La dipendenza da smartphone ha un nome clinico ufficiale: ecco quale

La dipendenza da smartphone ha un nome clinico ufficiale: ecco quale

Il fenomeno smartphone è diventato enorme, a tal punto che alcuni utenti hanno sviluppato un attaccamento psicologico al proprio modello posseduto. Si tratta di una forma di dipendenza non dissimile alle altre note

di Nino Grasso pubblicata il , alle 14:01 nel canale Telefonia
 

Siamo in molti ad amare il nostro smartphone, ma a volte ci vuole poco per valicare il confine. Secondo le ultime ricerche del Pew Research Center, il 90% degli utenti americani possiede un telefono cellulare, ed oltre la metà di questi uno smartphone. Fra questi, c'è una piccola percentuale che ha sviluppato una forma di attaccamento psicologico al proprio dispositivo.

Dipendenza da smartphone

Fonte: Telegraph

Si chiama "nomofobia", abbreviativo di "no-mobile-phone phobia le cui prime apparizioni risalgono al 2008, ed è un fenomeno dilagante soprattutto nei giovani utenti. I sintomi includono attacchi di panico o disperazione quando non si usa lo smartphone per lunghi periodi, e non si riesce al tempo stesso a concentrarsi sulle conversazioni o sul lavoro.

Il nomofobo ha la necessità di controllare costantamente lo smartphone, alla ricerca di nuove notifiche in arrivo. Alcuni utenti affetti gravemente dalla patologia sentono il telefono squillare anche quando questo non accade (cellphone vibration syndrome). Secondo quanto segnalato da David Greenfield, assistente clinico nella facoltà di Psichiatria alla Scuola di Medicina del Connecticut, l'attaccamento al proprio smartphone è simile ad altri tipi di dipendenza che comportano una disregolazione della dopamina.

La dopamina è un neurotrasmettitore che regola il "sistema di ricompense" del cervello, ovvero motiva le persone a compiere azioni per cui si pensa che si riceverà un premio: "Ogni volta che si riceve una notifica sul telefono, c'è un piccolo aumento della dopamina che ci informa che potrebbe essere qualcosa di interessante, sia questo un messaggio di testo da un mittente particolarmente gradito, un'email, o qualsiasi altra cosa", sono le parole del professore durante un'intervista.

"Il fatto è che non sai quando arriverà una nuova notifica, e questo costringe il cervello dell'utente affetto dalla patologia a continuare a controllare. È come se fosse una piccola slot machine."

Alcuni sondaggi di Harris Interactive condotti nell'autunno del 2013 riportano l'entità del fenomeno in numeri. Il 63% degli intervistati sosteneva di controllare il proprio smartphone per nuove notifiche almeno una volta ogni ora, mentre il 9% lo faceva ogni cinque minuti. Il 63% degli intervistati, inoltre, dichiarava di rimanere infastidito quando dimenticava lo smartphone a casa, e la maggior parte ammetteva di tornare per recuperarlo.

La nomofobia non è una patologia estremamente nota e diffusa, principalmente perché chi ne è affetto non ne è consapevole: "Come con qualsiasi altra forma di dipendenza, il diniego è il primo segno distintivo della malattia", sono le parole dello psichiatra Dale Archer durante un'intervista con Business Insider. "Inoltre, i sintomi non sono così evidenti in tutti i pazienti affetti dalla patologia. Come con le altre dipendenze, ho il sospetto che solamente l'1% della popolazione abbia problemi tali da influenzare la quotidianità delle proprie vite".

La nomofobia è un fenomeno di cui si parla ormai da parecchi anni, da quando il settore degli smartphone si è rivolto alle masse, e rientra all'interno di un campo più ampio, ovvero quello della dipendenza da internet. Solo di recente, tuttavia, alcuni psicologi hanno proposto di aggiungere la nomofobia all'interno del DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), ovvero nel manuale delle patologie riconosciute ufficialmente.

È importante creare delle linee guida, secondo Archer, per cercare di arginare la dipendenza da internet e dal proprio smartphone, iniziando con semplici regole da imporsi autonomamente: smettere di inviare messaggi mentre si guida, non portare dispositivi elettronici in bagno, non usare lo smartphone durante un'uscita con gli amici o un appuntamento in generale; questi potrebbero rappresentare un buon inizio per distaccarsi, quando possibile, dalla dipendenza dalla tecnologia.

