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View Full Version : Perseguito d'ufficio chi chi condivide materiale protetto da copyright!


jumpermax
13-10-2005, 23:55
mi viene in mente quel video sulla pirateria e il falso in bilancio.... :fagiano:

http://punto-informatico.it/p.asp?i=55560
Roma, P2P ancora nel mirino
Il Governo avrebbe bloccato la commissione che stava ridisegnando alcune norme del diritto d'autore intese ad impedire che gli utenti che condividono file possano essere perseguiti in automatico. La denuncia di ALCEI



Roma - C'era una volta la Legge Urbani e c'era, più recentemente, una commissione presso il ministero dei Beni culturali che tentava di ridisegnare gli aspetti più controversi delle leggi sul diritto d'autore. Ora quella Commissione è saltata.




In ballo non ci sono quisquilie. Basti pensare che le misure previste da un testo di legge in preparazione presso la Commissione avrebbero impedito che un utente che condivide musica o film sia perseguito d'ufficio (individuazione dell'IP da parte delle forze dell'ordine, eventuale sequestro e, solo successivamente, come previsto "in casi di urgenza", approvazione da parte del Pubblico ministero). La Commissione infatti puntava a rendere obbligatoria una querela di parte, fatto che avrebbe costretto le major a denunciare le singole violazioni. Per capire l'importanza del fatto basti pensare che per alcuni reati, come quello di lesioni gravi o falso in bilancio, la querela è prevista.

A decidere che la Commissione non potrà seguire questa strada sarebbe stata la Presidenza del Consiglio, che avrebbe liquidato i lavori fin qui svolti da quell'organismo con un fax. Nel fax si affermerebbe che quella misura sarebbe contraria alle tendenze internazionali e nazionali e che, in ogni caso, la Commissione non può predisporre testi normativi sulla materia, dovendosi invece limitare a mere indicazioni di carattere generale.

Dietro a questa operazione, la storica associazione italiana per le libertà digitali ALCEI, che avrebbe dovuto essere sentita dalla Commissione, ci legge le pressioni delle major sull'Esecutivo perché venga mantenuto l'attuale status normativo, assai pesante per gli utenti.

In una nota diffusa ieri sera, ALCEI afferma che "con giustificazioni formali palesemente non accettabili, la presidenza del Consiglio dei ministri pone fine al tentativo di dare un volto umano alla legge sul diritto d'autore".

Secondo ALCEI, dal 1992 ad oggi le normative sul diritto d'autore, dettagliate punto per punto dall'Associazione, sono state "sistematicamente modificate" sulla base delle "indicazioni repressive di un ben identificato gruppo di imprese", vale a dire le "major dell'audiovisivo e del software". In questo modo sarebbe stato messo a punto un quadro legislativo "liberticida" che nulla a che vedere "con la tutela degli autori e molto con la protezione di grossi interessi privati".

La stessa ALCEI si era fatta promotrice di proposte tese ad introdurre la "querela di parte" come obbligatoria nei casi di duplicazione abusiva affinché fosse evitata "l'attivazione automatica della magistratura, come se si trattasse di attività criminali, anche in casi di minima entità".

"Ma - continua ALCEI - si apprende improvvisamente il 12 ottobre dal quotidiano Italia Oggi che la presidenza del consiglio dei ministri, nella persona del segretario generale Mauro Masi, ha imposto di bloccare i lavori del Comitato sul tema della riforma della legge, rendendo così di fatto impossibile ad ALCEI - e a tutti gli altri soggetti che il Comitato aveva intenzione di ascoltare - di esprimere il proprio pensiero".

Se la modifica alle normative attuali fosse passata, spiega ALCEI, si sarebbe "evitato di ingolfare i tribunali di processi per fatti praticamente innocui e posto fine alla inaccettabile distrazione della polizia giudiziaria dalla repressione dei reati veri".

"Oltre alla serietà di merito della questione - conclude l'Associazione - ci pare inoltre molto grave che di fronte a una posizione istituzionale - quella del presidente della Commissione - che per la prima volta cerca di dare un volto più umano a una legge inutilmente e ingiustamente draconiana, il potere politico reagisca in modo così barbaro e violento eliminando anche la semplice possibilità del confronto con le parti sociali, evidenziando la chiara volontà di proseguire su un percorso totalmente asservito agli interessi di poche imprese private".

