ASUS ROG Swift PG259QNR: il valore aggiunto dei 360Hz

ASUS ROG Swift PG259QNR: il valore aggiunto dei 360Hz

Da qualche giorno portiamo avanti i nostri test, sia misure colorimetriche che sulle latenze, sul nuovo ASUS ROG Swift PG259QNR. Parliamo di un monitor molto particolare, principalmente per il supporto ai 360 Hz, ma non solo. Fra le altre tecnologie, infatti, è uno dei primi dotato di NVIDIA Reflex Latency Analyzer

di , Rosario Grasso pubblicato il nel canale Periferiche
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ASUS ROG Swift PG259QNR non può essere certamente definito un monitor "normale". Nasce principalmente per venire incontro alle esigenze dei moderni appassionati di eSport con un refresh rate massimo pari a 360 Hz. Basato su un pannello Fast IPS da 24,5 pollici, opera alla risoluzione Full HD. Abbiamo inoltre un tempo di risposta GtG di 1 millisecondo, supporto HDR10 e integrazione di un modulo Nvidia G-Sync per sincronizzare refresh rate del monitor e frame rate prodotto dalla scheda video per immagini di gioco fluide senza tearing, stuttering o input lag.

ASUS ROG Swift PG259QNR

Attenzione perché esistono due versioni dello stesso monitor, PG259QN e PG259QNR, dove la seconda (il cui nome finisce per R) offre Reflex Latency Analyzer, uno strumento di misurazione della latenza integrato nel monitor. Reflex Latency Analyzer rileva i click provenienti dal mouse e misura il tempo necessario affinché i pixel risultanti (ad esempio il fuoco della canna di una pistola) cambino sullo schermo.

Per capire a cosa serve Reflex Latency Analyzer bisogna partire da Nvidia Reflex, una nuova tecnologia introdotta dai tecnici del fornitore di schede video per misurare e ottimizzare la latenza generata dall'intera postazione di gioco con i titoli multiplayer competitivi. È adesso presente in titoli come Fortnite, Valorant, Call of Duty: Modern Warfare (2019) e Call of Duty: Warzone, mentre alcuni nuovissimi schermi con refresh rate di 360 Hz (non solo il PG259QNR) includono un sistema per misurare la latenza senza le necessità di un sensore esterno.

ASUS ROG Swift PG259QNR

Nvidia Reflex Latency Analyzer, dunque, è indirizzato ai giocatori appassionati di eSport per modificare in maniera consapevole le impostazioni del sistema e del monitor in modo da essere certi di giocare alle latenze più basse possibili. Un monitor a 360 Hz, infatti, riduce considerevolmente le latenze, permette un gameplay più fluido e fornisce vantaggi competitivi ai giocatori che di base possiedono le abilità.

Nvidia Reflex Latency Analyzer rileva i clic provenienti dal mouse e misura il tempo necessario affinché i pixel dello schermo cambino in luminanza in funzione del click. Il classico esempio è il colpo esploso dalla pistola che produce un bagliore intorno alla canna della pistola stessa. Nel caso di CS:GO, invece, la latenza si può rilevare sfruttando il passaggio dalla modalità "ironsight", in cui il bordo del mirino è in nero, all'attimo subito successivo quando, una volta esploso il colpo, non si è più in "ironsight". Il sistema riesce a rilevare i clic del mouse e non ha bisogno di un sensore esterno grazie alla tecnologia di USB passthrough integrata nel monitor. Per sfruttare l'analizzatore di latenza, infatti, il mouse va connesso al PC con il cavo USB upstream, mentre un secondo ingresso USB consente di connettere il mouse direttamente al monitor.

ASUS ROG Swift PG259QNR

La misurazione della latenza del sistema in precedenza era estremamente difficile da eseguire, richiedendo macchine fotografie e attrezzature specializzate, insieme ad estrema dedizione (ne abbiamo parlato in questa analisi tecnica). Adesso, tutte queste difficoltà vengono eliminate con l'introduzione di alcuni specifici monitor da parte di Acer, Alienware, Asus e MSI. Badate, inoltre, che non tutti i mouse funzionano con l'analizzatore di NVIDIA, visto che servono, anche in questo caso, periferiche selezionate fornite da ASUS, Logitech, Razer e SteelSeries. Noi abbiamo usato Asus ROG Chakram Core, un mouse che introduce una latenza ridottissima (ai vertici del settore) inferiore al millisecondo.

