Alienware M17x, un portatile come pochi altri

Alienware M17x, un portatile come pochi altri

Alienware M17x, un portatile destinato alla fascia alta del mercato in grado di racchiudere nelle dimensioni di una workstation portatile potenza di calcolo sufficiente a soddisfare le esigenze del videogiocatore più esperto

di pubblicato il nel canale Portatili
Alienware
 

Test e videorecensione

Il livello prestazionale che la piattaforma, su cui il Dell Alienware M117x giunto in redazione è sviluppato, è in grado di garantire non ha nulla da invidiare ad un sistema desktop di fascia medio alta. Per evidenziare la bontà del comparto grafico, il vero punto di forza che consente alla soluzione analizzata di andare a registrare simili livelli prestazionali, abbiamo eseguito Far Cry 2 in qualità Very High andando ad applicare progressivamente diversi livelli di anti-aliasing. La scalabilità registrata consente di poter giocare in modo soddisfacente anche alla massima risoluzione (1920x1200) con filtro AA 4x: raggiungere i 42fps in un simile scenario di testing è pura utopia per la stragrande maggioranza dei sistemi portatili.

L'esecuzione di The Last Remnant ha confermato il comportamento che il sistema ha dimostrato durante Far Cry 2; anche in questo caso i livelli prestazionali raggiunti raggiungono la cosiddetta soglia di giocabilità. La possibilità di avere a disposizione tre GPU consente all'utente di poter attivare o disattivare, attraverso una semplice shortcut da tastiera (nel caso specifico Fn + F7) le due GeForce GTX280M di cui l'Alienware M17x è dotato: riconosciute dal sistema, diverranno il controller video primario e, configurate in SLI, andranno a farsi carico del calcolo della scena tridimensionale.


L'immagine mostra il comando BIOS che consente di disattivare o attivare GeForce 9400M

La possibilità di attivare o meno GeForce 9400M e di conseguenza la possibilità di usufruire della tecnologia Hybrid SLI può essere fatta anche da BIOS: andando nelle funzionalità avanzate prima dell'avvio del sistema operativo è possibile scegliere se disattivare completamente il controller video integrato e lasciare che le 2 GeForce GTX280M lavorino sempre. Se da un lato la scelta può rappresentare un controsenso, vista l'inibizione di una delle funzionalità peculiari del portatile, dall'altro è caldamente consigliabile durante l'utilizzo del sistema in modalità desktop replacement: il driver, per quanto ottimizzato non reagisce sempre correttamente all'attivazione delle due schede video dedicate, lasciando GeForce 9400M come controller video primario e direzionando a quest'ultimo il carico di lavoro 3D, con conseguente decadimento prestazionale.

L'analisi colorimetrica ha rivelato una ottima resa dei colori questo display: sin dai primi utilizzi, a occhio nudo, la qualità del pannello risalta per qualità e precisione. Tracciando il triangolo di gamut ricavato dalle coordinate cromatiche viene evidenziata l'ottima aderenza al triangolo di riferimento dello standard ITU-R BT.7095. La soluzione risulta quindi estremamente fedele e precisa. I colori primari Blu e Rosso sono riprodotti molto fedelmente e solo il colore verde fa segnare una variazione sensibile rispetto al riferimento. La situazione rimane invariata anche per tutti gli altri colori. Il punto di bianco vira in modo quasi impercettibile verso tonalità più fredde, inconveniente che può essere risolto mediante una leggera taratura del pannello. La scelta di optare per un display di tipo glossy è da affiancare agli scenari di utilizzo che questo sistema andrà a ricoprire: Alienware è una proposta per natura desktop replacement, che difficilmente sarà spostata dalla scrivania.

La regolazione della retroilluminazione del pannello è gestibile attraverso otto differenti livelli: dal grafico sopra riportato possiamo notare che l'incremento di luminanza risulta essere piuttosto regolare per i primi sei step di regolazione, per poi subire una brusca impennata negli ultimi due. Avremmo preferito un passaggio più omogeneo e graduale per tutto l'arco di intervento dei comandi di regolazione, che avrebbero consentito un maggior adattamento della retroilluminazione alle più disparate condizioni di illuminazione ambientale. Al massimo livello la luminanza raggiunge il valore di 134,025 candele su metro quadro, un risultato molto buono che consente di mantenere un'adeguata leggibilità anche in presenza di una intensa luce ambientale.

Anche l'andamento della profondità del nero rispecchia quello che abbiamo avuto modo di riscontrare nell'analisi della luminanza: un andamento regolare per i primi sei livelli e un gap più marcato tra il sesto ed il settimo step. Nel complesso il nero risulta essere molto profondo a tutti i livelli di potenza della retroilluminazione: anche ai livelli più elevati siamo ben lontani dal valore unitario di candela su metro quadro. Il maggior rapporto di contrasto, 648:1, è stato rilevato al penultimo livello di regolazione della retroilluminazione.

A Seguire la videorecensione di Alienware M17x:

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