumenti tericamente a disposizione.
Quando sento Ilvio promettere di portare le pensioni minime a 800 euro mi viene la pelle d'oca.... Con quali soldi? Credo che se il trand non si inverte (in merito alla natalità) saranno cazzi amari per tutti.
La riforma delle pensioni è stata una operazione positiva ma non credo basterà... Cominciate a pensare ad una pensione integrativa, che è meglio (anche investendo poche decine d'euro al mese o destinando il TFR...)
e' verissimo ... hai perfettamente ragione ... ma ora ti chiedo come mai ti preoccupi dei diritti violati dei lavoratori e non ti chiedi quanti sono che grazie a questi diritti invece hanno preso per il culo fior fior di datori di lavoro ?
Un esempio per tutti sono i semplicissimi certificati che qualsiasi medico elargisce alla grande per permettere alla sua assistita di avvalersi dei 'benefici' della famosa gravidanza a rischio.
E' ovviamente solo un esempio , si comincia dalle piccole cose ... come per esempio guardarsi intorno e rendersi conto di quanti colleghi non fanno altro che approfittarsi dei famosi diritti.
Non credi ?
Ma cosa c'entra..bisogna partire dal presupposto che tutti siano onesti. Se c'è frode spetta ad altri enti accertarla. Allora costringiamo una donna con una vera gravidanza a rischio ad andare a lavorare?
Nel mio piccolo entourage di conoscienze nessuno frega. Vedo + gente andare a lavorare con la febbre piuttosto che l'incontrario.Tutelando le persone oneste ovvio che tuteli anche qualche furbastro, ma come detto prima ciò non deve ledere i diritti delle persone oneste.
tdi150cv
20-01-2006, 17:14
Questo è verissimo. In meridione da tutte le fonti da cui ho tratto informazioni la situazione è semplicemente vergognosa.
Per me si dovrebbero fare ispezioni severe quando qualcuno è in mutua e se questo è fuori casa quando invece dovrebbe starci IMHO ci dovrebbe essere il licenziamento istantaneo. E se si becca il medico sgarrare, anche lui: radiato dall'albo. Su queste cose non si scherza, distruggono la nostra economia...poi è facile lamentarsi. :rolleyes:
Detto questo, però, ciò non toglie che i diritti dei lavoratori vadano rispettati e la situazione attuale è a tratti sconfortante. :muro:
rispetto totale per i diritti dei lavoratori ...
Ma non si puo' assolutamente negare l'esistenza delle frodi e di quanto danno queste arrivino a creare.
Controlli ... certamente ... ma a quale costo ?
Non e' semplice ... se mandi un battello di controlli poi ci sarebbe chi ti risponderebbe in questo modo :'Tutti quei controlli ? Schifosi non potrebbero impiegare soldi per altri scopi ?'
Alla fine e' un gatto che si morde la coda e lo stato ha un ruolo in tutto questo ma lo stesso di 10 o 20 anni fa ne piu' ne meno.
Quello che e' in totale aumento e' la furbizia del lavoratore ...
Lucio Virzì
20-01-2006, 17:32
Quello che e' in totale aumento e' la furbizia del lavoratore ...
Vero! :O
Pensa quanto sò furbo io! Oggi ho fatto 2 ore di straordinari presso il cliente che non mi verranno retribuiti e, in più, il venerdì, dal primo gennaio, siamo tutti obbligati a prendere 2 ore di PAR e lavorare due ore di meno! :D:D:D
Trooooppo furbo! :D
Sti lavoratori, una ne pensano e cento ne fanno!
Diventa imprenditore di te stesso! :asd:
LuVi
tdi150cv
20-01-2006, 17:58
Luvi tu sei UNO dei lavoratori non I lavoratori ...
Lucio Virzì
20-01-2006, 19:05
Luvi tu sei UNO dei lavoratori non I lavoratori ...
Appunto, sei tu a generalizzare.
