Aorus 17G XB, l'approccio di Gigabyte al mondo dei notebook gaming

Aorus 17G XB, l'approccio di Gigabyte al mondo dei notebook gaming

Abbiamo avuto l'opportunità di provare l'Aorus 17G XB di Gigabyte, un prodotto che non arriverà in Italia ma che incarna l'approccio dell'azienda taiwanese al settore dei portatili da gioco. Si tratta di un notebook interessante, forte di una CPU Core i7-10875H, una GPU RTX 2070 Super Max-Q e 16 GB di RAM. Non esente da pecche, è comunque un prodotto indubbiamente in grado di soddisfare il gamer più esigente.

di , Paolo Corsini pubblicato il nel canale Portatili
GigabyteAorus
 

Si chiama Aorus 17G XB, ed è difficile non notarlo date le dimensioni. È un portatile di Gigabyte, o meglio di Aorus, il brand gaming dell'azienda taiwanese. In Italia non è ancora disponibile, così come altri notebook del produttore asiatico, ciononostante abbiamo avuto l'opportunità di provare questo modello che si fa forte di una CPU Intel Core di decima generazione Comet Lake e una scheda video RTX 2070 Super Max-Q, 16 GB di memoria RAM e uno schermo da 17,3 pollici Full HD con refresh rate fino a 240 Hz.

La dotazione lo rende un prodotto spiccatamente per il gaming, ma il bollino Pantone fa intuire che si tratta un portatile che cerca di soddisfare il pubblico sempre più folto dei "creator", termine di marketing che identifica quelle persone che fanno un po' di tutto con il PC, che non si limitano a mandare qualche email o a guardare Netflix ma giocano e poi registrano e modificano video da pubblicare sulle piattaforme più in voga del momento. Vedremo dai test se il display rispetta le attese, partiamo subito parlandovi del portatile, iniziando dalla scocca.

Modello

Gigabyte Aorus G17 XB
schermo 17,3 pollici
risoluzione 1920x1080 pixel
CPU Intel Core i7-10875H
GPU Nvidia GeForce RTX 2070 Super Max-Q
Memoria di sistema 16GB, DDR4-3200 (2 moduli da 8 GB)
Storage SSD 512GB
Porte connessione 3x USB 3.2 Gen1 (Type-A)
1x Thunderbolt 3 (Type-C)
1x HDMI 2.0
1x mini DP 1.4
1x uscita cuffia
1x ingresso microfono
1x lettore schede SD UHS-II
1x jack alimentazione
1x RJ-45
Bluetooth 5.0 LE
Batteria 94Wh
Alimentatore 230 Watt
O.S. Windows 10 Home
Wi-Fi Wi-Fi 6 802.11ax
Fotocamera HD
Peso 2,7Kg
Dimensioni 405 x 276 x 26 mm

L'Aorus 17G XB si presenta in dimensioni di 405 x 276 x 26 mm (lunghezza x profondità x altezza) e un peso 2,7 chilogrammi, aspetti che lo rendono in tutto e per tutto un "desktop replacement". Il peso non è eccessivo, ma chiaramente le dimensioni non ne facilitano il trasporto, vi servirà uno zaino decisamente grande per portarlo con voi. Per quanto riguarda i materiali, il telaio è ottenuto da un blocco in alluminio lavorato con macchine CNC. Si tratta di una scelta costruttiva azzeccata, sia per quanto concerne la solidità del notebook che la dissipazione del calore: non abbiamo infatti rilevato superfici calde nella scocca anche con carichi impegnativi. Buone le cerniere, che mantengono lo schermo in posizione nonostante il peso non certamente contenuto.

