Il governo USA spia i colossi del web tramite Prism
I giornali americani stanno scandagliando ogni possibile informazione sul presunto scandalo Prism. Il governo Usa avrebbe stretto un'alleanza con le principali aziende tecnologiche per "spiare" i cittadini
di Andrea Bai , Rosario Grasso pubblicato il 07 Giugno 2013 nel canale WebSiamo tutti spiati
Un vero e proprio scandalo, che può riguardare milioni di cittadini, forse gran parte della popolazione di internet. Solo poche ore fa il quotidiano britannico The Guardian riferiva il contenuto di un documento segreto del tribunale federale degli Stati Uniti a proposito di raccolta di dati sensibili in violazione della legge della privacy. Secondo il documento rinvenuto dal Guardian, la National Security Agency (NSA) stava raccogliendo milioni di tabulati e metadati telefonici dagli abbonati Verizon.
Ma si tratta solamente del preludio dello scandalo che è invece scoppiato nella giornata di oggi. Secondo un nuovo rapporto del Guardian, supportato dal Washington Post e da altri quotidiani statunitensi, la NSA si avvarrebbe anche di un programma segreto chiamato Prism per impossessarsi dei dati di utilizzo dei server privati della maggior parte delle grandi aziende del mondo della tecnologia, come Apple, Google, Microsoft, Facebook e altri ancora.
Si tratta di dati provenienti dagli scambi digitali tra gli utenti che accedono ai servizi web messi a disposizione da questi colossi. Informazioni private su spostamenti, abitudini, necessità, partecipazioni a eventi sociali, e molto altro ancora, che finiscono direttamente nelle mani dell'agenzia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Ma è una questione principalmente politica, visto che l'Amministrazione Obama sembra aver dato rinnovato vigore a un modo di procedere che era stato inaugurato da George W. Bush all'indomani dei tragici fatti dell'11 settembre. Non solo Obama non avrebbe calmierato le procedure invasive della precedente amministrazione, ma le avrebbe confermate e addirittura ulteriormente rinvigorite. "L'amministrazione ha perso credibilità", afferma il New York Times, tradizionalmente vicino a Obama. Ma l'attacco all'attuale amministrazione non si ferma qui, visto che il quotidiano parla anche di "abuso di potere che richiede vere spiegazioni". Secondo il New York Times l'amministrazione non è in grado di reagire in maniera ferma alle accuse, adducendo "banalità" come risposte agli attacchi che sta ricevendo in queste ore da tutti i giornali d'oltreoceano.

Gli attacchi all'amministrazione attuale provengono da ogni parte e colpisce soprattutto come Obama stia ripercorrendo una strada, quella intrapresa dalla precedente amministrazione repubblicana, che lui stesso aveva fortemente criticato in campagna elettorale. "George W. Obama" titola l'Huffington Post, che riesce a far vacillare anche i più ferventi sostenitori ed elettori del presidente nero.
Sembra che Obama stia riprendendo e affinando un programma iniziato da Bush, a quei tempi supportato anche da Microsoft. Le aziende acquisiscono immunità contro eventuali azioni legali aprendo i loro server alle autorità governative. Per ottenere questo "status" devono ottenere una direttiva dal procuratore generale e dal direttore nazionale dell'intelligence. Non tutti i giganti del mondo della tecnologia avrebbero aderito spontaneamente anzi, secondo il Washington Post, Apple avrebbe resistito per anni alle lusinghe governative.
Google sostiene di trasmettere i dati al governo "nel rispetto della legge", mentre tutti gli altri grandi colossi coinvolti nello scandalo hanno respinto ogni ipotesi. Secondo un comunicato ufficiale, infatti, Apple "non sa di cosa si stia parlando".
Le relazioni del Guardian e del Washington Post sono basate su una presentazione sulla sicurezza da 41 pagine fornita, a quanto pare, da un ufficiale in servizio che si è detto inorridito da quanto aveva scoperto. Secondo l'ufficiale, il programma avrebbe delle capacità enormi nella misura in cui riesce a incunearsi dappertutto. Prism, così, diventa una parte fondamentale delle azioni di intelligence degli Usa.







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