Google: 3,2 miliardi di Dollari per Nest Labs (che produce termostati)

Google: 3,2 miliardi di Dollari per Nest Labs (che produce termostati)

Passo inatteso di Google, che annuncia l'acquisizione di un'azienda quasi sconosciuta da noi che produce termostati per la bellezza di 3,2 miliardi di Dollari in contanti. Cerchiamo di capire cosa c'è dietro questa apparentemente inspiegabile mossa

di pubblicato il nel canale Sistemi
Google
 

Google ha annunciato, non senza orgoglio, di aver stipulato un accordo che porterà all'acquisizione di Nest Labs per la bellezza di 3,2 miliardi di Dollari in contanti. Se vi state chiedendo chi sia mai Nest Labs, non essendo certo un nome ricorrente, e perché Google sia ben felice di sborsare sull'unghia tutti quei soldi... non stupitevi: chi non è appassionato di tecnologia ignora l'esistenza di Nest Labs.

Superato l'iniziale smarrimento abbiamo scoperto che Nest Labs è un'azienda con sede a Palo Alto, California, fondata dall' ex dipendente Apple Tony Fadell e Matt Rogers, specializzata per ora nella realizzazione di termostati e rilevatori di monossido di carbonio (CO). Sì, termostati e rilevatori di fumi dannosi. 3,2 miliardi di Dollari. Messa così sembra che Larry Page, CEO di Google, sia letteralmente impazzito, anche in virtù dell'enfasi che ha messo nel comunicato ufficiale, di cui riportiamo un passo:

“Nest’s founders, Tony Fadell and Matt Rogers, have built a tremendous team that we are excited to welcome into the Google family. They’re already delivering amazing products you can buy right now--thermostats that save energy and smoke/CO alarms that can help keep your family safe. We are excited to bring great experiences to more homes in more countries and fulfill their dreams!

In italiano suona più o meno così: "I fondatori di Nest, Tony Fadell e Matt Rogers, hanno messo insieme un fantastico team di lavoro che accogliamo con entusiasmo nella grande famiglia Google. Attualmente distribuiscono prodotti fantastici - termostati che permettono di risparmiare energia e rilevatori di CO - che fanno dormire sonni tranquilli alla propria famiglia. Non vediamo l'ora di espandere ulteriormente il mercato, per venire incontro al sogno di tutti!"

Chiude proprio con un punto esclamativo. Ora, Larry Page è una volpe e non certo un pazzo, motivo per cui Nest Labs risulta sicuramente strategica e diremmo fondamentale per i piani futuri di Google, con buona probabilità in ottica Smart Home e internet degli oggetti. Occorre quindi approfondire l'argomento per capire meglio la mossa di Google, al fine di collocare la pedina Nest Labs nel giusto posto. Per farlo dobbiamo spostarci idealmente al di là dell'Atlantico, in Nord America.

Iniziamo col dire che uno dei due fondatori, Tony Fadell, non è un ex dipendente Apple qualunque, ma è uno dei padri dell'iPod. Non solo: l'azienda da lui fondata nel 2010 conta ora ben 120 dipendenti, e si è saputa collocare nel mercati USA e Canada  in maniera ottimale anche a livello di percezione, con la realizzazione di prodotti molto apprezzati.

Il termostato realizzato da Nest è qualcosa di particolare, in grado di connettersi al web ed essere controllato via app da sistemi iOS e Android. Non solo: questo apparecchio è in grado di apprendere le abitudini dell'utilizzatore, ottimizzando di molto i consumi ed evitando sprechi. In un primo periodo il termostato "apprende" le impostazioni dell'utente e memorizza le abitudini (ad esempio che alla domenica ci si sveglia più tardi), ottimizzando le temperature grazie ad algoritmi molto affidabili, stando alle indicazioni degli utenti nordamericani.

Insomma, un prodotto molto apprezzato e di successo, per cui il termine termostato risulta un po' riduttivo, se considerato con parametri standard di on-off alla determinata ora. La scelta di Google è quindi qualcosa che va al di là del singolo prodotto, poiché nel mirino c'è uno staff molto stimato (a buona ragione), un ecosistema hardware software collaudato ed apprezzato, nonché un pacchetto di brevetti pronto per l'espansione di dispositivi per la cosiddette Smart Home.