Nella parte centrale del notebook di Gigabyte c'è una tastiera completa di tastierino numerico basata su switch meccanici "blue" di Omron, con un punto di attuazione di 1,6 mm, una corsa di 2,5 mm e una durata di vita di 15 milioni di pressioni. Si tratta di una tastiera piuttosto rumorosa, come molte tastiere meccaniche, non adatta a scrivere agevolmente lunghi testi, ma non è nemmeno lo scopo per cui nasce, quindi possiamo definirlo un "falso problema". La tastiera è dotata di illuminazione RGB (RGB Fusion 2.0) per ogni tasto e offre funzionalità macro, nonché più funzioni tramite il tasto Fn. Sotto la tastiera è presente un touchpad di dimensioni piuttosto ampie, con un sensore di impronte digitali nell'angolo superiore sinistro. L'uso del touchpad non ha riservato brutte sorprese, si tratta di una soluzione multi-touch che risponde bene in ogni occasione.

Il portatile si presenta con una serie di feritoie, quattro posizioni in totale: ce n'è una nella parte superiore sinistra e un'altra in quella superiore destra, una feritoia che corre lungo tutta la parte posteriore della base, mentre il fondo aperto nella metà superiore, in questo modo può esserci un ricircolo d'aria costante. Come vedrete nell'immagine del portatile aperto poco più avanti, le due ventole soffiano l'aria calda fuori dal notebook principalmente dal retro e dalle due feritoie laterali.

Sul lato sinistro dell'Aorus 17G XB troviamo un jack RJ-45 Ethernet 2.5G gestito da un controller Killer Ethernet E2600, seguito da un lettore di schede SD UHS-II, una porta USB 3.2 Gen1 Type-A, un jack per il microfono, uno per le cuffie e un'altra porta USB 3.2 Gen1 Type-A. Dall'altro lato ecco il jack per la carica, una HDMI 2.0, una mini DisplayPort 1.4, una Thunderbolt 3 Type C e una USB 3.2 Gen1 Type A. Per quanto riguarda la connettività, ecco un chip Killer Wi-Fi 6 AX1650, mentre l'audio è affidato a due speaker da 2 watt da cui oggettivamente non aspettatevi molto, ma il gamer su notebook tradizionalmente usa le cuffie.

Il portatile è anche dotato di una webcam, ma per contenere lo spessore delle cornici è stata posizionata nella parte inferiore, sotto allo schermo, il che fa sì che riprenda dal basso verso l'alto. Per assicurare la privacy, Gigabyte ha posizionato uno sportellino scorrevole per coprirla nei periodi di inattività.

Veniamo all'hardware: l'Aorus 17G XB che ci è arrivato ha una CPU Core i7-10875H, una GPU RTX 2070 SUPER Max-Q con 8 GB di memoria GDDR6 dedicata, un SSD Samsung PM981a da 512 GB e due moduli di memoria Crucial da 8 GB SO-DIMM da 3200 MHz, per un totale di 16 GB. Il portatile è dotato anche di un secondo slot M.2 e andare a modificare storage o memoria è facilissimo, basta svitare 14 viti TorX e rimuovere il fondo. Come potete vedere, il portatile è dotato di una batteria da 94 Wh, mentre l'alimentatore è una soluzione da 230W.

Il Core i7-10875H è un processore Comet Lake della serie H, un chip con 8 core e 16 thread, 16 MB di cache e un TDP di 45 watt. Il chip funziona tra 2,3 GHz e 5,1 GHz (1/2 core a seconda della situazione termica). La RTX 2070 SUPER di questo portatile Aorus conta su 2560 core che lavorano tra 930 e 1155 MHz, mentre la memoria è impostata a 1375 MHz. I due componenti principali di questa configurazione sono raffreddati da un sistema di raffreddamento chiamato WINDFORCE Infinity Cooling System decisamente corrazzato, con due ventole da 12V con 51 pale e un sistema con diverse heatpipe dedicate a CPU e GPU. Arriviamo al monitor: di come si comporta ne parleremo dopo, ma è un display da 17,3 pollici Full HD con refresh rate di 240 Hz. Nel lato sinistro della cornice inferiore c'è un bollino Pantone che dovrebbe garantire la calibrazione di fabbrica.

