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View Full Version : Dalit


Ewigen
30-09-2005, 21:14
Consiglio mondiale degli indù: riconvertire 80 mila dalit entro l'anno

[ICN-News 09/09/05, 06:00]

In India, nello stato di Uttar Pradesh, nel centro nord del paese, estremisti indù hanno avviato una campagna per riconvertire i Dalit, gli intoccabili, che hanno abbracciato la fede cristiana. E' la risposta all'appello lanciato dal Consiglio mondiale degli indù di convertire all'induismo, entro la fine del 2005, almeno 80 mila dalit.
Si calcola che almeno 200 mila intoccabili sono diventati cristiani.
Secondo John Dayal, presidente di All India Christian Council e membro del consiglio d'integrazione nazionale dell'India, la campagna per riconvertie i dalit fa perno sull'inganno e sulla forza, usati spesso sotto il controllo di assassini che hanno armi in pugno.
Nel mese di ottobre, come abbiamo riferito in precedenti edizioni, la Corte Suprema dell'India si dovrà pronunciare sull'uguaglianza dei diritti dei Dalit.



Dalit, una tazza d'argilla a memoria della condizione di reietti ed oppressi

[ICN-News 30/09/05, 10:15]

Il termine Dalit viene da un'antica parola Marathi (una lingua dell'India occidentale) che può significare sia "terra" sia "rotto in pezzi". E' usata per indicare persone che sono state "fatte a pezzi" oppure "stritolate" di proposito e con forza da quelli che sono sopra di loro.
Di conseguenza, si usa la parola Dalit per indicare quella parte della società indiana che si colloca fuori del sistema delle caste, insomma quelli che vanno sotto il nome di "reietti della società" o "intoccabili" .
L'establishment indiano produce tazze d'argilla esclusivamente per i Dalit. Lo scopo è quello di distruggere la tazza subito dopo l'uso di modo che nessun cliente che appartiene alle classi più elevate la possa utilizzare e rischiare così di "contaminarsi con la sporcizia di un Dalit". L'associazione cristiana Dalit Freedom Network ha scelto la tazza d'argilla come simbolo della condizione di "esseri umani ridotti a pezzi ed opppressi" dei Dalit. La tazza qui riprodotta è prodotta dalla comunità dei Dalit, alla periferia di Hyderabad, India. "Utilizzatela per ricordarvi di pregare per i Dalit", scrive Dalit Freedom Network.



Dalit - Una conferenza a Washington per chiedere la fine di atrocità ed ingiustizie

[ICN-News 30/09/05, 07:30]

"Razzismo e Discriminazione causata dal Sistema delle Caste in India: Implicazioni nei rapporti tra Stati Uniti ed India".

Questo è il titolo della conferenza che il Dalit Freedom Network terrà giovedì 6 ottobre a Washington. Seguirà, alla Camera dei Rappresentanti, un'audizione sulle atrocità commesse nei confronti dei Dalit.
L'evento s'inserisce nell'ambito di una nuova campagna di sensibilizzazione fra i legislatori americani sulla lotta sostenuta dalle classi considerate "inferiori" in India.
"Lo sviluppo dell'economia indiana non ha portato alcun beneficio ai 250 milioni di Intoccabili (Dalit) ai quali viene sistematicamente negata ogni opportunità di crescita, d'istruzione e di uguaglianza". Lo ha detto Joseph D'souza, presidente internazionale del Dalit Freedom Network che ha anche aggiunto: "E' ora che gli Stati Uniti si mettano al lavoro insieme con l'India per porre fine al sistema delle caste ed alle atrocità commesse nei confronti di Indiani considerati inferiori".



Ps ot:si astengano soliti polemisti.

FastFreddy
30-09-2005, 21:16
Le religioni continuano a far danni...

Adric
30-09-2005, 21:56
I circa 100 milioni di musulmani in India sono solo l'11% della popolazione ma sono anche quattro volte più numerosi dei cristiani; chissà che ne pensano della questione dalit.

Ewigen
30-09-2005, 22:07
I circa 100 milioni di musulmani in India sono solo l'11% della popolazione ma sono anche quattro volte più numerosi dei cristiani; chissà che ne pensano della questione dalit.

India, tribunale popolare per i Dalit

[ICN-News 14/07/05, 10:22]


I fuori casta indiani si riuniscono in un tribunale per “protestare contro la discriminazione e chiedere pari diritti”. L’iniziativa appoggiata da cristiani e da giuristi indiani.



Madurai (AsiaNews) – I Dalit cristiani in India “alzano la voce per chiedere pari diritti e protestare contro la discriminazione di cui sono da anni oggetto in India”. Il 18 luglio a maturai - nel Tamil Nadu - si riunirà per la prima volta il Tribunale popolare dei Dalit (“fuori casta”) cristiani.

L’iniziativa, organizzata dal “Movimento nazionale per i diritti dei Dalit cristiani”, è appoggiato dalle autorità religiose cristiane, da organizzazioni per i diritti umani e da diversi alti esponenti della giustizia indiana.