Tutto quindi assume un significato diverso, poiché Google si porta a casa tutto il know how per mettere in pista una serie di dispositivi in ottica internet degli oggetti e casa intelligente, ovvero il futuro della tecnologia. In una FAQ pubblicata su Nest.com viene garantita anche in futuro la compatibilità dei prodotti Nest con i sistemi iOS (meglio specificarlo, visto che Google e Apple sono come cane e gatto nel mondo dei sistemi operativi mobile), così come nulla cambierà in termini di distribuzione, garanzia e privacy dei clienti.

Ecco spiegato dunque l'esborso solo apparentemente folle di 3,2 miliardi di Dollari: la posta in gioco è altissima, specie se si considerano veritiere le stime fatte da Cisco in tempi recenti, secondo cui il mercato dell'Internet of Everything (internet delle cose) per il settore pubblico muoverà 4600 miliardi di Dollari nel periodo compreso fra il 2013 e il 2022 (approfondimenti: Cisco: "Siamo alle porte dell'Internet of Everything" e Internet of Everything, un mondo da 30 miliardi di dispositivi). Trova quindi giustificazione non solo l'accordo, ma anche il punto esclamativo di Mr. Page su cui ci siamo soffermati in precedenza. Se a questo aggiungiamo che il brand Nest è accreditato già ora di grande stima (da parte di chi già lo conosce, ovviamente), e che il futuro ne promette un'espansione anche in Europa e probabilmente in Asia, allora questi 3,2 miliardi di dollari potrebbero rivelarsi un investimento molto redditizio.

28 Commenti
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demon7714 Gennaio 2014, 09:30 #1
boh.. mi pare una cifra semplicemente assurda per una aziendina del genere.. anche come prprietà intellettuale mi pare molto risicata..
dtreert14 Gennaio 2014, 09:41 #2
imho la domotica/internet da mettere ovunque è più interessante dei progetti stile smartglass o auto senza guidatore. Non perchè siano inutili, ma perchè questo sembra più utile xD
checo14 Gennaio 2014, 09:41 #3
finalmente qualcuno che da sta news mettendoci un po del suo e spiegando un po la situazione.

resta comunque una cifra assurda
Notturnia14 Gennaio 2014, 09:48 #4
e brava Google..

seguivo i termostati NEST da un po'.. sono molto interessanti e chi dice che non c'è molta proprietà intellettuale in quei termostati non sa di che parla..

3.2 miliardi non sono pochi.. non c'è dubbio.. ma la NEST credo che li meriti se il loro termostato funziona come si dice..

spero solo che adesso che li ha presi Google scendano di prezzo così che possa pensare di prenderne alcuni anche io..

il modus operandi di questi termostati è eccezionale e sono predittivi.. inoltre imparano dalle esigenze degli abitanti della casa oltre che essere programmabili dall'utente a distanza.. ma NEST non si ferma qui..

spero che non uccidano il progetto per farne altro perché sono sistemi domotici che non richiedono cablaggio ne altri lavori particolari..
dtreert14 Gennaio 2014, 09:53 #5
Dubito che abbassino il prezzo. Da quanto ho capito google non stravolge le politiche delle società acquisite fino a quando non raggiungono una certa importanza "con le loro forze"
argent8814 Gennaio 2014, 10:10 #6
Parliamo di domotica da decenni e due anni fa mio zio ha tolto dalla sua nuova casa robotizzata il comando via smartphone..
Haran Banjo14 Gennaio 2014, 10:12 #7
Voglio quel termostato in casa!
iva14 Gennaio 2014, 10:17 #8
Mah, titolo gonfiato per fare notizia (come al solito), "ma come, hanno pagato miliardi per una ditta di 'termostati' ? "

In ogni caso, leggo news di tecnologia da diversi siti e Nest non e' un nome sconosciuto, anzi...
Alessandro Bordin14 Gennaio 2014, 10:20 #9
Per iva:

1. Da quando si scrivono titoli per far scappare i lettori?
2. Ferma qualcuno per strada e chiedi se sanno chi è Nest. Fallo appena possibile, poi mi dici
Notturnia14 Gennaio 2014, 10:52 #10
@Alessandro

ferma qualcuno per strada e chiedigli se sanno cosa produce irobot (più conosciuta al pubblico) e se sei fortunato ti rispondono i roomba..

chiedigli se conoscono Lvmh o kering.. probabilmente del primo qualcuno saprà qualcosa.. del secondo probabilmente quasi nessuno.. fatto salvo che poi tutti conoscono i loro prodotti..

la notorietà del nome non fa la notorietà del know-how..

fra 10 anni nessuno conoscerà la IBM e pochi sapranno che facevano computer.. eppure non sono morti.. anzi.. sono molto attivi..

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