Quello che NVIDIA qui vuole trasmettere è una sorta di superamento del metro di paragone dei frame per secondo per identificare le prestazioni dei giochi nel contesto multiplayer competitivo. Ciò che realmente conta è la reattività di tutta la postazione di gioco rispetto all'interazione del giocatore: dagli fps quindi si passa ai ms, millesimi di secondo, ovvero alla latenza. Secondo NVIDIA, ridurre la latenza è il modo più efficace per migliorare la mira e le prestazioni del giocatore, dove per latenza, è giusto ribadirlo, intende il tempo che intercorre tra il clic sul mouse e la variazione a schermo.

Pertanto, questo concetto coinvolge varie componenti della postazione di gioco, dalla parte di input su mouse e tastiera al lavoro di elaborazione della CPU e di rendering della GPU. Riguarda, inoltre, il modo in cui la GPU invia le informazioni sui pixel al monitor e il tipo di refresh che quest'ultimo esegue (abbiamo approfondito questo punto nella già menzionata analisi tecnica). Secondo NVIDIA, l'SDK di Reflex che ha inviato agli sviluppatori di videogiochi consente alla CPU di iniziare a inviare alla GPU le istruzioni su come deve eseguire il lavoro di rendering prima che il frame precedente sia stato completato, il che risolve i problemi di "render queue".

ASUS ROG Swift PG259QNR

Ciò consente tempi di risposta migliori che si riflettono in una maggiore precisione nella mira, anche perché in questo modo si accorcia l'intervallo di tempo che separa il clic del mouse alla visualizzazione della conseguenza al clic stesso, ovvero al lavoro del gioco e del suo motore grafico. Stiamo parlando di qualcosa di simile alla Modalità bassa latenza già presente nei driver di NVIDIA, ma con la differenza che in questo caso il tutto avviene a livello di motore grafico, e non di driver, il che aumenta le performance.

ASUS ROG Swift PG259QNR

L'integrazione di Reflex direttamente nel motore grafico produce un altro aspetto che prima era gestito a livello driver, ovvero ciò che nel pannello di controllo NVIDIA corrisponde alla voce "Modalità di gestione dell'alimentazione" -> "Preferisci le prestazioni massime". Se abilitata, infatti, questa voce porta a un aumento della frequenza di clock della GPU al fine di inviare al pannello i frame pronti in maniera leggermente più veloce in quei casi in cui la CPU è il collo di bottiglia.

Come abbiamo detto le latenze dipendono non solamente dal sistema di input e da quello di output, ovvero il monitor, ma anche dalla fase di elaborazione. Come abbiamo già visto in altri test, aumentare la risoluzione o abilitare il Ray Tracing contribuisce ad aumentare le latenze. Di qualche millisecondo, in realtà, ma in un contesto in cui ogni singolo millesimo di secondo ha un significato.

ASUS ROG Swift PG259QNR

Reflex Latency Analyzer si serve del processore G-SYNC incluso nei monitor, perché è deputato al rilevamento del cambiamento di luminanza nell'area dello schermo indicata tramite l'OSD. Nel passaggio successivo, confronta questo dato con i valori dei pixel così come sono nel frame buffer (a cui ha accesso tramite i driver Nvidia). Il monitor riporta questi numeri alla GeForce Experience, che li visualizza in tempo reale in overlay. La porta USB Reflex del monitor di cui abbiamo già parlato è un semplice passthrough che segue i clic del mouse senza aggiungere latenza.

Il principale obiettivo di Nvidia Reflex è dunque quello di contenere l'impatto sulla latenza generato dall'incremento di dettaglio visivo, così come della risoluzione. In altri termini, quando il collo di bottiglia diventa la GPU, Reflex aiuta ad avere latenze il più possibile basse. Se l'uso della GPU non tocca almeno il 98%, dunque, il taglio della latenza diventa improbabile.

ASUS ROG Swift PG259QNR

Ma cominciamo con i test. Abbiamo provato Reflex su una postazione dotata di AMD Ryzen 1700X e 16 GB di RAM, con due schede video differenti: GeForce GTX 1080 e GeForce RTX 3080. Lo abbiamo fatto con i primi giochi che supportano Reflex, prima menzionati, disabilitando da pannello di controllo Nvidia il V-Sync e impostando il monitor a vari refresh rate, ovvero 60, 144 e 360 Hz, quello di default (ovviamente, con V-Sync abilitato i risultati sarebbero stati ben differenti e le latenze si sarebbero dilatate, soprattutto ai refresh rate bassi).

