Caso Intel - Antitrust, traduzione comunicato e FAQ

Caso Intel - Antitrust, traduzione comunicato e FAQ

Hardware Upgrade ha deciso di tradurre e pubblicare in lingua italiana la dichiarazione della Commissione Antitrust dell'Unione Europea sulla vicenda Intel, alla quale si aggiungono una serie di domande e risposte sempre messe a disposizione da Bruxelles, anche in questo caso tradotte per i nostri lettori

di , Andrea Bai pubblicato il nel canale Processori
Intel
 

Il documento ufficiale

A questo indirizzo è stato pubblicato l'atteso documento avente per oggetto la multa da 1,06 miliardi di Euro inflitta dalla Commissione Antitrust della Comunità Europea ai danni di Intel, rea di abuso di posizione dominante e di pratiche concorrenziali illegali. Abbiamo tradotto interamente il documento, insieme ad una comoda raccolta di domande e risposte messe a disposizione sempre dalla Comunità Europea, che troverete nelle pagine seguenti.

Antitrust: la Commissione Europea ha imposto una multa di €1,06 miliardi ad Intel per abuso di posizione dominante e ha intimato ad Intel di terminare le pratiche illegali.

La Commissione Europea ha imposto una multa di €1,06 miliardi ad Intel Corporation per la violazione delle regole antitrust del Trattato dell'Unione Europea circa l'abuso di posizione dominante nel mercato (Articolo 82) adottando pratiche illegali ed anticompetitive per escludere i concorrenti dal mercato dei chip per computer, denominati CPU x86. La Commissione ha inoltre disposto che Intel cessi immediatamente tali pratiche nella misura in cui siano ancora adottate. Nel periodo compreso tra Ottobre 2002 e Dicembre 2007 Intel ha mantenuto una posizione di dominio nel mercato mondiale di CPU x86 (con quote di mercato del 70% almeno). La Commissione ha riscontrato che Intel è coinvolta in due forme specifiche di pratiche illegali. Innanzitutto Intel ha offerto rimborsi parziali o completi ai produttori di sistemi dietro condizione che questi avessero comprato solamente, o per la maggior parte, CPU x86 da Intel. Intel ha inoltre effettuato pagamenti diretti ai principali rivenditori dietro condizione che questi tenessero a catalogo solamente sistemi con CPU Intel x86. Questi rimborsi e questi pagamenti impediscono di fatto che i clienti - ed in ultimo luogo i consumatori - possano scelgiere prodotti alternativi. In secondo luogo Intel ha effettuato pagamenti diretti ai produttori di computer per arrestare o ritardare il lancio di prodotti specifici contenenti CPU x86 di aziende concorrenti e limitare le vendite sul canale di questi prodotti. La Commissione ha riscontrato che queste pratiche costituiscono abuso di posizione dominante da parte di Intel sul mercato delle CPU x86 che ha danneggiato i consumatori dell'area economica europea. Ostacolando la capacità dei concorrenti di competere sul merito dei propri prodotti, le azioni di Intel hanno minato alla base la competizione e l'innovazione. La Commissione monitorerà attivamente l'osservanza di Intel a questa decisione. Il mercato mondiale delle CPU x86 muove un valore di circa 22 miliardi di euro all'anno, con l'Europa che ne genera il 30% circa.

Il Commissario per la concorrenza Neelie Kroes ha dichiarato: "Per molti anni Intel ha danneggiato milioni di consumatori Europei agendo deliberatamente per mantenere i concorrenti al di fuori del mercato per i chip di computer. Non può essere tollerata una così grave violazione delle leggi antitrust Europee".

I produttori di PC coinvolti dalla condotta di Intel nella decisione della Commissione sono: Acer, Dell, HP, Lenovo e NEC. Il rivenditore coinvolto è Media Saturn Holding, proprietario della catena MediaMarkt.

