Intel contro AMD per le licenze x86. Tanto rumore per nulla?

Intel contro AMD per le licenze x86. Tanto rumore per nulla?

Nella costituzione della società GlobaFoundries da parte di AMD, Intel vede un passaggio che pone il concorrente di sempre oltre i termini dell'accordo di cross license in vigore. AMD si difende assicurando che tutto è regolare. Chi ha ragione? Cerchiamo di fare un po' di chiarezza sull'argomento.

di pubblicato il nel canale Processori
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Un po' di storia: AMD e GlobalFoundries

Torniamo con la memoria all'autunno 2008: AMD annuncia la concretizzazione della propria strategia assets light, con la quale slega alla propria struttura tutta la parte produttiva trasformandosi in un'azienda di progettazione e di commercializzazione delle proprie soluzioni CPU, GPU e chipset.

La capacità produttiva di AMD, nella forma delle FAB30 e FAB36 di Dresda, Germania, oltre che della futura FAB di prossima costruzione nello stato di New York, sono state trasferite ad una nuova azienda, ai tempi indicata con il nome provvisorio di The Foundry Company e in seguito trasformatasi in GlobalFoundries. Soci di questa azienda sono AMD e ATIC, Advanced Technology Investment Company, società di proprietà dell'Emirato di Abu Dhabi.

Per quale motivo AMD ha scelto di costituire questa nuova società, nella quale far confluire la propria capacità produttiva? I costi di gestione di fabbriche produttive sono elevatissimi, in quanto richiedono importanti investimenti sia per la costruzione che per il mantenimento, senza considerare in questo la necessità di sviluppare nuove tecnologie produttive più sofisticate di quanto non sia in uso. Sia Intel che AMD aggiornano la propria tecnologia produttiva ad un superiore livello di sofisticazione con una periodicità biennale, cadenza che richiede necessariamente anni di investimenti prima che una tecnologia giunga in produzione.

Costituendo la nuova società AMD ha ottenuto un duplice risultato: da un lato legarsi ad un forte partner di capitale che potesse fornire quella sostenibilità economica necessaria per continuare la ricerca e sviluppo in tecnologia produttiva ai massimi livelli concessi attualmente dalla tecnologia a disposizione. Dall'altro rimuovere importanti voci di costo ordinarie, oltre che sgravarsi di parte dei propri debiti in quanto riconducibili ai costi sostenuti per la costruzione delle proprie fabbriche di Dresda. In questo momento AMD ha un punto di pareggio trimestrale più contenuto di quanto non fosse in precedenza, contesto che dovrebbe facilitare un ritorno agli utili anche nell'incertezza dello scenario economico attuale.

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Le sedi produttive di GlobalFoundries: Fab 1, Module 1 (in precedenza FAB36) e Fab 1, Module 2 (in precedenza FAB30 e FAB38) di Dresda

La conseguenza è quindi quella di avere una AMD più "snella", dotata di una dinamica dei costi ordinari meno complessa ed onerosa rispetto a prima. D'altro canto AMD ha perso il pieno controllo della propria capacità produttiva, dovendo relazionarsi con GlobalFoundry come un cliente terzo, per quanto allo stesso tempo socio di questa società.

Sin dal primo annuncio di AMD dello spin off della propria capacità produttiva Intel ha evidenziato propri dubbi incentrati sul mantenimento della validità dell'accordo di cross licence stipulato tra le due aziende, accordo che risale al 2001 e che scadrà in modo naturale nel 2010. L'accordo riguarda l'utilizzo reciproco di proprietà intellettuali sviluppate dalle due aziende, evoluzione di accordi che le due aziende hanno sottoscritto negli scorsi anni partendo dal 1976. Conoscendo lo sviluppo tecnologico dei processori x86 così come avvenuto negli ultimi 20 anni è facile intuire che la parte legata alle architetture x86 sia principalmente dipendente da proprietà intellettuali e brevetti di Intel, mentre quella delle architetture x86-64 (le estensioni a 64bit presenti in tutti i processori AMD in commercio e in quelli Intel che non siano della famiglia Itanium) siano legate a proprietà intellettuali sviluppate da AMD.

E' evidente come un accordo di cross license tra le due aziende permetta ad entrambe di costruire processori senza che la controparte possa avanzare pretese di qualsiasi tipo, o impedire la costruzione di nuove architetture in quanto basate su proprie proprietà intellettuali. Per questo motivo gli accordi di licenza reciproca vengono periodicamente rinegoziati, così da assicurare a entrambi i produttori una capacità produttiva stabile nel tempo.

Tra le due aziende è sicuramente Intel quella che detiene il maggior numero di proprietà intellettuali nella progettazione e costruzione di architetture x86; senza queste ultime AMD, ma lo stesso vale per qualsiasi altra azienda, non potrebbe costruire e commercializzare nessun tipo di processore.

 
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