SIAE regala 22 iPhone, acquistati in Francia, in segno di sfida ad Apple

SIAE regala 22 iPhone, acquistati in Francia, in segno di sfida ad Apple

Mossa al limite del ridicolo, quella inscenata dalla SIAE nella giornata del 30 luglio presso il teatro del Burcardo a Roma. Ecco i diversi motivi per cui a volte è meglio tacere per non peggiorare la già compromessa immagine

di pubblicato il nel canale Multimedia
AppleiPhone
 

La politica a fianco del cittadino (iscritto alla SIAE)

In platea anche Francesco Boccia, il parlamentare del Partito democratico e presidente della commissione Bilancio della Camera dei deputati: "Ci vuole forza, coraggio e libertà per sostenere questa battaglia culturale - ha detto Boccia - La musica e il cinema sono stati i primi comparti ad avere il commercio elettronico e sono stati travolti dall'economia digitale che ha trasformato la vita nostra e quella dei nostri figli. Le risorse accumulate da queste società che vendono pubblicità sulla rete sono enormi, loro non pagano le tasse nel Paese in cui producono reddito. L'equità fiscale che io sostengo non deve essere vista come un freno allo sviluppo della rete".

Il parlamentare Francesco Boccia, Presidente della V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati, da tempo porta avanti la propria battaglia per far pagare alle multinazionali del web le imposte dovute anche in Italia, visto che da noi arrivano briciole grazie al giochino delle sedi legali e amministrative dove la tassazione è minore. Una battaglia giusta e legittima, ci mancherebbe, anche se ci sfugge davvero il legame fra Apple e la vendita di pubblicità sulla rete (si riferiva forse a Google, su tutte?). Ovviamente ci riferiamo al passaggio riportato dalla SIAE e non conosciamo il contenuto completo dell'intervento, motivo per cui tendiamo a considerare il parlamentare come informato sui fatti ma mal citato dalla SIAE.  Innegabile e assolutamente condivisibile la posizione di chi voglia sostenere lo sviluppo, ma a nostro avviso, per coerenza, si trovava dalla parte sbagliata della barricata vista l'assurdità dell'equo compenso e all'intrinseco freno alle vendite che porta in dote. Magari, esattamente come per il Ministro, si ascoltano solo voci e non altre ma c'è margine per rimediare, come vedremo dopo.

Paolo Virzì: "Il decreto firmato da Franceschini sull'equo compenso è giusto adesso, il futuro è lo streaming legale ma bisogna tenere conto dei veloci mutamenti della tecnologia che ha sempre più bisogno della materia creativa - conclude Virzì -. L' industria culturale necessita di risorse perché solo in tal modo gli artisti possono essere liberi e dedicarsi alla loro arte. In un futuro senza cinema, musica, teatro avremmo una vita inservibile che non augurerei a nessuno".

“Qualche giorno fa il regista Enrico Vanzina è andato in farmacia - ha raccontato Andrea Purgatori, autore e sceneggiatore oltre che giornalista - La dottoressa al bancone si lamentava perché quella sera doveva andare al cinema.’Il mio compagno ha cercato di scaricare un film ma non l’ha trovato e mo’ dobbiamo andarlo a vedere in sala’. Vanzina ha resistito alla tentazione di prendere le medicine senza pagarle e dirle ‘faccia conto che le ho scaricate”. Il paradosso serve a illustrare la difficile situazione che viviamo- ha aggiunto Purgatori - con queste multinazionali che hanno grossi scheletri nell'armadio, come la truffa Verbatim da 96 milioni di euro dei mesi scorsi, un tesoretto accumulato evitando in maniera piratesca di pagare diritto d'autore e copia privata".

A Paolo Virzì possiamo ricordare che lo streaming è una realtà da molto tempo nella sua forma più genuina e legale per cui si pagano già i diritti, e con il decreto Franceschini persino due volte. Dove sarebbe giusto? Che l'industria necessiti di risorse è fuor di dubbio, che a pagarlo siano tutti i consumatori che acquistano qualsiasi apparecchio tecnologico a prescindere dall'utilizzo, qualche dubbio invece lo solleva. Ripetiamo che il problema è reale e condivisibile, ridicola è la soluzione adottata.

Andrea Purgatori tira in ballo, con un esempio, il tema della pirateria. La stessa pirateria che nulla a che vedere con l'equo compenso, come dalle parole stesse del Ministro Franceschini in questo video ("la copia privata non c'entra per niente con la pirateria, parliamo di chi si scarica una copia", si vada al minuto 13:00). Citiamo il ministro parola per parola prima che qualcuno ci dica che siamo capziosi.