Della commissione faranno infatti parte, tra gli altri, P.B. Sawant, ex giudice della Corte Suprema, Karvendhan, presidente del Consiglio avvocati di tutta l’India e Vasanthi Devi, ex presidente della Commissione donne del Tamil Nadu. Rappresentanti dei Dalit da Kerala, Karnataka, Andra Pradesh e Tamil Nadu porteranno le loro testimonianze. A inaugurare i lavori del Tribunale saranno John Dayal, presidente dell’All India Christian Union, l’arcivescovo anglicano Jeyapaul David e l’arcivescovo emerito Marianus Arockiasamy.

Un Decreto presidenziale del 1950 esclude i Dalit convertiti al cristianesimo dalle quote riservate di posti di lavoro pubblici: la stessa norma – che colpisce anche quanti sono diventati musulmani - non vale per quanti sono diventati indù, buddisti o sikh.

A febbraio 2005 la Corte suprema dell’India ha deciso di esaminare una richiesta che mira ad ottenere per i Dalit cristiani gli stessi diritti dei “fuori-casta” appartenenti ad altre religioni. Ad agosto inizieranno le audizioni. Il governo, invece, pretendeva di trattare la questione sul piano legislativo.

Ewigen
29-10-2005, 13:16
India - Il volto....del sistema delle caste
[ICN-News 29/10/05, 11:25

Ramprasad,accanto al suo amico Ramlakhan, ha pagato molto caramente l'essere andato a pescare in un laghetto usato da Indiani delle classi superiori di Uttar Pradesh.

E' stato assalito da una folla inferocita che gli ha buttato in faccia dell'acido, sfigurandogli orribilmente il volto.

http://www.icn-news.com/~foto/1130570147.jpg

Ewigen
29-10-2005, 18:10
Dalit: Ancora un rinvio!

[ICN-News 29/10/05, 09:30]

I milioni di "Intoccabili" devono ancora attendere per la realizzazione del loro sogno di essere considerati cittadini indiani con pieni diritti: La Corte Suprema dell'India ha rimandato a metà novembre la sentenza sul loro status.

Ewigen
13-11-2005, 10:27
12 Novembre 2005
INDIA: per "tutelare l'ambiente", 25 mila persone cacciate da casa
Lo sfratto, autorizzato dall’Alta corte di Calcutta, lede i basilari diritti umani. Protestano le Ong

Calcutta (AsiaNews/Agenzie) - Sono circa 25 mila le persone che sono state sfrattate dalle loro case nella Gobindpur railway colony, nel Bengala occidentale. Le operazioni di sfratto, cominciate il 10 novembre, sono state autorizzate il 9 settembre dall’Alta corte di Calcutta a seguito di una petizione inoltrata dal Comitato Ganatantrik nagrik, un’organizzazione locale che in apparenza promuove il rispetto dell’ambiente, che si era appellata alla corte poiché gli abitanti inquinavano la zona. Il ricorso dei residenti di posticipare lo sfratto di un anno non è stato accettato.

La decisione della corte ignora il diritto a un riparo adeguato e i più basilari diritti umani a favore dei poveri. In modo ironico, l’ordine di sfratto è stato fatto per salvare lo stagno “Rabindra Samovar” che prende il nome dal famoso poeta Rabindra Nath Tagore, un uomo che in modo profondo ha operato per la vita ed i bisogni della popolazione.

La Commissione asiatica per i diritti umani (Cadu) ha più volte richiamato l’attenzione su questa problematica, in modo particolare riguardo ad un caso analogo del 2003, quando circa 7000 persone sono state sfrattate dalle loro case nel Bellilious Park in seguito ad una analoga petizione ambientale. La Corte non aveva nemmeno accettato di ascoltare le persone sfrattate che vivono in condizioni disumane nonostante i numerosi appelli della Cadu, del suo collaboratore locale, l’organizzazione Manabadhikar Suraksha Mancha (Masum), e di Ong come l’Unicef. In questi anni la zona del Bellilious Park non è stata “abbellita” come promesso, e rimane nello stesso stato di degrado di 2 anni fa.
La maggior parte delle persone che hanno perso la casa sono Dalits, i cosiddetti “intoccabili”. Secondo la Cadu “i giudici della corte considerano queste persone inferiori agli animali. È questa l’unica spiegazione che chiarisce perché lignora tutti i loro diritti fondamentali, perché è così insensibile e permette sfratti di massa che causano immensa sofferenza, miseria e degrado”. Il problema inquinamento è reale, ma per risolverlo bisognerebbe pulire i depositi di rifiuti, i servizi pubblici, gli impianti fognari, e i veicoli inquinanti dovrebbero essere rimossi. “Piuttosto di condannare le persone – si legge in un comunicato Cadu – i giudici dovrebbero pulire le loro menti”. “Lo sfratto di Gobindpur, – continua il comunicato – come quello di Bellilious Park, lede i diritti di avere un riparo adeguato e di poter mangiare, ed è contro l’uguaglianza e lo stesso diritto di vivere. Bisognerebbe in primo luogo pulire la corte”.



