CrossFire: la sfida di ATI a SLI

CrossFire: la sfida di ATI a SLI

Era il 1999 l’anno in cui ATI introdusse la sua prima soluzione a doppio processore grafico il cui nome era Rage Fury MAXX. Oggi, a sei anni di distanza, l’azienda canadese torna nel mercato consumer con la tecnologia CrossFire e lo specifico scopo di dare battaglia alle configurazioni SLI di NVIDIA

di , Raffaele Fanizzi pubblicato il nel canale Schede Video
NVIDIAATI
 

Tecnologia CrossFire

La tecnologia CrossFire nasce con lo specifico scopo di sfruttare la potenza di calcolo messa a punto da due processori grafici Radeon, per dare vita a prestazioni o ad una qualità dell’immagine nettamente superiore a quella normalmente disponibile con l’ausilio di un solo acceleratore grafico.

Confrontando l’architettura e le funzionalità della tecnologia CrossFire con quelle di SLI emergono moltissimi elementi di distinzione.

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Come già detto, CrossFire consente di sfruttare e combinare la potenza di calcolo di due schede video Radeon, tuttavia, contrariamente a quanto accade con SLI, ATI ha messo a punto un funzionamento di tipo master/slave. Tutte le schede video Radeon X850 e X800 attualmente in circolazione possono fare le veci della scheda slave, mentre per abilitare CrossFire è necessario utilizzare una specifica versione della scheda master denominata appunto CrossFire Edition.

Due sono i modelli previsti al momento del lancio: la Radeon X850 CrossFire Edition e la Radeon X800 CrossFire Edition. A differenza della tecnologia SLI dove le due schede video collegate devono necessariamente essere identiche nel modello e nel taglio di memoria, le schede Radeon X850 CrossFire Edition possono essere accoppiate assieme a tutte le Radeon X850 disponibili (XT PE, XT e PRO), mentre le schede Radeon X800 CrossFire Edition con tutte le Radeon X800 (XT PE, XT, XL, PRO e liscia). Ciò significa che la tecnologia CrossFire è in grado di combinare la potenza di calcolo di due schede video indipendentemente dal produttore, dalle frequenze e dalla configurazione delle pipeline che posseggono.

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Il collegamento tra le due schede video in modalità CrossFire avviene attraverso un particolare connettore esterno: tutte le schede CrossFire Edition sono dotate di un connettore DMS ad Y: un capo va all’uscita DVI-I della scheda slave, mentre l’altro al monitor.

La fusione tra le immagini prodotte dalla scheda slave e la scheda master avviene all’interno del Compositing Engine, un processore programmabile presente sulla scheda master. La programmabilità di questa componente è alla base della tecnologia CrossFire in quanto è la caratteristica che consente il collegamento di due schede non perfettamente identiche tra di loro ed il bilanciamento del carico in ognuna delle modalità disponibili.

La scelta di utilizzare un connettore esterno per collegare le due schede video è dettata dal voler bypassare il bus PCI Express per la trasmissione della maggior parte dei dati; il rischio, infatti, è che con una non efficace implementazione dei due bus PCI Express 8x utilizzati dalle due schede in modalità Crossfire ne possa limitare le prestazioni complessive.

 
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