Adric
21-09-2005, 21:14
E la destra scoprì il “modello Walter”
Il “Secolo” loda il sindaco: serve un confronto alto, un’alternativa al veltronismo
di CLAUDIO MARINCOLA
Forse il centrodestra alla ricerca affannosa di un avversario da contrapporre all’attuale sindaco finalmente lo ha trovato: è Veltroni. O meglio, un “Veltroni” da contrapporre a Veltroni stesso. Uno con le caratteristiche opposte e contrarie ma sullo stesso livello.
A riaprire un discorso che per la Cdl è ormai una ferita sanguinolenta è il quotidiano legato ad An, il Secolo d’Italia con un lungo articolo pubblicato lunedì scorso. Una sviolinata, quelle che non t’aspetti e non t’aspetteresti di trovare a certe latitudini. Un riconoscimento all’avversario-sindaco, un’analisi lucida che introduce elementi di autocritica per la destra e per An «un tempo primo partito della città», che «se si mette nell’angolo a puntare il ditino risentito rinuncia ad ogni forma di competizione che sia in grado di impensierire l’avversario».
Scrive il giornale di via della Scrofa, riferendosi al ripetitivo elenco di disfunzioni legate alla carente manutenzione della città «È vero che le scuole sono sgarrupate,le strade piene di buche, il traffico assillante, gli autobus stracolmi, la metro affollata di petulanti zingarelli con la fisarmonica, i parcheggi introvabili ma non viaggia più attraverso queste carenze un sindaco come Veltroni».
Per il “Secolo” Veltroni «è più discreto di Rutelli», «non impone il suo volto gli basta che venga affiancato per un attimo a quello di George Clooney o a quello di Roberto Benigni o si accontenta che il suo nome venga associato alle folle che assistono ai concerti come quello di un’entità buona che ha acconsentito l’ascolto gratis e non rompe le scatole con inutili comizi». Da qui la necessità di un confronto «alto» e di un modello alternativo al “veltronismo”.
A pochi mesi dall’inizio della campagna elettorale per il sindaco tira insomma aria di standing ovation. Se non ci pensano quelli che il Secolo d’Italia definisce «laudatores” e “cortigiani” a incoronarlo è la stampa estera. Un coro a più voci che rende ancora più imbarazzante il compito dell’opposizione capitolina ridotta ormai ad un drappello di uomini senza un Custer disposto a immolarsi per la sua Little Bighorn.
A pensarci bene un momento magico, molto simile, lo ha vissuto anche Bertrand Delanoe, sindaco socialista di Parigi. L’inventore delle Notti bianche e anche di Paris Plage, la manifestazione balneare che si tiene ogni estate tra il Pont de Sully e le Tuilleries Ma «le maire» privato del formidabile acceleratore che per lui sarebbero state le Olimpiadi del 2012 - assegnate alla rivale Londra - è rimasto relegato al Municipio. Il più grande, certo, ma fuori dalla Grandeur.
Umberto Scapagnini, sindaco di Catania è quello che resta dell’immagine vincente del centrodestra. «Veltroni è un mio amico personale - tiene a precisare il primo cittadino etneo - è intelligente e ha grandi qualità, in più ha capito che la gente ha voglia di stare insieme e partecipare. Ma il suo è un caso atipico, ha tutti i mezzi per riuscire al contrario di Napoli che è a corto di fondi. Inoltre Veltroni ha saputo mettere in campo un forte politica di dismissione del patrimonio comunale».
Chi candidargli contro? Ormai siamo al gioco del cerino. A destra si è scatenato un fuggi fuggi molto prima che il Secolo accendesse i warning. Il ministro Gianni Alemanno, esponente di An e della destra sociale è stato indicato a lungo come uno dei possibili avversari: «Veltroni è bravo, e ci sa fare e anche più bravo di Prodi. Ma con lui c’è un rischio politico: l’Emilia-romagnizzazione della capitale, il controllo e l’omologazione della cultura, senza che ci siano le strutture e la solidità dell’Emilia-Romagna».
Andrea Augello, esponente di punta di An, non se la prende col Secolo - come fa invece Fabio Sabbatani Schiuma, accusando il quotidiano di aver soppresso la cronaca di Roma - ma è convinto che si stia rasentando sui media una sorte di «culto della personalità» per «uno dei peggiori amministratori che Roma abbia mai avuto». «In questa città - continua Augello - non funziona un tubo, ma lui, Veltroni, ha una grande capacità di rappresentare le istanze di evasione della borghesia metropolitana anestesizzando i problemi reali».