ASUS ROG Swift PG259QNR

Per poter far dialogare Reflex Latency Analyzer con il sistema abbiamo usato una versione modificata di GeForce Experience, messa a disposizione da Nvidia. Siamo andati in "Impostazioni" e abbiamo cliccato su "Abilita le funzionalità sperimentali". A questo punto GeForce Experience ci ha permesso di abilitare un overlay (con Alt+R) che ci ha permesso di tracciare una serie di dati sulle latenze, tutto in tempo reale. Non si tratta solamente del dato sulla latenza geniale del sistema, ma nello specifico di tutte le componenti. Nei grafici seguenti abbiamo riportato la latenza media dopo una serie di tentativi (considerate che i risultati sono molto variabili in funzione di una moltitudine di parametri, e che occorre procedere con la media per avere un dato che abbia un significato).

ASUS ROG Swift PG259QNR

Reflex Latency Analyzer si attiva tramite l'OSD del monitor e consiste in un "Monitoring Rectangle" che va posizionato nell'area dello schermo dove si verifica il bagliore legato allo sparo di cui abbiamo parlato prima. Questi sono i pixel che il processore G-Sync analizza e confronta con il frame buffer per misurare il tempo che intercorre tra il clic sul mouse e la variazione di luminanza sul pannello.

ASUS ROG Swift PG259QNR

Siamo partiti con Valorant, un gioco che sulla nostra postazione di test tocca e supera i 400 frame per secondo, con la RTX 3080. Nvidia Reflex è disponibile in due varianti: "Si" e "Ultra" (si chiama On+Boost nel caso di Fortnite che vedremo più avanti), che si differenziano per il fatto che quest'ultima è ottimizzata per quelle condizioni in cui è la CPU, e non la GPU, il collo di bottiglia. Abbiamo deciso di suddividere i risultati in due grafici, per comodità di lettura, lasciando la stessa scala, in modo che possa essere possibile confrontarli a colpo d'occhio. Come dovrebbe essere ormai chiaro, la latenza è inversamente proporzionale al frame rate, e dunque in questo scenario i dati sono questi.

NVIDIA Reflex - benchmark

NVIDIA Reflex - benchmark

Notiamo che passare a una scheda video di nuova generazione ha un significato anche sul piano della latenza. Il dato di soli 12 millesimi di secondo fatto registrare dalla 3080 è molto significativo: è una latenza realmente molto contenuta che, grazie a un monitor a 360 Hz come questo, consente di giocare eSport in maniera quasi totalmente fedele riguardo alle tempistiche di reazione della postazione rispetto all'interazione del giocatore.

Passiamo a Call of Duty Warzone, la modalità Battle Royale gratuita di Call of Duty Modern Warfare. Qui notiamo subito un cambiamento: mentre Valorant è un gioco che si basa su mappe molto piccole, con una grafica semplificata per favorire il frame rate, Warzone offre ai giocatori grandi mondi aperti, molto più dettagliati. Il test con Warzone, inoltre, è stato molto più difficoltoso rispetto al precedente, perché nel gioco manca uno scenario adatto per poterlo eseguire. Mentre in Valorant è infatti possibile lanciare una partita di allenamento priva di bot, in Warzone bisogna eseguire il test durante una sessione di tipo Battle Royale con i bot e con l'anello vitale che si restringe. Abbiamo individuato una posizione su una torre non raggiunta dai bot, ma le munizioni limitate e l'impossibilità a rimanere fermi a lungo (in uno schema di gioco come questo, di tipo Battle Royale) ci ha reso la vita non proprio facile.

NVIDIA Reflex - benchmark

NVIDIA Reflex - benchmark

Anche in questo caso la 3080 ha ridotto le latenze in maniera considerevole. Si noti, inoltre, che Warzone, pur essendo a mondo aperto, è basato su un ottimo motore grafico, che consente di giocare con la nostra postazione a più di 100 frame al secondo, anche con la 1080. Esiste un'opzione di Ray Tracing, ma è quasi del tutto inefficace, non migliora la grafica e non grava sul carico di lavoro della GPU.