Sbaglio o qualche (a)"teologo" per denigrare il cristianesimo si divertiva a dire (in base alle sue ""conoscenze"") che le religioni orientali sono nei confronti dell'essere umano e animale più tolleranti?

majin mixxi
13-11-2005, 18:58
Le religioni continuano a far danni...
Consiglio mondiale degli indù: riconvertire 80 mila dalit entro l'anno

:si astengano soliti polemisti.
:O

Ewigen
13-11-2005, 21:38
:O

OT:
Ps ot:si astengano soliti polemisti.

Sbaglio o qualche (a)"teologo" per denigrare il cristianesimo si divertiva a dire (in base alle sue ""conoscenze"") che le religioni orientali sono nei confronti dell'essere umano e animale più tolleranti?

Ewigen
13-11-2005, 21:50
tornado IT,giusto per capire la cara "tollerenza" orientale:


10 Gennaio 2005
INDIA
Tsunami, Dalit discriminati da governo e dalle Ong
di Danielle Vella

Un religioso denuncia: governo e ong aiutano i pescatori ma non si interessano dei Dalit, un gruppo discriminato nel paese. L’opera della chiesa per superare "l'agonia" dei sopravvissuti.

Nagapattinam (AsiaNews) – Nel sud dell’India le operazioni di soccorso per le vittime dello tsunami ignorano i Dalit, un gruppo etnico che non appartiene a nessuna casta ed è al gradino più basso della gerarchia sociale del paese. Lo riferisce il capo del Jesuit Social Apostolate per il sud-est asiatico, dopo aver visitato la città di Nagapattinam, nella regione costiera del Tamil Nadu.

P. Joe Xavier, dal suo quartier generale a Mumbai, denuncia ad AsiaNews che le comunità dei pescatori e dei Dalit di Nagapattinam sono state entrambe colpite dal maremoto del 26 dicembre scorso, ma “solo i pescatori hanno ricevuto gli aiuti del governo e delle organizzazioni non governative” (Ong).

Durante il viaggio nel Tamil Nadu egli ha visto palesi “discriminazioni verso i Dalit: lungo le linee della costa, le Ong lavorano per i pescatori, ma nessuno si sta muovendo per aiutare i Dalit” e anche “il governo li ignora”. Secondo il religioso “si stanno affrontando in maniera adeguata i bisogni dei pescatori dando loro compensi, cibo, vestiti e altri generi di prima necessità, ma i Dalit non hanno nemmeno un posto dove andare”.
P. Xavier sottolinea che a Nagapattinam “i pescatori godono di maggiore considerazione dei Dalit a livello sociale ed economico e questa prolungata ineguaglianza si sta facendo sentire anche in occasioni dei soccorsi per le vittime del maremoto”.
Un gruppo di gesuiti si è recato nella zona per lavorare accanto alle altre Ong; p. Xavier illustra il lavoro svolto dai religiosi nell’area flagellata dal passaggio dell’onda anomala, che è rivolto “al soddisfacimento dei bisogni dei pescatori” sebbene l’attenzione sia incentrata in particolare “sui Dalit, perché ricevano le attenzioni che meritano. Chiediamo che il governo si prenda cura di loro e soddisfi le loro esigenze”.
In città il maremoto ha ucciso migliaia di persone, fra le quali 900 bambini che stavano giocando sulla spiaggia. Tra le vittime c’erano anche pellegrini in visita al santuario mariano di Nostra Signora a Vailankanni.
I pescatori, che vivono lungo le coste, sono quelli che hanno subito le maggiori perdite in vite umane, mentre i territori dei Dalit si trovano nell’entroterra; ma chi ha subito più danni materiali, sottolinea p. Xavier, sono i Dalit perché “hanno perso le case, i campi sono stati inondati dall’acqua marina e i loro rifornimenti spazzati via”. La loro situazione è resa ancora più difficile “dalla mancanza di acqua potabile, perché i pozzi sono stati contaminati”. Un altro problema è legato all’economia della zona, perché “per la loro sopravvivenza essi dipendono dai pescatori: comprano il loro pesce e lo vendono nei villaggi”.
Del resto le discriminazioni verso i Dalit non sono una novità: essi un tempo erano considerati “intoccabili”, da sempre caduti al gradino più basso della rigida gerarchia sociale indiana. In molte aree essi sono tuttora emarginati e oppressi.
L’impegno dei gesuiti fra i sopravvissuti alla tragedia ha l’obiettivo di migliorare i rapporti fra la comunità dei pescatori e i Dalit: secondo p. Xavier “l’obiettivo non è secondario” e per realizzarlo i religiosi “studiano strategie da sperimentare nei prossimi mesi per dare più potere ai Dalit e per promuovere il rispetto reciproco fra le due comunità”.
P. Xavier chiede l’intervento degli psicologi per aiutare i pescatori a riprendere il proprio lavoro, nonostante il trauma subito; egli ribadisce che ora “bisogna affrontare le necessità del lungo periodo e aiutarli a tornare in mare, altrimenti non riusciranno a sopravvivere”.
“La loro agonia mentale – afferma il religioso – è immensa e va affrontata: per questo cerchiamo esperti che sappiano aiutare queste persone a tornare alla normalità il prima possibile”.
P. Xavier ricorda infine che “già essere sopravvissuti alla tragedia è una fortuna” e il passo successivo sarà “il ritorno alla vita di tutti i giorni”.

