Diritto all'oblio, in Europa tutela estesa a tutti i siti di Google

Diritto all'oblio, in Europa tutela estesa a tutti i siti di Google

Google, in Europa, rimuoverà da tutti i suoi siti i risultati delle ricerche adempiendo gli obblighi della normativa sul "diritto all'oblio", se la ricerca verrà effettuata da un paese europeo in cui è stata accolta la richiesta di rimozione.

di Salvatore Carrozzini pubblicata il , alle 17:52 nel canale Web
Google
 

L'intenso braccio di ferro tra Google e l'Europa sul delicato terreno del "diritto all'oblio", ovvero sul diritto dell'utente di chiedere la rimozione dei link evidenziati dai motori di ricerca relativi ad informazioni personali che lo riguardano, prosegue con una battaglia vinta dalle autorità europee. Google si prepara infatti ad applicare a tutte le versioni del suo motore di ricerca la rimozione dei link a seguito dell'accoglimento della richiesta dell'utente che esercita il diritto all'oblio. Per comprendere l'importante cambio di rotta è opportuno contestualizzare la novità, non ancora confermata nei dettagli da Google, ma riportata da fonti autorevoli, a partire dal Financial Times.

Sino ad ora, il diritto all'oblio è stato applicato solo alle versioni europee del motore di ricerca di Google e non a livello globale. In concreto, se un utente italiano chiede la cancellazione di un link contenente informazioni personali, Google, espletata la procedura necessaria, cancella effettivamente il link da tutte le homepage del motore di ricerca europee (compreso google.it), ma il risultato delle ricerche è ugualmente presente e reperibile utilizzando la homepage di google.com.

Una situazione che ha creato non poco malumore in ambito europeo e che ha portato diverse autorità garanti che si battono per la tutela della privacy ad intervenire. Si cita, a titolo di esempio, la CNIL francese che nel mese di settembre 2015 ha stabilito in maniera netta l'obbligo di applicare il diritto all'oblio a tutti i siti internazionali di Google.

A breve, conferma a Reuters una fonte vicina alla casa di Mountain View, il risultato non figurerà in tutti i siti di Google (europei e internazionali), se la ricerca verrà effettuata nella nazione da cui è scatuirita la richiesta di rimozione. Ad esempio, richiesta di cancellazione proveniente dall'Italia, conseguente eliminazione dei risultati controversi da tutte le versioni di Google (italiane, europee ed extra europee) in caso di ricerche effettuate dall'Italia.

Tratteggiato il principio di funzionamento della protezione estesa, resta il dubbio che gli strumenti a tutela della privacy siano facilmente aggirabili. Google, nello specifico, non ha chiarito in che modo stabilirà il paese di origine di chi effettua la ricerca. Lo strumento più logico passa per l'esame dell'indirizzo IP dell'utente, ma, in tal caso, sarebbe sufficiente utilizzare una VPN per ingannare Google, facendo credere che l'utente opera in un paese extra europeo, e aggirare il filtro dei risultati delle ricerche. Come dice il proverbio, fatta la legge trovato l'inganno. Certo è che, quanto meno formalmente, la novità, che dovrebbe essere applicata a partire dalla metà di febbraio secondo quanto riporta la BBC, contribuirà nell'immediato ad allentare la tensione tra Google e le autorità garanti della privacy che operano a livello europeo.

A partire dal 29 maggio 2014 - a maggio 2014 la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha sancito il diritto all'oblio attivabile a richiesta dell'utente - la casa di Mountain View ha ricevuto 385,973 richieste di rimozione, accogliendone il 42.5% (dati ricavati dal Rapporto sulla trasparenza). E' possibile esercitare il diritto all'oblio compilando un apposito modulo predisposto da Google.

6 Commenti
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Sandro kensan11 Febbraio 2016, 21:46 #1
Altri muri all'interno della rete Internet.
Sorgiva12 Febbraio 2016, 00:25 #2
Pensavo che bastasse meta name=robots content=noindex,nofollow
Dunque google ha deciso di ignorarle per avere maggiori introiti?
calabar12 Febbraio 2016, 02:07 #3
Abbastanza inutile. Se si vuole un vero diritto all'oblio l'informazione deve essere completamente cancellabile, in maniera tale che non sia accessibile in alcun modo (dato che, in caso contrario, diventa facile reperirla per chi vuole farlo).
cronos199012 Febbraio 2016, 07:53 #4
Originariamente inviato da: Sandro kensan
Altri muri all'interno della rete Internet.
Un muro di cosa? Si tratta di una scelta volontaria dell'utente, al di là delle problematiche tecniche è stato semplicemente imposto a Google di fornire questo tipo di strumento.
Ma sta poi a chi usa Google (io, te, tutti gli altri) decidere scientemente se utilizzare tale strumento. Che diavolo centra parlare di muri?

Semmai si potrebbe discutere sull'effettiva efficacia degli strumenti messi a disposizione, e sulla possibilità di aggirarli (anche se nel 99% dei casi, chi cerca di aggirare tale politiche sono proprio gli utenti; e siccome in questo caso è l'utente stesso che decide per il diritto all'oblio, sarebbe alquanta bislacca la situazione ).
Poi, per come la vedo io, l'unico vero mezzo per la tutela della privacy è sempre e solo uno: non rilasciare affatto informazioni.
zappy12 Febbraio 2016, 09:12 #5
Originariamente inviato da: cronos1990
Un muro di cosa? Si tratta di una scelta volontaria dell'utente, al di là delle problematiche tecniche è stato semplicemente imposto a Google di fornire questo tipo di strumento.
Ma sta poi a chi usa Google (io, te, tutti gli altri) decidere scientemente se utilizzare tale strumento. Che diavolo centra parlare di muri?

Semmai si potrebbe discutere sull'effettiva efficacia degli strumenti messi a disposizione, e sulla possibilità di aggirarli (anche se nel 99% dei casi, chi cerca di aggirare tale politiche sono proprio gli utenti; e siccome in questo caso è l'utente stesso che decide per il diritto all'oblio, sarebbe alquanta bislacca la situazione ).
Poi, per come la vedo io, l'unico vero mezzo per la tutela della privacy è sempre e solo uno: non rilasciare affatto informazioni.

veramente penso sia uno strumento usato per lo più da ladri, intrallazzatori, truffatori, tangentisti, bancarottieri, politicanti, criminali vari ed assortiti per "rifarsi la verginità" e far sparire informazioni poco limpide ed edificanti sul loro conto.
ComputArte12 Febbraio 2016, 09:50 #6

Asimmetria ...ingiusta!

Questo atteggiamento da parte di Google è deleterio dei rapporti Europa - America.
LA rete deve essere neutrale e deve rispettare le leggi che regolano determinati territori.
Non si può aggirare la legge perchè i server si trovano fuori dal territorio dove vige un regolmento ben specifico... soprattutto se gran parte dei profitti giungono proprio dal territorio in cui si sta "agendo"!
Con questo atteggiamento da "furbetti del pianetino" non ci sarà nulla di buono nel futuro dei rapporti sia istituzionali, che commerciali.

Se innovazione fa rima con eludere le regole che sono alla base anche della concorrenza LEALE, poi ci ritroviamo con "giornalari" da 4 soldi bucati che scrivono fiumi di parole per ribadire che l Europa è contro l'innovazione...

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