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View Full Version : Il brutto della globalizzazione


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21-10-2005, 14:26
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=704&parametro=economia

Lo trovo un buon spunto per una discussione.

nomeutente
21-10-2005, 15:02
Analisi corretta, conclusioni un po' troppo affrettate.

evelon
21-10-2005, 15:05
impegnativo definire "corretta" questa analisi... :D

nomeutente
21-10-2005, 15:51
impegnativo definire "corretta" questa analisi... :D
E' corretta laddove sottolinea che ci sono molti monopoli in settori critici.
Es. non ricordo quanti anni fa, quando c'è stato il terremoto o non so cosa in Korea... memorie rambus a prezzi da strozzino in tutti i negozi del mondo e grande problema per Intel, giacché sui Pentium all'epoca eri obbligato a mettere questa memoria (infatti io comprai un buon Duron 800 con memoria ddr :D).
Poi è ovvio che un articolino non basta ad affrontare il tema in tutte le sfaccettature... ;)

evelon
21-10-2005, 16:10
E' corretta laddove sottolinea che ci sono molti monopoli in settori critici.
Es. non ricordo quanti anni fa, quando c'è stato il terremoto o non so cosa in Korea... memorie rambus a prezzi da strozzino in tutti i negozi del mondo e grande problema per Intel, giacché sui Pentium all'epoca eri obbligato a mettere questa memoria (infatti io comprai un buon Duron 800 con memoria ddr :D).
Poi è ovvio che un articolino non basta ad affrontare il tema in tutte le sfaccettature... ;)


Questo è uno degli errori più grossi dell'analisi :D

Si parla di spade di damocle per eventi catastrofici a livelli da disastro naturale...
La società non può prevedere e/o contemplare nel tessuto economico eventi del genere....

Che io sappia in ambito civile si fà solo nelle progettazioni di centrali nucleari....

Ovvio che un terremoto che tira giù gli stabilimenti di un certo bene porta crisi nelle aziende che usano quei beni...è lapalissiano. :D

L'analisi fà un grosso minestrone tra localizzazione e problematiche economiche legate alla globalizzazione:
Se gli stabilimenti in oggetto non fossero stati acquisiti dalle aziende più grosse ma fossero rimasti proprietà di piccole aziende cosa sarebbe cambiato ?
Nulla, sarebbero venuti giù lo stesso :D

L'unica "difesa" contro il terremoto è costruire stabilimenti antisismici...ma la difficoltà resterebbe in quanto si troverebbero senza strade, elettricità, personale (il giorno dopo sarebbero tutti a scavare nelle macerie di casa o all'ospedale certo non a lavorare :D )

Il punto è che ad eventi naturali così catastrofici l'unica soluzione è il dislocare le attività in diversi punti del globo...ma questo è impossibile perchè le società umane hanno tracciato confini oltre i confini naturali.

E questo non è un effetto della globalizzazione, anzi con la globalizzazione non c'entra proprio nulla..

Di contro seguendo la strada che auspica l'articolo (autarchia con mercato principale quello interno) le povertà aumenterebbero a dismisura (l'Italia nel ventennio non voleva seguire strade simili ? :D ) per tutti i paesi che non sono autosufficenti ed in caso di uno degli eventi prospettati (disastri, guerre, terremoti, carestie) il paese in questione sarebbe spacciato perchè perderebbe parti fondamentali del proprio tessuto economico senza aiuti dagli altri (che hanno come mercato principale quello interno) e quindi poco surplus...

Insomma 'na mezza strunzata :D :D

nomeutente
21-10-2005, 16:20
Infatti l'articolo mi pare dica che l'accentramento (monopolio) comporta dei rischi anche di origine extraeconomica (catastrofi naturali, guerre ecc.) per cui afferma sostanzialmente che se c'è un monopolio c'è un rischio maggiore che questo bene sia soggetto a drastici sbalzi di mercato o penuria rispetto ad un'economia in cui beni identici sono prodotti da più industrie in concorrenza.
Mi pare che questo sia il punto corretto.
Laddove propone l'autarchia, invece, è semplicemente fuori dal mondo.
Cos'è che non ti quadra?

Cfranco
21-10-2005, 16:22
Insomma 'na mezza strunzata :D :D
DIrei anche una intera :doh:

songoge
21-10-2005, 17:25
Articolo deludente!

Autarchia? Solo utopia.
Da domani non compro più nulla, faccio tutto da me. Mi coltivo il grano, e mi ci faccio pasta e pane, pomodori, zucchine, maiale(tanto dal maiale non si butta niente :D ). I vestiti? Li faccio pure, insieme alle scarpe (almeno non devo cercare per abbinarli, li faccio su misura). La casa me la faccio da solo e risparmio un sacco di soldi. Mi costruisco un'auto elettrica e ci metto i criceti con la ruota a posto della batteria. Per il fuoco? Due legnetti ed è fatto! Che mi serve più? A si, le riviste. Leggo quello che scrivo. La critica è azzerata. Per i film? Mi sa chè non ho più tempo per quello.

Ciao raga. Mi raccomando. Da domani tutti autarchici!

zerothehero
21-10-2005, 21:08
LA sherman act del 1890 che tende a minimizzare i trust è stato fatto dai biechi capitalisti americani... :sofico: , mentre altri sistemi hanno massimizzato la concentrazione e il monopolio delle aziende (come ad es. nel collettivismo).
Marx è citato un pò a casaccio.

Swisström
21-10-2005, 21:35
Articolo deludente!

Autarchia? Solo utopia.
Da domani non compro più nulla, faccio tutto da me. Mi coltivo il grano, e mi ci faccio pasta e pane, pomodori, zucchine, maiale(tanto dal maiale non si butta niente :D ). I vestiti? Li faccio pure, insieme alle scarpe (almeno non devo cercare per abbinarli, li faccio su misura). La casa me la faccio da solo e risparmio un sacco di soldi. Mi costruisco un'auto elettrica e ci metto i criceti con la ruota a posto della batteria. Per il fuoco? Due legnetti ed è fatto! Che mi serve più? A si, le riviste. Leggo quello che scrivo. La critica è azzerata. Per i film? Mi sa chè non ho più tempo per quello.

Ciao raga. Mi raccomando. Da domani tutti autarchici!

per.... ehm... usi federica? :stordita:

idum
21-10-2005, 21:47
La globalizzazione ovviamente non presenta un sistema economico ideale. D'altro canto, la società è in continua evoluzione. La produzione di merci è solo a breve termine temporale localizzata esclusivamente in poche zone e solo per pochi beni elettronici i quali, essendo prodotti nuovi, non sono ancora sufficientemente distribuibili in altre zone, mentre troviamo numerose nicchie di piccola e media impresa ovunque che vanno a coprire le esigenze specifiche di mercati particolari.
L'analisi, fondamentalmente, non tiene conto di questo. Se gli USA facessero guerra alla Cina, le industrie americane della gomma potrebbero produrre stivaletti in breve tempo, ovviamente a un costo leggermente superiore. L'Europa può incrementare la produzione agricola e alimentare in genere rispetto agli attuali limiti e vincoli, ovviamente con un aumento dei costi e dei prezzi, per coprire le esigenze locali in caso di crisi di qualche tipo.

Insomma, se ci si chiede se un terremoto può far lievitare i prezzi dei beni, beh questo è ovvio. Ma arrivare a dire che il mondo è dipendente totalmente da poche industrie, ce ne passa abbondantemente.

Idum