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Western Digital Caviar SE16 a 750GB
Paolo Corsini 05 Giugno 2007, alle 16:52 Storage Western Digital incrementa la capacità del proprio hard disk SATA da 3 pollici e mezzo, introducendo nuove tecnologie miranti a garantirne l'affidabilità
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Western Digital ha annunciato la prossima disponibilità di un nuovo
modello di hard disk della serie Caviar; parliamo del Caviar SE16, meccanica da 3
pollici e mezzo con capacità complessiva di 750 Gbytes. La struttura prevede 4
piatti, ciascuno capace di memorizzare 188 Gbytes di dati circa, con una velocità di
rotazione di 7.200 giri al minuto, supporto al Native Command Queuing, cache da 16 Mbytes
e interfaccia Serial ATA 300Mbytes al secondo.
Western Digital ha introdotto alcune nuove tecnologie all'interno di questa nuova serie
di hard disk, miranti sia a ridurre il consumo che a incrementare la durata complessiva
minimizzando le vibrazioni indesiderate; in questa versione la garanzia è di 3 anni, ma
è presumibile che a breve Western Digital possa presentare una versione RE specificamente
orientata al mercato enterprise con garanzia di 5 anni.
La prima tecnologia implementata prende il nome di IntelliSeek: con
essa le testine che scorrono lungo i piatti vengono spostate nella posizione richiesta per
la lettura o scrittura dei dati non nel modo più veloce possibile, ma bilanciando lo
spostamento delle testine con la rotazione del piatto. L'obiettivo è quello di fare in
modo che la testina giunga nell'area del piatto che deve raggiungere per la lettura o la
scrittura dei dati esattamente nel tempo richiesto e non in anticipo, così che il
movimento di spostamento della testina possa avvenire ad una velocità bilanciata e non
necessariamente alla più alta possibile.
Non si verifica, con questa tecnica, un rallentamento delle prestazioni in lettura o
scrittura quanto la testina è pronta nel momento in cui il piatto ha ruotato sino al
punto corretto, ma dato che la velocità di spostamento della testina lungo il piatto può
essere inferiore a quella massima si riducono le vibrazioni e quindi potenziali rischi di
rottura nel lungo periodo. Sul sito Western Digital è disponibile, a questo
indirizzo, una animazione che spiega come funzioni all'atto prativo IntelliSeek.
La seconda tecnologia implementata da Western Digital prende il nome di StableTrack
motor: il motore di rotazione è più resistente alle vibrazioni rispetto a
quanto implementato in precedenza, disegnato in modo tale che eventuali vibrazioni
generate da altoparlanti posizionati vicino all'hard disk non introducano penalizzazioni
prestazionali. Il nuovo hard disk inoltre implementa una tecnologia che blocca le testine
durante le fasi di spin up e spin down, cioè accensione e spegnimento, evitando così che
i piatti e le testine stesse possano essere inavvertitamente danneggiate durante queste
fasi.
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Commenti (11)
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| Commento # 11
di: Octane
pubblicato il 07 Giugno 2007, 22:03 |
| Originariamente inviato da: Marco71 | ...come al solito debbo constatare che sono veramente poche, pochissime le costruttrici di hard disk che hanno veramente innovato e con molto anticipo.
I.B.M introdusse "secoli fa" il sistema di loading/unloading e poi, ere geologiche dopo, esso comparve soprattutto sui modelli di unità in fattore di forma da 2.5 (ed inferiori ) pollici: Scorpio di W.D e Momentus di Seagate.
Mentre I.B.M->Hitachi Global Storage ha adottato tale sistema di "messa in sicurezza" del gruppo testine su tutte le linee di hard disk (Ultrastar, Desktar, Travelstar,Endurastar ecc. ecc.) il resto dei costruttori sol oed esclusivamente sulle unità di cui sopra...la totalità delle unità anche di grosso pregio (S.C.S.I,S.A.S, Raptor W.d ecc.) ha continuato ad adottare la molto poco "sicura" tecnica C.S.S.
E la storia si ripete attraverso corsi e ricorsi...
Hitachi Global Storage ere geologiche fa, sulla innovativa famiglia "near line" 7K400 introdusse sia il controllo addizionale delle vibrazioni indotte esternamente R.V.S (tramite accelerometri solid state della Murata; poi tale metodo adottato in toto da Seagate sulle serie NL35.x ed ES), sia un motore per lo spindle meccanicamente enhanced per supportare i 5 dischi dello stack...il che mi ricorda molto ma molto StableTrack di W.D.