Prestazioni

Installato a bordo del portatile c'è Aorus Control Center, un software che consente di interagire e monitorare diversi aspetti dell'Aorus 17G XB. Potete ad esempio controllare la curva delle ventole di raffreddamento tramite alcuni profili o manualmente. I test che vedrete sono stati fatti con il profilo Normal, ma non senza problemi. Il profilo in questione, che potete vedere negli screenshot qui sotto, non tiene un carico gaming troppo a lungo, mandando in crash l'intero PC. O almeno così è capitato con il nostro modello.

Con carico gaming intendiamo un gioco, che carica simultaneamente CPU e GPU, perché se si carica uno solo dei due componenti, il notebook funziona senza problemi e le temperature non destano preoccupazione. Inizialmente abbiamo pensato a un qualche problema dell'hardware o del software, tuttavia dopo molteplici prove, abbiamo compreso che semplicemente quel profilo della ventola non è sufficiente - al contrario del profilo Gaming - a permettere di giocare. L'aspetto interessante è che né la CPU né la GPU raggiungono temperature tali da causare crash, perciò il problema deve essere legato a qualche altro componente non meglio identificato che raggiunge il suo punto limite, portando al riavvio del notebook.

Per farvi capire, dopo numerosi test, abbiamo visto che in una sessione di test con Hitman 2 il crash si verificava quando la CPU raggiungeva i 90 °C, valore non eccessivo per il processore Intel (che dovrebbe tenere fino a 100 °C), mentre la GPU saliva al massimo a 78 °C. Impostando il profilo Gaming, la CPU ha raggiunto un picco di 82-83 °C, mentre la GPU si è fermata a 71 °C.

Consigliamo a Gigabyte di rivedere il profilo Normal, perché sebbene sia pensato per un uso del portatile con carichi leggeri come la navigazione web o l'uso di software come Office, la maggior parte degli acquirenti non tocca mai questo tipo di parametri. Non si può escludere a priori che qualcuno tenti di giocare con il profilo Normal impostato, quindi sarebbe meglio aumentare leggermente la rumorosità a vantaggio della stabilità. Per quanto concerne il profilo Gaming, la rumorosità sale, ma rimane su un livello accettabile per un portatile gaming, anche tenendo conto del fatto che molti giocano con un volume sufficientemente alto e con le cuffie. Registrando la rumorosità con il profilo Normal abbiamo registrato 40dB in idle, mentre caricando la sola CPU o la sola GPU il valore è salito rispettivamente a 45 e 50 dB.

L'autonomia non è il punto forte dell'Aorus 17G XB, almeno non per quanto riguarda la navigazione web, dove si posiziona nella parte bassa della classifica. Fa meglio nella visione di contenuti video su Netflix, ma in generale preparatevi a usarlo collegato alla presa di corrente o a doverlo ricaricare spesso. Trattandosi di un portatile che nasce come desktop replacement è qualcosa di comprensibile e del tutto naturale, anche se non si può dire a Gigabyte di non averi provato dato la dotazione della batteria.

L'SSD a bordo di questo portatile è una garanzia di velocità, ma d'altronde il Samsung PM981a ha un'ottima fama che lo precede e come vedete è praticamente al vertice dei nostri test. Diversamente, la connettività USB non raggiunge particolari vette prestazionali, e possiamo dire che non le porte non sono tra le più veloci su piazza. Il test che riguarda la connettività Wi-Fi 6 (802.11ax) vede il portatile comportarsi molto bene come potete vedere nel raffronto con altri portatili.

Vediamo ora come si comporta la CPU Core i7-10875H. Le prestazioni sono al livello previsto se guardiamo test come Cinebench o Handbrake, con risultati che la collocano sopra CPU come il Core i7-10750H e il Core i7-9750H. Abbiamo sottoposto la CPU al classico stress test con Prime95, mettendo sotto carico tutti e 16 i thread, registrando frequenze che si assestano intorno ai 3 GHz per la maggior parte del tempo, mentre la temperatura ha raggiunto 65 °C. Abbiamo inoltre verificato il consumo della CPU sotto carico di Cinebench R20 registrando un picco ridotto nel tempo di oltre 100W, con una stabilizzazione a poco più di 50W. Ricordiamo che il TDP dichiarato è di 45W.