22 Commenti
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bodomTerror01 Agosto 2014, 14:26 #1
pfff e poi mi dicono che sono arretrato col mio d500, almeno io guardo in faccia alle persone
acerbo01 Agosto 2014, 14:45 #2
io ho la nofigafobia
diddum01 Agosto 2014, 14:50 #3
Originariamente inviato da: acerbo
io ho la nofigafobia


e quindi hai deciso di cambiare sesso ?
recoil01 Agosto 2014, 15:18 #4
secondo me tanta gente ha questo problema, diventando schiava del cellulare
io lo uso moltissimo ma ci sono i momenti in cui posso dire basta e me ne libero completamente

ora ci sono addirittura le spiagge con wi-fi, io quando vado al mare lo smartphone lo lascio in camera, non ci penso minimamente a portarlo sotto l'ombrellone...
idem quando sono fuori a cena, lo smartphone se ne sta tranquillo in tasca salvo qualcuno mi chieda di mostrargli una foto o cose del genere, ma non mi metto certo a cazzeggiare con il telefono mentre sto a cena con altra gente

la tecnologia è fantastica, ma se deve diventare una droga allora meglio lasciar perdere...
PhoEniX-VooDoo01 Agosto 2014, 15:36 #5
Originariamente inviato da: recoil
secondo me tanta gente ha questo problema, diventando schiava del cellulare
io lo uso moltissimo ma ci sono i momenti in cui posso dire basta e me ne libero completamente

ora ci sono addirittura le spiagge con wi-fi, io quando vado al mare lo smartphone lo lascio in camera, non ci penso minimamente a portarlo sotto l'ombrellone...
idem quando sono fuori a cena, lo smartphone se ne sta tranquillo in tasca salvo qualcuno mi chieda di mostrargli una foto o cose del genere, ma non mi metto certo a cazzeggiare con il telefono mentre sto a cena con altra gente

la tecnologia è fantastica, ma se deve diventare una droga allora meglio lasciar perdere...


l'altro giorno ho visto ad un tavolo una mamma e due figlie (15 anni circa penso) che dopo aver mangiato hanno tirato fuori tutte e tre i loro rispettivi cellulari e si sono messe a consultarli, ignorandosi.
l'ho trovata una scena profondamente triste, e non è la prima volta che mi capita..


ma alla fine non ce da stupirsi, quando qualcosa viene consegnato alle masse queste mostrano chiaramente i limiti dei singoli ...
Raven01 Agosto 2014, 15:38 #6
Si chiama "nomofobia", abbreviativo di "no-mobile-phone phobia


ah... pensavo "imbecillità"...
frankie01 Agosto 2014, 16:22 #7
Caro nino ed anche agli autori originali,

L'articolo ha due principali inesattezze relative al termine:

-fobia è relativo ad una fobia cioè ad un'irrazionale e persistente paura e repulsione di certe situazioni, oggetti, attività, animali o persone, che può, nei casi più gravi, limitare l'autonomia del soggetto, ma che non rappresenta un reale pericolo per la persona (Galimberti, 1999).

-Mentre la dipendenza da smartphone è una dipendenza cioè una alterazione del comportamento che da semplice o comune abitudine diventa una ricerca esagerata e patologica del piacere attraverso mezzi o sostanze o comportamenti che sfociano nella condizione patologica (ASAM, http://www.asam.org/for-the-public/...on-of-addiction)

In ogni caso non c'è bisogno di coniare un nuovo termine perchè nell'ultimo aggiornamento del manuale diagnostico dei disturbi psichici (DSM) le diverse dipendenze sono diventate una unica con la specificazione su che cosa c'è dipendenza. In altre parole prima c'erano 100 codici per 100 dipendenza, adesso uno solo e poi va specificata la dipendenza.
In ogni caso anche prima ci poteva essere una dipendenza NAS (no, non dallo storage di rete ) ma non altrimenti specificato, cioè su altri fattori non precedentemente considerati.

Quello che va considerato è che fobia e dipendenza sono due cose diverse, magari correlate ma diverse.

