SSD, arriva la guerra dei prezzi al ribasso
Alcuni produttori di SSD avrebbero deciso di condurre una vera e propria battaglia di prezzi per spazzare via la concorrenza scomoda, a tutto vantaggio dei consumatori. Ecco qualche dettaglio
di Alessandro Bordin pubblicata il 26 Aprile 2012, alle 11:52 nel canale StorageDa quando il Solid State Drive è diventato un componente abbordabile dal punto di vista del prezzo, almeno per i modelli meno capienti, si è scatenata una vera e propria bagarre fra produttori, ansiosi di avere le proprie soluzioni in listino. Il motivo è presto detto: queste unità permettono un buon margine di guadagno e la componentistica è di facile reperibilità, motivo per cui molti brand estranei al settore dello storage hanno deciso di entrarci senza troppi problemi.
Questo passo non è infatti particolarmente impegnativo: essendo costituiti da chip memoria NAND Flash e un controller, i Solid State Drive possono essere considerati, dal punto di vista puramente tecnico e di componentistica, dei dongle USB evoluti. Sappiamo benissimo che esistono differenze anche enormi tra un modello e l'altro, ma si capisce anche che non è necessario un know-how particolare per proporre la propria soluzione SSD sul mercato, cosa non possibile certo con i tradizionali hard disk meccanici a piatti rotanti.
A qualcuno però la situazione comincia a dare fastidio. Secondo Digitimes, infatti, Kingston Technology, Intel, OCZ e Crucial sarebbero infastidite dalla presenza di brand dell'ultima ora nel settore degli SSD, accusati di confondere il mercato con soluzioni di dubbia qualità, ostacolando lo sviluppo dell'intero settore. Vero o meno che sia, la notizia buona per l'utente finale è la ricetta pensata dai big appena citati.
Come fare a ostacolare i rimarchiatori di SSD dell'ultima e penultima ora? Tagliando i prezzi, anche in modo sensibile. Le forniture ai big, quando non sono proprio loro a produrre chip NAND Flash, godono sicuramente di vantaggi economici dovuti agli enormi volumi, permettendo loro di fare margini con più facilità rispetto ai piccoli concorrenti. Abbassare i prezzi significa dunque rendere poco o per nulla conveniente, per i piccoli produttori, restare nel settore, che non saranno in grado di allinearsi ai prezzi di Kingston Technology, Intel, OCZ e Crucial.
Vedremo nelle prossime settimane cosa succederà. La fonte, inoltre, cita come il 2012 sarà l'anno in cui avverrà la transizione dalle unità SATA2 a quelle SATA3 (in grandi volumi, ovviamente), con le capienze mainstream che passeranno dalle attuali 32-64GB a 128-256GB. Occhio ai listini, dunque, soprattutto per chi sta pensando da tempo al passaggio ad una unità Solid State.










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