LuVi
L'indagine di Italia Oggi. "Boom di rapporti a tempo determinato", titola Italia Oggi. E' quanto emerge da un rapporto che ha elaborato i dati dell'Inail relativi al periodo 2002 - 2005. Dal quadro si evince, sottolinea il quotidiano, che in tutti gli anni presi in considerazione, i posti di lavoro crescono: 914.657 sono i nuovi lavoratori registrati nel 2002; 608.869 nel 2003; 558.895 nel 2004 e al 19 ottobre 2005, 950.447.
Fino al 2005 si tratta per lo più di nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato, mentre per quest'anno l'andamento cambia:
Come mai la CGIL contestava la legge Biagi anche nel 2002-2003-2004, anni in cui (secondo il loro stesso rapporto) sono aumentati i posti di lavoro a tempo indeterminato?
il dato parziale registra la creazione di 53.735 nuovi posti a termine e di 896.712 a tempo indeterminato. In percentuale significa che dal 2004 al 2005, sul totale dei nuovi posti di lavoro di quest'anno (950.447), i rapporti a termine hanno avuto un incremento del 29,12%: un terzo delle nuove assunzioni, dunque, riguarda un contratto flessibile.
53735 posti a termine e 896712 a tempo indeterminato su un totale di 950447 a casa mia vuol dire il 5,6% di posti a termine e il 94,4% a tempo indeterminato, come si arriva al 29,12%? E dal 29,12% a dire che i nuovi assunti sono tutti precari?
L'Ires denuncia il fallimento della legge 30. "L'introduzione del lavoro a progetto nelle intenzioni del legislatore avrebbe, infatti, dovuto spingere verso il lavoro dipendente le false posizioni autonome - spiegano i curatori della ricerca Nuovo contratto. Stessi problemi. Gli effetti della legge 30/03 nel passaggio dalle collaborazioni coordinate e continuative al lavoro a progetto, diretta da Giovanna Altieri - così che le critiche condizioni di lavoro e di vita dei "falsi collaboratori", che le ricerche degli ultimi anni hanno concorso nel mettere a fuoco, avrebbero dovuto trovare una loro positiva risoluzione".
Mentre invece dall'entrata in vigore della legge 30, accerta l'Ires, è aumentata fortemente la percentuale di crescita delle collaborazioni. Infatti nell'arco di due anni quasi la metà (46%) dei collaboratori coordinati e continuativi è diventato un lavoratore a progetto, il 23% è rimasto un co.co.co nel pubblico impiego (per via della possibilità di proroga); il 5,8% è stato costretto ad aprire la partiva Iva, con un forte aggravio di costi.
Pochissime le assunzioni. Di contro, la percentuale delle stabilizzazioni è piuttosto bassa: il 6,5% degli ex collaboratori ha infatti oggi un contratto a tempo indeterminato e il 6% è invece stato assunto a tempo determinato, mentre infine un altro 5% ha un contratto di lavoro in somministrazione o a contenuto formativo. E un 7,3%, infine, soprattutto donne e lavoratori meridionali, è stato espulso dal mercato del lavoro: non lavora più, o lo fa in nero.
Perchè non dicono che le collaborazioni coordinate continuative le ha introdotte la sinistra nel 1997, che allora la CGIL non ha scioperato?
E che se anche solo il 6,5% dei co.co.co. sono stati assunti a tempo indeterminato, sono comunque il 6,5% in più rispetto alla loro legge?
Le condizioni dei precari non sono migliorate. Il che significa che, a fronte di una regolamentazione giuridica diversa e, all'apparenza migliore, le condizioni di vita dei precari sono rimaste quelle che ormai sindacati, associazioni e coordinamenti dei lavoratori denunciano da tempo.
Perchè non dicono che se la regolamentazione giuridica diversa (all'apparenza migliore? Cosa significa all'apparenza? Contiene maggiori tutele rispetto alle riforme approvate dalla sinistra al governo, è tutto scritto basta leggere non c'è nessuna apparenza) non viene rispettata allora non è colpa della legge ma di chi non la rispetta?
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