Ewigen
30-04-2006, 00:50
24 Aprile 2006
INDIA
India, donna dalit picchiata a morte per aver raccolto chicchi di grano caduti

Oltre alla vittima gli assalitori hanno ferito in maniera grave altre cinque dalit. E’ accaduto nello Stato orientale del Bihar, dove “la discriminazione contro i fuori-casta è ancora molto presente”

Patna (AsiaNews/Icns) – Un gruppo di persone, al momento ignote, ha picchiato a morte ieri, 23 aprile, una donna dalit [fuori casta ndr] che raccoglieva dei chicchi di grano caduti durante la semina di un campo nei pressi del villaggio di Basudeo Dehri, nello Stato orientale del Bihar.

La polizia statale ha confermato alla stampa locale l’accaduto e lo ha definito “un’ulteriore prova della discriminazione dei fuori-casta, ancora molto presente nella zona”.

Secondo le prime ricostruzioni, la donna era insieme ad altre dalit della zona e stava raccogliendo dei chicchi caduti ad alcuni contadini durante la semina. Il gruppo di assalitori, notata la scena, ha condotto le donne con la forza in una casa dove sono state malmenate: oltre alla vittima, cinque donne risultano ferite in maniera grave. La polizia, che ha liberato il gruppo, ha aperto un’inchiesta, ma non ha effettuato alcun arresto.

Subito dopo l’accaduto, un gruppo di persone ha bloccato per diverse ore l’autostrada Mohania-Ara ed ha chiesto “l’immediato arresto dei colpevoli”. Secondo un agente di polizia, “la situazione nel villaggio è molto tesa, ma siamo in grado di mantenere sotto controllo gli animi”.

anonimizzato
30-04-2006, 10:27
Ciao Ewingen, il tuo nuovo avatar è in onore delle inquisizioni? :bimbo:

Ewigen
30-04-2006, 11:03
Ciao Ewingen, il tuo nuovo avatar è in onore delle inquisizioni? :bimbo:

[OT}
:doh:

History and Significance

The history and significance of the Cross and Flame emblem are as rich and diverse as The United Methodist Church. The insignia’s birth quickly followed the union of two denominations in 1968: The Methodist Church and the Evangelical United Brethren Church.

Following more than two dozen conceptualizations, a traditional symbol—the cross—was linked with a single flame with dual tongues of fire. The resulting insignia is rich in meaning. It relates The United Methodist church to God through Christ (cross) and the Holy Spirit (flame). The flame is a reminder of Pentecost when witnesses were unified by the power of the Holy Spirit and saw "tongues, as of fire" (Acts 2:3).

The elements of the emblem also remind us of a transforming moment in the life of Methodism’s founder, John Wesley, when he sensed God’s presence and felt his heart "strangely warmed." The two tongues of a single flame may also be understood to represent the union of two denominations.

The insignia, one with lettering and one without, was formally adopted by the General Conference in 1968 and registered in 1971 with the U.S. Patent and Trademark Office. Since 1996, the General Council on Finance and Administration (GCFA) of The United Methodist church has supervised the emblem’s use.[UCM}
[/OT]

Gemma
30-04-2006, 13:34
non capisco il senso del 3d.
Diciamo che non lo capisco, perchè se dessi retta ad una vocina dentro di me direi che si sta cercando di fare una spiccia e tristissima propaganda anti induismo.

E la mia visione del mondo, dell'universo, della divinità, e della natura umana, mi suggerisce che chiunque cerchi di portare avanti un discorso comparativo sulle religioni per affermare che una sia migliore dell'altra non ha capito nulla. Ma proprio nulla. Semplicemente è ancorato al medioevo.

E si scorda che la parte peggiore di ogni religione, non sono i dettami, ma l'interpretazione umana che ne viene fatta e il modo in cui viene applicata.

sonnet
30-04-2006, 13:57
non capisco il senso del 3d.
Diciamo che non lo capisco, perchè se dessi retta ad una vocina dentro di me direi che si sta cercando di fare una spiccia e tristissima propaganda anti induismo.

E la mia visione del mondo, dell'universo, della divinità, e della natura umana, mi suggerisce che chiunque cerchi di portare avanti un discorso comparativo sulle religioni per affermare che una sia migliore dell'altra non ha capito nulla. Ma proprio nulla. Semplicemente è ancorato al medioevo.

E si scorda che la parte peggiore di ogni religione, non sono i dettami, ma l'interpretazione umana che ne viene fatta e il modo in cui viene applicata.
che mi portano a conoscenza di notizie non diffuse dai media solitamente..
Sempre + interessanti che non leggere il 99% dei post sempre sui solii 3-4 argomenti.
Ringrazio Adric a Ewigen per questi post sempre interessanti .
Poi se Ewigen ha altri fini,a me poco importa.Lui la notizia la riporta correttamente con tanto di fonte e questo e' quanto basta.
Se la gente si lascia o meno influenzare(come tutti facciamo o subiamo )e' affar di ognuno.
Non sono credente di nessuna religlione, onde fraitendimenti.

