2018: i nativi digitali al lavoro, ecco cosa cambierà

2018: i nativi digitali al lavoro, ecco cosa cambierà

Sarebbe miope, per un colosso della tecnologia, non prendere in considerazione molti aspetti del cambiamento che riguarda la nostra società. Lenovo, in occasione del roadshow Intelligent Futures, ci offre uno spaccato di quello che è l'azienda oggi, ma soprattutto di quello che vorrà essere domani

di pubblicato il nel canale Sistemi
Lenovo
 
34 Commenti
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LukeIlBello06 Dicembre 2018, 18:12 #11
Originariamente inviato da: DjLode
In azienda da me stanno cercando una persona da affiancare all'ufficio tecnico. Si presenta un ragazzo, che l'anno prossimo si dovrà laureare, che alla mia domanda su quale linguaggio di programmazione lavorava di solito, anche per progetti personali o curiosità, ha risposto "nessuno, ho solo fatto gli esami all'università". Incalzato scopriamo che prima dell'università non è neanche un appassionato di informatica... e scegli di fare ingegneria? Non dico che uno laureato sia meglio/peggio degli altri... ma come puoi proporti come informatico se non hai mai fatto nulla al di fuori di quello che sei stato obbligato a fare a scuola? Mi risulta difficile da capire...


si vero i neo laureati oggi sono peggio dei diplomati in tecnico-industriale
Takuya06 Dicembre 2018, 19:02 #12
Originariamente inviato da: DjLode
In azienda da me stanno cercando una persona da affiancare all'ufficio tecnico. Si presenta un ragazzo, che l'anno prossimo si dovrà laureare, che alla mia domanda su quale linguaggio di programmazione lavorava di solito, anche per progetti personali o curiosità, ha risposto "nessuno, ho solo fatto gli esami all'università". Incalzato scopriamo che prima dell'università non è neanche un appassionato di informatica... e scegli di fare ingegneria? Non dico che uno laureato sia meglio/peggio degli altri... ma come puoi proporti come informatico se non hai mai fatto nulla al di fuori di quello che sei stato obbligato a fare a scuola? Mi risulta difficile da capire...


Scusami ma come datore di lavoro pretendi di avere voce in capitolo anche sul tempo libero della gente?
Se la tua azienda ha bisogno di certe competenze e professionalità o cerca specificatamente quelle, pagando quanto dovuto, oppure se lo forma a sue spese.
cyber06 Dicembre 2018, 20:26 #13
Originariamente inviato da: Takuya
Scusami ma come datore di lavoro pretendi di avere voce in capitolo anche sul tempo libero della gente?
Se la tua azienda ha bisogno di certe competenze e professionalità o cerca specificatamente quelle, pagando quanto dovuto, oppure se lo forma a sue spese.


No ha ragione lui. Sono informatico per lavoro dal 98 e per passione dell'83. Quello che si vede oggi è da mani nei capelli.


CJ
Mursey06 Dicembre 2018, 20:36 #14
Adesso vogliono programmare tutti e la qualità è quella che è.

Li chiamano nativi digitali ma non sanno nulla di tecnologia.
mmiat06 Dicembre 2018, 21:29 #15
con tutto il parco driver installabile senza un'azione richiesta dall'utente


a me sti approcci alla "faccio tutto io, tu non ti preoccupare, non ci pensare proprio" lasciano sempre molti dubbi....
Tasslehoff07 Dicembre 2018, 01:08 #16
Originariamente inviato da: Ryddyck
Potreste aver ragione se una volta ci si doveva smanettare realmente sulle cose per farle funzionare ma le cose sono totalmente cambiate oggi (in meglio o in peggio decidete voi).
Facciamo l'esempio classico di quello che una volta era il webmaster, ha ancora senso (se non per progetti particolari) trovare web designer, web developer e compagnia? Ormai la creazione di un sito lo può fare letteralmentei chiunque passando dalle piattaforme più disparate basate sul wysiwyg senza aver nessun tipo di competenza a chi magari smanetta su wordpress/joomla/drupal... e se magari manca il tema o il plugin si comprano in giro per il web per pochi euro.
Perdonami ma è da poco dopo la nascita del web dinamico, quando nacquero i primi cms che sento ripetere queste stesse parole.
Ci sarà sempre il nipote/cugino/amico smanettone di turno che si spaccia per specialista o "programmatore" perchè pubblica una istanza di Wordpress e ci piazza un po' di plugin a casaccio, questo tu lo consideri sviluppatore web o specialista web?
Io lo chiamo semplicamente smanettone, e 9 volte su 10 i nodi vengono comunque al pettine, siti down, defacing, server piegati dal mining di criptomonete o usati per spammare.
Anche i servizi centralizzati di grandi provider hanno sempre fallito, l'idea di mettere una persona non competente al timone di uno strumento che non conosce è fallimentare a prescindere, tant'è che non hanno mai preso piede, anche questi esistono da secoli (tecnologicamente parlando).

