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Storage organico, una prospettiva futuribile?
Andrea Bai 14 Luglio 2006, alle 11:39 Storage Una proteina organica modificata geneticamente potrebbe permettere la realizzazione di dischi ad alta capacità in grado di immagazzinare fino a 50TB di dati
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Il futuro dello storage è nei dischi organici? Sì, almeno
secondo il professor Venkatesan Renugoplakrishnan dell'Harvard Medical School
di Boston e il team di ricerca del colosso giapponese NEC, che hanno studiato
una modalità per immagazzinare fino a 50 Terabyte di dati su un
singolo disco del diametro dei normali CD e DVD che prevede l'impiego
di una sostanza basata su una particolare proteina.
Si tratta della batteriodopsina, una proteina che si trova nella membrana
di archeobatteri che vivono in ambienti paludosi e salmastri, che è in
grado di modificare la propria struttura quando colpita da energia in forma
di fotoni, ovvero dalla luce. Un batterio come l'Halobacterium salinarium
fa uso di questa proteina come fonte d'energia, dal momento che la batteriodopsina
trasforma i fotoni accumulati in energia chimica, rilasciandola velocemente
e permettendo così le funzioni basilari del batterio. Durante questo
processo la struttura della molecola ritorna alla forma originaria.
Il professore dall'impronunciabile cognome ha dovuto modificare geneticamente
il batterio in modo tale che la proteina prodotta rilasci molto più
lentamente l'energia assorbita, facendo sì che la struttura acquisita dopo l'assorbimento
dei fotoni venga mantenuta per molto tempo. In questo modo l'informazione può
essere conservata e la proteina diventa adatta per impieghi di storage. La batteriodopsina
è inoltre caratterizzata da dimensioni ridottissime, fattore che ne permette
l'accorpamento in elevatissime quantità, consentendo quindi la realizzazione
di dischi ad elevata capacità.
La batteriodopsina è in grado di assorbire radiazioni al massimo fino
a 585 nanometri di lunghezza d'onda, ovvero luce di colore giallo-verde.
Nel caso, quindi, questi studi dovessero portare alla realizzazione di un prodotto
commerciale, sarà quindi necessaria la realizzazione di unità
equipaggiate con un diverso diodo laser rispetto a quelli attualmente
impiegati per DVD (650 nanometri di lunghezza d'onda, laser rosso) e Blu-Ray
e HD DVD (405 nanometri di lunghezza d'onda, laser blu).
Il gruppo di ricerca stima di poter realizzare un disco USB e di metterlo in
commercio nel giro di 12 mesi e un prodotto di storage ottico in una finestra
temporale successiva di 6 o 12 mesi.
Fonte: ABC Online |
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Commenti (59)
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| Commento # 2
di: davidon
pubblicato il 14 Luglio 2006, 11:44 |
storage organicoio ce l'ho già
è la fossa biologica della casa al mare
se mi sospendono... me lo merito 
ciaobye |
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| Commento # 3
di: .Kougaiji.
pubblicato il 14 Luglio 2006, 11:47 |
Azzo davvero interessante
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| Commento # 4
di: Paganetor
pubblicato il 14 Luglio 2006, 11:47 |
"Un batterio come l'Halobacterium Salinarium fa uso di questa proteina come fonte d'energia, dal momento che la batteriodopsina trasforma i fotoni accumulati in energia chimica, rilasciandola velocemente e permettendo così le funzioni basilari del batterio. Durante questo processo la struttura della molecola ritorna alla forma originaria."
vale quasi di più la pena vedere se si può utilizzare come alternativa ai pannelli solari....  |
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| Commento # 5
di: LinoX-79
pubblicato il 14 Luglio 2006, 11:50 |
Modifiche genetiche alle proteine?
Cara redazione...
Le proteine sono molecole, non possono essere modificate geneticamente (in quanto non hanno DNA) casomai possono essere modificate chimicamente. |
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| Commento # 6
di: loveandpeace74
pubblicato il 14 Luglio 2006, 11:50 |
Già sentito...
Questa notizia gira da parecchi anni, la prima volta l'ho letta su Focus nel 1997, all'epoca non si parlava di Tb ma si prospettava una cosa del genere, mi sa che devono passare parecchi anni prima che si veda qualcosa... |
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| Commento # 8
di: mentalrey
pubblicato il 14 Luglio 2006, 11:51 |
Sembra quasi di parlare di Startek con le Gelatine Bioneurali.
Il discorso e' interessantissimo, si dal punto di vista di avere
dei batteri di palude O_O che mi fanno da storage, (speriamo che non soffrano di influenza o che la attacchino a noi).
Sia per a capienza che per quella postilla sulla "durata"...
semrerebbe quasi che il "rilascio prolungato" dell'informazione
significhi che avremo storage con scadenza tipo fagioli.
Chiaramente si tratta di ironiche speculazioni da parte mia.
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| Commento # 10
di: mentalrey
pubblicato il 14 Luglio 2006, 11:54 |
P.S. non che gli attulai supporti ottici siano meglio...quante persone
hanno perso i dati su DVD scadenti, dopo un annetto dalla registrazione.
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toh, un nuovo standard si prospetta all'orizzonte!?