Tirando le somme: la mossa di SIAE appare goffa e senza alcun senso. Non serve a dimostrarci nulla, si sa da tempo che altrove gli iPhone costano meno, anche in virtù di una tassazione IVA più bassa (anche questa finisce nelle cose omesse). Qualche giorno fa SIAE ha anche chiamato a raccolta le associazioni dei consumatori, in seguito alla strabiliante scoperta (...) che Apple aveva alzato i prezzi. Mosse del genere si commentano da sole, anche se immaginiamo la prima, impulsiva risposta che sarà venuta in mente alle associazioni dei consumatori che da tempo si battono contro l'equo compenso, che di equo non ha nulla. Regalare 22 iPhone non apporta legittimazione alla tassa sull'equo compenso anzi, non fa che aumentare il bacino di utenti scontenti.  Volendo essere davvero crudeli ci si potrebbe chiedere se i soldi spesi (da 15598€ a 20174€, a seconda se sono andati al risparmio con il modello da 16GB o hanno fatto i signori con il 64GB) provengono dall'equo compenso, sovvenzionati quindi anche da chi di noi ha acquistato un hard disk per le foto delle vacanze, ma vorrebbe dire infierire. 

Chiudiamo con una considerazione e con la solita domanda a cui nessuno risponde, a nessun livello. Il Ministro Franceschini e l'onorevole Francesco Boccia sono probabilmente inconsapevoli del fatto che portando avanti la causa dell'equo compenso stanno scavando una fossa quasi invalicabile fra loro e molti degli elettori che li hanno sostenuti, tra l'altro con la supponenza di chi non vuole nemmeno ascoltare pareri discordanti e associazioni di consumatori.


"E' giusto che chi acquista un hard disk esterno o una memoria per la macchina fotografica, paghi per il compenso di copia privata quando non utilizzerà mai questi dispositivi per fruire di contenuti multimediali?

Nonostante tutto, siamo ancora dell'idea che chi legifera sia stato pessimamente consigliato da persone che vivono in un altro mondo, motivo per cui la nostra "battaglia di informazione" prosegue, nella speranza che almeno un decimo delle cose scritte (non solo da noi) venga presa in considerazione fra 12 mesi, quando cioè il decreto potrebbe venire ridiscusso.

109 Commenti
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Balthasar8531 Luglio 2014, 15:35 #1
Grazie per aver regalato CON I NOSTRI (miei no di certo) SOLDI 16000€ di iPhone. Bello spillar milioni e darne 1600€ indietro.

Come se sfondassi la dentiera ad una nonnina fuori la posta per rubarmi la pensione e poi mi presentassi in ospedale con un omogeneizzato visto che non può più masticare.


CIAWA
Therinai31 Luglio 2014, 15:49 #2
Apple modificherà la dicitura, SIAE griderà al trionfo, Apple incorporerà la cifra della tassa nel prezzo di produzione al prossimo giro di presentazione prodotti, non indicadolo quindi dettagliatamente. Pagheranno sempre e comunque i consumatori, senza però che tutto appaia davanti agli occhi. Piccola indicazione dal mondo reale: è quello che succede già da anni con tutti gli altri produttori.

Questo è il succo del discorso, ovviamente alla SIAE non gliene frega niente del prezzo finale dei prodotti impattati, il problema è che apple, a mio modo di vedere giustamente, dettaglia il costo dell'equo compenso scorporandolo.
Alla fine l'avrà vinta SIAE, tanto qua in italia gli iphone si vendono a qualsiasi prezzo.
barzokk31 Luglio 2014, 15:50 #3
Bordin, a me sembra, e glielo segnalo, che in fattura il compenso deve essere indicato, lo dice la stessa SIAE qui
http://www.siae.it/view.asp?pdf=Mus...orsoImprese.pdf
E' il modello con cui una azienda può chiedere il rimborso.

Il sottoscritto, consapevole che la facoltà di rimborso è esercitabile entro e non oltre il termine di 90 giorni dalla fine del trimestre solare in cui è stato fatto l’acquisto dei supporti vergini, memorie e apparecchi di registrazione, allega alla presente:
-Fattura/e di acquisto dalla/e quale/i risultano quantità, tipo e marchio/i dei prodotti acquistati, nonché l’ammontare del corrispondente compenso per “copia privata”.