Considera poi che i progetti che si schiantano in questo modo sono i classici siterelli da piccolo sviluppatore libero professionista, o da piccola agenzia (che cmq spesso rifiuta perchè poco remunerativo), progetti poco significativi, sia per il volume di lavoro che per gli importi che cubano.
Il grosso del mercato è altro, pensi che possa bastare un semplice sito che renderizza qualche contenuto?
Quella è la punta dell'iceberg, il web oggi è per lo più integrazione tra servizi di vario genere, e questo vale tanto per servizi di autenticazione e federazione quanto per servizi prettamente applicativi.
Non esiste progetto ormai dove non ci siano componenti di georeferenziazione, sso multidominio, federazione, integrazione con servizi di terze parti, tutte cose per le quali non serve a nulla saper installare qualche plugin o seguire un wizard.

Se poi parliamo di programmazione pura, i programmatori sono la nuova manovalanza dell'IT, c'è stato un vero e proprio boom negli ultimi anni; il settore continua a cambiare e adesso si cercano figure differenti e la nuova ondata è fatta da data scientist, tutto il mondo legato al ml/dl/ai/bc, cybersecurity e robotica.
I nativi digitali per quanto non possano essere più curiosi (anche se relativamente, ci sono casi e casi) sviluppano altre competenze digitali soprattutto nell'ambito del marketing, anche qui c'è una forte richiesta nel campo del digital makerting e creazione di contenuti (cosa che sfugge a chi magari ha più di 50 anni sulle spalle e che non riesce a concepire) che c'entra relativamente poco con il settore IT. Ultimamente (diciamo da una decina di anni) si da più importanza alle soft skill che alle hard skill.
Manovalanza dell'IT?
Anche questo è un dei tanti stereotipi che girano da vent'anni a questa parte, come dicevo le logiche applicative non sono cambiate, basta scavare un po' e le cose che si trovano sotto la superficie sono sempre quelle, ma le implementazioni sono profondamente cambiate, il modo di lavorare anche.
E non serve scomodare buzzwords tipo data scientists, architetti, robotica, machine learning, IA o devops, le figure chiave sono sempre quelle, grafico-web designer, analista-sviluppatore, sistemista-dba, ma le modalità di interazione sono profondamente cambiate, il lavoro di squadra è maggiore, gli ambiti si fondono e si deve interagire molto di più rispetto al passato.

Digital marketing? Semplici commerciali.
Creazione di contenuti? Data entry.
Social media manager? Operatore e data entry.
Giusto il seo si è un po' distinto, ma in molti casi questo ruolo viene svolto da web designer e sviluppatori, se non altro come estensione.

Su una cosa ti do ragione però, esiste ancora una eccessiva subalternità del personale tecnico rispetto a quello commerciale, ahimè un lascito delle grandi aziende della prima decade di questo secolo (ormai ridotte all'ombra di se stesse).
Ancora troppi venditori di fumo che prendono decisioni senza avere la minima competenza tecnica e senza aver nemmeno compreso come funziona quello che stanno vendendo.
Su questo c'è ancora un grosso lavoro da fare che deve necessariamente partire da chi riveste ruoli tecnici; da molti clienti prima arrivava il PM/commerciale di turno imponendo soluzioni strampalate senza capo ne coda o senza nemmeno aver chiaro quale fosse l'obbiettivo di un progetto, ora nel mio gruppo di lavoro stiamo faticosamente adottando un metodo diverso, raccogliamo le richieste dal cliente e poi siamo noi tecnici a dettare le soluzioni e i requisiti per realizzarle, PM/commerciale si deve limitare trovere le risorse che servono e metterci nelle condizioni di realizzarle.
Se non si trovano il progetto non può proseguire, e credimi che se c'è interesse (e c'è, come c'è sempre margine economico) le risorse arrivano, ma pensare di scaricare sul team tecnico i costi e le conseguenze di valutazioni sbagliate fatte da incompetenti è una follia che non deve esistere.
DjLode07 Dicembre 2018, 08:14 #17
Originariamente inviato da: Takuya
Scusami ma come datore di lavoro pretendi di avere voce in capitolo anche sul tempo libero della gente?
Se la tua azienda ha bisogno di certe competenze e professionalità o cerca specificatamente quelle, pagando quanto dovuto, oppure se lo forma a sue spese.