Le cose cambiano considerevolmente con Fortnite, che è un gioco con un'ottima implementazione del Ray Tracing (come visto in passato) e per il quale Reflex dà la sensazione di funzionare meglio. Sicuramente è integrato con maggiori accortezze: fra le opzioni grafiche di Fornite, infatti, potete notare la presenza di tre nuove voci, Indicatori di latenza, Nvidia Reflex (come negli altri giochi con supporto) e Lampo latenza. In particolare, il Lampo Latenza riproduce un piccolo quadrato bianco in concomitanza della pressione sul tasto del mouse adibito allo sparo.

Quest'ultimo in particolare ci è stato molto utile per i nostri test. Abbiamo posizionato il "Monitoring Rectangle" di Reflex Latncy Analyzer sul quadrato bianco, e questo ci ha dato una maggiore consistenza nei risultati che abbiamo raccolto. Eccoli, a partire dallo scenario in cui Ray Tracing e DLSS non sono abilitati.

NVIDIA Reflex - benchmark

NVIDIA Reflex - benchmark

Anche qui ci troviamo al cospetto di un frame rate superiore ai 100 fps e le latenze sono tutto sommato accettabili, benché superiori al caso di Valorant (spannometricamente siamo su 400 vs 180 frame per secondo con la 3080). Ma che succede se abilitiamo il Ray Tracing?

NVIDIA Reflex - benchmark

NVIDIA Reflex entra in funzione quando il gioco gira sotto i 100 frame per secondo
Il grafico mostra bene come Reflex faccia un grande lavoro in queste condizioni, accorciando l'impatto sulla latenza che ha un'opzione come il Ray Tracing che aumenta considerevolmente il carico di lavoro della GPU (in queste condizioni Fortnite girava a 70/80 frame al secondo). Reflex riporta la latenza a valori assimilabili all'esecuzione con Ray Tracing disabilitato anche quando quest'ultimo è in funzione.

NVIDIA Reflex - benchmark

Un discorso analogo va fatto anche per DLSS, di cui abbiamo più volte decantato le lodi. Come Reflex, e in maniera ancora più competitiva, DLSS consente di giocare in Ray Tracing con latenze basse. Come abbiamo visto in precedenti occasioni, DLSS sfrutta una serie di elaborazioni fatte a monte, e implementate tramite driver Nvidia, per snellire il lavoro della scheda video in locale su anti-aliasing e upscaling delle texture.

Per finire, ma è più una provocazione che altro, ecco il confronto tra 3080 e 1080 con Ray Tracing abilitato. Fortnite, infatti, consente di giocare in Ray Tracing (ma non di abilitare il DLSS) anche con una scheda video priva della relativa integrazione in hardware come la 1080. Ovviamente, però, non si va oltre i 14/15 fps.

NVIDIA Reflex - benchmark

Ma torniamo al monitor ASUS ROG Swift PG259QNR e alle sue caratteristiche peculiari. Si tratta di una soluzione accattivante visivamente che, come tutti i monitor ASUS ROG, sul retro offre un'illuminazione molto appariscente, regolabile tramite il sistema Aura Sync.

ASUS ROG Swift PG259QNR

Oltre a tutto quello che abbiamo detto in termini di latenza, ROG Swift 360Hz PG259QN ha anche un design pensato per gli eSport che consente ai giocatori di concentrarsi sull’azione a schermo grazie a diverse funzionalità che riducono al minimo le distrazioni. Una speciale cornice inferiore antiriflesso, ad esempio, aiuta a diminuire i riflessi sullo schermo mentre un supporto salvaspazio a forma di V consente di avvicinare mouse e tastiera al monitor così da liberare più spazio per il proprio setup da gaming.

ASUS ROG Swift PG259QNR

Il monitor include un grande dissipatore personalizzato con una superficie per lo scambio di calore più ampia rispetto a quelle degli altri display, assicurando un raffreddamento efficiente durante lunghe sessioni di gioco.

Tra le altre cose, ROG Swift PG259QNR dispone di un kit di montaggio da scrivania che consente di risparmiare spazio. ROG Desk Mount Kit può essere cambiato con il supporto del monitor in soli tre semplici passaggi e ha un morsetto a C che si apre fino a 80 mm di larghezza per compatibilità con la maggior parte delle scrivanie. Abbiamo anche un sistema di Pivot da 0° +90° e la disponibilità della porta HDMI 2.0 oltre alla DisplayPort 1.4.