Per quanto concerne la GPU GeForce RTX 2070 Super Max-Q, le frequenze durante il nostro stress test sono salite fino a posizionarsi più o meno stabilmente tra 1400 e 1700 MHz, con picchi di 1800 MHz, con la temperatura che sale progressivamente per arrivare tra 70 °C e 75 °C. Il clock, grazie al flessibile algoritmo di Nvidia che verifica costantemente margine della GPU e del sistema di raffreddamento, sale ben oltre le frequenze indicate di fabbrica e la temperatura non raggiunge valori problematici.

Dal punto di vista delle prestazioni in gaming c'è poco da dire, l'accoppiata selezionata per CPU e GPU riesce a garantire prestazioni elevate in ogni contesto, a dettagli elevati, tanto che il notebook è sempre nelle prime posizioni dei nostri test.

Analisi schermo

Il sistema Aorus 17G XB è equipaggiato di un ampio display da 17,3 pollici in formato 16:9 e con risoluzione Full HD di 1920x1080 pixel: la definizione risultante è quindi di 127 pixel per pollice. Il pannello è di tipo IPS e con finitura anti-glare, che riesce a moderare efficacemente l'insorgenza di riflessi. Si apprezza la cornice piuttosto sottile, nonostante le dimensioni complessive del sistema e la calibrazione di fabbrica, almeno secondo quanto dichiarato da Gigabyte. Da ultimo, non per importanza, si segnala la frequenza di aggiornamento di 240 Hz per le sessioni di gioco più concitate.

Diamo il via alla nostra analisi come di consueto con la verifica del bilanciamento delle componenti RGB. Il comportamento un po' ci sorprende, a fronte di un pannello che dovrebbe essere calibrato di fabbrica: vediamo infatti livelli di verde e di blu tutto sommato buoni, ma una carenza di rosso che va oltre i limiti dell'accettabile con una discrepanza di oltre il 10% rispetto al riferimento. Una situazione di questo tipo tende a conferire una dominante leggermente ciano all'immagine.

L'analisi della curva del gamma ci mostra una progressione tonale abbastanza corretta ma che non segue pedissequamente la curva di riferimento 2.2. Abbiamo in generale toni medi lievemente più chiari rispetto al riferimento, che daranno al pannello una resa complessiva meno "incisa". Nulla di preoccupante comunque, in quanto appunto la progressione dei toni avviene in maniera corretta. La luminanza massima arriva a 328 candele su metro quadro che, a fronte del nero di 0,25 nit, restituisce un rapporto di contrasto nativo superiore a 1300:1.

Passando all'analisi cromatica vediamo un gamut abbastanza affine al riferimento sRGB/REC BT.709, che descrive quindi una buona saturazione dei colori ma soffre leggermente delle imprecisioni nel bilanciamento sRGB e infatti vediamo un punto di bianco che tende a spostarsi verso il ciano.

La misura della fedeltà cromatica rappresenta in un certo senso una sintesi delle analisi condotte fin qui: abbiamo quindi la riprova di un comportamento che lascia un po' di amaro in bocca, come già ci avevano suggerito le analisi precedenti. Il comportamento generale è comunque di buon livello, e vediamo che nell'analisi della fedeltà cromatica la maggior parte dei campioni riesce a mantenersi al di sotto del valore di DeltaE 3, che rappresenta il limite dopo il quale due colori diversi iniziano ad essere distinguibili anche ad occhio nudo.

