Sul Google Play store arrivano 2 milioni di ebook

Sul Google Play store arrivano 2 milioni di ebook

Nel corso della giornata di ieri è stato annunciato che il Google Play store accoglierà presto anche in Italia 2 milioni di titoli scaricabili e condivisibili su diverse piattaforme

di Davide Fasola pubblicata il , alle 17:01 nel canale Telefonia
 

Non bastavano le applicazioni del market del proprio sistema operativo mobile Android, da ora, Google Play, il negozio virtuale sostituto del vecchio Android Market, annovera anche una discreta collezione di libri digitali. Proprio così, il colosso di Mountain View ha deciso di sfidare Apple e Amazon anche in questo campo e metterà a disposizione da subito circa due milioni di libri digitali per il mercato italiano, di cui migliaia in lingua italiana.

I libri saranno accessibili via web sia su pc che su smartphone, tablet o e-reader, il tutto, ovviamente sincronizzato in cloud con lo stesso account Google in modo da poter continuare la lettura del proprio libro ovunque e con qualisiasi dispositivo si abbia a portata di mano, e di occhio.

Nonostante il mercato degli ebook in Italia sia ancora abbastanza piccolo, la nostra penisola è comunque riuscita ad aggiudicarsi il titolo di primo paese non in lingua inglese nel quale i libri arrivano su Google Play. Il primato giunge anche e soprattutto grazie alla importante collaborazione di molti editori come Mondadori, Einaudi, Piemme, Sperling&Kupfer, Rizzoli, Adelphi, Bompiani, Longanesi, Garzanti, Guanda, Feltrinelli, Giunti, Newton, Compton, BaldiniCastoldiDalai, il Saggiatore, Hoepli, De Agostini, Gruppo 24 Ore che si impgneranno nei mesi a venire per rendere disponibile il proprio catalogo virtuale.

Il settore degli ebook in Italia vale solo l'1% del mercato ma è raddoppiato nel corso dei soli primi 4 mesi di questo 2012. Entro il 2017, secondo alcune stime, la percentuale dovrebbe crescere fino al 20%.

Ma quanto costeranno i libri virtuali su Google Play? Stando a quanto dichiarato da alcuni degli editori coinvolti pare che il prezzo degli ebook dovrebbe essere inferiore rispetto alla carta di circa il 30%. Va tuttavia sottolineato che, in Italia, al contrario di quanto accade nella maggior parte dei paesi europei, la tassa sui contenuti digitali è pari al 21% mentre per il corrispettivo cartaceo è solo del 4%. Per questo motivo il prezzo del libro digitale rispetto a quello cartaceo non è così conveniente rispetto a quanto accade nel resto d'europa.

12 Commenti
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jokerpunkz09 Maggio 2012, 17:11 #1
come sempre qui protezionismo insulso per non far andare in miseria quei 4 "poveracci" di editori eh?

PaoPaolo09 Maggio 2012, 17:33 #2
Beh.. gli editori qui non c'entrano molto.. loro i soldi li prendono comunque.
Che paghino il 4 o il 21% di tasse la loro parte non cambia, il problema e' che quando sono state decise le aliquote probabilmente non esisteva ancora il concetto di "libro digitale" e si tratta di riconoscergli le stesse caratteristice ora che e' diventato una realta' semmpre piu' diffusa.
Notturnia09 Maggio 2012, 17:47 #3
chissà quanto il "governo tecnico" si accorgerà di queste incoerenze.. tutto d'un colpo gli e-book sarebbero il 10% più economici e più gente li comprerebbe..

forza tra-monti-no .. che ho preso il kindle per la moglie e adesso devo metterci qualche libro..
jokerpunkz09 Maggio 2012, 17:52 #4
Originariamente inviato da: PaoPaolo
Beh.. gli editori qui non c'entrano molto.. loro i soldi li prendono comunque.
Che paghino il 4 o il 21% di tasse la loro parte non cambia, il problema e' che quando sono state decise le aliquote probabilmente non esisteva ancora il concetto di "libro digitale" e si tratta di riconoscergli le stesse caratteristice ora che e' diventato una realta' semmpre piu' diffusa.