Pagamenti e sconti condizionati

Intel ha riconosciuto sconti ai produttori di sistemi dietro condizione che acquistassero solamente da Intel stessa, o per la maggior parte, o almeno in segmenti definiti, le CPU x86 necessarie per i propri prodotti:

  • Intel ha concesso sconti al produttre di computer A da Dicembre 2002 a Dicembre 2005 con la condizione che questo produttore acquistasse esclusivamente CPU Intel
  • Intel ha concesso sconti al produttore di computer B da Novembre 2002 a Maggio 2005 con la condizione che questo produttore acquistasse da Intel non meno del 95% delle CPU necessarie per i propri sistemi desktop (nel caso in cui il rimanente 5% fosse stato acquistato dal produttore rivale AMD, vi sarebbero state ulteriori condizioni restrittive specificate più sotto)
  • Intel ha concesso sconti al produttore di computer C da Ottobre 2002 a Novembre 2005 con la condizione che questo produttore acquistasse da Intel non meno dell' 80% di CPU necessarie per computer desktop e notebook.
  • Intel ha concesso sconti al produttore di computer D nel 2007 con la condizione che tale produttore acquistasse le CPU necessarie per i propri sistemi notebook esclusivamente da Intel.

Intel ha inoltre disposto pagamenti diretti al rivenditore Media Saturn Holding da Ottobre 2002 a Dicembre 2007 con la condizione che tale rivenditore vendesse solamente sistemi basati su CPU Intel in tutti i paesi dove Media Saturn Holding svolge la propria attività commerciale.

Alcuni degli sconti hanno avuto la conseguenza di portare prezzi più bassi per i consmatori. In ogni caso, se i rimborsi concessi da una compagnia in posizione dominate sul mercato sono condizionati all'acquisto di un minor numero di prodotti rivali, rappresentano un abuso secondo i casi previsti dai tribunali della Comunità, a meno che la compagnia dominante sia in grado di dimostrare ragioni specifiche per giustificare il proprio comportamento nel caso specifico.

In questa decisione la Commissione non ha posto obiezione sui rimborsi stessi, ma sulle condizioni che Intel ha disposto affinché questi rimborsi fossero concessi. Dal momento che un produttore di sistemi è dipendente da Intel per la maggior parte delle forniture di CPU x86, solo una piccola parte del suo fabbisogno di CPU è aperto alla proposta di aziende concorrenti.

Intel ha strutturato la propria politica di prezzi per assicurare che un produttore di sistemi che avesse scelto di acquistare CPU AMD per la restante parte di CPU necessarie, avrebbe di conseguenza perso gli sconti, od una larga parte di essi, che Intel ha concesso per la maggior parte delle forniture per le quali il produttore non ha avuto altra alternativa che comprare da Intel. Il produttore di sistemi avrebbe pertanto dovuto pagare ad Intel un prezzo più alto per ciascuna delle unità fornite per le quali il produttore stesso non ha avuto alternativa che comprare da Intel. In altre parole, se un produttore avesse fallito nell'acquistare virtualmente da Intel tutte le CPU necessarie, avrebbe inoltre perso la possibilità di ottenere uno sconto significativo da Intel su qualunque degli acquisti ad elevati volumi. Inoltre, per poter competere con gli sconti praticati da Intel, per la parte delle forniture lasciate disponibili, un concorrente che fosse stato efficiente come Intel avrebbe dovuto offrire un prezzo per le proprie CPU più basso del costo di produzione di queste CPU, anche se la media del prezzo delle CPU era più bassa di quelle di Intel.

Per esempio, il produttore concorrente AMD ha offerto un milione di CPU gratuite ad un particolare produttore di sistemi. Se il produttore le avesse accettate, avrebbe perso tutti gli sconti sugli altri volumi di acquisti restanti, e si sarebbe trovato in una peggiore situazione semplicemente per aver accettato una offerta estremamente competitiva. In ultima analisi il produttore di computer ha deciso di accettare da AMD solamente 160 mila CPU a titolo gratuito.

La conseguenza degli sconti praticati da Intel si traduce nell'ostacolare l'abilità di un produttore rivale di competere ed innovare e questo ha portato a ridurre la scelta dei consumatori.