ASUS ROG Swift PG259QNR

La HDMI 2.0 (non presente in tutti i monitor ad alto refresh rate) sarà cruciale per le console di nuova generazione, che toccano i 120 Hz ma sono prive di DisplayPort. In altri termini, questo monitor, che rimane principalmente pensato per gli appassionati di eSport, potrebbe diventare una soluzione indispensabile anche per chi volesse acquistare una delle nuove console.

ASUS ROG Swift PG259QNR

Per quanto riguarda il resto delle funzionalità, ritroviamo aspetti tipici dei monitor ASUS ROG testati in passato. È simile il joystick posto sul retro, così come i vari pulsanti con cui si può interagire con l'OSD. Ritornano i classici scenari ROG suddivisi per tipologia di gioco, ma debutta lo scenario eSport, il quale va abilitato per ottenere il taglio alle latenze che abbiamo nel corso dell'articolo descritto.

ASUS ROG Swift PG259QNR

ROG Swift 360Hz PG259QNR - misure colorimetriche

Le misure di questo monitor, effettuate con il profilo sRGB, ci hanno permesso di riscontrare un comportamento molto buono. La copertura del gamut sRGB è pressoché completa, mentre curva di gamma e bilanciamento del bianco si rivelano ottimi. La naturale conseguenza è una fedeltà cromatica di alto livello, con un valore di deltaE complessivamente ben contenuto che in sole tre occasioni supera il valore di 1. In questo caso, con questo profilo specifico, vediamo che la luminanza massima viene limitata a 105 candele su metro quadro, ma in realtà il pannello è in grado di spingersi fino a oltre 440 nit come testimonia la rilevazione della scala di grigi attivando la modalità HDR. Gli altri profili presenti (Scenery, Racing, Cinema, RTS/RPG, G-Sync eSport) non apportano alcun miglioramento al comportamento dello schermo in termini di qualità di immagine, ma vanno ad agire su alcuni parametri per adeguarne meglio il comportamento a seconda di ambiti di impiego specifici soprattutto in ottica videoludica. Nel complesso, dal punto di vista puramente colorimetrico e tonale, ci troviamo dinnanzi ad un pannello di tutto rispetto per gli utilizzi hobbistici più comuni.

ASUS ROG Swift PG259QNR

ASUS ROG Swift PG259QNR

ASUS ROG Swift PG259QNR

ASUS ROG Swift PG259QNR

In definitiva, questo articolo va a completare un ragionamento che abbiamo iniziato quando abbiamo parlato delle nuove tecnologie di Nvidia per misurare e ottimizzare le latenze e dell'implementazione di Ray Tracing e Nvidia Reflex in Fortnite, che vi invitiamo a consultare per avere una panoramica chiara e completa del fenomeno. Quello che qui dobbiamo ribadire è che Nvidia ha avviato un lavoro volto a portare quanto più vicino a 0 le latenze dell'intera postazione di gioco, da canto suo agendo sulla pipeline di rendering, e al tempo stesso supportando le altre periferiche che compongono la postazione, mouse e monitor prima di ogni altre. Alla luce anche dei risultati della nostra analisi colorimetrica, dunque, possiamo solo confermare che ASUS ROG Swift PG259QNR è al momento la soluzione ideale per l'appassionato di eSport.

ROG Swift 360Hz PG259QNR - SPECIFICHE TECNICHE

Dimensioni del pannello (diagonale) Schermo senza cornice su tre lati da 24,5 pollici (16:9) 
Retroilluminazione pannello Fast IPS
Superficie espositiva Antiriflesso
Risoluzione 1920 x 1080
Luminosità 400 cd/m2 (typical/HDR on)
Refresh rate 360 Hz (nativo)
Angolo di visione (CR10) 178°(orizzontale) / 178°(verticale)
Numero di colori visualizzati 16,7 millioni
Tempo di risposta 1 ms (GTG)
Supporto HDR (High Dynamic Range) HDR 10
Precisione del colore ΔE < 1.5
GameVisual modalità G-Sync Esports, RTS/RPG, Racing, sRGB, Cinema e Scenery
Pre-calibrazione Si
GamePlus Crosshair, Timer, FPS Counter, Display Alignment e Stop watch
ULMB Supporto a 240 Hz e 144 Hz
Processore G-SYNC Si
Input / Output DisplayPort 1.4,HDMI 2.0, USB 3.0 x 2, jack per le cuffie
Caratteristiche meccaniche Tilt: -5°–+20°, Swivel: -25°–+25°, Pivot: 0°–+90°, Height Adjustment: 0–120 mm, VESA Mount: 100 x 100 mm
Dimensioni 557 x (379–499)  x 247 mm (con lo stand)
688  x 254  x 508 mm (confezione)
Peso 7.1kg (N.W), 9.9 kg (G.W) 
Conformità e standard TÜV flicker free, TÜV low blue light
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16 Commenti
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Pino9003 Novembre 2020, 08:32 #1
[BOOMER MODE ON]
Ai miei tempi si giocava a CoD 2 con 300-400 di ping su portatili che se facevano girare windows già era tanto. E si vinceva pure!
pity9103 Novembre 2020, 09:04 #2
certo che leggere "COD Warzone ha un ottimo motore grafico " ti fa capire subito il livello del TEST.
Favuz03 Novembre 2020, 10:14 #3
Già 240Hz sono inutili per il 90% degli utenti, non è che spendendo 900 euro per un monitor full hd improvvisamente diventi più forte a fortnite o a COD.
Benna8003 Novembre 2020, 11:19 #4
Abbiate pazienza redazione, ma non si è tocato minimamente il tema della latenza?

