Apple iPhone 6 e iPhone 6 Plus: la recensione completa

Apple iPhone 6 e iPhone 6 Plus: la recensione completa

Abbiamo analizzato in profondità iPhone 6 e iPhone 6 Plus, riportando gli aspetti positivi e negativi della nuova Apple. I due smartphone rappresentano un netto distacco nei confronti di alcuni precetti del passato, con display rispettivamente da 4,7 e 5,5 pollici. Il cuore degli smartphone è ancora una volta un dual-core con 1GB che, nonostante le specifiche poco interessanti sulla carta, è in grado di sfoderare prestazioni ai vertici della categoria

di , Nino Grasso, Paolo Corsini pubblicato il nel canale Apple
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A8: il nuovo SoC a 20 nanometri

iPhone 6 e iPhone 6 Plus sono basati sul nuovo SoC sviluppato da Apple, indicato con il nome di A8. E' del resto una tradizione per l'azienda americana quella di rendere disponibile un nuovo chip in abbinamento ai nuovi smartphone della famiglia iPhone, chip che sarà poi utilizzato presumibilmente anche per la prossima generazione di tablet della famiglia iPad seguendo del resto quanto avvenuto in passato.

Le due precedenti architetture di SoC Apple, rispettivamente A6 (indicato con il nome in codice di Swift) e A7 (Cyclone il suo nome in codice interno), hanno introdotto numerose e importanti novità rispetto al passato. A6, adottato in iPhone 5, è stato il primo chip basato su un design custom sviluppato da Apple mentre per A7 la novità è stata rappresentata dall'essere un design basato su architettura ARMv8 AArch64. Possiamo sintetizzare A8 descrivendolo come una evoluzione di A7, del quale propone varie ottimizzazioni interne miranti a incrementarne prestazioni ed efficienza, con la principale novità rappresentata dalla tecnologia produttiva a 20 nanometri adottata per la sua costruzione.

L'utilizzo del processo a 20 nanometri ha permesso di ottenere una riduzione nella superficie complessiva del chip, passando dai precedenti circa 102 millimetri quadrati agli attuali 89 millimetri quadrati. Altro diretto beneficio ottenibile con la riduzione nella dimensione dei transistor è la possibilità di integrarne un numero maggiore: si stima che A8 sia costituito da circa 2 miliardi di transistor, un dato in netto aumento rispetto a quanto integrato in A7.

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die del SoC A8 - fonte Chipworks

La componente CPU, a dispetto di quanto sviluppato da proposte concorrenti adottate in smartphone Android, prevede un'architettura di tipo dual core simile a quanto implementato da Apple in A6 e A7. Dalla foto del SoC A8 pubblicata da Chipworks possiamo notare come di tutta la superficie del chip solo una piccola porzione sia occupata dai due core di elaborazione della componente CPU, mentre un'area superiore sia stata riservata alla componente GPU che è di tipo quad core. L'interfaccia memoria prevede un controller per moduli LPDDR3-1600, di fatto identico a quanto adottato da Apple in A7: anche in questo si può notare l'approccio evoluzionistico e non rivoluzionario adottato in A8. Molti dei blocchi di transistor presenti nel chip non possono venir correttamente identificati senza che Apple fornisca indicazioni a riguardo, e queste mancano del tutto stante la tradizionale riservatezza dell'azienda a riguardo.

Quello che possiamo evidenziare è la presenza di numerose unità di calcolo di tipo fixed function, dedicate specificamente ad elaborazioni ben precise e pertanto non adattabili ad altro così come sono invece quelle programmabili. La scelta di integrare questo tipo di componenti per compiti specifici è legata a due differenti risultati: il primo è l'assicurare le elevate prestazioni velocistiche tipiche delle unità di calcolo dedicate. Il secondo è bilanciare prestazioni e consumi contenuti, altro risultati ottenibile con maggiore facilità servendosi di circuiteria di tipo fixed function. GPU e CPU sono per loro natura invece unità di calcolo programmabili, capaci di una superiore flessibilità ciascuna con i propri scenari di utilizzo (paralleli per la prima e seriali per la seconda) ma che non possono in alcuni ambiti ottenere l'efficienza tipica di risorse di calcolo dedicate solo a specifiche tipologie di elaborazione.

Per la componente GPU continuiamo a trovare in A8 una soluzione PoverVR di Imagination Technology: se in A7 la GPU era quella G6430 troviamo ora quella GX6450. L'architettura è sempre di tipo quad core, con una serie di ottimizzazioni interne nella GPU che hanno permesso di ottenere un incremento delle prestazioni necessario anche per far fronte all'aumento nella risoluzione dei due nuovi modelli iPhone 6 rispetto al display da 4 pollici di iPhone 5S. Apple ha indicato, nel corso della presentazione di iPhone 6, un incremento delle prestazioni velocistiche lato GPU pari al 50% rispetto a quanto ottenibile con A7: parte di questo proviene dalle ottimizzazioni interne della nuova GPU rispetto a G6430 e parte da un presumibile incremento nella frequenza di clock che tuttavia non conosciamo in quanto Apple non rivela questo dato. Per la parte CPU la stima è di circa un +20% rispetto a quanto ottenibile con A7, dato che sconta un aumento di poco più del 7% nella frequenza di clock passata dai precedenti 1,3 GHz sino agli attuali 1,4 GHz e che per la restante parte è legato alle varie ottimizzazioni interne.

Il chip A8 è quindi una evoluzione di A7, capace di implementare varie migliorie che non stravolgono il design e l'architettura ma che permettono di migliorare le prestazioni assolute, come vedremo nella parte dedicata ai benchmark, abbinando i vantaggi dell'adozione della tecnologia produttiva a 20 nanometri. Un approccio che per certi versi ricorda quanto sviluppato da Intel con i propri processori della famiglia Core nella cosiddetta fase Tick, dove ad un die shrink cioè all'utilizzo di una nuova e più sofisticata tecnologia produttiva si accompagnano sempre varie ottimizzazioni interne non radicali ma in grado di incrementare le prestazioni velocistiche complessive.

 
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