Enel
14-10-2005, 00:09
mi viene in mente quel video sulla pirateria e il falso in bilancio.... :fagiano:

http://xoomer.virgilio.it/uklops/pirateria.mov :D :D :D

flisi71
14-10-2005, 09:03
Già, per il falso in bilancio ci vuole la querela di parte, per la pirateria si procede d'ufficio....

si, si, proprio provvedimenti per il bene dei cittadini....
:rolleyes:


Ciao

Federico

the_joe
14-10-2005, 09:16
Già, per il falso in bilancio ci vuole la querela di parte, per la pirateria si procede d'ufficio....

si, si, proprio provvedimenti per il bene dei cittadini....
:rolleyes:


Ciao

Federico
Fra un po' in caso di omicidio ci vorrà la querela da parte del morto, mentre se ti trovano ad ascoltare una canzone MP3 ci sarà l'arresto immediato con congelamento dei beni come per i casi di mafia. :rolleyes:

Enel
14-10-2005, 09:38
L'altro giorno ho girato un attimo su PaP è c'era un esponente del centro destra che aveva intenzione di incarcerare le prostitute. :doh:

flisi71
14-10-2005, 09:40
Fra un po' in caso di omicidio ci vorrà la querela da parte del morto, mentre se ti trovano ad ascoltare una canzone MP3 ci sarà l'arresto immediato con congelamento dei beni come per i casi di mafia. :rolleyes:

:D
Mannaggia a te!
Leggendo il tuo intervento ho emesso una irrefrenabile sonora risata che adesso devo cercare di giustificare :mc: con i colleghi qui presenti!!


Ciao

Federico

Onisem
14-10-2005, 09:56
mi viene in mente quel video sulla pirateria e il falso in bilancio.... :fagiano:
Stavo pensando la stessa cosa. Il rispetto e le tutele "per i cittadini" di questo paese aumentano sempre di più.

momo-racing
14-10-2005, 10:40
non ci resta che sperare che qualche amico di 'ilvio venga beccato a scaricare musica da internet, a quel punto saremo salvi.

the_joe
14-10-2005, 10:51
non ci resta che sperare che qualche amico di 'ilvio venga beccato a scaricare musica da internet, a quel punto saremo salvi.
Se questo accade entro la prox primavera :O

jumpermax
14-10-2005, 10:59
bene bene.... sapete un po' dove lavorava Masi prima che alla presidenza del consiglio? Indovinate..... :D

http://punto-informatico.it/p.asp?i=55588
P2P, chieste le dimissioni di Masi
Ci pensa il senatore dei Verdi Cortiana mentre AIIP sottolinea: preoccupante lo stop impresso alla riforma del diritto d'autore. In ballo le penalità per chi condivide e scarica musica da Internet



Roma - Si sta alzando un polverone sul caso raccontato ieri da Punto Informatico, quello del brusco stop imposto dalla presidenza del Consiglio dei ministri al lavoro di riforma del diritto d'autore, un lavoro che avrebbe potuto portare a una revisione delle regole che oggi hanno nel mirino gli utenti che condividono e scaricano file protetti via Internet. Dopo la particolareggiata denuncia di ALCEI, la storica associazione che si batte per le libertà digitali, è arrivato ieri un durissimo intervento del senatore dei Verdi Fiorello Cortiana che riprende i contenuti di una interrogazione parlamentare al Governo sull'argomento.

Cortiana ha sottolineato come il fax trasmesso dal segretario generale della Presidenza del Consiglio, Mauro Masi, al presidente del Comitato consultivo che stava lavorando sul diritto d'autore, il prof. Corasaniti, chiarisca come alla Presidenza "non erano graditi suggerimenti di riforma alla contestata norma sul diritto d'autore che il Governo ha da poco modificato con il famigerato Decreto Urbani, che prevede il reato penale di download di canzonette". Dunque, si chiede Cortina: "A cosa serve un Comitato Consultivo sul diritto d'autore presso il Ministero dei Beni Culturali se non è d'accordo con il Governo? A nulla, deve avere pensato Mauro Masi".