Ma il vero nome della dipendenza da smartphone è la smartphonite
http://www.youtube.com/watch?v=GiFsIBFwtBY
Bivvoz01 Agosto 2014, 16:48 #8
Originariamente inviato da: frankie
Caro nino ed anche agli autori originali,

L'articolo ha due principali inesattezze relative al termine:

-fobia è relativo ad una fobia cioè ad un'irrazionale e persistente paura e repulsione di certe situazioni, oggetti, attività, animali o persone, che può, nei casi più gravi, limitare l'autonomia del soggetto, ma che non rappresenta un reale pericolo per la persona (Galimberti, 1999).

-Mentre la dipendenza da smartphone è una dipendenza cioè una alterazione del comportamento che da semplice o comune abitudine diventa una ricerca esagerata e patologica del piacere attraverso mezzi o sostanze o comportamenti che sfociano nella condizione patologica (ASAM, http://www.asam.org/for-the-public/...on-of-addiction)

In ogni caso non c'è bisogno di coniare un nuovo termine perchè nell'ultimo aggiornamento del manuale diagnostico dei disturbi psichici (DSM) le diverse dipendenze sono diventate una unica con la specificazione su che cosa c'è dipendenza. In altre parole prima c'erano 100 codici per 100 dipendenza, adesso uno solo e poi va specificata la dipendenza.
In ogni caso anche prima ci poteva essere una dipendenza NAS (no, non dallo storage di rete ) ma non altrimenti specificato, cioè su altri fattori non precedentemente considerati.

Quello che va considerato è che fobia e dipendenza sono due cose diverse, magari correlate ma diverse.

Ma il vero nome della dipendenza da smartphone è la smartphonite
http://www.youtube.com/watch?v=GiFsIBFwtBY


La vera malattia grave negli ultimi tempi è quella che affligge alcuni giornalisti e li spinge a inventarsi nomi assurdi per ogni cosa.
Pensa i temporali che li chiamano Circe, Gennaro, Ulisse, Pasquale
Pier220401 Agosto 2014, 17:28 #9
Per il 90% oggi la malattia degli smartphone si chiama "Facebook"
----------
Filippo si trovava al ristorante "Braccio di ferro"
giù a guardare il ristorante Braccio di Ferro che fa le migliori cozze alla Tarantina.

Arrivano 50 mi piace, poi i commenti, e POI i mi piace ai commenti, poi arriva quello che dice che le migliori cozze alla Tarantina le fa il ristorante "Gambadilegno", e giù commenti a Gambadilegno e i mi piace, dopo 6 ore l'ondata è finita , fino a quando compare la superfiga che dice che si è fatta le manicure al centro di bellezza Jessy & Barby, arrivano 32.000 mi piace e i commenti irripetibili in orari diurni

Alla sera finalmente, quando la batteria sta esalando gli ultimi respiri arriva il messaggio su Whatsapp dell'amica che dice "Mi accompagni questa sera al localino Naif che ho visto su Facebook le mie amiche lì ?"
PhoEniX-VooDoo01 Agosto 2014, 17:55 #10
Originariamente inviato da: Pier2204
Per il 90% oggi la malattia degli smartphone si chiama "Facebook"
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Filippo si trovava al ristorante "Braccio di ferro"
giù a guardare il ristorante Braccio di Ferro che fa le migliori cozze alla Tarantina.

Arrivano 50 mi piace, poi i commenti, e POI i mi piace ai commenti, poi arriva quello che dice che le migliori cozze alla Tarantina le fa il ristorante "Gambadilegno", e giù commenti a Gambadilegno e i mi piace, dopo 6 ore l'ondata è finita , fino a quando compare la superfiga che dice che si è fatta le manicure al centro di bellezza Jessy & Barby, arrivano 32.000 mi piace e i commenti irripetibili in orari diurni

Alla sera finalmente, quando la batteria sta esalando gli ultimi respiri arriva il messaggio su Whatsapp dell'amica che dice "Mi accompagni questa sera al localino Naif che ho visto su Facebook le mie amiche lì ?"



per il breve periodo che ho avuto un account mi e capitato che due mie "amiche" fossero andate a St. Moritz e mentre erano in qualche caffetteria li in centro si sono fatte una foto, messa in bacheca e poi si sono messe li a commentare (su facebook) quanto fosse "figoso" essere li

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