Onisem
30-04-2006, 14:03
che mi portano a conoscenza di notizie non diffuse dai media solitamente..
Sempre + interessanti che non leggere il 99% dei post sempre sui solii 3-4 argomenti.
Ringrazio Adric a Ewigen per questi post sempre interessanti .
Poi se Ewigen ha altri fini,a me poco importa.Lui la notizia la riporta correttamente con tanto di fonte e questo e' quanto basta.
Se la gente si lascia o meno influenzare(come tutti facciamo o subiamo )e' affar di ognuno.
Non sono credente di nessuna religlione, onde fraitendimenti.
Benissimo, l'importante è che non scambi la sezione per la bacheca della sua parrocchia, viste le innumerevoli "discussioni" unidirezionali e gli intenti di confronto sempre ridotti ai minimi termini da parte dell'utente in questione. Firmato il solito polemista.

Ewigen
30-04-2006, 14:16
non capisco il senso del 3d.
Diciamo che non lo capisco, perchè se dessi retta ad una vocina dentro di me direi che si sta cercando di fare una spiccia e tristissima propaganda anti induismo.


Mai detto.Anzi Ciò che fin dai termpi di Gandhi i Dalit chiedono non è l'eliminazione delle caste (che fanno parte della teologia Induista),bensì di essere riconociuti legalmente di fatto come esseri umani!


E la mia visione del mondo, dell'universo, della divinità, e della natura umana, mi suggerisce che chiunque cerchi di portare avanti un discorso comparativo sulle religioni per affermare che una sia migliore dell'altra non ha capito nulla. Ma proprio nulla. Semplicemente è ancorato al medioevo.

medioevo che se visto senza i soliti luoghi comuni e leggende nere salsa laicista era tutt'altro che oscuro e d'ignoranza (i morti l'età moderna e quella contemporanea ne hanno fatto molti di più!).Che poi vi fossero sovrani che usavano l'interesse religioso (sottomettendo pure le autorità religiose al loro potere!) per affermare il proprio potere considerando l'eretico come nemico dello stato civile non è nè una novità e nè l'epilogo finale del medioevo.


E si scorda che la parte peggiore di ogni religione, non sono i dettami, ma l'interpretazione umana che ne viene fatta e il modo in cui viene applicata.

L'esegesi se esite ci sarà un motivo :rolleyes:

anonimizzato
30-04-2006, 15:17
[OT}
:doh:

History and Significance

The history and significance of the Cross and Flame emblem are as rich and diverse as The United Methodist Church. The insignia’s birth quickly followed the union of two denominations in 1968: The Methodist Church and the Evangelical United Brethren Church.

Following more than two dozen conceptualizations, a traditional symbol—the cross—was linked with a single flame with dual tongues of fire. The resulting insignia is rich in meaning. It relates The United Methodist church to God through Christ (cross) and the Holy Spirit (flame). The flame is a reminder of Pentecost when witnesses were unified by the power of the Holy Spirit and saw "tongues, as of fire" (Acts 2:3).

The elements of the emblem also remind us of a transforming moment in the life of Methodism’s founder, John Wesley, when he sensed God’s presence and felt his heart "strangely warmed." The two tongues of a single flame may also be understood to represent the union of two denominations.

The insignia, one with lettering and one without, was formally adopted by the General Conference in 1968 and registered in 1971 with the U.S. Patent and Trademark Office. Since 1996, the General Council on Finance and Administration (GCFA) of The United Methodist church has supervised the emblem’s use.[UCM}
[/OT]

Ok :D ma sai io della chiesa non capisco niente.

anonimizzato
30-04-2006, 15:19
non capisco il senso del 3d.
... se dessi retta ad una vocina dentro di me direi che si sta cercando di fare una spiccia e tristissima propaganda anti induismo ...


- 100 punti
- Colpito e affondato
- You Win!

:fagiano:

Ewigen
01-05-2006, 01:16
Ok :D ma sai io della chiesa non capisco niente.

Beh,almeno... lo ammetti :D


che mi portano a conoscenza di notizie non diffuse dai media solitamente..
Sempre + interessanti che non leggere il 99% dei post sempre sui solii 3-4 argomenti.
Ringrazio Adric a Ewigen per questi post sempre interessanti .
Lui la notizia la riporta correttamente con tanto di fonte e questo e' quanto basta.

Grazie. :)


29 Aprile 2006
INDIA
India: padre Thevarparampil, “l'apostolo degli intoccabili”, sarà beato
di Nirmala Carvalho

Si celebra domani a Ramapuram, nel Kerala, la beatificazione di padre Augustinus Thevarparampil, il “protettore dei dalit”. “La sua vita – dice ad AsiaNews il vescovo di Palai - è di ispirazione non solo per il clero, ma per tutti. Ha migliorato la vita dello strato più marginale della nostra società”.