Cioè, un conto sono le specifiche tecniche da cartellino da esposizione, un conto sono le prove sul campo.
Trattandosi di un pannello IPS mi sarei aspettato verifiche sui tempi GtG e MPRT.

Poi si, dire che Warzone ha un ottimo motore grafico significa non aver mai giocato seriamente a Warzone.
Oltretutto, bastava giocare a malloppo e non si aveva più il problema del cerchio che si stringe e quindi della relativa difficoltà di ricreare uno scenario di test ripetibile.

Va beh, diciamo che è una recensione non all'altezza di quelle che solitamente sono pubblicate qui
StIwY03 Novembre 2020, 11:49 #5
Tutto marketing per pollastri. Quante risate pensando a tutti quelli che cercando di diventare "PRrrrrrrrrRRRo gheimers" s'accattano tutta questa paccottiglia a peso d'oro, per guadagnare <20ms credendo di diventare qualcuno negli eSport

Col talento ci si nasce, gli accessori possono darti un piccolo aiutino, ma sarà completamente sprecato se sei una pippa.
Marko#8803 Novembre 2020, 12:34 #6
Originariamente inviato da: Favuz
Già 240Hz sono inutili per il 90% degli utenti, non è che spendendo 900 euro per un monitor full hd improvvisamente diventi più forte a fortnite o a COD.


Fai pure 99%.
StIwY03 Novembre 2020, 13:50 #7
All'epoca quando giocavo a Wolfenstein Enemy Territory ( e c'ho giocato per quasi tre anni assiduamente ) ero un giocatore di buon livello, ma c'era un italiano che nell'1vs1 mi faceva quasi sempre il culo. Io col mouse da "gamer" Un Logitech MX310, lui con un Logitech TRACKBALL Inutile dire l'umiliazione continua di dover negare gli 1vs1 quando me lo chiedeva. Perchè so che non potevo eguagliarlo, al massimo potevo killarlo 3 volte su 10, ma vinceva sempre con un netto margine

E come me, falciava la maggior parte dei giocatori che avevano CRT da 21-24 pollici a 1600x1200, PC super pompati, internet in fibra ottica e tutto quello che poteva desiderare all'epoca un gamer; mentre quello era un "morto di fame" al confronto.
xarz303 Novembre 2020, 13:50 #8
Finché questa latenza varia da giocatore a giocatore di pochi ms é un fattore del tutto ininfluente rispetto al ping
Gnubbolo03 Novembre 2020, 14:41 #9
StIwy.. il culo te lo faceva vegeta ?
StIwY03 Novembre 2020, 17:53 #10
Originariamente inviato da: Gnubbolo
StIwy.. il culo te lo faceva vegeta ?


No era Xylos quello di cui parlavo, se non ricordo male. Per me era il top player italiano, era sempre bravo in tutte le situazioni. Poi ce n'erano altri come Sengo, Bonehead.....ecc ecc., i quali provenivano da RTCW quindi già ben allenati, non a caso giocavano tutti in nazionale. Vegeta lo ricordo, qualche partita insieme o contro l'ho fatta, ma non c'ho mai avuto confidenza. Aveva la sua ristretta cerchia di amici con cui nerdava ogni giorno.

Bei tempi...su teamspeak a bestemmiare o gioire, a seconda fino alle 2 di notte

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