Apple iPhone 6 e iPhone 6 Plus: la recensione completa

Apple iPhone 6 e iPhone 6 Plus: la recensione completa

Abbiamo analizzato in profondità iPhone 6 e iPhone 6 Plus, riportando gli aspetti positivi e negativi della nuova Apple. I due smartphone rappresentano un netto distacco nei confronti di alcuni precetti del passato, con display rispettivamente da 4,7 e 5,5 pollici. Il cuore degli smartphone è ancora una volta un dual-core con 1GB che, nonostante le specifiche poco interessanti sulla carta, è in grado di sfoderare prestazioni ai vertici della categoria

di , Nino Grasso, Paolo Corsini pubblicato il nel canale Apple
AppleiPhone
 

Analisi prestazionale: CPU

Una delle critiche mosse più di sovente ai dispositivi Apple è relativa alle scelte dell'hardware integrato. Gli iPhone si affidano storicamente a tecnologie che, sulla carta e su un computo meramente numerico, appaiono fortemente svantaggiate rispetto alla concorrenza diretta, sia essa Android che Windows Phone. Nemmeno i nuovi iPhone 6 e 6 Plus sfuggono a questa regola, sfoggiando un processore dual core a 1,4GHz, supportato da 1GB di RAM.

Specifiche che letteralmente scompaiono di fronte ai numeri dei terminali di altri produttori, fra cui i processori quadcore sono divenuti lo standard addirittura per la fascia media e medio-alta, mentre in fascia alta sono disponibili SoC con CPU ad otto core e fino a 3GB di RAM. Una supremazia che, come vedremo in seguito nei test prestazionali, sembra dover rimanere sulla carta: iPhone 6 e iPhone 6 Plus sono ai vertici del settore dal punto di vista delle performance nude e pure.

Apple preferisce ancora una volta le prestazioni del singolo core, piuttosto che una più complessa struttura multi-core più difficile da gestire, adottando l'architettura Cyclone a 64-bit che avevamo già conosciuto con iPhone 5S. Restano due i core della CPU, mentre cresce leggermente (di 100MHz) la frequenza operativa, che arriva a 1,4GHz. Secondo le analisi strutturali condotte da Chipworks, Apple A8 ha anche un quantitativo di cache L1 ed L2 superiore.

Apple A8 si evolve anche dal punto di vista grafico, introducendo una nuova GPU PowerVR GX6450, diretto successore di G6430, a quattro cluster. Grazie al nuovo processo produttivo a 20nm di TSMC, Apple è riuscita a stipare quasi il doppio del numero di transistor in un system-on-chip leggermente più piccolo e meno esoso dal punto di vista del consumo energetico.

Di seguito riportiamo i grafici ottenuti dai risultati prestazionali delle suite di benchmark più diffuse e dei test disponibili su web browser, in modo avere una base empirica sulla quale discutere sulle prestazioni dei nuovi iPhone. Tutti gli smartphone presi in esame utilizzano un SoC Qualcomm Snapdragon 801, in declinazioni leggermente differenti fra di loro, ad eccezione naturalmente degli iPhone. Nella batteria di test troviamo anche un modello a risoluzione Quad HD, LG G3, che viene penalizzato leggermente da questa caratteristica soprattutto nei test più pesanti dal punto di vista grafico.

Recensione iPhone 6 e iPhone 6 Plus, analisi prestazionale CPU

Recensione iPhone 6 e iPhone 6 Plus, analisi prestazionale CPU

Geekbench è utile per verificare il comportamento dell'architettura della CPU e dei singoli core dei vari dispositivi mobile. Nonostante il numero inferiore di core, la CPU dei nuovi iPhone 6 si difende dal resto della concorrenza. I risultati dimostrano ancora una volta che un singolo core con architettura Cyclone risulta quasi il doppio più efficace dell'equivalente Krait, pareggiando, o quasi, nel risultato in multi-core, in cui vengono considerati i due core di Apple A8 e i quattro di Snapdragon 801 nelle varie declinazioni. I nuovi iPhone vengono superati solamente da Galaxy S5 con margini risicati su Geekbench, mentre viene distaccato sensibilmente LG G3.