"Cosa stava facendo questo manipolo insediatosi al Comitato? - continua Cortiana - Cercava, prima con la presidenza di Corrado Calabrò, magistrato e nuovo Presidente della Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ed oggi con Giuseppe Corasaniti, magistrato ordinario ed esperto del settore, una via equilibrata e non repressiva per trovare un punto di equilibrio tra le esigenze delle major e delle multinazionali del settore e i nuovi sistemi della distribuzione nati attraverso Internet, compreso il famigerato peer to peer". "L'unica risposta del Governo al fatto che alcuni milioni del cittadini si scambiano contenuti culturali - attacca Cortiana - è la galera, e coerentemente Masi, senza alcun senso del ridicolo, liquida un organo consultivo del Governo con un fax nel quale spiega che fantomatiche tendenze internazionali vanno in direzione opposta e che il Comitato Consultivo non ha il diritto/dovere di fornire consigli e suggerimenti al Governo. Il Segretario Generale, l'ex-supercommissario della Siae, in palese conflitto di interesse, dovrebbe avere la dignità di dimettersi, come ho scritto nell'interrogazione che ho inviato al Presidente del Consiglio".

Ma, oltre all'aspetto politico della questione Masi, a non essere riformate come sperato sono anche le procedure tecniche legate ai reati commessi da chi condivide musica, un punto sul quale non a caso è intervenuta ieri l'associazione dei provider AIIP che ha "espresso preoccupazione per lo stop" impresso ai lavori di revisione del diritto d'autore.

Nella nota diffusa dall'Associazione, AIIP contesta le motivazioni addotte da Masi per interrompere il lavoro del Comitato sottolineando di ritenere che "tale comitato possa, al pari di qualsiasi altro Ente o cittadino avanzare proposte di variazione delle norme in essere, fermo restando che un Comitato non è un legislatore".

AIIP ricorda come la proposta messa a punto dal Comitato e rigettata evidentemente con quel fax dalla Presidenza del Consiglio "prevedeva la depenalizzazione del reato di copia abusiva di opere e brani ad uso privato ed avrebbe permesso ai fornitori di accesso ad Internet di contribuire alla sensibilizzazione degli utenti attraverso il cosiddetto notice, notice & take down, ovvero la possibilità, oggi preclusa, di invitare, in seguito alla segnalazione del titolare dei diritti, l'utente interessato a desistere da qualsiasi pratica di violazione del diritto d'autore".

Quella della lettera di "notifica e cessazione" è al centro di una polemica che già si alimentò ai tempi del passaggio della più contestata legge di questa legislatura in materia di Internet, la Legge Urbani. "In Italia - ha spiegato il vicepresidente di AIIP e responsabile del gruppo di lavoro AIIP sul diritto d'autore Paolo Nuti - il diritto d'autore è ancora regolato da una legge del 1941 e, nonostante le successive modificazioni, non è mai stato affrontato in modo organico il problema, portando l'Italia ad essere la nazione più restrittiva d'Europa. La normativa attualmente in vigore impone agli ISP che ricevano una segnalazione qualificata da un titolare di diritti di proprietà intellettuale di trasmetterla alle autorità alle quali poi spetta ogni valutazione circa la segnalazione e l'eventuale apertura di un procedimento penale. Tutto questo si traduce in una applicazione del dettato della norma penale". Secondo Nuti "sarebbe assai più efficace girare tali segnalazioni ai clienti interessati, ma tale pratica di notice, notice&take down (...) in Italia sarebbe illegale in quanto di ostacolo ad una eventuale azione penale".

the_joe
14-10-2005, 11:30
bene bene.... sapete un po' dove lavorava Masi prima che alla presidenza del consiglio? Indovinate..... :D
Cazzooooooooooooooooooooooooo

edit................... è meglio sennòmi sospendono

Beelzebub
14-10-2005, 11:47
Ragazzi, che schifo... mi viene la nausea... :Puke:

Onisem
14-10-2005, 12:32
bene bene.... sapete un po' dove lavorava Masi prima che alla presidenza del consiglio? Indovinate..... :D
Conflitto d'interessi...cos'è?

LightIntoDarkness
14-10-2005, 12:53
Ossignur.... ma è rimasto qualcosa di credibile in questa Italia? :(

CYRANO
14-10-2005, 13:00
non ho parole...




Ciaozzz