Sconti come quelli applicati da Intel sono riconosciuti da numerose giurisdizioni per il mondo come anticompetitivi ed illeciti perché l'effetto nella pratica è di negare la possibilità di scelta dei prodotti.

Pagamenti per interdire la vendita di specifici prodotti concorrenti

Intel ha inoltre interferito direttamente nelle relazioni tra i produttori di sistemi e AMD. Intel ha riconosciuto pagamenti ai produttori di computer - non collegati a particolari acquisti da Intel - dietro condizione che questi produttori ritardassero o cancellassero il lancio di prodotti specifici basati su AMD e/o ponendo restrizioni sulla distribuzione di specifici prodotti basati su soluzioni AMD. La Commissione ha deciso che questi pagamenti hanno avuto l'effetto potenziale di impedire a prodotti per i quali vi fosse una domanda da parte dei consumatori di arrivare sul mercato. La Commissione ha riconosciuto i seguenti casi specifici:

  • Per il 5% del business del produttore B che non è stato soggetto agli sconti condizionati e dettagliati sopra, Intel ha effettuato ulteriori pagamenti al produttore B una volta che:
  • sono stati venduti sistemi business desktop AMD solo a piccole e medie imprese
  • sono stati venduti sistemi business desktop AMD solo tramite canali di distribuzione diretta e ritardando il lancio di 6 mesi di s sistemi business desktop AMD in Europa
  • Intel ha effettuato pagamenti al produttore E una volta che tale produttore ha ritardato il lancio di un notebook AMD da Settembre 2003 a Gennaio 2004.
  • Prima dello sconto condizionato al produttore D dettagliato sopra, Intel ha disposto pagamenti a questo produttore una volta ritardato il lancio di notebook AMD-based da settembre 2006 alla fine 2006.

La Commissione ha ottenuto una prova dell'esistenza di molte delle condizioni ritenute illegali nella decisione antitrust anche se non sono state dichiarate esplicitamente nei contratti di Intel. Tali rpove sono basate su una vasta gamma di contemporanee evidenze come e-mail ottenute inter alia da ispezioni non annunciate, in risposta elle formali richieste di informazioni e in un numero di dichiarazioni formali rilasciate alla Commissione da altre compagnie cinvolte. Inoltre c'è le'videnza che Intel ha cercato di occultare le condizioni correlate a questi pagamenti.

Le CPU x86 sono il principale componente di un computer. La decisione contiene una vasta gamma di Testimonianze contemporanee che mostrano come AMD, essenzialmente l'unico rivale di Intel sul mercato, sia stata generalmente percepito, dai produttori e dalla stessa Intel, di aver migliorato la propria gamma di prodotti, di essere un effettivo concorrente, e rappresentare una sfida sul piano della concorrenza. La decisione stabilisce che le pratiche di Intel non costituiscono una competizione sui meriti dei rispettivi prodotti Intel e AMD, ma che sono una parte di una strategia designata per trarre vantaggio da una radicata posizione sul mercato.

Il giro di affari di Intel nel 2007 è stato di 27,972 milioni di dollari. La multa in questo caso tiene conto della durata e della gravità dell'infrazione. In accordo con le Linee guida 2006 sulle multe della Commisisone, la multa è stata calcolata sulla base del valore delle vendite delle CPU Intel x86 nell'Area Economica Europea. La durata dell'infrazione stabilita nella decisione è di cinque anni e tre mesi.

Le indagini della commissione sono seguite alle lamentele di AMD nel 200, 2003 e 2006 (l'ultima inviata all'autorità tedesca sulla concorrenza e conseguentemente passata all'analisi della Comunità Europea). La decisione della commissione segue una Dichiarazione di Obiezioni inviata nel Luglio 2007, una Supplementare Dichiarazione di Obiezioni inviata nel Luglio del 2008 e una lettera inviata ad Intel nel Dicembre 2008, delineando elementi addizionali rilevanti alla decisione finale. In questo caso i diritti di difesa di Intel sono stati pienamente rispettati.

 
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