Nel precambriano poi, Seagate introdusse per la prima volta in unità "hard disk" di tipo Winchester 30-30, con la prestigiosa famiglia X15 il sistema di spostamento integrato nel firmware di controllo del moto del gruppo testine, denominato "Just In Time" ed Intelliseek è una sua "riedizione" ovviamente semplificata.
"Just In Time" è presente poi in tutte le seguenti famiglie di h.d "enterprise" S.C.S.I/S.A.S ed è possibile disabilitarlo tramite le SeaTools Enteprise prima ovviamente di integrare le unità in matrici R.A.I.D (ad esempio).
Con il JustInTime off, il controllore alimenterà il V.C.M con un profilo di corrente simile al classico Bang-bang...con notevole emissione di vibrazioni spurie e rumore dovute al profilo molto ma molto aggressivo di accelerazioni/decelerazioni.
Le richieste di brevetto per JustInTime da parte di Seagate risalgono a fine anni '90.
Grazie.
Marco71. |
verissimo ed ineccepibile..
ogni generazione di hard disks ripropongono con un nome nuovo tecnologie gia' ben piu' che che consolitate, specie sui dischi di fascia desktop.
Ad ogni modo i produttori di hdd magnetici hanno "annusato" l'avvento su larga scala dello storage solido ormai da un 2-3 anni. E' da allora infatti che si e' assistito alla fine delle innovazioni per le prestazioni o la sicurezza/durata dei dispositivi in favore del semplice aumento della capacita'.
E' vero che la nostra "fame di spazio" e' aumentata notevolmente (il che giustifica parzialmente la scelta dei produttori) ma la capienza elevata e' l'unica punto che ancora gioca a favore dei dischi magnetici
Personalmente sto alla porta a vedere come evolve la situazione..  |
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I.B.M introdusse "secoli fa" il sistema di loading/unloading e poi, ere geologiche dopo, esso comparve soprattutto sui modelli di unità in fattore di forma da 2.5 (ed inferiori ) pollici: Scorpio di W.D e Momentus di Seagate.
Mentre I.B.M->Hitachi Global Storage ha adottato tale sistema di "messa in sicurezza" del gruppo testine su tutte le linee di hard disk (Ultrastar, Desktar, Travelstar,Endurastar ecc. ecc.) il resto dei costruttori sol oed esclusivamente sulle unità di cui sopra...la totalità delle unità anche di grosso pregio (S.C.S.I,S.A.S, Raptor W.d ecc.) ha continuato ad adottare la molto poco "sicura" tecnica C.S.S.
E la storia si ripete attraverso corsi e ricorsi...
Hitachi Global Storage ere geologiche fa, sulla innovativa famiglia "near line" 7K400 introdusse sia il controllo addizionale delle vibrazioni indotte esternamente R.V.S (tramite accelerometri solid state della Murata; poi tale metodo adottato in toto da Seagate sulle serie NL35.x ed ES), sia un motore per lo spindle meccanicamente enhanced per supportare i 5 dischi dello stack...il che mi ricorda molto ma molto StableTrack di W.D.
Nel precambriano poi, Seagate introdusse per la prima volta in unità "hard disk" di tipo Winchester 30-30, con la prestigiosa famiglia X15 il sistema di spostamento integrato nel firmware di controllo del moto del gruppo testine, denominato "Just In Time" ed Intelliseek è una sua "riedizione" ovviamente semplificata.
"Just In Time" è presente poi in tutte le seguenti famiglie di h.d "enterprise" S.C.S.I/S.A.S ed è possibile disabilitarlo tramite le SeaTools Enteprise prima ovviamente di integrare le unità in matrici R.A.I.D (ad esempio).
Con il JustInTime off, il controllore alimenterà il V.C.M con un profilo di corrente simile al classico Bang-bang...con notevole emissione di vibrazioni spurie e rumore dovute al profilo molto ma molto aggressivo di accelerazioni/decelerazioni.
Le richieste di brevetto per JustInTime da parte di Seagate risalgono a fine anni '90.
Grazie.
Marco71.
verissimo ed ineccepibile..
ogni generazione di hard disks ripropongono con un nome nuovo tecnologie gia' ben piu' che che consolitate, specie sui dischi di fascia desktop.
Ad ogni modo i produttori di hdd magnetici hanno "annusato" l'avvento su larga scala dello storage solido ormai da un 2-3 anni. E' da allora infatti che si e' assistito alla fine delle innovazioni per le prestazioni o la sicurezza/durata dei dispositivi in favore del semplice aumento della capacita'.
E' vero che la nostra "fame di spazio" e' aumentata notevolmente (il che giustifica parzialmente la scelta dei produttori) ma la capienza elevata e' l'unica punto che ancora gioca a favore dei dischi magnetici
Personalmente sto alla porta a vedere come evolve la situazione..