Perchè, secondo te le tasse maggiorate sulle pubblicazioni internet chi le ha volute fortissimamente? suvvia....
Spectrum7glr09 Maggio 2012, 17:54 #5
Originariamente inviato da: PaoPaolo
Beh.. gli editori qui non c'entrano molto.. loro i soldi li prendono comunque.
Che paghino il 4 o il 21% di tasse la loro parte non cambia, il problema e' che quando sono state decise le aliquote probabilmente non esisteva ancora il concetto di "libro digitale" e si tratta di riconoscergli le stesse caratteristice ora che e' diventato una realta' semmpre piu' diffusa.


no questo è un caso in cui siamo andati indietro con la complicità di "pensatori" come Umberto Eco e Dario Fo....di fatto i prezzi calmierati dei libri per cui Amazon non può decidere di scontare un libro oltre una certa percentuale rispetto al prezzo di copertina o per cui non può esistere una differenza di prezzo oltre una creta percentuale tra edizione digitale ed edizione cartacea (roba da soviet) sono di recente introduzione.
Ad introdurre il prezzo calmierato è stato infatti il parlamento attualmente in carica con un voto [U]bipartisan[/U], sotto l'influenza di una campagna sponsorizzata dai piccoli editori e dalla piccola distribuzione che vedeva come testimonial "pensatori" come quelli di cui sopra...in pratica il risultato è che per salvaguardare i piccoli editori e la piccola distribuzione tutti gli italiani devono pagare i libri di più rispetto agli altri...sicuramente adesso leggeranno di più...evviva!
argent8809 Maggio 2012, 18:28 #6
E' difficile far accettare alle persone che i tempi cambiano.
frankie09 Maggio 2012, 18:37 #7
Sono in Francia ed ho google films ma non books??? accordi diversi!
MiKeLezZ09 Maggio 2012, 23:56 #8
Originariamente inviato da: PaoPaolo
Beh.. gli editori qui non c'entrano molto.. loro i soldi li prendono comunque.
Che paghino il 4 o il 21% di tasse la loro parte non cambia, il problema e' che quando sono state decise le aliquote probabilmente non esisteva ancora il concetto di "libro digitale" e si tratta di riconoscergli le stesse caratteristice ora che e' diventato una realta' semmpre piu' diffusa.

Il 4% o il 21% di tasse cambia eccome, e non poco.

Esempio:
Io editore fornisco un libro al venditore a 18€, prezzo al pubblico 35€

Nel caso di IVA 4%:
Il venditore ci ha guadagnato 17,00€, lo Stato 1,35€
Nel caso di IVA 21%:
Il venditore ci ha guadagnato 14,70€, lo Stato 6,08€

Appare abbastanza chiaro il perché lo Stato non abbia attualizzato i prodotti digitali alla vecchia imposta del 4%

Appare inoltre abbastanza chiaro che si voglia sfavorire la distribuzione elettronica, visti i margini più risicati (è vero non ci sono gli stessi costi di trasporto... che tra parentesi ci sono però tutti quelli per server e manutenzione, ma alla fine si capisce anche perché si trovino a parità di prezzo... nell'esempio di cui sopra il venditore fisico ha un margine di sconto aggiuntivo a cui attingere del 14%!)

Appare abbastanza chiaro, infine, ci siano motivi politico/economici dietro, in quanto il più grande editore italiano è direttamente sotto la gestione di colui che fino a poco fa teneva le redini del governo italiano
Faster_Fox10 Maggio 2012, 13:03 #9
Originariamente inviato da: MiKeLezZ
...
Appare abbastanza chiaro, infine, ci siano motivi politico/economici dietro, in quanto il più grande editore italiano è direttamente sotto la gestione di colui che fino a poco fa teneva le redini del governo italiano


THIS
AleMeikai8110 Maggio 2012, 13:36 #10

@ MiKeLezZ

ma scusa....nell'articolo han detto che in ITA si pagherà di più rispetto agli altri paesi un ebook perchè abbiamo 21% di tasse sui c.d. ....poi, non so' assolutamente le cifre, quindi sparo a casa, mettiamo che in FRANCIA sia il 10% e in GERMANIA il 5%...

quindi...io immagino che ....

ESEMPIO:
Io editore fornisco un libro al venditore a 18€ :
prezzo al pubblico 21.78 euro IN ITALIA (+ guadagno)
prezzo al pubblico 19.8 euro IN FRANCIA(+ guadagno)
prezzo al pubblico 18.9 euro IN GERMANIA (+ guadagno)

io penso che il guadagno sia sempre costante per il venditore...altrimenti tutti i prezzi starebbero costanti...come la benzina...il prezzo varia al variare delle imposte...

invece tu hai reso variabile il guadagno del venditore ma non il prezzo al pubblico...che va contro quanto detto nell'articolo...

...siamo noi in ITA a dover pagare di più...se il venditore ci guadagna X in FRA e GER, non vedo perchè debba guadagnarci di meno in ITA...piuttosto se ne va via proprio dal mercato azichè rischiare di perderci...

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