Palai (AsiaNews) – Il “protettore dei dalit”, padre Augustinus Thevarparampil, sarà beatificato domani 30 aprile nella chiesa di S. Agostino a Ramapuram, diocesi di Palai, nello Stato meridionale del Kerala. Il beato è nato, cresciuto, ordinato sacerdote e morto in questa diocesi. Nato dalit – i “fuori casta” della società indù – padre Thevarparampil ne è stato guida e protettore al punto da essere stato soprannominato “Apostolo degli intoccabili”.

“Nel corso del suo intenso ministero pastorale – dice ad AsiaNews padre Dominic Vechoor, cancelliere della diocesi di Palai – il beato ha trasformato la vita dei dalit. Un gran numero di loro ha abbracciato la fede cristiana grazie alla sua testimonianza di vita, che li ha aiutati a migliorare la loro. Ha lavorato in maniera instancabile per fornire un’educazione alle giovani e per dare un lavoro alle donne. E’ anche grazie a lui se oggi Ramapuram non è più un villaggio remoto e povero, ma una città prosperosa”.

Tuttavia, la sua testimonianza non si ferma all’impegno per la causa degli intoccabili. “E’ stato uno dei parroci più amati di tutta la zona – continua p. Dominic - e le lunghe ora che ha passato in confessionale lo hanno reso amico e guida di molti: tanti di coloro che concelebreranno la messa della sua beatificazione lo hanno conosciuto personalmente e lo definiscono mentore ed amico”.

Il futuro beato ha battezzato di persona oltre 6 mila nuovi cristiani. La sua beatificazione è stata resa possibile da Benedetto XVI, che ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei santi a riconoscergli il miracolo della guarigione di “Gison” Varghese, un ragazzo della diocesi.

“Questa è una notizia eccellente – commenta ad AsiaNews il vescovo di Palai, mons. Koseph Kallarangatt – non solo per la diocesi ma per tutta la Chiesa indiana e del Kerala: questa è infatti la terza beatificazione di una persona vissuta nel nostro Stato”. “La vita del beato Augustinus – continua il presule – è di ispirazione non solo per il clero, ma per tutti, senza distinzione di casta o credo. E’ stato un uomo umile ed il più semplice dei sacerdoti, impegnato nella preghiera e sempre pronto a difendere la giustizia”. Agli occhi di mons. Kallarangatt il nuovo beato può essere descritto come “un riformatore sociale, perché ha fatto tutto ciò che era in suo potere per migliorare la vita e le condizioni della parte che vive più ai margini della società”.

Nato il primo aprile del 1891 a Ramapuram, padre Augustinus Thevarparampil entra nel seminario di Palai da dove esce sacerdote il 17 dicembre del 1921, all’età di 30 anni. La sua ordinazione viene celebrata dal vescovo Mar Tommasi Kurialacherry.

“Dato l’avvicinarsi del rito della sua beatificazione – riprende padre Dominic – fedeli di ogni parte del Paese vengono a visitare la sua tomba: questa città è divenuta, grazie a lui, meta di pellegrinaggio. L’annuncio del Papa che confermava le virtù eroiche di padre Augustinus ha avuto grande risalto sui media del Kerala, che ora è divenuto veramente ‘lo Stato di Dio’, non solo per la sua alta percentuale di cristiani”.

La cerimonia di beatificazione sarà in rito siriano, presieduta dal cardinale Varkey Vithayathil: concelebreranno il nunzio papale ed il cardinale Toppo, presidente della Conferenza episcopale indiana.

dantes76
01-05-2006, 01:42
OT:

questo 3D fa parte dei lanci ansa?
Vista la fisionomia, per replicare, si deve essere cattolici?

Gemma
01-05-2006, 11:53
L'esegesi se esite ci sarà un motivo :rolleyes:
io direi che c'è più di un motivo.
esegesi=interpretazione critica di un testo sacro, o anche giuridico, letterario

il motivo neutro sarebbe quello di rendere comprensibile a tutti un messaggio non così chiaro o palese, oppure di dare una lettura univoca al fine di evitare l'anarchia dell'interpretabilità.

Poi però dobbiamo aggiungere la sete di potere che è tipica dell'essere umano, che ha sempre spinto ad usare le sacre scritture con profitto, rendendo il messaggio una sorta di arma da usare.

I fedeli sono pecore da guidare, non per nulla chi le guida è pastore.
Il problema si pone quando il pastore non guida con il cuore e la saggezza, ma con il senso dell'utilizzabilità delle regole che egli stesso ha interpretato.

Ewigen
01-05-2006, 12:18
io direi che c'è più di un motivo.
esegesi=interpretazione critica di un testo sacro, o anche giuridico, letterario

il motivo neutro sarebbe quello di rendere comprensibile a tutti un messaggio non così chiaro o palese, oppure di dare una lettura univoca al fine di evitare l'anarchia dell'interpretabilità.

Poi però dobbiamo aggiungere la sete di potere che è tipica dell'essere umano, che ha sempre spinto ad usare le sacre scritture con profitto, rendendo il messaggio una sorta di arma da usare.