Tu affideresti un lavoro ad un elettricista che non ha mai fatto l’elettricista?
Rileggi a modo quello che ho scritto, e rileggi di cosa si sta parlando. Non voglio avere voce in capitolo sul tempo libero di nessuno, ma un informatico non appassionato di informatica non si può sentire. Non è questione di formazione, non pretendo che sappia tutto di tutto, ma in fase di colloquio per un posto di informatico/programmatore come posso consigliare al mio datore di lavoro una risorsa che non sa programmare? Una risorsa che mi dice di non essere appassionato in quello che studia? Una risorsa che ha interrotto uno stage “perché non mi piaceva”? Tu gli daresti fiducia a pelle?
Non capisco perché vogliate fare polemica sempre su tutto quando il discorso era pacato e ben diverso da quanto lo spacci tu...
Ryddyck07 Dicembre 2018, 09:12 #18
Originariamente inviato da: Tasslehoff
Perdonami ma è da poco dopo la nascita del web dinamico, quando nacquero i primi cms che sento ripetere queste stesse parole.

Sono visioni diametralmente opposte, soprattutto fortemente dipendenti dall'ambito lavorativo. Mi spiego meglio, se guardi l'Italia hai una determinata visione delle cose, se guardi gli Usa ne hai una totalmente diversa.
Ci sarà sempre il nipote/cugino/amico smanettone di turno che si spaccia per specialista o "programmatore" perchè pubblica una istanza di Wordpress e ci piazza un po' di plugin a casaccio, questo tu lo consideri sviluppatore web o specialista web?

Assolutamente no.
Io lo chiamo semplicamente smanettone, e 9 volte su 10 i nodi vengono comunque al pettine, siti down, defacing, server piegati dal mining di criptomonete o usati per spammare.

Alcuni di questi problemi sarebbero da imputare all'hosting piuttosto che allo smanettone di turno.
Anche i servizi centralizzati di grandi provider hanno sempre fallito, l'idea di mettere una persona non competente al timone di uno strumento che non conosce è fallimentare a prescindere, tant'è che non hanno mai preso piede, anche questi esistono da secoli (tecnologicamente parlando).

Sarebbe da specificare quali.
Considera poi che i progetti che si schiantano in questo modo sono i classici siterelli da piccolo sviluppatore libero professionista, o da piccola agenzia (che cmq spesso rifiuta perchè poco remunerativo), progetti poco significativi, sia per il volume di lavoro che per gli importi che cubano.

Beh se dobbiamo guardare ai dati ci sarebbero diverse cose da considerare:
https://w3techs.com/technologies/ov..._management/all (notare wordpress che mangia tutti e la crescita di Wix e Squarespace).
Prima dell'esplosione di wordpress quanta gente c'era che stava lì a metter su siti in php, html puro e via dicendo? Quanti di questi oggi continuano a fare questo lavoro? Io direi pochi, ma molto pochi. È chiaro poi che le grandi società si fanno tutto in casa, ma sono esempi unici; il mercato è totalmente differente.
Il grosso del mercato è altro, pensi che possa bastare un semplice sito che renderizza qualche contenuto?

Assolutamente no.
Quella è la punta dell'iceberg, il web oggi è per lo più integrazione tra servizi di vario genere, e questo vale tanto per servizi di autenticazione e federazione quanto per servizi prettamente applicativi.
Non esiste progetto ormai dove non ci siano componenti di georeferenziazione, sso multidominio, federazione, integrazione con servizi di terze parti, tutte cose per le quali non serve a nulla saper installare qualche plugin o seguire un wizard.

Ripeto, dipende. Se dai uno sguardo in giro ci trovi sempre la stessa cosa che potrebbe significare o che il progetto vale o che sono tutti nabbi e si copiano a vicenda. Ci sarà un motivo se quelli che una volta erano web designer ora vendono su themeforest ed altre piattaforme dando più personalizzazione e permettono di sottoscrivere un servizio di assistenza per X mesi/anni, stessa cosa per chi crea plugin.
Manovalanza dell'IT?
Anche questo è un dei tanti stereotipi che girano da vent'anni a questa parte, come dicevo le logiche applicative non sono cambiate, basta scavare un po' e le cose che si trovano sotto la superficie sono sempre quelle, ma le implementazioni sono profondamente cambiate, il modo di lavorare anche.

Se mi cambi l'implementazione ed il modo di lavorare significa che il lavoro è cambiato. Anche tu che stai in questo mondo da tempo non fai più quello che facevi prima o lo fai solamente in parte.
E non serve scomodare buzzwords tipo data scientists, architetti, robotica, machine learning, IA o devops, le figure chiave sono sempre quelle, grafico-web designer, analista-sviluppatore, sistemista-dba, ma le modalità di interazione sono profondamente cambiate, il lavoro di squadra è maggiore, gli ambiti si fondono e si deve interagire molto di più rispetto al passato.