Dovrebbero indicarlo tutti, tassa o compenso che sia, almeno chi compra si regola di conseguenza e se è una azienda può chiedere il rimborso.
Ma sono sicuro che se tutti lo indicassero e le aziende chiedessero il rimborso, la SIAE avrebbe qualcosa da dire lo stesso
Pier220431 Luglio 2014, 15:59 #4
Non commento perchè potrei dire cose vomitevoli sia su Franceschini che al vertice SIAE

Nel Frattempo, tanto per non aumentare una tensione al limite della sopportazione tra cittani e governo, ecco cosa dice oggi il commissario Cottarelli riguardo la Spending Review:

[B][U]Spending review: perché Cottarelli minaccia le dimissioni
Più di un miliardo e mezzo di uscite, soprattutto per le pensioni anticipate di statali, parlamentari e insegnanti. Le ragioni dello scontro tra il governo e il commissario taglia-spese[/U][/B]

Ecco la situazione reale in ItaGlia.
wal7er31 Luglio 2014, 16:02 #5
Ecco dove vanno a finire i soldi dei borderò... ma andate axxxxxxxx!
diddum31 Luglio 2014, 16:03 #6

dura rappresaglia

certo che quelli della siae con questa rappresaglia alla pulp fiction
ci sono andati pesanti.

Immagino Tim Cook stia piangendo chiuso nello sgabuzzino per quei 22
device venduti in francia e non in italia...


Marok31 Luglio 2014, 16:05 #7
Questa vicenda dimostra l'idiozia che regna in SIAE.
Mi fanno proprio pena.
Gilthanas9131 Luglio 2014, 16:05 #8

Andassero tutti a morire ammazzati

Ma li mortacci loro, non solo IO PAGO una tassa ingiusta su ogni stramaledetto bene elettronico che compro, foraggiando quella banda di mummie ambulanti che non conoscono neanche una tecnologia attuale, ma questi si permettono DI ANDARE IN FRANCIA a comprare iphone per un valore MINIMO di 16000 euro (e il viaggo? e il vitto?) E DI REGALARLI ad affiliati alla SIAE?

VAFFANCULO DICO IO. Voi maledette sanguisughe non vedrete MAI PIU' UN FOTTUTO CENTESIMO DI EURO DA ME! Ogni film, ogni canzone da oggi in poi la scaricherò in modo assolutamente illegale, farò in modo di riempire i miei hard disk con qualsiasi porcata io riesca a trovare sui torrent, purchè sia illegale.

Senza contare che voi stramaledetti balordi avete comprato quei cosi in FRANCIA, E QUINDI NON AVETE NEANCHE PAGATO LE TASSE ITALIANE! AVETE REGALATO IPHONE AI VOSTRI ASSOCIATI AGGIRANDO L'IVA E IL VOSTRO STESSO INIQUO COMPENSO! DOVRESTE ESSERE DENUNCIATI PER TRUFFA, ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, RAPINA!

Non avete un briciolo di onore e di orgoglio, siete solo capaci a campare sulle spalle dei poveri stronzi che cercano di vivere in modo dignitoso e onesto.

Ma arriverà il giorno che la stragrande maggioranza degli italiani non potrà più neanche pagarsi da mangiare, e spero di esserci quando arriverà quel giorno, e poter vedere i vostri corpi penzolare da un albero, appesi li da un popolo troppo bonaccione per reagire subito
Balthasar8531 Luglio 2014, 16:09 #9
Dovremmo raccogliere tutte le fatture di tutti i nostri acquisti tecnologici fatti all'estero da qui ad un anno e poi spedirli al ministero dell'economia con la dicitura "questi son i soldi che vi siete persi".


CIAWA
Littlesnitch31 Luglio 2014, 16:15 #10
Scusate ma non è evasione di IVA comprare beni per 16000€ e introdurli in Italia? O le regole vagoni solo per i poveri idioti come siamo noi popolo?
Io se mi compro qualcosa per quella cifra in Germania e i beccano che non ho pagato l'IVA in Italia mi fanno la multa, loro invece lo sbandierano ai 4 venti e nulla? Questi vanno eliminati.
Comunque mossa ineccepibile di Apple. Loro hanno una politica di prezzo definita quindi se viene introdotto un'ulteriore tassa loro la aggiungono al prezzo di vendita e fine dei discorsi, e visto che un iPhone non è un bene di prima necessità possono fare quello che gli pare con i prezzi.

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