Recensione iPhone 6 e iPhone 6 Plus, analisi prestazionale CPU

Recensione iPhone 6 e iPhone 6 Plus, analisi prestazionale CPU

Recensione iPhone 6 e iPhone 6 Plus, analisi prestazionale CPU

SunSpider, Octane e Kraken sono tre benchmark eseguibili tramite browser e consentono di dare un'idea sulle prestazioni di navigazione web di un determinato dispositivo. Il quadro mostrato dai test non è nuovo: iPhone ha sempre primeggiato su questo versante grazie all'esemplare ottimizzazione di Safari mobile, motivo per cui anche iPhone 5S, che ha una struttura hardware ormai vecchia di un anno, mostra risultati analoghi, se non superiori, rispetto alle proposte con Android. Bisogna compiere alcune considerazioni sulla navigazione web: su iPhone questa viene penalizzata dal singolo gigabyte di RAM integrato, ovvero il numero di tab che riescono a rimanere in esecuzione in background risulta ridotto rispetto agli altri dispositivi.

Dal punto di vista delle prestazioni in multitasking non abbiamo nulla da segnalare. L'esiguo quantitativo di memoria di sistema non influisce sulle prestazioni percepite durante l'uso quotidiano del dispositivo, complice l'ottima gestione delle risorse di iOS, che per certi versi potrebbe sembrare un po' limitante. Una mancanza del tipo non permette però l'esecuzione di un sistema di multi-finestre, ad esempio, che su iPhone 6 Plus avrebbe avuto particolarmente senso.

Recensione iPhone 6 e iPhone 6 Plus, analisi prestazionale CPU

Recensione iPhone 6 e iPhone 6 Plus, analisi prestazionale CPU

WebXPRT è un benchmark molto particolare che sonda le performance del browser con una corposa serie di test basati su linguaggi di programmazione HTML5 e JavaScript, con task particolarmente differenti fra di loro, come la creazione di effetti su foto, rilevamento dei volti, o la creazione di elementi grafici. Anche in questo caso Safari mobile è il vero vincitore, che garantisce ai tre iPhone in prova un chiaro margine di vantaggio rispetto ai dispositivi basati su Android.

Come è possibile osservare dai grafici riportati nella pagina, le differenze prestazionali fra iPhone 6 e iPhone 6 Plus sul fronte della CPU sono estremamente marginali, talvolta dettate anche dal caso. E questo di certo non stupisce: i due smartphone utilizzano la stessa piattaforma hardware sotto la scocca, pilotata dal SoC proprietario Apple A8, in entrambi i casi a 1,4GHz. Se la potenza grezza è la stessa, tuttavia, non è lo stesso il carico computazionale da gestire per il rendering dell'interfaccia grafica di iOS, soprattutto quando vengono attivate le trasparenze.

iPhone 6 riesce a gestire con estrema disinvoltura le animazioni di iOS 8 e le sue trasparenze, ma iPhone 6 Plus arranca in alcune circostanze facilmente riproducibili, e si mostra più impacciato in determinati frangenti. Dal punto di vista della velocità di esecuzione non sono riscontrabili differenze, ma l'esperienza d'uso del "piccolo" risulta leggermente più piacevole, piacevolezza conferita dalla proverbiale fluidità del sistema operativo mobile di Cupertino che manca, in alcune circostanze come nell'orientamento della schermata con tastiera attiva, sul phablet da 5,5 pollici.

I motivi sono sostanzialmente due. iPhone 6 Plus supporta una risoluzione nativa estremamente superiore rispetto al "piccolo" della Mela: ci troviamo di fronte ad una Full HD (1920x1080) contro una risoluzione fuori specifica per il modello da 4,7 pollici, pari a 1334x750 (sostanzialmente poco più di una HD). Inoltre, se non bastasse, per via della particolare gestione dell'interfaccia di iOS, il phablet Apple renderizza nativamente le immagini a 2208x1242 pixel, effettuando in seguito uno scaling per rientrare nella risoluzione supportata dal display. Questo permette un'immagine più rifinita, ma aggiunge carico computazionale a CPU e GPU, e un onere supplementare alla (poca) memoria di sistema disponibile.

iPhone 6 Plus è apparso durante le nostre prove anche leggermente più instabile rispetto al modello da 4,7 pollici, con sporadici crash delle applicazioni e delle tab aperte su Safari mobile e, addirittura, riavvii del sistema operativo. La situazione è drasticamente migliorata con iOS 8.1, disponibile ad oggi in beta per gli sviluppatori. Provandola sulle nostre unità in prova abbiamo verificato un sensibile miglioramento sul fronte della stabilità sul Plus, che non ha più palesato crash di sistema o chiusure inaspettate delle applicazioni.

 
^