Ci saremmo semplicemente aspettati di più da un pannello calibrato di fabbrica. In definitiva siamo dinnanzi ad un pannello molto versatile, che ben si presta ad utilizzi di fruizione di contenuti e anche di produzione, seppur le imprecisioni riscontrate nelle analisi non permettano di consigliarlo come display per attività professionali dove il corretto trattamento del colore rappresenta una priorità. La nostra prova è stata svolta con il profilo "Native" presente nell'Aorus Command Center, da cui è possibile andare modificare i profili colore.

Conclusioni

Come affermato in apertura, questo portatile non arriverà in Italia in quanto Gigabyte non ha ancora deciso di distribuire i portatili nel nostro paese, tuttavia c'era l'opportunità di provarlo e non ce la siamo lasciata sfuggire, anche perché a bordo c'era una CPU Intel Core di decima generazione come il Core i7-10875H. Ebbene, senza dover valutare il prezzo finale, questo portatile ci ha lasciato complessivamente una buona impressione.

Costruttivamente parlando è un portatile solido, completo sul fronte delle porte e della connettività e soprattutto ha una tastiera meccanica, segno dei tempi ma anche dell'attenzione che Gigabyte ripone alle richieste dei videogiocatori. È un desktop replacement e come tale ha un ampio schermo da 17,3 pollici ad alto refresh rate che in gaming si comporta bene, anche se come abbiamo visto nei test dedicati allo schermo, l'adesivo "Pantone" ci aveva creato un po' di aspettativa andata disattesa.

L'unico neo che abbiamo riscontrato è il profilo Normal delle ventole, troppo conservativo per permettere di giocare senza pensieri, tanto da mandare in crash il portatile: non è un problema di CPU o GPU, il riavvio del sistema viene innescato da un altro componente a bordo o da qualche sensore. Potrebbe trattarsi di un problema esclusivo della nostra unità, ma rappresenta l'occasione per dire a Gigabyte, o chi per essa, che in genere un acquirente non cambia il profilo delle ventole, quindi è bene preoccuparsi che ogni profilo sia quantomeno in grado di garantire un'esperienza stabile. Per il resto il sistema di raffreddamento, se impostato sul profilo Gaming, si è comportato egregiamente, con una rumorosità in linea con la categoria dei notebook gaming e temperature non problematiche.

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Prestazionalmente parlando, i test non lasciano dubbi: è tra i portatili gaming più veloci che abbiamo provato sino a oggi, quindi non ci sono davvero problemi sotto questo punto di vista, senza dimenticare l'accessibilità degli slot SODIMM e M.2, per cambiare ed espandere la RAM e aumentare l'archiviazione. Insomma, Gigabyte può dire la sua nell'ambito dei portatili, perciò attendiamo che l'azienda decida di portare qualche soluzione anche nel nostro paese.

3 Commenti
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CarmackDocet08 Luglio 2020, 17:41 #1
non capisco... PC Gigabyte Aourus... e disco Samsung? No sense!
Max(IT)11 Luglio 2020, 14:01 #2
Ma che bel notebook !
Peccato non venga commercializzato in Italia direi, perché alcune qualità come display e tastiera meccanica sono davvero apprezzabili. Certo non costerebbe poco...

Un plauso alla review, dettagliata.
Giocando un po’ con i parametri si possono migliorare molto le prestazioni. vedere la CPU che si piazza a 3/3.1 GHz con solo 68° di temperatura mi parla di settaggi molto conservativi, come fanno molti produttori di notebook.
Probabilmente hanno fissato il PL1 intorno ai 50W.
Portandolo già a 60W, valore che non desta alcuna preoccupazione (era standard ad esempio nel Dell G7 che avevo) si avrebbe probabilmente un clock di 3.5/3.7 GHz ed una temperatura intorno agli 80° che va benissimo per un notebook.
Con un sensibile incremento di prestazioni.
Max(IT)11 Luglio 2020, 14:01 #3
Originariamente inviato da: CarmackDocet
non capisco... PC Gigabyte Aourus... e disco Samsung? No sense!


Perdonami... perché Gigabyte non dovrebbe usare dischi Samsung ?

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