Non sono buzzwords, le figure sono totalmente differenti e chi magari svolge questo lavoro e ti legge molto probabilmente ti sta prendendo ad insulti
Digital marketing? Semplici commerciali.
Creazione di contenuti? Data entry.
Social media manager? Operatore e data entry.

Con tutto il rispetto, ma hai veramente idea di cosa siano queste professioni? A volte mi chiedo se non si è particolarmente condizionati dall'età e dal rifiuto del "nuovo che avanza" solamente perché non si conosce la professione.
Digital marketing c'entra poco con il "semplice commerciale" ed il social media manager si occupa di strategia di marketing. Il creatore di contenuti non c'entra niente con il data entry (che altro non è chi inserisce dati, figura che sta scomparendo per il principale motivo che è lo stesso utente che inserisce i dati; poi in futuro sarà direttamente l'algoritmo di turno che farà tutto).
Giusto il seo si è un po' distinto, ma in molti casi questo ruolo viene svolto da web designer e sviluppatori, se non altro come estensione.

Il seo ormai rientra nel digital marketing e affidarlo al web designer o allo sviluppatore è relativamente errato (se il web designer o lo sviluppatore ha un minimo di formazione allora se ne potrebbe parlare).
Su una cosa ti do ragione però, esiste ancora una eccessiva subalternità del personale tecnico rispetto a quello commerciale, ahimè un lascito delle grandi aziende della prima decade di questo secolo (ormai ridotte all'ombra di se stesse).
Ancora troppi venditori di fumo che prendono decisioni senza avere la minima competenza tecnica e senza aver nemmeno compreso come funziona quello che stanno vendendo.
Su questo c'è ancora un grosso lavoro da fare che deve necessariamente partire da chi riveste ruoli tecnici; da molti clienti prima arrivava il PM/commerciale di turno imponendo soluzioni strampalate senza capo ne coda o senza nemmeno aver chiaro quale fosse l'obbiettivo di un progetto, ora nel mio gruppo di lavoro stiamo faticosamente adottando un metodo diverso, raccogliamo le richieste dal cliente e poi siamo noi tecnici a dettare le soluzioni e i requisiti per realizzarle, PM/commerciale si deve limitare trovere le risorse che servono e metterci nelle condizioni di realizzarle.
Se non si trovano il progetto non può proseguire, e credimi che se c'è interesse (e c'è, come c'è sempre margine economico) le risorse arrivano, ma pensare di scaricare sul team tecnico i costi e le conseguenze di valutazioni sbagliate fatte da incompetenti è una follia che non deve esistere.

Ma sinceramente io vedo, soprattutto in Italia, una sorta di comportamento poco proattivo... come se chi svolge un determinato lavoro si mettesse una casacca con scritto "tecnico" o "commerciale" e si chiude in se stesso evitando la formazione continua nel suo ed in altri ambiti, evitando sostanzialmente i problemi di cui la stessa società dove lavori sta accusando. Cioè c'è una sorta di atteggiamento di "io sono tecnico e del commerciale non me ne frega niente" quando si dovrebbe collaborare per portare a casa un determinato risultato (per non dire lo stipendio).

Originariamente inviato da: DjLode
Tu affideresti un lavoro ad un elettricista che non ha mai fatto l’elettricista?
Rileggi a modo quello che ho scritto, e rileggi di cosa si sta parlando. Non voglio avere voce in capitolo sul tempo libero di nessuno, ma un informatico non appassionato di informatica non si può sentire. Non è questione di formazione, non pretendo che sappia tutto di tutto, ma in fase di colloquio per un posto di informatico/programmatore come posso consigliare al mio datore di lavoro una risorsa che non sa programmare? Una risorsa che mi dice di non essere appassionato in quello che studia? Una risorsa che ha interrotto uno stage “perché non mi piaceva”? Tu gli daresti fiducia a pelle?
Non capisco perché vogliate fare polemica sempre su tutto quando il discorso era pacato e ben diverso da quanto lo spacci tu...

Secondo me ha cannato l'HR.
LukeIlBello07 Dicembre 2018, 10:05 #19
Originariamente inviato da: cyber
No ha ragione lui. Sono informatico per lavoro dal 98 e per passione dell'83. Quello che si vede oggi è da mani nei capelli.


CJ


pure io ho cominciato nel 98..20 anni precisi precisi
DjLode07 Dicembre 2018, 11:14 #20
Originariamente inviato da: Ryddyck
Secondo me ha cannato l'HR.


Hai assolutamente ragione, ci affidiamo ad un’agenzia che probabilmente manda le persone compatibili più con la spesa che l’azienda vuole affrontare che con il profilo cercato. Su questo non ci piove.
Il mio discorso era più di “sorpresa” per aver trovato una persona che sta cercando di fare un lavoro di ciò che è emerso dal colloquio, non è sua passione.
Forse sono io “fuori dal tempo”

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