(Il Messaggero.it)
Il “Secolo” loda il sindaco: serve un confronto alto, un’alternativa al veltronismo
di CLAUDIO MARINCOLA
Forse il centrodestra alla ricerca affannosa di un avversario da contrapporre all’attuale sindaco finalmente lo ha trovato: è Veltroni. O meglio, un “Veltroni” da contrapporre a Veltroni stesso. Uno con le caratteristiche opposte e contrarie ma sullo stesso livello.
A riaprire un discorso che per la Cdl è ormai una ferita sanguinolenta è il quotidiano legato ad An, il Secolo d’Italia con un lungo articolo pubblicato lunedì scorso. Una sviolinata, quelle che non t’aspetti e non t’aspetteresti di trovare a certe latitudini. Un riconoscimento all’avversario-sindaco, un’analisi lucida che introduce elementi di autocritica per la destra e per An «un tempo primo partito della città», che «se si mette nell’angolo a puntare il ditino risentito rinuncia ad ogni forma di competizione che sia in grado di impensierire l’avversario».
Scrive il giornale di via della Scrofa, riferendosi al ripetitivo elenco di disfunzioni legate alla carente manutenzione della città «È vero che le scuole sono sgarrupate,le strade piene di buche, il traffico assillante, gli autobus stracolmi, la metro affollata di petulanti zingarelli con la fisarmonica, i parcheggi introvabili ma non viaggia più attraverso queste carenze un sindaco come Veltroni».
Per il “Secolo” Veltroni «è più discreto di Rutelli», «non impone il suo volto gli basta che venga affiancato per un attimo a quello di George Clooney o a quello di Roberto Benigni o si accontenta che il suo nome venga associato alle folle che assistono ai concerti come quello di un’entità buona che ha acconsentito l’ascolto gratis e non rompe le scatole con inutili comizi». Da qui la necessità di un confronto «alto» e di un modello alternativo al “veltronismo”.
A pochi mesi dall’inizio della campagna elettorale per il sindaco tira insomma aria di standing ovation. Se non ci pensano quelli che il Secolo d’Italia definisce «laudatores” e “cortigiani” a incoronarlo è la stampa estera. Un coro a più voci che rende ancora più imbarazzante il compito dell’opposizione capitolina ridotta ormai ad un drappello di uomini senza un Custer disposto a immolarsi per la sua Little Bighorn.
A pensarci bene un momento magico, molto simile, lo ha vissuto anche Bertrand Delanoe, sindaco socialista di Parigi. L’inventore delle Notti bianche e anche di Paris Plage, la manifestazione balneare che si tiene ogni estate tra il Pont de Sully e le Tuilleries Ma «le maire» privato del formidabile acceleratore che per lui sarebbero state le Olimpiadi del 2012 - assegnate alla rivale Londra - è rimasto relegato al Municipio. Il più grande, certo, ma fuori dalla Grandeur.
Umberto Scapagnini, sindaco di Catania è quello che resta dell’immagine vincente del centrodestra. «Veltroni è un mio amico personale - tiene a precisare il primo cittadino etneo - è intelligente e ha grandi qualità, in più ha capito che la gente ha voglia di stare insieme e partecipare. Ma il suo è un caso atipico, ha tutti i mezzi per riuscire al contrario di Napoli che è a corto di fondi. Inoltre Veltroni ha saputo mettere in campo un forte politica di dismissione del patrimonio comunale».
Chi candidargli contro? Ormai siamo al gioco del cerino. A destra si è scatenato un fuggi fuggi molto prima che il Secolo accendesse i warning. Il ministro Gianni Alemanno, esponente di An e della destra sociale è stato indicato a lungo come uno dei possibili avversari: «Veltroni è bravo, e ci sa fare e anche più bravo di Prodi. Ma con lui c’è un rischio politico: l’Emilia-romagnizzazione della capitale, il controllo e l’omologazione della cultura, senza che ci siano le strutture e la solidità dell’Emilia-Romagna».
Andrea Augello, esponente di punta di An, non se la prende col Secolo - come fa invece Fabio Sabbatani Schiuma, accusando il quotidiano di aver soppresso la cronaca di Roma - ma è convinto che si stia rasentando sui media una sorte di «culto della personalità» per «uno dei peggiori amministratori che Roma abbia mai avuto». «In questa città - continua Augello - non funziona un tubo, ma lui, Veltroni, ha una grande capacità di rappresentare le istanze di evasione della borghesia metropolitana anestesizzando i problemi reali».
(Il Messaggero.it)