I fedeli sono pecore da guidare, non per nulla chi le guida è pastore.
Il problema si pone quando il pastore non guida con il cuore e la saggezza, ma con il senso dell'utilizzabilità delle regole che egli stesso ha interpretato.


ALT il pluralismo dell'interpretazione ha un limite.I Veda sono stati scritti da INDUISTI per INDUISTI,quindi l'esegesi e sul come vivere la loro fede sono affari LORO.Idem dicesi la bibbia per i cristiani,modalisti,brahamiani,Unitariani,il Corano per i musulmani e drusi,testi buddisti per i buddisti e Sokka Gakkai,...

Se poi chi si definisce induista/cristiano/buddista/pincopalla... non è corente con l'Induismo/cristianesimo/buddismo/pincopallismo... lo decidano gli induisti cristiani/buddisti/pincopalle...,non i non di fatto induisti/cristiani/buddisti/pincopalle...
Ora per picere torniamo IT che è meglio

Gemma
01-05-2006, 12:28
ALT il pluralismo dell'interpretazione ha un limite.I Veda sono stati scritti da INDUISTI per INDUISTI,quindi l'esegesi e sul come vivere la loro fede sono affari LORO.Idem dicesi la bibbia per i cristiani,modalisti,brahamiani,Unitariani,il Corano per i musulmani e drusi,testi buddisti per i buddisti e Sokka Gakkai,...

Se poi chi si definisce induista/cristiano/buddista/pincopalla... non è corente con l'Induismo/cristianesimo/buddismo/pincopallismo... lo decidano gli induisti cristiani/buddsiti/pincopalle...,non i non di fatto induisti/cristiani/buddisti/pincopalle...
Ora per paicere torniamo IT che è meglio
si ma non ho capito che tipo di replica o di discussione ti aspetti per questo 3d :boh:

dantes76
01-05-2006, 17:32
Preferibilmente luterani

:asd:

e convertitori di anime, da difensori di prepuzi, a esattori di anime...

Gemma
01-05-2006, 20:37
Che domande...assolutamente NESSUNA...le discussioni potrebbero generare dubbi...che sono figli del demonio :O :ncomment:

Non sei una brava cristiana :p

Potresti in alternativa contraddirlo ancora un paio di volte così finirai anche tu in ignore-list e non ci penserai + :D
ah, ecco :D

mi sembrava di aver perso la trebisonda :D

dantes76
01-05-2006, 20:44
ALT il pluralismo dell'interpretazione ha un limite.I Veda sono stati scritti da INDUISTI per INDUISTI,quindi l'esegesi e sul come vivere la loro fede sono affari LORO.Idem dicesi la bibbia per i cristiani,modalisti,brahamiani,Unitariani,il Corano per i musulmani e drusi,testi buddisti per i buddisti e Sokka Gakkai,...

Se poi chi si definisce induista/cristiano/buddista/pincopalla... non è corente con l'Induismo/cristianesimo/buddismo/pincopallismo... lo decidano gli induisti cristiani/buddisti/pincopalle...,non i non di fatto induisti/cristiani/buddisti/pincopalle...
Ora per picere torniamo IT che è meglio
Abolizione del relativismo? tutti possono credere nel loro Dio, pero' solo il nostro e' quello "vero"? ne farete di strada, la stessa del declino dal 1800 a venire...

Encounter
01-05-2006, 22:01
Che domande...assolutamente NESSUNA...le discussioni potrebbero generare dubbi...che sono figli del demonio :O :ncomment:

Non sei una brava cristiana :p

Potresti in alternativa contraddirlo ancora un paio di volte così finirai anche tu in ignore-list e non ci penserai + :D


Purtroppo è così

:rolleyes:

Ewigen
03-06-2006, 11:58
India, la rivolta delle caste «No alle quote per i dalit»

Il Parlamento ha varato un aumento dei posti nelle facoltà di medicina riservati alle fasce storicamente emarginate, ma medici e studenti contestano il provvedimento: temono di perdere i privilegi e un abbassamento della qualità degli atenei

Di Stefano Vecchia

[Avvenire] Una nuova protesta scende per le strade dell'India una protesta che ha, per l'Occidente, un oggetto quasi incomprensibile: le caste. Due giovani hanno cercato di darsi fuoco domenica per protestare contro il sistema di quote che dovrebbe favorire i settori più arretrati della popolazione, ma che spesso si rivela poco efficace e rischia di perpetuare antiche divisioni. Proprio oggi era previsto lo sciopero, sospeso ieri per obbedire a un ordine della Corte Suprema, di medici e studenti di medicina, i quali da settimane inscenano manifestazioni pubbliche, provocando gravi disagi nel sistema sanitario.
La loro contestazione è rivolta contro il voto bipartisan del Parlamento il quale, con 331 voti favorevoli e 17 contrari, ha deciso di aprire dal prossimo anno ulteriori spazi di accesso all'istruzione per quei gruppi di bassa casta e di fuoricasta che la tradizione socio-religiosa dell'antica India continua a relegare ai margini, e che l'India moderna e pluralista finge ufficialmente non siano un problema, a volte negandone persino l'esistenza. Oppure complicando ulteriormente un ingarbugliato sistema di quote, privilegi e distinzioni che crea forse più ingiustizie di quante non riesca a risolverne.
Anche perché, se è vero che ai vertici dello Stato persino i fuoricasta hanno oggi una rappresentanza consistente, che deriva dal particolare sistema elettorale indiano, e nel corso delle campagne elettorali sono blanditi per il loro numero, nella realtà, poi, la loro condizione resta difficile, a volte drammatica in termini di reddito, insicurezza e violenza subita.
La protesta di medici e futuri dottori ha un senso, come altre, anche alla luce nelle difficoltà di un Paese in crescita a gestire le sue tante necessità, nell'accentuato dualismo di un sistema scolastico pubblico sovraccarico e di uno privato ambito ma a numero chiuso: solo l'1% di quanti si pongono in lista d'attesa per iscriversi alle scuole migliori riescono ad entrarvi. Per le istituzioni tecniche e scientifiche, quelle che danno accesso alle professioni più prestigiose o più lucrative, che non necessariamente coincidono, la situazione è drammatica.
Basti pensare che in tutta l'India, Paese vasto dieci volte l'Italia con oltre un miliardo di abitanti, vi sono soltanto 242 scuole di medicina. Certo una situazione migliore rispetto alle sette facoltà di ingegneria informatica, un Olimpo da cui escono le migliori menti di un Paese che produce software ai massimi livelli mondiali e i migliori cervelli da esportazione, ma che dà poca soddisfazione a che rischia di vedersi precludere i già pochi spazi professionali disponibili in virtù di un ampliamento delle quote per le fasce meno favorite. Che non necessariamente possono o sanno approfittare di questa opportunità, e di fatto succede che non tutti i banchi loro destinati nelle aule vengano occupati. Attualmente, il 22,5% dei posti disponibili nelle scuole pubbliche è riservato agli intoccabili (dalit) e ai gruppi tribali (il 25% della popolazione), ma soltanto il 6% delle famiglie dalit riceve un beneficio dal sistema delle quote in generale.
Ora il governo di New Delhi, ha in progetto di destinare un ulteriore 27% dei posti nell'istruzione superiore alle «altre caste arretrate» (insieme a ulteriori gruppi sfavoriti). Si tratta di una parte della popolazione attorno al 30% complessivo, alla quale, per la sua posizione a un livello superiore nella gerarchia sociale, non erano stati finora riconosciuti benefici particolari.
Il moltiplicarsi dell'assegnazione di privilegi, utile a fini elettorali, ma poco incisivo nel concreto, incrementa anche i timori di chi, come i medici, ritiene che un'ulteriore apertura delle quote negli studi specifici e nella profess ione abbasserebbe il livello dell'insegnamento e dell'assistenza; oppure di chi ritiene le quote un sistema di clientelismo politico in una realtà come quello indiana in cui ormai il censo non fa distinzioni di casta e, anzi, in cui proprio la rigidità ideologica delle caste superiori le ha in molti casi impoveriti.
Un processo iniziato da tempo e ancora in corso. È interessante notare come la maggior parte degli imprenditori, dei commercianti e anche di coloro che hanno dato vita a ricche comunità in aree diverse da quelle d'origine (in India e all'estero), oggi sono i promotori del miracolo economico nazionale, provengano da gruppi sociali o religiosi esterni o non perfettamente integrati nel sistema delle caste: sikh, parsi, jaina e buddhisti, ma pure musulmani e cristiani.
Quale peso hanno ancora le caste? Se come istituzione esse hanno una presa forte su molti villaggi dell'India profonda, ovunque permane un forte senso, quasi una necessità, della discriminazione, che spesso assume connotati brutali e violenti, fino al limite di un vero apartheid. Nelle metropoli, professioni che pongono a contatto con un spettro ventaglio sociale (come appunto medici, infermieri, avvocati, insegnanti, ma anche ferrovieri e conducenti di autobus, ristoratori, guide turistiche) restano perlopiù appannaggio di caste superiori o mediane; dall'altro vi sono sono settori produttivi come artigianato e agricoltura che sono di quasi esclusiva competenza delle caste più basse. In fondo, i mestieri che continuano a mantenere una macchia originaria di impurità: tessitori, lavandai, becchini, spazzini, levatrici, macellai, conciatori..., ai quali sono «condannati» i dalit.
Altre centinaia di milioni di fuoricasta e tribali vivono o, spesso, sopravvivono ai margini della società. Non solo quella definita in senso socio-religioso, ma soprattutto quella de lineata dai moderni parametri economici. Oggi, nell'immensa e antica India che viaggia a passi rapidi verso il progresso tecnologico a portata di tutti, e che fornisce ai suoi abitanti concrete possibilità di crescita culturale e di reddito, convivono due sistemi: quello castale e quello incentrato sulla capacità di spesa. Questo secondo spartiacque non divide più, ormai, brahman e dalit. Ma la differenza numerica tra gli uni e gli altri rimane abissale.